Alla vigilia, martedì 8 dicembre, Sara Gama interverrà in conferenza stampa al fianco di Rita Guarino, alle 14.30 per presentare l’incontro. Juventus News 24 segue LIVE le sue parole.
PARTITA «La nostra forza sono unità e sacrificio. Giochiamo contro un grandissimo avversario. Dobbiamo fare le cose insieme e aiutarci l’una contro l’altra».
CONSIGLIO ALLE PIU’ GIOVANI «Non ho detto niente. Non parlo così tanto, la partita dice tutto. Giochiamo contro delle grandissimi atlete. Credo più nell’approccio, nell’esempio e nel far vedere la voglia».
LIONE E FUTURO «Non si è mai parlato di andare al Lione. Io sono qui alla Juve che è diventata una casa, sto molto bene. Poi nella vita mai dire mai. Ma vedo questo club come casa mia. Abbiamo scritto la storia insieme e tante cose sono da fare. Ci sono prospettive importanti per un futuro dirigenziale. La possibilità di lasciare è remota. Anche extra club sto continuando il mio percorso».
PARTITA DI SACRIFICIO «Anche contro la Danimarca abbiamo giocato con le vice campionesse d’Europa, una squadra affamata che era rimasta fuori dal Mondiale. Contro le grandi squadre serve il sacrificio. Proveremo a fare il nostro gioco, le abbiamo affrontate anche quest’estate. Domani la posta è diversa, sarà un partita di alto livello».
COSA TEMERE «Va temuto come tutto. Sono le campionesse in carica. Le temiamo sia come individualità che come collettivo».
PASSATO IN FRANCIA «È cambiato molto, non la mia natura ma l’enorme bagaglio di esperienza che ho acquisito lì. Nel mio rientro qui in Italia c’è stata la grande svolta del calcio femminile. Sono stati gli anni della maturità, è una differenza importante. Il percorso è stato lineare e sono cresciuta nel tempo».
Dopo il periodo di inattività, le ragazze del Ravenna Women sono tornate finalmente al campo in vista della preparazione della partita di domenica, che vedrà le giallorosse affrontare il Como capolista (calcio d’inizio previsto alle ore 14.30).
Le lombarde guidano la classifica con 17 punti, forte di cinque vittorie e due pareggi in nove partite, con un solo match da recuperare, mentre le Leonesse si trovano momentaneamente in quarta posizione con 13 punti ma ben tre partite da recuperare.
“Siamo tornate ad allenarci a pieno ritmo domenica.” dichiara mister Recenti“Ho visto felicità e morale alto da parte di tutti, atlete e staff, ripartiamo da questo. Reputo fondamentale avere le ragazze cariche in vista di una sfida così importante e impegnativa come quella di domenica a Como, formazione composta da giocatrici che posso cambiare la partita in qualsiasi momento. Dobbiamo farci trovare pronte, con la consapevolezza di potercela giocare”.
I comunicati del Dipartimento calcio femminile pubblicati il 2 e 4 Dicembre fissano la ripresa dell’attività ufficiale salvo nuove disposizioni dell’autorita’ governativa.
La CF Pistoiese ripartirà il 17/1 con il recupero della partita contro la Torres in trasferta. Il 24 riprendera il campionato con la 5^ giornata in casa contro il Filecchio. Intanto il Comune di Pistoia ha deciso che gli impianti saranno riaperti solo il 5/1 per un ulteriore contenimento del virus.
Considerato che il 6 è festivo riprenderà gli allenamenti il 7 (stabiliremo l’orario secondo disponibilità del campo di Bonelle). Saranno organizzati nei giorni 4 e 5 controlli sierologici o tamponi rapidi. Nel frattempo le atlete continuaranno ad allenarsi singolarmente e a tenersi il più possibile in forma.
La società è consapevole che probabilmente si pagherà un pegno alla ripresa nei confronti di chi ha continuato ad allenarsi anche con le zone rosse e arancio, ma siamo assolutamente convinti che la scelta giusta sia stata la nostra, atta a tutelare, per quanto in nostro potere, la salute di tutti.
“Sono certo che la società abbia compiuto la scelta giusta – dichiara l’allenatore Mario Nicoli – siamo consapevoli che forse pagheremo qualcosa all’inizio della ripresa del Campionato, ma siamo contenti che tutte le nostre atlete stiano bene. Il nostro impegno con il Calcio e con il Campionato riprenderà sicuramente una volta che ci rivedremo e ci alleneremo insieme. Ci aspetterà un inizio scoppiettante: è quello che volevamo almeno butteremo oltre l’impegno calcistico anche quel pizzico in più che ci uscirà dalla voglia di fare” .
Nicoli si è così rivolto alle calciatrici: “Attenzione all’alimentazione e agli aggiornamenti per proporre nuove situazioni in campo, insomma continuiamo a distanza ma sempre uniti, per rivederci tutti insieme“.
“Non ci hanno messo molto i dirigenti a convincermi a rientrare in campo”. Si esprime così Giulia Orlandi, centrocampista dell’Arezzo con un passato alla Fiorentina, interpellata da Colpo di tacco. “Avevo deciso di ritirarmi ma poi guardando il campo dall’esterno ho iniziato a vacillare”. La centrocampista veterana non ha avuto dubbi sulla scelta: “qui c’è un progetto importante”.
La stagione amaranto, sino alla sospensione, ha visto la squadra in testa alla classifica confezionando solo vittorie. In attesa del rientro previsto a gennaio: “non dobbiamo rilassarci o perderemo il nostro obiettivo. Quando rientreremo in campo dovremo essere agguerrite e pronte”. Orlandi dedica una chiosa ad alcune sue compagne: “sono ragazze scese di categoria ma che hanno un valore molto più alto. Vogliono arrivare in alto con questa maglia”. Le citte amaranto non sono le uniche a dominare il girone C della Serie C Femminile. L’ex capitana viola infatti avverte: “Bologna, Filecchio e Torres sono le nostre avversarie più pericolose. Dovremo guardarci le spalle da loro”, conclude la numero 8 toscana.
Vittoria per 4-2 per il Sassuolo Femminile in casa della PinkBari. In gol, fra le altre, anche MichelaCambiaghi che ha parlato così a Sassuolo Channel dopo il match: “Sono contenta di aver trovato il gol in campionato, è sempre bello segnare, sono contenta anche che abbiamo portato a casa i 3 punti. E’ stata una gara difficile su un campo difficile”.
Partita difficile. “Nel primo tempo era difficile leggere le traiettorie di palla con il vento, poi ci siamo adattate e nel secondo tempo abbiamo fatto meglio”.
Come si va ad affrontare il Milan? “Si va con la nostra mentalità, quella che ci porta a giocare tutte le partite, e che ci porta a esprimere il nostro calcio”.
Dedica? “Qualche giorno fa è stato il compleanno di mio padre, lo dedico a lui”.
Prosegue con la nona giornata questa splendida Serie A, ricca di sorprese, suspense e grandi conquiste. Come sempre però, il calcio dà sia promossi che bocciati. Questo speciale pagellone va dal piazzamento più basso (due) al più alto (il dieci). Per ogni piazzamento verranno messi uno o più elementi della giornata in questione, squadre, giocatrici, allenatrici/allenatori ecc. Il dibattito è sempre aperto, diteci nei commenti quale sarebbe il vostro pagellone ideale.
Due: Attacco Roma
25 tiri di cui 7 nello specchio della porta: così recita il tabellino offensivo della Roma nel match contro la Florentia. Nel corso delle varie partite, le giallorosse hanno sempre evidenziato delle grandi problematiche in zona realizzativa. Ma questa volta si è proprio toccato il fondo, tre punti già in tasca buttati all’aria per non aver chiuso il match. Al Tre Fontane è il momento di una svolta.
Tre: San Marino Academy
In questa posizione non tanto per demerito proprio ma per un livello troppo superiore delle altre. La partita non è stata neanche giocata poi così male. È mancato però quel pizzico di concretezza in più sottoporta dove Chiara Marchitelli ha respinto di tutto. Altra pecca è stata il non riuscire ad ingabbiare il centrocampo nerazzurro. Numerosi gli spazi lasciati nel centro del campo dove sono trapelati troppi palloni.
Quattro: Pink Bari
Un primo tempo da incorniciare; non si vedeva giocare così bene la Pink Bari da troppo tempo. Gioco volto prepotentemente all’attacco con ripartenze pragmatiche e ben organizzate che hanno regalato il momentaneo vantaggio alle baresi. Purtroppo nel secondo tempo è venuta fuori la netta superiorità del Sassuolo ed il risultato non è stato quello desiderato. Ma i presupposti per un buon proseguo di stagione ci sono tutti.
Cinque: Florentia San Gimignano
Se il pareggio per le capitoline non va affatto bene, per il Florentia calza a pennello e vanno vicino alla sufficienza. Ottimo il blitz in trasferta, ma una squadra così sottomessa non fa mai bene. La Roma ha avuto molte occasioni per mettere in cassaforte il risultato rischiando anche l’imbarcata. Alle neroverdi è mancato un po’ di spirito di intraprendenza per tentare a strappare una clamorosa vittoria. Ci si tiene stretto il punto, ma si poteva provare a fare qualcosa di più.
Sei: Napoli ed Elena Nichele
I riflettori della giornata sono anche per loro. Le partenopee hanno disputato una partita eccellente mettendo spesso alle strette la Juventus. Nonostante il pareggio di Maria Alves, il Napoli ha continuato ad attaccare dimostrando grande fame di vittoria. Lo score voluto non è arrivato, ma le basi poste sono più che buone. Impossibile non parlare del rientro con i fiocchi di Elena Nichele. Dopo il grave infortunio che l’ha tenuta lontana dai campi per molto tempo, la gialloblù è tornata ed ha agganciato il temporaneo pareggio. Il suo talento è innegabile e sembra che la lontananza abbia solo aumentato la forza di volontà.
Sette: Alessandro Spugna
Dopo la partenza sprint ad inizio stagione, l’Empoli sembrava aver perso il brio, ma le vittorie continuano ad arrivare. La classifica diceva che il match contro l’Hellas Verona era facilmente accessibile per le empolesi che però hanno trovato una muraglia molto solida. Però il restare sul pezzo fino al triplice fischio tanto predicato da mister Spugna ha fatto si che il ritorno in Toscana sia stato piacevole. Dopo le esperienze nelle giovanili, l’ex Juventus Primavera la prima occasione con una squadra senior la sta onorando nel migliore dei modi.
Otto: Inter
Il commento sull’Inter delle prime uscite era sempre lo stesso: una squadra senza identità e con poco spirito di sacrificio. Le nerazzurre di adesso sembrano essere le lontane cugine delle antecedenti. Lottano su ogni pallone, hanno una propria fisionomia tattica e concretizzano ogni occasione: Sorbi e le sue ragazze hanno fatto un miracolo. Ora si ritrovano a ridosso del quarto posto e sognare non costa nulla…
Nove: Juventus
9 su 9, 27 punti su 27 disponibili: numeri che fanno rabbrividire qualsiasi squadra. La Juventus si sta confermando la schiacciasassi della Serie A. Le bianconere hanno dimostrato di saper soffrire con due rimonte consecutive da cui sono uscite sempre vincitrici. Dalla caduta si rialzano sempre con ancora più forza di prima. E se il livello tecnico è già elevato, con la cattiveria si raggiungono vette sorprendenti. Forse bisognerebbe migliorare sul prendere la botta prima di svegliarsi, ma fino a che si vince non c’è ipotesi che tenga.
Dieci: Milan
La classifica lo dà al secondo posto, ma per quanto dimostrato può tranquillamente giocarsela con le juventine. Il Milan ha fatto quel salto di qualità tanto chiesto in questi anni e l’Europa sembra sempre più vicina. Si preannunciava una stagione con i fiocchi per le rossonere e per la perfezione manca molto poco. L’importante vittoria rifilata alla Fiorentina ha dato una scossa a livello morale e l’avvicinamento al set point contro il Sassuolo si fa sempre più intrigante.
La Juventus Women scenderà in campo mercoledì pomeriggio all’Allianz Stadium nel match dei sedicesimi di Women’s Champions League contro le campionesse in carica dell’Olympique Lione.
Nel giorno di vigilia, martedì 8 dicembre, Rita Guarino interviene in conferenza stampa alle 14.30 per presentare l’incontro. Juventus News 24 segue LIVE le sue parole.
JUVENTUS WOMEN «Arriviamo a questo appuntamento con quasi tutta la rosa al completo, eccetto Pedersen. Siamo pronte. Quando c’è un sorteggio di questo tipo c’è il 50% delle possibilità che sia sfavorevole. Quando abbiamo avuto il Lione lo abbiamo accettato come opportunità importante. Non capita tutti i giorni di affrontare le campionesse d’Europa, è una sfida contro noi stesse».
LIONE «Il Lione non dà punti di riferimento. Dal punto di vista tattico creano molto movimento e si affidano alle gestualità delle singole di altissimo livello. Dovremo stare attente ai particolari».
ESPERIENZA CHAMPIONS «Nella prima esperienza non eravamo totalmente pronte. Era forse l’avversaria più a portata ma non abbiamo sfruttato l’opportunità. L’anno scorso è stata un’esperienza a due facce: all’andata siamo state guardinghe, nel ritorno abbiamo fatta qualcosa in più. Siamo riuscite anche a segnare. Queste partite ci hanno insegnato ad avere più coraggio, rispettando un avversario sulla carta più forte. Ma queste partite ti insegnano a superare i propri limiti».
DIFESA A TRE «Sì, la escludo».
GIULIANI E ROSUCCI «Eccetto Pedersen abbiamo tutta la rosa a disposizione. Le giocatrici si sono allenate regolarmente e saranno a disposizione per domani».
I sedicesimi di finale di UEFA Women’s Champions League 2020/21 prendono il via domani Mercoledì 9 dicembre. Ogni squadra giocherà un turno di andata ed un turno di ritorno. Quest’ultimo verrà disputato la settimana seguente. Le italiane Fiorentina e Juventus incontreranno rispettivamente lo Slavia Praha e le campionesse in carica dell’Olympique Lyonnais.
Calendario andata:
Mercoledì 9 Dicembre
Lanchkhuti vs Rosengård
Minsk vs LSK Kvinner
WFC-2 Kharkiv vs BIIK-Kazygurt
Pomurje vs Fortuna Hjørring
Spartak Subotica vs Wolfsburg Juventus vs Lyon
Sparta Praha vs Glasgow City
Benfica vs Chelsea
Göteborg vs Manchester City
PSV Eindhoven vs Barcelona
St. Pölten vs Zürich
Servette vs Atlético Madrid
Giovedì 10 Dicembre Fiorentina vs Slavia Praha
Górnik Łęczna vs Paris Saint-Germain
Ajax vs Bayern München
Vålerenga vs Brøndby
Calendario ritorno:
Martedì 15 Dicembre Lyon vs Juventus
Atlético Madrid vs Servette
Mercoledì 16 Dicembre
BIIK-Kazygurt vs WFC-2 Kharkiv Slavia Praha vs Fiorentina
Paris Saint-Germain vs Górnik Łęczna
Manchester City vs Göteborg
Barcelona vs PSV Eindhoven
Bayern München vs Ajax
Brøndby vs Vålerenga
Wolfsburg vs Spartak Subotica
Rosengård vs Lanchkhuti
LSK Kvinner vs Minsk
Fortuna Hjørring vs Pomurje
Chelsea vs Benfica
Glasgow City vs Sparta Praha
Giovedì 17 Dicembre
Zürich vs St. Pölten
Calendario del torneo Sedicesimi di finale: 9/10 e 15/16 dicembre 2020 Sorteggio ottavi di finale: 16 febbraio
Ottavi di finale: 3/4 e 10/11 marzo Sorteggio quarti e semifinali: 12 marzo Quarti di finale: 23/24 marzo e 31 marzo/1 aprile 2021
Semifinali: 24/25 aprile e 1/2 maggio
Finale: 16 maggio (Gamla Ullevi, Göteborg)
Brøndby, Lione e Fortuna Hjørring sono sempre state presente ai sedicesimi di finale, mentre per Sparta Praha e Zurigo sarà l’undicesima volta su dodici edizioni.
Le squadre esordienti ai sedicesimi di finale tra turni di qualificazione e direttamente qualificate sono: PSV Eindhoven, Servette, Benfica, Vålerenga, Lanchkhuti, Górnik Łęczna e Kharkiv.
Credit Photo: Pagina Facebook di ŽNK Pomurje Beltinci
Valeria Ancione è una giornalista nata nel 1966 a Palermo, e da trent’anni lavora nella redazione del Corriere dello Sport. Laureata in Scienze Politiche a Messina vive a Roma dalla fine degli anni Ottanta. Nel 2015 ha iniziato una nuova avventura, quella di scrittrice, con la pubblicazione del primo romanzo “La dittatura dell’inverno”. Nel 2019 un altro debutto questa volta nella editoria per ragazzi, con il libro “Volevo essere Maradona – Storia di Patrizia che sognava la Serie A” (entrambi i libri editi Mandadori): è la storia di Patrizia Panico, una delle leggende del calcio femminile italiano.
La nostra Redazione l’ha raggiunta coi suoi microfoni.
Valeria quando è iniziata la passione per il giornalismo? «La mia passione è iniziata all’università: il mio desiderio era scrivere e ho pensato che fare la giornalista significasse soprattutto scrivere. Sono andata a Roma nel 1989 a fare un master e due anni dopo sono entrata con uno stage al Corriere dello Sport».
Com’è stato il tuo percorso giornalistico? «Complicato, perché sono una donna e poi perché sono entrata in un giornale tecnico e maschile. C’erano poche donne nel giornalismo sportivo allora. Come poche erano quelle che parlavano di calcio. Sono partita facendo diverse cose, mi sono occupata di basket, sono anche una ex giocatrice, e poi mi sono cimentata con il pallone».
Cosa ti ha portato ad appassionarti del calcio femminile? «Ho cominciato ad occuparmi di calcio femminile nel 2013, raccontando storie di calciatrici e donne eccezionali. Poi, quando è scoppiato il caso Belloli, è iniziata la rivoluzione e in questa battaglia per il calcio femminile io c’ero e ho cercato di dare il mio apporto».
Delle storie di calcio femminile che hai raccontato qual è quella che ti è rimasta impressa? «Sceglierne una non è facilissimo, perché ognuna è un piccolo romanzo. Lavoratrici di giorno e calciatrici la sera, perché il calcio era la passione, ma non dava da mangiare».
La dittatura dell’inverno, il primo libro scritto da Valeria Ancione
Con “La dittatura dell’inverno” nel 2015 inizia la tua carriera di scrittrice: cosa ti ha portato a fare questa scelta? «Scrivere era il mio sogno e dovevo realizzarlo: così ho trovato il tempo di scrivere un romanzo».
L’anno scorso è uscito “Volevo essere Maradona”: com’è nata l’idea di scrivere questo libro? «Ho conosciuto Patrizia per lavoro, e il titolo del libro è lo stesso della prima intervista, uscita sul Corriere dello Sport, che le avevo fatto. Dopo un po’ di frequentazione professionale ci siamo risentite diverse volte. Patrizia ha letto “La dittatura dell’inverno” e mi ha detto che la sua biografia, se mai l’avesse fatta, l’avrebbe fatta scrivere a me: questa cosa l’ho presa seriamente, e le ho detto che dovevamo farlo. Stava per smettere di giocare non era giusto che un personaggio come lei fosse dimenticato. Dei calciatori sappiamo tutto, delle grandi calciatrici poco o niente. Perciò l’ho messa nero su bianco e ci siamo avventurate in questo viaggio della biografia. Mi sono ritrovata con tanto materiale di Patrizia fino ai vent’anni, quindi le ho chiesto di rendere questo racconto per i ragazzi, e lei ha acconsentito. Ho mischiato realtà e finzione ed è venuta fuori una biografia romanzata».
Quali sono i punti di forza che ha questo racconto? «Chi legge questo racconto non può non ritrovarsi. Si tratta di una storia di determinazione e quindi di lotta alla discriminazione e al bullismo. È il percorso di una ragazzina determinata a raggiungere un sogno a dispetto di tutti. Patriziaè diventata un modello non senza passare per i suoi errori. Patrizia è una donna limpida, senza retropensieri, e con un profondo senso di giustizia e altruismo. Lo testimonia il suo gioco, fiuto per il gol, visione di gioco, una infinità di assist, una metafora della vita: c’è chi gioca solo per sé, chi per la squadra senza protagonismo. E infine questo è un libro che i genitori dovrebbero leggere, perché capiscano che i figli devono esprimere liberamente la propria passione e i loro sogni».
Com’è stato lavorare con Patrizia Panico? «Quando ha smesso di giocare è entrata in Federazione, allena la under 15 maschile e ora è nello staff dell’Under 21, è piena di impegni. Fermarla era complicato, ma anche bello. C’era sintonia. Quando ho scritto i miei primi capitoli ci siamo viste davanti a una birra, dopo i suoi allenamenti, glieli ho letti e si è commossa. Ho capito che mi permetteva di scrivere la sua vita come se fosse la mia».
Valeria Ancione con il libro “Volevo essere Maradona”
“Volevo essere Maradona” ha avuto grande successo: ti aspettavi questo risultato? «Diciamo che è un ni. Mi aspettavo sinceramente che questo libro diventasse una lettura per giovani atleti e che entrasse un po’ di più nel calcio femminile: è un romanzo “educativo”. Il terzo posto ottenuto qualche giorno fa al Premio Bancarellino ragazzi può servire come rilancio: mi inorgoglisce tantissimo, perché non è un libro sul calcio. Il calcio è un pretesto, smuove sentimenti, emozioni, è aggregazione, i ragazzi lo hanno capito e il testo è arrivato sul podio. Sono contenta di aver dedicato un libro a Maradona, perché lui rappresenta il sogno e il riscatto grazie al suo talento. Vederlo giocare mi commuove sempre. Ho avuto l’opportunità di raccontare la storia di Patrizia nelle scuole, il Covid mi ha fermato, e speravo di portare il libro anche nei centri sportivi».
In questo libro ci sono alcune analogie presenti nella situazione odierna del calcio femminile italiano? «Il calcio femminile, anche per colpa della pandemia, sta vivendo un momento di stasi. L’effetto dei Mondiali è sfumato, bisogna lavorare ancora tanto per rendere il movimento credibile e solido. Quando il calcio smetterà di essere uno sport per maschi, allora avremo raggiunto una parità culturale. In attesa di un cambio culturale lento e difficile mi auguro che i diritti delle calciatrici vengano riconosciuti con il professionismo».
Come stai vedendo la Serie A Femminile? Chi vincerà secondo te il campionato? «Non mi sembra una stagione avvincente, credo sia dovuta alla situazione generale. Non sarà un campionato giudicabile, è falsato dalle tensioni per la pandemia».
La Nazionale Femminile riuscirà a qualificarsi agli Europei del 2022? «Escludo la possibilità di mettere in dubbio la qualificazione della Nazionale agli Europei. Non si può assolutamente tornare indietro, la CT Bertolini ha iniziato questa stagione fiorente per le Azzurre, non possiamo fermarci adesso».
Ce la farà il calcio femminile italiano ad allinearsi con gli altri Paesi? «Qualche anno fa Michele Uva disse che ci sarebbero voluti dieci anni, quindi il cammino è ancora lungo. I soldi, con la crisi che stiamo vivendo, mancano. Tutti i grandi club devono investire e credere nel calcio femminile, non solo la Juventus o il Milan».
La copertina del libro Volevo essere Maradona
Tra quanto vedremo la parità di genere in Italia? «Io non vedrò la parità di genere: siamo camminando lentamente, ma è veramente difficile. La discriminazione di genere è dentro di noi, non solo maschi contro femmine, ma anche tra donne».
Chi è Valeria Ancione fuori dai taccuini? «Sono mamma di tre ragazzi, due maschi e una femmina. Sono una siciliana emigrata, con il desiderio di tornare nella mia terra: quando sarò alla fine della mia vita professionale penso di tornare a Messina».
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? «Spero di pubblicare presto il terzo romanzo, ancora al femminile, ambientato per la prima volta a Messina. Poi vorrei cominciare ad occuparmi di una nuova battaglia con il mio giornale: la lotta agli abusi sulle donne e alla pedofilia nello sport».
La Redazione di CalcioFemminileItaliano ringrazia ValeriaAncione per la disponibilità.
Grinta e cattiveria: bastano solo due parole per riconoscere uno dei tecnici più apprezzati di questa Serie A. Maurizio Ganz da quando è sulla panchina del Milan ha dimostrato il suo potenziale e con una rosa di alto rango sta raggiungendo traguardi storici. Lo stesso roster che non perde occasione per elogiare il lavoro del proprio mister. Dopo l’importante vittoria maturata a Firenze, il mister rossonero è intervenuto ai microfoni societari per spendere qualche parola sulla partita.
“Aspettavamo questa partita già dall’anno scorso, dalla non qualificazione in Champions a causa dell’algoritmo che ci ha penalizzato”, afferma l’ex giocatore del Milan. Dalla scorsa stagione l’allenatore sottolinea degli evidenti passi avanti. “L’anno scorso un pareggio e una sconfitta , mentre quest’anno una vittoria importantissima in casa loro, è un bellissimo segnale”. Tornando ai giorni nostri, “è stata una partita difficile perché la Fiorentina è un’ottima squadra. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo dove abbiamo gestito la partita. C’è stata anche la possibilità di raddoppiare. Un grande segnale che ha portato ad una vittoria meritata dopo tutti gli sforzi fatti in settimana”. Il tecnico non tiene gli elogi solo per sé. “Ho un grandissimo gruppo e l’arrivo della Boquete ci dà quella personalità e quell’esperienza che abbiamo di meno. Però è un grande gruppo che segue gli allenamenti insieme a tutto lo staff. Siamo uniti, si vede in mezzo al campo, e questa è una buona cosa. E adesso, anche se siamo qui a parlare, siamo già con la testa alla sfida con il sassuolo in casa nostra”.