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Novara Calcio Femminile, sulla Racco 86 Women si è abbattuto un uragano a forza 11

Si è giocata domenica a Novarello-Villaggio Azzurro l’amichevole tra la Prima Squadra Femminile e la Racco 86 Women, formazione militante nella medesima categoria delle azzurre ma nel girone B.

Il film della partita racconta di un Novara dominante dal primo all’ultimo minuto, che non lascia spazio alle avversarie e concretizza ogni occasione. Risultato finale: Novara-Racco 86 11-0. A segno quattro volte Lupi, tre Centrangolo, doppietta per Tumelero ed una rete a testa per Lavarone e Puricelli.

Azzurre straripanti come un uragano inarrestabile che travolge tutto ciò che trova sul proprio cammino. 18 reti realizzate e nessuna subita nelle prime due uscite stagionali.

Domenica ci saranno i tre punti in palio, inizia il campionato, a Novarello arriva la Lascaris. Calcio d’inizio alle ore 17:30, con la speranza che la corsa delle azzurre possa proseguire sulla scia tracciata fin’ora anche nella prima gara ufficiale.

Photo Credit: Novara Calcio Femminile

Sky Sports per i diritti TV della Women’s Super League

La FA Women’s Super League sta subendo un’enorme trasformazione e crescita, sia a livello di gioco che visibilità in questi ultimi anni. Con l’arrivo di stelle internazionali nell’estate 2020, aumenta anche la richiesta di maggiore visibilità delle atlete.
Sarebbe proprio Sky Sports l’ente che si aggiudicherà i diritti per la trasmissione delle partite del campionato della prossima stagione, in sostituzione a BT Sport.

Vi è chiaro interesse da parte dalla FA, inoltre di adottare nuove strategie per incrementare le rendite tramite il supporto degli specialisti di Women’s Sports Group.

L’accordo deve ancora essere ufficialmente chiuso con SKY, ma si ritiene che abbia fatto un’offerta di gran lunga superiore rispetto alle altre emittenti. Con questo si prevede anche che tutte le partite dalla stagione 2021/22 verranno trasmesse. Inoltre, la Women’s Super League ha anche concordato diritti con la NBC per gli Stati Uniti.

In precedenza, la FA non aveva mai tentato prima d’ora di monetizzare i diritti televisivi per la massima serie del calcio femminile in Inghilterra. Dal 2011, vi è sempre stato un tipo di copertura gratuita su BBC e BT Sport con le emittenti che coprono i costi di produzione per raggiungere un pubblico più vasto possibile.

Credit Photo: Pagina Facebook di Chelsea Football Club Women

La Roma Femminile, ambasciatrice Komen Italia, scenderà in campo con una patch sulla maglia per la lotta ai tumori al seno

Il mese di ottobre è il Mese Internazionale della lotta ai tumori del seno e le calciatrici della AS Roma saranno le prime Ambasciatrici della Prevenzione. Il Club AS Roma attraverso la propria fondazione, Roma Cares, ha realizzato una patch dedicata a Komen Italia sulla manica della maglia ufficiale che le calciatrici indosseranno per la prima volta nella gara di sabato prossimo (ore 12:30, stadio Tre Fontane) contro l’Hellas Verona e per l’intera stagione. Il sostegno del club giallorosso proseguirà tutto l’anno attraverso iniziative che coinvolgeranno i canali comunicativi ufficiali, gli AS Roma Store e lo Stadio Olimpico. Le calciatrici della AS Roma scendono in campo per questaimportante campagna di sensibilizzazione che ha come protagonista la “Venere di Botticelli” concessa dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Grazie al Mibact per ogni donazione sarà possibile accedere gratuitamente nei musei statali delle regioni.

Credit Photo: Vocegiallorossa.it

Sandra Paños: il Real Madrid si è rafforzato molto

Sandra Paños Barcellona
Sandra Paños Barcellona

Sandra Paños, portiere della nazionale spagnola e del Barcellona, non vede l’ora che riinizi la Primera Iberdrola. Sarà la prima volta che Real Madrid e Barcellona si affrontano. Sandra segnala che “bisogna essere aggressive e intense sia sulla fase offensiva che difensiva, concentrate tutta la partita e sempre mantenendo la calma. Il Real si è rafforzata molto, sono una squadra nuova e possono fare un buon campionato.”

La giocatrice di Alicante ha dichiarato sul sito ufficiale del Barcellona: “La squadra sta bene, stiamo facendo le cose bene, stiamo seguendo la linea dell’anno scorso. Cercheremo di migliorare i risultati o almeno uguagliarli. Le tifose sanno quanto sforzo stiamo facendo in ogni allenamento per arrivare al meglio all’inizio della Primera Iberdrola”.
Sandra è stata quattro volte nella top 11 della Champions e commenta sull’eliminazione in semifinale “Stiamo stabilendo degli obiettivi sempre più alti. A metà precampionato abbiamo giocato la Champions riuscendo ad arrivare in semifinale. La squadra ha fatto molto bene. Vogliamo essere tra le squadre migliori d’Europa e perciò dobbiamo allenarci tutti i giorni”.
“Ringrazio le compagne perché arrivare ad essere nella squadra ideale della Champions è possibile solo con il lavoro di tutta la squadra. Sono molto felice. Ogni anno mi sento più matura e sto riuscendo a fare interventi sempre più importanti. Ma non ci si può fermare e bisogna continuare a crescere. Noi vogliamo continuare a fare la storia, abbiamo fame di conquistare titoli. Bisogna arrivare il più lontano possibile in tutte le competizioni. Lo scorso campionato è stato strano con questa fine anticipata. Dobbiamo continuare a lavorare perché le avversarie creino poche occasioni.”

Ancora siamo in attesa dell’orario in cui inizierà il match tra Real Madrid e Barcellona, una sfida importante, la prima di questo meraviglioso campionato.

Photo: Sandra Paños, Instagram

 

Laura Tommasella, centrocampista Permac: “Pensiamo alla salvezza, poi potremmo toglierci soddisfazioni. Quest’anno allenerò la Juniores”

Il Calcio Femminile Permac Vittorio Veneto è una società calcistica nata nel 1982 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Per anni ha militato nei campionati femminili di secondo livello, come la A2 e la B, e nel 2014/15 ha ottenuto la storica promozione in Serie A.
Quest’anno ha deciso di ripartire dal girone di Serie C, e vuole provare a riprendersi la cadetteria: per questo, e molto altro, ci siamo rivolti a Laura Tommasella, centrocampista e una delle bandiere delle mafaldine.

Laura come ti è entrata la passione per il calcio?
«La passione per il calcio l’ho respirata in famiglia fin da piccola, ho iniziato a giocare da subito, sia nel giardino di casa sia nel campetto poco distante. Il mio tempo libero durante i pomeriggi era quasi esclusivamente dedicato a questo sport».

Per quel ruolo a chi ti sei ispirata?
«Il ruolo che mi era stato affidato inizialmente (nel periodo della categoria esordienti) era quello di attaccante, poi col passare del tempo la mia posizione in campo si è evoluta naturalmente grazie alle mie caratteristiche tecniche e fisiche nel ruolo di centrocampista centrale o mediano».

Com’è iniziato il tuo percorso calcistico?
«Il mio percorso è iniziato nella squadra della mia città, San Donà di Piave, attraverso la trafila delle categorie giovanili, poi già dai 14 anni sono approdata in serie B al Vittorio Veneto e da lì a Tavagnacco in serie A e Pordenone in serie A e B. Da 4 anni a questa parte sono ritornata a giocare qui a Vittorio Veneto».

Per dieci anni sei stata un punto di riferimento del Tavagnacco: elencaci i tuoi tre momenti top con la maglia gialloblù.
«A Tavagnacco ho vissuto molte stagioni intense e appaganti, ho conosciuto molte persone con cui mantengo tuttora buoni rapporti e che mi hanno trasmesso molto sia a livello umano che professionale. I tre momenti che ricordo con più grande piacere sono: la vittoria della Coppa Italia in finale contro il Verona nel 2012, la partecipazione alla Uefa Women’s Champions League contro la squadra svedese del Malmö e, personalmente, il gol contro il Brescia con un tiro dalla distanza che ci permise di pareggiare e mantenere la testa della classifica nello scontro diretto in campionato».

Sei stata a tre stagioni col Pordenone: quali sono stati, con le ramarre, i ricordi più belli?
«A Pordenone ero fra le giocatrici più esperte, il primo anno in serie A ci siamo tolte delle belle soddisfazioni arrivando settime in campionato (in squadra c’erano anche le sedicenni Boattin e Giugliano), il secondo anno purtroppo, a causa di un ridimensionamento societario e alla retrocessione di 6 squadre sulle 14 partecipanti, siamo state catapultate in serie B. È stata comunque una felice parentesi che porterò nel cuore».

Nel 2016 decidi di ritornare al Permac: perché hai deciso di tornare a casa?
«Ho deciso di ritornare al Permac grazie alla buona impressione che mi ha fatto la società, sia per le idee sul futuro sia per i progetti concreti che aveva in serbo. Appena arrivata mi sono sentita come a casa, sia grazie ai dirigenti sia grazie alle compagne che mi hanno da subito fatto sentire parte del gruppo».

Passiamo alla scorsa stagione, dove prima siete partite bene, ma poi siete calate: cosa è successo?
«La scorsa stagione siamo partite a razzo, con tre vittorie nelle prime tre gare. C’era molto entusiasmo e grande impegno e professionalità. Dopo il primo periodo però sono iniziati ad arrivare alcuni infortuni e qualche pecca di inesperienza ed i risultati sono venuti a mancare per un bel po’. Prima dell’interruzione, a causa del lockdown, avevamo iniziato ad ingranare di nuovo la marcia giusta però effettivamente non abbiamo potuto proseguire e quindi verificare realmente come sarebbe potuta finire la stagione».

A fine febbraio è arrivato il Covid che ha purtroppo strappato persone importanti in casa Permac.
«La nostra società è stata purtroppo colpita duramente dal Covid, abbiamo perso tre figure di riferimento del nostro organigramma. La decisione di autoretrocedere la squadra in serie C è stata quindi quasi necessaria».

Le mafaldine si sono per l’appunto autoretrocesse in C, ma tu hai deciso di rimanere: quali sono i motivi di questa decisione?
«Inizialmente avevo deciso di smettere di giocare, lasciando spazio alle giovani leve di farsi le ossa”. A preparazione già iniziata però ho ricevuto la richiesta di poter tornare in gruppo per trasmettere un po’  della mia esperienza in campo. Dopo averci pensato per qualche giorno ho deciso di accettare, ed ora eccomi qui ancora in campo ad allenarmi con le altre».

Quali sono gli obiettivi del Permac 2020/21? Che messaggio vuoi dare alla squadra?
«Gli obiettivi della società sono primariamente di far crescere un gruppo di giocatrici giovani affinché in futuro possano maturare su vari livelli. Per quanto riguarda la classifica l’obiettivo primario è la salvezza, ma credo che se continuiamo con il lavoro che abbiamo fatto finora, con lo stesso impegno, potremmo toglierci anche altre soddisfazioni».

Come sarà il prossimo girone B di Serie C?
«Il nostro girone di serie C credo abbia squadre più e meno esperte, abbiamo già avuto qualche riscontro durante le prime partite di coppa Italia. Immagino che le squadre trentine e lombarde siano le più attrezzate però dovremo fare attenzione a tutte per non avere rimpianti o lasciare qualcosa di intentato».

Come lo stai vedendo il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile in Italia si sta sviluppando soprattutto grazie alle società che hanno la possibilità di avere alle spalle le squadre professionistiche maschili, in questo contesto ci sono più risorse ed organizzazione in modo da poter lavorare con più professionalità e tranquillità».

Secondo te è giusto portare il professionismo nel 2022?
«Secondo me è giusto che il professionismo sia portato anche nello sport femminile affinché tutte le atlete possano avere le giuste tutele di cui al momento non possono usufruire. In fin dei conti anche chi pratica sport svolge una professione e per questo necessita di tutte le tutele che un lavoratore ha».

Come sei fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una persona alla mano, metto impegno su tutto quel che faccio e cerco di essere sempre disponibile se qualcuno mi chiede una mano».

Quali sono i tuoi progetti futuri in ambito professionale e personale?
«Per quanto riguarda il futuro, ho frequentato il corso UEFA B e attendo di dare gli esami dopo il tirocinio obbligatorio, quest’anno inoltre alleno anche la squadra Juniores nella mia società e spero che questo ruolo possa darmi col tempo delle soddisfazioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Femminile Permac Vittorio Venero e Laura Tommasella per la disponibilità.

Photo Credit: Calcio Femminile Permac Vittorio Veneto

Stephanie Ohrstrom, Fiorentina Femminile: “La fascia di capitano è un onore. Siamo una squadra forte”

Il portiere della Fiorentina Femminile, Stephanie Ohrstrom, ha rilasciato alcune dichiarazioni al media ufficiale del club. Nel corso del suo intervento, la calciatrice svedese ha annunciato la scelta del gruppo di eleggerla nuovo capitano dopo l’addio di Guagni. Toccherà quindi all’estremo difensore assumere la leadership della formazione gigliata. “La fascia è un onore, ma include anche grandi responsabilità – dice Ohrstrom – spero di fare bene. Siamo un gruppo molto unito e non soltanto io ma anche Adami, Tortelli e Sabatino sono degli esempi“.

Nelle passate giornate di campionato, abbiamo visto la fascia di capitano emigrare sulle braccia di Greta Adami e Alice Tortelli. Qualora la scandinava non scenderà il campo toccherà a una di loro guidare il gruppo. “Ci aiutiamo tra di noi e diamo una mano anche al mister e allo staff“. La lungodegenza dai campi di calcio a causa della pandemia non sembra aver scalfito più di tanto l’ambiente viola. “Quando ci siamo ritrovate abbiamo subito intravisto la possibilità di far bene e disputare un gran bel campionato. La vittoria importantissima contro l’Inter lo ha dimostrato“.

E a proposito del Sassuolo, prossimo avversario delle ragazze di Cincotta, Ohrstrom evidenzia: “E’ una squadra forte. Si è rinforzata molto anche con alcuni nostri ex elementi. Hanno sicuramente del potenziale per metterci in difficoltà. Noi facciamo un po’ di fatica in trasferta ma giocheremo alla nostra maniera per vincere. Mi dispiace molto per Alice (Parisi) perché stava facendo molto bene. Spero di ritrovarla presto in campo“, conclude.

L’atleta indirizza poi qualche battuta anche sui tifosi e sulla questione degli stadi vuoti: “amiamo i nostri tifosi. Ci stanno sempre vicini sia nei momenti belli che in quelli brutti. Speriamo di tornare a giocare con loro sugli spalti perché ci spingono davvero tanto ad andare avanti“. Chiusura con la prossima Uefa Women’s Champions League che vedrà le viola nuovamente partecipanti: “E’ un competizione difficilissima. Le altre squadre si sono rinforzate molto. Noi siamo un gruppo con una buona esperienza ma dipende anche da cosa ci riserverà il sorteggio. Andremo in Europa per imparare dagli altri e giocare il nostro calcio, di sicuro abbiamo molte potenzialità“.

Pablo Wergifker, Riozzese Como: “Obiettivi? Conquistare la serie A. Faccio un grosso in bocca al lupo al d.s. D’Ingeo”

Il campionato di serie B femminile è fermo per via degli impegni di Coppa Italia, però si preannuncia un campionato davvero incerto per il vertice. Livello alto delle compagini e perciò è troppo presto per fare previsioni. La Riozzese Como ha voglia di riscatto dopo la sconfitta beffa contro il San Marino Accademye ilnapolionline.com ha intervistato il mister Pablo Wergifker .

Analizzando la sfida di domenica contro il San Marino Accademy, secondo lei che cos’è accaduto nella ripresa, da 3-0 a 3-4?
“E’ stata una partita strana, nel senso che nel primo tempo siamo state avanti per 3-0, ma potevamo fare ancora più reti, mentre nella ripresa le nostre avversarie hanno messo in campo molte titolari. Abbiamo subito due reti da calcio piazzato, un’autorete e un gol nel recupero della ripresa. La differenza di categoria alla lunga ha pesato, così come l’intensità che è stata netta. Nel complesso sono contento della prestazione delle ragazze, meno il risultato, ma l’importante è avere il giusto atteggiamento da qui a fine stagione”.

Vista la rosa che è stata costruita quest’estate dalla società, l’obiettivo è di raggiungere la serie A quest’anno o dalla prossima stagione?
“Il club ci ha chiesto di ottenere la serie A già da questa stagione e noi cercheremo di ottenere il massimo possibile. Purtroppo a Perugia si è perso a tavolino per un errore nel numero dei cambi, peccato perché avremmo avuto sei punti, ma la strada è quella giusta. Sono arrivate Michela Franco dalla Juventus, anche Gelmetti, Federica Russo e Cavicchia che hanno conquistato la serie A lo scorso anno. Senza dimenticare Rognoni, capocannoniere la scorsa stagione in B, Vergani, Alice Cama e tante altre che possono essere importanti per la stagione. L’obiettivo è scendere sempre in campo con il giusto atteggiamento e con l’augurio di raggiungere il traguardo che ci siamo prefissati ad inizio stagione”.

Lei è argentino e le vorrei chiedere se del calcio italiano ha degli idoli che ha da sempre ammirato del suo paese.
“Oltre a Maradona che da sempre è stato un mito per tutti quelli che amano il calcio, io le posso dire che ne ho avuti tre. Il primo è Pablo Pasculli che ha giocato a Lecce, il secondo è Sergio Battista campione del Mondo con l’Argentina e infine Esteban Cambiasso. Entrambi siamo nati nello stesso paese, è un amico e lo stimo davvero tanto, come calciatore e come uomo”.

Il calcio argentino femminile in questi anni si è sviluppato come nel maschile?
“Sì, assolutamente. Da quest’anno c’è la regola delle sei calciatrici professioniste, un passo importante per rendere il movimento in Argentina competitivo. Le squadre che vanno per la maggiore sono certamente il Boca Juniors e il River Plate, anche a livello di settore giovanile. Sono contento che si stia sviluppando il calcio dalle mie parti e questo potrebbe essere un fattore positivo, perciò va bene così”.

Vive da anni in Italia e le vorrei chiedere se ha notato anche qui i tanto agognati progressi?
“Direi di sì, nel senso che si comincia a parlare di professionismo, anzi. Dal 2022/23 il calcio femminile farà questo importante passaggio per la crescita del movimento. Senza dimenticare che i presidenti dei club femminili, compreso il nostro, stanno facendo di tutto per rendere il tutto più competitivo possibile. Basti vedere che la serie B di quest’anno è molto incerta e non facile fare previsioni”.

Infine aspettative sulle prossime gare di campionato e sul livello della serie B di quest’anno?
“Sulla serie B di quest’anno sono d’accordo con lei che è una sorta di A2 visto le squadre che ne fanno parte. C’è la Lazio che ha vinto alla grande, anche se ha pareggiato alla seconda. Ci sono Brescia, Tavagnacco, Cittadella e non solo che sono certamente forti. Noi cercheremo di dire la nostra in tutte le gare, per lottare per i primi posti. Sulle prossime sfide giocheremo in trasferta come lei ha sottolineato a Pontedera e Lazio, dovremo dare il massimo in queste due gare e cercando di fare il massimo possibile per restare nelle prime posizioni. E’ ancora presto fare previsioni, si deve dare sempre il massimo e a fine anno si tireranno le somme”.

Lei è stato all’Inter femminile, ma conosce l’attuale d.s. del Napoli D’Ingeo. Un pronostico sulla sfida di sabato al “Brema” di Barra?
“Non me la sento di fare un pronostico, all’Inter ho lasciato il cuore ed è una squadra che mi ha dato tanto. Mentre il Napoli c’è D’Ingeo che è una persona che stimo, un amico e non sta passando un momento facile. Per sabato mi auguro che sia una bella partita, ma auguro al Napoli di riscattarsi, perché alla lunga chi lavora bene, otterrà sempre il massimo possibile”.

Credit Photo: Facebook Riozzese Como

Bologna Femminile, finalmente si parte!

All’inizio dell’estate ci era arrivata l’indiscrezione, poi divenuta certezza, che dopo il settore giovanile il Bologna F.C. 1909 avrebbe preso in gestione anche la prima squadra di calcio femminile, rilevando le giocatrici ed il titolo sportivo dell’ASD Bologna F.C. 1909 Femminile, prendendo finalmente sotto la propria ala l’ultimo tassello del settore in rosa.

Una buona notizia che faceva finalmente approdare la società di Saputo nel mondo del calcio femminile con la speranza di vedere crescere, magari ancora lentamente ma con costanza, la formazione bolognese che nel passato campionato si era salvata nel campionato di Serie C, mostrando alcune giovani interessanti ed un discreto gioco, ma altrettante lacune. Purtroppo i tempi tecnici si sono dilatati in maniera eccessiva, come solo in Italia può accadere, ma in data 18 Settembre la FIGC ha pubblicato il comunicato ufficiale con cui viene passato il titolo sportivo dell’ASD Bologna F.C. 1909 Femminile al Bologna F.C. 1909 Spa.

Un passaggio che finalmente ha tolto dall’impasse la squadra che senza questa formalità non aveva potuto ancora ritrovarsi ed iniziare la preparazione, se non con allenamenti da remoto, di quelli che abbiamo imparato a conoscere con questa pandemia. Il primo allenamento in presenza e con tutte le ragazze disponibili è avvenuto mercoledì 24 Settembre, presso l’impianto sportivo di Granarolo dell’Emilia. Nonostante la buona volontà di staff tecnico e giocatrici, impossibile pensare che non vi sia un po’ di ritardo nella forma atletica, cosa abbastanza problematica perché oggi (domenica 27/9) il Bologna Femminile sarebbe stato atteso alla prima gara ufficiale in Coppa Italia. Fortunatamente la partita del Girone 9 è stata spostata, in teoria a settimana prossima. Ma a prescindere dalla Coppa Italia, che non è una priorità per la società, il campionato inizierà l’11 Ottobre ed a quel punto non si potrà più scherzare, anche perché al “pronti via” le rossoblù giocheranno contro il Sassari Torres, formazione decisamente ben attrezzata.

Buona notizia è la conferma del tecnico Michelangelo Galasso, che nella scorsa stagione aveva fatto un buon lavoro, aiutando la squadra a migliorare partita dopo partita, e la differenza tra inizio e fine stagione era stata ben visibile. Verrà quindi data continuità ad un progetto tecnico abbastanza chiaro, che puntava alla crescita delle giocatrici provenienti dalle giovanili rossoblù. Tra le giocatrici confermata la presenza di Alice Magnusson, la fidanzata di Mattias Svanberg, che era arrivata a Gennaio ed aveva dovuto interrompere la propria avventura in rossoblù dopo tre gare, in cui aveva però dimostrato di poter essere un valore aggiunto per la squadra, nonostante la giovane età e la necessità di migliorarsi ancora. La svedese sarà quindi una delle più attese alla ripartenza ufficiale.

Come detto, anche in questa stagione 2020/21 il Bologna è inserito nel Gruppo C della Serie C femminile, di cui vi trascriviamo l’intero calendario.

Giornata 1 – 11/10/2020 – 17/01/2021
Bologna – Sassari Torres

Giornata 2 – 18/10/2020 – 24/01/2021
Riccione – Bologna

Giornata 3 – 25/10/2020 – 14/02/2021
Bologna – Civitanova

Giornata 4 – 8/11/2020 – 07/03/2021
Aprilia – Bologna

Giornata 5 – 15/11/2020 – 21/03/2021
Bologna – Cella

Giornata 6 – 22/11/2020 – 28/03/2021
Filecchio – Bologna

Giornata 7 – 13/12/2020 – 02/05/2021
Bologna – Roma Decimoquarto

Giornata 8 – 06/12/2020 – 18/04/2021
Spoleto – Bologna

Giornata 9 – 13/12/2020 – 02/05/2021
Bologna – Jesina

Giornata 10 – 20/12/2020 – 09/05/2021
Bologna – Pistoiese

Giornata 11 – 10/01/2021 – 16/05/2021
Arezzo – Bologna

Credit Photo: 1000cuorirossoblu.it

Nicola Crisano è il nuovo direttore generale del Napoli Femminile

È Nicola Crisano il nuovo direttore generale del Napoli Femminile. L’esperto manager sportivo napoletano torna a lavorare con il presidente Carlino dopo l’avventura di Ischia (con la promozione nei professionisti del club isolano). Crisano vanta anche una esperienza negli States con il Miami United, è stato osservatore per il Torino ed ha lavorato in passato – tra le altre – con realtà prestigiose del calcio campano quali Giugliano e Procida.

“Sono contento di tornare a fare calcio con il presidente Carlino – ha spiegato Crisano – per di più in una realtà giovane e intrigante quale il Napoli Femminile. Ci struttureremo per l’ormai imminente passaggio al professionismo cercando di rendere questo club una vera e propria eccellenza della nostra città”.

#WeAreNapoli

Photo Credit: Napoli Femminile

“Pensavo che il principale obiettivo negli sport femminili fosse l’equal pay. Mi sbagliavo”

C’è un famoso articolo di Anya Alvarez, pubblicato sul The Guardian, che titola: “Pensavo che il principale obiettivo negli sport femminili fosse l’equal pay. Mi sbagliavo”.
In modo molto brillante la giornalista dimostra che l’obiettivo principale delle rivendicazioni sull’eguaglianza di genere nello sport debba avere a che fare con gli investimenti in marketing e promozione: “There is systematic sexism in sports that leads to unequal pay, which starts with how women are marketed by their own leagues” (“C’è un sessismo sistematico nello sport che porta a una retribuzione ineguale, che inizia con il modo in cui le donne sono commercializzate dai propri campionati”).

Quello che dice Alvarez è una sacrosanta verità: la battaglia per il professionismo sportivo femminile passa attraverso la sostenibilità economica dello sport praticato da donne. E non ci sarà nessuna sostenibilità economica senza un importante investimento in politiche culturali e commerciali legate alla promozione delle sportive e delle competizioni femminili.

In parole povere, la battaglia per il professionismo femminile passa attraverso la qualità del marketing, intendendo il marketing non come una serie di tattiche pubblicitarie ma, piuttosto, come “l’atto di far accadere il cambiamento”.

Con la rubrica #versoilprofessionismo ci interessa dunque portare alcuni argomenti di riflessione sul marketing che sta sorgendo attorno al calcio femminile.
Oggi inizieremo con una campagna prodotta dall’agenzia di comunicazione WE RAD, che aveva proprio le nostre giocatrici come protagoniste.

La visione del progetto proponeva uno storytelling rivolto al mondo del fashion facendo posare le nostre giocatrici all’interno del campo sportivo con una selezione di abiti di Gucci tratti dalla collezione Guccify.

L’idea della Responsabile Comunicazione Martina Pierozzi, realizzata insieme all’art director Bianca Borri e supportata dalla stylist Elisa Sedoni, era quella di arricchire la visione portata avanti per Gucci da Alessandro Michele, con la quale il brand è diventato sinonimo di rottura dei canoni tradizionali di moda e di bellezza.

La campagna mira a mostrare una donna a suo agio sia col vestito da sera che col vestito da calcio. Una donna che si sottrae agli stereotipi attraverso una riflessione su cosa voglia dire “forza” e “sicurezza di sè”.

Quello che ci sembra interessante in questa campagna è la capacità di mettere in evidenza un tema fondamentale: nelle battaglie che le sportive stanno sostenendo per l’eguaglianza dei diritti è contenuta una potente rivendicazione culturale.
Essere atleta può voler dire doversi necessariamente sottrarre agli stereotipi sulla “femminilità”. Per un’atleta è chiaro che essere donna può essere differente da essere stereotipatamente “femminile”. Le due cose non coincidono affatto. La “femminilità” non esaurisce assolutamente il campo dell’essere donna, che si realizza nella voglia di vestirsi in un certo modo quanto nel piacere di giocare su un campo di terra.

Questo ci sembra un bell’esempio di marketing legato alle calciatrici.

#changethegame
#losportpuòcambiareilmondo
#DonnaeAtleta

Credit Photo: Florentia San Gimignano 

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