Home Blog Pagina 796

Paolo Ruggeri, Res Roma: “Sfida con la Ternana? Gara da giocare in ricordo di Fabio Melillo”

Credit Photo: Alessandra Marrapese - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La Res Roma nell’ultima giornata di Serie B ha pareggiato per 1-1 contro il Chievo Verona. Dopo il match interno delle capitoline a parlare presso i microfoni del club è stato il tecnico Paolo Ruggeri che ha affermato:  “Questi per me sono stati due punti persi. Il Chievo la sua gara, esercitando una grossa pressione dopo essere passato in svantaggio. Noi, purtroppo, dopo abbiamo concesso una leggerezza che può capitare. Alle ragazze però non posso dire nulla, si sono impegnate fino al fischio finale e hanno dato tutto facendo quello che ho chiesto”.

L’allenatore delle capitoline, a +8 sulla zona retrocessione, ha poi concluso: “Si può fare solo un grosso applauso, però sono per me due punti persi. Adesso c’è la sosta abbiamo questa settimana con un po’ di scarico e poi ci prepareremo per affrontare la capolista Ternana. Una partita durissima, che si giocherà con il ricordo di Fabio Melillo. Sarà una partita che vedo come un derby, ho sottolineato alle ragazze che oltre all’aspetto tecnico c’è altro dietro”.

Giulia Giacobbo, Genoa: “Avevo voglia di crescere e qui ho trovato tutto. Terzo posto? Dobbiamo continuare su questa strada”

Photo Credit: Giuseppe Fierro - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie B sta per ripartire e il Genoa, in vista della ventesima giornata, occupa la terza posizione, sebbene sia reduce dalla sconfitta di quasi due settimane fa contro il Lumezzane (finita 1-0 per le lumezzanesi). Statistiche alla mano, ha messo a referto cinquantun reti (primo posto tra i gol fatti) e subiti solamente undici (seconda miglior retroguardia): sono numeri di qualità per la squadra di Fabio Fossati che ha come obiettivo la promozione in Serie A.
Domenica le Grifonesse andranno a giocare sul campo del Bologna che dista tre lunghezze (ma con una partita in meno) dalle genoane e, in vista di questa partita, abbiamo intervistato Giulia Giacobbo, centrocampista classe ’03 che in passato ha giocato nella Fiorentina (che l’ha ceduta al Genoa con la formula del prestito) e Napoli Femminile.

Giulia, cosa significa per te giocare a calcio?
«Per me calcio è divertimento, passione, crescita, ma soprattutto un modo per esprimersi».

Cosa ti ha spinto a giocare a centrocampo?
«In realtà̀ non ho un ruolo fisso, posso giocare anche più̀ avanti, ma forse la mezzala è quello che racchiude meglio le mie caratteristiche».

In passato, hai giocato in squadre come Fiorentina e Napoli Femminile, dove la Viola sta cercando di ottenere un posto in Champions, mentre le partenopee stanno lottando per la salvezza. Pensi che possano centrare l’obiettivo finale?
«Le ho entrambe molto a cuore, la Fiorentina è una grande squadra e penso che abbia tutte le carte in gioco per la Champions, mentre a Napoli c’è una cultura diversa e, sinceramente, penso che anima e cuore permetteranno anche quest’anno di raggiungere la salvezza. Mi auguro che entrambe riescano a centrare gli obiettivi stagionali».

Parliamo del presente che dice Genoa. Cosa ti ha spinto a vestire in questa stagione la divisa delle Grifonesse?
«Avevo voglia di crescere e giocare e farlo in una realtà̀ professionistica. Al Genoa ho trovato tutto, quello che più̀ mi ha convinto sono i valori del club e la passione con cui Marta Carissimi porta avanti questo ambizioso progetto».

La Serie B ha messo alle spalle diciannove partite e il Genoa è in terza posizione che significherebbe in Serie A. Ma ci sono ancora undici gare da giocare…
«Il campionato è ancora lunghissimo, bisogna pensare partita per partita e rimanere concentrate».

Il Genoa ha il miglior attacco e la seconda miglior difesa della cadetteria e queste cose danno più valore alla squadra che intende puntare in alto.
«I numeri parlano chiaro, siamo una squadra offensiva, ma allo stesso tempo solida in difesa. Dobbiamo continuare su questa strada e lavorare duro sempre».

Tra l’altro, con la maglia del Genoa hai già fatto sentire la tua presenza, visto che sei andata a referto nei match contro Cesena, San Marino Academy e Vis Mediterranea…
«Sono felice di aver segnato e aiutato la squadra, ma quello che conta di più è il risultato collettivo».

Parliamo della sfida di domenica scorsa contro il Lumezzane, nel quale le lumezzanesi hanno vinto per 1-0. Cos’è mancato, secondo te, nella gara persa contro le valgobbine?
«Il Lumezzane è una squadra molto aggressiva. Sono state brave a sfruttare una delle poche occasioni avute, nata da un nostro errore. Ma abbiamo fatto noi la partita, sicuramente é mancata un po’ di concretezza».

Tu e le tue compagne avete affrontato due settimane di allenamenti dovuta alla pausa delle nazionali. Secondo te, su quali aspetti avete lavorato in questo periodo?
«Sono state due settimane importanti, ci hanno fatto bene. Abbiamo lavorato tanto sul mettere il gioco al centro di tutto, e rimanere concentrate in ogni momento e su ogni dettaglio».

La Serie B sta per ripartire e domenica c’è la sfida in trasferta contro il Bologna: una gara molto importante per il Genoa che dà punti pesanti in ottica promozione.
«Domenica andiamo a Bologna, sarà una partita importante come tutte le altre, che vinca il migliore».

Parlando della partita contro il Bologna, qual è la giocatrice delle felsinee che temi di più?
«Loro sono una squadra con tante giocatrici di qualità, compatta e forte in ogni reparto. Più che temere qualcuno dobbiamo pensare a imporre il nostro gioco».

Che Serie B hai notato sino a questo momento?
«Quest’anno la Serie B è un campionato molto competitivo ed equilibrato, ci sono tante squadre che lottano per la promozione».

Qual è la squadra del campionato cadetto che ti ha sorpreso finora?
«⁠Mi ha sorpreso la crescita di alcune squadre che magari a inizio stagione non erano favorite, ma che stanno facendo bene, come il Lumezzane».

Quest’anno ci sono gli Europei che si terranno in estate in Svizzera. Dal tuo punto di vista, pensi che l’Italia abbia le carte per far bene?
«Certo, credo che la nostra nazionale sia in crescita e potrà disputare un ottimo Europeo, c’è talento, ma serviranno determinazione e concentrazione».

Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco?
«Studio Scienze Motorie all’università, ma mi piace anche rilassarmi, andare al mare, fare una passeggiata o bere un caffè con le amiche».

Che aspettative hai sul tuo futuro?
«Sul futuro, spero di crescere ancora come calciatrice, diventare più̀ completa e raggiungere i miei obbiettivi personali e professionali».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Genoa in vista della sfida contro il Bologna?
«Alle mie compagne per domenica direi di divertirsi, crederci fino in fondo e dare tutto, con serenità̀».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Genoa CFC e Giulia Giacobbo per la disponibilità.

Rossonere: Poule Scudetto e continuità. La squadra lavora e si prepara per la seconda parte di stagione

Photo Credit: Rahma Mohamed - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Quasi un mese di sosta tra una partita e l’altra, nel mezzo le nazionali. Si avvicina il ritorno in campo delle rossonere, attese dalle otto partite di Poule Scudetto che determineranno il posizionamento tra le prime cinque della classifica. Se, ragionevolmente, i dieci punti che ci dividono dalla Roma terza sono difficili da colmare, si può puntare a chiudere il gap con la Fiorentina, che ci precede in classifica al quarto posto con tre punti di margine.

E sarà proprio Fiorentina-Milan la prima giornata di Poule Scudetto, domenica 2 marzo alle 18.00: quale migliore occasione per inaugurare bene la seconda fase del campionato e, perché no, prendersi una piccola rivincita dopo l’eliminazione in Coppa Italia, proprio per mano della formazione viola. La regular season delle nostre ragazze si è chiusa con la pesante sconfitta contro la Juventus, risultato che chiama la squadra a una bella reazione per riprendere con il piede giusto.

Nelle partite precedenti le rossonere hanno attinto al proprio entusiasmo e hanno saputo recuperare punti sul Como grazie a una serie di quattro risultati utili consecutivi (3V, 1N) dopo la sconfitta di Roma contro la Lazio. La formazione di Coach Bakker in tante situazioni delicate ha mostrato carattere e voglia di sovvertire l’esito delle partite; esempi lampanti sono le rimonte contro Fiorentina e Samp (da 0-2 a 2-2), ma anche e soprattutto quella contro la Roma (da 1-2 a 3-2), che è valsa il risultato più prestigioso di questi mesi.

Ora questo gruppo giovane cerca continuità, e un passo in avanti in questa direzione è la crescita costante di tante ragazze, protagoniste l’anno scorso in Primavera e oggi in Prima Squadra, segnale evidente della volontà di dare fiducia a questo gruppo che ha grandi margini di crescita e può togliersi delle belle soddisfazioni. Già a partire dall’imminente Milan-Fiorentina.

Grande entusiasmo per “Calciatrici” la prima storica collezione Panini dedicata alla Serie A Femminile: album e figurine di nuovo disponibili

Photo Credit: Bruno Fontanarosa - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Grande entusiasmo per la prima collezione Panini “Calciatrici 2024-2025”: il primo album cartaceo dedicato alla Serie A Femminile.
La collezione, presentata ufficialmente giovedì 6 febbraio, è andata rapidamente in esaurimento in poche settimane testimoniando l’ampio gradimento dei collezionisti e degli appassionati che da sempre accompagna il mondo Panini. In questi giorni le bustine tornano disponibili in edicola e sul sito Panini.it.

L’album si compone di 322 figurine da raccogliere in 48 pagine con la copertina che rappresenta le dieci squadre con una calciatrice rappresentativa per ogni team: Manuela Giugliano (Roma, unica italiana candidata al Pallone d’Oro), Cristiana Girelli (Juventus), Vero Boquete (Fiorentina), Michela Cambiaghi (Inter), Nadia Nadim (Milan), Eleonora Goldoni (Lazio), Benedetta Orsi, (Sassuolo), Eli Del Estal (Como Women), Paola Di Marino (Napoli Femminile) e Cecilia Re (Sampdoria).

Come per l’album dedicato a Panini Calciatori 2024-2025, anche questo è in versione brossura, ovvero con il dorso rilegato. All’interno dell’album, inoltre, si trovano anche le pagine dedicate alla Serie B e alla Nazionale, che sta vivendo un 2025 ricco di appuntamenti importanti.
Ulteriori informazioni su https://www.panini.it/

La Rappresentativa U20 guidata da Canestro pareggia con il Sassuolo Primavera

Sotto una pioggia incessante, il test amichevole è finito con un pareggio, 2-2 tra la Rappresentativa Nazionale U20 della Lega Nazionale Dilettanti e il Sassuolo Primavera, al centro sportivo Gino Lari di Reggio Emilia. È stato un match combattuto, con entrambe le squadre che sono riuscite a trovare la via del gol, chiudendo così lo stage di preparazione del 24 e 25 febbraio in vista della sesta edizione della Viareggio Women’s Cup. Per il tecnico romano Marco Canestro, la gara è stata un’occasione preziosa per dare spazio a tutta la rosa a disposizione, permettendo a ogni calciatrice di accumulare minuti e mettersi alla prova. La Most Value Player del match è stata Sara Isabel Pisoni (Trento) che ha firmato la doppietta nel primo tempo, per le neroverdi invece sono andate in gol Venturelli, al 3’ del primo tempo e Ateluce a cinque minuti dal triplice fischio finale. Tra le protagoniste spiccano volti noti come Matilde De Muri, capocannoniere del Real Vicenza, Jasmin Di Gesualdo del Chieti, lo storico capitano Denise Licari (Frosinone) e l’autrice della doppietta  Sara Isabel Pisoni (Trento) che hanno contribuito a mantenere equilibrio e compattezza in campo.

Non sono mancate le emozioni: le due squadre si sono affrontate a viso aperto, creando diverse occasioni da gol. La Rappresentativa LND ha mostrato buone trame di gioco e una buona tenuta fisica, il Sassuolo Primavera è riuscito a trovare soltanto le due reti del pareggio. Presente alla partita il consulente di presidenza Ettore Pellizzari: “L’attività delle Rappresentative Nazionali, in particolare oggi per l’Under 20 femminile, è molto importante perché consente una forte crescita delle ragazze e dei ragazzi attraverso il confronto con società che si esprimono ad alto livello nei loro campionati. Molto importanti sono l’impegno e la preparazione soprattutto in vista del torneo internazionale di Viareggio che inizierà tra meno di un mese, quindi è un processo di crescita costante, continuo per valorizzare il lavoro delle società sportive affiliate alla Lega Nazionale Dilettanti che si esprime mettendo in evidenza le ragazze talentuose che l’ampia platea della LND riesce a organizzare e a promuovere”.

Il mister Marco Canestro che considera la Rappresentativa l’acceleratore di crescita delle ragazze, ha visto segnali positivi: “E’ stata una bella prestazione, un incontro difficile contro una squadra della Primavera 1 che abbiamo affrontato molto bene e con il giusto spirito. Non era facile alla prima gara, con le ragazze nuove. Sono soddisfatto di questo gruppo, fanno ben sperare. A loro si aggiungeranno tutte coloro che non hanno potuto partecipare perchè infortunate ed essere arruolate per la Viareggio Women’s Cup.”

TABELLINO

UNDER 20 LND-SASSUOLO 2-2
Reti: Venturelli (Sassuolo), Pisoni (Lnd), Pisoni, (Lnd), Ataluce (Sassuolo)

Under 20 Lnd – Primo Tempo (4-2-3-1): Nembrini; Di Gesualdo, Ballabio, Lucchetta, Rieppi; Pastore, Licari; De Muri, Antonelli, Canale; Pisoni
Under 20 Lnd – SecondoTempo (4-3-3): Kocina; Fant, Basso, Caccia, Frecchiami; Zambelli, Gippetto, Mazis; Menini, Moschetto, Volpatti
All: Canestro

Sassuolo Primavera (4-3-3): Zilioli; Venturelli, Randazzo, Petruzziello, Hoxhaj, Lecaille, Gugliemini, Rossi, Ateluce, Tonali, Bertola. A disp: Petaloti, Montanari, Zhupa, Bussei, Bassi, Giberti
All: Balugani

Arbitro: Krolikowsky di Modena
Assistenti: Scaramuzza di Parma e Bayere di Piacenza
Note: pioggia

Calcio+15, verso il test match contro San Marino: tra allenamento e studio per crescere dentro e fuori dal campo

C’è un tempo per scendere in campo e un altro per fermarsi ad osservare, perché il calcio non è solamente un pallone che rotola, ma pensiero, consapevolezza e attitudine. Lo stanno imparando sulla loro pelle, in un’esperienza che è qualcosa di più di un semplice raduno, le ragazze della selezione Calcio+15. Ieri, a Tirrenia, la giornata è iniziata senza scarpini ai piedi, ma con una lezione diversa, fatta di immagini, riflessioni e dettagli. In aula, con l’area psicologica, per prepararsi alla visione di un’amichevole tra Germania e Finlandia, categoria Under 17. Non una semplice partita, ma un esercizio di lettura del gioco, per cogliere comportamenti, atteggiamenti e schemi.

Poi, dopo pranzo, il confronto: un debriefing per mettere insieme i pezzi, per capire cosa si è visto e perché. Come ogni pomeriggio è arrivato il momento del campo: allenamento, lavoro e sudore. Infine, un altro momento di studio: la visione di Italia-Danimarca di Nations League, per continuare ad assorbire calcio, a decifrarlo e a farlo proprio, tifando le Azzurre. Ora, però, il tempo delle analisi è finito. Domani (ore 14:30), al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, si giocherà per davvero. Di fronte, l’Under 17 di San Marino. Un test match per capire se tutto quello che è stato visto, studiato, discusso, può tramutarsi in calcio giocato. Perché la teoria è importante, ma è in campo che il gioco prende forma.

Michela Giordano, Napoli: “Napoli è unica, va vissuta! Sul futuro…”

Credit Photo: Daniela Belmonte - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Napoli Femminile scalda i motori e si prepara a cominciare la Fase 2 della Serie A Femminile 2024/25 che avrà inizio con la prima partita della Poule Salvezza per le partenopee ovvero Sassuolo-Napoli (2 Marzo, ore 12.30 live su Dazn). Prima di ricominciare, abbiamo avuto il piacere di intervistare Michela Giordano, difensore classe 2002, che in questa stagione ha totalizzato 17 presenze e una rete tra campionato e coppa. Dagli inizi della sua carriera con tutte le tappe più importanti, fino all’attuale esperienza a Napoli con tutte le sensazioni per il proseguo della stagione e alcuni aneddoti della vita ai piedi del Vesuvio.

Ciao Michela, prima domanda semplice ma mai scontata: come stai?“: “Ora bene! sono felice dopo un periodo passato lontano dalle mie compagne. Mi sono però sentita parte del gruppo anche da lontano e ci stiamo rialzando insieme sia con chi è fuori sia con chi è in campo”

Se dovessi dare un voto alla stagione fino ad ora, che voto daresti e perché?“: “Siamo partite subito bene facendo ottime prestazioni come ad esempio la vittoria con il Sassuolo, poi seppur abbiamo portati pochi punti a casa c’era qualcosa di positivo da tirar fuori dalle partite da cui poter ripartire. Poi abbiamo probabilmente avuto un calo sia fisico che mentale che ha portato al cambio allenatore ed è arrivato in un momento in cui avevamo bisogno di nuovi stimoli, per me è stato come un ricominciare da zero la stagione. Grazie alla società, allo staff ma soprattutto all’unione del gruppo e del nostro rimetterci in gioco ci siamo rialzate perché non era facile cambiare allenatore prima di una partita delicata come quella contro la Samp, dalla quale siamo uscite sconfitte, e i risultati poi ottenuti contro Roma e Juventus sono stati ciò che ci meritavamo. Per come abbiamo poi chiuso la Regular Season contro il Como direi un 6 e mezzo, forse…anche 7 dai!”

Parlando del finale della Regular Season, cosa vi ha trasmesso il nuovo Mister Sassarini per poter svoltare la stagione?“: “Ci ha dato nuovi stimoli e ci ha aiutato ad alzare l’autostima collettiva. Ci ha trasmesso un concetto fondamentale, ovvero che ogni singolo elemento della rosa è utile alla causa di vincere una partita e di centrare un obiettivo, sia le 11 che partono dall’inizio che quelle che subentrano che a volte possono essere più decisive delle titolari. Grazie a lui abbiamo tutte iniziato a credere di più in noi stesse tirandoci fuori una grinta che poi ci ha portato a fare risultati importanti contro squadre che sono ai vertici della classifica”

E invece cosa ti aspetti dalla Poule Salvezza?“: “Il livello si è alzato tanto, non c’è più grande divario tra le squadre. Voglio concentrarmi su di noi, che nelle ultime partite abbiamo dimostrato davvero una forza e un alchimia unica. Noi come squadra abbiamo iniziato un percorso nuovo, e potremo capire in queste partite a che livello siamo rispetto alle avversarie e voglio conquistare belle soddisfazioni perché ce lo meritiamo e credo tantissimo in noi, nello staff e nella società perché stiamo costruendo e possiamo costruire qualcosa di importante”

Mettiamo da parte la stagione attuale, e torniamo indietro nel tempo: come è nata la passione per il calcio? “Ho iniziato a giocare con una mia amica di scuola, facevamo scii, poi abbiamo pensato di giocare a calcio visto che ci giocavamo sempre all’oratorio del paese con i maschi. All’inizio mio papà voleva farmi fare scii, ma siccome lui ha sempre creduto in me ha portato me e la mia amica a giocare in una squadra del paese. Poi sono andata a giocare a Cuneo dopo aver fatti i provini e lì ho capito che sarebbe potuto diventare un lavoro perché mi allenavo in prima squadra con ragazze che giocavano in nazionale come Iannella e Sodini e loro sono state fondamentali a farmi intraprendere questa strada, visto che mi son trovata li a 14 anni, un età in cui o molli tutto oppure percorri la strada fino in fondo. Ho scelto la seconda opzione ed è grazie alla parentesi che ho avuto a Cuneo che ho coltivato il mio sogno fino ad oggi. Sono stati gli anni dei sacrifici che mi hanno portato a ciò che sono oggi, prendere il treno da sola per andare ad allenarmi, aspettare un ora post allenamento mio papà che torna da lavoro e passa a prendermi, il freddo che faceva alle 20 quando ci allenavamo. Tutte cose che hanno portato a formare la persona che sono oggi.”

Dopo questa importante parentesi arriva un altro importante capitolo della tua carriera: la Juventus Women: cosa è stato per te vivere un club grandissimo come la Juventus?“: “Io essendo piemontese sono juventina fin da quando sono bambina, per me era un sogno far parte di questo club. Quando sono entrata per la prima volta a Vinovo non mi sembrava vero, per anni sogni di poter arrivare a giocare con giocatrici come Bonansea, Girelli e Rosucci che sono dei monumenti del nostro movimento e con Boattin che è sempre stata il mio idolo. Poi ho avuto la fortuna di iniziare ad allenarmi con loro e sono stati gli anni più belli e importanti perché sono gli anni in cui io sono cresciuta, da ragazzina sono diventata donna grazie anche a degli accaduti extra-calcio molto duri dove era più facile mollare tutto. Avere al mio fianco persone come Sara Gama e le altre citate prima mi ha fatto capire che far parte della famiglia Juventus è anche questo, poter contare su persone splendide. Ricordo che noi alla Juventus avevamo tutto, eravamo professioniste ancor prima che arrivasse il professionismo. Condividevamo momenti della giornata come la scuola, i pasti, con giocatori che ci rispettavano perché eravamo calciatrici e non semplici ragazze, una cosa assolutamente non da poco. Ad esempio ho condiviso la quotidianità li alla Juve con Dragusin, che oggi gioca al Tottenham, e con lui altri ragazzi con la quale abbiamo instaurato un bellissimo rapporto. Questo è ciò che gli anni alla Juventus mi hanno regalato e probabilmente fino ad ora sono stati gli anni più belli della mia carriera”

Dopodiché passiamo al capitolo Sampdoria: le emozioni delle tre stagioni a Genova e del primo gol in Serie A“: “Genova è stata la prima stagione vera, all’inizio avevo paura di non essere pronta. Sono arrivata lì da ragazzina dove ho dovuto imparare tante cose anche fuori dal campo, le difficoltà del vivere da sola, gestire le mie cose a casa, ma ho trovato anche qui da compagne davvero meravigliose che mi hanno aiutato. Ho imparato a cavarmela da sola, grazie ad un grande gruppo compatto e mi sono trovata veramente benissimo, tre anni meravigliosi dove ho anche trovato il mio primo gol in Serie A. Tra l’altro è arrivato nel giorno dell’anniversario di matrimonio dei miei genitori, ed è stato un segnale per tutti i sacrifici che loro hanno fatto per me. Quel gol in quel giorno non è stato un caso, trovare il primo gol in una giornata così importante e averlo fatto di fronte a mio papà e al mio ragazzo è stato davvero speciale, un segno del destino.”

Adesso veniamo al presente: Napoli. Come la stai vivendo?“: “Sono arrivata a Napoli convinta di poter dare una mano in primis alle mie compagne. Ho trovato un ambiente splendido, pulito, gente che ci fa sentire ogni giorno professioniste. Persone che non tutte le società possono vantare, ho sentito voci belle e meno belle su Napoli. Quello che posso dire io è che Napoli va vissuta almeno una volta, che sia da calciatrice o no, qui non ho mai conosciuto persone che non vogliano il bene del prossimo, ma persone davvero splendide come il nostro magazziniere Marco, Ciro il barbiere, Gaetano che ci prepara sempre la crostata prima della partita, e vedere loro che fanno di tutto per renderci felici ci tira fuori una carica per la quale noi scendiamo in campo e vogliamo vincere anche per loro e ricambiare tutto ciò. Mi sono circondata di gente altruista, che nei momenti difficile ti fanno tirar fuori sempre anche un semplice sorriso perché sono persone che ti fanno vivere felice e poi questi aspetti si riflettono anche sul campo.”

Parlando di rapporti, qui a Napoli hai ritrovato ragazze con la quale hai condiviso parte della tua carriera, ad esempio Pettenuzzo, Novellino, Moretti, Bellucci, Beretta e Bacic. Ritrovarle qui, che effetto fa?“: “La cosa che noto di più è il cambiamento a livello calcistico. Ho trovato tutte molto migliorate rispetto agli inizi, nonostante tutte erano ragazze già molto forti. In più sul piano umano sono tutte cresciute tantissimo e il rapporto con loro è rimasto intatto a distanza di tempo, perché è bello quando hai la stessa gioia di rivederle, passare del tempo con loro dopo aver condiviso parte della tua carriera. In più, arrivare in un ambiente nuovo ma trovare ragazze che conosci già è una fortuna grande, è come ritrovare un pezzo di te.”

E invece delle ragazze che hai conosciuto quest’anno, con chi hai legato di più?“: “Ho legato tanto con Paola Di Marino. Lei è un vero capitano, una professionista esemplare, da tutto per la squadra sia dentro che fuori dal campo. Sta attraversando un brutto periodo, manca ormai da tanto in campo. Ma ha una grande forza e rientrerà più forte di prima grazie alla sua tenacia e forza di volontà. Sono arrivata qui che non la conoscevo e dalle prime conversazioni con lei leggi nei suoi occhi tutta la storia di questa squadra, di quanto sia fiera di rappresentarla e del suo essere napoletana. Tutte noi lottiamo per poterle regalare una gioia in un momento complicato, spero che possiamo fare qualcosa di grande per lei e che si lasci alle spalle questo brutto periodo.” 

Adesso facciamo un gioco con le tue compagne di squadra: componiamo la giocatrice perfetta rubando ad ognuna di loro una di queste qualità: Piede destro, sinistro, velocità, forza fisica, intelligenza tattica, tiro, tecnica“: “Il destro di Bellucci, il sinistro di Banusic perché è ambidestra, la velocità di Moretti, la forza di Muth, intelligenza tattica di Bellucci, il tiro di Jelcic e la tecnica di Banusic”

Parlando delle tue caratteristiche, tu hai ricoperto un sacco di ruoli in campo, ma qual è quello che secondo te si addice di più alle tue caratteristiche?”: “Mi piace davvero tanto giocare da mezz’ala, perché sento che lì posso dare una grande mano. Con il mister Sassarini mi piace molto fare il terzino perché siamo molto coinvolte nella costruzione del gioco e a me piace essere utile nella manovra e con lui penso che sia il mio ruolo, devo sicuramente migliorare e crescere per soddisfare le sue richieste nel gioco, ma mi piace molto come ruolo”

Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivere la Giordano calciatrice, quali sceglieresti e perché?“: “Lottatrice perché penso di non mollare mai, do sempre il massimo anche se gioco male. Ad esempio ho giocato trenta minuti con il naso rotto, per cui ti fa capire che per fermarmi devi abbattermi. Agonismo, perché in campo sono un altra persona rispetto a fuori, divento quasi insopportabile , un martello. Un terzo aggettivo…non saprei, ce ne sarebbero tanti!”

E se dovessi scegliere tre aggettivi per la Giordano fuori dal campo?“: “Penso che il primo sia generosa, poi sceglierei altruista, e infine…vivace!”

Per concludere, il tuo sogno nel cassetto?“: “Ne ho tanti, il primo è raggiungere la salvezza con il Napoli. Un sogno che probabilmente abbiamo tante di noi ma che ho custodito con me è quello di essere convocata in Nazionale Maggiore. Infine quello più grande è avere e coltivare l’amore per il calcio il più a lungo possibile”

Un ringraziamento speciale al Napoli Femminile per averci concesso l’opportunità di realizzare questa intervista e a Michela per la sua infinita disponibilità!

 

Lucia Di Guglielmo: “Potevamo ottenere qualcosa in più, grazie ai tifosi per il sostegno”

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Dopo il passo falso per 1-3 di La Spezia in casa Italia a parlare è stata Lucia Di Guglielmo. La laterale della Roma sul match del ‘Picco’ contro la Danimarca ha sottolineato: “C’è sicuramente del rammarico perché non meritavamo di perdere, siamo state in partita fino all’ultimo. A mio avviso potevamo  fare di più, in campo percepivo questo. Peccato non aver regalato una gioia a questo bellissimo pubblico”.
Di Gugliemo, poi, ha aggiunto: “Sono sicura che lavoreremo fin da subito per ottenere risultati diversi, sappiamo di essere un gruppo forte. Noi sappiamo cosa vogliamo essere e dove vogliamo arrivare, ci mettiamo tutte le forze in ogni uscita per raggiungere i nostri obiettivi. In questa occasione l’ atmosfera è stata incredibile come a Monza qualche giorno fa”.

La calciatrice classe ’97, ex Empoli, ha poi concluso: “In questo match, ma anche con il il Galles, non abbiamo sfruttato le occasioni create. Resta un aspetto importante sul quale lavorare. Contro la Danimarca non abbiamo fatto male, dobbiamo renderci conto di essere forti, Possiamo raggiungere risultati positivi anche contro queste squadre di primo livello. Abbiamo sentito il calore del tifo, la gente ci segue e speriamo di portarci tutto questo fino all’estate”.

Gaia Lonati, Parma: “Il gol al Pavia mi ha ridato fiducia dopo mesi difficili: ora mi sento bene, sono pronta per le prossime sfide”

Photo Credit: Andrea Barani - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Parma è reduce dal 5-0 conquistato di due settimane fa contro il Pavia Academy, che gli ha permesso di confermarsi al primo posto in Serie B.
Domenica il campionato ripartirà dopo la sosta e la squadra di Salvatore Colantuono giocherà sul campo del Cesena, per la ventesima giornata. Per una gialloblù sarà un match davvero speciale: infatti, Gaia Lonati, attaccante classe ’04 ha giocato con le cesenati lo scorso anno, segnando tra l’altro nove reti.
Ed è proprio la giovane ala delle ducali (che contro il Pavia ha trovato la prima marcatura stagionale) la protagonista della nostra intervista di oggi.

Gaia, cosa ti ha portato a vestire in questa stagione la maglia del Parma?
«Mi ha spinto a vestire la maglia del Parma sicuramente l’ambizione che ha questo club, la voglia di vincere e l’organizzazione che presenta tutta la società. Il Parma investe tanto nel calcio femminile e il presidente crede molto nel movimento, qui ci sono tutti gli strumenti che le atlete devono avere per diventare delle professioniste».

La Serie B ha messo alle spalle diciannove partite e il Parma è in testa alla classifica e, in questo momento, sarebbe Serie A…
«La classifica è solo il risultato di tutto il lavoro quotidiano che facciamo da questa estate, indubbiamente siamo una squadra con dei singoli forti ma c’è dietro una grande dedizione e preparazione di ogni singola partita ed è questo che ci sta portando grandi risultati».

Il Parma ha il quarto miglior attacco con quarantanove gol, ma ha la miglior difesa della cadetteria con sei reti subite. Dal tuo punto di vista, quanto possono valere questi numeri?
«Credo che, sia per quanto riguarda i gol fatti che per i gol subiti, il merito sia di tutta la squadra. Riesci a subire pochi gol solo se si lavora da squadra. Tutta la fase difensiva porta le avversarie a faticare ad arrivare nella metà campo offensiva, ed è merito di tutta la squadra. E allo stesso modo la fase offensiva».

Parliamo dell’ultima sfida contro il Pavia, nel quale tu e le tue compagne avete vinto per cinque a zero. Un successo che doveva rispondere a quel pareggio senza reti arrivato nella partita precedente contro la Vis Mediterranea.
«La partita con la Vis è stata una partita storta, probabilmente non avremmo fatto gol nemmeno se avessimo giocato un terzo tempo, credo però che partite così possano capitare in un campionato così lungo dove ad ogni partita è richiesta la massima concentrazione, l’importante è stato aver risposto subito con una grande prestazione e cinque gol messi a segno in modo da porter ripartire subito al meglio».

Tra l’altro, la partita col Pavia ha avuto un sapore molto dolce, dato che sei finalmente riuscita a mettere a segno la tua prima rete con la maglia del Parma…
«Sono stati mesi molto difficili per me da quando sono arrivata a Parma, tra l’ambientarmi in un posto nuovo e gli infortuni che ho avuto ero un po’ giù di morale; sicuramente quel gol mi è servito tanto a riacquistare fiducia, ora però mi sento bene e mi sento pronta a giocare le prossime partite».

Il Parma ha trascorso due settimane di allenamenti senza partite, dovute alla pausa delle nazionali. Su quali aspetti avete lavorato in questo periodo?
«Ora ci aspettano delle partite veramente toste da qui fino alla prossima sosta nazionali; quindi, abbiamo ottimizzato i tempi per lavorare già da subito sulle prossime partite e correggere gli errori che abbiamo fatto nelle precedenti, abbiamo lavorato molto bene e spinto sull’acceleratore in queste settimane per farci trovare pronte per i prossimi impegni».

Gaia Lonati con la maglia del Cesena nella scorsa stagione (Photo Credit: Marco Montrone – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano)

La Serie B sta per ripartire e domenica c’è la sfida in trasferta contro il Cesena: una gara molto importante per te, visto che lo scorso anno eri una giocatrice delle cesenati…
«Sono molto emozionata per la partita col Cesena, ho vissuto delle emozioni bellissime in Romagna e mi fa piacere tornarci anche se da avversaria. Mi porto dentro tutto quello che ho vissuto la scorsa stagione, dal gol contro la Lazio, ai momenti fuori dal campo e tutte le bellissime persone che ho conosciuto, sarà speciale tornare in un posto in cui sono stata felice: non vedo l’ora».

Nel campionato cadetto c’è anche Brescia, altra tua ex squadra, e al momento è a metà classifica. Secondo te, come chiuderanno le Leonesse alla fine della stagione?
«⁠Il Brescia quest’anno sta facendo molto bene a mio avviso, gioca un buon calcio e probabilmente meriterebbe anche qualche posto più in alto in classifica, credo però che più o meno chiuderanno il campionato nella situazione in cui sono ora. L’allenatore mi sembra molto preparato e le ragazze sono giovani, può essere già un punto di partenza per mettere le basi per l’anno prossimo».

Qual è la squadra di Serie B che ti ha sorpreso sino a questo momento?
«Come modo di giocare metto sicuramente il Brescia: mi sono piaciute tanto, giocano senza paura e non buttano mai la palla. Ma anche il Lumezzane si è rivelata una bella realtà e una squadra ostica da affrontare».

Quest’anno ci sono gli Europei che si terranno in estate in Svizzera. Dal tuo punto di vista, pensi che l’Italia abbia le carte in regola per far bene?
«Oggi in Nazionale ci sono tante ragazze giovani che stanno crescendo: al momento le vedo forse un po’ acerbe per puntare al massimo traguardo, ma nei prossimi anni sicuramente questa nazionale diventerà una delle più forti».

Che aspettative hai sul tuo futuro?
«Non sono una grande sognatrice a dire il vero, non riesco a guardare troppo distante da quello che è il presente. Ora sono a Parma e mi sto concentrando tanto per dare il mio meglio qua».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Parma in vista della ripresa del campionato?
«Alle mie compagne vorrei semplicemente dire di continuare come stiamo facendo, di dare tutto in questi ultimi mesi, che sono fondamentali per raggiungere la Serie A e vincere il campionato, che è il nostro obiettivo. Sono assolutamente sicura che se continuiamo come stiamo facendo otterremo tutto ciò che ci meritiamo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Parma Calcio 1913 e Gaia Lonati per la disponibilità.

Sarafine, eclettica artista: “Supercoppa? Evento con significato simbolico. Ho accolto la proposta con grande piacere”

Photo Credit: Elisa Hassert

Sara Sorrenti, in arte Sarafine, è una artista dalla libera espressione e di grande comunicatività artistica. Salernitana d’origine, cresciuta in territorio calabrese, è nota al grande pubblico per aver trionfato nella diciassettesima edizione del talent X Factor, trampolino di lancio per un percorso tutto musicale, fatto di passione ed introspezione.
Quella della leva ’88 è una storia tutta da scrivere, con tasselli che elogiano il coraggio e mettono sul piedistallo un pentagramma che sembra scorrere da sempre nelle sue vene.

Tra suonate elettro-pop, macchie techno, scritture e composizioni dal sapore originale, ciò che traspare una volta premuto “play” è una forte identità musicale che vuole e sa mettere in risalto anche la parte scura della vita, quella senza filtri, dalle crude verità.
Nuova ospite della rubrica “Calcio&Musica“? Proprio la sopra indicata: ecco cosa ci ha raccontato.

Chi è Sara e quali sono i messaggi che vuole dare attraverso l’arte musicale?

Sono una che prova a capirsi attraverso quello che fa. Oggi direi che sono quello che faccio, e fare qualcosa in cui mi riesco ad identificare è la cosa più inaspettata e bella che mi sia accaduta fino ad ora.

Scrivi, canti, produci e suoni. Nelle tue performance risulti poliedrica e rivoluzionaria, senza mai mettere da parte il tuo vero “io”: trovi che l’introspezione e l’essere sé stessi siano il fulcro nella vita di una artista, così come in quella di una calciatrice che può anche uscire dal campo sconfitta, pur avendo dato il meglio in termini di prestazione?

Leggevo di recente che la verità non esiste ma è solo un’interpretazione della realtà, quindi più che di vero “io”, direi che provo ad interpretarmi. Ciò che mi preme particolarmente quando faccio musica è avere l’onestà intellettuale di fare cose che riguardano il mio percorso di vita e soprattutto che mi entusiasmano. Nutro sempre la speranza che queste vengano accolte positivamente dalle persone, quella può considerarsi una vittoria per me così come per una calciatrice che vince una partita, ma non si riduce tutto a vittorie e sconfitte.
Siamo qui tutti per fare un percorso che a volte viene riconosciuto e a volte no, e io mi impegno per ricordarmi di ritrovare la bellezza puramente nel fare.

Il 6 gennaio hai calcato il verde dell’ “Alberto Picco” di La Spezia per l’attesissima finale di Supercoppa tra Roma e Fiorentina, un’opportunità, viene da pensare, forse un po’ lontana dalla solita “routine professionale”, in grado,
però, di unire tifosi ed amanti della musica. Ti va di raccontarci in che modo
hai accolto tale proposta e le sensazioni ed emozioni di quella giornata?

Far parte di questa esperienza insieme ad altre donne che hanno una forte passione per quello che fanno e che danno il massimo occupando uno spazio che fino ad oggi faticava ad ottenere riconoscimento e credibilità è stato importante per me; ho accolto la proposta con grande piacere.
Quando ho partecipato all’evento, una persona degli addetti ai lavori mi spiegava che è solo da pochi anni che il calcio femminile è diventato professionistico e che fino a poco tempo fa una ragazza che sceglieva di giocare a calcio non aveva la possibilità di concentrarsi solo sullo sport perché per mantenersi doveva fare un altro lavoro.

Osservo e, a mio modo, partecipo a questo fenomeno sociologico di riconoscimento delle donne in ambito professionale che resistono e investono la loro vita nelle proprie passioni, guardando con ammirazione e rispetto alle sportive e a tutti coloro, uomini e donne, che lavorano affinché il calcio femminile abbia sempre più risonanza.

Cosa ti ha lasciato particolarmente questa esperienza?

Partecipare a questo evento ha avuto per me un significato simbolico, mi ha fatto sentire parte di qualcosa che era più importante della partita in sé.

Inevitabile chiederti se sei tifosa o fan di qualche sport…

Direi di no (ride), anche se mi affascina molto il sentimento che unisce tifosi e
sportivi.

Hai una squadra di soli artisti, chi inserisci titolare per fare la “magia”?

Se ci si riferisce a tutte le tipologie di artisti e non solo musicisti o cantanti, direi Jago: è lo scultore italiano di cui sono a conoscenza, tra i piú importanti nel nostro paese, che, oltre a fare delle opere d’arte che sono ai miei occhi delle magie, è anche un essere umano di grande spessore, le cui parole ascoltate in varie interviste mi hanno colpita profondamente.

Da sempre la donna si rivela protagonista e “musa” in tantissimi brani del repertorio tricolore. Pensi sia importante raccontarla anche attraverso questo mezzo e quanto c’è di questo nei tuoi brevi ed incisivi testi?

Storicamente è stato così magari, ma le donne oltre ad essere muse e protagoniste di brani, dipinti o di qualsiasi forma d’arte, sono anche autrici, pittrici e registe.
Penso che andando avanti si romperanno gli schemi di genere per cui si occupano spazi o ruoli predefiniti legati all’essere donna o uomo, o almeno me lo auguro fortemente.

Ed a proposito di testi musicali, quanto è importante porre attenzione sul lessico, il linguaggio, per una visione più giusta della figura femminile? Le storie
descritte nei brani hanno in qualche modo potere e responsabilità in tal sen-
so?

Trovo molto interessante la questione sul lessico e su come il linguaggio influenzi la percezione della realtà e di come questa poi sia a sua volta fonte di costituzione del linguaggio; è un dibattito molto acceso oggi e in tutta onestà non saprei bene come esprimermi a riguardo.
Nonostante l’argomento complesso, rispetto alla musica non mi piace pensare che sia giusto investire un’artista di una responsabilità educativa. Il linguaggio dell’arte è un mezzo che traduce l’interpretazione della realtà di un individuo. Non sono una fan dell’indignazione collettiva né del dito puntato, penso che bisognerebbe fare tutti un passo indietro, osservare, osservarsi.

Tutti quelli che si formano in una determinata collettività sono in qualche modo vittime di bias culturali simili. Personalmente provo a pormi in una posizione di ascolto e di osservazione e difficilmente riesco a raggiungere delle conclusioni generaliste, applicabili a chiunque.

In “Scrolla” (track contenuta nel tuo EP pubblicato recentemente) reciti “Ho smesso di piangere per prendermi il mio spazio”. Una frase che colpisce e che dà l’impressione di una figura forte che cerca di trovare la sua dimensione in mezzo a tante aspettative: è vero che al giorno d’oggi la donna sembra sempre dover fare qualcosa in più per dimostrare le proprie capacità ed il proprio valore?

Sicuramente è vero che uomini e donne fino ad oggi sono stati educati in modo diverso. Sono figlia di una generazione che assegnava colori per identificare il genere di un bambino o in cui esistevano sport da femmine e sport da maschi, ed è innegabile che questo poi si rifletta in una maggiore fatica che le donne hanno di occupare determinati ruoli storicamente affidati agli uomini nella società.

La frase che ho scritto in quel brano si riferisce, però, ad un tormento che credo possano condividere sia uomini che donne della mia generazione, una generazione che è stata educata in vista di un futuro quasi già deciso (per citare Zerocalcare, ci veniva richiesto di ritagliare lungo i bordi), solo che in quei confini, purtroppo, molti di noi si sentono stretti e la sofferenza che ne deriva a volte è dilaniante; spesso pensiamo che sia tutta nostra responsabilità, da lì il pianto.
Io ho capito, invece, che la sofferenza che provavo non era mia responsabilità ma avevo tutte le condizioni per potermi prendere quella di cercare un’alternativa per circoscriverla.

Progetti imminenti e futuri e l’augurio che senti di rivolgere a te stessa in
questo momento.

I prossimi progetti riguardano la preparazione del live per il tour di quest’estate di cui spero di annunciare le date a breve. Mi auguro di continuare a vivere di musica finché vorrò.

Un messaggio ai lettori di Calcio Femminile Italiano.

Un saluto a tutti i lettori e le lettrici di Calcio Femminile Italiano, vi auguro di trovare e prendervi il vostro spazio!

Si ringrazia Sarafine e management per la gentile concessione.

DA NON PERDERE...