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Tra i fantastici 8, con Max Allegri, due tecnici di femminile: Milena Bertolini & Antonio Cincotta!

Il periodico ufficiale dell’ associazione italiana allenatori calcio, ha decretato nell’ ultimo numero, la lista dei “fantastici 8” ovvero i migliori allenatori italiani a livello di prime squadre nella stagione appena trascorsa.

“Tra record, traguardi storici e grandi ritorni ecco i tecnici che hanno trionfato”
E tra i fantastici otto, troviamo ben due allenatori del calcio femminile italiano, Milena Bertolini e Antonio Cincotta.

Questo l’ elenco dei tecnici riconosciuti dalla rivista dell’ AIAC come i migliori 8 della stagione:
Massimiliano Allegri
Massimo Restelli
Ivan Juric
Roberto Venturato
Leonardo Semplici
Gaetano Auteri
Milena Bertolini
Antonio Cincotta

Motivo di orgoglio per tutto il settore calcio femminile, la Redazione di Calcio Femminile Italiano si congratula con Milena Bertolini e Antonio Cincotta per gli importanti riconoscimenti ottenuti.

Pro e dilettanti nello sport, questione di genere o di convenienza?

La calciatrice canadese Kaylyn Kyle ha rifiutato la convocazione della nazionale per continuare a giocare con la propria squadra di campionato femminile, l’Orlando Pride, accompagnata da titoli di giornale quali “Rio 2016 è meno sexy”, oppure “Rifiuta la convocazione la calciatrice più sexy del mondo”.
L’attenzione posta sulla bellezza della donna più che sulle competenze da calciatrice, fanno eco allo sfogo che lo scorso aprile la tennista da tavolo italo-bulgara Nikoleta Stefanova ha affidato ai social. La campionessa italiana causa maternità non ha potuto partecipare al ritiro della federazione ed è stata perciò, a suo dire, esclusa dal terzetto in corsa per le qualificazioni dei giochi d Rio. La bellezza fisica, come la maternità sono spesso fardelli ingombranti per le atlete, che mettono in luce la disparità esistente anche nel mondo sportivo tra uomini e donne.
La discriminazione avviene dal punto di vista retributivo, si stima che una donna nello sport guadagna almeno il 30% in meno di uno sportivo uomo, ma non solo. Si parla infatti di una disparità consentita in Italia, poiché una norma del 1981 conferisce il potere alle federazioni, alle quali conviene economicamente di più sostenere il dilettantismo, di stabilire quali sport siano da considerarsi professionistici. Tra i pochi riconosciuti come tali – calcio, basket, golf, ciclismo, il motociclismo non più tra questi dal 2011 – non rientra nessuna categoria femminile. Ciò significa che le donne, qualsiasi sport pratichino, indipendentemente dalle vittorie e dalle medaglie olimpiche conquistate, sono considerate dilettanti. La differenza con i professionisti, oltre nella definizione denigratoria, è evidente nelle retribuzioni, infatti il tetto massimo per il dilettantismo è di 22 mila 500 euro annui. È così contestualizzata l’affermazione di Josefa Idem, ex canoista e campionessa olimpica, secondo la quale “a parità di carriera sportiva alla fine quello che conta è la bellezza”, perché permette di guadagnare sponsor e continuare a praticare uno sport, oneroso, come lavoro.
Essere ritenuti dilettanti ha però altri inconvenienti come la mancanza di tutele contrattuali e previdenziali, tra gli esempi il caso della Stefanova, esclusa perché incinta e la testimonianza di una cestista di serie A1 che al Meeting Nazionale dello Sport Femminile di settembre 2015 raccontava: “Quando i nostri procuratori ci portano le ipotesi di accordo con un nuovo club ci dicono sempre “Due cose non devi fare: finire in galera o restare incinta”. Come se le due cose fossero paragonabili, ma nel mondo dello sport non è cosa rara la clausola anti-maternità, che permette al datore di lavoro, quindi la società, di rescindere il contratto se l’atleta è in stato di gravidanza. Portavoce della necessità di cambiamento sono le atlete oggi più famose, tra le quali Idem, che si impegnò per abbattere i pregiudizi gareggiando alle Olimpiadi da incinta, e Valentina Vezzali, campionessa olimpica di fioretto e ora deputata, che afferma in un’intervista in merito alla questione di volersi impegnare nel portare avanti la battaglia per la modifica della legge del 1981 “proprio perché lo sport è rispetto di genere”. Per farlo “occorre però collaborare con tutti gli attori coinvolti per evitare che la legge, una volta depositata, resti in un cassetto”. Collaborare proprio perché il dilettantismo non è un problema esclusivamente femminile, come lo giustifica il presidente del Coni Giovanni Malagò, secondo il quale “il problema non sono loro . Ci sono anche atleti uomini, che giocano a pallavolo ai massimi livelli e si allenano tutti i giorni, che non sono professionisti”.
Il problema è quindi una disparità di genere, una discriminazione di sport o una mera decisione economica?

Ufficiale: Sara Ferin vestirà rossoblu

La società Permac Vittorio Veneto comunica di aver acquistato, dal Pordenone, a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del portiere, classe ’98, Sara Ferin.28

Serena Pinzin, capitano Inter Femminile Under 15: sollevando la Gothia Cup e non solo …

Serena Pinzin, anno 2001, è l’attuale capitano delle Giovanissime dell’Inter Femminile Milano. 
Inizia a giocare all’età di 6 anni grazie alla passione trasmessagli dal padre e dallo zio, grandi fanatici del calcio e in particolare tifosi della Juventus. 
Debutta come attaccante in una squadra maschile nelle zone di Milano dove vive, ma si ritrova ogni anno a retrocedere di posizione in campo fino ad essere terzino. Ma il suo livello calcistico è tale da farle passare i provini per l’inter Femminile e in poco tempo a portare anche la fascia di capitano nella categoria Giovanissime.

Tu e la tua squadra siete reduci dal un’importante torneo in Svezia: la Gothia Cup. Era la prima volta che partecipavi? Ti piacerebbe tornarci?
Racconta un po’ com’è strutturato il torneo sia in campo che fuori dal campo.

Sì, era la prima volta che partecipavo alla “Gothia Cup”.
Sicuramente mi piacerebbe tornarci per provare le stesse emozioni e viverne delle nuove. Inoltre la Gothia Cup è un’occasione che non capita a tutti e soprattutto tornarci da campioni sarebbe un’emozione unica.
Credo che per rendere possibile tutto ciò ci voglia una intera città come goteborg che si metta a disposizione del calcio , come infatti è successo.
Durante tutta la settimana ho osservato i vari eventi come la cerimonia iniziale che ha dimostrato l’importanza di questo torneo e il grande lavoro delle persone. Le varie coreografie, le sfilate delle varie squadre, i fuochi artificiali sono stati componenti favolose di una presentazione che fin’ora avevo visto solo in t.v.. Inoltre hanno messo a disposizione varie scuole, i mezzi pubblici gratuiti e decine e decine di campi per far trovare tutte le squadre a loro agio .
Non avrei mai immaginato tutto questo sul campo le riprese in diretta, il tappeto d’erba perfetto…. Tutto questo ci ha portato alla finalissima nello stadio.
Tutto quel pubblico gli spogliatoi bellissimi, l’entrata in campo dal tunnel, l’inno nazionale hanno reso l’atmosfera ancora più bella come se stessi vivendo un sogno.

Sei il capitano della squadra.
Com’è stato alzare la coppa della Gothia al “Gamla Ullevi” di Goteborg?

Essendo il capitano della squadra quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita finale, la mia testa stava pensando alla coppa e mi chiedevo: “chissà se è leggera o pesante; sarà grande o piccola…?” Poi l’ho presa in mano l’ho sollevata davanti al pubblico che aveva gli occhi puntati su di noi. Sono orgogliosa di essere il capitano di questa squadra fantastica. In questa stagione ne ho sollevate di coppe ma questa ha un sapore diverso perché è simbolo della conclusione di una stagione perfetta.

Spesso il calcio femminile italiano viene “screditato” perché non è professionistico e il livello non è alto come quello delle altre squadre Europee.
Ma con questa vittoria avete dimostrato e dato prova che l’Italia c’è, che anche l’Italia è pronta a raggiungere i vertici del mondo calcistico femminile.
Durante il torneo avete affrontato squadre giovanili provenienti da altre Nazioni e Continenti. Com’è il loro livello?

Secondo me è ora che il calcio femminile in Italia passi al professionismo perché il nostro livello non è inferiore a quello degli altri paesi. 
La differenza tra loro e noi è soltanto un maggiore riconoscimento e interesse da parte della gente.
Questo torneo è un esempio per far crescere sempre di più il calcio femminile in tutto il mondo. Le squadre che abbiamo affrontato erano principalmente Svedesi tranne nella finalissima dove abbiamo giocato contro le Norvegesi. Non abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con altre nazioni ma guardando alcune partite il loro livello è stato sempre molto simile al nostro: tutte le squadre avevano un’idea di calcio e riuscivano a metterla in pratica durante le gare. Poi il livello è diventato sempre più elevato soprattutto dai 16esimi in poi hanno dimostrato di avere non solo il fisico ma anche un’idea di gioco del calcio.



Giocare 9 partite in meno di una settimana è molto stancante, specialmente se si gioca a Luglio dopo che il campionato è già finito da due mesi. è stato duro prepararsi al torneo? O avete avuto anche un periodo di riposo?
Dopo la fine del campionato abbiamo avuto un po’ di riposo circa 3 settimane e subito i primi di Luglio abbiamo ricominciato ad allenarci. 
La stanchezza si faceva sentire a causa dei duri allenamenti del mister e del gran caldo estivo di Luglio ma le fatiche sono state ricompensate con questa grande vittoria.

Nella stagione 2015-2016 non avete mollato nulla: Gothia Cup, ma ancora prima il campionato. Nel mezzo altri tornei vinti. Cosa pensi sia o siano gli elementi più importanti che vi hanno portato a questi grandi risultati? 
Qual è stato il momento migliore della stagione? 
La stagione si può definire perfetta e quest’ultima vittoria la definisco la ciliegina sulla torta! Gli elementi che ci hanno portato a questi risultati sono sicuramente il gruppo che si è formato in questi due anni di lavoro , la passione per questo sport che ci unisce e ci dice continuamente di non mollare mai, lo staff che ci ha dato sempre la voglia di andare avanti anche nelle difficoltà, il mister Pierantonio Naplone che ci ha fatto crescere sia calcisticamente sia come persone. 
Un grazie speciale al mister e un ringraziamento a tutta la squadra perché insieme ci siamo spinti sempre più in alto.

Un ringraziamento molto speciale a capitan Serena Pinzin che ci ha rilasciato questa intervista molto minuziosa e motivante. Le auguriamo il meglio per il suo futuro calcistico e non, ma soprattutto un’altra annata di calcio vincente come questa.

Marta Carissimi lascia il Verona, pronta la nuova maglia; Martina Capelli ancora all’estero

Marta Carissimi lascia il Verona al termine di quattro anni superlativi che hanno visto Marta indiscussa protagonista del centrocampo, dopo Orstrhom anche Carissimi potrebbe seguire la compagna in quel di Firenze, a detta di alcune indiscrezioni recentemente trapelate. Nonostante si ipotizzasse anche un futuro in un club piemontese sembra che la società viola sia in vantaggio.

“Grazie Verona perché in 4 stagioni abbiamo creato un gruppo di donne, prima che giocatrici, con valori umani altissimi. Siamo sempre state in alto, ma abbiamo vinto una volta sola. Eppure tutte le altre volte non c’è mai stata resa, il gruppo non si è mai disgregato ma è rimasto unito, accomunato dal legame verso questa maglia e dalla voglia di raggiungere insieme nuovi obiettivi” con queste parole Marta Carissimi, centrocampista classe 1987, dice addio all’AGSM Verona tramite Facebook.

Una bandiera ammainata causa lavoro: “Ho sempre ammirato i giocatori legati alla propria squadra, facendo della loro umiltà e del loro senso di appartenenza i cardini dei miei valori morali. Avrei voluto diventare “bandiera” del Toro, ma dopo 9 stagioni sono stata costretta a cambiare. Sono approdata a Verona, indossando quella maglia con la stessa passione e onore della precedente. Verona mi ha dato la possibilità di fare la giocatrice “pendolare”, consentendomi di laurearmi e iniziare un’attività lavorativa nella mia città. Pensavo di proseguire indossando questi colori, ma i tempi stanno cambiando e la possibilità viaggiare non mi è più concessa“.

Ancora prospettiva estera per l’ ex lariana Martina Capelli. Il centrocampista emiliano pare possa divenire la sostituta della nazionale Simonetti, che ha lasciato il ritiro in svizzera per tornare a calciare i campi della Serie A italiana.

Atletico Oristano Calcio Femminile: richiesta smentita articolo Sardegna Sport del 27 Luglio 2016

Pubblichiamo quanto ricevuto in redazione direttamente dalla segreteria della Società A.s.d Atletico Oristano C.F. circa il presunto trasferimento di Roberta Razzoli dall’Atletico Oristano alla società F.C Sassari Torres Femminile:

La Società A.s.d Atletico Oristano C.F., in persona del presidente legale rapp.te pro tempore Luciano Flore, chiede l’immediata smentita della notizia bugiarda pubblicata dalla S.V. su Facebook, riguardante il trasferimento di Roberta Razzoli dall’Atletico Oristano alla società F.C Sassari Torres Femminile. Teniamo ad informarvi che la Sig.na Razzoli ancora oggi è ancora una nostra tesserata, ancora non ci è stata presentata nessuna richiesta per il suo trasferimento da parte di nessuna società e tanto meno dalla società Sassari Torres. Sicuri di una vostra immediata smentita cogliamo l’occasione per porgevi i nostri più cordiali saluti.
Il Presidente dell’Atletico Oristano C.F.
Luciano Flore 

Nasce il Mortara Calcio Femminile: il movimento è in crescita

Nasce il Mortara calcio femminile: la società biancoazzurra infatti si presenterà ai nastri di partenza della prossima stagione agonistica, non solo con la squadra maschile in Seconda categoria, ma anche con un gruppo di ragazze che parteciperanno al campionato di serie D femminile.

L’allenatore scelto per questo nuovo progetto è Fabio Ferrari. «E’ un’idea nata per caso alcuni mesi fa – spiega il dg Maurizio Rovida – Si è formato un buon gruppo e abbiamo deciso di partire con questo nuovo progetto». Una novità assoluta per Mortara che, in tempi recenti, non ha mai avuto una squadra femminile. «C’è grande entusiasmo, la squadra giocherà le gare casalinghe la domenica pomeriggio al campo sportivo di via Trento, alternando i propri impegni con quelli della squadra maschile».

Nel calcio donne c’è il Gropello di mister Corrado Martinotti, neopromosso in serie C, e dopo la rinuncia del Voghera adesso ci prova il Mortara. «Il movimento del calcio femminile è in crescita in questi ultimi anni – conclude Rovida – Noi abbiamo intenzione di sperimentare questo progetto per un paio d’anni, vedremo poi quali frutti riusciremo a raccogliere».

Cuneo Calcio femminile: la carica dei 40 gol “Sodini-Cama”

Il destino, a volte, disegna parabole davvero curiose, se non romanzesche: Simona Sodini e Alice Cama, ai tempi del Riviera di Romagna e dell’Inter, hanno condiviso battaglie e vittorie in campo costruendo un rapporto di amicizia anche fuori dal rettangolo verde.

Scelte tecniche differenti hanno poi separato le due attaccanti, le quali si sono ritrovate a Cuneo, ma all’inizio della scorsa stagione fu soltanto un passaggio di testimone, e non una reunion: Alice infatti arriva nel Capoluogo per bucare le porte avversarie, ma non condividerà nemmeno un minuto di partita con l’amica, perchè Simona si ferma per affrontare un’altra splendida esperienza, la maternità.

Arriverà però nella stagione 2016/2017 il lieto fine: Simona Sodini -con una dote di 16 golnell’ultimo campionato di serie A con il Cuneo- ha confermato il suo rientro; Alice Cama -capocannoniere di serie B con 23 gol– ha rinnovato da poco con la società biancorossa. La coppia del gol -una corazzata che vale quasi 40 centri– dunque ritorna ed è pronta a stupire.

Simona Sodini ricorda la profonda amicizia che la lega con la compagna ed è pronta a scendere in campo: “Sono contenta di averla ritrovata qui a Cuneo, daremo il massimo per poter tirare fuori il meglio di noi. Con Alice, che è un’ottima calciatrice, mi trovo molto bene anche dal punto di vista umano: è una ragazza divertente, normale aver maturato una bella amicizia fuori dal campo”.

“Sarà una stagione complessa, ma indubbiamente entusiasmante”ribadisce Alice Cama “posso dire però allo stesso tempo che mi aspetto un buon campionato da parte del Cuneo. Simona è fortissima, oltre che una grande amica, so che ci completiamo a vicenda in campo e potremo dare il meglio di noi”.

Siamo a fine luglio, l’avvio della stagione è ancora lontano, ma i terminali offensivi del Cuneo sono già carichi per giocare, stupire e, soprattutto, segnare una valanga di gol. Il cambio di categoria influirà, inutile dire che l’asticella si alza e non poco, ma “l’arsenale” biancorosso in area di rigore è aumentato di calibro.

A Vercelli il 20 settembre l’ultimo incontro delle qualificazioni europee con la Repubblica Ceca

Sarà lo Stadio ‘Silvio Piola’ di Vercelli ad ospitare martedì 20 settembre (ore 19, diretta Rai Sport 1) la gara tra la Nazionale Femminile e la Repubblica Ceca, ultima tappa nel cammino di qualificazione al Campionato Europeo di Olanda 2017.

Seconda classificata nel Gruppo 6 con 12 punti e distanziata di sei lunghezze dalla capolista Svizzera, l’Italia sarà impegnata venerdì 16 settembre a Lurgan contro l’Irlanda del Nord per poi ospitare quattro giorni più tardi la Repubblica Ceca, battuta 3-0 nel match disputato lo scorso 27 ottobre a Chomutov.

Si qualificheranno alla Fase Finale dell’Europeo le otto vincitrici dei gironi eliminatori e le sei migliori seconde classificate, mentre le restanti due seconde classificate si affronteranno nel play off in programma il 17 e il 25 ottobre.

Le Azzurre torneranno a giocare a Vercelli a due anni di distanza dal match disputato il 13 settembre 2014 con l’Estonia, un incontro valido per le qualificazioni al Mondiale canadese che vide la Nazionale guidata da Antonio Cabrini imporsi con un netto 4-0.

Raffaella Manieri : Brescia piazza ideale per me

Sorridente e determinata Raffaella Manieri in occasione della sua prima conferenza stampa al suo rientro in Italia dopo tre stagioni in Germania nelle fila del Bayern Monaco.

“Provo un grande entusiasmo per questa nuova fase della mia carriera che mi riporta in Italia nelle fila di una società che ho sempre seguito nel suo processo di crescita in questi ultimi anni. – l’esordio della laterale mancina – Brescia è una piazza prestigiosa che negli ultimi anni ha vinto tutto e fatto molto bene in Champions, l’obiettivo è quello di riconfermarsi su questi livelli e magari cercare di aggiungere un nuovo step nel cammino europeo”.

Quali le maggiori differenze tra il movimento tedesco e quello italiano?
“in Germania si è professioniste e quindi si può pensare esclusivamente tutto il giorno alla crescita e al miglioramento del proprio corpo sotto tutti gli aspetti. I ritmi e la competitività sono maggiori e questo aiuta molto quando poi in Europa ti trovi ad affrontare le partite che contano”.

I ricordi più belli dell’esperienza in Baviera?
“L’esordio sicuramente, poi la vittoria del primo scudetto che giunse all’ultimo minuto dell’ultima giornata consentendo di riportare lo scudetto a monaco dopo quarant’anni di attesa entrando nella storia del club, infine la conferma nella stagione successiva, perché ripetersi non è mai semplice”.

Le tue caratteristiche consentiranno al tecnico di valutare di volta in volta se schierare la retroguardia a quattro o a tre.
“Preferisco giocare a quattro perché ho più libertà di spingermi in avanti, ma ho giocato molto anche a tre. Sono a disposizione dell’allenatrice, ciò di cui avrà bisogno la squadra lo farò”.

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