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Super Tessa Wullaert trascina il Belgio con l’Israele e sfonda il muro delle 100 reti internazionali

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Belgio vince e convince nella seconda giornata delle qualificazioni ai Mondiali. Battuto, infatti, nel girone 4 della Lega B per 5-0 Israele. La serata è stata illuminata da Tessa Wuallert, la capitana che ha avuto siglato tre gol e un assist.

Successo monopolizzato di minuti iniziali e concretizzato al 9′ quando Israele non riesce a liberare palla in difesa e Wullaert, servita da Vanzeir, chiude con freddezza per il vantaggio. Pochi minuti dopo la scena si ripete con Vanzeir che vede il suo tiro bloccato e Wullaert a trovarsi nel posto giusto per ribattere la palla in rete, segnando la sua doppietta che vale il suo centesimo gol internazionale. Prima della metà del primo tempo il punteggio tocca il 3-0, che dura fino all’intervallo, quando Mertens riesce facilmente a toccare il pallone in rete sul secondo palo su una punizione battuta di Wullaert.

Dopo l’uscita dagli spogliati il ritmo resto alto e al 20′ Reynders viene stesa in area: dal dischetto si presenta la capitana Tessa Wullaert che si assume la responsabilità e trasforma il rigore in modo impeccabile per il 4-0. In pieno recupero, poi, la palla arriva a Missipo che da distanza ravvicinata chiude i giochi con il 5-0 definitivo.

La scena se la prende quindi Tessa Wullaert che ha debuttato con in Belgio il 20 agosto 2011, in un’amichevole contro la Russia. Nella stessa partita segnò anche il suo primo gol con la nazionale. Da allora, è diventata un elemento costante e importante della selezione belga. Con 154 presenze, è la seconda belga con il maggior numero di presenze e con 100 gol la giocatrice con più gol di sempre per il Belgio.

Giornata Internazionale della Donna: i messaggi delle calciatrici da tutto il mondo

Cosa ti ha fatto innamorare del calcio? Il gioco più bello del mondo, capace di regalarci così tante emozioni. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che si celebra in tutto il mondo ogni 8 marzo, la FIFA ha chiesto ad alcune calciatrici chi, o cosa, le abbia ispirate a scegliere il rettangolo verde come proprio “campo dei sogni”.

Per la giocatrice della Papua Nuova Guinea, Yvonne Gabong, è una questione di famiglia. “Ero con mio fratello minore, credo avessimo circa nove o dieci anni, e facevamo a turno a tirare in porta”, racconta la calciatrice, reduce dalle qualificazioni OFC per la Coppa del Mondo Femminile FIFA 2027. “Lui era in porta e, quando ho tirato, si è rotto il piede. Ora mi ha perdonata, ma è iniziato tutto così, quando mi sono avvicinata al calcio per la prima volta”.
Anche la tedesca Sjoeke Nüsken crede di essere stata influenzata dalla sua cerchia familiare. “Per me è stata mia sorella. All’epoca giocava anche lei a calcio e succedeva sempre che volessi fare immediatamente tutto quello che faceva lei. È stato questo a portarmi verso il calcio”.

“Il calcio è sempre stato la mia passione, fin da piccolissima, e devo molto a mio padre”, ha spiegato la centrocampista indiana Shilky Devi Hemam. “A quei tempi, nella mia città natale, non c’erano quasi ragazze o donne che giocassero a calcio, giusto una o due, ma lui mi incoraggiava sempre a scendere in campo. Dato che allora non avevamo la televisione in casa, io, mio padre, i vicini e tutti gli altri della zona ci riunivamo in un’unica casa che l’aveva per guardare le grandi partite, come quelle dei Mondiali”.
Dal canto suo, pur ammettendo di aver ammirato Lionel Messi e il Barcellona maschile da piccola, la ventunenne nazionale camerunense Monique Ngock ha citato a sua volta un membro della famiglia come fonte d’ispirazione. “La persona che ha contato di più è stata mia madre. C’è stata in un momento della mia vita in cui volevo mollare, perché la gente non credeva molto in me. Con il modo in cui la società guardava alle calciatrici all’epoca, era un po’ dura. Ma mia madre è stata al mio fianco fin dall’inizio”.

“Mentirei se dicessi che c’è stato un giocatore in particolare ad avermi ispirata a giocare a calcio”, ha continuato Ngock, che gioca in Francia nell’FC Fleury 91. “All’inizio guardavo molto calcio maschile, moltissimo, a dire il vero. Il mio modello era Marc-Vivien Foé. Ricordo di aver scoperto solo dopo la nazionale femminile del Camerun. Pensai: “Oh, ci sono donne che rappresentano il nostro Paese?”. Fu allora che scoprii Gaëlle Enganamouit. Era davvero al top, la miglior giocatrice camerunense, anche se non sapevo ancora che impatto avesse fuori dal campo. Poi ho scoperto altre calciatrici come Gabrielle Aboudi Onguéné e Ajara Nchout”.
Clara Mateo, che ha sette anni in più della calciatrice camerunense che affronta regolarmente sui campi della massima serie francese con il Paris FC, ha dovuto fare i conti con la storica mancanza di visibilità del calcio femminile. “Non ho avuto necessariamente un’ispirazione particolare”, racconta la ventisettenne nazionale francese. “Perché all’epoca, sembro vecchissima a parlarne così (ride, ndr.), non c’era una grande copertura mediatica. Ma sono una grandissima appassionata di atletica, quindi dico ovviamente Marie-José Pérec. Lei è stata fonte di grande ispirazione”.

Josefine Hasbo, dal canto suo, è rimasta subito colpita da una delle sue compagne nella nazionale danese. “Essendo una giocatrice più matura, ho la fortuna di confrontarmi con tante personalità e giocatrici straordinarie; Pernille Harder, ad esempio, della nostra Danimarca. È incredibile starle accanto: è stata davvero lei, in Danimarca, a spostare i confini e i limiti di ciò che possiamo fare nel calcio danese. Quindi direi probabilmente lei”.
“In definitiva, credo che sia stato il mio amore per il gioco a portarmi dove sono oggi”, ha continuato la calciatrice danese del Boston Legacy FC, laureata ad Harvard. “E poi penso ci sia anche una componente di fortuna legata al fatto che la mia migliore amica, a sette anni, giocasse a calcio. Volevo unirmi a lei nel cortile della scuola e da cosa è nata cosa. Ma la vera spinta verso l’alto professionismo è arrivata perché amo questo sport e perché ho una motivazione interiore che mi spinge a superarmi e a mettermi alla prova”.

Il desiderio di superare i propri limiti è stato anche la motivazione di Wang Linlin, difensora della Cina. “Quando ho iniziato a giocare a calcio, non è stato perché guardassi le partite in TV, ma piuttosto perché fin da piccola non ero molto forte fisicamente”, ha spiegato. “All’inizio volevo solo fare sport per migliorare la mia salute. Man mano che il calcio rendeva il mio corpo più forte, mi faceva anche innamorare della disciplina. La sera, il nostro allenatore ci faceva vedere le trasmissioni delle partite e guardavamo le calciatrici più grandi competere in diretta televisiva. Le ammiravo moltissimo e mi dicevo che quello era il mio sogno e il mio obiettivo: avrei lavorato sodo per rappresentare la nazionale, un giorno”. A 24 e 25 anni, la calciatrice danese e quella cinese potrebbero non aver vissuto appieno l’evoluzione del calcio femminile nel corso degli anni, ma le loro colleghe più anziane lo hanno certamente fatto.
“I miglioramenti più grandi sono arrivati probabilmente dagli investimenti”, ha spiegato Raquel Rodríguez, la trentaduenne nazionale della Costa Rica. “In fin dei conti si riduce tutto a questo, no? Con gli investimenti arrivano risorse migliori e tutto diventa un po’ più professionale. Ora è un lavoro. Possiamo essere delle professioniste. Rispetto a quando ho iniziato, oggi è tutto così diverso. In tutto il mondo il movimento è cresciuto tantissimo”.

Laura Giuliani: “Sappiamo che i nostri valori sono altri, possiamo portare l’asticella dove l’avevamo lasciata qualche mese fa”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non basta la rete di Piemonte alla Nazionale Femminile che impatta per 1-1 contro la Danimarca. Le Azzurre escono cosi con un punto dalla sfida del ‘Menti’ di Vicenza al termine della quale Laura Giuliani ha parlato ai microfoni della Rai affermando: “In tutte le gare partiamo con l’intenzione di non subire gol, ed è quello che mi auspicavo anche per questa gara. Ce l’abbiamo messa tutta, ci abbiamo provato ma il calcio è fatto di episodi”.


La numero 1 dell’Italia ha poi continuato: “La rete subita arriva da un episodio, devo fare i complimenti comunque alle mie compagne per come hanno letto la partita. Avevamo provato delle cose e ne sono venute fuori delle altre. Siamo riuscite ad adattarci bene, rispetto alle variabili che ha presentato la gara. Nelle prossime partite lavoreremo per limare quello che non ha funzionato”.
Sull”approccio al match, invece, Giuliani ha ammesso: “Con la Svezia abbiamo regalato il primo tempo, oggi l’approccio è stato migliore. Iniziare con slancio la gara è spesso fondamentale, volevamo fare risultato. Sapevamo che martedì non abbiamo fatto una delle nostre migliori gare, nonostante la reazione nel finale. Portiamo a casa quello che di buono abbiamo fatto oggi, sapendo che nelle prossime partite si dovrà vincere”.

L’estremo difensore ha quindi concluso sulle prossime sfide: “Dobbiamo fare di più perchè possiamo fare di più, se giochiamo da Italia possiamo portare a casa sempre i tre punti e vincere contro tutte le squadre. L’abbiamo dimostrato in passato, bisogna ritrovare la sicurezza che ci ha contraddistinto e quella fiducia sbarazzina, senza pressioni, che ci da la possibilità di esprimere al meglio il nostro gioco e le nostre qualità. Questa squadra si merita tanto, sappiamo che i nostri valori sono altri e possiamo portare l’asticella dove l’avevamo lasciata qualche mese fa”.

 

8 marzo, la Serie A Women celebra le azioni che restano. “Nessuna diventa grande da sola”, la Serie B Femminile in campo con una formazione speciale

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Celebrare le azioni che restano, perché nel calcio sono le azioni a fare la differenza. Per la giornata internazionale della donna, la Serie A Women ha scelto di coinvolgere la sua community: “Quale giocatrice ti ha ispirato davvero?”. Sono tante, e diverse, le risposte arrivate nei DM. Tanti nomi, tante motivazioni.

Se Francesca, grazie a Martina Piemonte, “ha imparato a non mollare mai”, per Silvio Martina Rosucci è un’ispirazione perché “ci mette tutta se stessa”. Lucia, un giorno, spera di essere come Manuela Giugliano. Per Miriam, Agnese Bonfantini “è forza, talento, determinazione”; a Sofia basta vedere una giocata di Laura Giuliani “per trovare il coraggio di andare avanti”. Veronica Benedetti è l’ispirazione di Martina “perché non si risparmia mai”; Emma Martin “ha insegnato a non avere paura di inseguire i sogni” di Ziortza. Calciatrici di oggi, ma anche del passato; Katja, per celebrare le azioni che restano, ha scelto Giorgia Brenzan, ex numero 1 della Nazionale. “Si è presa cura di me, una ragazza con grandi sogni ma tanti ostacoli da superare”. Katja è Katja Schroffenegger, anche lei arrivata fino alla Serie A Women e alla Nazionale.

“A tutte le donne, in occasione di questa giornata, auguro di avere la libertà di credere sempre nei propri sogni, nelle proprie ambizioni – le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti –. E auguro di avere sempre una fonte di ispirazione, nella vita e in campo. Le giovani che iniziano a giocare a calcio, ora, hanno donne da osservare, ammirare, idoli a cui ispirarsi: non c’è niente di più bello del sapere che una calciatrice possa esserlo per una bambina. Ecco perché, quest’anno, abbiamo voluto celebrare le azioni che restano”.

Azioni che la Serie A Women porta avanti quotidianamente anche con Athora Italia, Title Partner del campionato e protagonista di numerosi progetti di valorizzazione del racconto delle calciatrici: da ‘A parità di pagine’, in collaborazione con Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport, che ha l’obiettivo di contribuire a ridurre il gender media gap nello sport, al videopodcast ‘Young Finance’ supported by Athora, progetto di educazione finanziaria realizzato dal gruppo editoriale Il Sole 24 Ore e che ha visto protagoniste quattro calciatrici (Beatrice Beretta del Napoli Women, Katja Schroffenegger della Ternana Women, Irene Santi dell’Inter e Nadine Nischler del Como Women).


“Nessuna diventa grande da sola”. Nella formazione schierata dalla squadra della Serie B Femminile per la domenica in cui si celebra la giornata internazionale della donna ci sono la mamma, la nonna, l’amica sincera, la sorella, l’insegnante, la migliore amica, la donna che ti ispira, te stessa, la compagna di squadra, chi ti ha rimessa in piedi, la donna che stai diventando. L’allenatrice è quella che ti ha insegnato a crederci, quella che ti ha detto “prova ancora”.

Una squadra speciale, fatta di donne che nel percorso di vita hanno avuto un ruolo fondamentale nel percorso di crescita. Ognuna dà il suo contributo, semplice ma significativo, per il raggiungimento del risultato. Inteso come cambiamento, come riconoscimento di diritti, come raggiungimento di obiettivi, come rivoluzione.

“La squadra crea, include, condivide idee, esperienze e obiettivi, sostiene e trasforma l’io in noi – le parole della presidente della Divisione Serie B Femminile, Laura Tinari –. Si dice che le donne non sappiano fare squadra, al contrario sanno lavorare insieme, rappresentando una forza straordinaria di cambiamento perché quando pensano e agiscono per rompere un silenzio o uno stereotipo lo fanno per tutti e per tutte. A loro la Serie B dedica questa giornata internazionale dei diritti della donna, schierando in campo una ‘formazione’ fatta di donne che tutti noi sentiamo vicine”.

 

Giornata 2, Qualificazioni Europee alla Coppa del Mondo Femminile 2027: Francia, Inghilterra, Germania e Spagna a punteggio pieno

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Lega A

Gruppo A1
Serbia – Svezia 0-0 Italia – Danimarca 1-1

La Danimarca ha rimontato ottenendo un pareggio che la mantiene a pari punti con la Svezia in vetta in vista della sfida tra le due nazionali in programma il 14 aprile a Göteborg. L’Italia, semifinalista a UEFA Women’s Euro 2025, era passata in vantaggio al 19′ con un colpo di testa di Martina Piemonte su calcio d’angolo battuto da Manuela Giugliano. All’inizio del secondo tempo Pernille Harder si è procurata un calcio di rigore, ma il suo tiro dal dischetto ha colpito il palo prima che Laura Giuliani riuscisse a bloccare il pallone. Tuttavia la Danimarca ha trovato il pareggio poco dopo l’ora di gioco con la neoentrata Olivia Holdt, a due minuti dal suo ingresso in campo, dopo una bella azione sulla sinistra di Sofie Svava. Nessuna delle due squadre è poi riuscita a trovare il gol della vittoria.

Gruppo A2
Francia – Polonia 4-1
Paesi Bassi – Repubblica d’Irlanda 2-1

Gruppo A3
Inghilterra – Islanda 2-0
Ucraina – Spagna 1-3

Gruppo A4
Norvegia – Germania 0-4
Slovenia – Austria 1-0

Lega B

Gruppo B1
Galles – Montenegro 6-1
Albania – Cechia 1-5

Gruppo B2
Malta – Svizzera 1-4
Irlanda del Nord – Turchia 0-1

Gruppo B3
Finlandia – Lettonia 3-1Portogallo – Slovacchia 4-0

Gruppo B4
Belgio – Israele 5-0Scozia – Lussemburgo 7-0

Lega C

Gruppo C1
Bosnia ed Erzegovina – Liechtenstein 13-1Lituania – Estonia 0-0

Gruppo C2
Croazia – Kosovo 0-1Gibilterra – Bulgaria 0-5

Gruppo C3
Ungheria – Azerbaigian 1-0Macedonia del Nord – Andorra 3-0

Gruppo C4
Grecia – Isole Faroe 2-0

Gruppo C5
Cipro – Romania 0-4

Gruppo C6
Kazakistan – Bielorussia 0-1

Dirigente colpisce con schiaffi e pugni una 17enne: follia che tocca ancora una volta la classe arbitrale

Un gravissimo episodio di violenza, di una gravità inaudita, è avvenuto nei giorni scorsi. Ad essere aggredita è stata una ragazza di 17 anni, Valentina, che stava arbitrando una partita di un campionato giovanile Under 17.

Il tutto parte da una rimessa laterale non concessa al 4′ minuto del secondo tempo, poi il parapiglia. Secondo quanto riportato negli atti ufficiali, infatti, la direttrice di gara è stata inizialmente oggetto di proteste e insulti da parte di un dirigente della società ospite, che ha protestato per la mancata rimessa laterale assegnata a proprio vantaggio. Gli animi si scaldano e, dopo essere stato espulso, il dirigente, un uomo di 50 anni circa, è entrato in campo e ha reagito con violenza, colpendo la giovane prima con alcuni schiaffi al volto e poi con un pugno, mentre la ragazza cercava di allontanarsi.

Per la giovane, soccorsa dai dirigenti della squadra locale, il referto medico parla di lesioni personali con una prognosi di 45 giorni. L’accaduto risalente allo scorso 28 febbraio in Sardegna, nella provincia di Cagliari nella gara tra Nuova La Salle-Gioventù Sarroch, ha già portato la prima sentenza, quella sportiva, che parla di squalifica inflitta dalla Lega Nazionale Dilettanti che ha interdetto il dirigente per cinque anni.

L’AIA, tramite i propri social, ha postato: “Colpire un arbitro rappresenta sempre un fatto gravissimo. Farlo nei confronti di una ragazza di 17 anni impegnata a dirigere una gara giovanile supera ogni limite di civiltà sportiva e umana. È inaccettabile che chi ricopre un ruolo educativo e di responsabilità nel mondo dello sport si renda protagonista di un gesto tanto vile quanto violento. Ancora più grave è che un episodio di questo tipo si verifichi su un campo di calcio giovanile, che dovrebbe essere innanzitutto luogo di formazione, rispetto e crescita. Non è più tollerabile assistere a episodi di violenza contro gli ufficiali di gara, soprattutto quando a subirli sono giovani arbitri”. 

Cristiana Girelli: “Resta l’amaro per il pari con la Danimarca. Fino alla fine, ecco cosa dirò della Juve negli USA”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Cristiana Girelli nel post gara di Italia-Danimarca si è concessa ai microfoni di Sky Sport. Al ‘Menti’ di Vicenza l’attaccante della Nazionale Femminile, guidata dal CT Andrea Soncin, ha affermato sulla gara pareggiata per 1-1: “Diciamo che oggi è stata una partita un po’ diversa rispetto a quella della Svezia. Abbiamo avuto un approccio per lo meno diverso, abbiamo nel dominato prima tempo ma nel secondo abbiamo commesso alcuni errori che hanno portato al gol del pareggio”.
La calciatrice ha poi aggiunto sulla partita: “Come spesso accade anche provandoci alla fine non siamo riusciti a portare a casa la vittoria che, sembra quasi di banale dirlo, penso meritassimo”.

Girelli poi ha fatto il punto sul momento della squadra, che ha portato a casa un punto in due gare rimarcando: “Sicuramente l’inizio è stato un po’ più difficile, sembra che non vada bene niente, però alla fine ci portiamo a casa la l’attitudine e l’atteggiamento, oltre alla reazione, che abbiamo avuto questa sera e nel secondo tempo con la Svezia”.
La punta delle Azzurre ha poi continuato sulle prossime sfide con Serbia e Svezia: “Ad aprile ci aspetteranno altre due partite fondamentali, però siamo ancora in corsa. L’obiettivo, quindi, resta vivo e lo sappiamo bene. qual è. Noi ci proveremo fino alla fine”.

Poi sul passaggio negli USA ha ammesso: “Son contenta perché sicuramente sono entusiasta di andare. Ai tifosi della Juve dico che li porto con me perché l’affetto e l’amore che mi hanno dato in questi anni è stato enorme, ed è un bagaglio extra che mi porto sull’aereo. Se è arrivata questa chiamata e anche merito della Juve, di quello che ho fatto con la Juve e di quello che abbiamo fatto insieme ai tifosi. Io non li dimenticherò mai, li porterò nel cuore. Non credo sia un addio questo e lo penso, il mio cuore lo sanno benissimo solo due colori e se in immagine sicuramente un fine carriera lo immagino con questa maglia”.
Sulla nuova avventura Cristiana Girelli ha quindi concluso: “Della Juve dirò che è mentalità, è quello che vorrei anche portare in un calcio nuovo, diverso dal nostro. La Juve mi ha insegnato a essere professionista. Mi ha insegnato ad essere la calciatrice, mi ha insegnato a non mollare mai. La prima cosa che dirò le ragazze negli USA sarà ‘fino alla fine’. Sappiamo benissimo cosa che c’è dietro questa frase e la porterò con me”.

Lotto ma non solo l’otto marzo, la Caronnese da un calcio agli stereotipi

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency calcio femminile italiano

Il calcio femminile si prepara a celebrare la Giornata Internazionale della Donna ricordando tutti i traguardi che sono stati raggiunti sinora tramite rivoluzioni silenziose e non, ma anche riflettendo su ciò che c’è ancora da conquistare per giungere, finalmente, a quella parità di diritti per cui generazioni di donne combattono sin da quando hanno voce.

Saranno diverse le iniziative che coinvolgeranno le squadre della disciplina che sta vivendo un momento di crescita favorita da una visibilità maggiore. Aumenta anche il numero di bambine che scelgono di giocare a calcio, piene di entusiasmo e di voglia di dimostrare il proprio valore. Farsi portatrici di valori come inclusione, solidarietà, gioco di squadra e rispetto esula dal semplice praticare uno sport che fino a non molto tempo fa era considerato totalmente d’appannaggio maschile.

Volendo dare un esempio concreto di ciò di cui si parla qui sopra la Caronnese Women, squadra che milita nel girone A della serie C, tramite un comunicato sulle pagine della società e sui suoi canali social, ha reso noto di aver scelto di voler rendere la partita contro il Lesmo un’occasione per promuovere quel linguaggio universale che prende una ferma posizione contro ogni forma di stereotipo e discriminazione.
Lo stadio di Caronno Pertusella, sarà dunque teatro di un “momento di forte valore civile e culturale” con ingresso libero rivolto a chiunque voglia essere presente. Il Comune di Caronno Pertusella si fa patrocinatore di una giornata che è che un semplice evento sportivo ma è piuttosto “un invito a riconoscere il calcio femminile come potente veicolo di messaggi inclusivi, uno strumento concreto per abbattere stereotipi e discriminazioni e per rafforzare il ruolo delle donne nello sport e nella società”. 

L’8 Marzo sarà dunque l’occasione perfetta per volgere lo sguardo al futuro senza però dimenticare quanto siamo nani sulle spalle di giganti e che ciò che è già stato fatto deve essere solo la base per i passi ancora da fare e per i traguardi ancora da tagliare.
Se è vero che anche una palla da calcio sul manto verde può essere un valido strumento per raggiungere la parità, allora ogni voce è importante e ogni calcio risuona come un concerto.

Martina Piemonte: “Felice per il gol, peccato per il risultato. Il pari ci sta stretto. Mondiale? Lavoreremo per esserci”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Termina 1-1 la sfida del ‘Menti’ di Vicenza tra Italia e Danimarca, con Piemonte a portare avanti le Azzurre nella prima frazione e le ospiti a pareggiare nel corso della ripresa. Nel post gara, dell’intreccio valido per la seconda giornata delle qualificazioni ai Mondiali, a parlare tra le Azzurre, ai microfoni della Rai, è stata Martina Piemonte che sulla rete siglata ha ammesso: “Per me è stata un’emozione forte, non segnavo da tanto tempo in Azzurro. Poi è stato bello perchè tutte le compagne dall’inizio mi avevano detto che avrei segnato”.
Martina Piemonte ha poi aggiunto con il sorriso sulle labbra: “In tribuna c’è la mia famiglia che non veniva da tanto. Per me resta un’emozione incredibile. Peccato perchè non ha portato alla vittoria però resta la grande soddisfazione ed il bellissimo momento”.

Sul momento delle Azzurre guidate dal CT Andrea Soncin, invece, la punta della Lazio ha evidenziato: “In questi giorni abbiamo lavorato tanto e un punto ci sta stretto, in campo abbiamo dimostrato quello che valiamo e dobbiamo fare e volere sempre di più. Il percorso è ancora lungo, ancora è tutto aperto quindi l’importante è tornare pronte e cariche per portare a casa altri punti”.
In chiusura Martina Piemonte ha affermato guardando al futuro e agli obiettivi dell’Italia: “Andare al Mondiale per noi è fondamentale, ognuna di noi lo vuole da dentro, dalla prima all’ultima. Sono sicura che faremo di tutto pur di conquistarci quello per cui lavoriamo ogni volta che veniamo in Nazionale”.

La Festa delle Donne in Serie C: momenti speciali per Caronnese-Lesmo e Reggiana-Original Celtic Bhoys

Credit: Federico Fenzi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Particolarmente suggestivo sarà l’ingresso in campo delle squadre: le giocatrici porteranno con sé un fiore giallo, simbolo della ricorrenza. Dalla tribuna sarà esposto lo striscione con la scritta “RISPETTO. SEMPRE.”, accompagnato dal richiamo dello speaker al valore del rispetto dentro e fuori dal campo. Momento toccante la lettura ufficiale del messaggio dedicato a tutte le donne: “Oggi vogliamo dedicare un pensiero speciale a tutte le donne che fanno parte della nostra storia: in campo, sugli spalti, nelle famiglie che ci accompagnano ogni giorno. La nostra forza nasce dal rispetto e dai legami che ci uniscono come comunità. A tutte voi, il nostro grazie. Buona Festa della Donna e buona partita.” Parallelamente, l’AC Reggiana ha scelto di celebrare il ruolo fondamentale delle madri nella crescita delle proprie atlete.

In occasione della gara di campionato Reggiana–Original Celtic Bhoys (Girone C), la squadra granata scenderà in campo con una maglia personalizzata: le giocatrici non indosseranno il proprio cognome, ma quello della propria madre, trasformando la divisa in un simbolo di riconoscenza e gratitudine. Dietro ogni atleta c’è una famiglia, un sostegno quotidiano fatto di sacrifici, incoraggiamenti e presenza costante. Con questa iniziativa, la società accende i riflettori su quel legame profondo che spesso rimane dietro le quinte, ma che rappresenta una parte essenziale del percorso sportivo e umano di ogni calciatrice.

Due iniziative, due club, un messaggio condiviso: la Festa della Donna diventa l’occasione per celebrare non solo le protagoniste in campo, ma tutte le donne che, con amore, sostegno e dedizione, contribuiscono alla crescita dello sport femminile, dimostrando come valori come rispetto, gratitudine e legami familiari possano essere il fondamento di successi sportivi e personali.

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