Home Blog Pagina 3449

Comunicazione congiunta sull’impatto di un Mondiale a cadenza biennale sul calcio femminile

I piani proposti dalla FIFA per l’organizzazione delle Coppe del Mondo maschili e femminili ogni due anni avrebbero un enorme impatto negativo dal punto di vista sportivo, economico, sociale (e non solo), che, soprattutto, altererebbero il corso le la crescita del calcio femminile. La natura veloce del processo di consultazione (finora) molto selettivo e le proposte tutt’altro che accettate, non hanno permesso un’attenta riflessione su ciò che è nel migliore interesse della crescita futura del calcio femminile né hanno valutato adeguatamente le possibili conseguenze irreversibili che un tale cambiamento potrebbe comportare.

La relazione simbiotica tra tutte le componenti del mondo del calcio – che permette al calcio professionistico, amatoriale e di base, sia a livello di club maschili e femminili che delle nazionali, di prosperare ognuno nel proprio ambito – richiede una riflessione dettagliata e ponderata prima di raggiungere qualsiasi decisione definitiva sul futuro del calendario delle partite delle nazionali maschili e femminili (IMC/WIMC). Ad oggi questo processo non ha ancora avuto luogo.

Per essere chiari, l’Europa non è arroccata su una strenua difesa delle proprie posizioni, né tanto meno si tratta di una contrapposizione tra nazionali e club. Le nostre riserve si concentrano sul nostro desiderio di una crescita mondiale equilibrata e inclusiva che dia alle donne e alle ragazze le migliori condizioni per giocare lo sport più amato a tutti i livelli e in ogni società. Nessuno ha più consapevolezza e comprensione di questa complessità di coloro che alimentano questo sport giornalmente – club, leghe, giocatori e allenatori – oltre agli organi di governo a livello confederale, nazionale e regionale.

Il nostro desiderio è che la FIFA si impegni in un dibattito autentico, congiunto e aperto, con tutti gli organismi calcistici pertinenti e le parti interessate, per valutare con la necessaria profondità e comprensione del contesto specifico e dello stadio di sviluppo del gioco femminile e della sua connessione al calcio maschile, tutte le conseguenze che le proposte potrebbero causare. Le conseguenze includono, ma non sono limitate a:

• Aggiungere ulteriore congestione ad un calendario delle partite per nazionali femminili già sovraffollato, inserendo ulteriori fasi finali.

• Aggiungere ulteriore congestione al calendario maschile inserendo altre fasi finali che ostacolerebbero la visibilità e la crescita delle competizioni giovanili femminili, per club e nazionali, e dei campionati nazionali femminili in tutto il mondo.

• Mettere ulteriormente a dura prova le risorse tecniche, mediche e amministrative disponibili per le calciatrici delle nazionali femminili, in quanto verrebbe eliminata la necessità di disporre regolarmente per tutto l’anno di tali risorse che sarebbero invece concentrate soprattutto sulle competizioni maschili.

Aumentare il rischio di infortuni e di impatti negativi sulla salute mentale dei giocatori a causa di una concentrazione maggiore di partite di qualificazione con periodi di preparazione limitati e con un aumento del carico posto sui calciatori in relazione a una maggiore frequenza di fasi finali.

Interrompere il processo di professionalizzazione e l’investimento nelle leghe nazionali, e quindi l’ambizione di creare un lavoro significativo a tempo pieno per le giocatrici nonché strutture che offrono un ambiente d’élite. Ci sono ancora pochissime leghe professionistiche a tempo pieno nel mondo.

Ridurre le opportunità per le nazioni più piccole, medie e in via di sviluppo di tutto il mondo di partecipare a un Mondiale FIFA femminile, in quanto solo le migliori nazioni che hanno solide fondamenta avrebbero la capacità e le risorse per competere ai massimi livelli con una certa regolarità.

• Le qualificazioni organizzate dalle confederazioni potrebbero venire compromesse poiché ci sarebbero meno finestre disponibili e quindi meno possibilità di giocare con regolarità per tutti. In particolare, le federazioni meno sviluppate potrebbero perdere la possibilità di giocare con regolarità gli eventi organizzati e quindi anche le fasi finali, aumentando di fatto il divario sportivo tra le nazioni.

Limitare la crescita dei campionati continentali a livello di club e di nazionali.

Ridurre significativamente la regolarità e la visibilità del calcio femminile per nazionali durante tutta la stagione, il che avrebbe un impatto negativo sulla promozione, sulla creazione di modelli di ruolo e sulla capacità di attrarre nuovi partner.

Trascurare la crescita del calcio giovanile e delle competizioni esistenti, contesti fondamentali per il futuro del calcio.

Abbassare gli investimenti degli sponsor e dei partner del calcio femminile a causa di una saturazione dei mercati che minerebbe la sostenibilità finanziaria del calcio femminile a livello nazionale e internazionale, creando ulteriori disuguaglianze con quello maschile.

Disturbare nei tifosi la crescita della cultura del calcio femminile che sta decollando ma che rischia di essere danneggiata dalla valorizzazione di eventi sportivi concorrenti affermati che devierebbero gli interessi dei tifosi e gli investimenti nel calcio femminile.

Creare sconvolgimenti per altri sport e altri importanti eventi sportivi.

Guardiamo alla crescita del calcio con una mentalità aperta e progressiva, e apprezziamo l’intento dichiarato di una Coppa del Mondo femminile con cadenza biennale per giocare ancora di più e per dare a più paesi la possibilità di ospitare l’evento. Tuttavia, una proposta di così ampia portata richiede un serio esame all’interno del contesto in cui si trova – l’ecosistema del calcio femminile. Un ecosistema che sta crescendo in maniera vertiginosa ma che non è completamente maturato. Un’ulteriore crescita dello sport che tutti amiamo può avvenire solo quando si discute insieme allo stesso tavolo con tutti coloro che possono risentire di una decisione così importante. Quello attuale è un equilibrio delicato che deve mostrare rispetto e responsabilità a tutta una serie di competizioni, giocatori, allenatori, tifosi, nazioni e culture.

Tale cooperazione e apertura tra gli stakeholder del calcio è l’unica vera soluzione per trovare il modo migliore per dare un’ulteriore spinta al calcio femminile su una base veramente mondiale e a beneficio di tutti.

  • Kvindeliga (Federazione Danese)
  • FA Women’s Super League (English Football Association)
  • FA Championship (English Football Association)
  • Frauen-Bundesliga (Federazione Tedesca)
  • Kansallinen Liiga (Federazione Calcistica finlandese)
  • Serie A Femminile (FIGC)
  • Eredivisie Vrouwen (Federazione Reale di Calcio dell’Olanda)
  • Liga 1 Femminile (Federazione di calcio rumena)
  • Elitfotboll Dam, Svezia
  • Super League femminile (Federazione di calcio svizzera)
  • Associazione dei Club Europei
  • UEFA

Credit Photo: ©UEFA

Esame di serie A: domenica in Coppa Italia c’è il Pomigliano

Il Tavagnacco, inserito nel girone H contro le campane e la Roma, sfiderà un avversario di categoria superiore. Nelle gialloblù da segnalare la crescita di Kongouli.

Esame di serie A per il Tavagnacco. Domenica alle 12 c’è la sfida di Coppa Italia contro il Pomigliano. Un girone proibitivo quello in cui sono state estratte le gialloblù che dovranno vedersela anche contro la Roma nella partita successiva della competizione. A passare il turno sarà la prima classificata del raggruppamento. L’anno scorso le friulane hanno affrontato il Pomigliano durante il campionato di Serie B: pareggio per 2-2 in trasferta e sconfitta interna 1-2 con le avversarie che hanno agguantato a fine anno la promozione in Serie A. Al momento le ragazze allenate da mister Panico sono settime in classifica con 7 punti. Sarà l’occasione per vedere come il Tavagnacco cercherà di tenere testa a un avversario di categoria superiore. Sarà importante la prestazione più che il risultato; ridurre al minimo gli errori sarà doveroso per evitare brutte figure.

Le calciatrici allenate da Rossi hanno avuto il merito di arrivare a questa gara in uno stato di forma buono. Tre vittorie consecutive in campionato contro tre neopromosse permettono di guardare al futuro con maggiore fiducia e serenità. E con una Sofia Kongouli in più nel motore. L’attaccante greca (nella foto) è reduce da quattro gol nelle ultime tre uscite e sembra essere nella forma migliore. Bisognava darle fiducia e farle trovare una buona condizione fisica. Sofia sul campo da tutto e fa da raccordo fra centrocampo e attacco. Inoltre è abile nel finalizzare le occasioni che la squadra sta creando.

Kongouli è arrivata a febbraio e ci è voluto un periodo di ambientamento; non è stato facile trovare il ritmo giusto mentre in questa stagione la numero 33 è partita forte sin da subito. Il motivo è presto spiegato dalla stessa Sofia: “Ero stata un mese fuori per il Covid e faticavo a trovare ritmo. Questa estate ho lavorato tanto per essere al meglio e farmi trovare più pronta. Voglio fare tanti gol per aiutare la squadra e per arrivare il più in alto possibile”. In questo avvio doppietta rifilata al Palermo, risultato sbloccato sul campo della Pro Sesto e chiusura dei conti con il Cortefranca: “Non è stata una gara facile quella dello scorso weekend -prosegue la centravanti-, siamo state abili a sbloccarla nel primo tempo e a chiuderla nella ripresa tenendo sempre il controllo del match”. Con Rossi, Kongouli ha spostato il suo raggio d’azione; ora agisce da trequartista centrale nel 4-2-3-1 alle spalle di Ferin. “Quella è la posizione in cui le cose mi riescono meglio. Sono più libera di cercare la soluzione migliore. Con le compagne del reparto d’attacco ci intendiamo bene”.

Credit Photo: Tavagnacco Femminile

Francesco Sortino, Res Women: “Buona la prima, le ragazze sono state davvero brave”

francesco-sortino-res-women

Dopo il successo all’esordio in campionato contro il Catania in casa Res Linkerm VII a parlare è stato il patron Francesco Sortino. Il numero uno delle capitoline ha rilasciato queste dichiarazioni all’ufficio stampa del club:
“Buona la prima, le ragazze sono state brave e hanno iniziato a mostrare degli automatismi che serviranno per il futuro. Importante che questo spirito resti in tutto il campionato come l’entusiasmo creato intorno a questa realtà, che ripagano gli investimenti fatti. La nostra squadra è diventata un punto di aggregazione con la scuola calcio e tante iniziative nate e che nasceranno. Vogliamo che questa struttura ed il nostro campo accolga tante famiglie che vedono al vertice la prima squadra. Abbiamo costruito un team ben assortito ed importanti in tutti i ruoli cruciali delle gestione tecnica e organizzativa”.

Photo Credit: Il Giornale di Roma 

Lisa Alborghetti, FC Inter: “Siamo una squadra in crescita”

L’Inter di Rita Guarino scende in campo sabato 16 ottobre alle 14.30h contro la Roma. Il recupero della quarta giornata della Serie A Tim Vision si gioca allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni. A un paio di giorni dalla sfida contro le giallorosse, Lisa Alborghetti ha analizzato il momento delle nerazzurre ai microfoni di Inter Tv: “Abbiamo iniziato un percorso di crescita: abbiamo fatto bene nelle prime partite, ma ci sta avere anche delle difficoltà. Siamo una squadra giovane e l’importante è capire i nostri obiettivi, lavorare tutte insieme e non dividerci alla prima difficoltà.”

“Cerchiamo di preparare ogni sfida nel migliore dei modi, è ovvio però che giocare contro una squadra che è ai vertici della classifica ti porta ad avere degli stimoli in più. Stiamo lavorando molto bene, siamo in crescita quindi cerchiamo sempre di migliorare giorno dopo giorno”, ha concluso la capitana nerazzurra.

Credit Photo: Andrea Amato

Elisa Carravetta, Como Women: “Vogliamo il primo posto. Mister De La Fuente? Uno dei migliori in circolazione”

Reduce da una grande vittoria nell’ultima di campionato – che ha portato anche la sua firma -, Elisa Carravetta è pronta ad affrontare una stagione al Como Women che si prospetta interessante. Gli obiettivi chiari e ambiziosi, l’avvicinamento a casa e il mister ritrovato, hanno spinto l’attaccante classe 2002 a sposare il progetto di rinascita e rilancio voluto dal Presidente Verga. L’esperienza maturata tra Inter e Pink Bari è un bagaglio importante che Elisa vuole mettere a disposizione della squadra, un gruppo forte e unito, motivato a prendersi l’alta classifica.

Contro la San Marino Academy sei entrata in corsa e dopo 7 minuti sei andata subito in goal. Ci racconti quel momento?
Quando il mister mi ha chiesto di accelerare durate il riscaldamento ero già carica, non vedevo l’ora di entrare. Ho fatto il mio ingresso in campo sullo 0-0 e un attimo dopo le avversarie hanno segnato la rete dell’1-0. Dovevamo subito cambiare marcia, il mister mi aveva messo dentro perché le mie compagne avevano bisogno di una mano e io volevo aiutarle. Dopo pochi minuti, è arrivata l’occasione: ho preso fallo e la mia compagna ha battuto la punizione. L’hanno messa dentro e quando ho visto una palla che vagava in mezzo all’area l’ho colpita più forte che potevo. Dovevamo per forza riprenderci in mano la partita, perché la stavamo facendo noi”.

Cosa ci dici invece della tua esultanza?
Ho esultato con il numero 14 per la nostra compagna di squadra, Chiara Cecotti, che ha subito un brutto infortunio contro il Brescia. Siccome siamo molto amiche e molto legate, le avevo promesso che se avessi fatto goal glielo avrei dedicato. Mi dà sempre molti consigli, mi aiuta e mi motiva. È un mio punto di riferimento”.

Cosa vi ha permesso di avere la meglio sulle avversarie in una gara così complessa e tirata?
Come ci ha detto il mister, quello che ci ha permesso di vincere è stato il nostro essere squadra, nel vero senso della parola. Quando andiamo in difficoltà ci rialziamo sempre tutte insieme, nessuna rimane mai indietro. Abbiamo questa forza di gruppo che ci trascina e ci porta avanti, e secondo me è proprio questo che ci ha dato quel qualcosa in più rispetto a loro e ci ha fatto trionfare”.

Sei arrivata in una squadra quasi completamente nuova. C’è feeling tra di voi?
Siamo un team giovane, c’è un bel mix di esperienza e gioventù dove le ragazze più grandi aiutano tanto le piccole, che d’altra parte portano qualche novità. Siamo un gruppo unito, sia dentro che fuori dal campo”.

E tra voi e il mister? Tu lo conoscevi già…
Appena ho sentito le prime voci di De La Fuente al Como, ho tanto sperato che mi chiamasse in squadra. L’ho avuto come mister sia in Primavera che in prima squadra all’Inter e ho sempre pensato fosse uno dei migliori in circolazione. Con lui ho imparato tanto, mi ha fatto esordire in prima squadra, in Serie B, a soli 16 anni. C’è tanta stima da parte mia nei suoi confronti e lui ha confermato di aver fiducia in me. Anche le altre ragazze si trovano bene sia con il mister che con la società, siamo tutti molto in sintonia”.

Quali sono i tuoi punti di forza, caratterialmente e come giocatrice?
Sicuramente la determinazione. Anche quando le cose non vanno non sono una che molla, non è proprio nelle mie corde e l’ho dimostrato anche con i vari infortuni che ho subito, tornando sempre in campo a mostrare il mio valore. Come giocatrice il punto di forza è il mio non essere statica, mi piace muovermi e cercare l’1 contro 1. Mi trovo bene sia a destra che a sinistra, non mi piace giocare spalle alla porta ma trovarmi sempre di fronte, agendo come esterno o come punta”.

Prima del 22, hai quasi sempre indossato il numero 9. Ha un significato per te?
Nelle giovanili mi hanno sempre dato quel numero, poi io dall’anno scorso ho deciso di prendere il 22 perché mi piace e anche perché l’idolo di mio fratello è Kakà. L’ho scelto anche per questo”.

Il 9 ti ha accompagnata anche in Nazionale. Qual è il tuo rapporto con la maglia azzurra?
Con la Nazionale ho fatto tutto l’Under 17, in Under 19 ho fatto solo il primo raduno prima che fossero bloccati tutti i campionati. Adesso rientrerei nell’Under 23 ma quando vedo le convocazioni noto tutte ragazze forti, giocatrici di Serie A molto esperte. Se voglio arrivarci devo ancora lavorare tanto. È sicuramente un mio obiettivo tornare, poi il tempo parlerà, così come i fatti sul campo: se dimostrerò di meritare quella maglia i risultati arriveranno”.

Dove potete arrivare quest’anno?
Dietro al Como c’è un progetto più ampio che prevede 2/3 anni di lavoro. Noi ci crediamo tanto al primo posto, anche se il campionato è molto competitivo. Sarà dura, e il fatto che solo una squadra verrà promossa ci darà ancora più soddisfazione in caso di successo. Il nostro obiettivo è quello di rimanere nell’alta classifica, affrontare ogni patita al meglio. Ci proveremo, se poi non dovessimo riuscirci quest’anno, ce la faremmo sicuramente nei prossimi”.

Quindi hai intenzione di rimanere a lungo nel Como…
Se le cose continuano così, assolutamente sì. Mi piace tanto l’ambiente e poi mi sono anche riavvicinata a casa. Me la sta vivendo davvero bene, sono molto tranquilla”.

Credit Photo: ©SMAcademy

Stadi al 75%: pubblicato dalla FIGC il nuovo Protocollo valido per i campionati prof, A Femminile e Primavera

La FIGC ha pubblicato il nuovo Protocollo per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022 finalizzato al contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, per gli allenamenti, l’attività pre gara e le gare in presenza di spettatori, un ulteriore aggiornamento del documento valido dall’inizio della stagione in corso. Il Protocollo pubblicato oggi, che riguarda i Campionati professionistici, la Serie A femminile, le competizioni Primavera 1, 2, 3 e 4 e l’attività degli arbitri, è aggiornato alle nuove disposizioni di legge in materia di accesso degli spettatori allo stadio (75% in zona bianca) e a quanto deciso dalla Commissione medico scientifica federale nell’ultima riunione in merito all’allineamento del regime di testing dei “gruppi squadra”, secondo quanto previsto dallo Stato in materia di green pass.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuco Calcio

Cristina Coletta, Ternana: “Alle ragazze consiglio di abituarsi a lottare per essere libere”

Nelle ore scorse tramite i canali ufficiali della società a parlare in casa Ternana è stata Cristina Coletta, calciatrice tra le più esperte in casa umbra. La giocatrice ha lasciato qualche dichiarazione in merito ai suoi inizi nel calcio e alla voglia di vedere tante giovani correre sui manti erbosi con un pallone:
“Il perché abbia cominciato a giocare a calcio è tutt’ora difficile da spiegare, semplicemente perché il destino è qualcosa di già scritto, al quale nessuno può sfuggire.
Il mio, evidentemente, era quello di mettere gli scarpini mentre le mie amiche pensavano al prossimo vestitino da indossare. La risposta è passione, in tutte le sue mille sfaccettature. Ho cominciato all’età di 6 anni nel campetto vicino casa, in mezzo agli amici di papà, increduli delle “abilità” che a loro dire erano sovrannaturali. Trenta anni fa, in Italia, a calcio, ci potevano giocare solo i maschietti e le ragazzine come me dovevano essere proprio “cazzute” per sopravvivere in un ambiente così ostile. Io posso dire di esserci riuscita, non ho mai permesso a nessuno di decidere cosa dovevo o non dovevo fare, ho inseguito un sogno, l’ho preso ed ho mantenuto la promessa fatta a me stessa”.
“Il calcio mi ha dato tanto, io spero di aver ripagato almeno la metà delle emozioni vissute con i sacrifici, che sono stati veramente tanti.  Alle bambine, alle ragazze di oggi dico solo una cosa: siate ribelli, fuori dagli schemi. Cominciate, fin da piccole, ad abituarvi ad essere felici e lottate con tutte le vostre forze per essere libere. Ai genitori di queste bambine dico che il loro compito è fondamentale ma altrettanto semplice… Basterà assecondare un sogno e non provare a spegnerlo. Quelle della mia generazione lo hanno fatto anche per voi. Abbiamo lottato affinché ogni bambina che nascerà sarà una donna con un ostacolo in meno da superare.”

Alessandro Cartago, Pro Sesto: “Ragazze, per la salvezza occorre dare di più”

“Dobbiamo dare di più, tutti”. Lo ripete a chiare lettere Alessandro Cartago, il responsabile della Prima Squadra femminile della Pro Sesto. All’indomani del ko nel recupero contro il Bari, Cartago ha tracciato un primo bilancio di questo amaro inizio di stagione che ha visto le ragazze di mister Andrea Ruggeri conquistare un punto in cinque partite.

Alessandro, erano da mettere in preventivo queste difficoltà con il salto di categoria?
“Sapevamo che la serie B sarebbe stata molto diversa come valori dalla Serie C, ma al tempo stesso non mi posso nascondere: mi aspettavo di più, molto di più dalle nostre ragazze. Come ho già ribadito a loro e allo staff, ora dobbiamo cambiare marcia. La Pro Sesto ha lavorato tanto per essere qui, abbiamo migliorato la rosa e inserito nuove figure, credo che ognuno di noi ora debba farsi un proprio esame di coscienza, a partire ovviamente dal sottoscritto. La Società inevitabilmente farà le sue valutazioni”.

E’ un’analisi schietta la tua sul momento della squadra che allontana qualsiasi alibi…
“Non esiste la scusa di essere giovani o che siamo al primo anno di serie B. Le nostre ragazze devono iniziare a capire cosa vogliono fare e calarsi nella mentalità. Ripeto, devono fare tutte qualcosa in più, non possiamo andare avanti così”

E’ così ampia la differenza tecnica tra serie B e serie C?
“Io credo che le nostre sconfitte siano arrivate per poca attenzione e poca esperienza, non perchè c’è differenza tra B e C. Vogliamo e dobbiamo salvarci, per farlo bisogna lavorare sui dettagli.”

Hai già fatto questo discorso alla squadra?
“Certamente, io sono un sanguigno, vivo la partita in maniera agonistica. E non mi piace perdere. Stiamo cercando di capire cosa non va. Il messaggio è già arrivato, ora vogliamo quel qualcosa in più da parte loro. L’universo femminile, per quanto riguarda il calcio, è molto diverso da quello degli uomini. Le donne, in campo, ci mettono sempre qualcosa in più in termini di partecipazione. Sicuramente ora il pallone pesa perchè la classifica non ci dà tranquillità. Sarà compito dell’allenatore e dello staff capire come venirne fuori, i mezzi ci sono tutti per fare bene”.

La sosta con la Coppa Italia vi viene in aiuto?
“Domenica contro San Marino credo che il mister voglia fare qualche cambiamento. La Coppa è una bella cosa e una bella vetrina, ma la testa è al campionato. Nelle prossime quattro gare ci giochiamo molto, voglio vedere una Pro Sesto diversa per non buttare a mare quanto di buono fatto in questo biennio. La società merita molto di più di questa classifica, lo merita la città e le ragazze, lo meritano le giovani del settore giovanile perché vendono la nostra prima squadra come un sogno da raggiungere e quindi tutti dobbiamo lavorare di più per rimanere in serie B”.

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Laurea magistrale con lode per Alice Lugli!

Il Sassuolo Calcio si congratula con la calciatrice neroverde Alice Lugli che, nella giornata di ieri 7 Ottobre, ha conseguito con la votazione di 110 e Lode la Laurea Magistrale in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate”, corso di Laurea incardinato all’interno del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Degli Studi Di Parma con una tesi su “Pandemia da Covid19: analisi del cambiamento degli stili di vita durante il lock down”.

Brava Alice!

Forza Sasol!

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Francesca Fabiano, Sassari Torres: “Ci riprenderemo i punti persi. Il ruolo di portiere? È stato amore a prima vista”

Francesca Fabiano, portiere di soli 18 anni, è una delle perle del campionato di Serie B. Cresciuta tra Sampdoria ed Empoli, ha potuto apprendere le armi del mestiere sin da piccolissima, quando a 9 anni, per la prima volta, ha deciso di indossare i guantoni. Ora è pronta per questa avventura alla Sassari Torres Femminile che, anche se iniziata in salita, le donerà sicuramente consapevolezza e un nuovo bagaglio di esperienza.

Come ti trovi a Sassari? Come hai vissuto il trasferimento?
A Sassari mi trovo bene, ma ammetto che mi manca casa. I collegamenti con Genova non sono molto pratici e tra allenamenti, partite e scuola è davvero difficile trovare il tempo per tornare. Per fortuna sia con le ragazze della squadra che con i compagni di classe mi trovo bene e questo alleggerisce un po’ il peso della distanza”.

Per quale motivo hai scelto la Torres?
La Torres è una società storica. Avevo voglia di mettermi in gioco con una nuova avventura e tra le proposte che avevo era quella che soddisfaceva di più i miei desideri”.

Il ruolo di portiere: lo sei da sempre? Come e quando lo hai scelto?
Ho iniziato a giocare a pallone all’età di sette anni, incoraggiata da un’amichetta delle elementari. Prima due anni con i maschi e poi in una squadra femminile vicino a casa, il Molassana. Successivamente cinque anni al Genoa Grifone 1999 e uno alla Sampdoria prima di intraprendere la strada di Empoli. Per quanto riguarda il ruolo del portiere, posso dire che è stato casuale, come spesso capita. In ogni caso credo si possa definire amore a prima vista. A Genova si svolge per i bambini delle elementari un torneo chiamato “Torneo Ravano”. Quando hanno formato la squadra (avevo nove anni) mancava il portiere e d’istinto mi sono offerta volontaria, appassionandomi giorno dopo giorno sempre di più”.

Giovanissima e già più volte titolare. Come sei cresciuta calcisticamente negli anni, chi ti ha più aiutata a diventare il portiere che sei oggi?
Penso che ogni persona che incontriamo lungo il nostro percorso ci lasci qualcosa. Sono molte le persone che mi hanno fatto crescere, sia a livello calcistico che personale: allenatori, compagne ma anche dirigenti e staff medico. Nei primi anni da portiere ho avuto un’ottima base per le fondamenta di questo ruolo. La svolta decisiva però è stata l’arrivo a Empoli nella stagione 19-20. Aggregata da subito con la prima squadra, ho avuto modo di rapportarmi con ragazze di alto livello, gli allenamenti erano faticosi e sempre ad un’intensità molto elevata. Avevo sedici anni, era la prima esperienza fuori casa ma a Empoli ho trovato una famiglia. Sono stata in questa società per due anni, le mie compagne di reparto sono state fondamentali per la mia crescita. Rachele Baldi e Alice Lugli sono state con me la prima stagione mentre Alessia Capelletti e Noemi Fedele nell’ultima. A Empoli ho avuto la fortuna di avere come preparatore Giuseppe Martino, probabilmente uno dei migliori a livello nazionale. Con lui sono migliorata moltissimo sia a livello calcistico che mentale”.

Inizio di campionato difficile. Qual è stata la sconfitta più difficile da digerire e perché?
Ammetto che non è stato l’inizio campionato che mi aspettavo. Abbiamo perso quattro partite di fila, tutte mi pesano tantissimo. Essendo una squadra quasi completamente rifatta è stata dura trovare una connessione. Ci stiamo lavorando molto e a parere mio con impegno e dedizione da parte di tutte e tutti possiamo fare meglio e bene”.

La parata più importante e quella dove più ti sei “mangiata le mani” finora?
Sinceramente non mi ricordo una parata in particolare, di solito faccio molto più caso alla prestazione in generale. Essendo io molto critica su me stessa, però, posso dire quella in cui mi sono più “mangiata le mani”. Contro il Chievo, in casa loro. 1 a 0. Ho letto male il tiro e invece che mandare la palla fuori, ho colpito la traversa interna ed è finita in rete”.

Domenica è arrivato però il primo punto. Nonostante l’abbia vissuta da fuori, come avete gestito la partita? Dove potete arrivare quest’anno?
Primo punto che per noi vale davvero tanto, certo una vittoria sarebbe stata meglio, ma va bene così. A piccoli passi e con duro lavoro sono sicura che possiamo riprenderci quelli persi finora e farne altri”.

Sabato prossimo ospiterete il Ravenna, secondo in classifica. Quali armi dovrete usare per arginare le giallorosse?
Sarà una partita difficile. Il Ravenna è una bella squadra, probabilmente sulla carta più forte ma noi non abbiamo nulla da perdere. Lavoreremo molto e ci prepareremo al meglio per la sfida”.

Credit Photo: Sassari Torres 

DA NON PERDERE...