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Speciale Nuovi Acquisti: Roma, mercato agrodolce

Arrivati ad un turno dalla fine del girone d’andata, è il momento di tirare le prime somme. L’ultima sessione di mercato è stata ricca di colpi importanti e di caratura internazionale. In Italia sono approdate giocatrici da tutto il mondo che hanno innalzato il livello del nostro campionato. Ma come sono andate in questa prima parte di stagione? Oggi si continua con i nuovi acquisti della Roma.

Il roster delle giallorosse a livello di qualità è indubbiamente uno dei migliori del campionato. Al suo interno ha giovani di grandi prospettive e veterane di caratura internazionale. Purtroppo i risultati stentano ad arrivare ed i nuovi acquisti presi dalla dirigenza della Roma non stanno dando i frutti sperati.

La nota positiva è sicuramente Paloma Lazaro. La spagnola ha formato un tandem offensivo micidiale insieme a Serturini (12 reti in due) prendendosi sulle spalle la squadra. Alla sua vecchia formazione ha dimostrato come le servisse più spazio per esprimersi, cosa che le sta concedendo coach Bavagnoli. Il suo senso del goal è inimitabile ed associato con il brio iberico crea un ibrido intrigante. L’unico difetto è la discontinuità, sia all’interno della partita che nella stagione. Però il suo apporto alle capitoline è fondamentale e l’acquisto è stato più che azzeccato.

Il salto di qualità per Rachele Baldi è avvenuto. Dopo l’ottima stagione ad Empoli, l’ambiente romanista è ciò che ci voleva per l’estremo difensore. Le sue qualità sono innegabili: personalità da vendere e quel pizzico di spericolatezza che non fa mai male. I margini di miglioramento sono ancora ampi e con due professoresse come Ceasar e Pipitone non ci può essere che ottimismo.  Qualche sbavatura avviene ancora, emblematica quella contro il Milan, ma la sua crescita può essere davvero importante.

Approdata a Roma con aspettative rosee, non ha lasciato quanto preannunciato. Osinachi Ohale è scesa in campo appena due volte in questa prima parte di campionato sempre da subentrata. Complice una stagione impeccabile della coppia Swaby-Petenuzzo, è stata relegata spesso in panchina. La sua esperienza europea è di elevato livello, ma nella Capitale non sta trovando spazio. Il campionato è lungo e può dimostrare ancora molto, ma per il momento è tra gli acquisti meno centrati.

Per concludere, c’è Serena Landa, attaccante proveniente dalla Roma CF. La classe 2001 è uno dei talenti più cristallini del nostro panorama, però non sta ancora dimostrando tutto ciò. Il minutaggio è ancora ridotto per la forte concorrenza ed i campionati Primavera, suo terreno di battaglia, sono interrotti. Ma le peculiarità sono molteplici e per l’avvenire della “magica” rappresenta la chiave di volta. Il futuro è tutto nelle sue mani, basta solo non buttarlo via.

UEFA presenta il film: “Outraged – Football Tackles Discrimination” il documentario contro le discriminazioni

La discriminazione nel mondo del calcio è molto sentita, come in tutti gli altri sport, come nella normalissima vita quotidiana. UEFA crea un film dal titolo “Outraged – Football Tackles Discrimination” per raccontare le personali esperienze di top players sulla discriminazione e come questi problemi hanno conseguenze nel calcio.

Paul Pogba, Moise Kean, Dejan Lovren, Nadia Nadim, Shanice van de Sanden e Guram Kashia condividono le loro storie. A loro volta, sono supportati da grandi atleti come Megan Rapinoe, José Mourinho, Ruud Gullit, Olivier Giroud, Tyrone Mings, Kalidou Koulibaly e Pernille Harder. Ma tra queste star del calcio, ce ne sono molte altre pronte a sensibilizzare questo argomento. Inoltre, che calciatrici che spiegano come hanno combattuto e stanno ancora combattendo il sessismo e la discriminazione per raggiungere l’apice del calcio femminile.

Tutti i calciatori condividono e menzionano due concetti base: collaborare e importanza di ascoltare.

“È molto importante che (i giocatori) parlino. Sono loro che subiscono discriminazioni, afferma il presidente UEFA Aleksander Čeferin in un’intervista filmata per ‘Outraged’, “Dobbiamo parlare con i (giocatori) che sono in campo e che si sentono discriminati in prima persona”.
 

Per vedere il film, clicca qui.

Chi appare in Outraged (ordine apparenza)

• Paul Pogba
• Moise Kean
• José Mourinho
• Tyrone Mings
• Ruud Gullit
• Aleksander Čeferin
Megan Rapinoe
• Guram Kashia
Pernille Harder
• Olivier Giroud
• Juan Mata
Hope Powell
• Thomas Hitzlsperger
Shanice van de Sanden
Nikita Parris
• Lucy Bronze
• Samantha Johnson
• Nadia Nadim
• Stéphanie Frappart
• Dejan Lovren
• Kalidou Koulibaly
• Didier Deschamps

Credit Photo: https://www.uefa.tv/

Massimo Anselmi, Presidente Arezzo Calcio Femminile: “Il movimento merita riconoscimenti. Serve più equilibrio tra i club”

“Non mi aspettavo la squadra al vertice ma ci speravo. E’ un piacere guardarle giocare”. Massimo Anselmi è il presidente dell’Arezzo Calcio Femminile e non può che essere fiero della sua squadra. Primato a punteggio pieno con il maggior numero di goal e Martina Ceccarelli capocannoniere del girone. Una società forte ed un gruppo che non può più nascondersi. Quando, e se, si rientrerà in campo si lotterà per il campionato. “Il nostro progetto è a lungo termine. Speriamo di tornare presto a giocare, ci mancano quei momenti”, racconta speranzoso nel corso del nostro colloquio:

Lei ha preso in mano la squadra da poco, cosa l’ha spinta a decidere di investire nel calcio femminile?
Ero vicepresidente della squadra maschile e, per motivi societari, mi sono avvicinato alla compagine femminile. All’inizio sono divenuto sponsor, poi la passione è cresciuta. I vertici precedenti mi hanno offerto la gestione totale della società come presidente ed ho accettato con grande onore. Dal punto di vista economico ora è un periodo difficile a causa della pandemia ma continuiamo a sostenere le attività in tutti i modi possibili. Voglio che il calcio femminile sia riconosciuto per i fatti ed ho trasmesso al mio staff questa mia volontà. E’ una sfida difficile ma l’ho accettata con entusiasmo. Non siamo una società professionista ma ci comportiamo come tale; le nostre ragazze meritano quanto gli uomini.

Un mercato davvero sontuoso: Ceccarelli, Cirri, Lulli, Valgimigli e altre; come avete fatto a convincere tutte queste calciatrici a sposare il progetto aretino?
Rappresentando loro un progetto vincente a lungo termine. Il Direttore Sportivo ha svolto un lavoro complesso ma in sostanza spontaneo. Ha solo raccontato loro quali sono i piani del club; ambizione ma anche equilibrio. La scelta è ricaduta su giovani calciatrici compatibili al fine di creare un’alchimia vincente. Volevamo che l’individualità sparisse in virtù di uno spirito di gruppo molto forte. Diverse atlete non si conoscevano quando sono arrivate, eppure abbiamo avvertito, sin dai primi allenamenti, questa unione che desideravamo

Alcune sue calciatrici mi hanno riferito una frase particolare “qui c’è un progetto serio”, me lo vorrebbe descrivere?
La prima cosa su cui ci basiamo sono le strutture. Volevamo che fossero proporzionate alle attività svolte rendendolo consono alla squadra. In seguito abbiamo creato il settore giovanile istituendo tutti i gruppi dall’Under 19 fino all’Under 10. Questo ci ha dato forte solidità; stiamo già valutando dei talenti nella selezione Under 15 da promuovere in prima. Garantiamo poi dei servizi importanti, come la salute, grazie ad un medico sociale specializzato che lavora per la società. Stiamo attenti ad ogni aspetto e ci comportiamo come professionisti. Anche la mia presenza è fissa. Lavorando vicino al centro sportivo mi ritrovo spesso a seguire le sedute di allenamento o le gare in tribuna. Mi sento vicino alle mie ragazze in tutto e per tutto vivendo la situazione.

E si aspettava che l’Arezzo lottasse per le posizioni di vertice?
Onestamente no, però lo avevo chiesto. In fondo abbiamo costruito un gruppo da vertice; essendo però tutto nuovo magari serviva tempo per amalgamarsi. Speravo che iniziassero bene e, devo dirlo, sono rimasto impressionato. Mi sono divertito a guardarle, il gioco, le prestazioni, la forza del gruppo, l’ordine, la concentrazione. Esprimono un calcio bellissimo.

C’è una giocatrice in particolare che l’ha impressionata in questo inizio di stagione?
Farei un torto se ne dicessi una escludendo le altre. Tutte hanno giocato e lavorato benissimo. Ceccarelli, Orlandi, la nostra capitana Verdi, Razzolini, Costantino; sono insostituibili. Nell’ultima partita, giocata contro il Riccione, avevamo diverse assenze a causa del virus. Non sapevamo se disputare la gara o meno; la Lega ci ha riferito che si poteva giocare e non abbiamo voluto violare le regole. Ne è uscita una prestazione straordinaria andata ben oltre la vittoria. Dire un nome solo sarebbe ingiusto.

La pandemia purtroppo ha costretto il campionato a fermarsi, lei è concorde con questa decisione?
Assolutamente sì, era più che opportuno. Le stesse calciatrici erano mentalmente deconcentrate e preoccupate. Non voglio dire che potesse essere fatto prima perché cambia poco. Era doveroso farlo per proteggere le ragazze. Noi abbiamo garantito dei test, ma non tutte le società potevano farlo, per questo sostengo a maggior ragione la decisione dello stop. Dispiace per la Coppa Italia (annullata quella di Serie C ndr) perché stavamo facendo bene ma ci atteniamo alle regole.

La sua società è una delle poche che ha garantito i test alle atlete…
Si sentivano in pericolo. Volevamo che non avvertissero minacce all’interno dell’ambiente Arezzo. Ma degli avversari non sapevamo nulla. Non so quanti altri club potevano permettersi di verificare la salute delle proprie tesserate, ma so per certo che per alcune era impossibile farlo a causa dei costi. Prima della gara col Riccione ci siamo riuniti diverse volte per comprendere lo stato mentale delle ragazze: si percepiva una forte preoccupazione.

Tra i nuovi innesti ci sono diverse giovani provenienti dalla Fiorentina, che rapporto avete con la società viola?
Un ottimo legame coltivato dal DS Lelli. C’è sempre stata massima collaborazione con tutte le società che abbiamo interpellato per motivi di mercato. E il fatto che molte ragazze si stanno trovando bene consolida maggiormente i rapporti per il futuro. E’ un valore aggiunto per noi.

Cosa si aspetta quando finirà questa pandemia? Che sviluppi si attende dal calcio femminile?
Spero che ci siano diversi cambiamenti. Alcuni di essi sono già in atto. Rilevo maggiore attenzione nei confronti del calcio femminile da parte di tutti. Anche la stampa (ci ringrazia per l’intervista ndr) deve continuare a valorizzare il movimento perché lo merita. Dopo la pandemia spero che tornino quelle emozioni che ci manca tanto vivere, che tornino i tifosi allo stadio, e che le Federazioni garantiscano più equità. Il Covid ha rivelato vistose disuguaglianze, anche riallacciandomi al discorso dei test, che non dovrebbero esserci.

Il professionismo cosa comporterà secondo lei?
Quelle tutele che le ragazze meritano. Sarà un passo positivo valutando quelli che saranno i costi di gestione rispetto a prima. Ma lo ritengo uno step necessario per giungere a quella uguaglianza che citavo prima. Le squadre di Lega Pro maschili sono professioniste; è giusto che anche le donne abbiano lo stesso trattamento.

Quali sono i piani futuri dell’Arezzo?
Tutto dipenderà dai risultati sportivi ma se prosegue il nostro trend positivo noi puntiamo a fare sempre meglio. Ad oggi vorremmo costruire un centro sportivo più moderno per raggiungere traguardi importanti. Non aggiungo altro perché siamo fermi da tanto e non so cosa accadrà quando ripartiremo. L’ambizione per ora è continuare la lotta al vertice e ce la metteremo tutta per portare l’Arezzo in alto.

Credit Photo: Andrea Lisa Papini

Juventus Women, gli auguri di Natale di Rita Guarino: “Con la speranza che…”

«Per tutti noi sarà un giorno diverso, per molti di sofferenza e di solitudine, per altri di calore e di vicinanza. Con la speranza che da ogni piccolo gesto possiate riempire i vostri sorrisi e ritrovare la forza per superare questo periodo difficile, vi auguro un Sereno Natale».

Questi gli auguri di Natale di Rita Guarino, coach della Juventus Women, sui propri canali social.

Credit Photo: Bruno Fontanarosa

Natale 2020, gli auguri del presidente Cosimo Sibilia

Saranno delle festività natalizie molto diverse dal solito, quelle che andremo a vivere alla fine di questo tormentato 2020. Credo di non sbagliare nell’interpretare il desiderio comune affinché il nuovo anno ci possa restituire gradualmente la normalità perduta, così come le nostre attività e competizioni.

Di questi tempi, ci apprestavamo infatti a pregustare la meritata sosta ai campionati, a tracciare bilanci, a riunirci con i nostri atleti e le loro famiglie, ad immaginare così la ripresa. Quest’anno la pausa sarà invece forzata ed ovviamente condizionata dall’emergenza sanitaria.

Il 15 gennaio, ad oggi, è la data fissata per il termine di efficacia delle attuali restrizioni all’attività sportiva che, nel nostro ambito, ha significato la sospensione di tutti i campionati a livello regionale, consentendo alle sole competizioni nazionali, sia maschili che femminili, di poter proseguire non senza le difficoltà legate alla pandemia.

L’auspicio, virus permettendo, è che dall’inizio del 2021 sia finalmente possibile ripartire in modo definitivo, per poi mettere in atto tutte le misure necessarie per portare a compimento la stagione. E anche stavolta, come avvenuto in quella precedente, serviranno grande senso di responsabilità e tanta razionalità, da parte di tutti.

Rivolgo quindi un affettuoso saluto alla grande famiglia della Lega Nazionale Dilettanti, con la speranza di ritornare tutti al più presto in campo.

Cosimo Sibilia
Presidente LND

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Classifiche a confronto: Milan e Sassuolo, che upgrade

Come tutto il mondo calcistico, anche la Serie A femminile è stata sconvolta dalla pandemia. I cambiamenti rispetto alla scorsa stagione sono abissali, ma le squadre stanno mettendo tutto in campo per cercare di raggiungere i proprio obiettivi. Le sorprese in questa stagione sono state molte, come d’altronde le delusioni. In questo articolo metteremo a paragone la prima parte della scorsa stagione con quella attuale prendendo in esame le prime 10 giornate di entrambi i campionati. Le prime classifiche a confronto riguarderanno le quattro ai vertici della stagione 2020/2021, ovvero Juventus, Milan, Sassuolo ed Empoli.

Erano una corazzata lo scorso anno e, se possibile, lo sono ancora di più in questo. Le juventine non hanno fallito neanche un match: 30 sono stati i punti conquistati in altrettanti disponibili. Gama e compagne hanno sbaragliato la concorrenza ovunque hanno giocato. Si evince un miglioramento di due punti rispetto alla scorsa stagione. Per le reti, le subite sono rimaste le stesse (6), mentre nelle fatte si ha una perdita (30 nel precedente anno contro le 29 dell’attuale). Se si avevano dei dubbi sulla riconferma della truppa di Guarino, sicuramente ora sono stati cancellati.

Al seguito troviamo sempre il Milan. Come nel passato campionato, anche in questo caso il secondo posto è occupato dalle rossonere. A questo momento della lega, le ragazze di Ganz erano a +1 dalla Fiorentina che le avrebbe beffate al termine dell’anno. Prese le misure, il Diavolo sembra non avere rivali per l’Europa grazie ai 27 punti racimolati, frutto di 9 vittorie ed una sola sconfitta. Sono quattro i punti in più messi a confronto con i 23 dell’ultima stagione. Miglioramenti anche a livello di goal subiti: 5 in meno rispetto allo scorso periodo. Al contrario, c’è una diminuzione delle reti segnate passando dalle 24 alle 22 odierne.

Come assoluta sorpresa, il Sassuolo si ritrova al terzo posto sognando la Women’s Champions League. Un piazzamento ampiamente meritato frutto di duro lavoro e sacrificio. Un progetto che sta affascinando non solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Le due classifiche a confronto portano alla luce gli otto punti in più che fanno ben sperare a Sassuolo. Superare corazzate del nostro calcio come Fiorentina e Roma è motivo di assoluto orgoglio per le neroverdi. Fondamentale è stato qualche puntellamento in attacco che hanno portato ad un upgrade di ben otto reti. Progresso su tutti i fronti comprese le reti subite: due in meno paragonandole a quelle della precedente stagione.

Chiudiamo con un’altra sorpresa di questo campionato: l‘Empoli. Le toscane hanno attuato una rivoluzione importante cambiando il mister e gran parte della rosa. Cambiamenti che hanno portato delle soddisfazioni raggiungendo il quarto posto in classifica. Il secondo incremento più sostanziale del campionato è proprio quello empolese con 5 punti in più e tre posizioni guadagnate. Sono ben 10 le reti in più realizzate in questa ultima parte di 2020. Ottima anche la fase difensiva che diminuisce le reti subite, passate da 15 a 12.

The 30 best female footballer of the world 2020: Sam Kerr

Seppur un anno da dimenticare, il 2020 ha dato spazio ai grandi talenti mondiali che meritano di essere celebrate. I campionati che sono stati interrotti e conclusi hanno rovinato l’atmosfera, ma non hanno perso l’occasione di dare spettacolo. Nonostante ciò, le assenze da questa speciale classifica sono molte e di grande spessore. Purtroppo per varie vicissitudini non potranno essere presenti Rapinoe (Covid), Morgan (gravidanza), Guagni (infortuni vari), Marta (Covid), Hegerberg (rottura crociato) e Lloyd (Covid). Hanno saltato gran parte della stagione, ma il loro talento rimane innegabile. Quindi vediamo insieme le migliori 30 giocatrici al mondo del 2020.  Al trentesimo posto si trova Samantha “Sam” Kerr.

Questo anno ha rappresentato una tappa importante per l’australiana che a gennaio ha ufficializzato il suo approdo al Chelsea. L’esordio in Europa alle prime battute non è stata dei migliori: è scesa in campo solamente quattro volte trovando la via della rete una volta. La pandemia ha interrotto il normale corso della sua permanenza inglese, ma il titolo è comunque arrivato. Si tratta del quarto campionato vinto nella carriera della classe 93. Al ritorno in campo, la giocatrice sembra essere soltanto una lontana cugina di quella vista precedentemente. Si è visto un cambiamento sostanziale ed Emma Hayes ha iniziato a dargli più fiducia. Nonostante l’arrivo di Pernille Harder, non si offusca e diventa il perno del reparto offensivo londinese. Attualmente è al secondo posto nella classifica marcatrici con sette reti in otto partite.

Goal che non mancano neanche nella Women’s Champions League. All’esordio assoluto nella competizione, insacca il pallone del 2-0 nel ritorno contro il Benfica. Il suo stile di gioco è perfetto per la UWCL ed il Chelsea potrà contare sulla sua bomber anche nel Vecchio Continente. Se per il club è fondamentale, in nazionale lo è ancora di più. Con le Matildas ha messo a referto un goal e tre assist in un trittico di partite. Match valevoli per le qualificazioni alle prossime Olimpiadi rimandate al 2021.

Il 2020 di Sam Kerr liofilizzato:
FA Women’s Super League: 8 goal in 12 presenze
UWCL: 1 goal in una presenza
AFC Olympic Qualification: 1 goal in 3 presenze
Trofei: 1 (FA Women’s Super League 2019/2020)

Ricordiamo che la classifica si basa su opinioni personali, il dibattito, se civile, è sempre aperto.

Fuga del Barcellona in classifica

Deportivo La Coruna-Barcellona
Deportivo La Coruna-Barcellona

Le catalane proseguono la marcia trionfale nella Primera Iberdrola. La vittima di turno è il Deportivo La Coruña, battuto per 6-1 con le doppiette di Jenni Hermoso, Asisat Oshoala e le reti di Aitana Bonmatí e Marta Torrejón.

Ecco le formazioni:

Deportivo La Coruña: Noe Bermúdez; Cris Martínez, Ainoa, Blanco (91′, Blanco), Villegas; Iris, Alba, Arbeláez, Lía (76′, Helena Torres); Gaby, Athenea (64′, Michelle).

Barcelona: Sandra Paños; Crnogorčević, Mapi León, Andrea Pereira, Melanie (62′, Leila); Patri (55′, Vicky Losada), Aitana (62′, Alexia), Mariona (76′, Marta), Oshoala; Martens (76′, Andrea Falcón), Jenni Hermoso.

Per la zona Champions improvviso passo falso del Granadilla che perde la vetta con la sconfitta per 2-1 a Siviglia. Le andaluse giocano bene e passano in vantaggio con l’ex Barcellona Claudia Pina. Le canarie non ci stanno e pareggiano con Ramos Álvarez ma Ana Franco de La Vega fissa il punteggio finale sul 2-1 per le padrone di casa.
Atlético Madrid e Real Madrid soffrono ma portano a casa la vittoria e i 3 punti. Le colchoneras sfidano una Real Sociedad in gran forma. Ludmila porta avanti le madrileñe ma Nerea Eizagirre e un’autorete ribaltano la sfida. Sale in cattedra Deyna Castellanos che con una doppietta stende le basche e mostra tutta la sua gioia e attaccamento al club.
Fatica il Real a Huelva: serve un goal di Jakobsson per portare a casa i 3 punti. Senza Asllani, Aznar lancia Ari, Ariana Arias, 17 anni al centro dell’attacco. Lo Sporting Huelva sta crescendo e lotta ma le blancas si prendono il secondo posto.

Sporting Huelva: Chelsea; Pau (Jeni Morilla, min.68), Ana Carol, Cinta Rodríguez, Kristina Fisher; Patri Ojeda, Vanesa Santana (Mikela Waldman, min.60); Claire Falknor, Dany Helena (Fatou Kanteh, min.60), Yoko Tanaka; Mayra Ramírez (Gey, min.88).

Real Madrid: Misa; Kenti Robles, Kaci, Olga, Oroz, Sofía Jakobsson, Cardona, Ivana, Teresa, Claudia Florentino (Peter, min.46), Ari (Thaisa, min.58).

Anche il Levante si avvicina alle posizioni che contano con una tripletta di Sandie Toletti, centrocampista francese di 25 anni. Il Madrid cff aveva ripreso la partita sul 2-2 ma si aggiunge al festival del goal anche la capocannoniera Esther Gonzalez per il quinto posto delle granotas. Gioisce anche l’altra squadra della Capital del Turia, il Valencia che batte 4-2 l’Eibar in rimonta. Arola e Kuki mandano due volte avanti le basche, ma Salmi e Asun pareggiano l’incontro. La stessa Asun Martinez, numero 9 blanquinegre manda avanti le padrone di casa, chiude il conto Jansen al 90°.

Valencia: Noelia Gil, Esther (B. Beltrán, min.81), M. Jiménez (C. Cubedo, min.81), Pujadas, M. Carro, Sandra (Alejandra, min.90), A. Torrodà, Bonsegundo (Kerlly R., min.46), Candela, Jansen, Salmi (Asun, min.46).

Eibar: Noelia, Puyi, Maria (Arene, min.66), Miriam (Ane, min.66), Ruth, Carla (Aida, min.66), Thembi, Arola (Charity, min.89), Jujuba (Nerea, min.34), Sara, Sheila.

In zona retrocessione importanti vittorie dell’Espanyol, del Rayo Vallecano e del Logroño. Le riojane battono 3-0 un Athletic in forte crisi e si rilanciano in classifica. Le catalane hanno la meglio del Betis grazie alla doppietta di Lombi, la grande lottatrice perica. Le andaluse avevano pareggiato con Mari Paz Vilas. In Extremadura, il Rayo si prende i 3 punti contro un Santa Teresa in grosso calo che deve cambiare marcia per restare nella Primera Iberdrola dopo un ottimo inizio.

Risultati 13a giornata:

LOGRONO-ATHLETIC CLUB 3-0
LEVANTE – MADRID CFF 4-2
DEPORTIVO ABANCA – BARCELONA 1-6
SANTA TERESA – RAYO VALLECANO 0-1
SPORTING HUELVA – REAL MADRID 0-1
SEVILLA – GRANADILLA 2-1
VALENCIA – EIBAR 4-2
ESPANYOL – REAL BETIS 2-1
ATLETICO MADRID – REAL SOCIEDAD 3-2

Classifica:
Barcellona*** 30
Real Madrid 28
Granadilla, Atlético Madrid 27
Levante* 25
Real Sociedad 23
Madrid CFF**, Sevilla fc 19
Valencia cf 17
Athletic, Eibar* 14
Espanyol, Rayo Vallecano** 13
Santa Teresa*, , Sporting Huelva, Logrono* 10
Real Betis, Deportivo La Coruna*  7
* una partita in meno
** due partite in meno
*** tre partite in meno

Classifica marcatrici:
Esther Gonzalez (Levante) 11
Ludmila (Atlético Madrid) 10
Kosovare Asllani (Real Madrid), Jennifer Hermoso, Asisat Oshoala 9
Lucia Garcia (Athletic) 8
Deyna Castellanos (Atlético Madrid) 7
Lieke Martens, Mariona Caldentey (Barcellona) 6

Photocredit: Barcelona Femenino

 

Ginevra Valgimigli, Aquila Montevarchi: “Ho messo il calcio da parte per combattere il virus. Non so se tornerò a giocare”

“Sognavo di diventare infermiera e ci sono riuscita”. Ginevra Valgimigli, difensore dell’Aquila Montevarchi, ha voluto raccontare la sua esperienza al fronte. L’ex Florentia CF ha messo via gli scarpini con i tacchetti per indossare il camice bianco da infermiera. “Non so se tornerò a giocare, dipende dal tempo che avrò a disposizione”, dice con un velo di tristezza. Tristezza che, comunque, non le toglie la voglia di sorridere narrando con orgoglio il cammino che l’ha portata fino a dov’è ora e che le ha fatto intraprendere la sua scelta: quella di combattere il virus mettendo da parte una sua grande passione: il calcio.

Da dove nasce la scelta di approdare all’Aquila Montevarchi?
Ho lasciato il Florentia CF prima di laurearmi perché non riuscivo a coadiuvare entrambi gli impegni. Avevo perso i miei stimoli, volevo tornare a divertirmi. Una sera a sorpresa mi è arrivata una telefonata da Montevarchi chiedendomi di sostenere un colloquio con la squadra. Ho preso la palla al balzo e sono andata. In precedenza avevo pensato di prendermi un anno sabbatico. Mi hanno fatto sentire subito a mio agio, sembrava di essere tornata ai primi anni col Florentia. Hanno avuto un approccio che mi ha colpito, così come il loro entusiasmo e la loro umanità. Così ho deciso di rimettermi in gioco trovando armonia tra gli impegni calcistici e gli studi.

Com’è stato il percorso con questo club prima dello stop causato dal grave infortunio che hai subito?
La prima stagione è stata una rinascita. Ho ritrovato quella leggerezza che mi mancava andandomi ad allenare. Ho legato subito con tutti: compagne, staff, tecnico. Il mister mi ha ridato fiducia e quando è reciproca ti senti importante. Essendo proveniente da un percorso diverso, dove già ero cresciuta e maturata, mi sentivo un po’ d’esempio. Al Montevarchi c’erano ragazze che avevano iniziato a giocare da poco e cercavo di trasmettere loro qualcosa di mio. Umanamente è stata una bellissima esperienza. Poi si sono verificati dei cambiamenti; è giunto un nuovo allenatore proveniente dal maschile. Anche con lui mi sono trovata ottimamente. Il campionato è iniziato male e dopo qualche partita è stato esonerato. Poi ho subìto un grave infortunio e col nuovo allenatore non mi sono praticamente mai allenata. Ho cominciato a rientrare proprio quando è scoppiata la pandemia e la domenica che sono stata convocata è arrivata la sospensione. Attualmente ho messo in naftalina la mia esperienza con l’Aquila Montevarchi.

Sei concorde con la decisione di sospendere le attività dalla Serie C in giù?
Direi di sì. Purtroppo le società dalla Lega C in giù sono state un po’ abbandonate a loro stesse. Dovevano sostenere i costi dei tamponi di tasca loro e molte società non sono potenze economiche. Credo che se fosse stato creato un protocollo a livello federale nazionale che garantisse test anti Covid regolari si sarebbe potuto andare avanti.

Come hai vissuto il primo lockdown?
Al lavoro, e mi è servito tanto perché mi teneva la testa occupata evitandomi di andare nel panico davanti al caos che era scoppiato. Sono rimasta impressionata quando uscivo di casa per andare al lavoro e mi ritrovavo in una Firenze deserta. Il mio impiego mi ha permesso di non restare chiusa in casa. Indubbiamente, le relazioni umane sono mancate. Non vedere per mesi gli amici o il fidanzato è stato difficile. Allo stesso tempo mi allenavo a casa per non perdere comunque il ritmo.

Come giudichi i provvedimenti presi dal Governo nei confronti della situazione pandemica?
Nessuno era preparato ad un evento di questa portata, perciò dico che è impossibile esprimere giudizi sulla questione. Col senno di poi siamo tutti bravi a parlare. Mi metto nei panni di chi sta soffrendo al livello economico. Questo sistema apri e chiudi non sta aiutando nessuno. Se la situazione impone una chiusura generale allora sia fatta. Ho trovato gli ultimi DPCM disorientati ma ripeto: nessuno può prevedere come si muove il virus. Certo dico che ad un qualcosa si deve pur arrivare.

Quanto ti infastidisce sapere che ci sono persone che non credono all’esistenza del virus ma a quella di una “dittatura sanitaria”?
Tanto! Sono persone che hanno paura di guardare in faccia la realtà. Non riconoscerlo dopo tutto quello che è successo e ancora avviene è folle. Io effettuo centinaia di tamponi quotidianamente; lo guardo in faccia questo virus. E’ assurdo continuare a sostenere che sia stato creato a tavolino per rinchiuderci. Non auguro il male a queste persone ma pensare in quel modo è ridicolo. Ho conosciuto colleghi che non sono potuti tornare a casa per mesi a causa dei turni massacranti. Che senso ha parlare di dittatura sanitaria? A cosa vogliono arrivare queste persone? Poi se vogliamo dire che alcune cose sono state ingigantite, magari è vero. Ma da qui a sostenere che è tutta una montatura mediatica assolutamente no.

Quando arriverà il vaccino anti Covid tu lo farai o eviterai?
Attualmente no, ma voglio spiegarmi. La sperimentazione di un vaccino è lunga, può durare anni. Tirare fuori un vaccino in pochi mesi quando sai che la durata per crealo è notevole non mi fa stare tranquilla. Oggi come oggi ha un’importanza strategica visto che dovrebbe mettere fine alla pandemia. Se fosse stato trattato come tutti gli altri vaccini creati in passato magari sarei stata più convinta. E’ una scatola chiusa che non si sa cosa contenga, che effetti collaterali abbia, cosa ti lascia. E con questo Covid infame non si sa nemmeno se avrà effetto. Magari in futuro lo farò ma prima vorrei aspettare e valutarne le prestazioni.

Cosa pensi del coming out di Carolina Morace?
E’ stata una decisione giusta. Ognuno ha diritto di essere come vuole e amare chi vuole. Purtroppo anche a me è capitato di ricevere domande stravaganti su situazioni di spogliatoio solo perché sono una calciatrice. Allo stesso tempo però penso che avrebbe potuto anche non dirlo. Mediaticamente ha sortito un effetto importante ma era necessario? Io sono più propensa nel non giudicare nessuno, chiunque voglia vivere come meglio ritiene ha il diritto di farlo. Non serve farlo sapere al mondo. Lei ha voluto rimarcare la presenza di stereotipi e tabù che devono ancora essere abbattuti, e per questo ha fatto bene. Ma se avessi avuto la possibilità di consigliarla le avrei detto di continuare ad essere chi è. Perché in fondo, che l’avesse detto o meno, non avrebbe cambiato nulla.

Cosa vedi nel tuo futuro?
Quando ho iniziato a lavorare come infermiera mi sono ripetuta: finché posso fare entrambe le cose continuo. Sinceramente non so cosa succederà. Forse ritornerò a giocare trovando il tempo, o magari metterò da parte il calcio definitivamente. Arriverà un momento in cui dovrò prendere una decisione. Ora sono concentrata sul lavoro per via del virus. Poi si vedrà.

Avvento del professionismo, cosa pensi che comporterà?
Avrà un lato positivo ed uno negativo per me. Positivo perché le atlete saranno riconosciute per quello che fanno. Ed è giusto; è assurdo che oggi non siano garantite tutele sanitarie. Dall’altra parte comporterà un esborso economico maggiore per coprire tali costi. Soltanto le società più blasonate potranno sostenere queste spese. Ciò comporterà sicuramente alla scomparsa di club storici del femminile. E’ un sacrificio doloroso ma ritengo sia necessario. Il professionismo serve, non possiamo continuare a negarcelo.

Credit Photo: Aquila Montevarchi

Benedetta Alessi dei Melancholia: dal campo di calcio al palcoscenico

Benedetta Alessi è parte del gruppo Melancholia, tra i protagonisti dell’ultima edizione di X-Factor. La giovane cantante del gruppo ha 22 anni e fino a poco tempo fa era una calciatrice: difensore del Perugia, attualmente in serie B.

L’Huffington Post ha intervistato la cantante che ha menzionato dell’esperienza:
“Ho smesso da un anno e mezzo perché ci sono stati disguidi con la società, il Grifo Perugia. Giocare in Serie B e lavorare nel mondo della musica in modo professionale è impossibile soprattutto frequentando anche l’Università. Ho iniziato a giocare a calcio a 15 anni, un anno dopo ho esordito in Serie A che non è riconosciuta come categoria professionistica. Ho dovuto fare una scelta e ho scelto la musica”. 

Prosegue poi parlando di come il calcio sia stato uno dei metodi per sfogarsi: “Ho sempre dovuto trovare un modo per sfogarmi come il calcio. Mia madre mi teneva continuamente occupata per sopportarmi (ride, ndr). Ero come una trottola. La musica mi ha aiutato a trovare la salute mentale e fisica che mi ha portato alla tranquillità emotiva almeno mentre canto. È come stare sola nel mio mondo. Sul palco infrango la bolla che mi creo intorno e riesco a comunicare.”

Credit Photo: Pagina Facebook Melancholia

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