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Si infiamma il calciomercato in Spagna: Tessa Wullaert corteggiata dall’Atletico Madrid, Ona Battle sempre più verso il Real Madrid

Il campionato spagnolo è stato dichiarato concluso, ma ciò non toglie che le squadre non possano continuare la loro caccia al miglior talento per migliorarsi stagione dopo stagione. Ed ecco che la compravendita sta facendo faville in Spagna. Ma andiamo a vedere come si stanno muovendo i vari club.

Si parte dal Barcellona, neo campione di Spagna e che in rosa vanta già giocatrici del calibro di Asisat Oshoala e Lieke Mertens che rappresentano solo due della miriade di talenti che possiede la società blaugrana, sia in prima squadra che nel vivaio. Squadra che vince non si cambia e quindi non si registrano grandi operazioni da e per Barcellona, se non un leggero interesse per la centrocampista classe 99 Damaris Egurrola, prodotto del vivaio dell’Athletic Bilbao con cui ha esordito in Primera Division già all’età di 16 anni dimostrando grande padronanza del ruolo e sicurezza nei propri mezzi.

La grande sconfitta dell’ultima stagione in Spagna è sicuramente l’Atletico Madrid che dopo i tre titoli consecutivi puntava a calare il poker ma si è messo di mezzo il Barcellona schiacciasassi dell’ultima stagione. Sconfitta ricevuta non tanto per i demeriti delle colchoneros ma la dirigenza blanca y roja è corsa subito ai ripari per tornare a dominare in Spagna e continuare ad ottenere buoni risultati anche in Europa. Sicuramente le partenze di Olga Garcia, che andrà in scadenza di contratto senza rinnovare, e soprattutto quella di Sari Van Veenendaal, la saracinesca olandese tornata in patria al PSV, la società ha deciso di puntare molto sui rinforzi per l’attacco ed ecco che escono fuori i nomi di Tessa Wullaert, simbolo del calcio femminile belga e perno offensivo del Manchester City, e di Nahikari Garcia, attaccante della nazionale spagnola cresciuta nel Real Sociedad. Da non tralasciare l’interesse per Alia Guagni che sembra più un sogno che una solida realtà.

Si passa al Levante, terza classificata che ha rispecchiato pienamente quanto ciò di buono fatto vedere nella scorsa stagione. Se la riconferma è ottima, la dirigenza delle Granotes vuole andare a disturbare le due regine del campionato. Rispetto alla scorsa stagione, il divario si è assottigliato e pure di parecchio (i punti di differenza alla fine della stagione 2018/2019 erano 21, mentre ora sono solo 5) ma non bisogna adagiarsi sugli allori date le numerose partenza che hanno scosso il mondo calcistico spagnolo. Ben sei giocatrici hanno deciso di non rinnovare il contratto tra le quali pedine importanti come Maitane Lopez e Marta Corredera, non tenendo conto dei due ritiri di Sonia Bermudez e Laura Gutierrez. Nel frattempo al Levante è già arrivata Sandie Toletti, colpo internazionale proveniente dal Montpellier ed ex grande promessa del calcio francese; negli anni ha un po’ perso il lustro di un tempo ma che al Levante può trovare una seconda giovinezza grazie al progetto ambizioso della società. Si registrano forti interessi per Teresa Abelleira, giovane promessa del Deportivo Abanca e contattata dal nuovo Real Madrid, Aldana Cometti, centrale difensivo d’esperienza del Siviglia, e Carol Fèrez del Valencia.

La grande favola di questa stagione è stata indubbiamente la neopromossa Deportivo Abanca che, nonostante la provenienza dalla Segunda Division, ha piacevolmente sorpreso il panorama spagnolo mettendo in campo un ottimo stile di gioco coniugando grande cattiveria agonistica ad un sistema fluido di passaggi veloci. Il problema più grande è stata la difesa che è la quinta peggiore del campionato; i 38 gol subiti hanno precluso molti sogni delle Blanquiazules. Depor che è stata anche una delle prime squadre a buttarsi nella mischia del calciomercato andando ad assicurarsi le prestazioni del portiere costaricense Noelia assicurarsi le prestazioni del portiere costaricense Noelia Bermùdez. Dall’Alajuense, ex squadra della Bermùdez, è stata pescata anche Stephanie Blanco. Deportivo che però ha perso pezzi importanti come la giapponese Yamamoto e Miralles. Di interessi per giocatrici nello specifico per ora non ne sono venuti fuori ma se si continua su questa via sarà difficile riconfermarsi il prossimo anno.

Bisogna assolutamente anche analizzare la situazione dell’Athletic Bilbao. Una delle squadre storiche della Primera Division ed una della prime squadre maschile ad investire nel femminile che, dopo la gloria nei primi anni 2000 ed il titolo nella stagione 2015-2016, ha sempre fallito il passo importante per affermarsi anche nel calcio femminile attuale nonostante la proprietà di grandi esponenti del calcio femminile spagnolo con Yulema Corres e Maite Oroz su tutte; quest’ultima corteggiata anche lei dal Real Madrid. Bisogna tenere a mente che, come per il maschile, le giocatrici dell’Athletic Bilbao sono tutte provenienti dalla regione basca della Spagna; filosofia famosa ed ammirata in tutto il mondo volta a valorizzare i giovani talenti del posto. Un primo rinforzo è arrivato con Amaia Peña dal Pitt Panthers ma ovviamente on è quel colpo che ti fa fare il salto di livello. Ed infatti gli osservatori del Bilbao più di una volta hanno fatto visita agli impianti di Zubieta del Real Sociedad visionando soprattutto Adriana Nancleres, portierina classe 2002 che si è messa in mostra con la Primavera, ed Elena Lete, sempre proveniente dal Real Sociedad.

Real Sociedad che in campionato si è dimostrata una squadra da metà classifica senza troppe pretese se non quella di rimanere in Primera Division offrendo il miglior gioco possibile nonostante la storica vittoria della Copa de la Reina del 2019. Gioco che stava iniziando a carburare con Gonzalo Arconada ma il tecnico spagnolo ha deciso di non rinnovare il contratto che scadrà il 31 luglio 2020. Questa è stata l’unica perdita dei baschi che hanno dimostrato un grande interesse per due giocatrici in particolare: Esther Martìn, dove dovrà combattere la concorrenza di Valencia ed Espanyol, e Amaiur Sarriegi, centrocampista classe 2000 dei corregionali dell’Athletic Bilbao

Non si può non citare la vera protagonista di questa sessione di calciomercato: il neonato Real Madrid. Florentino Perez punterà  molto sulla sua potenza economica per entrare prepotentemente nel calcio femminile. L’esodo di giocatrici dal Levante si dice che sia proprio per una grande offerta del Real ed ecco che le varie Andrès, Navarro e Lopez sono pronte ad indossare la camiseta blanca madridista. Dal Levante potrebbe arrivare anche Ona Battle, terzino dagli ampi margini di miglioramento che tutta la Spagna vuole. Il Real Sociedad potrebbe anche essere un’altra squadra che riserverebbe alla squadra della capitale con le probabili cessioni di Marta Cardona e Lucìa Rodriguez. La ciliegina sulla torta sarebbe un acquisto dai rivali di sempre: Kheira Hamraoui, centrocampista francese dalla grande esperienza ed abituata a portare maglie importanti, è in completa rottura con la società blaugrana dato lo scarso minutaggio riservatole.

Credit Photo:Profilo Instagram Barcelona Femenino

NWSL annuncia la Challenge Cup 2020 presentata da P&G e Secret

La National Women’s Soccer League ha annunciato che la NWSL Challenge Cup 2020 presentata da P&G e Secret segnerà il ritorno all’azione per tutte e nove le squadre del campionato di NWSL. Il torneo di 25 partite inizierà il 27 giugno 2020 allo Zions Bank Stadium di Herriman, nello Utah. Mentre gli spettatori non saranno presenti, i fan possono prendere parte all’edizione tramite CBS All Access con la partita di apertura, in diretta anche su CBS.

Oltre agli sponsor P&G e Secret, il campionato ha anche annunciato una nuova partnership pluriennale con Verizon, un altro punto di riferimento nel continuo successo commerciale della NWSL. Infine, Budweiser che è sponsor ufficiale della NWSL dal 2019 e sostenitore della squadra nazionale femminile degli Stati Uniti da oltre tre decenni.

Il formato del torneo includerà le nove squadre della lega che giocano ciascuna quattro partite nei turni. Le prime otto squadre passeranno ai quarti di finale, diventando così a eliminazione diretta. Le semifinali e la finale presentate da Budweiser si giocheranno al Rio Tinto Stadium di Sandy, nello Utah, con la partita del campionato prevista per il 26 luglio 2020, dove verrà annunciato anche il MVP Award del torneo assegnato da Budweiser.

L’apertura del torneo e la finale andranno in onda su CBS e verranno trasmesse in streaming sul servizio di abbonamento CBS All Access. Tutte le altre partite saranno in diretta su CBS All Access negli Stati Uniti e in Canada e andranno in onda su CBS Sports Network. I fan al di fuori degli Stati Uniti e del Canada possono trasmettere in streaming l’intero torneo su Twitch. Gli spettatori non saranno ammessi nelle strutture di gioco.

“Mentre il nostro paese inizia a riaprire in sicurezza e adattarsi alla nostra nuova realtà collettiva e con il supporto entusiasta delle nostre giocatrici, proprietari, nonché dei nostri nuovi e attuali partner commerciali, la NWSL è entusiasta di riportare il calcio professionistico negli Stati Uniti, ha dichiarato la Commissaria NWSL Lisa Baird. “Questo entusiasmante torneo di un mese mostrerà le giocatrici di talento della nostra lega e fornirà ai nostri fan il tipo di intrattenimento di livello mondiale che si aspettano dalla NWSL“.

“La NWSLPA (National Women’s Soccer League Players Association), lavorando a stretto contatto con la NWSL, è entusiasta di offrire alle atlete l’opportunità di tornare allo sport, garantendo allo stesso tempo compensi e altre necessità per assicurarsi che le preoccupazioni, il feedback e la sicurezza delle giocatrici siano in prima linea in tutte le conversazioni”, hanno affermato Yael Averbuch e Brooke Elby direttori esecutivi NWSLPA“Mentre i piani per il torneo si svolgevano, era nostra priorità come NWSLPA proteggere le calciatrici e riteniamo che NWSL condivida questi valori”.

P&G è orgogliosa di supportare le atlete di classe mondiale della NWSL. Di fronte alle ulteriori sfide legate alla competizione in questi tempi unici, siamo lieti di aiutarli a dare vita a questo torneo innovativo e dare maggiore visibilità a queste giocatrici e squadre d’élite”, ha dichiarato Janet Fletcher, Director Sports Marketing, P&G. “Come sostenitrice di lunga data dell’uguaglianza di genere e sostenitrice della parità retributiva delle donne nello sport e non solo, il nostro team di marchi di deodoranti segreti si impegna a continuare i nostri sforzi per aiutare le donne negli avanzamenti sportivi senza dover sudare gli ostacoli sul loro cammino.”

“Gli sport sono una parte così grande della nostra cultura e ci danno un senso di connessione, qualcosa che tutti noi bramiamo in questo momento”, ha dichiarato Marissa Weseloh, Director of Strategic Sponsorships, Verizon. “La collaborazione con la National Women’s Soccer League ci consente di entrare in contatto con la comunità calcistica in modo significativo mentre lo sport continua a crescere”.

Questo torneo di tipo internazionale consente al campionato di tornare in campo in sicurezza e sarà ospitato da Dell Loy Hansen, proprietario dello Utah Royals FC, che ospiterà tutte le esigenze di alloggio, allenamento e competizione per le nove squadre del campionato e creerà un “NWSL Village” per controllare il più possibile l’ambiente.

“Con gli sforzi dei nostri lavoratori in prima linea, l’adozione precoce da parte del nostro stato di misure preventive e le nostre strutture presso la Real Academy di Zions Bank, lo stadio Rio Tinto e l’America First Credit Union Field, Utah è preparato in modo univoco per ospitare le nove squadre del NWSL e organizza un torneo eccezionale”, ha detto Hansen. “Con il pieno supporto del Governatore e degli esperti medici della nostra comunità, siamo entusiasti di portare il torneo nello Utah”.

Sotto la guida del governatore dello Utah Gary Herbert, lo Stato dello Utah e i suoi cittadini hanno elogiato i loro sforzi per la salute pubblica, facendo dello Utah un ospite ideale per un evento con le dimensioni e la portata della NWSL Challenge Cup del 2020 presentata da P&G e Secret. Il commissario Baird e Hansen hanno incontrato il governatore Herbert, il tenente governatore Spencer Cox, la Commissione sportiva dello Utah e funzionari sanitari locali e tutte le parti hanno approvato con entusiasmo la strada da seguire.

“Lo Utah è la patria di forti sistemi sanitari e professionisti medici dedicati – e la salute pubblica e la sicurezza sono sempre una priorità per le nostre comunità. A causa di questi fattori, credo che il nostro stato sarà un ottimo posto dove la National Women’s Soccer League ospiterà la sua competizione nel 2020″, ha dichiarato il Governatore Herbert.

La Task Force medica della NWSL, composta da un medico di squadra di ciascuna delle nove squadre della lega, ha lavorato instancabilmente nelle ultime nove settimane per sviluppare protocolli medici e test approfonditi per garantire l’ambiente più sicuro per un ritorno al gioco e alla competizione. Ogni atleta, ufficiale e membro dello staff essenziale sarà testato 48 ore prima della partenza per lo Utah e all’arrivo e sarà soggetto a test, letture della temperatura e revisione dei sintomi coerenti durante il loro soggiorno nello Utah.

Credit Photo: https://www.nwslsoccer.com/

Ludovica Mantovani, FIGC: “Le donne nel pallone vi sorprenderanno”

Ludovica Mantovani, dallo scorso settembre presidente della divisione calcio femminile della Figc, ha parlato a Il Giornale, della crescita delovimemto: 

«Auspico un rapido ritorno in campo non ci saranno danni permanenti. Eravamo un movimento in ascesa e torneremo a crescere. »

Primo passo per il rilancio, il ritorno in campo anche vostro
«Stiamo lavorando ad un protocollo ad hoc, il che non significa diverso dal punto di vista della sicurezza ma adattiamo ai nostri bisogni le linee sanitarie in vigore per i club maschili. Verrà redatto, valutato dal cts e poi sottoposto al ministro, esattamente come quello maschile».

Intanto, dal clamore al silenzio.
«Manca il campo ma stiamo lavorando a un programma di sviluppo che parte dalle bambine e arriva alla serie A. L’interesse è molto, sta a noi reinventarci e promuovere iniziative. Siamo certi che gli sforzi serviranno».

Se anche le donne ripartiranno, lo faranno ancora da dilettanti.
«Non si può passare da dilettanti a professionisti senza rispettare dei tempi logici. Abbiamo un programma triennale, un processo che ci permetterebbe di avere aiuti dal parte del governo che si è detto favorevole. Serve un planning economico-finanziario graduale per essere sostenibile per i club e portare tutele, diritti e garanzie alle atlete. Se il calcio diventa un lavoro deve essere sostenibile anche per chi paga lo stipendio. Tocca al presidente Gravina e al ministro Spadafora trovare la soluzione ideale».

Lei è un’eccezione, le donne ai vertici del calcio restano poche.
«Credo che ai vertici si debba arrivare per meriti. Se non avessi capacità e curriculum per aiutare il movimento lascerei senza problemi il mio ruolo, naturalmente anche a un uomo».

Per lei tanti anni di esperienza nel calcio tra organizzazione di tornei giovanili e marketing. Niente quote rosa quindi?
«Dobbiamo arrivare alla parità di genere. Le quote rosa sono servite ma non devono diventare un alibi. Contano merito e capacità».

Mai sentita discriminata nel calcio maschilista?
«No. Ho sempre vissuto nel mondo del calcio, mio padre è diventato presidente della Sampdoria quando avevo 9 anni. Sono stata anche fortunata perché lui mi ha dato tutti gli strumenti per non sentirmi discriminata».

Eredità importante quella di papà Paolo Mantovani, uno dei dirigenti calcistici più amati di sempre. Cosa vuole portare di suo nel calcio di oggi?
«Il rispetto e il valore della parola data. Al di là del business, che è fondamentale, per noi anche una stretta di mano ha valore. Mi auguro di potere tramandare questi valori e l’essere donna può essere un’arma ulteriore per portare un po’ di grazia».

Il suo obiettivo?
«Far sì che le bambine e le prossime generazioni non debbano lottare per avere quello che gli spetta».

Pronta per la presidenza Figc?
«Ho l’opportunità di poter costruire qualcosa senza avere quel peso politico. Mi fa troppo piacere essere dove sono, credo di essere al posto giusto nel momento giusto e non ambisco ad altro».

Ma i tempi sono maturi per una donna al comando del calcio?
«Penso che le donne potranno sorprenderci tantissimo. Mi aspetto sempre grandi cose dalle donne».

Credit Photo: Facebook FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Napoli Calcio Femminile a stelle e strisce: in serie A con Mariah Cameron

Di questo passo servirà l’intervento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sperava di ripartire a fine maggio, ma sta cercando un volo per tornare a casa. Mariah Cameron desidera riabbracciare la sua famiglia. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, facile intuire l’interessamento di Mary Avery, console generale degli Usa a Napoli.

Durante il lungo periodo di quarantena, il difensore classe’91 ha continuato ad allenarsi, ha lavorato tanto, non si è fermata mai, è migliorata in cucina. Non è mancata la vicinanza della società e quella dei suoi neighbours. Da sola in casa. La statunitense abita nei pressi dello stadio San Paolo, ad un passo dalla Facoltà di Ingegneria a piazzale Tecchio (ex segretario provinciale del partito nazionale fascista), slargo destinato a cambiare nome, appena la commissione toponomastica del Comune darà il via libera. L’area sarà intitolata a Giorgio Ascarelli, fondatore nel 1926 e primo presidente del Napoli Calcio.

La madre Deborah racconta gli inizi calcistici della figlia. «Mariah era una bambina molto energica, quindi sapevo che si sarebbe appassionata a qualcosa. Aveva 4 anni, quando decisi di iscriverla a calcio (che oltreoceano chiamiamo football). Mi sono divertita a guardarla vivere il suo sogno, soprattutto in Italia, e l’ho vista crescere come giocatrice. Ha tutto il nostro supporto al 100%».

Stregata da Napoli, dal Napoli e dal mare. Terza statunitense nel club allenato da Giuseppe Marino, dopo il portiere Katherine Loomis e la centrocampista Melissa Cary, la 28enne californiana di Castro Valley, esterno destro di difesa, ha conquistato la stima e la simpatia delle tartarughine.

«Trick or treat?». Nel simpatico video che ha riscosso successo, bussa alla porta dello spogliatoio l’americana Cameron, provando a far scoprire la festa di Halloween, tipicamente made in Usa, alle sue compagne di squadra, che però le hanno riservato una sorpresa tutta partenopea. Tra zucche, palleggi e babà si preparava così il team del presidente Raffaele Carlino alla quarta giornata del campionato di serie B contro Lady Granata Cittadella, vigilia di domenica 3 novembre a Grantorto.

Miss Mariah from California indossa la maglia numero 3, ricopre il ruolo di terzino destro, pedina inamovibile della linea a 4 schierata da mister Marino. Elemento insostituibile a protezione di Federica Russo (due scudetti vinti con la Juventus) in tutte o quasi le gare di questa stagione. La giocatrice a stelle e strisce, insieme alla procidana Paola Di Marino(cameriera-calciatrice), Chiara Groff ed Elisabetta Oliviero, ha concesso soltanto 13 reti alle avversarie nel corso della stagione. Napoli femminile con la seconda miglior difesa del raggruppamento dopo la Lazio (11).

Assist e gol. Nel 3-0 maturato contro il Perugia allo stadio San Clementedi Casamarciano ha imbeccato la greca Despoina Chatzinikolaou, consentendole di firmare la rete finale. Nel return match Mariah ha siglato al 15’ una rete pesante: la partita del 1 marzo si concluse sullo 0-1. E’ stata l’ultima marcatura del Napoli femminile prima della sospensione del campionato cadetto. Deciso il testacoda con il Perugia grazie alla rete da tre punti del numero 3.

Credit Photo: Napoli Calcio Femminile

 

OBOS Damallsvenskan: riparte il campionato svedese

E dopo il campionato femminile tedesco, pronto ripartire anche quello della Svezia. Il governo svedese ha dato a tutti i campionati calcistici la possibilità di ripartire e di allenarsi il gruppo dato il tasso di contagio che si è abbassato notevolmente nel paese scandinavo. Il via libera, deciso dalla commissione sanitaria e dal ministro dello sport Amanda Lind, è stato dato venerdì per le partite sia maschili che femminili. Nonostante le autorità abbiano dato l’ok per tornare a giocare dal 14 giugno, la Damallsvenskan non tornerà in campo prima del 27 giugno in modo tale da dare alle giocatrici la possibilità di potersi allenare in gruppo dato che fino a pochi giorni fa hanno eseguito la propria scheda di lavoro individualmente seguendo le norma imposte dal governo.

L’inizio della OBOS Damallsvenskan era in programma per i primi di aprile ma con l’avvio del campionato in pieno processo pandemico, il regolare svolgimento non è stato garantito andando a posticipare l’intero campionato. Infatti ora il campionato svedese  partirà da zero con tutte e 22 le giornate ancora da disputare, ma con più di due mesi di ritardo. Indubbiamente tutto il programma per la prossima stagione slitterà e di conseguenza l’inizio del campionato prossimo non sarà più ad aprile ma verso i primi di giugno.

Sull’argomento si è esposta Annika Grälls, presidente del calcio femminile in Svezia: “È un messaggio tanto atteso per club, giocatori, presidenti, sostenitori e sponsor che il campionato femminile può ora iniziare . Naturalmente, per il calcio è importante poter giocare la OBOS Damallsvenskan, ma con gli adattamenti apportati a causa della crisi di Covid-19. Tra questi adattamenti ci sarà il fatto che sarà giocata a porte chiuse.”

Partendo dall’inizio della stagione, il campionato svedese può disporre di una sorte di equilibrio riflettendo le vere qualità di una squadra senza provvedere a colmare eventuali gap dovuti alla rosa della squadra corta o al troppo sforzo fisico a differenza di altri campionati che si sono interrotti proprio nel mezzo dello svolgimento. E quindi parte favorito il solito Rosengard che, forte del suo undicesimo titolo (record in Svezia) alzato proprio nella stagione scorsa, dovrà far fronte agli attacchi del Goteborg, l’eterna seconda con il dente perennemente avvelenato.

Credit Photo:AS

Beatrice Merlo, Inter: “Giocare per l’Inter è un’emozione unica, con le mie compagne ho un rapporto bellissimo”

Beatrice Merlo, giovane terzino dell’Inter Women, è intervenuta nella diretta Instagram di Sportitfootball parlando dell’emozione dell’entrata a San Siro, del rapporto con le compagne e delle emozioni della prima convocazione in Nazionale.

“Giocare per l’Inter è un’emozione unica. Soprattutto quando noi eravamo Asd Inter Milano e ci hanno preso, giocare per la prima volta con la maglia nerazzurra mi aveva provocato emozioni indescrivibili, mi tremavano le gambe e mille pensieri affollavano la testa, ma in campo devi dare tutta te stessa.”

“Dei festeggiamenti della Serie B a San Siro mi ricordo piccoli pezzi perché quando entri in uno stadio del genere e quando non sei abituata a tutta quella gente è inevitabile. Avevo il cuore a mille con le mani che tremavano. È stato assurdo.”

“Con le mie compagne ho un bellissimo rapporto, con alcune sono veramente cresciuta insieme sono come sorelle. Con Eleonora Goldoni quest’anno si è creato un bellissimo rapporto di fiducia, se c’è un problema ce lo diciamo direttamente in faccia, c’è una reciproca motivazione.”

“Alla prima convocazione in Nazionale maggiore ero in Olanda con l’Under 23 e sapevamo che due azzurre dovevano tornare a casa e che avrebbero scelto due di noi per rimpiazzarle. Io non ci credevo, ero una delle annate più piccole pensavo magari può succedere ma avevi troppa gente davanti. Poi il mister mi ha detto che lo aveva chiamato Milena e che dovevo prendere andare direttamente da loro. Mi hanno subito accolta e mi sono trovata molto bene.”

“Dispiace che con questa pandemia si sia fermato tutto, sia per me ma anche in generale per il nostro movimento si stava espandendo ed ora dobbiamo ripartire piano piano. Sono contenta che il calcio femminile abbia preso questa via.”

Credit Photo: Matteo Papini, FotoItaliaSport

Phil Neville, coach Inghilterra: “Il mio piano è sempre stato quello di andare avanti per i tre anni e poi iniziare a gestire quotidianamente il lavoro di un club”

Il lavoro di CT di una Nazionale non è per tutti. Gli allenatori sono sempre immersi nel mondo del club e passare ad una selezione nazionale sconvolge e non poco le abitudini di un tempo: non vedere le giocatrici praticamente tutti i giorni e non monitorare le loro prestazioni quotidianamente potrebbe destabilizzare qualsiasi allenatore. L’esempio più lampante è stato Antonio Conte che lasciò la guida della Nazionale italiana per ritornare ad immergersi nella vita frenetica di un club. Venendo al capitolo Phil Neville, in un’intervista nella trasmissione Keys & Grey Show dell’emittente Bein Sports, ha rivelato che lui fin da subito aveva in programma di lasciare la Nazionale femminile inglese dopo tre anni usando la rappresentativa come trampolino di lancio per la guida di un club.

Infatti la Federcalcio inglese ha confermato il mese scorso che l’ormai ex ct lascerà la panchina delle Leonesse alla scadenza del suo contratto, ovvero nel luglio del 2021. Facendo ciò lascia la Nazionale inglese in una posizione non ottimale dato che le sue dimissioni arriveranno proprio a ridosso delle Olimpiadi (piccola possibilità che il ct lasci dopo l’impegno olimpico) e con gli Europei del 2022 da paese ospitante. I nomi per il fanta ct ne sono usciti tanti, dall’allenatore dell’Arsenal Women Joe Montemurro a l’allenatrice del Manchester United Women Casey Stoney. Sicuramente i sostituti non mancano, quello che è certo è che interrompere un percorso a ridosso di competizioni così importanti non è la miglior soluzione attuabile.

Neville è intervenuto sulla questione evidenziando i fattori che l’hanno portato a questa rinuncia: “Il mio piano era sempre stato quello di andare avanti per tre anni e poi iniziare a gestire quotidianamente un lavoro di club, che sarebbe stato quello che volevo fare. L’esperienza da ct  stata geniale e ne ho adorato ogni minuto, ma alla fine non riesci a vedere le giocatrici. Non puoi avere un impatto su di loro ogni singolo giorno, che ora è quello che sento di dover fare. Avevo una Coppa del Mondo, avevo le Olimpiadi, che sarebbero state quest’estate, e poi c’erano gli Europei in Inghilterra la prossima estate. Questo sarebbe stato il mio periodo di tre anni nel calcio internazionale. Con il coronavirus, ovviamente non ci sono stati né giochi olimpici, né Europei, il che significa che ovviamente dovevo prendere la decisione in anticipo.” 

Ora però l’ex giocatore del Manchester United pensa al futuro:“Penso che il calcio internazionale con le nazionali per un 42enne possa diventare abbastanza frustrante quindi ho pensato, fatti un po ‘di esperienza manageriale, che è incredibile in termini di andare ai maggiori tornei, e poi mi taglio i denti tutti i giorni correndo con l’energia che ho.”

Inoltre Neville ha parlato dell’effetto della pandemia sul calcio femminile inglese: “Annullare  la Super League femminile è stato deludente ma la decisione giusta anche se mi preoccupo per il fatto che nessuno ha parlato del calcio femminile negli ultimi 60 giorni”. Direi che per tutto il periodo di blocco, le notizie e l’attenzione si sono concentrate totalmente sulla Premier League”, ha proseguito.  “Sono abbastanza sicuro che società del calibro di Manchester United, Arsenal, Chelsea e Manchester City si prenderanno cura della loro squadra femminile. Penso che ci sia un impegno enorme lì. Sono squadre come Bristol City, Birmingham e Brighton, anche se guardando i budget per l’anno ovviamente il reddito più grande è dalla parte degli uomini, Reading e Birmingham hanno entrambi dato il via alle squadre e al personale femminile. Spero di non perderli, perché alla fine ci sono solo 12 squadre nella divisione senior. Dobbiamo mantenere squadre come Birmingham, Bristol City e Reading perché sono davvero squadre storiche che sono state lì fin dall’inizio.”

Credit Photo: As EN

Marco Landi, DS Empoli: ” La cosa fondamentale è la sicurezza delle ragazze”

Una stagione da chiudere con sei gare da giocare, sempre nel rispetto delle regole e pensando alla sicurezza delle ragazze; il Direttore sportivo azzurro Marco Landi ha fatto il punto in vista dell’eventuale ripresa a tuttomercatoweb.com.

“Personalmente avrei preferito che prima si conoscesse il protocollo e poi si ipotizzassero delle date – ha dichiarato -. La cosa fondamentale è infatti permettere alle ragazze di ripartire in sicurezza senza gravare troppo sui medici e al momento il protocollo previsto per il calcio maschile difficilmente può essere applicato al femminile. Serve un protocollo diverso che però non faccia distinzioni sulla sicurezza sanitaria fra calciatori e calciatrici. Capisco benissimo che la Federazione spinga per far ripartire tutto il calcio, è un modo per uscire dal tunnel in cui siamo finiti durante l’epidemia, ma bisogna pensare alle realtà diverse con cui si parla. A Empoli noi siamo abbastanza avvantaggiati potendo disporre di un nostro centro sportivo, ma altre società non lo hanno o non ne possono disporre e questo va considerato. Ritengo che ci siano tanti aspetti che vanno rivisti e mi auguro che presto arrivi qualcosa di concreto in modo da poterne discutere anche con le altre società”.

“Al momento viviamo un bel caos – ha aggiunto – e senza certezze diventa difficile pensare di andare avanti e finire il campionato. Più si va avanti e più i tempi si accorciano Inoltre sono state già fissate le gare della Nazionale per le qualificazioni europee e so che la ct Bertolini vorrebbe avere le ragazze già rodate per gli impegni di settembre”.
 

Credit Photo: Empoli Ladies

Valentina Bergamaschi: tutte le curiosità sulla numero 7 del Milan Femminile

Ruolo: esterno d’attacco. Numero maglia: 7. Caratteristiche: fiuto per il goal, tanta velocità, altruismo nel fare assist e sempre con il sorriso sulle labbra. Di chi sto parlando? Semplice, di Valentina Bergamaschi. Ecco tutti i numeri dell’attaccante del Milan Femminile.

Valentina nasce a Varese, il 22 Gennaio 1997. Si avvicina al mondo del calcio fin da piccola, come alcune delle sue compagne. A trasmetterle l’amore per questo sport è soprattutto il padre, ex calciatore della Serie C di un campionato in Trentino. A casa Bergamaschi il calcio è proprio di famiglia, visto che anche il fratello minore di Valentina gioca in una squadra di calcio a 5.

Nonostante la sua giovane età sono molte le partite importanti che ha già dovuto affrontare: una fra tutte l’embolia polmonare che l’ha colpita da piccola. Proprio in quella occasione, il chirurgo le consigliò di continuare a praticare uno sport che le permettesse di correre molto. Valentina non ci ha pensato due volte: nel suo futuro riusciva a vedere solo il calcio.

Valentina Bergamaschi: la carriera

Cresciuta nelle file del Caravate, squadra lombarda, Valentina ha tutte le carte per diventare una vera e propria promessa del calcio. Non solo dimostra di tenere testa ai ragazzi in squadra, ma gara dopo gara fa emergere sempre di più il suo potenziale.

Nel 2011 firma un accordo con la squadra lombarda dell’Alto Verbano, club che all’epoca disputava la Serie D. Il prezioso contributo della Bergamaschi porta alla promozione della squadra in Serie C nella stagione 2012-2013.

L’anno successivo abbandona il campionato italiano per approdare in quello svizzero: nel 2014, infatti, la Berga (chiamata così da amici e compagne di squadra) firma un contratto con il Rapid Lugano. L’esperienza nel Campionato svizzero di calcio femminile viene coronato da un grande traguardo: la promozione del club in Lega Nazionale A. Nella stagione 2015-2016, però, avviene il distacco dalla società maschile e viene fondato il Lugano 1976. Valentina decide di restare nella nuova società, dove collezionerà ben 15 gol in 38 presenze.

La stagione successiva arriva il passaggio al Neunkirch, squadra svizzera con sede nel Canton Sciaffusa. È qui che la Bergamaschi colleziona i titoli più importanti: la vittoria del Campionato svizzero e la Coppa svizzera nella stagione 2016-2017. Ma non è tutto. Con ben 24 gol in 38 presenze, la giovane attaccante aggiunge un altro tassello al proprio palmarès: il titolo di capocannoniere.

Al termine della stagione 2016-2017 Valentina torna in Italia – in seguito al ritiro dal campionato svizzero del Neunkirch per motivi finanziari – e firma con il Brescia. L’avventura in bianco blu non potrebbe iniziare meglio: il 23 Settembre 2017 la Bergamaschi sigla una tripletta nella finale di Supercoppa Italiana contro la Fiorentina, regalando la vittoria e il trofeo alla squadra bresciana.

Un lungo infortunio a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro costringe la Berga a uno stop di circa 255 giorni, dovendo rinunciare a parte della stagione 2018-2019 al Brescia e l’inizio della stagione seguente al Milan.

Valentina Bergamaschi: il Milan

Dopo una stagione di allori con le leonesse, il 18 Luglio 2018 Valentina firma con il Milan Femminile. Il primo goal in rossonero arriva alla settima giornata (stagione 2018-2019) contro la Florentia, rete che permette al Milan di portare a casa un pareggio utile alla classifica. Se c’è una cosa che Valentina ama oltre a segnare, è fare assist. Nella stagione 2019-2020 la rossonera, infatti, colleziona ben 8 assist, dimostrando di essere molto altruista non solo nella vita, ma anche sul campo.

Poco prima del lockdown nazionale in seguito all’emergenza Coronavirus, l’AC Milan aveva rilasciato una lunga intervista (a day with… Valentina Bergamaschi), nella quale la numero 7 ha parlato della sua avventura in rossonero: dagli allenamenti al Vismara, alle amicizie che nascono sul campo e del rapporto che la squadra ha con mister Ganz. La rossonera ha dichiarato di aver trovato al Milan un gruppo molto compatto, una nuova famiglia. Con le compagne di squadra, infatti, non c’è solo un legame lavorativo, ma un vero rapporto di amicizia.

Parole di ammirazione anche nei confronti di Ganz. Il mister, infatti, è il punto di riferimento principale per la squadra e, nonostante il periodo di stop, è riuscito comunque a essere sempre presente e a seguire il gruppo. Il consiglio che dà ogni volta alle rossonere? Quello di puntare sempre al massimo, senza mai tralasciare il divertimento. Insomma: «col fuoco dentro, ma con il sorriso sulle labbra.»

Valentina Bergamaschi: la Nazionale

La giovane promessa del calcio italiano viene convocata per la prima volta nel 2013, in Under-17. Oltre ad aver collezionato numeri importanti (6 gol in 15 presenze), la Bergamaschi partecipa anche al Campionato europeo di calcio femminile Under-17 del 2014.

La prima rete in azzurro arriva durante la fase di qualificazione all’Europeo disputatasi in Bulgaria: era il 4 Luglio 2013. Nel corso della gara sigla una tripletta e contribuisce alla vittoria per 6-0 contro l’Ungheria. Ma le soddisfazioni non finiscono qui. Solo 3 giorni dopo, infatti, nel match contro la Svizzera (vinto per 5-1), Valentina timbra di nuovo il cartellino per bene due volte, regalando all’Italia la qualificazione all’Europeo. Le azzurrine (nel gruppo A insieme a Inghilterra, Austria e Portogallo), dopo aver superato la fase a gironi vengono eliminate dalla Germania per 1-0 in semifinale, aggiudicandosi il terzo posto ai calcio di rigore contro L’Inghilterra.

Nel 2014 le italiane sono impegnate anche in un’altra sfida: il Campionato mondiale di calcio femminile Under-17 in Costa Rica. Le azzurrine dimostrano di scendere in campo sempre con passione e determinazione, tutte caratteristiche che porteranno al raggiungimento di un altro risultato storico: il terzo posto.

Sempre più determinante in campo, Valentina viene convocata anche in nazionale Under-19, dove colleziona 6 gol in 6 presenze nella stagione 2014-2015. Il grande salto arriva nel 2016 con la convocazione in Nazionale maggiore in occasione del “Torneo Internazionale Manaus 2016”, nel quale va in rete proprio nel match di esordio contro la Russia.

Una delle esperienze più belle con la maglia azzurra resta comunque quella della FIFA Women’s World Cup, disputatasi in Francia nel 2019. La Nazionale Italiana si qualifica e ritorna a vivere il sogno Mondiale dopo 20 anni di assenza. Il Mondiale in Francia ha rappresentato una vera e proprio svolta per il movimento del calcio femminile, diventando una delle competizioni più seguite. Nonostante le ottime prestazioni dell’Italia e il passaggio della fase a gironi, il sogno Mondiale per le azzurre termina ai quarti di finale, in seguito alla sconfitta per 0-2 contro i Paesi Bassi.

Il goal più bello della sua carriera in azzurro? Quello segnato durante la Cyprus Cup 2019 contro il Messico. Durante questa gara, infatti, la numero 2 dell’Italia con uno scatto in avanti sblocca il risultato al 45’ e contribuisce al vittoria finale per 5-0.

Valentina Bergamaschi: il futuro

Il possibile scenario futuro per la giovane calciatrice lombarda potrebbe essere ancora a tinte rossonere. L’attaccante del Milan Femminile, infatti, ha sempre dichiarato di aver trovato un ambiente molto sereno a Milano.

«2019/20: Fiera di indossare ancora questi colori. Pronta per una nuova sfida avvincente… tutti insieme!» : questa la frase postata sul profilo Instagram di Valentina nel giorno del rinnovo per la sua seconda stagione in rossonero. L’entusiasmo e la voglia di proseguire il cammino con il Milan è molto evidente.

Intanto, nell’attesa della possibile ripresa del Campionato Femminile di Serie A, le rossonere sono tornate in campo ad allenarsi, ancora più determinate di prima.

Credit: Miriam Suppa

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Res Women, intervista doppia con Clarissa Romanzi e Manuela Checchi

Certi amori non finiscono…fanno dei giri immensi e poi ritornano… recitava una nota canzone di Antonello Venditti. E’ il ritornello che meglio si addice per raccontare la storia del ritorno in maglia giallorossa di due calciatrici, amiche inseparabili, accomunate da un percorso assai simile in carriera.

Clarissa Romanzi,  classe 1992, ha iniziato la sua carriera interpretando il ruolo di centrale di difesa per poi passare a fare il terzino sinistro, una posizione del campo cruciale che richiede tanta concentrazione e determinazione perché facilmente vulnerabile sotto il punto di vista tattico e mentale oltre che impegnativa a livello atletico, tra rincorse e recuperi.

Manuela Checchi, classe 1981, nata come terzino sinistro, ha nel corso del tempo ricoperto tutti i ruoli della difesa, trovando spazio anche da mediano, distinguendosi per l’esperienza acquisita negli anni oltre che per il saper anticipare le mosse dell’avversario.

A tu per tu con Clarissa e Manuela…

Ciao, quali i motivi del tuo ritorno nell’ambiente della Res ?

Clarissa Romanzi :Il mio ritorno alla Res è dovuto a tanti fattori… quando esci da questo mondo ti rendi conto che non tutti sanno gestire al meglio alcune situazioni, specialmente quelle a livello personale, il rapporto che si crea tra mister/dirigenti e ragazze è fondamentale per poter raggiungere gli obbiettivi prefissati e per poter portare avanti un campionato, qui c’è sempre un “dare e ricevere” spontaneo, non rinnego nulla di quel che riguarda il mio passato perché penso che tutto nella vita faccia bagaglio, ma quando ho sentito che il peso iniziava ad essere eccessivo ho scelto di fare un passo indietro e tornare a respirare aria di casa”.

Manuela Checchi : “Ho preso la decisione di tornare alla Res per la metodologia di lavoro che solo questa società è in grado di poter esprimere. La cura del particolare, l’amore per quello che si fa, l’appartenenza ad un sogno, si capisce solo se ne entri a far parte”.

I migliori allenatori che hai avuto e gli insegnamenti che ti hanno trasmesso

Clarissa Romanzi : “Credo che ogni allenatore lasci sempre qualche insegnamento, non ho una lista lunghissima ma in questa non può mancare il mio primo allenatore Giuseppe Roberti che mi ha cresciuto quando ho dato i primi calci con i maschietti del Vicovaro, la squadra  del mio paese, nonchè il mister Fabio Melillo con cui sono migliorata tanto sotto il punto di vista caratteriale, tattico e mentale. Con quest’ultimo c’è un bellissimo rapporto fondato su una stima reciproca, ho sempre potuto contare su una sua pacca sulla spalla, specialmente nei problemi di vita quotidiana, da lui ho imparato tanto, la mentalità e l’appartenenza che ti trasmette non si trova facilmente, è un mister che qualsiasi giocatrice dovrebbe avere”.

Manuela Checchi : Gli allenatori che mi hanno dato e insegnato di più nel calcio femminile per fortuna non sono pochi…Marco Trovato e Alessandro Gagliardi sono quelli a cui sono più affezionata e a cui devo molto per lato tecnico e tattico…Giampiero Serafini è riuscito a creare in me la “testa” da giocatrice…e Fabio Melillo che nel campo è il migliore…sa leggere in modo perfetto la tattica e ti aiuta a sviluppare sempre l’azione nel modo migliore. Non dimentico però Stefano Fiorucciche già mi aveva allenata nella parte finale della mia precedente esperienza Res…un allenatore di cuoRES”.

Il momento più bello della tua carriera

Clarissa Romanzi : “Questa è una bella domanda!! Sono una persona che vive di attimi e ce ne sarebbero tanti da raccontare, toccare la serie A con le proprie mani e mettersi a confronto con nomi importanti del calcio femminile è un’esperienza che lascia il segno e rientra sicuramente tra i momenti più belli, tra questi c’è anche la vittoria allo scadere in casa contro la Pink Bari, una partita folle di quelle “o tutto o niente”.
Abbiamo ribaltato il risultato negli ultimi minuti portandoci a casa i 3 punti, una vittoria di carattere ma soprattutto di gruppo; quando rivedo le immagini, ancora oggi avverto quella sensazione di gioia e incredulità.
In questa lista posso inserire anche alcune sconfitte che rimangono comunque momenti emozionanti per l’insegnamento che mi hanno trasmesso, come ad esempio la gara Res Roma-Juventus, persa per un episodio all’ultimo, una partita rammaricante per la sconfitta ma entusiasmante per aver visto le mie compagne spendere davvero tanto l’una per l’altra a dimostrazione del fatto che, nonostante ci fosse in campo un nome importante come la Juventus si stava portando avanti una gara ad armi pari, non essendo inferiori agli avversari”.

Manuela Checchi : “La mia carriera, ad oggi, conta almeno venti anni di esperienza e di momenti belli, arricchita da molti ricordi….il campionato sofferto di serie A2 a vent’anni con la vecchia Roma…la vittoria del campionato di serie B con la Roma Cf…ma il momento più bello di quest’anno si è verificato in occasione del goal della mia compagna Fracassi all’ultimo secondo contro il Pontedera in coppa…un’emozione che solo chi c’era può capire!!!!”.

Il tuo rapporto con la compagna di squadra Manuela Checchi…pregi e difetti

Clarissa Romanzi : “Io e Manu ci conosciamo ormai da un pò di anni, abbiamo messo piede nel campo da compagne di squadra e da avversarie, siamo amiche anche fuori dal contesto calcistico, abbiamo condiviso tanti momenti insieme e devo dire che siamo molto simili dal punto di vista caratteriale, forse è proprio questo che ci lega.
Un suo pregio sicuramente è la genuinità, è una persona che si “spende” tanto per gli altri non chiedendo mai nulla in cambio.
Un suo difetto è l’impulsività, anche se non lo reputo un vero e proprio difetto in quanto è una parte caratteriale che apprezzo in tante persone, definisce a pieno la sua spontaneità!”

Il tuo rapporto con la compagna di squadra Clarissa Romanzi…pregi e difetti

Manuela Checchi : “Clarissa la conosco da molti anni ormai. Abbiamo avuto la prima parentesi Res insieme, ci siamo ritrovate alla Guardia di Finanza, poi alla Roma Cf e siamo tornate insieme alla Res. Ormai in campo ci capiamo con uno sguardo…credo che possa dare ancora molto alla Res ed al calcio in generale. Ha un carattere forte e spesso in campo viene male interpretato, soprattutto dagli arbitri che la prendono poi di mira. È un’amica e compagna di squadra che sponsorizzerei a chiunque, ma non la fate arrabbiare 🙂 !”

Credit Photo: Res Women

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