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Nantes Femminile U15, 95 gol in tre giornate: “Fateci giocare contro i maschi”

Il Nantes Femminile U15 si ritira dal campionato francese con la richiesta, “fateci giocare contro i maschi”. Il ritiro arriva dopo aver giocato solo tre giornate di campionato, ma sono state più che sufficienti per far capire l’enorme divario tra il Nantes e le altre formazioni femminili del torneo.
Il debutto era stato stratosferico, con una vittoria per 24 reti a 1; alla seconda giornata il divario è stato ancora maggiore, 31 a 0; alla terza l’incredibile 40 a 0 è bastato per far prendere la decisione del ritiro. Le sfortunate squadre che hanno subito una tale valanga di reti sono state rispettivamente l’Entente la Grigonnais, il Guéméné e il Blain.
Le parole dell’allenatore della squadra sono più che comprensibili: “Andare avanti in questo modo non dà vantaggi a nessuno. Dopo un anno e mezzo i risultati sono scoraggianti per gli avversari e le nostre ragazze hanno bisogno di avversari più competitivi”.

Di Filippo a radio RID: «Tavagnacco partita importante. Noi squadra giovane, serve sfacciataggine»

Le principali dichiarazioni dell’allenatrice gialloblù Sara Di Filippo, rilasciate martedì 27 novembre in collegamento radiofonico con il programma Lady Sport in onda su Radio RID 96.8 FM.

«Come stiamo preparando la partita con il Tavagnacco? Abbiamo iniziato lunedì la settimana di allenamento e continueremo fino a venerdì. La prepariamo come ogni partita, quindi con lavoro continuo, attenzione ai particolari e la concentrazione massima per la gara di sabato. Cerchiamo di prepararla al meglio possibile. Serie A più competitiva? Sicuramente quest’anno si è alzato rispetto alle scorse stagioni in cui il calcio femminile era legato a realtà più provinciali, adesso siamo arrivati a un livello nazionale molto importante e possiamo iniziare a competere anche con altri campionati europei. Negli ultimi anni Fiorentina, Juventus e prima il Brescia hanno avuti percorsi in Europa abbastanza importanti, stiamo iniziando a fare un buon lavoro anche se abbiamo ancora molta strada. Preoccupazione per la sfida di sabato? È una partita importante per noi anche dal punto di vista della classifica, perché stiamo affrontando un periodo non felicissimo, ma nonostante l’ultima giornata con il Sassuolo non sia andata bene abbiamo visto dei passi in avanti rispetto alle ultime gare. Dobbiamo fare una grande prestazione sotto l’aspetto del carattere e della concentrazione per tutti i novanta minuti. La giovane età può influire nel morale di squadra? In alcune circostanze può succedere, ma io dico sempre alle ragazze che loro hanno la sfacciataggine della gioventù, nel senso che possono permettersi di fare cose che altri non possono fare. È un’arma a doppio taglio, bisogna trovare il giusto equilibrio e non sovraccaricarle troppo perché non è corretto. Bisogna cercare di far capire loro il vero valore di entrare in campo e combattere per i tre punti. I fischi a Girelli durante Fiorentina-Juventus? Spero che sia stato solo un episodio sporadico, ma penso che Cristiana abbia risposto nel migliore dei modi cioè segnando. Mi auguro sia solo un caso ma penso che alcuni atteggiamenti del calcio maschile si stiano trasmettendo in maniera negativa a quello femminile. Tante allenatrici in Serie A: da donna a donna è più semplice? Possiamo riuscire a capire di più la ragazza, si può cercare di ragionare un po’ di più con lei, avendo giocato e avendo già passato determinate situazioni. Sicuramente può farlo anche un uomo, dipende sempre dalla persona e da come si pone con la squadra».

Credit Photo: Federico Fenzi

La discriminazione indiretta del diritto sportivo nel calcio femminile

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, propongo un articolo sulla discriminazione di diritto sportivo ancora “vigente” nel calcio femminile. Il calcio e le norme che lo regolano rappresentano da sempre un’isola deserta nel mare dell’ordinamento giuridico ordinario: lo sport in generale e il calcio femminile in particolare, sono esempi delle peculiarità giuridiche che non dovrebbero esistere.

In Italia, l’art.1 del Codice delle parti opportunità tra uomo e donna inizia definendo l’ambito di applicazione della normativa: “La parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi, compresi quelli dell’occupazione, del lavoro e della retribuzione”. Di conseguenza, è normale aspettarsi che il calcio femminile rientri in “tutti i campi”, ma, come possiamo immaginare, non è così.
Tra i comportamenti vietati dal citato codice, non vi è solamente la discriminazione diretta[1], ma anche la sua vertente meno aggressiva, cioè la discriminazione indiretta.
L’art.25 c.2, di tale codice stabilisce infatti: “Si ha discriminazione indiretta, ai sensi del presente titolo, quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono o possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto a lavoratori dell’altro sesso […][2]”.

Disposizione, criterio, prassi e comportamenti sfavorevoli apparentemente neutri che si verificano tanto a livello nazionale come internazionale nelle norme che regolano il calcio femminile. A livello nazionale, un esempio di come venga applicata la discriminazione indiretta al calcio femminile è l’art. 29 delle NOIF della FIGC che stabilisce: “Sono qualificati “non professionisti” i calciatori che, a seguito di tesseramento, svolgono attività sportiva per società associate nella L.N.D., giocano il “Calcio a Cinque”, svolgono attività ricreativa, nonché le calciatrici partecipanti ai campionati di Calcio femminile”.
Il “nonché” usato equipara tristemente le giocatrici di Serie A con i giocatori dilettanti di terza categoria, ma soprattutto con i giocatori amatoriali che si allenano e giocano con un’organizzazione minima o inesistente: la differenza tra il lavoro svolto dalle giocatrici della massima serie e i giocatori che svolgono attività ricreativa è piuttosto evidente.
Come esposto in un precedente articolo[3], a norma della legge 23 marzo 1981, n.91 è il CONI insieme alle Federazioni Sportive nazionali, l’ente pubblico che attribuisce la qualifica di sport professionistico.
Tra i pochi sport riconosciuti come professionistici in Italia, c’è il calcio (oltre ai soli basket, golf e ciclismo) ma non il calcio femminile: considerando che anche le giocatrici disputano lo stesso sport con le stesse regole di quello maschile, non è forse questa una disposizione, un atto apparentemente neutro che finisce col discriminare il calcio femminile?

A livello internazionale invece, lo Statuto della FIFA, edizione di agosto 2018, inizia ricordando che: “Terms referring to natural persons are applicable to both genders. Any term in the singular applies to the plural and vice-versa”.
Esplicitamente quindi viene affermato che non ci saranno distinzioni né discriminazioni: allora perché certe norme non si applicano alle giocatrici?
Perché ad esempio, le indennità di formazione sono state abolite (invece di essere proporzionali al salario delle giocatrici) nel calcio femminile con la circolare n.1603 del 24 novembre 2017 mentre nel calcio maschile sono una fonte d’ingresso fondamentale per i clubs?
Allo stesso modo, la stessa formula protettrice dei “both genders” la troviamo nell’incipit del Regulations on the Status and Transfer of Players della FIFA che però, è proprio il regolamento che ha reso possibile l’abrogazione dell’indennità di formazione per le giocatrici. Nonostante l’Unione Europea si sia espressa con la risoluzione del Parlamento Europeo del 10 marzo 2015[4] contro la discriminazione nello sport e il Consiglio Europeo abbia emesso Conclusioni sulla parità di genere nello sport[5], possiamo vedere come, ancora oggi, ci sia un’evidente disparità di trattamento, avallata da norme giuridiche e applicata “in tutti i campi” del calcio femminile.


[1] Art. 25 c.1: “Costituisce discriminazione diretta, ai sensi del presente titolo, qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento, nonché l’ordine di porre in essere un atto o un comportamento, che produca un effetto pregiudizievole discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e, comunque, il trattamento meno favorevole rispetto a quello di un’altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga”.

[2] Art.25 c.2: “Si ha discriminazione indiretta, ai sensi del presente titolo, quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono o possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto a lavoratori dell’altro sesso, salvo che riguardino requisiti essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa, purché l’obiettivo sia legittimo e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari”.

[3]Il professionismo nel calcio femminile” in https://www.calciofemminileitaliano.it/diritto-sportivo/il-professionismo-nel-calcio-femminile/

[4] Art. 44 della Risoluzione: “Invita gli Stati membri, a seguito dell’adozione delle conclusioni del Consiglio sulla parità di genere nello sport, a sfruttare appieno le possibilità offerte dallo sport per promuovere la parità di genere, in particolare definendo dei piani d’azione concreti per lottare contro gli stereotipi e la violenza, per favorire l’uguaglianza tra i professionisti dello sport e per promuovere lo sport femminile”.

[5] Conclusione n.10: “La questione della parità di genere nello sport è già oggetto di grande attenzione in certi Stati membri. Qualcosa è anche stato fatto a livello locale, regionale ed europeo e a livello del movimento sportivo inter­ nazionale, ma la parità di genere non ha raggiunto un grado accettabile e ancora manca, all’interno di molti Stati membri e del movimento sportivo internazionale, l’attuazione di misure concrete”, in https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014XG0614(09)&from=IT

Credit Photo: Sport Reporter – Simone Forzan

Posticipata Fiorentina Women – Orobica Bergamo

L’inizio della gara Fiorentina Women’s FC-Orobica Calcio Bergamo (10° giornata di andata della Serie A Femminile 2018/2019), in programma da calendario ufficiale allo Stadio “Bozzi” sabato 15 dicembre 2018 alle ore 14.30, è stato posticipato alle ore 17.30 dello stesso giorno, sempre al Bozzi.

Credit Photo: 

La VII edizione della Junior TIM Cup ha fatto tappa a Sassuolo

Dall’oratorio ai grandi stadi della Serie A TIM: per settimo anno consecutivo la “Junior TIM Cup – Il Calcio negli oratori” continua a divulgare la buona pratica sportiva fatta di valori, lealtà e divertimento puro. Il torneo giovanile di calcio a 7, riservato agli Under 14, promosso da Lega Serie A, TIM e Centro Sportivo Italiano, coinvolge gli oratori delle 16 città le cui squadre militano nella Serie A TIM.

Dopo aver coinvolto, nelle precedenti edizioni, oltre 64mila ragazzi in tutta Italia, quasi 5mila oratori e fatto disputare più di 25mila partite, il progetto continua il percorso di unione tra sport di vertice e di base. Ogni settimana, infatti, i ragazzi accoglieranno gli ambasciatori della squadra di Serie A TIM della loro città e i simboli di alcuni dei valori cari alla Junior TIM CupCorretti e solidali: il fair play è dei campioni”. Nel weekend, invece, le squadre della Junior TIM Cup 2018-2019 scenderanno in campo negli stadi del grande calcio disputando un’amichevole durante il pre-partita dei match di Serie A TIM. Gli oratori vincitori di ciascun torneo cittadino si contenderanno il trofeo durante la fase Finale nel mese di maggio che sarà ospitata in uno dei prestigiosi stadi della Serie A TIM.

Oggi, Federico Di Francesco dell’U.S. Sassuolo Calcio e Sandy Iannella del Sassuolo Calcio Femminile hanno fatto visita alla Parrocchia S.S. Vergine Maria Consolata di Sassuolo (MO) per incontrare e giocare con i ragazzi della Junior TIM Cup.

Federico Di Francesco: “Fin da bambino per me il calcio è stato divertimento, gioia e felicità. Giocavo con i miei amici e condividevo con loro la mia grande passione. Lo sport è davvero importante nella vita di un ragazzo, ti educa, ti insegna a stare in gruppo, a rispettare il prossimo, trasmette valori importanti. Penso che tutti i ragazzi debbano avere l’ambizione di realizzarne i proprio sogni, inseguendoli con la leggerezza di volersi sempre divertire”.

Sandy Iannella: “Sono contenta di essere qua oggi e spero di trasmettere a questi bimbi la mia passione per il calcio che è uno sport meraviglioso da vivere insieme e con gioia. Da milanista il mio idolo era George Weah. Lo scorso anno chiudere una stagione segnata da un grave infortunio con un gol salvezza è stata una soddisfazione incredibile. Il ricordo indimenticabile però resta il primo scudetto”.

Domenica 2 dicembre, invece, il Mapei Stadium di Reggio Emilia aprirà le porte alla Junior TIM Cup nel pre-partita diSassuolo-Udinese: le squadre dell’Oratorio San Silvestro Papa e dell’Oratorio San Colombano si sfideranno in un’amichevole sotto lo sguardo dei loro beniamini e del pubblico sugli spalti.

Anche quest’anno si rinnova l’impegno educativo con “Campioni nella Vita”, un torneo parallelo rispetto a quello calcistico, riservato alle 16 squadre finaliste, che avranno la possibilità di realizzare attività sociali o azioni di volontariato attraverso degli elaborati video o scritti. L’iniziativa ritenuta più coerente con i valori espressi dalla Junior TIM Cup sarà premiata con un riconoscimento.

Il progetto Junior TIM Cup torna in campo, come per le precedenti edizioni, grazie ad un fondo nel quale confluiranno sia parte delle ammende comminate ai tesserati e alle società di Serie A TIM dal Giudice Sportivo durante il corso della stagione sia il contributo di TIM nel ruolo di title sponsor del torneo.

Per vivere insieme alla Junior TIM Cup le emozioni della stagione 2018-2019 basterà seguire il sitowww.juniortimcup.it o l’hashtag #juniortimcup.

Credit Photo: Sassuolo Calcio Femminile

Caiazzo, difensore del Napoli Femminile: “Contro il Pescara ritrovare la personalità smarrita contro il Salento”

Domenica scorsa il Napoli femminile Carpisa Yamamay ha conosciuto la prima sconfitta stagionale, infatti le ragazze di mister Geppino Marino sono state sconfitte dal Salento Women per 4-2 e quindi nelle prossime partite c’è voglia di riscatto, a cominciare dalla sfida interna contro il Pescara. Di questo ma anche del suo inizio di stagione tra l’azzurro della Carpisa e della Nazionale, ilnapolionline.com ha intervistato il difensore classe 2003 del Napoli femminile Carpisa Yamamay Sara Caiazzo.

Torniamo sulla sfida di domenica scorsa contro il Salento. A tuo avviso cos’è mancato al Napoli per ottenere un risultato positivo?
“Secondo me ci è mancata la personalità di imporre il nostro gioco. Senza dimenticare che si è giocato in un clima molto difficile, questo però ci servirà per il futuro, visto che di queste partite ce ne saranno tante e dovremo farci trovare preparate per evitare giornate storte come quelle di domenica pomeriggio”.

Se si esclude la partita contro il Salento, fino ad ora il Napoli femminile si è dimostrata una squadra con ottime individualità. Dove può arrivare la squadra da qui a fine anno?
“Se in campo ci mettiamo la giusta determinazione e la voglia di lottare su ogni palla, questa squadra ha dimostrato di avere una rosa competitiva. L’obiettivo finale è salire in serie B e quindi dobbiamo giocare sempre al massimo. Come hai detto tu abbiamo un organico competitivo ma dobbiamo dimostrarlo sul campo e le prossime partite dobbiamo dare i giusti segnali”.

Le prossime sfide saranno in casa contro il Pescara e le due gare contro la Ludos Palermo tra Coppa Italia e campionato. Come vi state preparando per questo trittico?
“Sono sfide molto importanti per il nostro futuro in campionato e Coppa Italia. Contro il Pescara giocheremo davanti ai nostri tifosi e fino ad ora abbiamo dimostrato tutto il nostro valore. L’importante sarà scendere in campo con la giusta concentrazione, così contro le siciliane, con l’obiettivo di ottenere i tre punti”.

Sei un difensore classe 2003 e hai fino ad ora dimostrato buona parte del tuo potenziale. Nel maschile e nel femminile hai dei modelli a cui ti ispiri?
“Sono felice di come sto rendendo in campo, anche se so che dovrò lavorare sempre con questa costanza per raggiungere importanti traguardi. Sui modelli ai quali mi ispiro, dico che nel maschile ammiro molto Koulibaly, per il suo strapotere fisico e la grande determinazione nel fermare gli avversari. Nel femminile certamente la Salvai della Juventus”.

Analizzando il tuo inizio di stagione, sei titolare nel Napoli femminile, hai segnato domenica il tuo primo gol in campionato e infine convocata in Nazionale Under 16. Cosa chiedere di più?
“Indubbiamente sono contenta di aver raggiunto in poco tempo tutti questi traguardi. Personalmente non mi aspettavo di fare tutto in pochi mesi. Ora però devo confermami e per farlo dovrò allenarmi con questa determinazione e la giusta dedizione. Solo così potrò raggiungere il traguardo della B con il Napoli femminile ed essere convocata in Nazionale Under 16 che è il sogno di tutte noi calciatrici”.

Credit Photo:Il Napoli Online

 

Analisi Campionato Serie A: una crescita costante del livello di gioco

Arrivati a due terzi del girone d’andata del più bel Campionato di Serie A visto negli ultimi anni, assistiamo ad una crescita costante del livello di gioco. Questo ha portato un grande numero di formazione ad affollare le parti alte della Classifica, distanziate di pochi punti, assicurando spettacolo ad ogni incontro.

Troviamo in testa AC Milan a 20 punti seguito ad una sola distanza da Juventus Women. Segue Fiorentina Women’s a 5 punti di distanza ma con una partita da recuperare (in trasferta a Bari), appaiata con Sassuolo Femminile che continua ad affermarsi. A 14 punti troviamo Florentia, neopromossa e rivelazione del Campionato. Subito dietro AS Roma, che ha ripreso punti dopo una partenza difficoltosa, seguita da Tavagnacco a pochi punti di distanza. Due gruppi chiudono la Classifica: le due formazioni veronesi insieme ad Atalanta Mozzanica a 7 punti ed Orobica con Pink Bari a 3 punti, con quest’ultima che deve recuperare ad inizio dicembre la partita contro Fiorentina Women’s.

Analizzando i sistemi di gioco e le interpreti in campo, possiamo evidenziare vari punti di forza nelle formazioni:

AC Milan: formazione votata alla verticalità, con il gioco smistato a centrocampo da Taisha e Giugliano con tante giocatrici in zona offensiva;

Juventus Women: gioco più manovrato che trova la propria forza nella forte spinta delle esterne e nella tecnica del centrocampo . Inoltre il reparto d’attacco ha visto inserimenti importanti di Girelli e Aluko accanto a Bonansea che hanno portato maggiore peso offensivo;

Fiorentina Women’s: forte spinta delle esterne che rimangono spesso alte, con varie catene laterali volte ad arrivare al cross per Mauro in primis e per tutto il reparto offensivo;

Sassuolo femminile: gioco avvolgente e reparti corti, come piace a Piovani, oltre al rientro importante in avanti di Iannella;

CF Florentia: centrocampo di esperienza e combattivo dedito alla proposizione delle esterne con un reparto offensivo mobile e rapido che vede al centro Rinaldi, tornata al top dopo l’infortunio;

AS Roma: dopo un inizio faticoso, è riuscita ad affermare il proprio gioco basato su tante giovani veloci e dotate tecnicamente, supportate dall’esperienza di giocatrici esperte come il Capitano Bartoli e il Portiere Pipitone;

UPC Tavagnacco: basa la propria forza sul gruppo e sulla fisicità. Dopo aver ceduto in estate gran parte del proprio reparto offensivo, sta riorganizzando il sistema di gioco individuato, in casa e sul mercato, pedine importanti che stanno portando punti alla squadra;

Chievo Verona: sistema di gioco orientato ai piedi di Boni che, con l’inserimento in avanti di Pirone e Tarenzi, hanno due terminali importanti da suggerire;

Hellas Verona Women: tanta combattività a centrocampo finalizzata all’esplosività offensiva di Dupuy e Rus;

Atalanta Mozzanica: formazione che si sta ristrutturando con le giovani, dopo tante partenze estive. Si affida all’esperienza e tecnica di Stracchi a centrocampo sia per la fase difensiva che per quella offensiva;

Orobica Sharks: seconda neopromossa che affida il proprio progetto alla crescita di tante giovani ed il gioco offensivo affidato a Cristina e Luana Merli;

Pink Bari: sistema di gioco conservativo con il reparto offensivo orientato a transizioni in velocità, sfruttando i recuperi dovuti alla densità arretrata.

Tanti metodi di stare in campo e tante interpreti cresciute o arrivate in Italia, stanno contribuendo allo spettacolo al quale assistiamo in questa Stagione. Ogni giornata può rappresentare una sorpresa, già a partire dalla 9°giornata che vede tanti incroci di alta classifica:

  • Juventus Women vs Sassuolo Femminile
  • AS Roma vs AC Milan
  • CF Florentia vs Fiorentina Women’s (posticipo domenicale)

Sicuramente ci sarà da divertirsi!

Domenica amara per i colori rossoblu

Giornata amara per il Genoa Women. La prima squadra soccombe 1 a 2 col Cittadella.  Una magia su punizione di Kastrati firma la vittoria nei minuti finali. Minuti nei quali già diverse volte si sono risolti in pareggio i match della squadra di Mara Morin.  Questa volta arriva la sconfitta in zona Cesarini. La squadra rossoblu pareggia il goal iniziale della Yeboaa con la “primavera” Licco, salita a rinforzare la squadra falcidiata da diversi infortuni. Un pareggio che sembra il risultato più giusto fino all’87°, quando si concretizza la disfatta. Adesso per il Genoa inizia un trittico più accessibile di incontri. Guardando il calendario si deve essere ottimisti visto che le concorrenti che precedono la squadra ligure hanno di fronte diversi scontri diretti o con le prime della classe. Al Genoa manca la Roma CF, le altre delle zone alte le ha affrontate già tutte.

La Primavera di mister Piazzi invece viene sconfitta  in maniera netta e indiscutibile dal Sassuolo. La squadra neroverde è decisamente una delle pretendenti al terzo posto (ma quanto visto ieri a Masone può far pensare anche ad una lotta con l’Inter per il secondo). La differenza la fanno anche le tre calciatrici scese dalla prima squadra, il contrario di quanto accade al Genoa che deve fare i conti con diverse assenze. La differenza la fa anche un campo ai limiti dell’impraticabilità. Ci si domanda come mai, in una terra ricca di campi e di verde come l’Emilia, si possa accogliere una gara di livello nazionale in una struttura del genere, priva anche di una tettoia che protegga i tifosi dalla pioggia e di un punto ristoro.  Alla fine resta il risultato 0-6 e la consapevolezza di essere nel girone dantesco della categoria, quello che, molto probabilmente, consegnerà le finaliste e la vincitrice assoluta del campionato Primavera.

Credit Photo: Nicolò Meneghetti

 

Nuovo turno casalingo per le rossoblu

Sabato ore 14:30 allo stadio Giacinto Facchetti di Cologno al Serio Orobica Calcio Bergamo-Pink Sport Time.

Le Bergamo Sharks finalmente al completo dopo un inizio stagione decisamente complicato per gli infortuni e le 5 partite disputate in 15 giorni.

Ora la rosa si è ricompattata e Sabato sarà una gara importante per classifica e morale dati anche gli scontri diretti tra le avversarie a ridosso delle bergamasche.

Tutti pronti a tifare Orobica?!

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Serie A: conferme, riscatti e una riflessione

Conferme, riscatti e una riflessione. Lascia questo l’ottava giornata di Serie A Femminile, attesa soprattutto per il big match di Firenze tra Fiorentina e Juventus e per un paio di incroci che danno una direzione più definita al campionato. La conferma è sicuramente quella che arriva da parte del Milan: le rossonere fanno sul serio, mantengono il primo posto e sono lì, candidate alla vittoria finale. Il mezzo passo falso contro la Florentia è stato archiviato e se è vero che le grandi squadre si vedono da come reagiscono dopo una caduta (o comunque una difficoltà), Daniela Sabatino e compagne hanno dimostrato di esserlo. Un 3-1 non così facile, checché ne dica il risultato, una vittoria acciuffata con una punizione di Tucceri e sigillata dalla stessa Sabatino nei minuti di recupero: le rossonere viaggiano a quota 20 e confermano di non essere né una sorpresa, né un’illusione.

Il riscatto è quello della Juventus. Non che il 5-0 sul Bari non fosse comunque indice di una pronta ripresa da parte delle ragazze di Rita Guarino, ma vincere a Firenze certifica che chi ha ambizioni scudetto dovrà assolutamente fare i conti con le campionesse in carica. Le bianconere riscattano la sconfitta che Ilaria Mauro e compagne avevano loro imposto in Supercoppa Italiana e vincono il big match, con una prova solida e autoritaria. Poche occasioni concesse alla Fiorentina, un gol per tempo: Girelli e Bonansea. In attesa del rientro di Martina Rosucci, Coach Guarino può anche permettersi un’ampia rotazione in certe zone del campo. Insomma, la Juve c’è e la svolta invocata da Braghin alla vigilia potrebbe essere davvero arrivata.

Dagli altri campi, arriva un’altra vittoria della Roma, che batte Atalanta Mozzanica e sveste sempre più i panni di matricola e indossa quelli di una possibile outsider: e attenzione al prossimo turno, quando le giallorosse ospiteranno il Milan… Silenziosamente avanzano anche Florentia e Sassuolo, che vincono rispettivamente contro Bari e Hellas Verona, scavando sempre più un solco tra la prima parte di classifica e la seconda, dalla quale tenta di staccarsi l’ottimo Tavagnacco che coglie una vittoria fondamentale sul campo del Chievo.

Infine, una riflessione su un argomento dal quale finora il calcio femminile era stato immune. Ovvero il malcostume di alcuni tifosi, che anziché incitare la propria squadra e le proprie giocatrici, non hanno trovato di meglio che insultare la squadra e le avversarie. Tutto questo in un weekend in cui il calcio è sceso in campo contro la violenza sulle donne, a sostegno di una battaglia che dovrebbe combattersi tutti i giorni. Invece, Fiorentina-Juventus ha dimostrato che purtroppo un certo male può contaminare anche quell’isola felice che era stata il calcio femminile. Cori beceri e insulti a Cristiana Girelli, attaccante della Juventus, da parte dei “tifosi” padroni di casa. Una situazione evidenziata anche da telecroniste e bordocampista Sky, stigmatizzata in seguito da un simbolo della squadra viola come Ilaria Mauro. Si sa, purtroppo, che la cultura calcistica italiana è contraddistinta dagli insulti; ma il calcio femminile non ha bisogno di questo tipo di tifoseria. Nel calcio femminile non è utopistico pensare di andare allo stadio solo per sostenere le proprie ragazze.

Il calcio femminile è un’altra cosa.

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