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Sandy Iannella, International Terracina: “La Coppa test per il campionato, li vogliamo vincere. Nazionale? Emozione essere il primo capitano”

Dopo l’ottima prova di inizio mese, in Portogallo, della Nazionale di mister Del Duca dal 7 al 10 luglio in Calabria, a Cirò Marina, è andata in scena la prima storica Coppa Italia femminile di Beach Soccer.
Sei le squadre partecipanti divise in due gironi: in quello B era inserita anche l’ International  Lady Terracina Bs che nelle sue fila vedeva anche Sandy Iannella, che apre la chiacchierata parlando delle aspettative nel torneo da poco concluso:
Ovviamente quando scendi in campo ed affronti una competizione, cerchi sempre di dare il massimo per fare bene e per vincere. Così non è stato, però ci è servito per vedere a che punto stiamo e su cosa dobbiamo lavorare”.
Per le laziali una sconfitta all’esordio, contro il Pavia, e una vittoria, nella seconda uscita con il Catania. A riguardo la classe ’87 sottolinea:
“Sono state partite che ci sono servite per vedere le condizioni generali della squadra. Purtroppo il mister non ah potuto lavorare nel miglior modo possibile perché non aveva a disposizione tutte le atlete visti gli impegni della Nazionale. Da adesso in poi prepareremo al meglio il campionato”.

La calciatrice toscana del Pontedera, infatti, ad inizio mese è stata impegnata in Portogallo, a Nazarè, per le prime storiche gare della Nazionale di Beach Soccer:
“La Nazionale è stata un’esperienza meravigliosa sotto tutto i punti di vista. Essere il primo capitano per me è stato un orgoglio ed un grande onore.
Sapevamo che avremmo affrontato squadre di livello superiore, visto che le altre nazionali sono nate oramai da 4-5 anni. Quindi non vedevamo l’ora di confrontarci e capire a che livello era la nostra squadra”.
L’Italia sulla spiaggia lusitana a tenuto testa a Spagna, Inghilterra e Portogallo e capitan Iannella rincara la dose:
“Non pensavamo di fare così bene  ma eravamo consapevoli delle nostre potenzialità, anche se non avevamo neanche mai fatto un’amichevole.
Ma d’altra parte l’Italia ha sempre dimostrato di aver quel qualcosa in più e noi probabilmente l’abbiamo sfruttato.
Abbiamo realizzato un sogno ovvero vincere la prima partita contro la Spagna vice campione d’Europa, all’esordio assoluto, e poi con l’Inghilterra, campione d’Europa. Sono attimi che non dimenticherò mai. Ora non dobbiamo sottovalutare le prossime gare”.

L’attenzione poi si sposta nuovamente sulla Coppa Italia andata in scena a Cirò Marina sulla quale la calciatrice, con trascorsi tra Torres, Sassuolo e Mozzanica, aggiunge:
“Il livello si è alzato, tutte le squadre possono competere tra di loro. Anche se ci sono stati dei risultati netti, sappiamo che il beach è fatto di episodi e a volte anche ti fortuna. Basta che un rimbalzo ti giri a favore ed il gioco è fatto”.
A breve la tappa con il campionato italiano di beach soccer a Viareggio sulla quale l’atleta livornese chiosa:
“Questa Coppa Italia ci è servita da rodaggio. Molte ragazze non mettevano piede sulla sabbia da quasi un anno e per altre è stata la prima volta. Per il campionato vogliamo essere pronte e preparate a lottare per il titolo, la nostra società è ambiziosa e faremo di tutto per mettere in campo il nostro meglio”.

La chiusura è sulla Nazionale di calcio ad 11, con la quale il jolly offensivo ha un trascorso con tanto di partecipazione agli Europei del 2013 e 2017:
“Sono stata fortunata ad aver avuto la possibilità di indossare la maglia Azzurra dal 2006 al 2018 con 39 presenze.
Sapevo che la nostra Nazionale avrebbe avuto delle difficoltà ad affrontare la Francia.
Loro sono molto forti sia sotto l’aspetto fisico che tattico, e lo hanno dimostrato, mentre noi forse l’abbiamo affrontata troppo a viso aperto. Illuse in un primo momento, al gol sbagliato dalla Bonansea, subito il primo gol ci hanno letteralmente surclassato.
Sono state superiori probabilmente affrontandole diversamente il passivo sarebbe stato meno duro”.

Lazio Global 5: arriva Jessica Marquez conferma per Denise D’Angelo

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Doppia ufficialità di mercato in casa Lazio, team che nella prossima stagione giocherà nella massima serie di calcio a 5.
Tra i nuovi acquisti le biancocelesti avranno a disposizione Jessica Marques, pivot classe ’91.
La calcettista brasiliana è reduce dall’esperienza con le sarde dell’Athena Sassari, con le quali ha segnato 16 reti nell’ultimo campionato di Serie A.
Nella rosa di mister Chielli, poi, resterà Denise D’Angelo. L’atleta è stata confermata dopo l’ottima stagione disputata nella squadra laziale.

Raffaella Manieri: “Credo nella possibilità di riscatto delle Azzurre, con l’Islanda occhio alle palle inattive”

Per la rubricaA pranzo con l’Ospite” abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Raffaella Manieri.
L’ex calciatrice della Nazionale, maglia con la quale ha collezionato 65 presenze e 10 reti tra il 2007 ed il 2016, apre la chiacchierata parlando dell’esordio delle Azzurre contro la Francia:
“La Francia ha impressionato per la forza fisica, di alcune calciatrici, soprattutto nell’uno contro uno sugli esterni. Abbiamo difeso spesso molto alto, arrivando però in ritardo sulle avversarie e lasciando loro la profondità, rafforzando le loro qualità fisiche. Abbiamo perso le distanze tra i reparti ed abbiamo iniziato a subire le loro combinazioni fra le linee. Questa sconfitta però è diversa perché l’Italia è sempre stata propositiva e questo mi fa capire che stiamo crescendo giorno dopo giorno”.
Sulla sconfitta la Rappresentate femminile dell’ Aiac Marche sottolinea:
Si è vista la differenza che ancora esiste fra i due movimenti. Quello transalpino può avvalersi da tempo di giovani cresciute da una progettazione precisa mentre in Italia partiamo ora con il professionismo. Tra qualche anno anche noi avremo atlete cresciute in settori giovanili dedicati al femminile e pronte a competere con tutti”.

Ora alle porte la gara con l’Islanda. L’ex di Brescia, Bayern Monaco, Milan e Torres, tra le altre, non nasconde la fiducia nel gruppo Azzurro:
“Credo nella possibilità di riscatto. Islanda e Belgio hanno dimostrato di essere due squadre importanti ma alla nostra portata. L’Islanda dalla sua ha una grossa fisicità e cercherà di sfruttare le palle alte quelle inattive ed il gioco aereo. Noi dovremo giocare palla a terra come abbiamo fatto nella ripresa con la Francia”.
La classe ’86 nata a Pesaro sposta poi l’attenzione sulla rassegna continentale, vissuta in primo piano nel 2009 e nel 2013:
“Si sono messe in evidenza delle qualità importanti già dalle prime gare. Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Svezia ed Olanda hanno dimostrato di poter ambire alla conquista di questo Europeo. In generale ho visto un’intensità nel ritmo di gioco davvero notevole, segno che il calcio femminile sta ancora crescendo si tecnicamente che fisicamente”.

Sui ricordi con la maglia dell’Italia l’ex centrocampista aggiunge:
“Non potrò mai dimenticare la mia prima convocazione a 14 anni come le sensazioni sull’indossare quella maglia e cantare l’inno. Per me era una miscela che mi responsabilizzava e credo lo faccia a chiunque provi questa gioia. Non dimenticherò nemmeno il primo Europeo che mi portò poi il Mondiale Under 19 in Thailandia come l’esordio, e le reti siglate, nella Nazionale maggiore”.
La chiusura della Manieri è invece sul passaggio al professionismo:
“”Un primo passo importante è stato fatto e ne siamo tutte felici. Oltre all’aspetto economico di uno stipendio minimo, le ragazze potranno sostenere una maternità, avere contributi previdenziali per il fondo di fine carriera e usufruire di tutele assicurative. Resta ancora tanto da fare perchè ovviamente il professionismo riguarda solo le calciatrici di Serie A ed alcuni componenti dello staff, ma la volontà e che presto possa toccare anche le altre categorie. Mi sento ripagata, in tutta onestà, per tutti i sacrifici e le lotte fatte per guadagnarmi il rispetto di essere un’atleta ed una calciatrice e ringrazio tutte coloro che non hanno mai mollato come me”-

UEFA Women’s EURO: il risultato di Italia – Francia dice tanto, ma nasconde altrettanto…

Si è già parlato fin troppo di un primo tempo sottotono per la formazione di Milena Bertolini: il passivo al termine dei primi 45 minuti ha reso vani gli sforzi di un buon secondo tempo interpretato a dovere e col giusto approccio. Grazie al ca**o, questo è sotto gli occhi di tutti ed è la prima lacuna balzata agli occhi di tutti noi.
Un po’ di timore reverenziale?
L’emozione di prender parte, da protagoniste, ad una kermesse di tale importanza?
La tensione per le grandi aspettative che popolo tifoso e giornalisti hanno creato intorno all’ambiente?
Il risultato dice tanto, ma nasconde altrettanto: se analizziamo le statistiche nel loro complesso, notiamo che a fine partita le occasioni da gol create dalle francesi risultano solo 3 in più rispetto a quelle totalizzate dalla Nazionale italiana, nello specifico 12 contro 9. La differenza risiede nella percentuale realizzativa e nella conversione in rete di quanto creato: in parole povere la Francia è stata più concreta.
Il rapporto tra azioni create ed azioni riuscite si attesta al 74% per quanto concerne le azzurre, mentre il dato della squadra d’oltralpe è superiore di solo 8 punti percentuali. Nemmeno sul numero di tiri si registra una superiorità ben definita: l’Italia ha calciato 4 volte in meno rispetto alla Francia, ma, in proporzione, lo ha fatto con più precisione direzionando maggiormente i tiri nello specchio della porta. Maggior precisione azzurra si conferma anche sui cross effettuati, raddoppiando il dato bleu: mentre l’Italia ha portato a buon fine 7 cross su 15, le avversarie hanno tentato 16 volte di andare al cross, effettuandone a dovere solo 4. La propensione a cercare il disperato gol per riaprire la partita, ha permesso alle nostre ragazze di presentarsi 7 volte alla bandierina del corner, mentre i calci d’angolo battuti dalla formazione bleue sono stati solamente 3.
La superiorità francese si riscontra nella tenuta del campo, dove ha dominato in termini di costruzione del gioco e dove si registrano 461 passaggi riusciti su 536 totali: la percentuale di passaggi riusciti da parte delle azzurre non si discosta molto da quella francese, infatti supera anch’essa l’80%, ma il numero complessivo di passaggi è largamente inferiore e si attesta a soli 365 (171 in meno), che corrisponde alla media nazionale di passaggi per partita effettuati nel campionato di Serie A. L’organizzazione offensiva in fase di possesso e in contropiede premia la Francia: le azzurre hanno tentato 12 ribaltamenti di fronte, riuscendo a portarli a termine solo una volta.
L’Italia ha sovrastato le avversarie nell’efficacia del pressing di squadra, quindi possiamo affermare che l’organizzazione offensiva senza palla, unita alla grinta messa in campo nella seconda frazione di gioco, ha permesso alle azzurre di compensare il deficit fisico, che ha visto le nostre ragazze perdere 90 duelli su 148, e di condizione atletica.
Per quanto riguarda lo sviluppo del gioco sulle fasce, la partita è terminata in parità: ha vinto la Francia sulla fascia sinistra, dove per ben 31 volte ha creato attacchi, completandone 8 con tiri verso la porta, mentre sul lato destro del campo il dominio è azzurro.
Senza timore, concentrate sin dall’inizio, attendendosi alle indicazioni della C.T. in fase di pressing e nell’organizzazione tattica collettiva, le nostre ragazze potranno mettere in mostra maggior solidità nelle prossime partite e ambire a un passaggio del turno che una sola partita, d’esordio e per di più contro una delle favorite alla vittoria finale, non può aver compromesso.

Paesi Bassi – Portogallo 3-2: le Oranje ringraziano Van de Donk

Con uno splendido gol di Daniëlle van de Donk, i Paesi Bassi vincono la resistenza del Portogallo e centrano la prima vittoria nel Gruppo C.

I momenti chiave
7′ Damaris Egurrola porta in vantaggio i Paesi Bassi su calcio d’angolo
16′ Stefanie van der Gragt raddoppia di testa sugli sviluppi di un altro corner
38′ Carole Costa accorcia su rigore
47′ Diana Silva pareggia su cross di Costa
61′ I Paesi Bassi tornano in vantaggio con uno stupendo gol di Daniëlle van de Donk

La partita in breve: i Paesi Bassi fanno il bello e il cattivo tempo
Il Portogallo si vede subito annullare un gol di Jésica Silva per fuorigioco, ma mentre sembra a suo agio in attacco è fragile in difesa, soprattutto sui calci piazzati. Su un calcio d’angolo di Sherida Spitse, Damaris Egurrola svetta di testa e apre le marcature, mentre Stefanie van der Gragt raddoppia sugli sviluppi di un altro corner. Nel corso dell’azione, la giocatrice prende anche uno scarpino in faccia mentre si tuffa su un tiro deviato di Lieke Martens. I Paesi Bassi hanno anche la possibilità di dilagare, ma il Portogallo c’è e alla fine del primo tempo conquista un rigore per il fallo di Dominique Janssen su Diana Silva. Carole Costa si presenta sul dischetto e trafigge Daphne van Domselaar.

A inizio ripresa, Van Domselaar si supera per deviare un colpo di testa di Tatiana Pinto sopra la traversa. Pochi secondi dopo, però, il Portogallo pareggia con Diana Silva, che svetta su un cross di Carole Costa dalla destra e insacca. Due minuti più tardi, il gol di Jill Roord sul fronte opposto viene dichiarato in fuorigioco. Il Portogallo sembra avere il vento in poppa, ma a circa mezz’ora dalla fine Daniëlle van de Donk segna magistralmente dal limite dell’area ed entra di diritto tra le contendenti al Gol del torneo. I Paesi Bassi, privi di Vivianne Miedama e del portiere Sari van Veenendaal, resistono e portano a casa tre punti, ma il Ct Mark Parsons tira certamente un sospiro di sollievo.

Player of the Match: Damaris Egurrola (Paesi Bassi)
“La centrocampista è stata notevole nel gioco aereo e ha aumentato la pericolosità della sua squadra sui calci piazzati, spezzando anche le manovre avversarie”. – Panel Osservatori tecnici UEFA

Formazioni
Paesi Bassi: Van Domselaar; Wilms, Van der Gragt, Janssen, Olislagers (Casparij 62′); Spitse, Roord, Egurrola (Pelova 69′); Van de Donk, Beerensteyn, Martens (Brugts 83′)
Portogallo: Inês Pereira; Catarina Amado, Diana Gomes, Carole Costa, Joana Marchão (Kika Nazareth 65′); Andreia Norton, Dolores Silva (Fátima Pinto 65′), Tatiana Pinto; Ana Borges, Jéssica Silva, Diana Silva

Prossime partite
Il Gruppo C si conclude domenica alle 18:00 CET, quando la Svezia affronta il Portogallo al Leigh Sports Village e la Svizzera incontra i Paesi Bassi a Sheffield.

Caroline Weir, Real Madrid: “A Madrid si respira storia da tutti i pori”

Caroline Weir, Real Madrid
Caroline Weir, Real Madrid

La ventisettenne Caroline Weir arriva al Real Madrid dal Manchester City dopo avere vinto negli ultimi quattro anni due volte la Women’s FA Cup e due volte la Fa Women’s League Cup.
Da quando ha iniziato la carriera da professionista nel 2011 con la maglia dell’Hibernian, Weir ha giocato ben 88 volte con la propria Nazionale segnando in 14 occasioni. Nel 2013 va via dalla Scozia e firma con l’Arsenal vincendo la sua prima FA Cup nel 2014. Dopo avere militato con la maglia del Bristol City e del Liverpool, nel 2018 arriva al City a Manchester. Con la maglia dei Citizens ha giocato 124 volte segnando 38 reti e attirando l’interesse di tanti club.
Sono felice di essere arrivata nel migliore club del mondo, da cui si respira storia da tutti i pori. Mi ricordo che ho giocato qui gli ultimi anni nella Women’s Champions League, ricordo l’atmosfera e quanto era difficile venire a giocare qui. E’ bello essere dall’altra parte ora.” Il suo contratto era scaduto e Caroline cercherà ora con il Real di ridurre il divario con la capolista Barcellona e di andare avanti nella Women’s Champions League in cui giocherà il preliminare contro lo Sturm Graz. Il City giocherà invece contro il WFC Tomiris-Turan e affronterà poi proprio la vincente della sfida tra Real e Sturm Graz, reincontrando l’avversaria che l’aveva eliminata nella scorsa stagione.
Caroline ha vinto due volte la FA Women’s Continental League Cups e due volte la Vitality Women’s FA Cup.

I suoi riconoscimenti individuali:
Nel 2016 e nel 2020: Giocatrice Scozzese dell’Anno
Nel 2016: Miglior giocatrice femminile del Liverpool dell’anno
Nel 2017: NRS Scottish Sporting Breakthrough Award
Nel 2016-17, 2019-20, 2020-21 e 2021-22 nel miglior 11 della WSL
Nel 2020 nominata al Puskas Award
Nel 2021-22 Women’s International Player of the Year per la SFWA.

Dopo il terzo posto dell’anno scorso, il City ha perso già diverse calciatrici come Georgia Stanway, Jill Scott e Lucy Bronze. Il Real invece dopo Feller dello Stade Reims, muove le prime pedine per costruire una grande squadra nella prossima stagione. Sono andate via Kosovare Asllani (che ha firmato con il Milan), Marta Cardona, Aurelie Kaci e Peter Babett che si è ritirata.

Alberto Toril continua a chiedere calciatrici di caratura internazionale per far crescere il livello della squadra sia nel campionato spagnolo che nella prossima Women’s Champions League.

Credit Photo: Real Madrid femminile

La 3Team Brescia Calcio ha una nuova casa: giocherà a Barbariga

La 3Team Brescia Calcio si sta avvicinando, a piccoli passi, sul prossimo campionato lombardi di Eccellenza, e per la società bresciana ci sono novità importanti.

Infatti, la Prima Squadra e la Juniores giocherà nel Campo Comunale di Barbariga, paese che si trova sempre nella Provincia di Brescia. La conferma è arrivata, come si evince nella foto, con l’accordo tra il Presidente delle rossoblù Gianfausto Peroni e il sindaco di Barbariga Giacomo Uccelli siglato nei giorni scorsi.

Ma per la 3Team le novità non sono finite qui. Da quest’anno la società aprirà un ulteriore settore giovanile, oltre a quello già esistente di Fornaci e a nuovo quello di Vestone, che andrà a coprire tutta la Bassa Bresciana ad oggi scoperta. Poi dalle Primi Calci fino alle Giovanissime giocheranno a Fornaci.

Photo Credit: Facebook ASD 3Team Brescia Calcio

Asia Bragonzi, Sassuolo Femminile: “Il mio obiettivo è arrivare con questa squadra il più in alto possibile”

Secondo colpo quello messo in atto dal Sassuolo, dopo quello di Eleonora Goldoni, in questa sessione estiva di calciomercato. La società neroverde ha annunciato di preso l’attaccante Asia Bragonzi.

Nata nel 2001 la calciatrice originaria di Crema, ma cresciuta a Montodine (entrambe in provincia di Cremona) ha iniziato i suoi primi passi alla Montedinese per poi andare, nel 2016, a far parte del settore giovanile dell’Inter. Nel 2018 entra della Juventus, partendo nella formazione Primavera: ma è proprio con le bianconere che Asia ha fatto il suo esordio in prima squadra in Serie A, vincendo, seppur con poche presenze, due campionati consecutivi, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana.
Nel 2020 approda, in prestito, all’Hellas Verona Women dove, con sei reti in quindici partite, si rivela fondamentale per raggiungere la salvezza scaligera nella massima serie.
Nel novembre di quell’anno vince l’European Golden Girl, premio calcistico di Tuttosport riservato alla calciatrici Under-21 di ogni campionato europeo.
Nel 2021 sbarca all’Empoli, scendendo in campo ventidue volte con la maglia biancazzurra, e totalizza sette gol. Adesso l’esperienza al Sassuolo.

Per questa nuova stagione il mio obiettivo come squadra è quello di arrivare più in alto possibile – ha commentato Asia sui canali ufficiali del Sassuolo – personalmente, invece, sarebbe un sogno arrivare in doppia cifra, il focus principale resta comunque quello di migliorare. Per me alla base di tutto c’è il concetto di sacrificio, è questo che dobbiamo portare avanti con forza, ogni giorno, TUTTE INSIEME“.

Photo Credit: US Sassuolo Calcio

Gioco aereo e incisività sulle fasce: dove l’Islanda può fare male

La partita inaugurale con il Belgio ha messo in luce i punti di forza dell’Islanda, le certezze che l’Italia avrà il compito di annullare nella seconda giornata di questo Europeo. La prima riguarda il gioco aereo: le giocatrici di Halldorsson infatti, dopo i primi 90’, primeggiano sia per conclusioni di testa (otto) che per duelli aerei vinti (27 totali, almeno 10 più di qualsiasi altra formazione). Specialista in termini di elevazione Dagny Brynjarsdóttir – centrocampista del West Ham classe ’91 – che vanta il maggior numero di tentativi di testa (quattro) tra tutte quelle scese in campo, e che ha vinto sette dei nove duelli aerei ingaggiati nel match con il Belgio. Il secondo punto di forza della formazione islandese è rappresentato dalla facilità nell’arrivare alla conclusione: oltre ai 23 tiri nel match di Manchester (solo la Spagna ha fatto meglio nella prima giornata con 32) che certificano la spinta offensiva e propositiva di Gunnarsdottir e compagne, le ragazze di Halldorsson hanno numeri rilevanti in relazione al gioco prodotto sulle fasce: 18 i cross su azione contro il Belgio – solo Spagna (22 vs Finlandia) le percedono – sette dei quali andati a buon fine – anche in questo caso alle spalle delle iberiche (8).

Credit Photo: Andrea Amato

Svezia – Svizzera 2-1: Bennison fa la differenza

La giovane Hanna Bennison entra dalla panchina e segna il gol che affonda la Svizzera, regalando alla Svezia la prima vittoria nel Gruppo C di UEFA Women’s EURO 2022.

I momenti chiave
53′ Rolfö apre le marcature
55′ Bachmann pareggia
69′ Un tiro di Blackstenius viene fermato sulla linea
79′ Bennison riporta in vantaggio la Svezia

La partita in breve: decide Bennison
Il Ct svedese Peter Gerhardsson torna alla difesa a quattro e può schierare dall’inizio Stina Blackstenius, entrata dalla panchina contro l’Irlanda del Nord dopo un infortunio. È proprio lei a procurarsi la prima grande occasione, un colpo di testa spiovente parato da Gaëlle Thalmann, con la Svezia che domina in avvio ma viene comunque fermata da una difesa ben organizzata. L’unico rischio per le svedesi nel primo tempo arriva quando Ramona Bachmann intercetta un passaggio di Magdalena Eriksson in posizione pericolosa ma viene fermata da Hedvig Lindahl con l’aiuto di Nathalie Björn.

Al 52′, Blackstenius viene lanciata a rete da Filippa Angeldal con un bel passaggio spiovente, ma Thalmann para. Qualche istante dopo, però, il portiere svizzero viene battuto da Fridolina Rolfö, che riceve da Kosovare Asllani e non sbaglia da posizione angolata. Il vantaggio dura appena due minuti: su una respinta di Lindahl, Bachmann raccoglie la palla e insacca. La Svezia deve rifare tutto daccapo sembra riuscirci al 69′ con Blackstenius, che raccoglie una palla vagante in area con Thalmann fuori posizione, ma Viola Calligaris sulla linea e la subentrata Rachel Rinast fermano le sue conclusioni. Anche se gli attacchi della Svizzera sono rari, Lindahl viene impegnata da Ana-Maria Crnogorčević. A 11′ dalla fine, però, Bennison firma il gol decisivo con un tiro dal limite dell’area che elude diverse giocatrici. La Svezia sale dunque a quattro punti, mentre la Svizzera rimane a uno.

Visa Player of the Match: Caroline Seger (Svezia)
“Giocatrice importantissima per la Svezia, ha recuperato e distribuito bene il pallone. Sempre disponibile a ricevere un passaggio, è capitana e leader della squadra”. – Osservatori tecnici UEFA

Formazioni
Svezia: Lindahl; Glas, Ilestedt, Björn, Eriksson; Seger, Asllani, Angeldal (Bennison 68′); Rolfö, Blackstenius (Blomqvist 79′), Hurtig (Rytting Kaneryd 68′)
Svizzera: Thalmann; Maritz Calligaris, Bühler, Aigbogun (Rinast 59′); Wälti, Maendly (Mauron 68′); Crnogorčević, Sow, Reuteler (Riesen 59′); Bachmann (Humm 72′)

Prossime partite
Il Gruppo C si conclude domenica alle 17:00 (ora del Regno Unito), quando la Svezia affronta il Portogallo al Leigh Sports Village e la Svizzera rimane a Sheffield per incontrare i Paesi Bassi.

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