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Differenziato per Cacciamali, Marchitelli e Tarenzi

Nell’ultimo giorno lavorativo della settimana hanno svolto un programma differenziato l’estrema Marchitelli e le attaccanti Tarenzi e Cacciamali, mentre la squadra agli ordini di Bertolini ed il suo staff ha lavorato per due ore nel corso della mattina prima di godere del rompete le righe per il fine settimana. La ripresa degli allenamenti è prevista per lunedì mattina, con il Brescia che giovedì mattina alle 10:30 presso il centro sportivo di Fornaci sosterrà un’amichevole contro gli Allievi Regionali della Vighenzi Padenghe.

Si riapre il cantiere a Mozzanica

Ieri è iniziata ufficialmente la stagione sportiva del Mozzanica. Sotto la guida del neo tecnico delle bergamasche Elio Garavaglia, capitan Locatelli e compagne, vecchie e nuove, si sono ritrovate dopo tre mesi di stop forzato per iniziare la preparazione atletica, in vista della nuova stagione 2016-’17.

Non perde tempo il neo tecnico biancoceleste che in mezzo al campo, tra le sue nuove atlete, si sbraccia e non risparmia consigli tattici già dai primi esercizi. Si lavora costantemente a contatto con la sfera e al termine della giornata c’è già un pensiero positivo: “Siamo solo all’inizio ma l’impressione è senz’altro buona. Le ragazze mostrano tanta dispobilità e questo è un aspetto importante. Abbiamo molto lavoro davanti, c’è da assemblare una squadra che ha cambiato aspetto e bisogna trovare l’amalgama tra le esperte e le più giovani, ma l’atteggiamento che ho visto oggi mi fa ben sperare.”

Subito al lavoro anche i nuovi volti del sodalizio orobico: Michela Ledri, Giorgia Motta e Valeria Pirone. Ed è l’attaccante ex Verona e Napoli che fa quasi eco al suo nuovo tecnico “E’ presto per parlare, ma l’impressione di questo primo giorno di preparazione è buona. C’è un clima di serenità e tanta voglia di mettersi al lavoro da parte di tutte. Dobbiamo prepararci bene a questa nuova stagione che sarà sicuramente difficile.”

La tabella di marcia non dà infatti tregua a Locatelli e compagne: per i prossimi giorni sono previste sedute doppie di allenamento quotidiano. Sabato le ragazze giocheranno un’amichevole tutta in famiglia. Non un vero test, ma comunque un momento importante per dare all’allenatore meneghino la possibilità di saggiare la condizione atletica delle bergamasche.

Il primo impegno ufficiale è già alle porte: la coppa Italia ripartirà infatti già da domenica 28, ore 15.30 sul campo di Via Aldo Moro, dove le biancocelesti affronteranno l’ormai classico derby con le cadette dell’Orobica.

Olimpiadi Rio 2016: Svezia-Germania, una finale per l’oro inattesa

Alle ore 22:30 italiane di quest’oggi il Maracanã – Estádio Jornalista Mário Filho di Rio De Janeiro, sarà teatro dell’ultimo atto del torneo olimpico di calcio femminile che vedrà sfidarsi per la medaglia d’oro la Germania e la Svezia. Un incontro che praticamente nessuno alla vigilia aveva pronosticato, soprattutto pensando alla Svezia di Pia Sundhage.

Qualificatasi in Brasile, conquistando l’ultimo biglietto disponibile nel mini-torneo con Norvegia, Svizzera ed Olanda, la compagine allenata dalla Sundhage non è stata autrice di un girone di qualificazione da incorniciare. Inserita nel raggruppamento E, le scandinave infatti sono arrivate terze, alle spalle del Brasile e della Cina, e hanno dovuto affrontare le campionesse del mondo, nonché oro a Londra 2012, degli Stati Uniti nei quarti di finale. Un match che ha visto l’inatteso successo delle nordiche, frutto del sacrificio di squadra e dell’organizzazione difensiva. Atteggiamento che ha portato l’incontro ai calci di rigore, vedendo il trionfo delle nordiche. Tale strategia è stata replicata nella semifinale contro il Brasile, rivincita del girone E (verdeoro vittoriose 5-1) e memori dell’ultimo confronto le nordiche hanno giocato con grande ardore agonistico creando diversi problemi alle forti calciatrici carioca. Gli spazi stretti e la grande attenzione hanno, di fatto, limitato le potenzialità offensive brasiliane e l’epilogo ai tiri dal dischetto è il premio per un gruppo che fa del collettivo un proprio punto di forza.

Tuttavia, anche la Germania, nei match dei quarti e delle semifinali ha mostrato qualità simili, potendo poi contare su un tasso tecnico superiore. La nazionale di Silvia Neid, infatti, reduce dal secondo posto nel raggruppamento F non molto entusiasmante, si è ritrovata nelle partite ad eliminazione diretta, sconfiggendo la Cina ed il Canada similmente: grande attenzione difensiva, incredibile velocità nelle ripartenze e pragmatismo. Queste sono state le armi che hanno consentito alle tedesche di vincere i match citati e guadagnarsi la finale per il tanto agognato oro olimpico. Selezione teutonica che, infatti, mai è riuscita a vincere nella sua, pur gloriosa, storia la massima onorificenza a Cinque Cerchi, ottenendo in compenso tre bronzi. Sarà dunque questa l’occasione giusta? Il Maracanã ci fornirà la risposta e vedremo chi prevarrà tra la sorpresa del torneo e le panzer tedesche.

Katia Coppola: tra Svizzera e Italia

Con più di 70 reti segnate nelle ultime 6 stagioni, Katia Coppola nasce in provincia di Como il 5 maggio 1993 dove fin da piccola la passione per il calcio.
La sua prima esperienza in squadre femminili inizia a 12 anni con il Como 2000, dove rimane fino al 2012. Proprio mentre gioca al Como, arrivano le prime convocazioni in Nazionale nelle giovanili. Successivamente inizia il periodo in Svizzera dove gioca due stagioni con il Rapid Lugano, fino al 2014. Poi il ritorno in Italia con le maglie di Inter Femminile e Football Milan Ladies in Serie B. Attualmente è il nuovo acquisto della neo promossa in Serie A del Cuneo Calcio Femminile.

Nuova stagione, nuova squadra. Cosa ti ha portato a scegliere di andare a giocare al Cuneo Calcio Femminile? Aspettative per il campionato che si avvicina?
Ho scelto il Cuneo perché mi ha colpito il progetto che hanno, il fatto che in squadra ci siano ragazze giovani molto talentuose e altre con molta esperienza!
Per quest’anno oltre alla salvezza e qualche posticino più su spero di fare bene e dare un ottimo contributo alla squadra.

Nella tua carriera calcistica in passato hai indossato diverse volte la maglia azzurra. A febbraio 2016 sei stata convocata in Under 23. Com’è stato tornare a indossare quella maglia?
Tornare a vestire la maglia azzurra è sempre una grandissima emozione, è qualcosa che non riesci a descrivere.. Rappresenti la tua nazione e il pensiero che molte ragazze vorrebbero essere al tuo posto ti carica ancora di più per fare bene e dimostrare il tuo valore.

Negli anni passati hai giocato con il Rapid Lugano in Lega B Svizzera.
Hai trovato differenze a giocare lì, rispetto all’Italia?
Quando giocai col Lugano? Beh era molto più fisico soprattutto contro squadre svizzero tedesche.. A mio parere leggermente più basso come livello.. Ma ora che è salito in serie A si è rinforzato molto e probabilmente il livello è più alto..

Cosa fai nella vita quando non giochi a calcio?
Nella vita sono farmacista, ho finito gli studi nel giugno 2016 in Svizzera!!

Negli ultimi anni hai cambiato diverse squadre, ma in ognuna hai lasciato il segno col le tue reti andate a segno. è evidente che sei una giocatrice di grande talento. Mai sognato l’idea di giocare oltreoceano?
L’idea di giocare oltreoceano c’è sempre.. Ma è anche vero che col calcio femminile (sopratutto in Italia) non vai molto lontano al giorno d’oggi. Quindi diciamo che se non dovessi riuscire a fare esperienze internazionali magari da professionista punto comunque sul mio lavoro.. Lascerei il calcio come hobby!

Un ringraziamento a Katia Coppola per averci dedicato del tempo per l’intervista.
Noi del team di Calcio Femminile Italiano le auguriamo un grande imbocca al lupo per la nuova stagione in Serie A al Cuneo!

Vittoria del Brescia in amichevole contro la Pavonese

Contro la Pavonese Bertolini deve fare a meno di Tarenzi vittima di un principio di pubalgia, Pezzotta fermata da una contusione alla coscia e Mele assente a causa di un lutto familiare, con la squadra che si schiera lungo il classico 3-4-1-2 che vede Manieri esterna di centrocampo e Bonansea dietro le due punte. Il primo tempo vede le biancoblu sfiorare la rete in più occasioni con Sabatino, Bonansea, Girelli e Cernoia, mentre Ceasar sostituisce precauzionalmente Marchitelli a metà primo tempo. La gara si sblocca ad inizio secondo tempo quando Rosucci non sbaglia nell’uno contro uno con il portiere avversario siglando l’1-0. Il raddoppio giunge al 32’ ed è opera di Cacciamali brava nel finalizzare con un tiro da fuori area dopo azione solitaria di Serturini sulla sinistra.

BRESCIA – PAVONESE 2-0
BRESCIA (3-4-1-2):
Marchitelli (25’ pt Ceasar); Gama (16’ st Salvai), D’Adda (27’ st Boglioni), Salvai (1’ st Lenzini); Cernoia (31’ st Magri), Rosucci, Eusebio (21’ st Ghisi), Manieri; Bonansea (1’ st Serturini); Sabatino (1’ st Fuselli), Girelli (10’ st Sabatino)(25’ st Cacciamali). All.: Bertolini.
PAVONESE (4-4-2): Bettini, Romanini, Tedeschi, Frascio, Forlanelli, Gentili, Zangharini, Giugni, Quinzanini, Scartapacchio, Ferrari. A disp. (entrati nel corso della partita): Rizzi, Carberrini, Barbieri, ledizzi, Saldi. All.: Passeri.
ARBITRO: Alberti di Brescia
MARCATRICI: 3’ st Rosucci, 32’ st Cacciamali.

Lucchese femminile costretta a giocare a Pisa, un motivo di vanto che non viene considerato

Vincere un campionato e andare in Serie B, perdendo solo una partita, sembra non bastare alla Lucchese femminile, che si è vista costretta ad emigrare a San Giuliano Terme per giocare, visto che a Lucca nessuno è stato in grado di fornirgli un campo omologato alla categoria. Né il comune né la Lucchese Libertas, con la quale c’era stato un sodalizio (ora interrotto), sono riusciti a fare qualcosa per questa società che nella sua storia vanta anche la presenza in Serie A.

Marco Chiocchetti, presidente del sodalizio, ha voluto fare chiarezza sulla questione con la Lucchese. “Abbiamo raggiunto la serie B disputando un campionato esaltante, a coronamento di un lavoro iniziato tre anni fa – spiega Chiocchetti. – La Serie B è un altro mondo e ci andremo a scontrare con squadre come la Juventus e il Torino. Quindi, non solo abbiamo dovuto rinforzare la squadra con sei bimbe nuove venute da Livorno e da Pisa, ma ci siamo dovuti anche operare per trovare un campo omologato alla categoria. Mentre a Lucca siamo dovuti andare a chiedere le cose in ginocchio, senza tra l’altro ricevere niente, a San Giuliano siamo stati accolti a braccia aperte perché credono molto in questo movimento che sta crescendo in maniera esponenziale. Volevamo solo precisare – continua il presidente Chioccetti – che non scappiamo da Lucca per nostra volontà, ma avevamo bisogno di una struttura che valesse la categoria. Speriamo che qualcuno a Lucca capisca l’importanza di avere una squadra femminile in Serie B, visto che in altri sport femminili c’è molta più attenzione da parte di imprese e istituzioni”.

A proposito di sponsor e aiuti economici, vuole dire la sua anche Sandro Bengasi. “Siamo diaspiaciuti di dover andare in terra straniera a Pisa, ma siamo stati costretti a farlo – commenta Bengasi. – A Saltocchio non potevamo andare perché il campo è occupato dal settore giovanile e lo stadio è in possesso della Lucchese Libertas. Nessuno si è preso la briga di omologare un altro campo perché nessuno prende in considerazione la parte femminile del calcio, che invece è una realtà che sta crescendo esponenzialmente. Non é stata una nostra decisione andare a giocare a Pisa ma è stata una scelta forzata vista l’impossibilità di giocare a Lucca.
Altri sport a livello femminile come la pallavvolo e il basket vengono supportati in maniera massiccia da grandi aziende e dalle istituzioni, ma nessuno ha ancora capito l’importanza di una squadra femminile di calcio in Serie B a Lucca, dove non c’è neanche la squadra maschile a questi livelli. Rappresenteremo Lucca in giro per l’Italia durante un campionato d’elite, possibile che non ci sia nessuno, nemmeno il comune che voglia investire in una realtà così importante?”.

Il presidente Marco Chiocchetti riprende poi la parola, chiarendo come è andata la storia con la Lucchese e i rapporti con il comune. “A settembre dello scorso anno, quando facemmo la presentazione delle squadre, al Foro Boario, il direttore sportivo Giovanni Galli si auguró di poter iniziare una collaborazione con noi e il calcio femminile. Da li parti un dialogo con i dirigenti della lucchese nella persona di Bettucci. L’accordo doveva essere una sinergia per rafforzare Lucca non la parte maschile o femminile di questo sport.
La Lucchese aveva bisogno di aumentare gli ingressi allo stadio e noi raggiungiamo persone diverse da quelle a cui possono arrivare loro, e grazie a noi volevamo riportare linfa e tifosi al Port’Elisa
– spiega ancora Chiocchetti.- Dal canto nostro, noi avevamo chiesto che nella feidussione della Lucchese, si aggiungessero altri 4mila euro per pagare anche la nostra, visto che per loro non sono molti. In più avevamo chiesto un campo omologato e un minimo aiuto per le trasferte ma quest’ultima era una cosa marginale.
Sembrava tutto perfetto ed eravamo tutti d’accordo, tantè che nella penultima riunione ci avevano detto che le promesse sarebbero state mantenute e che potevamo addirittura iniziare a stampare il nuovo logo.
Menomale abbiamo aspettatp
–continua il presidente. – Perché dal nulla e senza dare spiegazioni è finito il tutto. Bettucci, anche un po’ irritato, ci ha detto che non se ne faceva più di nulla e noi siamo rimasti a piedi. Avevamo giocato con le loro maglie a Pontedera, dove abbiamo vinto il campionato, e in finale di coppa toscana, sembrava tutto pronto per poterci chiamare anche noi Lucchese Libertas e vestire i loro colori, ma è finito tutto di punto in bianco. In più, come se non bastasse – conclude Chiocchetti – Ci hanno pure portato via settore giovanile, perché quello che la Lucchese libertas ha presentato come propria squadra è in realtà il nostro di asd lucca 2003. Si è invece detto che quelle bimbe venivano da altre società, ma sono tutte cresciute nel nostro settore giovanile ed hanno rinnegato le loro radici. Si può decidere di andare a giocare dove si vuole, ma si deve sempre dire da dove siamo venuti, per rispetto. Adesso stiamo riformando il settore giovanile ripartendo dalle bambine a sette con un nuovo ds del settore giovanile. Per quanto riguarda il comune, non abbiamo ancora trocanto i ponti, perché ci hanno detto che potrebbero fare qualcosa in termini economici, ma ancora non ci è stato detto niente”.

Maria Giannecchini, moglie del compianto presidente Carlo Isola, visibilmente comossa e arrabbiata allo stesso tempo, ha voluto dire la sua riguardo alla situazione. “Io sono soltanto arrabbiata per questa situazione, perché Carlo ha dato tanto a questa società e a questa città, in termini umani ed economici – spiega la Giannecchini. – Ha portato l’acf in serie A, pagando enormi quantitá di soldi senza nessun ritorno economico ma solo spinto dalla passione. Per queste cose ci vuole onestá e mi dispiace che nessuno si interessi a noi o che addirittura qualcuno rinneghi le radici di dove si viene. Ci sono poche parole da dire, dico solo muovete le acque, perché tutti devono sapere che noi siamo sempre stati una societá onesta e voglio che tutti lo sappiano”.

La figlia di Maria Giannecchini, ha scritto una lettera aperta al padre che non c’è più per spiegargli la situazione. “Ciao Papi, ti scrivo come se tu fossi ancora qua. Ancora tra i campi da calcio, ancora in mezzo alle tue bimbe che hai sempre amato. Mi ricordo quando mi portavi allo stadio a vedere la partita la domenica, quando ancora piccola chiedevo palloni anziché le bambole, ma soprattutto mi ricordo quando ho iniziato a giocare a calcio di nascosto, perché tu non volevi, non volevi rientrare in questo mondo che ti succhia ogni energia, in questo mondo che se non ci sono sacrifici non vai avanti, in questo mondo che chi fa il vero lavoro di solito sta dietro le quinte e scende poche volte in campo.  Di solito è quello con la maglia diversa, ma con un unico cuore, nel nostro caso GIALLO e BLU! Ti scrivo anche per chiederti scusa. Scusa perché da quando te ne sei andato sono successe tantissime cose a mio avviso inspegabili. Sono amareggiata dal vedere sui social che ci sono bimbe che rinnegano di aver giocato nell’ acf 2003 Lucca, genitori che non ti riconoscono la dedizione, le risorse e il tempo che hai profuso a questa squadra, a volte anche a discapito di impegni personali. Scusa perchè se tu fossi stato qui e avessi visto tutto questo ne avresti sofferto.
Tu amante del calcio onesto, del calcio di PAROLA, del calcio fatto di persone. Tu che credevi in un sogno e lo hai realizzato, tu che hai visto passare sotto la tua ala ragazze che adesso sono in alto, in nazionale, e ti ricordano con amore e stima. Non meritavi certo tutto questo. Spero che questo tuo sogno possa proseguire ancora per molto tempo. Hai lasciato un testimone pesante ma chi lo ha raccolto crede in ciò in cui credevi tu e se anche gli hanno fatto lo sgambetto ancor prima di cominciare, co che ce la farà, so che alla fine ne uscirà a testa alta. Ciao!”.

Olimpiadi Rio 2016: Svezia – Germania, la finale olimpica in numeri

La finale del torneo femminile di calcio delle Olimpiadi si giocherà per la prima volta tra due squadre europee; venerdì infatti la Svezia sfiderà la Germania a Rio de Janeiro per l’oro olimpico alle 22:30CET. Cosa ci dice la storia?

Curriculum squadre (prima la Germania, poi la Svezia)
Titoli olimpici: 0-0
Titoli EURO: 8-1
Coppe del Mondo: 2-0

Scontri diretti (prima la Germania, poi la Svezia)
Complessivamente: 18-7 (le due squadre non hanno mai pareggiato!)
Gol: 48-31
Cartellini rossi: 0-0
In finali: 3-0 (1995, 2001, 2003; tutte con un gol di scarto)
Ai supplementari: 3-0
Alle Olimpiadi: 3-0
Di venerdì: 1-1

Ultimi cinque incroci
20/06/2015: Germania 4-1 Svezia (Coppa del Mondo, Ottawa)
11/03/2015: Germania 2-1 Svezia (Coppa Algarve, Parchal)
04/03/2015: Germania 2-4 Svezia (Coppa Algarve, Vila Real de Santo Antonio)
29/10/2014: Germania 2-1 Svezia (amichevole, Orebro)
05/03/2012: Germania 4-0 Svezia (amichevole, Parchal)

Allenatori
Il Ct della Svezia, Pia Sundhage, potrebbe vincere il suo terzo oro olimpico dopo i successi con gli Stati Uniti nel 2008 e 2012.

Silvia Neid, che ha guidato la Germania alle vittorie delle medaglie di bronzo alle Olimpiadi del 2000, 2004 e 2008, chiuderà venerdì l’avventura lunga 11 anni sulla panchina della nazionale.

Silvia Fuselli: un grande orgoglio vestire questa maglia

Ultima arrivata in casa Brescia, ma capace fin dai primi giorni di inserirsi al meglio nel gruppo diventando ben presto punto di riferimento per le più giovani, Silvia Fuselli si cala nel migliore dei modi nella realtà bresciana con l’entusiasmo e la determinazione di chi, dopo aver vinto tantissimo nella sua carriera, vuole ripetersi conquistando nuovi trofei con la maglia biancoblu del Brescia.

Nuovo inizio, dopo tanti successi, nel Brescia.
“Per me è effettivamente un nuovo inizio, inaspettato, ma piacevole. Ritrovarsi dopo così tanti anni di calcio ad avere un’opportunità così importante, in una squadra dalle grandi ambizioni, è sicuramente motivo di grande orgoglio. Sono felice”.

La tua esperienza soprattutto in campo internazionale sarà importante in una squadra dall’età media molto giovane.
“Il Brescia è si una squadra molto giovane, ma con già una buona esperienza, basti pensare che questo gruppo è alla terza partecipazione consecutiva in Champions League. Personalmente spero di dare il mio contributo, sappiamo che non sarà facile migliorarsi, ma il porsi obiettivi sempre più grandi è il miglior modo per crescere e raggiungere nuovi traguardi”.

L’inserimento nel gruppo dopo queste prime settimane di lavoro come procede?
“Benissimo, sono davvero contenta di lavorare con queste compagne e questo staff, ho trovato un ambiente sereno, familiare, in cui tutti sono molto disponibili con me. Le aspettative che avevo da fuori si sono rivelate giuste”.

Destino ha voluto che la prima partita ufficiale della stagione, con già un trofeo in palio tra l’altro, la si giocherà proprio contro la tua ex squadra, il Verona, a fine settembre.
“Sono contenta di disputare subito una gara contro la mia ex squadra anche se rivedrò poche compagne con cui ho condiviso i due anni in terra scaligera. Prima di allora però avremo due gare molto importanti e sentite per noi ad iniziare da quella del 30 di agosto che coinciderà con la presentazione ai tifosi a Travagliato, per poi pochi giorni dopo affrontare l’Olympique Lione”.

Lo Spezia Femminile mette a segno un doppio colpo di mercato

Due colpi in una sola giornata, il mercato dello Spezia Calcio Femminile sembra non avere fine. Ieri i dirigenti aquilotti hanno trovato l’intesa con Letizia De Cesari ed Ilaria Valenti, rispettivamente difensore e centrocampista, svincolate dal Vecchio Levanto Femminile. In vista della nuova stagione, che prenderà in via domenica 28 agosto con il raduno pre-campionato, due rinforzi di valore per lo scacchiere tattico di mister Feltrin.

La nota societaria sulla pagina ufficiale di Facebook dello Spezia Calcio Femminile: ”Il direttore sportivo dell’ASD Spezia Calcio Femminile Barbara Picasso, nella giornata odierna ha chiuso due trattative per rafforzare la squadra di mister Feltrin. I nuovi ingaggi sono Letizia De Cesari (difensore) ed Ilaria Valenti (centrocampista ) provenienti dal Vecchio Levanto, entrambe hanno calcato i campi della serie C e sono pronte e determinate a dare tutto per portare in alto la squadra. Ad entrambe un caloroso benvenuto in maglia bianca da parte della società”.

Arezzo Calcio Femminile: al via la preparazione atletica agli ordini di Manuela Tesse

inizia ufficialmente la preparazione atletica della prima squadra amaranto in vista del primo impegno ufficiale di Coppa Italia, in calendario il 28 agosto, a Savignano sul Rubicone contro il Castelvecchio. La preparazione vedrà le amaranto impegnate al campo “Roberto Lorentini” in sessioni d’allenamento pomeridiane e mattutine e segnerà la ripresa dei lavori da parte del team aretino pronto ad entrare nel panorama calcistico nazionale.

Con l’ingresso nello staff della casentinese Irene Perini, nuova team manager della prima squadra, e all’arrivo delle giocatrici Laura Verdi e Debora Frosecchi dal Casentino, la rosa della prima squadra si appresta a definire il proprio organico che, nel corso della stagione, verrà ampliato dalla presenza di alcuni elementi della Primavera particolarmente meritevoli.
Già dalla prima sessione, gli allenamenti saranno condotti dalla neo allenatrice sassarese Manuela Tesse, appena approdata ad Arezzo per guidare la compagine amaranto in Serie B, coadiuvata dalla preparatrice atletica Consuelo Verbeni.

Siamo pronti ad affrontare la nuova avventura– spiega la presidente Chiara Tavanti.- E giunti ai nastri di partenza, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno sempre creduto in questo progetto: lo staff tecnico e dirigenziale; l’U.S Arezzo con cui abbiamo dato vita ad un’interessante collaborazione, ma soprattutto le ragazze delle varie categorie, e le loro famiglie, che hanno confermato la propria presenza senza dubbi mostrando attaccamento alla maglia e ai colori della città. Con Manuela Tesse c’è un totale accordo sul lavoro da svolgere e sono certa che, con la sua esperienza saprà trasformare le nostre ragazze in vere donne ed atlete”.

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