Home Blog Pagina 4349

ACF Arezzo presenta l’organigramma tecnico per la stagione: dalla prima squadra all’under 10

L’Arezzo Calcio Femminile presenta ufficialmente l’organigramma tecnico della prima squadra e del settore giovanile amaranto per la stagione 2020/2021.

La guida della prima squadra femminile è affidata a mister Luca Bonci. Il suo vice è Massimiliano Forzini. Preparatore atletico Antonio Tagliaferri. Preparatore dei portieri Alessio Dionigi. Completa il quadro dello staff della prima squadra il team manager Umberto Benigni.

Questo l’elenco completo dello staff tecnico della prima squadra:

Allenatore: Luca Bonci
Vice Allenatore: Massimiliano Forzini
Preparatore atletico: Antonio Tagliaferri
Preparatore portieri: Alessio Dionigi
Team manager: Umberto Benigni

In questa stagione sono ben cinque le squadre del settore giovanile. Ecco la composizione dello staff.

Under 19
Allenatore: Tiziano Pelliccione
Preparatore atletico: Antonio Tagliaferri
Preparatore portieri: Alessio Dionigi
Collaboratore tecnico: Michele Passalacqua

Under 17
Allenatore: Michele Passalacqua
Preparatore atletico: Stefania Cecconi
Preparatore portieri: Alessio Dionigi/Alice Antonelli
Collaboratore tecnico/Team manager: Ginevra Costantino

Under 15
Allenatore: Alessandro Grassi
Vice allenatore: Primo Liberatori
Preparatore atletico: Stefania Cecconi
Preparatore portieri: Alice Antonelli
Collaboratore tecnico/Team manager: Beatrice Trezza

Under 12
Allenatore: Giorgio Battiston
Preparatore atletico: Sofia Marcantoni
Preparatore portieri: Alice Antonelli
Collaboratore tecnico/Team manager: Sandro Silvestri/Carolina Baracchi

Under 10
Allenatore: Sandro Silvestri
Preparatore atletico: Sofia Marcantoni
Preparatore portieri: Alice Antonelli
Collaboratore tecnico/Team manager: Monica Marchioni/Carolina Paganini

Staff sanitario
Medico sociale: Dr. Genc Kapxhiu
Massaggiatori/Fisioterapisti: Riccardo Giacinti, Sabrina Beatrice Blaj, Matteo Gaucci

Credit Photo: ACF Arezzo

Infortunio alla caviglia per Sofia Lorieri, sarà necessario un intervento

Nel corso dell’allenamento di ieri Sofia Lorieri ha subito un trauma distorsivo della caviglia destra.

Gli accertamenti diagnostici effettuati hanno evidenziato una frattura scomposta del malleolo peroneale associata a lesione del legamento deltoideo che necessita di correzione chirurgica.

La calciatrice sarà quindi sottoposta nei prossimi giorni ad intervento di osteosintesi della frattura e ricostruzione legamentosa.

In bocca al lupo Sofia! Ti aspettiamo presto!

Il Parma Calcio comunica la temporanea sospensione delle attività del settore femminile e giovanile

La Società Parma Calcio 1913 comunica che, a seguito del riscontro di alcuni casi di positività al Covid 19 all’interno di alcune squadre del Settore Giovanile e Femminile dopo un apposito screening eseguito, ha deciso, a tutela dei giovani atleti, degli staff e delle loro famiglie, oltre che nell’ottica della business continuity aziendale, di sospendere temporaneamente l’attività agonistica (allenamenti e gare) di tutte le formazioni Giovanili e Femminili, eccezion fatta per la Primavera maschile.

I positivi e i relativi contatti stretti sono stati prontamente segnalati alle autorità competenti e posti in isolamento fiduciario nel rispetto delle normative vigenti.
Alla luce dell’evolversi del quadro epidemiologico nazionale e locale saranno fatte ulteriori valutazioni per definire meglio tempi e modi della sospensione.

Credit Photo: Parmacalcio1913

Francesca Venia, Roma Calcio Femminile: “Professionismo? Un sogno che diventerebbe realtà”

Francesca Venia attaccante della Roma Calcio Femminile si racconta in esclusiva per SportPaper. In questo campionato di Serie B è stata promossa stabilmente in prima squadra ma, nonostante la giovane età, è già una veterana dei colori giallorossi: “Non mi sento ancora tale ma siamo sicuramente un bellissimo gruppo. Il nostro obiettivo? Crescere insieme per toglierci tante soddisfazioni“.

In campo e fuori
E se la squadra ha fame di vittorie sul campo, ci sono tanti obiettivi da raggiungere anche fuori per Francesca Venia: “Oltre al calcio, frequento un innovativo indirizzo universitario incentrato sulle scienze e culture enogastronomiche. Al momento voglio portarlo avanti mantenendo un buon rendimento

Un cammino che per la giocatrice, classe 2000, vorrebbe seguire anche una volta appesi gli scarpini al chiodo: “Per prima cosa voglio laurearmi, poi dopo mi piacerebbe proseguire con un lavoro nell’imprenditoria della filiera alimentare

Tra lo stop per il covid-19 e il rientro
Tornare sul campo è stato entusiasmante, solo qualche mese fa sembrava distantissimo il rientro. L’emozione più grande è stata rivivere la squadra e lo spogliatoio” esordisce Francesca Venia.

Fino ad ora il cammino della Roma Calcio Femminile è stato altalenante anche se sono passate davvero troppe poche giornate per poter fare un bilancio. Ma l’attaccante non si perde d’animo e sa quale è il modo giusto per affrontare il campionato: “Lavoro, fatica e concentrazione sono fondamentali per ritrovare l’autostima. Ma il vero segreto è il gruppo, potersi appoggiare alle compagne è fondamentale“.

Verso il professionismo
Il calcio femminile ha intrapreso una strada che dovrebbe portarlo – nel più breve tempo possibile – al riconoscimento dello status di professionismo per le giocatrici. Un traguardo storico: “È quasi un sogno anche se dovrebbe essere qualcosa di scontato. Sicuramente l’approccio positivo ed aperto da parte del paese a conoscere questo sport ha dimostrato che adesso l’Italia è pronta a fare questo passo“.

Francesca Venia ha scelto di affidarsi ad un’agenzia per la gestione della sua immagine e della sua carriera visto che ancora la figura del procuratore non è prevista dal regolamento: “Io mi sto trovando davvero bene con tutte le persone della Music Sport Production. Lavoriamo insieme per raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati. Bisogna valutare bene però le varie società perché, così come negli altri settori, c’è sempre chi cerca interessi personali senza aver come scopo quello della crescita delle ragazze che dovrebbero tutelare“.

Credit Photo: Facebook Roma Calcio Femminile

Permac Vittorio Veneto – Isera: le Tose conquistano i primi 3 punti stagionali in campionato

È un vivace e più che gradevole sole domenicale – quasi inopinato, di metà ottobre, per le stereotipate latitudini vittoriesi – a illuminare e riscaldare l’esordio casalingo delle brand new Tose di mister Massimo Zoni nella regular season del campionato di Serie C 2020-2021. Più che di mura “amiche”, nel caso del secondo happening interno stagionale al Comunale di Colle Umberto, si può parlare di bastioni (comunque) “buoni conoscenti”: il Barison, per questioni d’arzigogoli tra calendari, può (anzi deve) ancora attendere. Non possono invece, dal canto loro, rimanere ulteriormente in stand-by i primi preziosissimi punti nel Girone, specie dopo la bella ma infruttuosa première rossoblù nel primo kick-off ufficiale in trasferta sul campo del Brixen.

Alle prese con i ricorrenti sold out di un’infermeria un po’ troppo ricca d’assembramenti in questo inizio di stagione – TomasiMantoaniBigaran, Canzi e Molinaro ai box, Sovilla e Trevisiol acciaccate e in panchina almeno per onor di firma – coach Zoni ripropone un 4-2-3-1 back to basics, lanciando al debutto assoluto dal 1′ le canterane Deborah Zilli, classe ’99, in avanti e la 2000 Arianna Fattorel a sinistra in difesa. L’ingresso delle due new entry genera un naturale effetto domino sull’intero scacchiere tattico rossoblù: davanti al totem Alice Bonassi agisce l’inedito duo centrale Martinis-Furlan, con la confermata Luna Da Ros a destra e la sopracitata Fattorel sull’out opposto. Carlotta Modoloscala così a centrocampo accanto a capitan Tommasella, con il trio Gava-Mella-Zilli a supporto del terminale offensivo Elena Govetto.

La contesa non può che essere particolarmente arcigna sin dai primissimi punti: ad opporsi alla “fame chimica” (di punti) delle Tose c’è un Isera galvanizzato dai 3 punti ottenuti all’esordio nella propria roccaforte casalinga contro il Le Torri. La formazione trentina, guidata da Senad Slomic, prova a pungere le padrone di casa con una conclusione dal limite di Bonenti, troppo larga, al 5′ e un insidioso traversone tagliato di Pasqualini da sinistra, pochi istanti dopo, neutralizzato da Bonassi in uscita bassa. I due lampi – peraltro ben lontani da essere veri e propri spunti di cronaca – dicono molto di una prima metà di frazione piuttosto bloccata, con il Permac a tratti un po’ troppo imballato nella costruzione del gioco e di pericoli concreti verso la porta trentina difesa da Valente. Eppure, al primissimo tap sulla tastiera dello smartphone rossoblù, lo squillo delle Tose nell’area avversaria si fa sentire forte & chiaro e vale “lo scatto alla risposta” dell’1-0 al minuto 22: è proprio la deb – inteso sia come “debuttante” che “Deborah” – Zilli a incornare in corsa e con puntualità elvetica, anticipando Cova, l’ottima parabola disegnata su corner dall’assist woman Ilaria Mella. Come da copione la partita si stappa, e con lei le chance vittoriesi per irrobustire il punteggio già prima della linea maginot di fine primo tempo. L’occasione al 27′ nasce addirittura da un rinvio dall’area rossoblù di Bonassi, spizzato da Govetto e non sfruttato da Mella, imprecisa nel controllo di palla sull’uscita a tu per tu del portiere trentino Valente. La numero 6 Permac prova a riscattarsi 3 minuti dopo a conclusione di una bella combinazione sull’asse Govetto-Zilli, ma l’esecuzione di esterno destro a rimorchio, sul suggerimento della compagna in maglia 99, si perde a distanze siderali dal montante della porta ospite. Da una Mafalda biondissima all’altra, ci prova anche Govetto al 36′, la conclusione dai 16 metri è però troppo debole e facile preda di Valente. Prima dell’intervallo torna a farsi vedere in avanti anche l’Isera, ma il destro di controbalzo dal limite di Saliha Slomic è un Tinder date solo per il recinto a protezione dell’impianto di Colle Umberto. Si va al riposo con il Permac avanti di corto muso.

La ripresa si apre con i vibranti tentativi del mister ospite Slomic di mettere mano, sin dagli albori, alla lavagna tecnico-tattica: fuori la figlia d’arte Saliha e Bellinazzi, dentro Faccio e Pellegrini per aumentare il peso offensivo. Quest’ultima, in maglia biancorossa numero 6, si presenta centrando l’incrocio dei pali della porta vittoriese direttamente su punizione dopo appena 4′, sul prosieguo dell’azione Bertolini pesca sul filo del fuorigioco Gazzini al limite dell’area piccola, murata da un intervento prodigioso in due tempi di Alice Bonassi. La guardiana del faro rossoblù inaugura così de facto il suo personalissimo one woman show pomeridiano, manifesto di enorme talento personale in una (lunga) fase di partita assai critica per la young army di mister Zoni. Dopo un’occasione fallita in estirada da Faccio su suggerimento basso da destra, la wondergirl con i guantoni è provvidenziale nell’opporsi con il corpo al diagonale potente e ravvicinato di Bonenti dal limite dell’area piccola, come pure ad allungare il pallone uscendo in tuffo ancora su Faccio lanciata nel cuore della zona nevralgica difensiva rossoblù. Mister Zoni prova a scuotere la squadra e mischiare le carte, spedendo la centrocampista classe 2002 Arianna Cartelli in campo al posto di Fattorel, con conseguente arretramento di Modolo nel pacchetto di mischia difensivo. Le Tose respirano e improvvisamente tornano a sibilare dalle parti di Valente sfiorando addirittura il 2-0, con il portiere trentino a sua volta protagonista nel disinnescare la bomba di Carlotta Gava da posizione invitante seppur defilata sulla destra. Il finale però è ancora griffato super Bonassi, più efficace di qualsiasi lockdown governativo, ancora una (anzi due) volte fondamentale in uscita su Bonenti prima e Boccagni dopo, per la disperazione e l’incredulità di tutto l’Isera tra campo e tribuna.

Finisce dunque con una vittoria, sudata e cinica quanto basta, il debutto in campionato delle Tose. I primi 3 punti della nuova era hanno il sapore del sudore, della fatica e del sacrificio, con la certezza che tanto le nuove protagoniste quanto gli intramontabili baluardi hanno tutte le carte in regola per costruire fondamenta solide su cui erigere i sogni rossoblù che verranno.

Photo Credit: Permac Vittorio Veneto

La Baronessa Sue Campbell presenta la nuova strategia per il calcio femminile

La Federcalcio ha svelato oggi la sua ambiziosa nuova strategia per il calcio femminile e femminile.

La nuova strategia quadriennale della FA, intitolata  Inspiring Positive Change , si impegna a creare un futuro sostenibile per il calcio femminile in Inghilterra.

La strategia delinea gli OTTO  obiettivi di trasformazione della FA  da raggiungere entro il 2024:

  • PARTECIPAZIONE ANTICIPATA  – Ogni ragazza in età scolare deve avere uguale accesso al calcio a scuola e nei club
  • PARTECIPAZIONE ALLO SVILUPPO  – Ogni ragazza deve avere pari accesso a partecipare per divertimento, per competizione e per eccellenza
  • PERCORSO DELLE GIOCATRICI DI CLUB  – Collabora con i club per sviluppare un percorso incentrato sul giocatore efficace e inclusivo
  • CAMPIONATI E COMPETIZIONI NAZIONALI D’ELITE  – Crea i migliori campionati e competizioni sportive femminili professionistiche al mondo
  • INGHILTERRA  – Vinci un torneo importante
  • CALCIO PER TUTTI  – Recluta e supporta una gamma diversificata e motivata di leader locali che organizzano il calcio per le loro comunità
  • COACHING  – Supportare lo sviluppo di allenatori eccezionali ad ogni livello di gioco che sono rappresentativi della nostra società
  • ARBITRAGGIO  – Garantire che ogni arbitro donna abbia offerto opportunità di apprendimento e sviluppo su misura di alta qualità dal calcio di base fino al gioco d’élite

La FA ha spiegato i loro obiettivi in ​​modo più dettagliato:

La strategia vedrà il calcio incorporato per le ragazze nelle scuole, come parte del curriculum di educazione fisica e nelle sessioni di doposcuola, fissando l’obiettivo che il 90% delle scuole (primarie e secondarie) in Inghilterra diventino parte della FA Girls ‘Football School Rete di partnership, supportata da Barclays. Lontano dalla scuola, si impegna a fornire a ogni ragazza un programma Wildcats a breve distanza da casa.
Lavorando a fianco di partner nazionali, gruppi di comunità specializzate e gruppi consultivi di inclusione nazionali come The FA Asian Women in Football Advisory Group e The FA Refugees and Asylum-Seekers in Football network, la strategia identificherà, svilupperà e sosterrà leader donne di diverse comunità.

Attrarre e sviluppare giocatrici di livello mondiale, massimizzare e coinvolgere il pubblico e aumentare le entrate commerciali saranno fondamentali per l’ambizione di stabilire l’Inghilterra come la casa dei migliori campionati e competizioni sportive femminili professionistiche del mondo.

Il successo con le squadre nazionali è sostenuto dal  ”Blueprint for Success” della nuova Inghilterra femminile, creando un ambiente in cui tutti i talenti qualificati in Inghilterra possono perseguire e realizzare i propri sogni ai Campionati UEFA Women’s EURO 2022 e alla FIFA Women’s World Cup 2023.
La strategia prevede anche opportunità di apprendimento formale per ogni allenatore a tutti i livelli del gioco e l’istituzione di una strategia di reclutamento arbitrale sostenibile incorporata nelle comunità locali, nei club e negli istituti di istruzione superiore.

Il supporto integrato di marketing, commerciale e comunicazione a tutti i livelli giocherà un ruolo fondamentale nella realizzazione della strategia, supportando l’approccio “se non puoi vederla, non puoi essere lei”. La strategia sarà realizzata in collaborazione con altre parti interessate del calcio e partner commerciali della FA.

La baronessa Sue Campbell , direttrice del calcio femminile della FA, ha dichiarato:
“Il calcio ha il potere di cambiare la vita in meglio. Può contribuire al benessere fisico e mentale, può fornire opportunità per competere e collaborare con gli altri e può aiutare a plasmare la posizione delle ragazze e delle donne nella società.
La nostra nuova strategia quadriennale si basa sulla comprensione della motivazione di un individuo a giocare per l’apprendimento, per la ricreazione, per la competizione e per l’eccellenza. Vogliamo garantire l’accesso e l’opportunità per ogni ragazza e donna di giocare, allenare, assistere, arbitrare, gestire o amministrare se lo desiderano e che il gioco sia veramente rappresentativo della nostra società in tutte le caratteristiche e background sociali.
La nuova  strategia Inspiring Positive Change della FA  si baserà su concetti creati da The Gameplan for Growth e fornirà un cambiamento veramente rivoluzionario al gioco delle donne e delle ragazze”.

Credit Photo: The FA

La parmigiana Martina Capelli si ritira: “Che onore vestire la maglia del Milan”

Martina Capelli è nata e cresciuta a Parma. E qui ha dato i primi calci al pallone. La passione per questo sport è arrivata grazie al padre e ad un professore; dopo qualche esperienza in alcuni club locali, ha girato l’Europa. L’ultimo suo traguardo e apice della sua carriera è stato il passaggio al Milan, quando nel luglio del 2018 ha firmato il contratto a Casa Milan. Adesso però, dopo 15 anni di carriera, sei trofei alzati al cielo e due terzi posti in Serie A con la maglia rossonera, la centrocampista parmigiana ha deciso di lasciare il calcio giocato.

L’intervista fatta dalla giornalista Greta Magazzini (www.ilParmense.net), spiega i progetti futuri di Martina Capelli e offre una riflessione sulle differenze del calcio femminile in Italia e negli altri paesi in cui ha giocato, dalla Spagna alla Germania, fino a Cipro

Il tuo primo approccio al calcio è stato a Parma, nei Crociati Noceto. Come ti sei avvicinata a questo sport e com’è stato l’inizio degli allenamenti vicino casa?
“Devo la mia passione a mio padre e al Prof Poletti che durante gli anni delle medie ci aveva proposto di partecipare ai campionati studenteschi di calcio a 5. In questo modo ho avuto la possibilità di iniziare a inseguire il mio sogno. Ai Crociati Noceto giocava anche mia sorella maggiore, Monica. Condividevamo la stessa passione: diciamo che i miei genitori e alcune compagne più grandi si sono sempre rese disponibili a “scarrozzarci” in giro per la provincia, altrimenti sarebbe stato abbastanza complicato.”

Dopo Reggiana e Olimpia Vignola, nel 2013 sei passata al Herdoder in Vestfalia. Come è avvenuto questo passaggio?
“In quell’estate ero arrivata a un punto decisivo per me. Avevo la necessità quasi vitale di capire cosa c’entrasse il calcio con me. E per fare ciò avevo bisogno di un confronto davvero grande, di crescita, che mi mettesse alla prova. Per questo di fatto avevo già scelto di andare all’estero ancor prima di interpellare i miei genitori.”

Credi che ci sia più possibilità di crescere e fare carriera in un campionato femminile diverso da quello italiano?
“All’estero il calcio femminile era già molto più sviluppato e potevo dedicarmi a quello totalmente. Per cui ho contattato una mia ex compagna di squadra della Reggiana che in quel momento stava giocando in Germania e abbiamo creato il contatto per fare un provino.”

Per leggere l’articolo integrale: www.ilParmense.net

Credit Photo: Facebok AC Milan

Marilyn Antolini, Orobica Calcio Bergamo: “Era tanto che aspettavo il salto di categoria”

Continuiamo il nostro viaggio all’interno del calcio femminile e questa volta abbiamo avuto la possibilità di intervistare Marilyn Antolini, attaccante classe 1998 in forza all’Orobica dopo una stagione al Riccione. Ne è nata una chiacchierata schietta con una ragazza dalle idee molto chiare.

Buongiorno Marylin, come ormai di prassi ti chiedo di presentarti brevemente ai nostri lettori.
Sono Marilyn Antolini, ho 22 anni e sono un’attaccante dell’Orobica Calcio Bergamo.

Come è nata la tua passione per il calcio?
Ho sempre avuto la passione per il calcio fin da bambina, ricordo che andavo spesso a giocare al parco con mio fratello e i suoi amici. Ho iniziato in una squadra di calcio a 5, poi all’età di 7 anni son passata al Boca Pegaso dove sono rimasta fino ai 13. Dopo una breve pausa, a 15 anni è arrivata la prima chiamata da una squadra femminile: il Bologna. Qui ho militato per ben 6 anni per poi passare, la scorsa stagione, al Riccione. 

Parlando del Riccione, come è stata la tua ultima stagione a livello calcistico?
La scorsa stagione ho scelto Riccione principalmente perché avevo bisogno di nuovi stimoli, è una società che punta molto sulle giovani e mi sono subito sentita coinvolta. Mi sono trovata veramente bene sia con le compagne che con la dirigenza, e non posso che ringraziarli per la fiducia dimostrata e soprattutto per avermi fatta ricredere in me stessa.

Quali sono i tuoi progetti per questa stagione con l’Orobica? Non sembra tu abbia mai mostrato paura per il salto di categoria che hai fatto…
Era tanto che aspettavo questo salto di categoria. Essendo la prima esperienza in serie B e lontana da casa non è semplice, mi auguro però di fare bene e di crescere molto sotto tutti i punti di vista. Non è un campionato semplice, tutte le squadre puntano a fare bene e ad arrivare in alta classifica, noi faremo del nostro meglio e son convinta che ci toglieremo le nostre soddisfazioni. 

La stagione di calcio femminile è ripartita: come è stato il lockdown visto con gli occhi di una calciatrice?
Sono state settimane molto difficili, durante il lockdown il campo mi è mancato davvero tanto. Mi sono allenata fin da subito in casa, spesso anche in videochiamata con delle compagne di squadra. 

Dall’anno prossimo si comincerà a parlare anche di professionismo femminile: pensi che i tempi siano maturi per un passo del genere? Ti stai preparando in qualche modo in tal senso?
Siamo sulla buona strada, negli ultimi anni ci sono stati miglioramenti grazie soprattutto ai successi della nostra Nazionale Femminile. Dopo diversi anni di attesa e di meriti penso sia giunta l’ora di passare al professionismo.

L’ultima domanda: cosa vede nel suo futuro Marylin Antolini?
Nel mio futuro spero tanto di arrivare a giocare in Serie A e magari un giorno poter indossare anche la maglia della Nazionale.

Credit Photo: Marco Montrone

Kyah Simon si racconta: “Essere una Matildas è estremamente importante per me e per la cultura aborigena in Australia”

Per quanto riguarda atleti ed atlete australiani, Kyah Simon è sicuramente tra i più amati. Durante i suoi 12 anni di carriera calcistica, Simon non ha solo gareggiato alle Olimpiadi di Rio 2016, ma è stata la prima giocatrice australiana indigena a segnare in una Coppa del Mondo FIFA nel 2011.

E ora, l’attaccante di 29 anni continua a guadagnare successi su successi mentre divide il suo tempo tra due grandi squadre di calcio: le Matildas e il PSV in Eredivisie Vrouwen nei Paesi Bassi.

Parlando con Marie Claire, ha rivelato come ci si sente ad intraprendere questo viaggio verso il Mondiale 2023 in Australia.

Come atleta indigena, che gioca ai massimi livelli del calcio femminile per il mondo intero, Simon è chiaramente un modello per tante persone. Alla domanda su cosa significasse per lei, Simon ha anche rivelato le sue speranze che la generazione più giovane di atleti seguirà le sue orme.

“È estremamente importante per me, soprattutto per gli aborigeni, la cultura aborigena e gli indigeni in Australia”, ha rivelato Simon.

“Cathy Freeman è stata cruciale in questo mio percorso ed è stata il mio modello di ruolo crescendo. Vederla rappresentare visivamente il nostro paese mi ha ispirato a fare lo stesso”.

“Per quanto mi riguarda spero che la posizione in cui mi trovo e in cui mi sono trovata per 12 anni, ovvero quella di giocare per le Matildas, possa davvero ispirare molte giovani donne indigene, e anche maschi, a dedicarsi al calcio”.

Ha continuato: “Non è mai davvero la prima preferenza nelle culture indigene, di solito è AFL o NRL, ma penso che molti dei miei giovani cugini stiano iniziando a giocare a calcio, quindi penso che sia così vicino a casa. Ma potresti immagina l’impatto che avrebbe per i giovani indigeni di tutta l’Australia “.

“È sicuramente qualcosa che prendo con orgoglio e privilegio, e spero davvero di vedere molti atleti indigeni indossare il verde e l’oro nel prossimo futuro”.

In questo modo, Simon sta anche aprendo la strada al futuro delle donne nello sport. E con la sua dedizione al suo mestiere, lei stessa è diventata il modello per molte giovani donne di quello che le donne possono fare nello sport e come loro possano ottenere tanto quanto le loro controparti maschili.

“Penso che essere un atleta professionista sia una questione di alti e bassi. Mentirei a me stessa se dicessi di essere perennemente positiva per tutto il tempo”, dice Simon.

“Per quanto mi riguarda, cerco di concentrarmi nuovamente quando ne ho bisogno. Stabilire nuovi obiettivi – sono molto brava nel fissarmi obiettivi – trovo che questo mi aiuti davvero a concentrarmi e ad avere un equilibrio”.

Bilanciando la sua carriera, i suoi rapporti personali e il tempo per se stessa, Simon annuisce all’importanza di mantenere la propria salute mentale e che, nonostante ciò che ci aspetta, un equilibrio è obbligatorio per rimanere concentrati e felici, prima di tutto.

Photo Credit: Kyah Simon Instagram

Player go the month Eleonora Petralia

Dopo una lunghissima pausa dovuta alle conseguenze della pandemia di Coronavirus, il calcio femminile è finalmente ripartito nel mese di settembre con le competizioni ufficiali. Tra le squadre che sono state impegnate in questo primo mese abbondante di stagione, c’è stato anche il Cesena, protagonista di un avvio complicato cui hanno fatto seguito diversi ottimi risultati, che hanno portato Le Cavallucce a ridosso della prima in classifica.

E proprio in virtù di questo straordinario ottobre, è nato il premio di calciatrice del mese, che verrà assegnato alla più meritevole dei precedenti trenta giorni. La prima ad aggiudicarsi questo riconoscimento è Eleonora Petralia, autrice di una tripletta nella sfida contro il Perugia e della rete che ha sbloccato il match contro il Pontedera.

Complimenti ad Eleonora per questo ottobre da incorniciare e in bocca al lupo a tutte le nostre ragazze in vista del premio che verrà assegnato l’ultima settimana di novembre.

Credit Photo: Facebook FC Cesena

DA NON PERDERE...