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Dal dilettante al lavoro sportivo

Convegno a La Sapienza di Roma

Si è svolto ieri, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche de La Sapienza a Roma, il convegno “Dal dilettante al lavoro sportivo” che ha analizzato le nuove tipologie di contratti sportivi previsti dal dlgs 36. Numerosi e autorevoli gli intervenuti al convegno, dal Presidente della Facoltà di Giurisprudenza de La Sapienza prof. Oliviero Diliberto, al prof. Stefano Bellomo ordinario di diritto del lavoro, all’avv. Guido Martinelli, consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tra i relatori anche la responsabile del settore femminile AIC Chiara Marchitelli che ha portato la propria testimonianza sul percorso fatto dalle calciatrici per il raggiungimento del professionismo e il Presidente AIC Umberto Calcagno che è intervenuto sulle novità dell’auspicata riforma sul lavoro sportivo dilettantistico. “Bisogna trovare soluzioni adeguate per dare risposte alle esigenze di lavoratori e atleti per tutelarne la dignità professionale” – ha sottolineato Calcagno. “Qualificare l’attività di chi opera nello sport significa qualificare tutto il settore che svolge una grande funzione sociale ed educativa nel nostro Paese. Con adeguate politiche fiscali si possono tenere insieme dignità professionale di chi lavora e sostenibilità del settore. Le nuove tipologie di contratti sportivi, che spero potremo meglio approfondire nelle prossime settimane” – ha concluso il Presidente AIC – “aiuteranno anche a superare l’istituto del vincolo sportivo, incompatibile con qualsivolglia forma di collaborazione”.

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Grazie, Tuija!

Il prossimo anno Tuija Hyyrynen non vestirà la maglia delle Juventus Women. Per la prima volta da quando esiste la squadra bianconera il numero 2 non sarà più il suo. L’ultima sfida insieme sarà la finale di Coppa Italia contro la Roma.

La sua storia con la Juve è stata indimenticabile: per lei parlano i numeri, i trofei e, più di ogni altra cosa, gli occhi. I suoi e quelli delle sue compagne. Bastava guardarli al termine della gara contro il Milan, ultima di campionato e momento in cui si è presa l’abbraccio della squadra, per capire che tipo di storia sia giunta alla fine. Una storia costellata di momenti speciali e al termine della quale il saluto è dolce, perché difficilmente se ne sarebbe potuta immaginare una migliore.

Tuija non è mai stata una di tante parole, ma in fondo non ne sono mai servite troppe. Sul campo è diventata un pilastro della squadra, terzino destro affidabile e costante, ma all’occorrenza anche difensore centrale, perché per la Juve ha sempre dato tutto. La squadra al primo posto. Sempre. Ed è stato naturale, così, essere un riferimento per il gruppo: per le nuove arrivate, per le più giovani, ma anche per chi, come lei, c’era da sempre.

In questi cinque anni è stata una certezza e saluta sapendo di essere nella storia della Juve. Saluta dopo aver consegnato allo Juventus Museum la maglia con cui ha toccato quota 100 presenze in bianconero. Un numero che racconta la sua importanza, che ha dentro di sé battaglie e vittorie.

Saluta dopo aver alzato al cielo dell’Allianz Stadium il trofeo dello scudetto, il quinto di fila per lei e per la Juve. Un altro momento speciale.

Saluta sapendo di aver lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi, che, ne siamo sicuri, si uniranno a noi nel dirle il più grande dei grazie. Potremmo scriverlo cinque volte, come le stagioni passate insieme; potremmo scriverlo nove volte, come i trofei conquistati fin qui; potremmo scriverlo 112 volte, come le presenze collezionate con la nostra maglia. Lo scriviamo tutti insieme: grazie, Tuija!

Il tuo nome, apparsoci così complicato al tuo arrivo in Italia, è nella storia delle Juventus Women.

Credit Photo: Paolo Pizzini

Finale di UEFA Women’s Champions League: analisi delle giocatrici stellari tra il Barcellona e l’Olympique Lione

Sabato alle 19:30, allo Stadium di Torino, Barcellona e Olympique Lyon si incontreranno per la “corona europea” della “Uefa Champions League”.

Due tra le squadre più forti del continente, che si scontreranno per il massimo titolo, in un duello senza risparmio di fiato tra le migliori giocatrici del pianeta. La nostra analisi  metterà in luce il ruolo di una contro l’analogo ruolo avversario per meglio evidenziare il loro potenziale fisico e le loro abilità a confronto.

Cloths contro Endler: le due guerriere tra i pali

Sandra Paños è, senza dubbio, una delle migliori portiere del mondo. Sandra cerca sempre di concentrarti ed evitare gli obiettivi chiave quando la tua squadra ha palla e quando il controllo della stessa non è facile. Negli anni ha dimostrato grande abilità uno contro uno ed ha poteri straordinari. Forse il suo punto più debole sono le palle aeree.

Di fronte, sul lato opposto, ci sarà Tiane Endler, considerata anche lei tra le numero uno più preparata del mondo. Il suo ruolo nell’ultima Coppa del Mondo con il Cile e il suo lavoro al PSG, nelle ultime stagioni, l’hanno porta ad essere il miglior portiere del campionato francese e della UEFA negli ultimi anni. La Cilena ha deciso di cambiare società quest’estate per raggiungere il Lione nella posizione di cui la squadra francese aveva più bisogno per rafforzarsi ed è diventato un pilastro della squadra. È stata a lungo infortunata, ma è arrivata in tempo per essere al cento per cento in questo tratto finale.

Mapi contro Renard, il perno difensivo.

Mapi León è diventata nel suo ruolo una delle migliori al mondo: veloce, intelligente, Mapi sa quando entrare o quando solo comparire nell’azione di gioco. È cresciuta molto negli ultimi anni e, in più, possiede una tecnica ed una classe straordinaria. Infatti, pur essendo un difensore centrale, si occupa di prendere palla ed impostare il gioco per le bleugrana. Ottima affinità sul quadrante di gioco con Irene Paredes e comprende perfettamente le dinamiche della sua squadra, dove è molto sicura di saper organizzare il  campo e non buttare via il pallone.

La leader e capitano delle Olimpiadi, e del Lione, è Wendie Renard. Centenaria in Champions e già leggenda del calcio femminile. Il miglior centro dell’ultimo decennio. La sua stazza rende molto difficile superarla dall’alto, le sue gambe lunghe gli fanno avere un passo più veloce di chiunque altro e raggiungere palle che sembrano impossibili. Forse, quella sensazione di superiorità che hai ti fa commettere errori stupidi. Certamente, non al momento della migliore della sua carriera, ma resta sempre un vero pericolo sui calci piazzati. Una delle migliori armi della squadra gallica sono i loro tiri in corner e calci di punizione laterali ed è molto difficile fermarla.

Altra coppia a confronto è: Alessia contro Macario

La spagnola è l’attuale Pallone d’Oro. C’è poco da dire su di lei: Alessia gioca, corre, crea molti assist, e segna, senza dimenticare che difende e guida il gruppo in modo esemplare. È quasi tutto al Barcellona. La sua tecnica raffinata e la sua visione del gioco  non ha limiti e cresce anno dopo anno. Lei è il timone della squadra in attacco, se è ispirata il Barça è inarrestabile.

L’americana Macario ha un fisico privilegiato. Cresce appena arriva al Lione e se si adatta comunque a lavorare con il centrocampista rimanendo nella sua posizione migliore: un obiettivo per entrambi i ruoli, a lei, molto adatti. Sette gol in Champions League, tredici in campionato non danno idea della sua voracità in attacco. Giocatrice creativa con potenza e qualità.

Hansen contro Cascarino

La giocatrice norvegese Hansen è inarrestabile quando affronta una gara e prende quasi sempre la decisione più importante in fase di gioco. Durante la partita alza sempre la tua testa e trova la compagna senza segni: con un gioco di alto livello. Ha nelle sua gambe quel dribbling diabolico, oltre la visione del gioco, lavora in difesa e grazie al suo fisico sarà difficile per chiunque fermarla.

Mentre la francese Cascarino pur non essendo al suo meglio in questo momento della stagione, cerca sempre la sua squadra e non ha paura di contrattare ogni pallone. Veloce e abile, se carica a molla è la migliore novità per questo Barcellona.

Chiude il confronto: Jenni Hermoso contro Ada Hegerberg

La donna di Madrid ultimamente è segnata da alcuni infortuni che l’ hanno tenuta un pò fuori dai giochi, ma ha tutte le qualità ed esperienza per apparire quando la sua squadra ha bisogno di lei. Quella di questa stagione non è, nel suo percorso, il punto più alto ma capisce molto bene con le sue compagne di squadra, che l’ aiutano a gestire un centrocampo nella sua costruzione della partita.

Il Norvegese Ada ha trascorso 20 mesi nel bacino di carenaggio a causa di una grave disgrazia. È tornata e, piano piano, si è ritrovata quella giocatrice capace di trasformare qualsiasi palla in un gol. Qualità, profumo della rete nel sangue ed una rifinitrice letale. Hergerberg è la capocannoniere della storia della Champions League, l’unica a firmare una tripletta in una finale, appunto, contro il Barcellona nelle precedenti edizioni, e forse questo record nella serata di Torino potrebbe suscitare in lei ottimi spunti di gioco.

Le lupe hanno ancora fame e cercheranno con la forza del gruppo di portare a casa la seconda Coppa Italia consecutiva

Manca davvero poco al fischio d’inizio di questa sentitissima finale di Coppa Italia. In campo le Lupe troveranno le campionesse d’Italia della Juventus che, quest’anno, hanno anche ben figurato in Champions, prossima competizione alla quale in seguito la Roma potrà accedervi di diritto per quel posto conquistato in campo nel campionato appena concluso, con un fantastico secondo posto.

La gara secca di Coppa Italia non sarà per niente una passeggiata per le ragazze giallorosse di Mister Spugna, che cercheranno di bissare il successo ottenuto precedentemente, vincendola ai rigori contro il Milan, in primo luogo giocando con la loro solita fame, con il loro solito spirito di gruppo, e con le spiccate individualità delle singole atlete, cercando di difendersi dei fendenti di una Juventus formato maxi ma, soprattutto, cercando di colpirla lì dove ha i suoi punti più deboli.

A questo punto della stagione, ormai, parlare di tattica, e cercare di disegnare la partita a tavolino non ha più senso, chi legge e chi ci ha seguito fino ad ora sa tutto delle due squadre, e capirà bene perché questa partita non sarà tanto decisa dallo scacchiere tecnico-tattico, ma da chi riuscirà a gettare maggiormente il cuore oltre l’ostacolo.

Per la prima volta in questa stagione c’è la consapevolezza da parte dei tifosi della Roma, che saranno tantissimi in trasferta a Ferrara per sostenere le proprie beniamine, che dopo un annata dove le Lupe giallorosse hanno affrontato mille difficoltà: dai focolai ripetuti di Covid, ai problemi di organico, ad un inizio un po’ stentato, alla prematura scomparsa del medico sociale, sanno che le ragazze di Spugna hanno sempre risposto con la forza dirompente del gruppo. Un gruppo che con tutto il cuore speriamo sia l’arma in più per battere una Juventus, che quest’anno ha avuto qualche piccola difficoltà di troppo per aver speso molte energie in Champions, ma che rimane a tutti gli effetti ilmostro sacro dell’ultimo schema da dover abbattere per poter festeggiare.

Ma le Lupe quest’anno, oltre ad aver raggiungo il loro grande obiettivo, ovvero il secondo posto, si sono ritagliate una fetta importante di popolarità nel cuore di tanti appassionati di calcio e addetti ai lavori, inoltre sono state capaci di fare breccia nei cuori romanisti, tanto da giocare le proprie partite in casa e in trasferta sempre davanti ad unpubblico foltissimo, segno evidente che hanno compiuto un altro piccolo miracolo, ovvero essere diventate davvero la seconda squadra di Roma per chi ama i colori giallorossi.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Women’s Champions League: oggi alle 19 allo Juventus Stadium la finale tra Barcellona e Lione. Torino è pronta

L’attesa è finita. Oggi, sabato 21 maggio, è il grande giorno della finale di UEFA Women’s Champions League: di fronte, il Barcellona campione d’Europa in carica e il Lione, che aveva conquistato le precedenti cinque edizioni dal 2016 al 2020. C’è grande attesa a Torino e allo Juventus Stadium: in città, da giorni ci sono bandiere blu con il logo della Women’s Champions League a decorare il centro storico e la zona delle stazioni ferroviarie, mentre lo stadio si prepara ad accogliere i tifosi provenienti dalla Spagna e dalla Francia, oltre ai tanti appassionati italiani che arriveranno per godersi uno spettacolo unico. La prevendita ha superato quota 35.000, per un evento che torna a giocarsi in Italia a distanza di sei anni dalla sfida di Reggio Emilia tra Lione e Wolfsburg che aprì la serie vincente della squadra francese: di questi, circa 13.000 provenienti da Barcellona e circa 3.500 dalla Francia. Sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per la partita, a partire da 10 euro, acquistabili a questo link.

“Non c’è cornice migliore di Torino per ospitare questa splendida partita, in uno stadio che ha già fatto la storia ospitando competizioni internazionali e facendo registrare il record di presenze per un evento di calcio femminile in Italia – le parole del presidente federale Gabriele Gravina -. Sono questi gli elementi fondamentali che faranno da sfondo a uno degli eventi sportivi dell’anno. Lo spettacolo sarà garantito dalle due migliori formazioni europee, al termine di una stagione che ha definitivamente consacrato il calcio femminile, frantumando record di capienza negli stadi, di ascolti televisivi e interazioni sui social”. La gara inizierà alle ore 19 e sarà trasmessa in diretta su DAZN, sia sulla app che sul canale YouTube.

A guidare il Barcellona ci sarà il pallone d’oro in carica Alexia Putellas, capocannoniere della Women’s Champions League con dieci reti, le stesse segnate dalla tedesca Tabea Wassmuth del Wolfsburg, quest’ultimo eliminato proprio dalle blaugrana. Nel Lione, invece, occhi sulla campionessa norvegese Ada Hegerberg, miglior marcatrice di tutti i tempi della competizione e che nel 2019 – quando Barcellona e Lione si trovarono di fronte in finale, a Budapest – segnò tre gol in 17 minuti, tra il 14′ e il 30′, in una finale dominata dal Lione (4-1). Per le francesi sarà la decima finale di UEFA Women’s Champions League, con la possibilità di alzare per l’ottava volta il trofeo: il capitano è Wendie Renard, l’unica donna della storia del calcio ad aver superato le 100 presenze nella competizione. Decima finale su dieci per Renard e per il portiere Bouhaddi, che – al pari dell’attaccante Eugenie Le Sommer – puntano a vincere l’ottava Champions League della loro carriera.

Nel pomeriggio, presso gli impianti del Venaria Calcio, la finale sarà preceduta da un’attività riservata alle scuole calcio del Piemonte nell’ambito del progetto legacy #ungiocodaragazze associato alla finale di Women’s Champions League e realizzato dalla Figc attraverso il Settore Giovanile e Scolastico in collaborazione con UEFA, Regione Piemonte e Comune di Torino. Sarà presente, come già accaduto in occasione degli altri eventi di avvicinamento alla partita, Ilaria Mauro – ambassador della finale -, e ci sarà anche la coppa che sarà poi alzata dalla vincitrice della Women’s Champions League. Allo Juventus Stadium, per la cerimonia di apertura, oltre a Ilaria Mauro ci sarà anche un altro degli ambassador, Claudio Marchisio.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Debora Fragni, Parma: “Che emozione giocare al Tardini”

Nei giorni scorsi Debora Fragni è stata ospite ai microfoni di Radio Parma, dopo il successo per 4-0 delle crociate sulla Sammartinese che ha proiettato il Parma in Serie C.
Il capitano delle ducali, centrocampista classe ’92, ha cosi parlato ai microfoni della radio emiliana:
“La stagione è stata complicata e lunga avendo iniziato a metà settembre e fino ad ora è stata impegnativa. L’annata è stata tirata fino alla fine ma è stato bello cosi e ci siamo meritato questo successo. Adesso abbiamo le fasi finali di Coppa Italia, dopo aver vinto la prima fase regionale. Puntiamo a fare il nostro tiplete dopo il successo nell’Eccellenza e quella nella Coppa Italia a carattere regionale. Ci piacerebbe giocare ancora al Tardini è stato davvero bello, anche per la cornice numerosa con pubblico che ci ha accolto contro la Sammartinese. Il tutto ci ha gasato anche se eravamo tese almeno in avvio, poi dopo la prima rete la pressione è scesa. Avevamo solo un risultato per centrare il salto in Serie C visto che il Modena era ad un solo punto da noi, non era semplice vincere visto che siamo una squadra molto giovane e fare cosi bene non era per nulla scontato”.

Eccellenza: la situazione al Centro Italia

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I campionati d’eccellenza del Centro Sud sono quasi giunti al termine: in campo i tornei di Emilia-Romagna, Marche e Toscana.                                                                                                                                                                                                                    MARCHE
Il 15 maggio si è giocata la penultima giornata di campionato che ha visto la vittoria del Sambenedettese contro Ancona Rispect 2001 di 5-4 e il Sibilini ha perso contro il U. Mandolese calcio 2-4. Il Sambenedettese è solo a 2 punti dal Vis Pesaro, dunque l’ultima giornata sarà bollente per entrambe le squadre. Non ci dovrebbe stare problema per Gladys Mbachukwu con 15 reti che rimane ben salda al suo posto.
TOSCANA
La ventesima giornata di campionato della Toscana vede il pareggio del Vigor Calcio contro Centro Storico Lebowsky di 0-0. La vittoria del ‘Unione Poliziana contro San Miniato di 2-1, Il Centro Lebowski è in testa con 44 punti e mancano ancor 2 giornate al termine. La marcatrice per adesso è Elisa Metti del Rinascita Doccia con 17 reti.

EMILIA ROMAGNA 
Nella Poule Promozione vince il Parma che grazie al 4-0 sulla Sammartinese si aggiudica il torneo e la promozione in Serie C, secondo ad un punto il Modena.
LAZIO
Il torneo è finito con la Lazio C5 Global ad alzare sia il campionato che la Coppa Italia.
UMBRIA                                                                                                                     Campionato terminato con l’Orvieto prima classificata con 30 punti e la sua marcatrice Angelica Antonini con 18 reti.

Roma Femminile, i complimenti dei Friedkin: “Una stagione storica”

La Roma Femminile vincendo il derby 3-0 ha concluso il miglior campionato della sua giovane storia. Le giallorosse con 54 punti e il secondo posto si sono qualificate alla prossima Champions League, aspettando di giocare la finale di Coppa Italia contro la Juventus il 22 maggio a Ferrara. Per la squadra di Spugna è arrivato un messaggio anche dal profilo Twitter ufficiale del Gruppo Friedkin: “Congratulazioni alla Roma Femminile – si legge – per una stagione incredibile e un posto in Champions League!” Dall’Empoli alla Lazio è stata un’annata per i libri di storia. Forza Roma!”.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Torino si tinge di blaugrana per la finale della Women’s Champions League

Barcellona, Camp Nou 2022

Torino è la sede della prestigiosa finale della Women’s Champions League. Le catalane stanno viaggiando in direzione del capoluogo piemontese per la grande finale contro l’Olympique Lyonnais. Dopo il tutto esaurito al Camp Nou con i record nei quarti e nelle semifinali della Women’s Champions League ecco la grande finale in cui le catalane saranno sostenute dalle loro tifose. I biglietti sono terminati e la maggior parte di quelli acquistati arrivano proprio dalla Spagna. Dovrebbero arrivare ben 15.000 tifose per sostenere la squadra spagnola in questa difficile partita. Se il Barcellona vincesse, sarebbe la seconda Women’s Champions League consecutiva. Da Barcellona partiranno 40 autobus e 3 voli charter proprio per le tifose della squadra catalana e ci saranno gli schermi giganti per coloro che non riescono a viaggiare verso Torino. La partita si potrà vendere anche a Mollet del Vallés, la città natale di Alexia Putellas, Pallone d’Oro e Best Player 2021, che assieme a Aitana Bonmatì, è la calciatrice più in forma del Barcellona in questo momento.
Sarà una grande finale e tutte le tifose francesi e spagnole aspettano questo indimenticabile spettacolo…

Preview 26a giornata Serie B: Como ha il match point, ma il Brescia spera ancora. Chievo, Cortefranca e San Marino: chi andrà sul podio?

La Serie B è arrivata al suo ultimo atto, scendendo in campo per la ventiseiesima giornata.

Il Como ha preso da cinque giorni la leadership della cadetteria, e domenica giocherà in casa la sfida con la Roma Calcio Femminile: il match è totalmente a favore delle lariane, ma non dimentichiamoci che le giallorosse, nonostante siano già da tempo in Serie C, sta creando qualche grattacapo alle squadre, non a caso hanno conquistato due punti nelle ultime tre partite. Perciò le comasche dovranno fare attenzione.
Ovviamente il Brescia, suo diretto inseguitore, deve sperare in un difficile passo falso del Como, ma prima le bresciane dovranno chiudere la pratica Palermo, anch’essa retrocessa, e poi sperare nel miracolo.

Poi abbiamo tre squadre che possono puntare al terzo posto: Chievo Verona, Cortefranca e San Marino Academy.
Le clivensi affronteranno le cortefranchesi, in quello che sarà un vero e proprio scontro diretto per il podio, ma allo stesso tempo sarà una gara che segnerà la fine di un’era, visto che la capitana gialloblù Valentina Boni chiuderà, al termine di questo match, la sua storia d’amore col calcio.
Le sanmarinesi, invece, riceveranno il Tavagnacco ritornato in forma, dato che ha una striscia aperta di quattro vittorie di fila, e vorrebbe finire il campionato trovando il poker consecutivo. Per le titane un eventuale terzo piazzamento renderebbe meno amara la stagione vissuta tra alti e bassi, puntando a far ancora meglio nella prossima.

La Torres ha ancora un obiettivo, che è quello di prendersi il sesto posto, per questo le sassaresi non dovranno sottovalutare il valore della Pink Bari che, a quanto pare, potrebbe davvero dire addio al calcio che conta, ma, come abbiamo scritto nel focus del precedente turno, aspettiamo notizie ufficiali. Ad una lunghezza dalle sarde c’è il Cittadella che vuole confermarsi nella parte sinistra della classifica provando ad avere la meglio sul Cesena che ha avuto il “privilegio” di far scendere domenica scorsa il Brescia dal trono della B, quindi le padovane non dovranno sottovalutare la voglia delle cesenati di fare ancora un altro scalpo.

A chiudere questo turno sarà RavennaPro Sesto, in un match dove entrambe non hanno più nulla da chiedere, ma che vorranno offrire al pubblico una partita, si spera, densa di emozioni. Un po’ come ci sta lasciando questa Serie B.

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