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I 9 cibi a “calorie negative” che fanno dimagrire mangiando

I cibi a calorie negative sono quelli che, quando vengono digeriti, fanno sì che il corpo consumi più calorie di quante ne sono state assunte. E’ proprio per questo che aiutano a perdere peso e a rimanere in perfetta linea facendo pochissimi sforzi. Possono essere consumati a metà mattina o a metà pomeriggio e permettono di risvegliare il metabolismo. Naturalmente, il tutto deve essere associato ad una dieta sana, così da evitare dei possibili effetti indesiderati. Ecco quali sono i 9 alimenti a calorie negative.

1. Sedano – Il sedano è ricco di fibre, ha delle incredibili proprietà diuretiche e contrasta la ritenzione idrica. Contiene solo 16 calorie ogni 100 grammi ed è il prodotto ideale per chi vuole dimagrire.

2. Carni bianche – Tacchino e pollo contengono moltissime proteine e, in 100 grammi, contano solo 180 calorie. Non è un caso che le carni bianche siano sempre inserite nelle diete dimagranti.

3. Cavolfiore – Il cavolfiore è noto per le sue proprietà antinfiammatorie e per la sua capacità di mantenere sotto controllo gli zuccheri. E’ ricco di vitamine, di sali minerali e contiene solo 25 calorie ogni 100 grammi.

4. Cetrioli – I cetrioli contengono pochissime calorie, 18 in 100 grammi. Sono costituiti perlopiù da acqua ed è per questo che sono depurativi e diuretici.

5. Caffè – Il caffè è una delle bevande più amate al mondo ma in pochi sanno che una tazzina contiene solo due calorie. Naturalmente, questa regola vale solo quando è totalmente amaro.

6. Peperoncino – Il peperoncino è famoso per le sue proprietà antinfiammatorie, che aiutano il corpo a “sgonfiarsi”. Contiene inoltre solo 50 calorie ogni 100 grammi ed è la spezia che dà più sapore agli alimenti.

7. Papaya – La papaya è ricca di vitamina C e di sali minerali, utili a combattere i problemi digestivi e la stitichezza. E’ il frutto ideale per coloro che seguono una dieta poiché contiene solo 50 calorie in 100 grammi.

8. Pomodori – I pomodori sono poveri di calorie, 18 ogni 100 grammi, e ricchi di acqua e vitamine. Hanno inoltre anche incredibili proprietà antiossidanti e sono perfetti per coloro che vogliono rimanere in linea.

9. Mela verde – La mela verde è ricca di fibre e di vitamine, ha proprietà sazianti e mantiene basso l’indice glicemico. Quante calorie contiene? 50 ogni 100 grammi.

Gli ultimi movimenti di calciomercato

A poche settimane dall’inizio della stagione il mercato del calcio femminile ha rallentato il suo frenetico giro ma ci sono comunque stati negli ultimi giorni dei movimenti importanti di calciatrici.

La notizia che ha risuonato in queste ultime ore è quella del passaggio dell’attaccante di esperienza Sandy Iannella dalla Torres al Cuneo. La Iannella motiva così la sua scelta: “Ho deciso di andare al Cuneo perché é stata una delle prime squadre a cercarmi per la prossima stagione. Poi ho rinunciato per rimanere alla Torres, ma dopo i fatti avvenuti ho deciso di prendere di nuovo in considerazione la loro proposta, accantobando tutte le altre che ho ricevuto. Quello che mi ha spinto è stato il loro progetto. Conosco bene il mio allenatore, so come lavora. Anche il presidente è una brava persona e della società me ne hanno sempre parlato bene. Cuneo è una bella cittadina. Quindi non ho avuto dubbi nella mia decisione.”

La Res Roma ha annunciato il suo terzo movimento di mercato: arriva alla squadra capitolina dal Chieti l’attaccante classe 1993 Melania Martinovic che completa il suo reparto offensivo. La giovane attaccante ostiense vanta due vittorie del campionato di Serie B e il titolo di capocannoniere vinto nell’ultima stagione, in cui ha realizzato 24 reti.

La società chietina la ufficializzato il rinnovo delle sorelle Giulia e Giada di Camillo, due delle maggiori artefici della storica promozione in A. Un alto grande colpo di mercato per il Chieti Calcio Femminile è l’arrivo in neroverde di Gloria Marinelli, giovane attaccante classe ’98 prelevata dalla Grifo Perugia. L’attaccante aveva dichiarato di rimanere in biancorosso ma, alla fine, il club umbro ha deciso di lasciar andare la punta per concederle l’opportunità di giocare in Serie A.

Il Como comunica il rinnovo dell’attaccante Giulia Brazzarola,ventenne di Milano che ha già indossato la casacca lariana la scorsa stagione con mister Cincotta.

Il mercato del San Zaccaria ha visto l’arrivo di altre due nuovi giocatrici alla del tecnico Gianluca Nardozza: dopo Pastore, Moscia e Colasuonno, dall’Imolese Calcio femminile è stata prelevata in prestito la centrocampista ventenne Giorgia Filippi e dalla Fiorentina Women’s arriva con la con la formula del prestito l’attaccante classe 1997 Costanza Razzolini.

Nike Magista 2: la nuova scarpa da calcio Nike delle Olimpiadi di Rio 2016

Nike ha presentato la nuova scarpa da calcio 2016 / 2017 Nike Magista 2, che ha fatto la sua comparsa ufficiale in Brasile sui campi delle Olimpiadi di Rio 2016.

La prima versione di Nike Magista, uscita nel 2014, fu la capostipite di una serie di scarpini che rivoluzionò il mondo delle scarpe da calcio, fu infatti la prima vera scarpa da calcio alta. Questo nuovo modello rappresenta l’ennesima evoluzione dei laboratori Nike Football per ottimizzare al massimo e rendere ancora più naturale e divertente il gioco del calcio.

La struttura riprende quella della Magista 1 con il caratteristico calzino che ricopre la caviglia e la tomaia in Flyknit, materiale ultraleggero, che avvolge perfettamente tutto il piede. La grande innovazione è nel concetto alla base di questo nuovo scarpino, che è stato progettata pensando a come si sarebbe naturalmente potuto evolvere il piede umano se il calcio fosse stata la priorità. Avanzatissimi studi hanno scannerizzato la struttura del piede evidenziando le zone di maggior sensibilità e modellando la tomaia cosi da poter ottimizzare al massimo il contato con il pallone, portando l’esperienza di gioco a un livello sensoriale mai raggiunto prima.

La scarpa da calcio Nike Magista ha in catalogo altri diversi modelli appartenenti a questa nuova famiglia:

  • Nike Magista Obra FG: top di gamma alto per terreni naturali compatti
  • Nike Magista Orden: secondo modello alto del gruppo, disponibile in tutte le tacchettature (FG per terreni naturali compatti, SG-PRO per terreni naturali bagnati, AG-PRO per terreni sintetici)
  • Nike Magista Onda: modello basso con tacchettatura FG
  • Nike Magista Obra JR: versione da bambino.
  • Nike MagistaX proximo 2 TF: scarpa da calcetto alta
  • Nike Magista Onda 2 TF: scarpa da calcetto bassa

Como: rinnovo per l’attaccante Giulia Brazzarola

La societa’ Como 2000 ha comunicato sul sito ufficiale del club il rinnovo dell’attaccante Brazzarola Giulia, ventenne di Milano in rosa già dalla scorsa stagione con mister Cincotta.
Sara’ presente ai nastri di partenza il 22 agosto a Pontelambro per la preparazione agli ordine di mister Prestifilippo.
In bocca al lupo Giulia da tutta la societa’…

Upc Tavagnacco: iniziata la preparazione in vista della prossima stagione

E’ cominciata la stagione dell’Upc Tavagnacco. Le calciatrici gialloblu si sono ritrovare sul campo di Adegliacco per il primo allenamento diretto da mister Amedeo Cassia. Insieme a lui il nuovo preparatore atletico Paolo Paveglio, il nuovo preparatore dei portieri Alessandro Romano e il massaggiatore Mario Materassi. Nuova anche la team manager, Milena Ceschia.
A dare il benvenuto alle ragazze c’erano il vicepresidente del Tavagnacco Vincenzo Picheo e il direttore sportivo Francesco Pravisani.

Accanto alle storiche giocatrici gialloblu e alle giovani promesse ‘promosse’ dalla Primavera, due i volti nuovi al primo allenamento: Rachel Mensah, di ritorno dal prestito all’Udinese femminile, e Siojli Pugnetti, proveniente dal Pordenone.
Fino all’inizio del campionato, previsto per il primo ottobre (sarà la 16esima stagione consecutiva in serie A per il Tavagnacco), la squadra si allenerà cinque volte al giorno, anche in preparazione dell’esordio stagionale in Coppa Italia, con la doppia sfida contro l’Udinese femminile il 28 agosto e il 4 settembre.

«C’è una grande voglia di ricominciare a lavorare – ammette mister Cassia –. Quest’anno ripartiamo da zero ed è per questo che non ci aspetta una stagione semplice. Ma La squadra è formata da un blocco solido costituito da quelle ragazze che nelle ultime stagioni hanno dato tanto ai colori gialloblu. Toccherà a loro fare da chioccia alle più giovani, molte delle quali si affacciano per la prima volta in serie A».
Il direttore sportivo Pravisani è fiducioso: «Sono certo che il lavoro del mister saprà dare risultati importanti, mixando nella maniera giusta le giocatrici più esperte con quelle più giovani. Credo molto in questo progetto e sono convinto che molte delle nostre giovani potranno fare un salto di qualità nella prossima stagione».

Tornata ad allenarsi a tempo record, a soli due mesi dall’operazione al legamento crociato del ginocchio, la capitano Paola Brumana. «Mi sono operata il 16 giugno, quindi esattamente due mesi fa – racconta la numero 10 gialloblu – . I medici mi hanno dato l’ok per svolgere insieme alla squadra tutta la parte fisica. Sulla stagione spero che ci sia entusiasmo e voglia di divertirsi tra le ragazze: se restiamo unite e ascoltiamo le indicazioni del mister – conclude – sono convinta che potremo toglierci un sacco di soddisfazioni».

Parla come tratti … le donne

Come in ogni grande e piccola vicenda italica, siamo giaà al tifo e agli ultras da stadio: da una parte chi si indigna per il titolo «Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico» del direttore della testata sportiva QS (sulla prova delle tre arciere Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia), e plaude la sua rimozione a furor di social da parte dell’editore Riffeser; dall’altra chi invece sta col direttore «vittima del politicamente corretto». Una squadra contro l’altra, a colpi di hashtag, scuote i pugni e alza la voce, mentre le atlete postano video spiritosi ma eloquenti e fanno sapere di essere concentrate sulle gare. Poi ci sono i benaltristi, che in Italia non mancano mai, i quali ricordano che nessuno eè mai stato rimosso per titoli ben piuù volgari e offensivi di questo.

Nel chiacchiericcio e nel braccio di ferro agostano, si perde di vista la questione di fondo: è giusto fare un titolo del genere? Secondo me, no. Quanto alla punizione esemplare, mi sembra esagerata, ma l’editore ha il diritto di decidere quel che gli pare. Mi sembra che in Italia non corriamo il rischio di essere troppo politicamente corretti: lo siamo meno che in tutto il resto d’Europa. Mi dispiace dirlo, ma il nostro Paese non ha una sufficiente cultura di rispetto per le donne, né nelle piccole né nelle grandi cose, quindi leggi e regole che tutelino e promuovano il rispetto per il genere femminile e l’uguaglianza tra i sessi – anche nel campo della comunicazione – sarebbero benvenute.

Far commenti sull’aspetto fisico di un’atleta può andar bene al bar o sul divano di casa, ma chi fa informazione ha dei minimi doveri di buongusto, oltre che di correttezza. Non ricordo di aver letto titoli sui tagli di capelli o i fisici dei giocatori di calcio, durante gli Europei. Ma il tema è universale, e molto sentito, tanto che il quotidiano britannico The Guardian ha appena pubblicato un decalogo su come bisognerebbe scrivere delle atlete, partendo dal presupposto che, in gran parte, i commentatori siano disabituati a scrivere delle competenze femminili. In ogni campo, non solo in quello sportivo.

Secondo il Guardian quando si scrive di una competenza femminile bisognerebbe parlare di quello che la persona fa (in questo caso, la sua disciplina e la sua prova sportiva) e non dell’aspetto fisico, di come si veste, di come si pettina o del suo tono di voce; non bisognerebbe mai fare commenti che non si farebbero per un uomo; non bisognerebbe alludere a fidanzati, mariti, amanti; soprattutto non bisognerebbe fare riferimento a quanto la persona di cui si scrive sia più o meno sexy, giovane, carina oppure il contrario.

Sembra banale, ma di fatto non accade, neanche nel resto del mondo, tranne forse nell’Europa del Nord. Se una donna di mestiere non fa la modella o i concorsi di bellezza, si può parlare di quel che fa e non di come appare? Io credo che si debba, e che farebbe un gran bene a tutta la società. «Il modo in cui parliamo delle donne, in particolare delle donne al top dei loro settori, ha un impatto tangibile sul modo in cui trattiamo le donne», scrive il Guardian, e penso che abbia ragione.

Olimpiadi Rio 2016: il caterpillar Germania contro il muro svedese nella finale dei Giochi

Il 19 agosto, alle ore 22:30 italiane al Maracanã – Estádio Jornalista Mário Filho di Rio De Janeiro, andrà in scena l’ultimo atto del torneo olimpico di calcio femminile che vedrà sfidarsi per la medaglia d’oro la Germania e la Svezia e se la qualificazione alla finale delle tedesche era auspicabile, per le grandi campionesse presenti in squadra, quanto fatto dalle svedesi è a dir poco incredibile. 

La compagine allenata da Pia Sundhage, qualificatasi all’ultimo per i Giochi Olimpici grazie al torneo pre-olimpico annoverante Olanda, Norvegia e Svizzera, è stata protagonista di una rassegna in crescendo. Dopo le difficoltà del girone di qualificazione, con la pesante sconfitta contro il Brasile per 5-1, le nordiche hanno dovuto sfidare nei quarti di finale nientepopodimeno che gli Usa, campioni olimpici e mondiali in carica. Un match che sembrava scontato e nettamente appannaggio della squadra di Jill Ellis. Invece, grazie ad una tattica accorta, le calciatrici della Sundhage sono riuscite nell’impresa di pareggiare 1-1 nei minuti regolamentari, portando le fuoriclasse statunitensi ai rigori, trionfando. Un esito che si è ripetuto anche nella semifinale, dal sapor di rivincita, contro le carioca padrone di casa. Incontro dominato o quasi dalla Seleçao che ha trovato però nell’organizzazione difensiva della Svezia un muro invalicabile. L’epilogo scontato ai tiri dal dischetto ha premiato nuovamente le scandinave ed ora è tempo di sfida suprema alla Germania.

Le tedesche nelle vittorie contro Cina e Canada hanno messo in mostra pragmatismo e concretezza, sfruttando con grande sagacia tattica le occasioni costruite nel corso dei match ed avendo un grandioso apporto realizzativo da Melania Behringer, giunta a quota 5 segnature nel torneo. Al di là però delle individualità, ciò che colpisce della squadra di Silvia Neid è l’eccellente coesione. Nell’ultimo incontro contro le canadesi ci sono stati momenti di grande sofferenza nei quali il panzer teutonico ha saputo resistere, colpendo le avversarie in contropiede, grazie alle qualità tecniche di giocatrici del calibro di Sara Daebritz. Germania che, dopo non aver brillato particolarmente nel girone F giungendo alle spalle proprio delle nordamericane, ha trovato nei match ad eliminazione diretta quella spinta emotiva per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso: la conquista dell’oro olimpico mancante. Sono infatti tre i bronzi che la selezione teutonica ha conquistato nella propria storia e pertanto questa potrebbe essere l’occasione giusta.

Ci attende però una finale aperta ad ogni risultato perchè, pur considerando le germaniche favorite, le svedesi hanno già dimostrato nel corso di questa rassegna di saper ribaltare il pronostico, battendo Usa e Brasile.

Lazio Women, le ragazze scioperano e non iniziano la preparazione

La Lazio Women, ieri, avrebbe dovuto iniziare la stagione 2016/17, ma così non è stato: le giocatrici, infatti, oggi si sono rifiutate di allenarsi e di iniziare la preparazione pre campionato, che si sarebbe dovuta svolgere al campo Melli di Roma.
Ci hanno spiegato che le ragazze della Lazio Women si siano rifiutate di scendere in campo per motivi sia organizzativi che gestionali da parte della società biancoazzurra.
Le ragazze sembrerebbero esasperate dal comportamento societario, al punto che oggi mancavano addirittura i kit per l’allenamento. Ma non è finita: alcune ragazze non sono state convocate indebolendo una rosa che secondo gli addetti ai lavori non sarebbe all’altezza delle aspettative. A tutto ciò bisogna aggiungere che fino ad oggi non è stata effettuato nessuno acquisto. In pratica la squadra sarebbe allo sbando totale.
Nella giornata di oggi, 17 agosto, sarebbe previsto (il condizionale è d’obbligo, ndr) un incontro tra alcuni rappresentati della società e le giocatrici, nella speranza di poter trovare un punto di incontro, che consenta alle ragazze di poter revocare lo sciopero. E ora come reagirà Lotito? Probabilmente con qualche latinismo che tanto gli piacciono, ma che non porta a nulla di buono e intanto la Lazio Women sciopera…

Olimpiadi Rio 2016: Germania-Canada 2-0, le tedesche volano in finale grazie a Behringer e Daebritz

Nella seconda semifinale, al Mineirao di Belo Horizonte, la Germania conquista la finale del torneo olimpico di calcio femminile, battendo 2-0 il Canada con le reti di Melanie Behringer (rigore) al 21′ e di Sara Daebritz al 59′. Un successo che quindi porta le tedesche all’ultimo atto a Cinque Cerchi dove sfiderà la Svezia, autentica sorpresa di questa rassegna, mentre le canadesi affronteranno il Brasile per il bronzo.

PRIMO TEMPO – Inizio dell’incontro tutto di marca teutonica con Alexandra Popp e compagne a mettere in difficoltà l’estremo difensore canadese Stephanie Labbe. Una pressione offensiva che porta al 21′ ad un calcio di rigore per una chiusura completamente fuori tempo di Kadeisha Buchanan sulla citata Popp. Dal dischetto si presenta la capocannoiere del torneo Melanie Behringer che dagli 11 metri non sbaglia, portando in vantaggio la compagine di Silvia Neid. Canada che tenta una reazione, puntando sulla velocità di Janine Beckie, assistita da Christine Sinclair, ma la n.16 nordamericana pecca di  precisione negli ultimi 20 metri, non riuscendo ad inquadrare la porta difesa da Almuth Schult. Allo scadere dei primi 45′, sugli sviluppi di un corner, il Canada costruisce la sua migliore chance con Buchanan che di testa anticipa tutte ma è brava Melanie Leupolz a salvare sulla linea di porta.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa, la squadra della Neid va in caccia del raddoppio e prima Leupolz e poi Popp per pochissimo non riescono a concretizzare davanti all’estremo difensore canadese. Compagine di John Herdman che tenta di reagire, creando un’altra grande occasione con Beckie senza però trovare la via della rete. Al 59′ grazie ad una splendida ripartenza, il talento Sarah Daebritz rientra sul destro fulminando Labbe e portando il punteggio sul 2-0. Ci prova Sinclair, qualche minuto dopo, a caricarsi la squadra sulle spalle e con una percussione centrale impegna il portiere tedesco non riuscendo però a realizzare. Al 70′ sono ancora le ragazze di Herdman che con un’azione dalla sinistra di Ashley Lawrence cercano il goal senza successo. Ha del clamoroso, poi, il goal fallito sempre da Beckie che, servita dalla neo entrata Deanne Rose, tira centralmente, favorendo la respinta della Schult. E’ l’ultima emozione di un incontro nel quale il maggior pragmatismo della Germania è stato determinante per la vittoria finale.

Olimpiadi Rio 2016: trionfo della Svezia ai rigori, sogno d’oro del Brasile infranto

Nella prima semifinale del torneo olimpico di calcio femminile, disputata nel mitico Stadio Maracanã, successo incredibile della Svezia contro il Brasile ai calci di rigore per 4-3 che grazie a questa vittoria conquista la finale per l’oro in attesa di sapere chi tra Germania e Canada sarà l’avversaria per la medaglia d’oro olimpica. Continua invece la maledizione del Seleçao che neanche nei Giochi di casa potrà fregiarsi del titolo a Cinque Cerchi, giocandosi invece le proprie chance per il bronzo.

PRIMO TEMPO – Come da previsione, sono le verdeoro ad avere il pallino del gioco in mano cercando di trovare il pertugio giusto tra le maglie strette della difesa scandinava. Con Formiga a dettare i ritmi del gioco, la manovra delle brasiliane va a fiammate, animate più dalle iniziative personali di Marta e Beatriz che da una coralità d’azione. Si dà una gran da fare il fantasista del Rosengard che, dalla destra, cerca sempre o la conclusione o un assist per le compagne. La nazionale di Vadao fa incetta di corner (ben 6) senza però trovare la via della rete e rischiando in talune occasioni i contropiedi delle svedesi. La tattica molto accorta di Pia Sundhage vuol proprio sfruttare questo: aspettare il Brasile e poi colpire le carioca in ripartenza. Un piano strategico che riesce in parte dal momento che, al di là di una chance capitata sui piedi del capitano Lotta Schelin, servita da un lungo lancio di Nilla Fischer,  le nordiche creano davvero pochi problemi alla retroguardia brasiliana. Le padrone di casa, infatti, sono molto abili nel recuperare il pallone in mezzo al campo, asfissiando il centrocampo avversario. Una pressione che, però, nei primi 45′ si rivela decisamente sterile e sul punteggio di 0-0 termina il primo tempo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa, dopo un inizio griffato Brasile, per le conclusioni di Beatriz, la Svezia alza il proprio baricentro, approfittando di un Brasile meno intenso. Un atteggiamento che porta a due chance importanti per squadra della Sundhage che, prima con Stina Blackstenius e poi sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Kosavare Asillani, sfiora il goal. Compagini sempre più allungate con l’andare avanti dei minuti ed è Marta a salire in cattedra. Le percussioni della n.10 del Brasile sono una fonte di gioco inesauribile per le verdeoro, costringendo spesso le svedesi a fermarla con le maniere forti. Gli ingressi in campo di Andressa e Sofia Jakobsson danno un po’ di imprevedibilità ad entrambi i team senza però la dovuta concretezza. Gli ultimi 10 minuti sono un assedio delle padrone di casa che però non sortisce effetti. Si va dunque ai tempi supplementari.

TEMPI SUPPLEMENTARI – I 30′ minuti dell’extra-time vedono entrambe le contendenti vicine al goal. La prima ad avere la chance è la Svezia con Schellin che di testa sfiora il palo alla destra di Barbara mentre Marta, proprio negli ultimi secondi, ha sul suo sinistro un’occasione d’oro non trovando però il tempo giusto di impatto sul pallone dopo una respinta sbagliata del portiere scandinavo. Si decide tutto ai calci di rigore.

RIGORI – Nella roulette dei tiri dal dischetto ancora una volta è la Svezia a trionfare, dopo il sorprendente successo con gli Stati Uniti nei quarti di finale. Dopo i due errori di Cristiane ed Asllani, costa caro al Brasile l’errore di Andressa che consegna le chiavi dell’incontro e la qualificazione alla finale alle scandinave, a segno con Lisa Dahlkvist nell’ultimo rigore decisivo.

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