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Serie A Women Athora La Top 11 della quinta giornata: ci sono tre viola, Van der Zanden, Severini e Bredgaard

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
La Fiorentina, nell’anticipo di venerdì sera al Viola Park, è stata capace di infliggere il primo ko stagionale alla Roma, che aveva invece vinto tutte le prime quattro partite. Un risultato, quello della squadra di Pablo Piñones-Arce, che porta tre calciatrici viola nella Top 11 della settimana: Ilse van der Zanden in difesa, Emma Severini a centrocampo e Sofie Bredgaard in attacco. Due calciatrici a testa per Genoa (Forcinella e Giles), Milan (Piga e Ijeh) e Como Women (Pavan e Nischler). 

Ecco gli Opta Facts relativi alla Top 11 della quinta giornata della Serie A Women Athora 2025-26:

● Camilla Forcinella: Tra i portieri che hanno subito più di due tiri nello specchio in questo turno di campionato, la giocatrice del Genoa è stata l’unica ad aver tenuto la porta inviolata (tre parate su tre conclusioni in porta).

● Ilse van der Zanden: L’olandese è stata, tra i difensori, la giocatrice che ha partecipato a più tiri in questo turno di Serie A (quattro, frutto di due conclusioni e due occasioni create, incluso l’assist a Bredgaard nel 5-2 sulla Roma).

● Julie Piga: La rossonera ha registrato in questa giornata di campionato il record di respinte difensive (10); 37 inoltre i passaggi effettuati nel match con la Juventus, meno solo di Giuliani (48) tra le giocatrici del Milan.

● Heidi Giles: Oltre ad aver fornito l’assist a Bargi nell’1-0 del Genoa sul Parma, la canadese ha recuperato sei palloni in questa giornata di Serie A, meno solo di Harviken, Baltrip-Reyes e Veje (sette) tra i difensori – a sei anche Brooks.

● Lina Magull: La nerazzurra, oltre ad aver servito un assist a Wullaert nel 2-2 tra Inter e Sassuolo, ha effettuato nove cross nella giornata di campionato appena terminata (corner inclusi), meno solo di Snerle tra le centrocampiste (10).

● Emma Severini: La classe 2003 è stata la centrocampista che in questa giornata di Serie A ha effettuato più passaggi in generale (60) e più passaggi all’interno dell’ultimo terzo di campo (25). Sei inoltre i palloni giocati nell’area di rigore avversaria, record tra le compagne di squadra condiviso con Janogy.

● Lina Grève Chaïb: Tra le giocatrici che hanno trovato il gol in questo turno di campionato, la neroverde (autrice del definitivo 2-2 con l’Inter) è stata quella che ha disputato meno minuti (appena 13); tra le compagne di squadra, inoltre, solo Clelland (quattro) ha tentato più tiri della francese (due).

● Matilde Pavan: La centrocampista, oltre ad aver realizzato uno dei quattro gol del Como contro la Ternana, è stata una delle due giocatrici che in questa giornata hanno tentato più dribbling (otto come Di Giammarino). Nessuna tra le compagne di squadra inoltre ha recuperato più palloni nel turno appena concluso (cinque come Szabó).

● Nadine Nischler: La classe 2000, oltre ad aver realizzato una doppietta nel 4-2 del Como contro la Ternana, è stata l’unica tra le lariane ad aver effettuato più di un tiro in porta (due) e una delle due con più conclusioni tra quelle scese in campo nella sfida del “Gubbiotti” (quattro come Pirone).

● Sofie Bredgaard: Grazie alla doppietta e all’assist nel 5-2 della Fiorentina contro la Roma, la danese è la giocatrice che ha partecipato a più marcature in questa giornata di Serie A (tre); inoltre, nessuna ha creato più occasioni per le compagne nel weekend di campionato appena terminato (quattro come Distefano).

● Evelyn Ijeh: Oltre ad aver firmato il primo dei due gol del Milan contro la Juventus, la svedese è stata la giocatrice che ha tirato più volte nello specchio della porta nella giornata di Serie A appena terminata (quattro)

Nazionale Futsal, Ana Sestari non si nasconde: “Vogliamo vincere, al Mondiale per conquistare il titolo”

Credit: Women Roma

Ana Carolina Sestari ha raccontato le ambizioni dell’Italia nel torneo, la sua abilità tecnica e l’emozione di affrontare il suo Paese d’origine, il Brasile, nel primo Mondiale di Futsal Femminile FIFA. Adrieli Berte, Lediane Marcolan, Ana Carolina Sestari e Gaby Vanelli sono nate in tranquille città del sud del Brasile. Oggi vivono a 10.000 chilometri di distanza, nella città eterna. Sono grandi amiche, compagne di squadra, abituate a difendere insieme un emblema che raffigura Romolo, Remo e la Lupa Capitolina nel loro amato sport a cinque. Questa volta, però, si sono ritrovate con maglie diverse, in una sfida tre contro una.

Lediane, conosciuta da tutti come Tampa, indossava il giallo canarino del Brasile. Berte, Sestari e Vanelli, invece, portavano la maglia azzurra dell’Italia. Le quattro stavano seguendo il sorteggio della prima Coppa del Mondo FIFA di Futsal Femminile. E ciò che è accaduto subito dopo è stato, come ha detto Sestari, “inevitabile”: Brasile e Italia, che non si erano mai affrontate in una partita internazionale di futsal femminile, sono finite nello stesso girone. Per quanto sarà tosta Sestari ha parlato delle ambizioni azzurre per arrivare al titolo, delle battute scherzose con Tampa, del suo posto tra le migliori portiere del mondo, della sua straordinaria abilità con il pallone e tanto ancora.

FIFA: Sei stata nominata per il premio di Miglior Portiere Femminile negli ultimi sei anni consecutivi. Pensi di aver meritato di vincerlo almeno una volta?

Ana Carolina Sestari: “Penso che ci siano molte ottime portiere. Credo che ce ne siano diverse più complete di me, quindi non penso di averlo meritato. Ovviamente mi sarebbe piaciuto tantissimo vincere, è per questo che lavoriamo ogni giorno. È un premio importante, ma sono convinta che chi lo ha vinto lo meritasse davvero. Spero di riuscirci un giorno, lo desidero molto. Ma per ora, essere tra le prime dieci è già una grande soddisfazione per me.”

Chi ritieni sia la miglior portiera del mondo in questo momento?

“Credo che la sfida sia tra due: Bianca Castagnaro e Ana Catarina Pereira. Penso che Bianca sia la portiera più completa: la ammiro molto, perché è davvero brava con il pallone tra i piedi, e questo la rende ancora migliore nel suo ruolo. Anche Ana Catarina è un’eccellente portiera. Secondo me, sono le due migliori e io mi metterei lì in mezzo, a competere con loro.”

Sei eccezionale con la palla al piede e segni molti gol. Puoi parlarci di queste qualità?

“Negli ultimi due anni ho segnato più gol che in tutti quelli precedenti. Due anni fa ne ho fatti 15, e l’anno scorso nove. Sono quasi entrata nella classifica delle migliori marcatrici. Di recente ho cambiato squadra proprio per poter giocare di più con i piedi era un mio obiettivo personale. Prima giocavo molto più “da portiera classica”, restando sulla linea di porta, ma non funzionava per me.”

“La mia squadra attuale, invece, ha uno stile di gioco molto più offensivo e un allenatore che incoraggia questo tipo di approccio. Oggi mi concentro di più sul possesso palla e sulla creazione della superiorità numerica. Cerco sempre di migliorarmi, di arrivare al livello delle migliori, di diventare la migliore. Oggi una portiera deve essere più completa: deve saper giocare anche con i piedi.”

Negli ultimi anni l’Italia ha battuto il Portogallo, ha battuto la Spagna e ha chiuso 15 partite imbattute. Puoi raccontarci la crescita dell’Italia?

“Penso che l’evoluzione dell’Italia sia avvenuta davvero in fretta. Siamo una squadra molto giovane e, se guardiamo a ciò che abbiamo conquistato in soli dieci anni, è davvero notevole. Credo che l’arrivo di molte giocatrici straniere nel campionato italiano abbia aiutato tantissimo le giocatrici locali: ha alzato il livello e ha dato al futsal italiano nuove figure di riferimento, nuovi idoli.”

“Detto questo, penso che ci sia ancora molto margine di miglioramento. Non vogliamo crescere solo come nazionale, ma anche far crescere la professionalità del campionato, perché sarà questo, in futuro, a fare la differenza per la squadra azzurra. Ed è proprio per questo che ci ispiriamo molto a Portogallo e Spagna.”

Sei nata in Brasile, ma hai scelto l’Italia come tua casa e rappresenti le Azzurre. Cosa ti è passato per la testa quando le due squadre sono state sorteggiate nello stesso girone alle Filippine 2025?

“Penso che sarà una partita davvero emozionante. Ovviamente conosciamo molto bene le ragazze brasiliane: quasi tutte hanno giocato qui in Italia. Sarà un’ottima occasione per capire a che livello siamo, perché il Brasile è una delle migliori nazionali al mondo. Lo scopriremo fin dall’inizio. Quindi, a me è piaciuto il sorteggio. Dicono che sia il “girone di morte”, e va bene così: siamo pronte a superarlo.”

Hai parlato con Tampa dopo il sorteggio?

“Abbiamo seguito il sorteggio insieme (ride, ndr.). C’erano le giocatrici della nazionale italiana di Roma e lei. Noi indossavamo la maglia dell’Italia e lei quella del Brasile! È stato davvero divertente.”

“Tampa è mia amica, ho altre amiche nella nazionale brasiliana, e non vedo l’ora di affrontarle. Sarà una sfida in cui tutti daranno il massimo, non si può negare. Hanno giocatrici eccellenti, ma penso che sappiano anche che noi abbiamo giocatrici altrettanto valide.”

Cosa pensi di Tampa come giocatrice?

“Segna sempre i gol più belli superando me! Quest’anno, giocare dalla sua parte è molto importante: lei è fondamentale per il Brasile. Sappiamo tutti che qualità abbia. È davvero una delle migliori giocatrici in circolazione!”

Cosa ne pensi di Renatinha?

“Renatinha è una delle migliori al mondo. È fantastico averla con noi e che faccia davvero la differenza. In termini di qualità, è tra le migliori al mondo, se non la migliore. È fondamentale per la nostra nazionale, ma lo è anche per l’atmosfera all’interno del gruppo. Oltre a essere una giocatrice straordinaria, è molto divertente: fa sempre battute e fa ridere tutti.”

Qual è l’obiettivo dell’Italia al primo Mondiale di Futsal Femminile?

“Vogliamo vincere. Andiamo lì per conquistare il titolo. Credo che le quattro principali favorite siano Brasile, Spagna, Portogallo e Italia. Subito dietro ci sono Argentina, Giappone e Colombia. Sarà un campionato molto aperto, ma penso che le prime quattro siano a un livello leggermente superiore rispetto alle altre.”

Serie C Girone C, cambi in classifica: Celtic Bhoys, Gatteo Mare e Nuova Alba primi, blitz della Casolese dal Montespaccato

La quarta giornata del Girone C di Serie C ha assottigliato il gruppo di testa, passato da quattro a tre squadre con il maggior numero di punti. A contendersi la vetta della classifica sono l’Original Celtic Bhoys, il Gatteo Mare e la Nuova Alba, la vera rivelazione di questo campionato – in quanto appena arrivata dall’Eccellenza umbra. Fanalino di coda ancora una volta l’Ascoli, a secco di punti.

Partendo dai due pareggi, il Grifone Gialloverde e la Reggiana si sono spartiti equamente il bottino in palio con uno 0 a 0 finale che ha permesso alle granata di non lasciare Roma a mani vuote. L’altro pareggio è stato invece il combattutissimo match tra Montespaccato e Casolese, anche questo giocatosi a Roma: le padrone di casa hanno faticato a contenere le toscane, che possono invece ritenersi contente del 2 a 2 sui tabelloni a fine gara.

Poi, spazio alle tre vittorie. Di misura si è imposta la Nuova Alba sul Riccione, un 1 a 0 finale che ha bloccato le romagnole a 7 punti, quindi a tre lunghezze dal gruppo di testa; il tiro dal dischetto è stato loro fatale, ma il campionato è ancora molto lungo. Per 2 a 0 ha invece vinto la Roma Calcio Femminile in casa della Jesina che, malgrado un match combattutissimo, non è riuscita ad arginare lo strapotere della squadra che lo scorso anno si è classificata seconda. Il Chieti ha resistito un tempo, nella seconda frazione ha però dovuto cedere il passo al Gatteo Mare, che ha dunque concluso la partita con un 3 a 0 che si va ad aggiungere alle già numerose goleade di qui messe a segno. Ultimo, ma non meno importante, il 7 a 0 casalingo dell’Original Celtic Bhoys ai danni dell’Ascoli, inchiodato in fondo alla classifica con una sola rete confezionata finora.

Nel prossimo turno l’Ascoli ospiterà il Grifone Gialloverde, mentre la Casolese cercherà di continuare la striscia positiva di risultati accogliendo tra le mura amiche la Jesina femminile a caccia del riscatto. Impegnata sul campo della Roma Calcio Femminile, la Nuova Alba proverà a mettersi alla prova su un rettangolo verde complicato e di una squadra che conosce bene la Serie C. Il Riccione tenterà il riscatto davanti ai propri tifosi affrontando il Chieti, mentre la Reggiana se la vedrà con il Montespaccato. Il big match di giornata sarà invece lo scontro al vertice tra Original Celtic Bhoys e Gatteo Mare, che si prospetta essere molto equilibrato e interessante.

Cincotta, Ternana Women: “Pagate delle disattenzioni ma la squadra è stata in partita. Chiedo scusa ai tifosi”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women è uscita sconfitta in casa contro il Como. Nel post gara in casa umbra a parlare del match è stato mister Cincotta che ha affermato: “La squadra dimostra di essere costantemente in partita. Credo che non abbia avuto assolutamente niente di meno. Io ho visto i dati del primo tempo, abbiamo avuto più densità, più possesso. Abbiamo calciato in porta di più, noi di loro. Però, poi con perché conta questo 0-3 per il Como perché abbiamo delle disattenzioni dovute in parte all’inesperienza perché non ci dobbiamo dimenticare che questa è la squadra più giovane con più under di questa Serie A tra italiane e le straniere che abbiamo”.

Il tecnico poi ha a riguardo ha aggiunto: ” Sono tutte giovanissime quindi devo concedere la possibilità dell’errore perché quando si è giovani si sbaglia e si impara dai propri errori. Certo che errori su errori diventa molto difficile, perché il margine di errore qui è ridottissimo, gli altri ti fanno gol e quindi partite nei quali tu dimostri di avere veramente carattere e voglia di giocare nella metà campo degli altri, ti ritrovi sotto. Ti ritrovi sotto in maniera ancora una volta immeritata per la prestazione globale, però sull’errore del singolo diventiamo poi, diventa un percorso in salita e ce la costruiamo da soli la salita. Siamo troppo disattenti”.

Cincotta, infine, ha concluso: “Chiedo scusa ai tifosi della Ternana e a tutta la città perché penso che io sono il responsabile. Il mio compito è migliorare queste ragazze e se ancora commettono alcune ingenuità, a partire dai portieri fino agli attaccanti, il responsabile sono io. Io le alleno tutte e quindi. È giusto che io lavori meglio, che io lavori di più e che io riesca a far sì che i nostri portieri parino di più e che non commettono più questi errori. Sono io il responsabile, quindi io devo allenare meglio e far sì che non ci siano più tutte queste imprecisioni, disattenzioni, perché sono dei gol rivisti prima di venire qui che ci facciamo da soli, che ci stiamo facendo gol da sole. ed è qualcosa di clamoroso che mi rattrista e so che devo dare il meglio di me per ripartire”.

Donne, motori e sport: la nuova energia che unisce calcio e passione per l’auto

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

C’è una nuova energia che attraversa lo sport e il mondo dei motori. È un’energia femminile, consapevole e determinata, che unisce due universi apparentemente lontani: il calcio e l’automobile. Non si tratta più di un binomio riservato agli uomini, ma di una connessione in cui le donne stanno riscrivendo le regole, in campo, al volante e nella cultura sportiva. Oggi, anche realtà come Dyler, la piattaforma internazionale dedicata alle auto d’epoca e alla passione per i motori, raccontano questa trasformazione. Perché dietro a ogni auto d’epoca restaurata, dietro a ogni motore acceso per una nuova avventura, si nasconde la stessa scintilla che spinge una calciatrice a inseguire il pallone: la voglia di libertà, di superare limiti, di esprimere sé stessa.

Il nuovo volto del binomio “donne e motori”

Per anni, la frase “donne e motori” è stata relegata a un cliché pubblicitario, spesso superficiale e stereotipato. Oggi, invece, assume un significato completamente diverso. Le donne non sono più comparse nel mondo dell’automotive e dello sport: sono protagoniste. Dai circuiti di Formula 1 alle strade cittadine, dai campi di Serie A femminile alle officine di restauro, le storie di donne che vivono il motore come simbolo di indipendenza e passione si moltiplicano. Le auto, soprattutto le auto d’epoca, rappresentano un legame profondo con la storia e la memoria sportiva. Possederne o restaurarne una è come allenarsi ogni giorno: serve dedizione, pazienza e rispetto per il dettaglio. È un gesto che racconta un carattere forte e una cultura dello sforzo, valori condivisi con chi pratica sport ad alto livello. In questo senso, la missione di Dyler, con la sua community globale di appassionati di auto classiche – non è solo quella di comprare o vendere veicoli, ma di trasmettere una cultura del movimento e della bellezza meccanica. Una filosofia che trova molti punti di contatto con l’etica sportiva: cura, disciplina e spirito di squadra.

Il calcio femminile e la libertà di muoversi

Il calcio femminile italiano sta vivendo una fase straordinaria di crescita. Negli ultimi anni, l’interesse del pubblico e dei media è aumentato in modo esponenziale. Le calciatrici non sono più figure di nicchia, ma esempi di forza e professionalità. E, proprio come nel mondo dei motori, la loro sfida è stata quella di conquistare uno spazio storicamente dominato dagli uomini. Per molte atlete, la macchina rappresenta un’estensione del proprio corpo, uno spazio di autonomia e riflessione. Guidare, per chi si allena ogni giorno, significa ritrovare calma, equilibrio e concentrazione. Diverse calciatrici raccontano che i momenti trascorsi da sole in auto – magari dopo una partita o una lunga trasferta – sono un modo per elaborare emozioni e visualizzare obiettivi futuri. Allo stesso tempo, molte squadre e sponsor stanno riconoscendo il valore simbolico di questo legame. Alcuni marchi automobilistici hanno già avviato partnership con squadre femminili, promuovendo una mobilità sostenibile e inclusiva. Non si tratta solo di sponsorizzazioni, ma di messaggi culturali: sostenere il calcio femminile significa credere in una società più equilibrata e moderna, dove il talento non ha genere.

La velocità come metafora di vita

Nel calcio, come nel mondo dei motori, la velocità non è solo questione di potenza, ma di controllo e intelligenza. Una calciatrice che scatta sulla fascia o un pilota che affronta una curva a 200 all’ora condividono la stessa concentrazione. Dietro ogni gesto atletico o manovra tecnica c’è una mente lucida, capace di leggere l’ambiente, anticipare le mosse e reagire in un istante. È proprio questa connessione mentale e fisica a rendere il parallelo tra sport e motori così naturale. Entrambi i mondi richiedono equilibrio tra forza e sensibilità, tra istinto e razionalità. E in entrambi, le donne stanno dimostrando che la performance non dipende dal genere, ma dalla passione, dal lavoro e dalla capacità di credere nei propri mezzi.

La sostenibilità come nuova frontiera comune

Il futuro dell’automotive e quello dello sport condividono oggi un obiettivo comune: la sostenibilità. Nel mondo dei motori, il passaggio alle auto elettriche e ibride non è solo una scelta tecnologica, ma anche etica. Nel calcio, l’impegno verso una gestione più sostenibile degli eventi, delle strutture e dei viaggi delle squadre diventa parte integrante della responsabilità sociale dello sport. Le donne, in entrambi i settori, stanno guidando questo cambiamento con visione e sensibilità. Sempre più atlete scelgono modelli di mobilità ecologica, diventando ambasciatrici di uno stile di vita consapevole. Allo stesso modo, molte restauratrici e collezioniste di auto d’epoca valorizzano il riuso e la conservazione, evitando sprechi e preservando la storia del design e della meccanica.

Auto, calcio e passione: una stessa identità

L’amore per il calcio e quello per i motori nascono entrambi da un impulso profondo: il desiderio di muoversi e migliorarsi. Chi ama il calcio sa cosa significa allenarsi con costanza, affrontare sconfitte e ripartire. Chi ama le auto conosce il valore della pazienza, della precisione e della ricerca della perfezione. Sono due mondi che insegnano la stessa lezione: la libertà si conquista con impegno. Non è un caso che molte calciatrici si dichiarino appassionate di automobili, soprattutto di modelli d’epoca. Quelle linee eleganti e quei motori dal suono unico raccontano una storia di forza e di rinascita. Proprio come una squadra che, stagione dopo stagione, continua a credere nel proprio sogno nonostante le difficoltà.

La nuova energia femminile dello sport

In questa trasformazione, le donne non stanno solo partecipando: stanno cambiando le regole del gioco. Dalle calciatrici che ispirano nuove generazioni alle professioniste che dirigono officine o restaurano modelli d’epoca, emerge un linguaggio comune fatto di determinazione, precisione e creatività. “Donne e motori”, un tempo slogan banale, oggi diventa simbolo di un mondo che evolve, che accoglie e valorizza il talento femminile in tutte le sue forme. E se Dyler, con la sua rete di appassionati di auto classiche, celebra la storia e l’estetica dell’automobile, il calcio femminile celebra la forza e la bellezza del movimento umano. Due passioni che si incontrano, si alimentano e raccontano la stessa storia: quella di chi non si ferma mai.

Emma Tomassoni (Fiorentina Primavera): “Ogni volta che scendevo in campo mi divertivo, ogni singola volta”

Emma Tomassoni, classe 2007 e difensore di ruolo, è una delle ragazze più esperte e più in evidenza, all’interno della rosa della Fiorentina Primavera. Grazie alla sua disponibilità ed a quella della sua Società, proviamo a conoscerla un po’ meglio.

Ciao Emma, come ti sei avvicinata al calcio e quando hai capito che sarebbe stato il ‘tuo’ sport? Ho iniziato molto presto, quando d’estate giocavo al campetto con i miei fratelli e gli amici. Avrò avuto sei anni più o meno e già giocavo anche a rugby per cui il calcio era solo un divertimento. Verso i dodici o tredici anni mi sono concentrata di più sul calcio, ho cominciato ad allenarmi davvero e ho capito che era quello che stavo cercando. Ogni volta che scendevo in campo mi divertivo, ogni singola volta. L’ho capito lì”

Quindi, in ambito sportivo, hai avuto e magari hai ancora qualche altra passione che hai dovuto lasciare in disparte per dedicarti al calcio? “Sicuramente il rugby perché dopo i 12 anni non ho più potuto giocare con i maschi e per questo sono stata quasi costretta a cambiare sport. È rimasta la passione, seguo sempre sia la Nazionale che i club che la squadra del mio paese dove giocano i miei fratelli”

Passando a cose maggiormente d’attualità, non si può non parlare della Fiorentina Primavera: lo scorso anno avete concluso la stagione in crescendo, raggiungendo la finale di coppa Italia (poi, purtroppo, persa contro la Juventus), mentre l’avvio di quest’annata appare per voi molto più difficoltoso. A quali cause, imputi questa differenza di prestazioni? “Bisogna prendere tanti aspetti in considerazione. Il gruppo Primavera è nuovo, con un nuovo allenatore e nuovi schemi di gioco. Ci stiamo conoscendo tra di noi e stiamo cercando di applicare in campo quello che chiede Mister Gori, è un feeling che non arriva immediatamente. Poi ci sono molte giovani che sono salite in Primavera, la nostra è una squadra con giocatrici non espertissime. Io sono una delle più ‘anziane’ in spogliatoio e sto cercando di trasmettere loro la cura nei dettagli. Se penso che a questo si aggiunge un livello che si sta alzando sempre di più, credo ci vorrà un po’ per ottenere i risultati”

Quali sono, comunque, i vostri reali obiettivi per il 2025-2026? “Toglierci qualche soddisfazione, arrivare il più avanti possibile in classifica. Dobbiamo concentrarci una partita alla volta, quale sarà l’obiettivo finale lo scopriremo strada facendo”

Da difensore, hai modello (maschile e femminile) a cui ti ispiri? “Sono cresciuta con Chiellini e Bonucci come modelli, gestivano benissimo il reparto e anche in Nazionale hanno dato un esempio ai nuovi arrivati portandoci a vincere l’Europeo. Vorrei essere un punto di riferimento come loro sia in campo che fuori”

Immagino che tu, quest’anno, debba anche sostenere l’esame di maturità: quanto pensi possa influire sulle tue prestazioni in campo? “La scuola e il calcio sono il mio lavoro ad oggi e voglio far bene in entrambi. Grazie anche al Viola park, dove ci sono stanze pensate proprio per lo studio e tutor che ci seguono, riesco a conciliare entrambi. Non è così difficile: la mattina scuola, il pomeriggio allenamento poi studio o svolgo i miei compiti fino alla sera”

Se per qualche malaugurato destino, che ovviamente non auguriamo, dovessi rinunciare al calcio giocato, cosa ti piacerebbe fare ‘da grande’? “Mi piacerebbe comunque restare in ambito sportivo. Guardo con interesse il lavoro del settore sanitario, mi piacerebbe diventare fisioterapista. Per adesso per fortuna posso continuare a inseguire l’obiettivo di diventare calciatrice”

E noi le auguriamo che quell’obiettivo possa durare ancora per molto tempo, anche perché Emma Tomassoni è uno dei profili più interessanti in circolazione, che potrà ‘illuminare’ il futuro del calcio femminile italiano.

Naz. Under 19, Pre-raduno di Tirrenia in vista del Round 1 dell’Europeo: Matteucci convoca ventiquattro Azzurrine

Women’s Europa Cup: Oggi alle 18:30 BK Hacken FF – Inter

credit photo: Paolo Comba - photo agency calcio femminile italiano

Prosegue il sogno europeo dell’Inter Women di Gianpiero Piovani, protagonista di un percorso entusiasmante che ha portato la squadra fino agli ottavi di finale della Women’s Europa Cup. Le nerazzurre, reduci da un cammino impeccabile, si preparano ora ad affrontare la formazione svedese del BK Häcken FF che ha appena vinto il suo primo campionato.

La gara d’andata è in programma mercoledì 12 novembre alle 18:30 in Svezia, mentre il ritorno si giocherà mercoledì 19 novembre alle 18:30 al KONAMI Football Centre. Due partite che metteranno in palio l’accesso ai quarti di finale e che rappresentano un nuovo, affascinante capitolo nella crescita europea dell’Inter Women.

DOVE VEDERE BK HACKEN FF – INTER 

Il match verrà trasmesso mercoledì 12 novembre alle 18:30 dai canali nerazzurri: i tifosi potranno seguire la gara in diretta su Inter TV, Inter.it, sull’app ufficiale nerazzurra, sul canale YouTube del Club e sul profilo TikTok Inter Women.

IL PERCORSO EUROPEO DELLE NERAZZURRE 

Il cammino europeo dell’Inter è stato fino a questo punto costruito su gioco, qualità e concretezza. Tutto è iniziato a settembre, con il primo turno di qualificazione contro le scozzesi dell’Hibernian. Le nerazzurre hanno imposto subito la propria superiorità, vincendo 4-1 in casa grazie a una prestazione di grande intensità e carattere. Nel ritorno a Edimburgo, l’Inter ha gestito con maturità il vantaggio, imponendosi per 1-0 e chiudendo il doppio confronto con un complessivo 5-1, frutto di equilibrio e cinismo.

Nel secondo turno di qualificazione, le ragazze di Piovani hanno alzato ulteriormente il ritmo, travolgendo le albanesi del KFF Vllaznia con un risultato complessivo da record: 12-0 tra andata e ritorno. Il 7-0 del primo incontro a Milano è stato uno spettacolo di forza offensiva e coralità di gioco, mentre il 5-0 ottenuto al ritorno ha confermato la solidità e la fame di un gruppo che non vuole smettere di sorprendere.

Con quattro vittorie su quattro gare disputate, 17 gol segnati e uno soltanto subito, l’Inter Women ha dimostrato di poter competere ad alti livelli, mantenendo una costanza di rendimento e un’identità di gioco chiara. Ora, con il BK Häcken all’orizzonte, la sfida si alza di livello: serviranno attenzione, coraggio e la stessa determinazione mostrata fin qui.

L’AVVERSARIO: IL BK HACKEN FF

Il cammino dell’Inter Women in Europa incrocia una delle realtà più forti e consolidate del calcio femminile scandinavo: il BK Häcken FF, fresco campione di Svezia. Un traguardo storico per il club di Göteborg, che conquista per la prima volta nella sua storia il titolo nazionale. Il verdetto è arrivato con una giornata d’anticipo, grazie al successo per 2-0 sul Djurgården, firmato dalle reti di Tindell e Schröder. Un risultato che ha consegnato alla squadra guidata da Mak Lind il titolo e la certezza matematica del primato visti i 4 punti di vantaggio sull’Hammarby.

L’Häcken ha vinto il campionato totalizzando fino a questo momento 61 punti, frutto di 20 vittorie e 1 pareggio in 25 partite. Sono 85 i gol segnati e 17 quelli subiti, per una differenza reti di +68. Numeri che certificano la forza di una formazione che abbina solidità difensiva a una efficace potenza offensiva.

De La Fuente, Genoa: “Grazie a queste ragazze che si mettono sempre a disposizione”

credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa porta a casa il secondo successo stagionale per la gioia di mister Sebastian De La Fuente che dopo la vittoria con il Parma, nel quinto turno di Serie A Women, ha dichiarato al portale ‘Buon Calcioa tutti’: “Questa squadra non muore mai e oggi lo ha dimostrato ancora. Nel primo tempo siamo stati in partita, forse sarebbe potuta finire in pareggio ma vediamo che i risultati di tutte le partite sono così e gli episodi contano”.

L’allenatore ha poi aggiunto: “Abbiamo inserito gente fresca che ci ha fatto alzare il baricentro con una squadra che era stanca. Monterubbiano e Bahr hanno speso tanto anche in fase di non possesso mentre Bargi come Sondergaard come Massa e Giacobbo hanno fatto una grande settimana. Ho un bel gruppo che mi permette di avere caratteristiche differenti, con tutte che si mettono a disposizione”.

De La Fuente ha quindi concluso: “Nel primo tempo siamo state un po’ contratte con la palla, in una partita ci sono però dei momenti. Sono contento di allenare ragazze disponibili, è la cosa più importante come aver fatto una vittoria pesantissima, che ci permette di respirare un po’. Oggi avevamo bisogno di tutte per uscire con una vittoria e arrivare a sei punti in cinque giornate, che per una neo promossa come noi sono importanti”. 

UEFA Women’s Europa Cup, tutti in campo per gli ottavi

credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano

Gli ottavi di finale di UEFA Women’s Europa Cup iniziano mercoledì 12 novembre. Il sorteggio ha definito il tabellone completo dagli ottavi alla finale. Le contendenti, tra cui l’Inter (all’esordio in competizioni UEFA) e le quattro volte campionesse d’Europa dell’Eintracht Frankfurt, hanno vinto il secondo turno di qualificazione. Ogni turno della nuova competizione si giocherà con partite di andata e ritorno a eliminazione diretta, finale compresa in programma il 25/26 aprile e 2/3 maggio. Gli ottavi di finale si giocheranno il 19 e 20 novembre, mentre i quarti a febbraio. Conosciamo le squadre degli ottavi di Women’s Europa Cup

Ottavi di finale

Andata

Mercoledì 12 novembre

Nordsjælland – Mura (18:00)
Häcken – Inter (18:30)
Sparta Praha – Young Boys (18:45)
Anderlecht – Austria Wien (19:00)
Breidablik – Fortuna Hjørring (19:00)
PSV Eindhoven – Eintracht Frankfurt (19:00)
Ajax – Hammarby (19:30)
Glasgow City – Sporting CP (20:35)

Ritorno

Mercoledì 19 novembre

Young Boys – Sparta Praha (18:00)
Fortuna Hjørring – Breidablik (18:00)
Mura – Nordsjælland (18:00)
Inter – Häcken (18:30)
Austria Wien – Anderlecht (19:30)
Sporting CP – Glasgow City (20:45)

Giovedì 20 novembre

Eintracht Frankfurt – PSV Eindhoven (18:30)
Hammarby – Ajax (19:00)

Guida alle squadre

  • Il Frankfurt ha vinto quattro volte la UEFA Women’s Cup/Champions League.
  • Il Fortuna Hjørring è arrivato in finale nel 2002/03 e ha battuto il Briedablik per 9-0 nel girone di qualificazione. Ajax, Breidablik, Glasgow City, Häcken e Sparta sono arrivate in passato sino ai quarti di finale.
  • Ajax, Breidablik, Frankfurt, Häcken e Hammarby hanno partecipato alla fase a gironi di Women’s Champions League nelle ultime quattro stagioni.
  • L’Inter è all’esordio in Europa.
  • Anderlecht, Austria, Mura, Nordsjælland, PSV, Sporting e Young Boys sono alla prima partecipazione a un ottavo di una competizione femminile UEFA.

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