Home Blog Pagina 4739

Laura Giuliani: “Uno per tutte e tutte per uno !”

Grazie al carattere e alla determinazione è arrivata una vittoria in rimonta col Portogallo che porta le Azzurre a giocarsi la semifinale contro la Nuova Zelanda, avversaria difficilissima da affrontare, una squadra fisica e con giocatrici di grandissima esperienza, allenata da una “vecchia volpe” del calcio femminile come Tom Sermanni, che per un anno ha guidato anche gli Usa prima che iniziasse l’era di Jill Ellis. L’appuntamento è per sabato 7 marzo alle 22 ora italiana. Bisognerà ripartire dal secondo tempo contro il Portogallo e dalle tante cose positive: fra queste il rientro da titolare di Cecilia Salvai a quasi un anno dalla rottura del crociato, o l’esordio in Azzurro di Marta Mascarello, scesa in campo senza paura e con grande carattere. Ma per questa Italia non è certamente una novità.

Valentina Cernoia ha espresso la soddisfazione per la vittoria sul proprio profilo Instagram:

valentinacernoiaCuore azzurro 💙🇮🇹
Vittoria in rimonta e semifinale!

#us#algarvecup#nazionalefemminile@azzurrefigc

Anche la sua compagna di reparto Aurora Galli è ottimista in vista del prossimo importante impegno:

auroragalli4“Che grande reazione! 🇮🇹Lavoro, convinzione e determinazione servono per migliorare i propri limiti!”

#algarvecup #match #nazionale #azzurre #squadra
#AG4🔥

 
Il portiere Laura Giuliani ribadisce l’unita e la forza di questo gruppo:
 
giulianilaura1‼️“UNO PER TUTTE E TUTTE PER UNO ‼️”


@assocalciatori
#team #win #bigsmiles #together

 

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin: “Calcio femminile: una grande opportunità”

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha acclamato il calcio come “la più grande testimonianza di successo dello sport moderno” ma ha anche invitato la famiglia del calcio europeo a mettere “il fine davanti ai profitti”. Al 44° Congresso Ordinario UEFA di Amsterdam, Čeferin ha promesso che la UEFA continuerà a perseguire la crescita costante del calcio europeo con un uso adeguato ed efficiente di tutte le sue risorse.

“Dobbiamo misurare il successo solo con i risultati commerciali? – ha domandato il presidente –. Un’organizzazione come la UEFA deve solo guadagnare di più o deve saper prendere decisioni audaci e non sempre guidate da interessi finanziari?”.

“Il fine davanti ai profitti: è questa la chiave. Se accade il contrario, è ora di far scattare l’allarme”.

Successi e traguardi
All’annuale vertice delle 55 federazioni affiliate, Čeferin ha illustrato i successi ottenuti finora dalla UEFA e dal calcio europeo:
• Dal 2016 al 2020, la UEFA ha ottenuto ricavi per oltre 15 miliardi di euro
• Aumento dei ricavi del 38% in una sola stagione
• Ridistribuzione da record: aumento del 50% dei fondi destinati alle squadre nelle competizioni UEFA
• Reputazione: il calcio europeo è considerato il più bello del mondo
• Circa 20 milioni di giocatori tesserati, oltre 160.000 arbitri qualificati, 144.000 squadre dilettantistiche e 1900 club professionistici in tutto il continente
• Condivisione dell’esperienza e delle competenze UEFA al di fuori dell’Europa
• Le
competizioni UEFA sono le più conosciute e seguite dagli appassionati di tutto il mondo
• La finale di UEFA Champions League è l’evento calcistico più guardato al mondo
• 13 miliardi di spettatori totali per tutte le partite organizzate dalla UEFA in un ciclo triennale
• Oltre 18 miliardi di interazioni sui social media per le competizioni europee

“Dobbiamo forse vergognarci dei nostri successi? – ha domandato -. Tutto dipende da quello che facciamo con quel successo”.

“Oltre il denaro, gli ascolti e il seguito sui social media”
“Il potere va oltre il denaro, gli ascolti e il seguito sui social media
– ha commentato Čeferin –. Il potere significa anche, e soprattutto, sfruttare al meglio le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi”.

“Il nostro obiettivo primario è proteggere, promuovere e far crescere il calcio in Europa. Direi che il potere è inutile se il fine non ha la precedenza sui profitti”.

“Dobbiamo misurare il successo solo con i risultati commerciali? – ha domandato il presidente -. Un’organizzazione come la UEFA deve solo guadagnare di più o deve saper prendere decisioni audaci e non sempre guidate da interessi finanziari?”.

“Il fine davanti ai profitti: è questa la chiave. Se accade il contrario, è ora di far scattare l’allarme”.

A difesa del modello sportivo europeo
Čeferin ha ribadito che il modello sportivo europeo, basato sui concetti di promozione, retrocessione e solidarietà, deve essere difeso con “forza, convinzione e legittimità”.

“Se il successo ci consente di allontanare i pericoli che appaiono all’orizzonte, allora possiamo esserne orgogliosi – ha commentato -. Questi pericoli sono allarmanti e dobbiamo aspettarci il peggio per prevenirlo”.

“La piramide del calcio è delicata e non deve perdere di equilibrio. Alcuni progetti, talvolta concepiti in altri continenti con il sostegno degli organi governativi, sono particolarmente preoccupanti”.

“Non solo un business”
“Il calcio non è solo un business come gli altri – ha proseguito il presidente UEFA -. Ha una storia, una tradizione e una struttura che devono essere rispettate. I principi, la storia, la tradizione e la struttura sono il motivo del nostro attuale successo”.

“Hanno permesso al calcio di dominare su altri sport, e al calcio europeo di dominare sul resto del mondo. Metterli in questione sarebbe una sentenza di morte per il nostro sport”.

“Principi sacrosanti”
“Alcuni principi sono sacrosanti – ha continuato Čeferin -. Per le confederazioni, il diritto di organizzare competizioni continentali è inalienabile. Anche i principi di solidarietà, promozione, retrocessione e apertura dei campionati non sono negoziabili”.

“Se il nostro successo ci consente di evitare l’eccessiva commercializzazione dello sport (…), di far crescere il calcio in tutto il continente, promuovere la coesione sociale e dimostrare alle future generazioni che il calcio deve essere sinonimo di apertura, tolleranza e diversità, allora possiamo esserne orgogliosi”.

“Siamo i custodi di un’eredità. Siamo qui per proteggere il calcio, i giocatori e la sua storia. Se ci riusciremo, sarà il nostro più grande traguardo”.

Promuovere l’accessibilità e il potere sociale del calcio
Čeferin ha detto che è fondamentale promuovere il calcio in tutto il continente, “come facciamo ridistribuendo l’87% dei ricavi nel calcio europeo”, e “dare alle ragazze e ai ragazzi di ogni background etico, sociale e religioso la possibilità di giocare a calcio nelle migliori condizioni possibili”.

I successi della UEFA hanno permesso di raddoppiare il budget della UEFA Foundation for Children e aiutare quasi un milione di bambini in tutto il mondo, finanziando programmi di solidarietà per federazioni svantaggiate fuori dall’Europa e regalando “la libertà di comunicare messaggi sinceri a un mondo conservatore e troppo spesso dominato dagli uomini”.

Calcio femminile: una grande opportunità
Questi successi hanno anche permesso di investire sul calcio femminile. In questo senso, UEFA Women’s EURO 2021 in Inghilterra sarà una fantastica opportunità. “Questa competizione dovrà essere un riferimento, uno spartiacque per lo sviluppo del calcio. Dovrà ispirare i milioni di ragazze che sognano di diventare le migliori giocatrici, arbitri o allenatrici di domani.”

Eliminare il razzismo negli stadi
Per quanto riguarda il razzismo negli stadi, Ceferin ha sottolineato che c’è ancora molto da fare per contrastare efficacemente il problema.

“Molti di noi sono sconcertati da quanto visto in alcuni stadi europei in questa stagione – ha dichiarato -. Questo non è calcio. Il calcio è soprattutto una celebrazione della vita, della comunità e dell’unità. È uno scambio, è condivisione”.

“Il problema non è in campo, dove la diversità è maggiore che in qualsiasi altro sport e forse in qualsiasi altra parte della società. Il problema è nella società, è sugli spalti. Le cose devono cambiare”.

Il presidente UEFA ha invocato l’uso della procedura a tre ‘step’ che ha permesso agli arbitri di interrompere, sospendere o annullare la partita in caso di condotta razzista persistente sugli spalti.

“Nelle ultime tre stagioni, gli organi disciplinari UEFA hanno imposto 73 chiusure parziali degli stadi e ordinato di giocare 39 partite a porte chiuse per episodi di razzismo – ha spiegato Čeferin -. Questo dimostra che facciamo quello che è in nostro potere, ma anche che il problema è grave e che dobbiamo fare di più”.

UEFA EURO 2020: unire un continente
Il presidente UEFA ha concluso il suo discorso unendosi ai milioni di tifosi che attendono con impazienza UEFA EURO 2020, ospitato in 12 città di tutta Europa per festeggiare i 60 anni del Campionato Europeo UEFA. “Tutti potranno vedere l’anima dell’Europa”.

“Un continente unito. Un torneo di 51 partite, durante il quale le persone di ogni paese faranno il tifo per la loro squadra e festeggeranno i successi dei loro eroi”.

“12 nazioni, 12 città, 12 stadi, 24 squadre, milioni di tifosi, decine di milioni di telespettatori e un solo destino europeo”.

“Un sogno comune”
“Sarà un torneo grande e bello, con il calcio che amiamo: un sogno comune per tutti i giocatori e i tifosi – ha concluso Čeferin -. Un sogno semplice e perfetto, un sogno che si ha da bambini: alzare una coppa con 60 anni di storia”.

“Il fine davanti ai profitti: è semplicissimo”.

Credit Photo: UEFA – Union of European Football Associations

Paula Myllyoja: “Ho avuto la leucemia, l’ho combattuta e l’ho vinta”… le dichiarazioni di pura tenacia della finlandese

In campo è una lottatrice di prima categoria e fa di tutto per difendere la porta alle sue spalle, nella vita ha fatto lo stesso lottando duramente contro tutte le difficoltà che le si sono parate davanti. La notizia che ha scosso il calcio femminile italiano vede le dichiarazioni di passione per lo sport e l’amore per la vita da parte di Paula Myllyoija, infatti dice “Tredici anni fa ho avuto la leucemia. L’ho combattuta, l’ho vinta e oggi sono una calciatrice professionista che difende la porta della propria nazionale. E non potrei essere più felice”.

Paula ha scoperto di avere questa tremenda malattia all’età di 22 anni dopo un malore sull’autobus ed una conseguente emorragia cerebrale. Dopo sei mesi di cure, cinque cicli di chemioterapie e tanta sofferenza, Paula ritorna in campo guidata dalla voglia di non abbandonare per nulla al mondo quel pallone che tanto la faceva emozionare infatti il portiere della Pink Bari afferma che “Non riuscivo a stare senza pallone: era come se il calcio facesse parte delle tante medicine utili a farmi tornare sana”. I controlli poi durarono ulteriori 2 anni e mezzo ma Paula era già tornata alla vita di sempre affrontando le difficoltà quotidiane come bere un bicchiere d’acqua ripensando a tutto quello che aveva affrontato in precedenza. Fortunatamente il portiere classe ’84 non ha abbandonato il calcio ed ha girato varie squadre di alto livello finlandesi vincendo 3 campionati (PK-35 Vantaa e Honka) ed una coppa nazionale(PK-35 Vantaa). Nel frattempo Paula ha ottenuto anche l’occasione di rappresentare la propria nazionale in campo, infatti proprio in questi giorni sta giocando la Cyprus Women Cup difendendo i pali finlandesi. Questa esperienza dilaniante ha fatto si che Paula abbia acquisito una sicurezza ed una forza senza eguali, caratterizzando la sua carriera e la sua vita quotidiana con una tenacia impressionante

La Myllyoja è arrivata in Italia la scorsa estate accettando la sfida del Pink Bari e rispettando in pieno le aspettative che giravano sul suo conto. Paula si è innamorata fin da subito di Bari, fattore che l’ha aiutata a superare tutto il dolore che ha dovuto sopportare nel 2007, anno della scoperta della malattia. Ora è una delle protagoniste assolute della stagione del Pink Bari che attualmente sta lottando per rimanere nella massima serie e sta aiutando al massimo le sue compagne di squadra con le sue parate ed i suoi miracoli.

Tutto questo a dimostrazione che nonostante tutto quello che può accadere bisogna andare avanti con la propria vita, e la passione per lo sport può solo aiutare a lottare e rialzarsi ancora più forti di prima. Bisognerebbe dire grazie a persone come Paula Myllyoja che non si è mai arresa ed ha lottato dando dimostrazione a tutti di come dopo tanta sofferenza viene fuori la tenacia e l’energia capace di farti ottenere tutto ciò che vuoi.

Credit Photo: Pagina Instagram Paula Myllyoja

Annullato l’allenamento congiunto odierno

Il Brescia Calcio Femminile comunica che, dopo un’attenta valutazione della situazione attuale, senza nessun intento allarmistico ma al solo scopo precauzionale e al fine di tutelare la salute di atlete, staff tecnico e dirigenti, annulla l’allenamento congiunto con il Chievo Fortitudo Women previsto per questo pomeriggio.

Si ringrazia la società gialloblu per la disponibilità mostrata.

Si comunica inoltre che fino a nuove disposizioni che possano rendere agibili i locali spogliatoi del Centro Sportivo “Ignazio Simoni” di Paratico, la Prima Squadra proseguirà nel programma individuale e personalizzato di allenamenti.

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

Steven Zhang all’FT Business of Football Summit: “Il calcio femminile è una componente sempre più interessante”

Il presidente nerazzurro è intervenuto nel ruolo di relatore al convegno organizzato dal Financial Times a Londra trattando diveri argomenti tra cui anche il calcio femminile:
“Si tratta di una componente sempre più interessante, abbiamo visto che fin da subito anche i tifosi e gli appassionati sono molto positivi riguardo all’Inter Femminile ma anche alla squadra femminile che abbiamo in Cina. I partner sono molto interessati e sensibili, è una direzione che prenderanno tutti i club”.

Zhang ha rilasciato un commento anche sul tema del razzismo: “L’educazione è lo strumento adeguato per combattere questa situazione. Noi abbiamo la parola INTERNAZIONALE nel nome del Club. Siamo uniti, da qualunque cultura proveniamo, siamo Brothers Universally United. Le nostre campagne puntano a sensibilizzare le persone, a veicolare i messaggi corretti, a partire dai più giovani”.

Infine riguardo al Financial Fair Play: “Noi seguiamo le regole. Nel calcio la sostenibilità del sistema è importante, aiuta a sviluppare il business in maniera corretta. Se dovesse cambiare il modello di business, verrà adattato anche il FFP. Ma le regole vanno rispettate”.

Credit Photo: F.C. Internazionale Milano

Algarve Cup, l’Italia è pronta per la sfida con la Nuova Zelanda. Bertolini: “Vogliamo la finale”

Domani alle 22 italiane (diretta su RaiSport) le Azzurre affrontano a Parchal la Nuova Zelanda. Germania-Norvegia è l’altra semifinale

Nel ritiro di Vilamoura prosegue la preparazione della Nazionale di Milena Bertolini in vista della semifinale dell’Algarve Cup. Domani alle 21 locali (22 italiane, diretta su RaiSport), allo stadio ‘Da Bela Vista’ di Parchal, le Azzurre affronteranno la Nuova Zelanda, un avversario temibile che attualmente occupa la 23a posizione nel ranking FIFA e che ha vinto entrambi i precedenti – nel 2010 e nel 2013 – disputati contro l’Italia.

Nella sfida con le ‘Football Ferns’ (le felci del calcio), questo il soprannome delle calciatrici neozelandesi, le Azzurre dovranno scendere in campo con un atteggiamento diverso rispetto a quanto fatto vedere nel match d’esordio. “Contro il Portogallo abbiamo sbagliato l’approccio alla gara, mentre nel secondo tempo siamo migliorate riuscendo a ribaltare il risultato – ha dichiarato Milena Bertolini prima dell’allenamento di rifinitura – Domani dovremo interpretare bene la partita fin dai primi minuti di gioco. Ho chiesto alle ragazze di giocare con lo spirito giusto”.

La Ct, che dovrà nuovamente fare a meno di Manuela Giugliano, alle prese con un trauma contusivo alla caviglia destra che mette a rischio anche la sua presenza per il terzo match del torneo, sa che per raggiungere la finale la squadra dovrà giocare con intensità e qualità, arginando allo stesso tempo la fisicità delle avversarie. “Loro sono compatte e molto aggressive – ha aggiunto – al Mondiale francese non hanno raccolto punti, ma hanno messo in difficoltà una nazionale come l’Olanda, che è riuscita a trovare il gol della vittoria solo nei minuti di recupero. Dobbiamo essere brave a mettere in mostra la nostra tecnica, perché dal punto di vista fisico hanno qualcosa più di noi”.

Nell’ultima sfida contro la Nuova Zelanda, disputata 7 anni fa nella Cyprus Cup (0-2 il risultato finale), in campo – oltre alle juventine Bonansea e Girelli – c’era anche Daniela Sabatino, che proprio contro la selezione oceanica potrebbe festeggiare le 70 presenze in azzurro: “È un traguardo importante che mi riempie di orgoglio – ha sottolineato l’attaccante – domani vogliamo vincere e convincere, per far vedere agli italiani che ci seguiranno la nazionale che conoscono. Loro hanno buone individualità, ma se giochiamo come sappiamo possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

Nell’altra semifinale, in programma a Lagos alle 17.30 locali, si affronteranno Germania e Norvegia. Le altre sfide di domani – per determinare le ultime 4 posizioni del torneo – saranno Belgio-Portogallo e Svezia-Danimarca.

L’elenco delle convocate
Portieri: Laura Giuliani (Juventus), Rachele Baldi (Empoli Ladies), Katja Schroffenegger (Florentia San Gimignano);
Difensori: Sara Gama (Juventus), Cecilia Salvai (Juventus), Alia Guagni (Fiorentina Women’s), Elena Linari (Atletico Madrid), Martina Lenzini (Sassuolo), Elisa Bartoli (AS Roma), Lisa Boattin (Juventus), Alice Tortelli (Fiorentina Women’s);
Centrocampiste: Manuela Giugliano (AS Roma), Valentina Cernoia (Juventus), Aurora Galli (Juventus), Martina Rosucci (Juventus), Marta Mascarello (Fiorentina Women’s), Arianna Caruso (Juventus);
Attaccanti: Cristiana Girelli (Juventus), Daniela Sabatino (Sassuolo), Agnese Bonfantini (AS Roma), Barbara Bonansea (Juventus), Tatiana Bonetti (Fiorentina Women’s), Stefania Tarenzi (FC Inter).

Il programma

Venerdì 6 marzo
Ore 18 – Allenamento

Sabato 7 marzo
Ore 21 (22 italiane) – Nuova Zelanda-Italia (diretta su RaiSport)

Credit Photo: FIGC

Barbara Bonansea: “Felici per la vittoria anche se la prestazione non è stata delle migliori”

Esordio vincente per l’Italia Femminile nell’Algarve Cup contro il Portogallo, sebbene al termine di una prestazione non memorabile. A fine gara la giocatrice azzurra e della Juventus Women Barbara Bonansea ha esultato così per il risultato:
barbarabonansea “Bisogna essere felici di aver vinto anche se la prestazione non è stata delle migliori.

Sabato 7 marzo giocheremo contro la Nuova Zelanda” 🇳🇿 #bb11 #nazionalefemminile #calcio #football #women #algarvecup

Il capitano viola Alia Guagni ha ribadito l’importanza del risultato nonostante la non brillante prestazione:

aliaguagni3 “Era importante iniziare il torneo con il piede giusto… non una prestazione bellissima ma tanta grinta e voglia di portare a casa l’accesso alla semifinale!💙


Qual è stato il momento che vi ha emozionato di più?”😍
#algarvecup #nazionaleitaliana

 

Domani allenamento congiunto con il Chievo Fortitudo

Il Brescia Calcio Femminile comunica che domani la Prima Squadra sarà impegnata in un allenamento congiunto con il Chievo Fortitudo Women, formazione che milita nella Serie B Femminile.

La seduta, che si terrà a partire dalle ore 15:00 sul campo di allenamento della formazione gialloblu a Mozzecane, sarà a porte chiuse. La società pertanto raccomanda tutti i non tesserati e tifosi il massimo rispetto delle disposizioni governative in tema di contrasto alla diffusione del contagio da Covid-19/Coronavirus invitandoli cortesemente a non seguire la squadra.

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

Megan Rapinoe: “Sento che la Coppa del Mondo abbia davvero toccato la vita delle persone”

“Ognuno ha la responsabilità personale di fare ciò che può per rendere il mondo un posto migliore nel modo più efficace che può. Ecco, questo è il momento, ne sono consapevole e lo capisco. Non sto solo vincendo tutti questi premi perché ho avuto un grande anno. È il culmine di tutto. E con ciò arrivano tante altre persone: arriva con la squadra e ciò che siamo stati in grado di fare, il modo in cui siamo organizzati e il modo in cui combattiamo insieme dentro e fuori dal campo; viene da Colin Kaepernick, da MeToo; viene da tutti questi altri movimenti.” afferma Megan Rapinoe in una intervista a The Guardian.

“È molto chiaro che sono in un momento culmine di tutto ciò che sta accadendo proprio ora. Quindi per me salire sul palco e solo ringraziare la famiglia e gli amici sarebbe così strano. Sembrerebbe non autentico. È un privilegio e un onore essere una specie di portavoce in questo momento attuale. Questo è pazzesco. È una grande responsabilità e sento la responsabilità di prendermi cura di esso e di dare riflettori di scena a persone che potrebbero benissimo essere anche in quella posizione”.

Rapinoe non ha rimpianti per il video che è diventato virale durante la Coppa del Mondo ma è stato girato mesi prima, in cui ha detto “Non vado alla fottuta Casa Bianca” quando le è stato chiesto cosa avrebbe fatto la squadra con un invito se avesse avuto successo in Francia. Dopo che Donald Trump ha risposto ai compagni di squadra di Rapinoe, la partner Sue Bird e la sua famiglia sono stati di supporto.

“Le mie compagne di squadra erano tipo: ‘Questo è LOL'”, dice. “Ma erano anche decisamente preoccupate per me. Erano come: ‘Va bene? Stai bene?’ Ed ero tipo: ‘Uh, sì, sto bene, questo selvaggio”.

Allie Long era tipo: ‘Duuuuude, è così folle, sei una G, hai messo fuori gioco il presidente!’ L’intero clima era: ‘Ti abbiamo preso. Questa è la nostra giocatrice e non ci resta che andare avanti'”.

Mia mamma, da benedire, era tipo: ‘Non puoi semplicemente smettere? Perché stai prendendo tutto questo in tutto questo maledetto periodo?’ Ma questo è quello che è. Per me è nella norma, credo.”

Ha mai pensato di prendere le distanze dalle sue parole? “No, mai. Perché era come: “Non ci vado e non voglio andare e questi sono i motivi. Non volevo evitarlo e non voglio evitarlo. Mai. Penso che gli darebbe solo potere, darebbe il proverbiale potere a lui o loro”.

“Semplicemente non divido categorizzo in quel modo”, continua, dopo il suggerimento di poter “attenersi al calcio” per calmare le cose. “Fa tutto parte dell’esperienza e della vita per me. Anche sul campo: non entro in una zona, non sto fuori; Sento i fan, vedo chi c’è sugli spalti, l’energia mi scorre sempre attraverso”.

Ammette di non riuscire a capire in che modo i calciatori evitano di avere voce in capitolo su politica e società. “Vivi nel mondo, in città, paghi le tasse, sei influenzato da tutto, quindi pensare che puoi semplicemente starne lontano è stupido, dice.

Alla fine, la sua posizione su Trump e la squadra sono sull’equal pay, connessi ai fan in un modo che non avrebbe potuto immaginare.

“Sento che questa Coppa del Mondo abbia davvero toccato la vita delle persone. C’era la sensazione che tutti avessimo vinto, come se fosse qualcosa di più grande. Le persone hanno queste connessioni ed esperienze davvero emotive con i Mondiali”.

“Quindi, quando vengono da me, non è come: ‘Oh, batti cinque, bella partita.’ È come: ‘Wow, la tua squadra ha cambiato il mondo o ha cambiato la mia vita.’ Questo è lo scambio emotivo, che è davvero fantastico”.

Il canto di “equal pay” che echeggiavadopo la vittoria contro l’Olanda nella finale di Lione è stato il picco di tale connessione. “Che momento straordinario di coscienza collettiva, dice Rapinoe. “Ciò che amo così tanto del calcio è che ci sono tutti nell’insieme”.

È un coro che ha viaggiato, e l’attaccante si emoziona parlando dell’impatto a casa, anche al liceo di Burlington, dove gli adolescenti hanno raccolto decine di migliaia di sterline dalla vendita di magliette “equal pay” e si sono impegnati a donare i profitti a programmi di calcio femminile. “Non sapevo nemmeno quale fosse la parità di retribuzione, o come dirlo, o quali fossero queste cose a quell’età”, dice Rapinoe. “Quindi, per essere in grado di educare i bambini e armarli con così giovane età e vedere l’impatto più ampio che stiamo avendo… La ricompensa che sta tornando è 100 volte di più”.

Credit Photo: Pagina Instagram Megan Rapinoe

Sara Gama: “Nella ripresa è uscita tutta la voglia di regalare e regalarci un qualcosa di bello”

Il torneo di Algarve ha visto l’Italia mettere alla prova il carattere e la tenuta mentale in una partita non facile, contro una squadra, il Portogallo, che è cresciuta molto rispetto a qualche anno fa e che, soprattutto, ha affrontato le Azzurre sapendo di avere di fronte un’avversaria capace di conquistarsi un posto fra le prime otto squadre del Mondo. Male la prestazione fornita dalla compagine azzurra nel primo tempo, gioco lento e con poche idee, nella ripresa, come era prevedibile, è tornata in campo un’altra Italia, perché a prescindere dalle indicazioni avute nell’intervallo questo è un gruppo pieno di carattere, a cui basta guardarsi negli occhi per capire di dover cambiare marcia. Il filo conduttore della gara è stato ribadito dal capitano Sara Gama sul proprio profilo Instagram:
saragama_itaPrimo tempo un po’ faticoso ma nella ripresa è uscita tutta la voglia di ricominciare col piede giusto con la #Nazionale 🇮🇹 E di regalare e regalarci un qualcosa di bello come italiane nel mondo, in un momento molto particolare per tutti noi”💪 #AlgarveCup#Italy#Italia#VivoAzzurro
 
Dello stesso parere anche il terzino della Roma Elisa Bartoli la quale parte dalla determinazione avuta dalla squadra per migliorare nelle prossime sfide:
elibartoli13“Determinazione, carattere e voglia di vincere!

Testa alla prossima per migliorare i nostri errori ed essere pronte” 💙
#nazionalefemminile #torneoalgarve

 
 

DA NON PERDERE...