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Cecilia Salvai, Juventus Women: “Non sono ancora potuta tornare in squadra, ma sto continuando ad allenarmi per farmi trovare pronta quando servirà”

Per la Juventus Women aumentano gli impegni tra Coppa Italia, campionato e la Champions. Il difensore Cecilia Salvai sa che le prossime sfide saranno determinanti per la stagione,nonostante sia ancora ferma a causa dell’isolamento Covid non perde il proprio entusiasmo e continua ad allenarsi in vista del rientro. Sul proprio profilo Instagram ha espresso tutta la propria determinazione.

«Quanto mi piace allenarmi sotto la pioggia 😁
Purtroppo non sono ancora potuta rientrare in squadra, ma sto continuando ad allenarmi per farmi trovare pronta quando servirà 🔥
Non importa dove o come, l’importante è fare, soprattutto perché ci aspettano delle bellissime sfide nelle prossime settimane» 💫
#finoallafine #JuventusWomen #training #quarantena #Covid19 #focus #cs23
 
Credit Photo: Pagina Instagram Cecilia Salvai

La tripletta di Laura Freilang: “I miei nonni mi hanno chiamato immediatamente”

Per Laura Freilang è stato un giorno speciale venerdì 27 novembre. L’attaccante dell’Eintracht Frankfurt ha segnato una tripletta impeccabile durante il 6-0 delle tedesche nelle qualificazioni a EURO 2022 contro la Grecia. Era la terza presenza di Freilang per la nazionale e si racconta così a DFB.de:

“Ero piuttosto nervosa prima della partita, e ancora di più quando siamo scese in campo. Ma non vedevo l’ora che iniziasse la partita…Ero davvero felice quando ho segnato il primo gol, perché prima avevo perso alcune buone occasioni. A volte tutto ciò che serve è un obiettivo per andare avanti, che è stato sicuramente il caso per me. Dopo aver segnato il terzo gol, tutto quello a cui pensavo era che avevo segnato una tripletta. È sicuramente qualcosa di speciale, soprattutto quando è per la GermaniaI miei nonni mi hanno chiamato subito dopo la partita. Tutti erano davvero felici per me, il che è stato fantastico”.

Sull’umore della squadra afferma: “Abbiamo realizzato ciò che ci eravamo prefissati: abbiamo segnato gol e mantenuto la porta inviolata. Ovviamente ci sono stati alcuni momenti in cui ci è mancato il passaggio finale, ma nel complesso eravamo tutti felici e l’umore era buono. Ma sappiamo cos’altro vogliamo ancora realizzare e che questo è stato solo un piccolo passo in quella direzione“.

Invece in vista della partita contro l’Irlanda di martedì: “L’allenatore ha detto che vuole cambiare la squadra, quindi non sono sicuro se giocherò o meno. Abbiamo ancora un po’ di tempo prima della partita, quindi fino ad allora sarò concentrata sulle prossime sessioni di allenamento e sono entusiasta di vedere cosa accadrà”.

Credit Photo: Thomas Böcker/DFB

James Johnson, FFA: “Il modello di finanziamento ad alte prestazioni del governo non può funzionare per le Matildas”

James Johnson, l’amministratore delegato della Federcalcio Australiana (la FFA) ha chiesto un ripensamento da parte del governo sui finanziamenti ad alte prestazioni, dicendo che squadre come le Matildas non hanno abbastanza soldi per prepararsi adeguatamente per i tornei importanti che le aspettano.

Johnson ha affermato che l’attuale modello di finanziamento “non funziona” per il calcio femminile e ha sottovalutato l’impatto che una medaglia a Tokyo 2021 o la vittoria ai Mondiali femminili del 2023 potrebbero avere sul paese rispetto al successo in sport olimpici minori.

Parlando domenica al Football Writers’ Festival di Manly, Johnson ha rivelato di recente che la FFA ha ricevuto 2,3 milioni di dollari dal governo attraverso Sport Australia, la maggior parte dei quali verrà utilizzata per pagare i campi di allenamento per le Matildas, per le amichevoli e per altre attività.

Ma questa cifra è meno della metà di ciò che è stato dato al basket (5,5 milioni di dollari) e appena un quarto dei finanziamenti inviati alla vela (8 milioni di dollari) e al canottaggio (8,3 milioni di dollari).

“Il modello di finanziamento ad alte prestazioni non funziona per il calcio femminile”, ha detto Johnson “Il motivo per cui altri sport stanno ottenendo più soldi di noi è perché il modello di finanziamento ruota attorno alle medaglie d’oro olimpiche. Nel nostro sport ci saranno si le Olimpiadi, ma anche un certo torneo chiamato Coppa del Mondo. Se le Matildas otterranno una medaglia alle Olimpiadi o ai Mondiali femminili, sappiamo quale impatto questa conquista avrebbe su tutto il paese. La mia opinione personale è che l’intero modello deve cambiare”.

Johnson ha affermato di credere fermamente che le Matildas potrebbero vincere la Coppa del Mondo nel 2023, che sarà ospitata sia dall’Australia che dalla Nuova Zelanda, mentre la squadra si profila anche come una papabile vincitrice di medaglia a Tokyo 2021 sotto la guida dell’allenatore Tony Gustavsson.

“Se saremo in grado di prepararci per questi tornei come gli Stati Uniti, che stanno giocando tre o quattro volte il numero di partite che stiamo attualmente affrontando noi in vista delle Olimpiadi e poi dei Mondiali, penso potremo metterci in una posizione molto buona per poter fare qualcosa che questo paese non ha mai fatto prima”.

In notizie finanziarie più positive, Johnson ha detto che FFA annuncerà un nuovo importante sponsor entro le prossime due settimane e che l’interesse delle aziende per il calcio australiano – e in particolare per le Matildas – è stato così elevato che la federazione sta lottando per tenere il passo con la domanda.

Photo Credit: The Sydney Morning Herald 

Claudia Giannetti, Romagnano: “Un peccato il mancato ripescaggio, nel caso di ripartenza puntiamo in alto”

Nel torneo di Eccellenza piemontese una delle squadre presenti ai nastri di partenza del girone A è il Romagnano, La squadra presieduta da Simone Gaetano, affiancato dal direttore sportivo Mario Emanuelli, vede nelle vesti di allenatore in stagione Fabio Sacchi. Abbiamo raggiunto, per conoscere meglio la squadra grigio-granata, Claudia Giannetti esperta calciatrice originaria di Romagnano, difensore e capitano delle piemontesi.

Claudia come ti sei avvicinata nel mondo del calcio?
“Mi sono avvicinata al mondo del calcio da giovanissima. Avevo 14 anni quando nel mio paese avevano deciso di formare una squadra femminile e dato che giocavo già nei campionati studenteschi ho deciso di provare quest’avventura un po’ più seriamente. All’inizio eravamo un gruppo di ragazze che provenivano prevalentemente da Verbania, facendo spola per allenarci tra Romagnano e Verbania, ma tanti genitori e tutti i dirigenti ci hanno sempre permesso di giocare e di farlo gratuitamente”.

Sei una delle bandiere di questa squadra giusto?
“Si gioco nel Romagnano da ben 24 anni. Dall’inizio di questa stagione travagliata stiamo collaborando con l’ASDC Gozzano, in un’ottica di miglioramento futuro per tutti, con la creazione, o meglio l’unione di un vero settore giovanile femminile, che prevede i pulcini misti e le categorie under 15 e under 19”.

Hai dalla tua tanta esperienza e molti campionati di spicco vero?
“Ho avuto la fortuna di giocare in quasi tutte le categorie dalla vecchia A2, alla B, per passare alla C e all’Eccellenza. La fortuna più grande è stata quella di essere diventata parte di questa grande famiglia”.

Come è andato lo scorso campionato?
La scorsa stagione stava andando molto bene, avevamo grandi ambizioni. Ci siamo trovate seconde, con lo scontro diretto con la prima ancora da giocare e proprio a quel punto è stato bloccato il campionato. Peccato perché tutti gli sforzi si sono vanificati in un attimo”.

Come avete vissuto la fase di stop di marzo e aprile e come state affrontando quella attuale?
“La fase di stop, con le annesse incertezze, è stata pesante da sopportare soprattutto dopo aver disputato così tante partite ed essere arrivate quasi al termine del campionato. Lo stop di questa nuova stagione è stato un nuovo duro colpo, sia per noi giocatrici sia per le società che tanto hanno investito per permetterci di disputare un nuovo campionato. Condivido però la scelta di fermare tutto perché prima di tutto penso si debba trovare il modo di tutelare chi scende in campo, cosa che fino ad ora era lasciata al caso”.

In questo campionato quali erano le vostre ambizioni?
“Le ambizioni di quest’anno erano quelle di crescere come gruppo e integrare ancor di più le ragazze più giovani proveniente dalla U19. A livello di campionato puntiamo o puntavamo, .chissà se ri-inizieremo, a fare un campionato di prima fascia”.

In estate eravate in procinto di balzare in Serie C, essendo stata la prima squadra tra quelle non ripescate. Rammarico?
“Si eravamo ben messe nella graduatoria per i ripescaggi e puntavamo alla possibilità del salto in Serie C. Forti del gemellaggio con il Gozzano puntavamo a ben figurare anche in terza serie. E’ stato un peccato essere la prima delle non ripescate anche perchè i gironi rispetto ai passati campionati sono meno numerosi e su quattro gruppi due sono dispari. Peccato anche perchè in questa estate hanno ripescato veramente poche squadre”.

Come sta crescendo il livello del calcio femminile a tuo avviso?
“Il livello del calcio femminile sta crescendo. Penso, però, si debba e si possa far di più. In Piemonte ci sono ancora troppe poche squadre che cercano di difendersi e stare in piedi nonostante i costi elevati. Diciamo che si vedranno a breve i miglioramenti, ora sempre più bambine iniziano a giocare e hanno sempre più possibilità di farlo vicino a casa o di scegliere. Speriamo che questo movimento sia sostenuto dalla Federazione. Il mondiale in Francia ha dato una grande spinta, e ora più che mai penso sia il momento di investire nei settori giovanili femminili”.

Quali ricordi leghi al mondo del calcio?
“Ho moltissimi ricordi di questi anni insieme alla mia famiglia del Romagnano, a livello calcistico uno su tutti ricordo il campionato vinto nel 2016/2017 un gruppo stupendo che ha lottato insieme per un unico obbiettivo. Forse i ricordi più belli e indelebili sono quelli che mi hanno legato alle mie compagne di squadra che ancora oggi, anche se tante hanno smesso, fanno parte della mi vita, del mio quotidiano. Sono stati tanti sacrifici, tanti chilometri fatti, tante sveglie all’alba per andare a giocare in Friuli o in Trentino in giornata ma la società ASD Romagnano Calcio mi ha dato una seconda casa e non la ringrazierò mai abbastanza. Ora attendiamo che decisione ci riserverà il futuro, potremmo solo migliorare con l’arrivo e l’implementazione di un nuovo staff che insieme a quello già esistente porterà il calcio femminile di tutta la nostra zona credo a un buon livello”.

 

Le Azzurre lasciano il ritiro di Coverciano

Si è svolta questa mattina a Coverciano l’ultima sessione di allenamento delle Azzurre, che oggi pomeriggio partiranno dall’aereoporto di Venezia per Viborg dove le attendono le padrone di casa della Danimarca, già qualificate ad Euro 2022, per la gara in programma martedì 1° Dicembre (ore 17:15 diretta Rai2).

La CT Milena Bertolini ha diramato la lista delle 24 calciatrici che parteciperanno alla trasferta danese. Alia Guagni, Roberta Aprile, Gloria Marinelli, Elisa Polli, Cecilia Prugna e Maria Luisa Filangeri faranno rientro in giornata ai loro club di appartenenza.

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Donatella Novellino, Portogruaro: “Possiamo continuare tranquillamente a stare in Serie C”

Le stagioni da neopromossa riservano sempre degli ostacoli difficili da superare, come sta succedendo al Portogruaro Femminile, club appena arrivato in Serie C. Un solo punto raccolto in tre partite giocate che però non preclude la salvezza per le granata. Le venete hanno ampiamente nelle loro corde posizioni miglior in classifica e la pausa forzata può far bene. Sulla situazione della squadra è intervenuta a “Passione Calcio” Donatella Novellino, attaccante e pilastro della formazione.

“In questa prima parte del campionato non abbiamo dato il meglio di noi”, spiega la classe 92’, “ma in Serie C possiamo starci, tranquillamente. La nostra è una squadra giovane, avevamo bisogno di un periodo di rodaggio. Il Portogruaro non retrocederà, lo prometto”. Parole forti che fanno capire l’attaccamento alla maglia di questa giocatrice.

Con un tuffo nel passato, il capitano fa intendere come sia cambiato il movimento intero con l’ingresso delle grandi squadre maschili. “Ho giocato in Serie A e ai miei tempi era un onore giocare contro il Brescia o la Torres. Ora sono arrivati i grandi club del maschile e penso che sia meraviglioso per una ragazza affrontare Juve, Milan o Roma”.

Con zio e padre calciatori, Donatella non poteva che mettersi gli scarpini e scendere in campo. “Ho giocato a calcio perché non avrei potuto fare altro. Sono nata in una famiglia dove il pallone era sempre in casa”. E neanche l’amore l’ha fatta staccare da questo splendido sport. “Mi sono sposata da un mese. Qualcuno mi dice che è arrivato il momento di allontanarmi dal calcio ma non ci riesco. Per fortuna mio marito è sempre al mio fianco”.

Alia Guagni abbandona il ritiro azzurro per complicanze con il sistema cardiovascolare

La sua assenza nell’andata contro la Danimarca aveva pesato. Come riportato da Aimara G. Gil sul sito https://as.com ora Milena Bertolini dovrà fare ancora una volta a meno del terzino azzurro: Alia Guagni ha infatti lasciato il ritiro di Coverciano ed ha fatto rientro a Madrid dopo sono state rilevate alterazioni cardiache durante l’ultima rifinitura.

La giocatrice dell’Atletico Madrid ha da poco superato il Covid e puntava al ritorno in campo proprio con l’Italia. In questi giorni si stava allenando con le italiane in vista dell’importante prova per le qualificazioni agli Europei. Purtroppo, dopo alcuni test, sono venute fuori delle complicanze con il sistema cardiovascolare. In virtù di ciò, ovviamente il ct non ha potuto inserirla tra le convocate. Si presume che l’appena sorpassato Coronavirus abbia influito molto sulle condizioni della classe 87’, ma i dettagli ancora non sono stati resi noti. La toscana è già di ritorno verso Madrid per iniziare le cure necessarie il prima possibile.

È ancora troppo presto per evidenziare una causa o addirittura una data per il possibile ritorno in campo. Però Alia, tramite i social, è apparsa volenterosa e combattiva come sempre: “Voglia di ripartire, di lasciarmi alle spalle questo periodo complicato e tornare a fare la cosa che mi piace di più in assoluto! C’è una partita importantissima che ci aspetta”, spiega la colchonera. “Purtroppo ancora una volta non potrò dare il mio contributo sul campo per colpa di qualche strascico del Covid. Ma con grande ottimismo verso il prossimo obiettivo!”

Ampliando la visione, emerge come Alia Guagni non sia riuscita ad affermarsi con la maglia dell’Atletico Madrid sempre per questioni extra campo. Per lei appena 78 minuti in due partite dove non ha potuto mettere in mostra le sue enormi qualità.

Auguri di pronta guarigione Alia!

Collaborazione tra 3Team Brescia Calcio e Inter

La 3Team Brescia Calcio ha raggiunto un accordo con l’Inter per l’inserimento nel progetto Inter Grassroots Program.

Il programma, secondo quanto comunicato dalla società biancorossa, riguarderà i settori giovanili, rendendo sempre più stretto il rapporto con l’Inter e i suoi Centri di Formazione, attraverso un costante aggiornamento tecnico, il trasferimento delle metodologie di allenamento, la formazione degli istruttori e lo sviluppo del calcio femminile.

La 3Team ha inoltre annunciato la presenza del logo della società nerazzurra sulle maglie della squadra bresciana.

Photo Credit: Facebook ASD 3Team Brescia Calcio

Delia Di Francesco, Fresa Calcio: “Puntiamo ai primi due posti del campionato”

Nel torneo di Eccellenza abruzzese, di calcio femminile, una delle nuove squadre ai nastri di partenza del campionato è il Fresa Calcio. La squadra di Fresagrandinaria, in provincia di Chieti, sarà guidata da Nello Mazzatenta e vede tra le sua fila il capitano Delia Di Francesco. Abbiamo raggiunto la centrocampista centrale, classe ’84 originaria di Gissi, per qualche battuta sulla realtà abruzzese.

Delia quali esperienze hai maturato prima di questa stagione?
“Mi sono avvicinata al mondo del calcio per puro caso. Spinta a provare da mia cugina Natascha Tarquinio che era già nota in zona perchè molto brava. La mia prima squadra è stata il San Salvo, squadra con cui ho giocato una stagione. Successivamente, dopo aver partecipato a vari tornei estivi, vengo chiamata da una squadra molisana che tramite loro osservatori mi notarono. Inizio con il Montecilfone in Serie C, per passare poi al Bojano in B, con la splendida Daniela Sabatino e tanti altri prodigi, diventato poi Termoli in Serie A2. Dopo qualche anno con l’Ardappio, formazione laziale dove ho giocato causa università, torno in Abruzzo e a Vasto, dove rimango per diverse stagioni. Unico rammarico, visto il mio tour de force, non essere riuscita mai a rispondere alle chiamate per la rappresentativa abruzzese, ma solo quella laziale e molisana”.

Come è andata la scorsa stagione per te e per la squadra del Vasto?
La scorsa stagione è andata benino nonostante qualche piccolo problema. Non avevamo un organico molto folto e in qualche gara, tra assenze varie questo ha pesato. Poi quando stavamo trovando sensazioni migliori è arrivato lo stop”.

Come avete vissuto la fase di stop della scorsa primavera e come state vivendo questa?
Lo stop è stato devastante .Eravamo cariche e volenterose, ma abbiamo dovuto deporre le armi. Oltretutto, essendo amiche anche fuori dallo spogliatoio, avevamo perso un po’ la continuità nei nostri rapporti. Quindi si è pensato bene di non rinunciare alla passione che ci unisce ed abbiamo rimediato con delle partite di calcetto fisse a settimana, per non perdere forma acquisita è l’unione di gruppo. Questa stagione, poi, non ne parliamo. Ad oggi siamo ferme, impossibilitate anche a vederci per una semplice partitella, quindi innegabilmente sentiamo una mancanza incolmabile”.

Quest’anno nuova avventura. che gruppo hai trovato e come erano andati i primi allenamenti?
“Le nostre ambizioni erano in primis rinforzare il gruppo creato dello scorso anno, con in Vasto, aggiungendo qualche elemento in più e riprendere ad allenarci con il massimo dell’entusiasmo. Eravamo intenzionate a partire più forti e competitive rispetto al passato”.

Con quali ambizioni volevate  affrontare il campionato?
“Se non per vincere il campionato, almeno farlo sudare molto alle altre squadre Diciamo che si puntava almeno al secondo posto, con la voglia di lottare per il primo”.

Come reputi il livello del campionato di Eccellenza?
Il livello del campionato è molto cambiato negli anni, a partire dall’ Eccellenza fino ad arrivare alla massima serie. Le squadre trovo che siano meno competitive, nonostante se prese singolarmente ci siano ragazze più forti degli anni scorsi”.

Come sta crescendo il calcio femminile in Abruzzo?
Generalmente non vedo una grande crescita del calcio femminile e probabilmente siamo lontani da poter usare la parola crescita. Sono molto contenta, però, del fatto che sia più visibile ai piani più alti, più seguito e mi auguro riconosciuto. Spero si siano gettate le basi e di vedere presto i frutti”.

Quale reputi il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
“Di ricordi legati al mondo del calcio ne ho moltissimi. Non saprei metterli in scaletta. Dal nascondere nell’armadio leccornie varie durante i duri periodi di ritiro e dieta ferrea agli scherzi alle più grandi. Dalle ansie prepartita ai festeggiamenti passando alla paura all’onore di scendere in campo. Il più bel ricordo forse è legato alle persone che ho conosciuto, a quelle che ti rimarranno sempre dentro, perché gli spogliatoi ti creano un altro mondo. Mi viene in mente anche il 2003, anno nel quale, in un torneo da Isernia, conobbi Patrizia Panico. Ricordo anche i periodi con la Sabatino ai tempi del Bojano. Eravamo in ritiro in albergo e ci mettevano in stanze separate costantemente perché facevamo troppa confusione. In una trasferta le nostre porte dell’albergo erano una di fronte all’altra. Ci accordammo per uscire e quando aprimmo le porte trovammo la dirigente seduta nel corridoio che ci faceva la posta. Bei tempi“.

Lello Carlino, Napoli Femminile: “Non possiamo perdere la Serie A, ci rialzeremo”

Raffaele Carlino, presidente del Napoli Femminile, si è collegato in diretta con Tutto Calcio Femminile su TMW Radio: “Stiamo pagando le conseguenze dell’anno Covid, al di là dei risultati. Difficile parlare di calcio in una pandemia senza precedenti, ma di presidenti come me che ci mettono tanta passione ce ne sono tanti. C’è comunque la voglia di vivere momenti diversi, e un passionale come me fa di tutto per accontentare e soddisfare le ragazze, ora spero che comincino a farlo anche loro con me”.

C’è stato qualche episodio discutibile a sfavore…
“Non vorrei parlare degli arbitri, sette rigori contro e nessuno a favore la dice lungo… Noi comunque non possiamo perdere la Serie A, stiamo provando a correggere qualche errore anche nella campagna acquisti e sono convinto che possiamo fare un bel girone di ritorno”.

Prima o poi giocherete contro la Juve al San Paolo?
“Sarebbe una bella cosa anche per le ragazze e la frustrazione che vivono per via del momento pandemico. Mi auguro davvero di poterle vedere lì, che sia Juve, Inter o Milan… Noi, ricordiamo, assieme al Bari siamo gli unici senza il club maschile alle spalle”.

Il suo progetto di azionariato può essere la spinta decisiva?
“Per combattere i club con le multinazionali alle spalle siamo una ventina di imprenditori napoletani… Noi apprezziamo l’organizzazione della Juventus, sia quella del femminile che del maschile, ma da parte nostra abbiamo un’esperienza che loro non hanno, abbiamo quindici anni di esperienza che a loro mancano e sono queste le cose che ci fanno pensare di poter fare meglio negli anni che verranno”.

Photo Credit: Instagram Raffaele Carlino (@ilpresidente_raffaelecarlino)

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