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Cala il sipario: il Milan chiude terzo

Con la fine della Serie A Femminile si spengono anche le speranze del Milan di vincere lo scudetto e di qualificarsi in Champions League. Serviva quasi un miracolo per fare il colpaccio nell’ultima giornata: serviva una vittoria, che non è arrivata, e al tempo stesso i passi falsi di Juve e Fiorentina, che non ci sono stati. Le rossonere non sono riuscite a portare a termine il proprio compito, beffate 1-2 dal Chievo al Comunale di Cerro al Lambro, chiudendo ufficialmente al terzo posto – 51 punti in 22 gare – il campionato. Con Valentina Giacinti capocannoniera. Un pomeriggio storto, non è bastato il gol di Alborghetti. Un po’ di amarezza sì ma soprattutto tanti applausi alla squadra di Coach Morace per una stagione da protagoniste: al primo anno di Serie A, infatti, il Milan ha conquistato 16 successi e se l’è giocata fino in fondo; in Coppa Italia, poi, ha sfiorato la Finale. Un bilancio che deve comunque rendere orgogliosi. Questo è solo il punto di partenza, le basi sono solide, e ci sarà sempre più da divertirsi al vostro fianco. Bravissime ragazze, e grazie!

IL TABELLINO

MILAN-CHIEVO 1-2

MILAN (4-3-3): Korenciova (12’st Ceasar); Heroum, Fusetti, Carissimi, Tucceri; Alborghetti, Moreno, Giugliano; Longo (23’st Rizza), Sabatino, Coda (1’st Zigic). A disp.: Manieri; Capelli; Cacciamali. All.: Morace.

CHIEVO: Sargenti; Mascanzoni Da., Zanoletti, Motta, Ledri, Sardu, Fuselli, Mascanzoni De., Boni, Tarenzi, Pirone. A disp.: Raicu; Tunoaia, Salamon, Varriale, Tardini, Micheli, Olivini. All.: Bonazzoli.

Arbitro: Valerio Crezzini di Siena.
Gol: 4’st Pirone (C), 23’st Tarenzi (C), 37’st Alborghetti (M).
Ammonite: 11′ Heroum (M), 46′ Fusetti (M), 19’st Moreno (M), 25’st Boni (C).

Credit Photo: Federico Fenzi

Vittoria sul Bari! L’Atalanta Mozzanica chiude al quinto posto!

L’Atalanta Mozzanica mette la ciliegina sulla torta al suo entusiasmante campionato, conquistando con una vittoria al fotofinish i tre punti a Bari e blindando il quinto posto. Poco importa se la quinta piazza è da dividere con il Sassuolo, resta un grandissimo risultato per una squadra partita con tanti punti interrogativi, da molti pronosticata tra quelle che potevano lottare per la salvezza o poco di più ed invece eccola concludere ancora il campionato subito sotto le grandi potenze. La partita col Bari si preannunciava come una delle più difficile da disputare di tutta la stagione. Le pugliesi in novanta minuti si giocavano la permanenza in serie A, ma alla fine dei conti, la vittoria alla Pink non sarebbe purtroppo servita a nulla, poiché al “Vismara” si consumava la beffa di un Milan, incapace di far risultato in casa contro il Chievo, rinato nella gara più importante dell’anno.

Grande fautore di quest’impresa è stato Michele Ardito, arrivato in estate a Mozzanica. Il tecnico milanese ha avuto due grandi meriti: il primo quello di fare di necessità virtù, ovvero prendere un gruppo totalmente nuovo, dargli nuovi stimoli e una nuova identità di gioco. Il secondo merito è stato saper compattare sempre lo spogliatoio anche nei momenti più delicati, quando le vittorie non arrivavano. Mister Ardito dalla nuda creta ha creato un’opera d’arte, facendo leva sulla voglia di riscatto delle veterane e sull’entusiasmo delle più giovani. Ha saputo sfruttare al meglio la qualità di ognuna di loro, facendo esordire in serie A ben 7 giocatrici, chi più chi meno protagoniste tutte di un’annata da incorniciare. Tanti i momenti significativi da sottolineare nel corso della stagione, non da meno la vittoria odierna, frutto dell’ennesima perfetta interpretazione di una gara ostica e per nulla scontata.

Il timoniere delle bergamasche aveva chiesto alle sue di dimenticarsi della classifica e giocare una gara attenta sin dalle prime battute. E le nerazzurre svolgono il compito nel migliore dei modi, partendo col piede pigiato sull’acceleratore e trovando la rete del vantaggio dopo soli 5 primi di gioco. Le ospiti costruiscono un’azione da manuale, rubando palla alle avversarie e ripartendo rapide verso l’area locale, Stracchi serve Pellegrinelli che con cross rasoterra al centro imbecca Kelly, brava a infilare sull’uscita Aprile. La rete non abbatte il morale delle padrone di casa che colgono il pari al quarto d’ora: su un calcio di punizione dalla trequarti, Lemey, non esule da colpe nella circostanza, interviene smanacciando la sfera sulla traversa, la palla torna in campo e viene ribadita in rete da Lazaro, lesta nel farsi trovar pronta all’incornata ravvicinata. Le pugliesi prendono coraggio e cercano di alzare il ritmo, ma le nerazzurre non arretrano e sfruttano ogni spazio per ripartire in contropiede. Poco dopo la mezzora Pellegrinelli (che avrà pur segnato poco, ma di assist in questo campionato ne ha fatti davvero tanti), vede l’inserimento di Colombo e pennella in area per la giovanissima regista bergamasca che batte Aprile con un preciso pallonetto. Il primo tempo si conclude così con le nerazzurre in vantaggio.

Al ritorno in campo ci si aspetta la partenza a testa bassa delle padrone di casa, pronte a giocarsi i 45 minuti più delicati della stagione, e così avviene. Le bergamasche però tengono bene, ma al 59’ Piro trasforma in rete un calcio di punizione dal limite, depositando la sfera sotto il sette, non lasciando scampo all’incolpevole Diede Lemey. Le baresi non hanno più nulla da perdere e parte l’arrembaggio alla porta bergamasca, ma dopo una ghiotta occasione fallita dal Lazaro, le biancorosse vengono punite dalle ospiti: Pittaccio la combina grossa, con uno scellerato retropassaggio che spiana la strada a Kelly, l’americana serve dall’altra parte Scarpellini che viene atterrata da un difensore a tu per tu con il portiere. Il penalty viene trasformato da Kelly che sigla così la sua ottava marcatura, divenendo la giocatrice straniera più prolifica di sempre della storia della nostra società (Carolina Mendes si era infatti fermata a quota 5).

Festeggiano così le bergamasche un risultato importantissimo, mentre le biancorosse in lacrime vengono consolate dalle avversarie. Un bel gesto di sportività, seguito dall’applauso dei sostenitori locali a chiudere una bella giornata dove protagonista è stato il calcio e anche il fair play. Si chiude un capitolo, se ne aprirà un altro il prossimo anno. Le ragazze, dopo gli ultimi allenamenti in programma romperanno le righe e si godranno le meritate vacanze. Ai tifosi va il grazie per il sempre caloroso sostegno durante la stagione e rinnoviamo a tutti l’appuntamento per il prossimo settembre, per l’inizio di una nuovo corso che auspichiamo sia ancora ricco di soddisfazioni per tutti.

Pink Bari (4-5-1): Aprile; Santoro, Soro (84’ Quazzico), Di Bari (87’ Strisciuglio), Novellino; Petkova (45’ Pittaccio), Marrone, O’Neill, Piro, Luiks; Lazaro. All. Isabella Cardone. A disposizione: Balbi, Cangiano, Montemurro e Patterson.

Atalanta Mozzanica (4-3-1-2): Lemey; Lazzari, Rizzon, Piacezzi, Jordan; Scarpellini, Stracchi, Re; Colombo (85′ Mandelli); Pellegrinelli (68’ Martinovic), Kelly. All. Michele Ardito. A disposizione: Salvi, Vitale, Fusar Poli, Anghileri e Ghisi.

Arbitro: Julian Milan Silvera di Valdarno; assistenti: Perisichini e Singh di Macerata.

Reti: Kelly (A) al 5’ e su rigore al 93′,  Lazaro (B) al 14’, Colombo (A) al 33’ e Piro (B) al 59’.

Note: Giornata di sole, campo in ottime condizioni. Recupero 5’+4’. Ammonite: Di Bari, Piro e O’Neill (B); Kelly (A).

Photo Credit: Pagina Facebook Atalanta Mozzanica

The Première – Uno spettacolo unico… e storico!

Una giornata memorabile. Storica. Perfetta.

Il 24 marzo scorso, le Campionesse d’Italia sono state protagoniste, insieme alla Fiorentina Women’s, di un evento senza precedenti. Una vera e propria “Première”.

Gli ingredienti per il film-capolavoro c’erano tutti: una grande attesa, una gara fondamentale per lo Scudetto (la prima in classifica, la Juve, contro la seconda), un pubblico appassionato e un sold-out annunciato prima ancora dell’inizio dell’evento.

La Juventus ha saputo rendere indimenticabile la giornata, in campo, con una grande vittoria, e fuori: sugli spalti, grazie al tifo incessante di oltre 39 mila persone.

Ma riavvolgiamo un attimo il nastro. Ogni grande capolavoro, ogni film da Oscar, ha anche un grande trailer.

 

La settimana che ha preceduto la gara è stata densa di attesa, contenuti, e crescente entusiasmo. Da parte dei tifosi e delle giocatrici bianconere, come testimoniano i momenti dietro le quinte e le numerose interviste che le hanno avute come protagoniste.

E poi, quel magnifico 24 marzo. 

Una giornata dal tepore primaverile, che ha accompagnato la gara, fin dall’ingresso in campo, quando, proprio come accade in occasione delle gare dei colleghi uomini, 39 mila persone hanno saputo intonare alla perfezione l’inno bianconero.

Ma il copione, quel giorno, doveva recitare Juve: e anche se si è dovuto attendere 85 minuti, il momento del gran finale è arrivato: attrice protagonista, Sofie Pedersen,autrice della zampata decisiva per la vittoria.

Una vittoria che si rivelerà poi fondamentale per la conquista del secondo, meraviglioso Scudetto consecutivo. 

Una Première così… non si era davvero mai vista.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Fiorentina – Roma live

22° e ultima giornata di Serie A, al Bozzi la Fiorentina Women riceve la Roma. Direzione di gara affidata al Sign. Scatena di Avezzano, Assistenti Cremona (Genova) e Della Monica (La Spezia). LIVE su Twitter, diretta TV Sky Diretta Goal.

Formaizoni iniziali

FIORENTINA WOMEN’S FC: Ohrstrom, Guagni (93′ Jaques), Agard, Tortelli, Philtjens, Adami, Parisi, Breitner, Vigilucci, Catena (60′ Clelland), Mauro. A disposizione: Durante, Ripamonti, Kongouli, Severini, Fusini. All.Antonio Cincotta

AS ROMA: Pipitone, Soffia (89′ Di Criscio), Bernauer (60′ Simonetti), Pugnali, Bartoli, Serturini, Ciccotti, Greggi, Bonfantini, Corrado, Swaby. A disposizione: Casaroli, Lipman, Zecca, Labate, Piemonte. All.Elisabetta Bavagnoli.

Risultato finale 2-1 (30′ Mauro, 43′ Pugnali, 90′ Vigilucci RIG)Le parole di Mister Cincotta dalla sala stampa del Bozzi: “Una vittoria stra meritata, la mia squadra ha attaccato tutta la partita contro una squadra forte e propositiva come la Roma contro cui non è facile giocare. In tre giorni abbiamo centrato una finale di Coppa Italia e la qualificazione in Champions League pur essendo a corto di energie e calciatrici. Siamo protagoniste dappertutto e questa stagione abbiamo fatto un lavoro magistrale, faccio i complimenti a tutte le ragazze e la società. A Parma faremo del nostro meglio, arriveremo con la condizione non perfetta ma daremo battaglia e onoreremo la maglia. Fino ad oggi è stato un cammino super vincente e la Coppa Italia potrebbe essere la ciliegina sulla torta”.Questo il commento a caldo di Alia Guagni: “Sapevamo che la partita non sarebbe stata facile, eravamo un po’ a corto di energie ma la volevamo vincere in tutti i modi, ce la meritiamo. Raggiungere la Champions League è un risultato importantissimo, spesso viene dato per scontato ma ci tenevamo. In Campionato abbiamo perso qualche punto di troppo, peccato ma ci riproveremo il prossimo anno. È stata una Serie A molto competitiva, ogni weekend è una guerra. Adesso testa alla Coppa Italia, dobbiamo essere molto concentrate e rimboccarci le maniche per portare a casa la Coppa”.

Credit Photo: Lisa Guglielmi, LivePhotoSport

#HERE2STAY – Un Kolossal… in bianconero!

Le Juventus Women arrivavano da uno scintillante Scudetto al primo colpo: come avrebbero potuto bissare altrettanta emozione? La risposta nella trama di una stagione storica, culminata davanti a 39 mila spettatori all’Allianz Stadium e col colpo di scena finale…

COME IN UN FILM

«Come in un film», è la sintesi emozionata di Rita Guarino dopo la fondamentale vittoria contro la Fiorentina in un Allianz Stadium ribollente di entusiasmo.

Un film la cui sceneggiatura arriva da lontano, scritta fin dalla scorsa estate, quando alla Juventus la trama imponeva l’obiettivo più impegnativo: confermarsi nella vittoria.

I sequel, dicono i critici, sono sempre peggio dell’originale. Le bianconere arrivavano da uno scintillante scudetto al primo colpo: come avrebbero potuto replicare tanto successo? Il primo scudetto aveva riscosso applausi da pubblico e critica, ora però toccava a tutto il team, staff compreso, alzare l’asticella.

IL CASTING

Il primo impegno se lo prende Stefano Braghin, Head of Women, con una campagna acquisti di visione europea. In pochi giorni arrivano giocatrici capaci di elevare il livello di una rosa vincente: in difesa Petronella Ekroth, a centrocampo Lianne Sanderson e Aleksandra Sikora, in attacco due vere bomber, Eniola Aluko e Cristiana Girelli, a cui nella sessione invernale si sarebbero aggiunte le centrocampiste Ashley Nick e Sofie Junge Pedersen.

Stefano Braghin, Head of Women
LE PRIME DIFFICOLTÀ

Come in ogni ottimo soggetto, l’eroe deve partire in difficoltà e le Women, inaspettatamente, cominciano la stagione in maniera non brillante.

Vittorie roboanti (6-0 al Chievo Valpo, 3-0 alla Florentia, 5-0 all’Orobica, 4-0 alla Roma), ma anche un mezzo passo falso col Mozzanica (1-1) e un brutto inciampo, lo 0-3 nella sfida al vertice del Franco Ossola di Varese col Milan.

Una sberla dolorosa che arriva due settimane dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, al Picco di La Spezia, con la Fiorentina (0-1). Alla sesta giornata, la Juventus è addirittura terza, dietro a rossonere e viola, nel campionato femminile più bello di sempre.

È solo novembre, ma per l’eroe è già il momento di guardarsi allo specchio. E reagire.

LA REAZIONE E LE ANTAGONISTE

La carica arriva ancora dalla coach, già nello spogliatoio varesino, dopo il quarto d’ora da incubo che è valso i tre gol e il sorpasso in classifica del Milan. «Perdere questi punti pesa, ma ci aiuterà a trovare la giusta capacità di reagire e compattarci», profetizza Guarino.

L’eroe conosce le sue potenzialità e non teme i colpi di scena. Gli sceneggiatori però sanno bene che un film funziona solo se c’è un degno antagonista. Stavolta sono addirittura due: il Milan, s’è visto, ma anche e – si scoprirà – soprattutto, la Fiorentina. Due squadre di rango elevato, che puntellano i momenti di svolta del campionato bianconero.

È in casa delle gigliate infatti che la Juventus capisce che il destino sta cambiando. Sono passate tre settimane dalla sconfitta con le rossonere e devono scendere in campo al Gino Bozzi di Firenze. Nessuno se lo dice, ma se c’è una partita molto vicina al dentro o fuori è questa. Nell’immediata vigilia Stefano Braghin, dichiara: «In caso di vittoria il nostro campionato potrebbe assumere una piega diversa». Un’affermazione forte, che responsabilizza il gruppo. E, infatti, ecco la risposta: un 2-0 esterno firmato dalle due prolifiche attaccanti italiane, Girelli e Bonansea, per un vero giro di boa del torneo.

LA MARCIA TRIONFALE

Alla decima giornata il Milan cade là dov’era già inciampata la Juve: 0-0 col Mozzanica, e la squadra di Rita Guarino torna a respirare il profumo del primo posto. Ancora non lo sa, ma l’avrebbe inspirato fino alla fine.

Vittorie a raffica, sempre più convincenti, su cui spicca la rivincita proprio sul Milan. Per l’occasione le Women si trasferiscono al Silvio Piola di Vercelli e impongono la loro legge con la pesantissima doppietta di Barbara Bonansea. Non sarà l’ultima volta che le ragazze vinceranno uno scontro diretto davanti agli spalti gremiti di uno stadioimportante. Anzi, questo è solo l’antipasto. La resa dei conti, il redde rationem, sarà un momento epico.

THE PREMIÈRE

Basterebbe questa giornata per riempire un’intera trama. Già l’annuncio scuote l’ambiente: la Juventus Women giocherà la sfida scudetto con la Fiorentina Women’s all’Allianz Stadium. Nel tempio dei sette, e poi otto, scudetti di fila. Lì dove la storia è già stata scritta dagli uomini, tocca alle donne aggiungere un capitolo importante.

L’evento è talmente grande da meritarsi un titolo: «The Première», la prima. «Come in un film», con le parole di Guarino.

Gli appassionati sentono il richiamo del momento storico e nel giro di qualche giorno viene bruciata la disponibilità di posti. Tutti i posti. Si sognavano ottomila spettatori, dopo due giorni dall’apertura delle prenotazioni sono già ventimila. Alla fine sugli spalti ci saranno 39 mila tifosi. Brividi.

L’attesa è un crescendo di emozioni: le ragazze di Rita Guarino hanno acceso i riflettori su un movimento che sta diventando sempre più popolare. Un rischio però c’è: essere al centro di una scena del genere può distrarre dalla partita che vale lo scudetto.

E finalmente arriva il momento: domenica 24 marzo, ore 15. Lo stadio freme in un tripudio di bandiere bianconere. Una gioia così la può descrivere soltanto una commossa Rita Guarino, a caldo, da bordocampo dopo la vittoria più importante: «Giocare in uno stadio così pieno crea un avversario in più, almeno inizialmente. Era una gara molto sentita, fondamentale per portarsi ad un passo dalla conquista dello scudetto. Vincere davanti a tutte queste persone è da brividi. Guardo indietro e penso a tutte le persone che con me hanno lottato per far sì che questo sport sia sempre più apprezzato e seguito: questa è stata davvero una giornata importante».

In molti si commuovono vedendo Cecilia Salvai, vittima di un brutto infortunio al ginocchio, portata in spalla sotto la curva a festeggiare la vittoria. È la foto di un gruppo, la locandina di una vittoria che ha la firma di tutte, nessuna esclusa.

IL COLPO DI SCENA

È un classico per i migliori sceneggiatori di Hollywood: infilare un colpo di scena, quando il film sembra instradato verso il lieto fine. Questa volta l’inversione a U avviene in casa del Sassuolo, solo tre giorni dopo il trionfo all’Allianz Stadium. Una partita che sembra scritta apposta per tenere alta la tensione: pali, traverse, un assedio continuo. Poi, allo scadere del secondo tempo, il twist: gol del Sassuolo. E classifica che s’accorcia: Juventus con un punto in più della Fiorentina e due sul Milan a due sole partite dal termine.

TUTTO È BENE QUEL CHE FINISCE BENE

Tutto riaperto? Neanche per idea, perché le ragazze di Rita Guarino trovano il colpo di coda che stupisce ed esalta. Alla penultima giornata vincono tutte come da pronostico, così le tre squadre arrivano all’ultima partita in due soli punti: la tensione vale forse più del campo e questo vale anche per gli spettatori. La Juventus però ha un vantaggio inestimabile: è padrona del proprio destino e non deve guardare in casa d’altri. Con questa consapevolezza scende in campo a Verona e dimostra che non si è campioni d’Italia senza avere importanti valori di volontà, determinazione e capacità di gestire le tensioni. E al triplice fischio, il nervosismo si scioglie in una gioiosa corsa verso il pubblico bianconero, per dare il via ai festeggiamenti del secondo, meraviglioso scudetto al femminile.

È la risposta a chi si chiedeva: può un sequel essere più intrigante dell’originale? Certo che può. E il bello è che nessuno ha intenzione di chiudere qui la saga.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Il Tavagnacco perde, ma poco importa. C’è l’addio di Camporese

Al Comunale di via Tolmezzo friulane sconfitte per 3 a 2 dalla Florentia

Due reti ravvicinate nel finale di partita impediscono al Tavagnacco di concludere con i tre punti la propria 19^ stagione consecutiva in serie A. La squadra di mister Rossi cede per 3-2 alla Florentia e conclude il campionato all’ottavo posto con 21 punti.

Un lampo per parte nei primi dieci minuti. E’ della Florentia la prima conclusione del match, con Roche che al 4’ calcia alto dalla distanza, mentre poco più di un minuto dopo, al termine di un forcing gialloblu, Polli libera un bel sinistro a giro dal limite dell’area, ma il tiro si spegne direttamente tra le braccia di Leoni. Il vantaggio del Tavagnacco si concretizza al 15’ con Zuliani, che smarcata a tu per tu col portiere insacca la rete dell 1-0. Sull’onda del vantaggio appena acquisito, le padrone di casa continuano a sfruttare l’arma del contropiede e vanno subito vicine al raddoppio: al 19’ Zuliani innesca Polli, che però non riesce a trasformare la sua conclusione. Tre minuti dopo, il Tavagnacco ci prova anche su calcio piazzato, con una punizione dal limite di Mascarello e Leoni che respinge in corner.
L’inerzia della partita sembra tutta a favore delle friulane, ma al 28’ la Florentia torna a rendersi pericolosa con Gnisci, che riceve un bel filtrante da Roche e spedisce alti il pallone da pochi metri. Nel finale di primo tempo una scatenata Polli tenta per ben volte di siglare il raddoppio: prima mancando di poco la sfera in scivolata da breve distanza, poi con una conclusione da fuori area che Leoni respinge con i pugni.

La ripresa di apre con un incursione in area di Polli al 56’ e Leoni ancora brava a deviare in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, Camporese di testa manda alto il pallone sopra la traversa. Al 62’ arriva il pareggio ospite con Gnisci: bello il pallonetto con cui la numero 17 toscana scavalca Piazza. La rete dell’1-1 dà forza alla Florentia, che si rifà avanti al 65’ con una conclusione di Roche respinta dalla difesa gialloblu.
La reazione del Tavagnacco però non si fa attendere, e al 72’ Zuliani fa doppietta, svettando nella mischia su calcio d’angolo e insaccando di testa. All’84’ nuova opportunità per la squadra di mister Rossi: Mascarello si invola in contropiede ma temporeggia prima di servire Mella, che a sua volta non riesce a inquadrare la porta. Due minuti più tardi si rivede anche la Florentia con una punizione insidiosa di Vicchiarello.
All’87’ standing ovation per il capitano Elisa Camporese, che lascia il campo per l’ultima volta da giocatrice e termina così la sua brillante carriera in maglia gialloblu. La festa per il Tavagnacco però dura poco, perchè a recupero appena iniziato la Florentia trova nuovamente il pari con Rinardi che capitalizza con un tocco morbido l’assist di Nocchi. Neanche il tempo di riprendere il gioco e Domenichetti sigla anche la rete del definitivo 3-2, senza lasciare più tempo alle friulane di imbastire una nuova offensiva.
TAVAGNACCO-FLORENTIA 2-3
TAVAGNACCO: Piazza, Donda, Frizza, Mella, Mascarello, Polli (66’ Ferin), Kollanen (55’ Erzen), Blasoni, Zuliani, Fracaros, Camporese (87’ Errico).
FLORENTIA: Leoni, Tooney (40’ Costantino), Dongus, Tona, Rodella, Vicchiarello, Orlandi, Aliaj (46’ Domenichetti), Gnisci, Nocchi, Roche (71’ Rinaldi).
MARCATORI: 15’ e 72’ Zuliani, 62’ Gnisci, 91’ Rinaldi, 92’ Domenichetti.

Credit Photo: Tavagnacco Femminile

Serie A: Sassuolo-Orobica 3-0!

REGGIO EMILIA –Grande vittoria delle neroverdi che nell’ultima gara di Campionato battono l’Orobica conquistando il 5° posto in classifica!

Il Sassuolo sblocca subito il risultato! Il vantaggio arriva al 4’ sugli sviluppi di un corner, Iannella dalla bandierina serve Lenzini, il difensore filtra per Ferrato che davanti a Lonni non sbaglia! Al 9’ minuto traversa delle avversarie con Vavassori. Al 17’ bella parata dell’estremo difensore dell’Orobica su tiro ravvicinato di Iannella. Al 26’ Tomaselli cerca il secondo palo, brava Lonni a respingere. Monumentale Thalmann sullo scadere del primo tempo a salvare il risultato su tiro insidioso di Merli! Si va negli spogliatoi sul risultato di 1-0.  Al 52’ le neroverdi allungano le distanze: Ferrato serve Iannella, il Capitano con freddezza batte Lonni a mezza altezza! Al 66’ malinteso in difesa per l’Orobica che porta all’autorete di Vavassori. All’80’ neroverdi vicinissime alla quarta rete, tra un batti e ribatti però la sfera non entra.

Termina così la terza Stagione del Sassuolo Femminile che dopo la promozione in Serie A della Stagione 16/17, e la salvezza ai play out nel 17/18 conquista il 5° posto!

Brave ragazze!

Forza Sasol!

TABELLINO

SASSUOLO-OROBICA 3-0

Marcatrici: 4’ Ferrato (S), 52’ Iannella (S), 66’ Autogol Vavassori (O)

SASSUOLO: Thalmann, Bursi, Pettenuzzo, Iannella, Daleszczyk (60’ Brignoli), Orsi, Tomaselli, Ferrato, Tudisco (75’ Rossi), Cambiaghi (67’ Monterubbiano), Lenzini.

A disposizione: Tasselli, Wilson, Giatras, Oliviero.

Allenatore: Gianpiero Piovani

OROBICA: Lonni, Cortesi (74’ Madaschi), Milesi, Gaspari, Vavassori, Barcela, Assoni (81’ Zamboni), Merli, Brasi, Poeta, Czecka.

A disposizione: Bettineschi, Milesi, Foti, Segalini, Parsani.

Allenatore: Marianna Marini

ARBITRO: Sig. Bogdan Nicolae Sfira di Pordenone

ASSISTENTI: Ongarato di Castelfranco Veneto e Martinelli di Potenza

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Uno straordinario ChievoVerona Valpo batte il Milan e brinda alla salvezza

AC Milan – ChievoVerona Valpo: 1-2 (0-0)

Reti: 49’ Pirone (C), 67 Tarenzi (C), 83’ Alborghetti (M)

AC Milan: Korenciova (56’ Ceasar), Alborghetti, Fusetti, Carissimi, Sabatino, Giuliano, Heroum, De Moraes, Longo (69’ Rizza), Tucceri, Coda (46’ Zigic)

A disposizione: Ceasar, Rizza, Capelli, Zigic, Cacciamali, Manieri

Allenatore: Carolina Morace

ChievoVerona Valpo: Sargenti, Mascanzoni Da., Zanoletti, Motta, Ledri, Sardu, Fuselli, Mascanzoni De., Boni (84’ Varriale), Tarenzi, Pirone

A disposizione: Raicu, Tunoaia, Salamon, Varriale, Tardini, Micheli, Olivini

Allenatore: Emiliano Bonazzoli

Arbitro: Sig. Crezzini di Siena, Assistenti Sigg. Giudice di Frosinone e Pasqualetto di Aprilia

Ammonizioni: Heroum (M), Carissimi (M), Thaisa (C), Boni (C)

Un immenso ChievoVerona Valpo si impone per 2-1 sul Milan, strappando con un cuore indomito al Comunale di Riozzo il pass salvezza. Le locali aprono le danze al 5’ con Giuliano: da fuori area la numero dieci carica un gran destro che sorvola di poco la traversa difesa da Sargenti. Il Chievo risponde prontamente un giro d’orologio più tardi con Pirone, che in velocità sfugge a Tucceri e prova la parabola vincente, deviata prontamente in corner da un’attenta Korenciova. All’undicesimo ci prova capitan Boni su calcio di fermo da poco fuori area, ma la sfera non trova di poco la porta rossonera. È sempre Giuliano al quarto d’ora a provarci su punizione, con la palla che però si impenna dopo una deviazione della barriera. Il Milan si rende nuovamente pericoloso a metà frazione con Sabatino, il cui colpo di testa sugli sviluppi di un corner sfila a lato del secondo palo. A cinque dalla fine della frazione, azione pericolosissima del Diavolo, ma Motta salva il parziale con una scivolata strappa applausi. Il Milan a un minuto dall’intervallo accarezza l’1-0: Thaisa carica il destro dal limite dell’area, con la palla che termina sul fondo. Il match riprende sempre all’insegna dell’equilibrio, con il Valpo alla ricerca di un gol salvezza e le milanesi a caccia di un sussulto Champions. Sono però le veronesi di mister Bonazzoli a cambiare l’inerzia dell’incontro: passaggio corto di Thaisa per Korenciova, sul pallone piomba Pirone che fissa il vantaggio scaligero. Al 55’ il Diavolo va vicino al pareggio, ma il destro di Giuliano crea solo l’illusione della rete. Il Chievo gioca una partita coraggiosa e al 67’ viene nuovamente premiato: corner di Boni, Tarenzi legge alla perfezione la traiettoria e di testa fissa il 2-0. L’undici di mister Morace prova ad impensierire la retroguardia gialloblù con palle lunghe a ripetizione, Sargenti però si rivela brava a più riprese a farsi trovare pronta. È la mezzora quando Tucceri lascia partire un cross velenoso dalla sinistra, sul quale però nessuna delle sue compagne risponde presente. Zigic a dieci dalla fine tenta il tiro dal limite, sparando però alle stelle. Il Milan accorcia le distanze al 83’ con Alborghetti, brava a coordinarsi nella mischia e a battere Sargenti al volo. Il Chievo però difende con cuore e abnegazione il risultato e al triplice fischio è immensa la soddisfazione per una permanenza nella massima serie meritata con determinazione sul rettangolo di gioco.

Credit Photo: ChievoVerona Valpo

Le Juventus Women battono il Verona: è scudetto!

Serviva una vittoria, per celebrare un secondo, incredibile Scudetto consecutivo, senza aspettare i risultati delle immediate inseguitrici delle Juventus Women, la Fiorentina e il Milan.

Serviva un’ultima impresa per rendere indimenticabile una stagione già di per sè straordinaria.

Ed è arrivata: due a zero al Verona in trasferta, una rete per tempo, e le Juventus Women sono ancora Campionesse d’Italia.

LA PARTITA

La giornata è assolata, gli spalti gremiti, i tifosi bianconeri tantissimi: gli ingredienti per una giornata di festa ci sono tutti. 

La Juve però parte con il freno tirato: i primi minuti non vedono grosse emozioni da inserire a referto. Le bianconere sentono che il momento è di quelli decisivi, e ci mettono qualche istante a smaltire l’emozione

Con il passare del tempo, però, la manovra juventina si fa più fluida, e i pericoli aumentano dalle parti dell’area veronese. La pressione sale, e si concretizza con il colpo di testa vincente di Petronella Ekroth: al 30′ “Nella” sfrutta un assist, sempre di testa, di Girelli, e anticipa l’uscita del portiere del Verona. E’ uno a zero, è il gol che sblocca la partita e regala una prima, grande felicità alla Juve.

Adesso le bianconere giocano sulle ali dell’entusiasmo, e sfiorano il raddoppio, prima della fine del tempo, con Bonansea (tiro borbido che si stampa sul palo) e Aluko, il cui pallonetto a pochi passi dalla porta è alto di niente. 

Raddoppio che, comunque, arriva: inarrestabile, dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa, Cristiana Girelli, che fissa lo score sullo 0-2 per la Juve. E non è finita: minuto 67, Aluko scatta sul filo del fuorigioco, si presenta davanti al portiere del Verona Forcinella e lo trafigge. 

Il resto è festa. Il resto è storia.
Il resto è il trionfo di una squadra nata vincente, che intende continuare a farlo. #HERE2STAY.

Credit Photo: Claudio Bosco – LivePhotoSport

Serie A, domani si gioca l’ultima giornata Sassuolo-Orobica! APR 19

Domani, sabato 20 Aprile, si gioca l’ultima gara di Serie A Femminile, Sassuolo-Orobica!

Il Match andrà in scena presso lo Stadio “Mirabello” di Reggio Emilia in via Matteotti, alle ore 15.00!

L’ingresso sarà libero e gratuito.

Sul canale ufficiale di Twitter sarà possibile seguire gli aggiornamenti live della partita.

La Società ricorda che sarà vietato introdurre e utilizzare all’interno dello Stadio materiale pirotecnico di qualsiasi genere, strumenti e oggetti idonei a offendere ed esporre scritte, disegni, simboli emblemi o simboli, recanti espressioni offensive, oscene, minacciose o incitanti alla violenza o alla discriminazione di qualsiasi genere.

Forza Sasol!

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

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