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Martina Voss-Tecklenburg: la Spagna è la squadra più completa della storia

Martina Voss-Tecklenburg, allenatrice Germania
Martina Voss-Tecklenburg, allenatrice Germania

L’allenatrice della Germania Martina Voss-Tecklenburg ha parlato della Nazionale Spagnola prima di affrontarla sia nell’Arnold Cup che nell’Europeo 2022.
Dopo la vittoria del Barcellona nella Women’s Champions League e l’incredibile serie di vittorie consecutive, aumentano le voci che sostengono la candidatura della Spagna come possibile squadra vincente al prossimo Europeo. Tra queste l’allenatrice tedesca che ha dichiarato: “Lo sviluppo della Spagna parla da solo. Nel 2017, la Roja giocava bene ma non riusciva a segnare. Ora è tutto diverso. Si tratta della squadra più completa della storia.
Infatti nella Spagna gioca tutta l’ossatura del Barcellona e tra queste il Pallone d’Oro Alexia Putellas. Riguardo all’Arnold Cup la selezionatrice afferma: “Sono tre Nazioni che stanno facendo molto bene. Ci serve per preparare il Campionato Europeo. Il Canada è il Campione Olimpico con spirito di squadra e le sue calciatrici riescono spesso a vincere i duelli individuali.” Inoltre ci sarà anche l’Inghilterra, organizzatrice dell’Arnold Cup e del torneo, tra le favorite per la vittoria finale.
Mi piacerebbe vedere in che modo riusciamo a giocare contro squadre forti con convinzione e calma. Proveremo a vincere. L’obiettivo principale è lottare in queste sfide e ci servirà di esperienza per l’Europeo”.
La Spagna giocherà contro la Germania il 17 febbraio, l’Inghilterra il 20/2 e il Canada il 23 febbraio nell’ultima giornata del torneo.
Sarà un torneo molto interessante in date simili a quelle in cui l’Italia partecipa all’Algarve Cup.

Le ragazze convocate dal ct Jorge Vilda:

ATHLETIC CLUB:  Lucía García
ATLÉTICO MADRID:  Laia Aleixandri, Lola Gallardo
FC BARCELONA:  Aitana Bonmatí, Mariona Caldentey, Patri Guijarro, Jenni Hermoso, María León, Leila Ouahabi, Sandra Paños, Irene Paredes, Andrea Pereira, Alexia Putellas
LEVANTE UD:  Irene Guerrero
MANCHESTER UNITED:  Ona Batlle
REAL MADRID CF:  Ivana Andrés, Marta Cardona, Olga Carmona, Esther González, Misa Rodríguez, Claudia Zornoza
REAL SOCIEDAD: Nerea Eizagirre, Amaiur Sarriegi

Photocredit: DFB Team, Twitter

Città di Falconara: successo con il Padova e primo posto in classifica

Vince ancora, facendo suo il testa-coda, il Città di Falconara che supera il Padova nel recupero valido per la massima serie di calcio a 5. Al terzo arriva il vantaggio delle marchigiane che vanno in rete con Isa Pereira mentre al 5′ il raddoppio è griffato da Janice Silva. Nel giro di pochi secondi Marta griffa una doppietta e prima del finale di frazione Luciani e Praticò arrotondano il parziale chiudendo la prima frazione sul rus. La ripresa si apre con Caciorgna che al 1’ accorcia le distanze ma Fifò al quarto e Marta allungano nuovamente per il Falconara. Carrarini nel corso della ripresa riesce a portare a due le marcature venete triplicate dall’autorete di Janice al 15’. Nel finale Ferrara timbra il 3-9 e la doppietta di Dal’maz, chiude definitivamente il match. In classifica il Falconara sale cosi a 32 punti al primo posto della graduatoria.

Ritorno dei Quarti: si parte con Fiorentina-Empoli e Milan-Sampdoria, domenica Roma-Como e Juve-Inter

Prima di proiettarsi sull’impegno della Nazionale Femminile, che lunedì volerà in Portogallo per prendere parte all’Algarve Cup, questo fine settimana le protagoniste del calcio italiano scenderanno in campo per il ritorno dei Quarti di finale della Coppa Italia Socios.com. Si partirà domani con Fiorentina-Empoli (ore 12.30) e Milan-Sampdoria (14.30), mentre domenica il programma proseguirà con Roma-Como Women (12.30) e con Juventus-Inter (14.30). Le quattro gare saranno trasmesse in diretta su TimVision.

Dopo le nette vittorie esterne ottenute all’andata, Roma e Milan hanno di fatto già ipotecato il pass per le semifinali, ma dovranno fare attenzione a non sottovalutare le avversarie, pronte a onorare l’impegno e a mettere in campo agonismo e spirito di rivalsa. Il tecnico delle giallorosse Alessandro Spugna, grazie al 3-0 di Ponte Lambro (rete di Haavi e doppietta di Lazaro), darà spazio alle calciatrici che hanno giocato meno e alle nuove arrivate, a cominciare dalla centravanti 22enne Sophie Roman Haug. Forte del poker dell’andata firmato da Guagni, Piemonte, Thomas e Grimshaw, con le ultime tre reti arrivate dopo il provvisorio pareggio di Rincon, le rossonere cercheranno comunque di dare continuità ai propri risultati e di proseguire la striscia di vittorie che, finale di Supercoppa FS Italiane a parte, prosegue dall’inizio dell’anno.

Il discorso qualificazione è invece ancora apertissimo nella altre due partite. Dopo lo 0-0 dell’andata, la Fiorentina proverà a superare l’Empoli per dimenticare in fretta la sconfitta interna con il Napoli, che domenica in campionato ha superato 2-0 la formazione viola già proiettata verso l’atteso derby di coppa. Patrizia Panico chiederà alle sue calciatrici di mettere in campo cuore, grinta e umiltà e spera di poter contare sulla spinta dei tifosi presenti al Franchi. Il tecnico azzurro Fabio Ulderici crede nell’impresa e sogna di condurre il club verso la prima semifinale di Coppa Italia della sua storia.

Il passaggio del turno è invece l’obiettivo dichiarato di Juventus e Inter, che a Vinovo ripartiranno dall’1-1 maturato due settimane fa (gol di Njoya e pareggio nei minuti di recupero di Boattin). Si tratterà della terzo confronto stagionale tra le due squadre, che finora hanno dato vita a match equilibrati e al tempo stesso spettacolari. Lecito quindi aspettarsi una gara ricca di emozioni, con i due allenatori che si affideranno alle giocate delle proprie campionesse per proseguire il cammino nella competizione.

Ottengono la qualificazione alle semifinali le squadre che, al termine della partita di ritorno, hanno segnato il maggior numero complessivo di reti nelle due partite o, in caso di parità nelle reti complessive, il maggior numero di reti in trasferta. Risultando pari anche il numero di reti segnate in trasferta, le squadre devono disputare due tempi supplementari e, in caso di ulteriore parità, si procederà con i calci di rigore.

Maria Laura Ghiglione, Pistoiese femminile: calcio e stereotipi di genere, un passato buio e un presente migliore

Sulle pagine on line della testata on line Pistoia Sette è uscita un’intervista molto interessante a Maria Laura Ghiglione, difensore argentino arrivata a dicembre nelle fila della squadra toscana. Classe 1990, Era arrivata in Italia per la prima volta tre mesi fa per giocare nell’Aprilia Racing Club dopo ben dieci anni di carriera ai massimi livelli in Argentina. Sorprendente la sua carriera, avendo per dieci anni militato nella Serie A argentina. Ha cominciato nel Club Atlético Excursionistas, nel 2015, prima di trasferirsi al Club Atlético River Plate fino al 2017, e al Club Atlético Platense fino al 2019, poi il passaggio al Club Atlético Defensores de Belgrano e a fine del 2020 il ritorno all’Excursionistas.

“Gender Equality” recita il logo della C.F. Pistoiese, ma oggi è davvero così? Calciatori e calciatrici sono veramente uguali? La società in cui viviamo si è evoluta abbastanza da ritenere questo sport praticabile da entrambe i sessi, senza assurdi e infondati stereotipi di genere? Quando finiranno i giudizi e le malelingue e quando finalmente ogni donna potrà decidere e disporre liberamente della propria vita, facendo le scelte migliori per sé? Perché seguire una passione automaticamente imprime un’etichetta con su scritto “diversa”? Ma diversa da cosa? Da quello che la società vuole e impone alle donne di fare? Bene, allora meglio essere differenti, ma felici, che omologate, ma tristi e insoddisfatte. Questo lo sa bene Maria Laura Ghiglione, difensore argentina che a dicembre si è aggregata alle arancioni dopo una carriera nella Serie A del suo paese e un breve periodo nell’Aprilia Racing Club, squadra italiana di Serie C (girone C). Nata a Buenos Aires il 12 agosto 1990, condivide la data di nascita con Mario Balotelli, volto noto della Nazionale azzurra. Ma questo non è l’unico aspetto in comune con il calciatore italiano, infatti entrambi hanno dovuto subire discriminazioni per il solo fatto di essere semplicemente se stessi: un italiano con un colore della pelle “diverso” e una donna che ha scelto uno sport “diverso”. È una colpa? Non dovrebbe esserlo.

Come è stata la tua infanzia? 

“È stata bella, ho tanti bei ricordi. La considero l’età più felice, ma fuori dalla scuola perché sui banchi stavo malissimo, soprattutto perché ero vittima di bullismo. La mia passione mi ha portato a ricevere questo spiacevole trattamento: giocavo a calcio, ero un “maschietto” e i commenti che mi rivolgevano quando ero piccola mi facevano stare davvero troppo male. È stato difficile, ma ho proseguito sulla mia strada proprio perché quello che facevo mi piaceva e mi piace ancora oggi. È la mia passione. Questi fatti risalgono a molti anni fa, la società era diversa e c’era una minore apertura mentale rispetto a quella di oggi. Questo fattore influiva molto e frenava le aspirazioni. Ho fatto altri sport di squadra, ma ho cominciato a giocare a calcio nel modo in cui lo pratico ora all’età di 18 anni, quando ho finito la scuola. Ho sempre giocato con il pallone, all’inizio con i miei fratelli e amici, quindi non “formalmente” come un lavoro. Quanto detto era dettato principalmente dal fatto che non esistevano luoghi in cui io, donna, potevo praticare questo sport, o almeno io non sapevo dove trovarli. Quando ero più piccola il calcio era riservato ai maschi poi, nel periodo corrispondente ai miei 18 anni, hanno cominciato ad affacciarsi a questo mondo anche le ragazze, le quali hanno iniziato a giocare senza pensare ai giudizi della gente. Semplicemente non importava loro cosa qualcuno dicesse o pensasse a riguardo, molte quindi prendevano in affitto un campo e giocavano. Uno dei miei fratelli un giorno mi disse che nel campo dove giocava con i suoi amici c’era un gruppo di calciatrici che si allenava a calcetto, così io decisi di andare a provare ed è lì che io ho cominciato a giocare. Successivamente ho cercato di fare delle prove in diverse squadre, ma non mi andava così bene e non avevo una spinta per entrare, finché non ho trovato una squadra. Qui sono rimasta e ho cominciato a giocare calcio a 11 ai massimi livelli. Quando ho cominciato a giocare in Argentina esisteva solo la Serie A ed è qui che io ho sempre militato, non esistevano divisioni, la Serie B è stata creata intorno al 2015/2016 più o meno. Ho iniziato a 21 anni, circa una decina di anni fa, nel Club Atlético Excursionistas, con sede a Belgrano nella città di Buenos Aires, è questa la squadra del mio cuore nonostante io tifi River. È stata per me una squadra meravigliosa e con ragazze stupende, anche se la società aveva e ha ancora tanti problemi: infatti, una volta finito di giocare, mi piacerebbe lavorare lì, per il calcio femminile.”

A chi ti ispiri? Qual è il tuo modello calcistico?

“Quando ero bambina non avevo una calciatrice donna a cui guardare per poter dire “voglio essere come lei”, questo perché il calcio femminile ancora era molto primitivo. Non so qua in Italia, ma da me in Argentina era praticamente inesistente quando ero piccola, negli anni Novanta. Sicuramente all’inizio guardavo a Maradona, ma mi piaceva molto anche Enzo Francescoli, un attaccante del River Plate, squadra di cui sono grande tifosa. Io sono difensore adesso, ma quando ero bambina il mio ruolo era quello di attaccante. Successivamente, col passare del tempo e con l’evolversi del calcio femminile, ho conosciuto tante ragazze mie compagne da cui ho imparato tanto. Se oggi dovessi scegliere una calciatrice direi Estefanía Banini, non solo perché è stata scelta tra le migliori del mondo, ma anche perché ha una visione del calcio diversa, vuole il meglio per tale sport ed è per questo che ha avuto tanti problemi. Oggi le bambine hanno tante ragazze a cui guardare, invece quando ero bambina io non c’erano modelli.” 

Qual è la differenza fra Italia e Argentina su come la gente si approccia al calcio femminile? 

“Qua in Italia non ho avuto l’opportunità di parlare o conoscere persone al di fuori del mondo del calcio, quindi non so bene cosa possa pensare la gente per strada. Quando ci hanno visto tutte insieme in squadra ci hanno fatto i complimenti e gli in bocca al lupo, ma in Italia non so bene come stiano le cose a riguardo. Quello che posso dire è che in Argentina è cambiata tanto la situazione da quanto ero piccola a ora: prima era un “non puoi giocare a calcio se sei femmina” e adesso, negli ultimi anni, se dici di giocare a calcio ti fanno i complimenti. È cambiata molto la testa e la mentalità. Però farei notare che quanto detto vale nei rapporti personali, ma sui social purtroppo no; faccia a faccia, però, nessuno negli ultimi anni mi ha mai detto “non puoi” o “le donne non possono”, invece prima si. È cambiata tanto la situazione.”

Ti manca l’Argentina?

“Si! tanto, tantissimo. Mi manca la mia famiglia, i miei amici, ma anche la gente, il paese e il cibo.”

Qual è il tuo piatto preferito argentino? 

“Si chiama “Asado”, è la carne fatta alla griglia ed è un cibo tipico dell’Argentina, ma non solo: è anche un rituale che si fa con gli amici e la famiglia, un momento in cui ritrovarsi e mangiare.”

Quali sono le differenze alimentari fra Italia e Argentina?

“Gli argentini sono molto simili agli italiani: in Argentina ci sono stati molti immigrati italiani e quindi il cibo è molto simile. Mangiamo anche la pasta e la pizza, ma è diverso il sapore: ad esempio la pizza in Italia è diversa dalla pizza in Argentina e preferisco quella del mio paese. Dovete venire a provarla!” 

È vero che hai origini italiane?

“Si, i miei bis bis nonni erano di Genova, infatti ho lo la cittadinanza italiana per questo motivo.” 

Hai studiato l’italiano? Lo parli bene per essere da poco tempo qui. 

“L’ho studiato: in Argentina ho fatto una scuola italiana, ho dato gli esami in italiano. Ci sono stati tanti immigrati italiani in Argentina e quindi ci sono parecchie scuole italiane.” 

Come mai hai deciso di venire qui in Italia a giocare a calcio?

“Perché mi ero stufata del calcio in Argentina. Ho chiesto ad un mio amico se conoscesse un procuratore o qualche squadra dove poter andare, avevo la cittadinanza per venire in Europa, lui mi ha trovato l’Aprilia e quindi sono venuta in Italia. Sono arrivata qui solo per giocare a calcio, io non avrei mai pensato di poter giocare in Italia, per me era impensabile. Ho voluto questo per tutta la mia vita.”

La tua famiglia ti ha sostenuto nella scelta di giocare a calcio? 

“Si, per loro era uno sport in più. Mi hanno sostenuto e mi sostengono.”

Ti sei ambientata qua in Italia? Come ti trovi con le tue compagne?

“Mi sono trovata molto bene fin dall’inizio, le ragazze mi hanno accolto subito. Prima ero in un’altra squadra, l’Aprilia, qui tutte le mie compagne di squadra si sono dimostrate molto accoglienti, idem quando sono arrivata tra le arancioni. Tutti mi hanno accolto molto bene e sono legata a tutte, non ho un legame particolarmente forte con una.”

Cosa ti lega al numero che hai scelto?

“Il 3 è il mio numero preferito, mi sembra equilibrato. Da piccola mi piaceva il 9 per Francescoli, ma il tre è sempre stato il mio numero.”

Qual è l’umore della squadra adesso, dopo il pareggio di domenica?

“Abbiamo bisogno di punti, è comunque un risultato importantissimo per noi, ci siamo tirate su. Inoltre domenica abbiamo messo in campo un atteggiamento e un carattere diverso rispetto alle altre partite, spero si mantenga. Adesso dobbiamo giocare con il Pavia, io non c’ero all’andata ma le ragazze mi hanno detto che è stata una partita difficile, un avversario tosto. Nel senso che domenica abbiamo avuto un atteggiamento e un carattere diverso alle altre partite e spero si mantenga.”

Quanto manca la presenza di Baroni?

“Ho perso la mia compagna di linea e sento molto questa mancanza, mi trovavo benissimo con lei in campo. Peccato, spero che si rimetta.” 

Descriviti con un aggettivo che credi ti rappresenti. 

“Testona, nella vita e in campo. Sono tranquilla, ma quando qualcosa mi interessa sul serio vado in fondo. “

Credit Photo: Pistoia Sette

 

Houston Dash: dall’Orlando Pride arriva Marisa Viggiano

Houston Dash ha acquisito la centrocampista Marisa Viggiano in uno scambio con l’Orlando Pride. Houston manda al Pride il difensore Megan Montefusco (precedentemente nota con cognome Oyster), $30.000 in denaro e la terza scelta dell’OL Reign nel draft NWSL 2023.

Viggiano è apparsa in 21 partite e ha fatto 14 presenze per il Pride durante la stagione regolare 2021 della NWSL. La nativa di Troy, nel Michigan, sta entrando nella sua quarta stagione nella NWSL dopo essere stata presa dal Pride nel draft NWSL 2019 della Northwestern University.

Montefusco è arrivata a Houston all’inizio del 2020 a seguito di uno scambio con OL Reign. La nativa dell’Illinois ha fatto il suo debutto con il Dash durante la Challenge Cup 2020 e ha aiutato Houston a vincere il suo primo trofeo di campionato. Montefusco è apparsa in 32 partite in tutte le competizioni con il Dash, di cui 21 durante la stagione NWSL 2021.

Credit Photo: https://www.houstondynamofc.com/

Francesca Pezzaioli, Atletico Dor: “Qui c’è un bell’ambiente e un bel gruppo. Potevamo essere più in alto in classifica”

L’Atletico Dor sta occupando la nona posizione del Girone B di Promozione Lombardia con nove punti, grazie alle due vittorie, ottenute contro Villa Valle e Città di Cornate, tre pareggi e sei sconfitte. Nel gruppo arancionero c’è una calciatrice che, sin dal suo primo anno di vita, è una colonna importante per questa società: stiamo parlando del difensore classe 2000 Francesca Pezzaioli. La nostra Redazione ha raggiunto Francesca per risponderci ad alcune domande.

Francesca cos’è per te giocare a calcio?
«Il calcio per me è un modo per sfogarmi da tutti i problemi che ci sono nella quotidianità. Quando entro in campo c’è solo il pallone».

Come hai capito di essere un difensore?
«In realtà è stato un allenatore a mettermi in quella posizione, e poi, pian piano, mi son trovata bene».

Chi è il tuo giocatore di riferimento?
«Il mio giocatore di riferimento è Paul Pogba, per via della sua visione e il modo di giocare. Era un giocatore che mi piaceva guardare».

Quando hai scoperto la passione per il pallone?
«Una passione che ce l’ho fin da piccola. A cinque anni giocavo a calcio con gli amici di mio fratello. Mia mamma non voleva che giocassi a calcio, finché a tredici anni ho deciso di far parte di una squadra a sette a Ghedi».

Com’è stato il tuo percorso calcistico?
«Non semplicissimo, perché nell’ultimo anno nella squadra a sette di Ghedi c’erano dei malumori all’interno del gruppo e, allo stesso tempo, mi ero infortunata alla caviglia, e in quel momento avevo pensato di lasciare. Poi una persona di quel club mi aveva spronato a rimanere nel mondo del calcio passando a undici. Quindi sono rimasta ancora per un anno nel calcio a sette, e alla fine sono approdata a undici giocando nell’Atletico Dor».

Da tre anni sei all’Atletico Dor: cosa ti ha colpito di quest’ambiente?
«Secondo me mi ha fatto maturare sia dentro che fuori dal campo. Mi ha permesso di imparare a relazionare meglio, soprattutto nello spogliatoio, perché mi permette di giocare con tranquillità. C’è un bell’ambiente e un bel gruppo».

Per il momento la squadra si trova al nono posto: piazzamento giusto?
«Secondo me non è giusto, perché potevamo essere in posizioni più alte in classifica. Purtroppo, abbiamo avuto numerose infortunate, tra cui io che mi sono rotta delle costole. Siamo state un po’ sfortunate, e la squadra non si è espressa al meglio, e certi punti li avremmo portati a casa».

Ci sono alcune gare di questo campionato che vorresti rigiocare?
«Ce ne sono due. Alla prima di campionato contro la Vibe Ronchese, dove abbiamo fatto tanti tiri in porta, ma la palla non entrava, e questo ci ha rammaricato molto, e poi la gara col Montorfano in cui potevamo giocarcela e non abbiamo espresso il nostro gioco».

Qual è l’aspetto che la squadra dovrà migliorare in vista della ripresa?
«Dobbiamo essere più ciniche dalla trequarti in poi. Facciamo girare la palla, ma manca la cattiveria per metterla in rete».

Tu stai dando un contributo decisivo, visto che hai segnato due reti.
«Mi fa piacere, perché ho fatto due gol importanti. La prima col la Vibe Ronchese, in cui finalmente l’abbiamo messa in rete, la seconda fatta al Villa Valle, in cui abbiamo portato la nostra prima vittoria in casa. Quello che però a me importa è pensare alla squadra, perché le puoi trascinare e gasarle al momento giusto».

Domenica si torna in campo sfidando il Città Di Cornate: che partita sarà?
«Sarà una gara molto combattuta, ma se c’impegniamo, possiamo vincere la partita».

Come valuti il Girone B di Promozione dopo undici turni?
«Secondo me è un campionato equo, perché ogni squadra ha un suo gioco, e tutte le partite possono essere giocate».

Chi vincerà il campionato?
«La Riozzese, che contro di noi ha fatto una bella partita e faceva girare la palla, o il Villa Valle».

Quanto peserà il Covid-19 sui campionati?
«Peserà parecchio, perché molte squadre potrebbero perdere pedine importanti, come le calciatrici o gli allenatori, in quanto potrebbero risultare positivi. Spero che il campionato non lo posticipino di nuovo».

Come sta il calcio femminile bresciano?
«Sono contenta, perché ci sono molte bambine e ragazze che si avvicinano al calcio femminile. Molte persone, rispetto a tanti anni fa, lo stanno accettando di più. Ci sono società che iniziano a seguire il movimento creando le giovanili, e questo mi fa molto piacere».

Che persona sei fuori dal campo?
«Sono una persona introversa, ma poi, prendendo confidenza, divento estroversa».

Quali sono i tuoi propositi per il 2022?
«Spero che il Covid finisca il più presto possibile, e sarebbe una cosa molto bella, e ricevere soddisfazioni sia con la squadra che in ambito lavorativo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Atletico Dor Calcio Femminile e Francesca Pezzaioli per la disponibilità.

Photo Credit: Francesca Pezzaioli

‘Caro bollette’, la FIGC scrive al Ministro Franco per sostenere i club dilettantistici

Senza misure governative urgenti, il ‘caro bollette’ rischia di paralizzare l’attività dilettantistica e giovanile. È questo il senso della lettera inviata ieri dal Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Gabriele Gravina al Ministro dell’Economia Daniele Franco, che raccoglie il grido d’allarme del Commissario Straordinario della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, nella quale si chiede di ‘verificare la possibilità di individuare un intervento in favore delle società particolarmente danneggiate’ dall’aumento sproporzionato dell’energia elettrica.

“Laddove il calcio è soprattutto passione e socialità – dichiara Gravina – non possiamo rischiare il blocco dell’attività perché provocherebbe un danno sociale di dimensioni incalcolabili. I club dilettantistici vanno sostenuti anche per l’importante ruolo che svolgono al di fuori del contesto sportivo”.

Pur capendo le difficoltà del momento e ringraziando il Ministro per l’attenzione già manifestata verso il mondo dello sport e del calcio in particolare, il presidente della FIGC ha posto l’accento sui numeri del movimento che conta circa 11500 club dilettantistici, più di 2500 che svolgono attività di puro settore giovanile, e che rappresenta la base della piramide calcistica. “Di concerto con la LND e il Commissario Abete, la Federazione è impegnata nel creare le condizioni migliori per praticare calcio in Italia – conclude Gravina – e non ci possiamo permettere di lasciare indietro nessuno, soprattutto chi opera lontano dalla luce dei riflettori. Come ho ribadito più volte, dalle difficoltà si esce tutti insieme, come Paese, facendo veramente sistema”.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

L’Aston Villa Women annuncia che Laura Blindkilde Brown ha firmato una proroga del contratto fino al 2025

Blindkilde Brown ha firmato un primo contratto da professionista a settembre dopo aver apportato 24 gol per l’ Aston Villa WSL Academy durante la stagione 2020/21.

La centrocampista Laura Blindkilde Brown ha firmato un prolungamento del contratto per mantenerla al club fino al 2025.

La 18enne aveva firmato il suo primo contratto, da professionista, soltanto lo scorso settembre, e grazie ai suoi importanti ventiquattro centri per la squadra WSL Academy, le è stato chiedo dallo Staff il rinnovo in società.

In precedenza era stata la stella nascente per il Birmingham City, ed era stata convocata dall’Inghilterra a livello Under 17.

Blindkilde da allora ha collezionato nove presenze in prima squadra in tutte le competizioni, segnando il suo primo gol da senior contro il Sunderland a dicembre.

Le compagne e lo staff tecnico è felice di questo rinnovo che permetterà all’ atleta di completare la sua crescita fisica nel prestigioso club inglese e di portarla così a grandi prestazioni ed avere importanti risultati.

Congratulazioni, Laura!

Brenda Bettioli, Tikitaka: “L’obiettivo principale della stagione arrivare tra le prime otto”

Il Tikitaka piega per 3 a 2 anche il Real Statte portandosi cosi a 2 punti dal secondo posto della Serie A di calcio a 5. A parlare nel post gara in casa abruzzese è stata Brenda Bettioli, queste le dichiarazioni della calcettista di origini brasiliane classe ’90:

“Abbiamo sofferto tantissimo, ma penso che queste siano le partite che ci diano la pazienza giusta e necessaria per affrontare poi la Coppa, i Play Off perché penso che diverse squadre ci metteranno in questa situazione di difficoltà, quindi penso che sia fondamentale vincere una partita in questa maniera. Nel girone di ritorno stiamo facendo bene, anche dopo il rientro post Covid, stiamo lavorando nella stessa maniera dall’inizio della stagione, purtroppo a volte le cose non andavano come in allenamento, invece adesso tutte noi siamo più consapevoli di quello che dobbiamo fare in campo e questo ci aiuta anche nei risultati. L’obiettivo principale della stagione era arrivare in Coppa ed arrivare tra le prime otto per fare i play off. Penso che possiamo raggiungere questo obiettivo quello che viene dopo dipende da quello che possiamo fare nelle partite che contano. Penso che possiamo arrivare bene nel Play Off e che potremo fare una bella Coppa però, ripeto, tutto dipende da come affronteremo le partite difficili così com’è stata questa contro il Real Statte. La prossima domenica non giocheremo perché la partita è stata spostata, quindi avremo una quindicina di giorni per recuperare da questo inizio e lavorare bene sulle cose che ci mancano ed arrivare bene al derby con il Pescara. Poi avremo subito il Granzette e il Falconara. Dopo queste sosta ci saranno quindi due settimane molto impegnative però penso che con questa pausa potremo mettere le cose a posto per affrontare altre tre partite impegnative, ma penso che potremo fare bene”.

Claudia Zorzetto, Ternana femminile: “Il calcio è un vortice di emozioni, in rossoverde ho trovato un ambiente positivo”

Claudia Zorzetto, classe 2002, è arrivata a dicembre in prestito dal Real Meda, in forza alla Ternana. Nella consueta rubrica “Storytelling-Contatto Rosa” della pagina Facebook della squadra umbra, riportiamo le dichiarazioni della giovane attaccante che è già entrata nel cuore dei tifosi.

“Perchè mi piace il calcio? 
È una domanda complicata, è difficile spiegare cosa provi per ciò che ami.
Ho iniziato il mio percorso con i maschi a 7 anni, dopo 2 anni arrivo al femminile, nella giovanili del Real Meda per poi salire, a 14 anni, in prima squadra fino al dicembre scorso. Sono cresciuta nell’ambiente lombardo, da sempre molto competitivo; questo ha incrementato la mia fame di vittorie e la voglia di far bene che sto cercando di far vedere anche qui a Terni. In rossoverde ho trovato un ambiente positivo e dedito al lavoro. Nel mio percorso di vita il calcio è stato uno dei pilastri che mi ha permesso e mi permette di essere la persona che sono oggi, difetti annessi, sia chiaro.
Il calcio mi ha fatto gioire, ridere, cantare, ballare, piangere, arrabbiare, spaccare porte e passare notti insonni perché quando una cosa è radicata dentro di te è lei a guidarti, e non ci puoi fare nulla. Ho vissuto un periodo buio qualche anno, pensavo addirittura di smettere, ma poi risultava impossibile recidere una parte così importante di me. Devo tanto al calcio, è un ambiente competitivo, soprattutto quello femminile, ma che ti permette di costruirti una personalità forte, caparbia e indipendente. Il calcio è un vortice di emozioni, non è solo uno sport, ed occupa un posto speciale nel mio cuore.
Perché una bambina dovrebbe giocare a calcio?
Potrei dire perché è lo sport più bello del mondo, ma sarebbe banale. Penso invece che sia importante soprattutto per abbattere gli stereotipi legati a questo sport ed allo sport in generale. Diseguaglianze che nel 2022 non dovrebbero esistere.”

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