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Nazionale U16 Femminile – È una piccola grande Italia! Finisce 3-1 la prima amichevole con la Francia, si apre con una vittoria il 2025 delle Azzurrine

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Inizia con una vittoria di prestigio il 2025 della Nazionale Under 16 Femminile, che con i gol di Giada Grilli, Beatrice Martone e Vittoria Giovannini batte 3-1 la Francia nella prima delle due amichevoli in programma al Villaggio Azzurro di Novarello (si replica giovedì alle 14).

Una vera e propria prova di forza quella della squadra guidata da Jacopo Leandri, che domina a lungo il match scoprendosi forse un po’ troppo sul 2-0 e facendo così rientrare in partita le francesi. Un eccesso di esuberanza che conferma però il grande carattere di un’Italia sempre vogliosa di fare la partita, senza mai speculare sul vantaggio. E il 3-1 nel finale confezionato da due neo entrate, El Miroun e Giovannini, è il giusto premio per un gruppo che, alle prime esperienze in campo internazionale, si dimostra affiatato e ricco di personalità.

“Il coraggio mostrato dalla squadra – dichiara Leandri – mi riempie d’orgoglio. Abbiamo ragazze brave e in questa fascia d’età è importante che abbiano la voglia di dominare il gioco e fare gol, avendo allo stesso tempo il coraggio per difendere uno contro uno a campo aperto. Siamo qui per formarle e prepararle al futuro”.

LA PARTITA. Pressing alto e linea difensiva quasi a centrocampo per un’Italia che parte all’attacco e colleziona palle gol in serie. Tre solo nei primi dieci minuti. Al 4’ Beatrice Martone si avventa sul cross dalla destra di Pinchi, ma calcia alto da ottima posizione. È poi il portiere francese Le Jort a far tremare per due volte le compagne di squadra: prima si fa soffiare il pallone da Ottaviani, che da fuori area non inquadra la specchio, poi con un’uscita avventata spalanca la porta a Grilli, ma la difesa riesce a liberare. Dopo altre due occasioni nitide – respinta di Le Jort su Sterner e tiro alto di Grilli su azione d’angolo – al 18’ arriva il meritato vantaggio azzurro sull’asse Ottaviani-Grilli: assist filtrante della centrocampista della Roma e perfetta finalizzazione della compagna di club, che scarta Le Jort e insacca a porta vuota. È un dominio fisico e tecnico quello dell’Italia, padrona assoluta del campo in un primo tempo a senso unico. Un solo brivido per la porta di Selvaggio, quando Motyka sprinta sulla sinistra e serve Collin, ma Daria Rosso mura la conclusione a botta sicura dell’attaccante del Le Havre. E al 43’ sono ancora le Azzurrine ad andare a un passo dal raddoppio, con Ottaviani che non riesce a correggere in rete il cross di una scatenata Pinchi. Si va al riposo sull’1-0 e il vantaggio va stretto alla squadra di Leandri.

Poco male perché bastano cinque minuti all’Italia per trovare il 2-0 a inizio ripresa. Tutto nasce dall’ennesimo errore di Le Jort, che complice il pressing delle Azzurrine pasticcia e consegna il pallone a Ottaviani, pronta a servire il secondo assist di giornata per il gol di Beatrice Martone. Nonostante il doppio vantaggio l’Italia continua a difendersi molto alta, rischiando di subire le ripartenze delle Bleus. E al 60’ la Francia rientra in partita: Ait Khouya Mouth sovrasta fisicamente Oddina e Cacace, calcia in porta e sulla respinta di Selvaggio arriva il tap-in vincente di Motyka. Su un’azione fotocopia le Azzurrine rischiano di subire il pareggio, ma Maaili calcia alto a tre metri dalla porta. C’è bisogno di forze fresche e Leandri manda in campo Galluzzi, Giovannini, Fontana ed El Miroun al posto di Sterner, Pinchi, Grilli e Ottaviani. All’83 sono proprio due neo entrate a chiudere il match grazie all’incornata di Vittoria Giovannini sull’angolo battuto da Rita El Miroun, sua compagna alla Fiorentina. Un’ultima pennellata di viola in una giornata colorata d’azzurro.

Martina Rosucci, la “Regina di Torino”, rinnova con la Juve fino al 2026!

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Per le tifose e i tifosi della Juventus Women, Martina Rosucci è la “Regina di Torino”, parole che recitano nel dedicarle un coro allo stadio; le dimostrano affetto ogni giorno attraverso i canali social, l’inneggiano quando parte da titolare e quando entra, invece, a gara in corso. Non è stato difficile, per loro, innamorarsi di lei: è un pilastro, una leader che funge da collante tra le compagne di sempre e le nuove arrivate, una giocatrice di cui non si potrebbe mai fare a meno e che, anche quando era costretta a guardare le partite dalla panchina, era come se fosse fisicamente con le compagne, a combattere per fare risultato.

Non è stato difficile, per lei, innamorarsi della Juventus Women, e ne dà prova giorno dopo giorno: la numero 8 bianconera ha infatti scelto di proseguire il suo percorso con la formazione piemontese almeno fino al 30 giugno 2026, come si evince dal comunicato ufficiale della Società. Colonna portante della Juventus fin dalla sua nascita, il bianco e il nero sono i colori del suo cuore, i colori con cui è cresciuta e che ha sempre agognato. Dal 2017, ha anche l’onore di indossarli direttamente sulla sua pelle e di portare avanti un percorso fianco a fianco con loro.

Martina ha segnato il suo primo gol non in una partita qualsiasi, bensì in un derby di Coppa Italia proprio nel 2017, nonché la prima partita ufficiale della formazione bianconera, diventando quindi la prima marcatrice nella storia del Club. L’ultima rete che ha siglato è invece arrivata contro la Fiorentina nel match di andata al “Pozzo” di Biella lo scorso settembre, il mese in cui ha finalmente avuto l’occasione di tornare in campo dopo il suo lungo infortunio, durato ben 559 giorni; sono già 16 le sue presenze nella stagione in corso, e ben 160 quelle totali con addosso la maglia bianconera, classificandosi come la quinta calciatrice per numero di presenze, e 16 sono anche i gol che ha segnato. Con la Juventus ha vinto 5 Scudetti, 3 Coppe Italia e 4 Supercoppe italiane.

Per la calciatrice la Juventus è sinonimo di “casa” e di “famiglia”, come ha dichiarato dopo aver firmato il contratto: «Vivere otto anni, andando verso il nono, tutti i giorni con la Juve: è come vivere con una persona e quindi ormai è qualcosa che fa parte di me, della mia quotidianità. E in questo momento non potrei immaginare la mia quotidianità senza entrare ogni giorno al centro sportivo di Vinovo», e ha poi espresso tutta la sua felicità per un contratto che ha un qualcosa di più rispetto a quelli che ha già firmato in carriera, perché è finalmente giunta la consapevolezza di essere parte di un qualcosa di grande: «Adesso sono grande, sogno ancora, però questo rinnovo lo lego alla parola “restare”, di quanto sia importante rimanere. È una parola che nella vita non si sente più tanto, è difficile restare. Per me restare qui è una scelta», Martina Rosucci sceglie ogni giorno di vestire i colori della Juventus, e la Juventus sceglie ogni giorno di continuare a camminare insieme a lei.

Tra i momenti più speciali, la calciatrice ha citato il Primo Scudetto vinto insieme alla Juventus, vinto ai calci di rigore contro il Brescia, e anche «quando abbiamo battuto il Wolfsburg 2 a 0 in Germania nel 2021 e ci siamo qualificate ai quarti di Champions League: per me quel giorno lì abbiamo battuto un grande avversario europeo e per la prima volta nella mia carriera mi sono sentita di essere in una squadra competitiva a livello internazionale», una squadra che stava crescendo calcisticamente e stava maturando, in un processo che va avanti ancora oggi e che sarà sempre in continuo divenire.

Le parole che sono andate a chiudere la sua conferenza sono una dedica alla Società che l’ha accolta e che la sta portando con sé, vale a dire la Juventus, che conosceva soltanto da tifosa e che, indossandone i colori, le ha trasmesso ancora di più i valori: «Io ero una tifosa juventina, ma non sapevo cos’era la Juve al mio arrivo. Grazie al direttore Stefano Braghin quando sono arrivata ho capito cosa voleva dire far parte di questo Club. E per me è importante che qualsiasi persona abbia queste sensazioni, che io ho imparato ad avere e che ormai sono dentro di me. Probabilmente il mio ruolo è anche questo e mi piace: penso che ormai sia cucito su di me.»

Non è facile, d’altra parte, dedicare un momento tanto speciale a una calciatrice così importante senza cadere nella banalità. A volte, però, le cose banali o scontate sono quelle che fanno più piacere: dopotutto, se si guarda un film romantico ci si aspetta una dichiarazione d’amore, il culmine che, di solito, arriva dopo una serie di alti e bassi.
Leggere quanto detto da Martina Rosucci per la Società che le ha dato e che le sta dando tutto può sembrare per l’appunto qualcosa di scontato ma, come ha detto lei stessa, “rimanere” non è poi così ovvio: c’è chi, alla prima difficoltà, se ne va, ma lei è rimasta, e continua a prendere per mano la squadra, come in una storia d’amore con la S maiuscola.

Tantissime congratulazioni a Martina Rosucci, la testimone vivente del fatto che le storie d’amore esistono per davvero, e che possono provare a durare “fino alla fine”!

Italia bagnata, Italia sfortunata – Cambiaghi e Caruso concrete, Giuliani mezzo fantasma

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Italia esce sconfitta dal secondo esame della UEFA Women’s Nations League contro la Danimarca andato in scena nella giornata appena archiviata tra le mura del Picco di La Spezia: tre le reti subite dalle azzurre nel secondo tempo, intervallate da una unica risposta a favore trovata da Cambiaghi al 58′.
Di seguito pagelle e valutazioni della formazione tricolore, ora a pari punteggio proprio con la recentissima diretta avversaria del gruppo D.

GIULIANI: 5 – A parte un pallone che poteva lasciar scorrere per evitare di concedere una possibilità “red” (si sa, basta meno di un minuto per poter cambiare le sorti di una intera gara), il suo cognome in questa giornata è sinonimo di non completa lucidità, sopratutto in riferimento alle reti del 2-1 e del 3-1.

BOATTIN: 6,5 – Perfetto l’assist offerto a Cambiaghi, responsabile del centro “accorcia distanze”. Placcare la temibile Harder sembra essere stata la sua missione. Sostituita da Bonfantini all’86’,  che riesce a fare ben poco in termini di cambiamento.

LINARI: 5 – Non riesce a reagire al pressing di Thomsen, permettendole di bucare in modo decisivo la porta azzurra sul finale. Oltre all’errore citato, costato caro all’intero gruppo tricolore, risulta imprecisa e non del tutto in partita.

LENZINI: 6,5 – Qualche errore in fase iniziale e si perde leggermente in seguito alla giocata scandinava, ma il suo contributo rimane forte anche in copertura.

DI GUGLIELMO: 5,5 – Buona in accelerazione, sopratutto nei minuti iniziali, ma non basta. Holmgaard la mette da parte come niente nella seconda parte di gioco, dimostrando lacune (almeno in tale frangente) in fase di lotta.

BECCARI: 6 – Entra in campo con tutta la buona volontà di far bene, torna a casa con una prova strettamente sufficiente. Qualche incertezza (forse anche per via del pressing avversario), ma la sua disponibilità a curare i dettagli di reparto ed a rispondere al meglio quando viene chiamata in causa è da premiare.
46′ Cantore: 6,5 – Ottimo inserimento, un cambio piuttosto adeguato. Ha colorato un dipinto che fino a quel momento era rimasto quasi del tutto in bianco e nero.

CARUSO: 7 – Tunnel, girate e numeri: la numero 18 dimostra di valere un posto nella bacheca delle titolarità. Da ricordare la conclusione dell’11’, forte segnale, seppur sia arrivata direttamente tra le mani dell’estremo difensore danese.

GIUGLIANO: 6 – La traversa ancora trema per quel formidabile tiro dalla distanza al quarto minuto, con lo stesso pallone poi agganciato ed insaccato da una Giacinti in posizione di fuorigioco. Cerca di dare brio ad una gara apparentemente calma, intensificata da duetti anche fallosi da parte delle avversarie danesi, ma non riesce nell’intento, né ad offrire una sterzata decisiva al comparto offensivo.

BERGAMASCHI: 7 – Col suo solito sprint anche stavolta non si risparmia nei movimenti continui sulla fascia destra. I movimenti di costruzione limpida passano anche da lei. Se avesse potuto scrivere sulla fronte un’unica frase sarebbe sicuramente stata “non mollo mai”. È Bonansea a sostituirla al 77′ con una prestazione di personalità minore rispetto alla media personale.

CAMBIAGHI: 7 – Una sorta di leader per una partita complicata non più solo sulla carta. La più a fuoco del tridente schierato, riparatrice dopo cinque minuti dal vantaggio trovato da Færge. (78′ Piemonte: 6 – Entra per spaccare, ma il risultato non è lo stesso di Lazio – Inter!)

GIACINTI: – 6,5 – Si muove in profondità e fa avanti ed indietro per non perdere neanche la minima chance. A parte la rete trovata ed annullata dopo il clamoroso legno di Giugliano, non ha poi così tante occasioni per farsi valere.  Al 59′ lascia un posto sul palcoscenico a Dragoni, lampo mancato che poteva illuminare il cielo di una giornata come quella trascorsa in cui il maltempo (in tutti i sensi) ha fatto da protagonista.

Commissario Tecnico Andrea Soncin: 6 – Nonostante l’esito finale, lo spirito della squadra è quello che continua a fare la differenza. Il 3-4-3 opposto crea una mattanza soprattutto nel secondo tempo a cui non riesce a porre rimedio; svariate le proposte di cambio che urgono reazione, ma manca qualcosa. Le risorse ci sono, si, ma non riescono a limitare i danni.
Le parole dettate in conferenza stampa promettevano bene, seppur la consapevolezza del potenziale danese era particolarmente evidente; l’approccio rimane quello giusto, in fin dei conti una buona squadra sa anche soffrire.

Azzurre battute 3-1 nella seconda gara di Nations League. Soncin: “C’è grande rammarico”

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Si ferma a otto la striscia di risultati utili consecutivi della Nazionale Femminile, battuta 3-1 dalla Danimarca nella seconda gara del girone di Nations League. Sotto il diluvio del ‘Picco’ della Spezia, davanti a 1670 spettatori, le Azzurre pagano la maggior fisicità delle scandinave, apparse a loro agio su un campo che con il passare dei minuti si è fatto sempre più pesante. Nel primo tempo le traverse di Giugliano e Vansgaard, nella ripresa dopo L’1-0 di Faerge arriva il pareggio quasi immediato di Cambiaghi, vanificato poi dalla perla di Holmgaard e dal sigillo nei minuti di recupero di Thomsen.

Un ko, arrivato dopo la vittoria all’esordio con il Galles, che non pregiudica il cammino dell’Italia, pronta a ripartire tra poco più di un mese dalla missione in terra scandinava: venerdì 4 aprile a Solna la gara con la Svezia, martedì 8 a Herning il secondo atto con le danesi. “Dispiace per le ragazze – ha dichiarato il Ct dopo il fischio finale – c’è grande rammarico perché hanno fatto una grande prestazione con una selezione di altissimo livello. Sono state costrette a rincorrerci per buona parte della gara e per questo faccio i complimenti alla squadra. La loro qualità ha fatto la differenza, ma per più di 75/80 minuti abbiamo fatto la partita che volevamo. Questa sera sono molto più le note positive di quelle negative”.

Sono cinque le novità rispetto alla formazione scesa in campo nell’esordio con il Belgio. Al posto del tandem Cantore-Girelli, in attacco Soncin lancia il tridente formato da Cambiaghi, Beccari e Giacinti, mentre sulle fasce – come accaduto a dicembre nella prima storica vittoria in casa della Germania – si rivedono dal 1’ Bergamaschi e Boattin. Il blocco difensivo non cambia e davanti a Giuliani trovano spazio Di Gugliemo, Lenzini e capitan Linari. Confermatissime a centrocampo anche Giugliano e Caruso, chiamate a dare ritmo, geometria e imprevedibilità alla manovra. È un 3-4-3 anche quello scelto dal tecnico della Danimarca, che questa volta nel trio offensivo, accanto a Harder e Thomsen, schiera la juventina Vangsgaard e non la ‘merengues’ Bruun.

L’avvio di gara è scoppiettante. Dopo neanche un minuto Lenzini sbaglia un disimpegno consentendo a Harder di involarsi verso Giuliani, ma è lo stesso difensore bianconero a fermare la stella del Bayern con intervento duro ma regolare. Due minuti dopo le Azzurre si presentano sulla trequarti avversaria, liberando al tiro dal limite dell’area Giugliano, che dalla sua piazzola fa partire una pennellata deviata miracolosamente sulla traversa da Ostergaard, trafitta poi dal tap in di Giacinti, fermata però per posizione irregolare. Dal quarto d’ora la pioggia si trasforma in diluvio e la manovra delle squadre ne risente, anche se alla 23’ Vangsgaard ha sulla testa la clamorosa occasione per il vantaggio, ma l’incornata dell’attaccante – tutta sola a pochi metri dalla porta – si stampa sulla traversa.

Se il primo tempo scivola via senza regalare ulteriori sussulti, la ripresa si apre con Cantore al posto di Beccari e con l’Italia proiettata in avanti. Il guizzo vincente però è di marca danese, con Faerge, difensore della Fiorentina, che dal limite dell’area beffa Giuliani con una parabola che si infila sotto al sette. Ma la reazione italiana è veemente e immediata: al 58’ con un delizioso mancino Boattin trova a centro area Cambiaghi, che con una precisa torsione di testa fa 1-1 realizzando il suo quinto centro in Nazionale.

Al 70’ numero da applausi di Caruso, che si smarca in area con un delizioso tunnel, seguito da una conclusione a giro che viene smanacciata da Ostergaard. Tre minuti dopo la copertina se la prende invece il difensore dell’Everton Holmgaard, bravissima a superare con un sombrero Di Guglielmo e a trafiggere con un comodo rasoterra il portiere rossonero. A 10’ dalla fine la neoentrata Piemonte non arriva per un soffio sul bel cross dal fondo di Cantore, l’Italia da lì in avanti si sbilancia alla ricerca del pari prestando però il fianco all’undici di Jeglertz, che approfitta della situazione realizzando il definitivo 3-1 con Thomsen, imbeccata alla perfezione da Harder.

ITALIA-DANIMARCA 1-3 (pt 0-0)

Italia (3-4-3): Giuliani; Di Guglielmo, Lenzini, Linari; Bergamaschi (dal 33’ st Bonansea), Giugliano, Caruso, Boattin (dal 41’ st Bonfantini); Cambiaghi (dal 33’ st Piemonte), Giacinti (dal 14’ st Dragoni), Beccari (dal 1’ st Cantore). A disp: Baldi, Durante, Filangeri, Oliviero, Piga, Greggi, Severini. All: Soncin

Danimarca (3-4-3): Ostergaard; Troelsgaard, Ballisager, Faerge; Thogersen, Snerle, Hasbo, Holmgaard; Thomsen, Vangsgaard (dal 21’ st Bruun), Harder. A disp: Vingum, Brunholt, Obaze, Thrige, Kuhl, Kramer, Bredgaard, Fossdalsa, Holdt, Svava. All: Jeglertz

Marcatrici: 8’ st Faerge (D), 13’ st Cambiaghi (I), 29’ st Holmgaard (D), 47’ st Thomsen (D)

Arbitro: Rivera Olmedo (Spa). Assistenti: Fernandez Gonzalez (Spa) e Mainer (Spa). Quarto ufficiale: Lopez (Spa).

Note: ammonite Boattin (I), Bergamaschi (I), Faerge (D). Spettatori 1671

Italia-Danimarca 1-3: Cambiaghi e Cantore tengono in piedi le Azzurre, che gol per Færge e Sara Holmgaard

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Queste sono le migliori in campo della sfida tra Italia e Danimarca della seconda giornata del Gruppo A4 di Women’s Nations League e finita 3-1 per le danesi.

ITALIA

Michela Cambiaghi
Se l’Italia è rimasta in piedi contro la Danimarca, lo si deve all’attaccante dell’Inter: il pallone arrivato da Boattin era semplicemente da spingerlo in rete e Michela l’ha fatto con merito.

Sofia Cantore
Entra nella ripresa e cerca di dare una spinta all’Italia e lo dà recuperando al 58’ un pallone che dà il via al momentaneo pareggio delle Azzurre. Prova a farsi sentire anche nei minuti successivi nella ricerca di un pareggio che, però, non arriverà.

DANIMARCA

Pernille Harder
Quando il gioco si fa duro, ecco che Pernille entra in scena nel finale di partita con una giocata davvero eccezionale, che permette a Thomsen di involarsi in area e di chiudere i giochi. Fuori categoria.

Emma Færge
È il difensore della Fiorentina a dare il via al successo della Danimarca sulle Azzurre: un destro dentro l’area che si rivela talmente velenoso che non lascia scampo a Giuliani che, colpevolmente, guarda la palla in rete. Solo applausi per Emma.

Sara Holmgaard
Seconda rete con la maglia della nazionale danese per la calciatrice dell’Everton, la quale si inventa il gol del 2-1 con due tocchi al volo che manda in difficoltà la difesa dell’Italia e di destro, sempre al volo, mette fuori causa (anche con un pizzico di fortuna) Giuliani.

L’Italia stecca al “Picco” di La Spezia e la Danimarca ne esce vincitrice

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Italia perde per 1-3, sul pesante campo di La Spezia, la sfida contro la Danimarca nella seconda giornata della UEFA Women’s Nations League: le reti tutte nella ripresa sono di Faerge (per le Danesi), pareggio con Michela Cambiaghi, e le reti vincenti di Holmgaard e Thomsen.

L’ultimo confronto contro le Danesi fu disputato all’Algarve Cup, in Portogallo, dove la nostra Nazionale vinse con la rete di Bonansea (match winner anche tre giorni fa nella gara di apertura della UEFA Women’s Nations League con il Galles), che rappresentò però l’ultimo vero acuto di una squadra con la vecchia guida tecnica.

La voglia di misurarsi nuovamente con un’avversaria di grande caratura internazionale è tanta, ha ammesso il nuovo tecnico Andrea Soncin, anche perché da allora quasi tutto è cambiato. Sul lato opposto la undici allenate da Andrée Jeglertz, che occupano la 12a piazza del Ranking FIFA (le Azzurre sono subito dietro), faranno affidamento alle sue leader per cercare di vendicare il ko accusato contro la Svezia.

Gara che parte sotto una pioggia battente, con una formazione inedita (rispetto al match contro il Galles) dove le azzurre scese in campo con il 4-4-2 propongono in attacco la coppia Giacinti-Cambiaghi. Bastano tre minuti alle nostre ragazze per colpire un legno pieno con Manuela Giugliano, sul rientro della sfera in campo Giacinti avrebbe messo la palla a rete ma il direttore di gara annulla per un fuori gioco più che evidente, nulla di fatto. La gestione del pallone, con il passare del tempo, è sempre più difficile ed i lanci sono gestiti in triangolazioni molto lavorati. Al 22′ sono le avversarie a colpire la traversa, con il colpo di testa in area piccola di Vangsgaard, ed il risultato resta sempre fermo sulla parità. Al termine dei primi 45 minuti la media dei tiri resta in perfetta parità: 2 per parte, con la media di possesso palla del 51% a 49%, segno che lo 0 a 0 è più che giusto per ciò che si è visto sul quadrante di gioco.

La ripresa vede il cambio di Beccari, per Sofia Cantore, per provare a dare più spinta in fascia e lanciare l’attacco azzurro. Doccia fredda sul primo tiro avversario che con Faerge, la Danimarca trova il vantaggio, per lo 0 a 1, al 58′. Ma le nostre ragazze sono brave a reagire, spingere in area avversaria, e dopo appena cinque minuti ritrovano la parità grazie ad una bellissima rete di Michela Cambiaghi, di testa su assist di Boattin, alla destra di Ostergaard. Gara molto vibrante, che sale di intensità e ritmo, con molti affondi e buone triangolazioni nella centrale di campo. Nel momento migliore delle nostre è ancora la Danimarca a colpire: Holmgaard, lasciata sola in area, trova l’angolo alla destra di Giuliani per il 1 a 2. Il tecnico azzurro gioca la carta Bonansea e Piemonte, oltre ad aver avvicendato Dragoni sulla mediana, ma la forza avversaria è tale che nei minuti di recupero Thomsen segna la terza rete, per un finale fin troppo pesante.

Finale amaro, dopo un buon esordio, adesso ci saranno due difficili trasferte in Svezia prima ed in Danimarca, poi, per cercare di trovare punti preziosi per la classifica.

Queste le formazioni scese in campo:
Italia (3-4-3): Giuliani; Di Guglielmo, Lenzini, Linari; Bergamaschi, Giugliano, Caruso, Boattin; Beccari, Giacinti, Cambiaghi.All. Andrea Soncin. A disposizione: Durante, Baldi, Filangeri, Cantore, Bonfantini, Oliviero, Severini, Piemonte, Dragoni, Greggi, Piga.
Danimarca (3-4-3): Ostergaard; Troelsgaard, Ballisager, Faerge; Thogersen, Snerle, Hasbo, Holmgaard; Thomsen, Vangsgaard, Harder. All. Andrée Jeglertz. A disposizione: Vingum, Brunholt, Obaze, Thrige, Kuhl, Kramer, Bredgaard, Fossdalsa, Bruun, Holdt, Svava.

Nadine Sorelli rossonera fino al 2028: “Il Milan è famiglia”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Tempo di rinnovi in casa Milan. Dopo quello di Giorgia Arrigoni è arrivato il momento di mettere nero su bianco la firma di un’altra giovane promessa milanista.

Nadine Sorelli, nata il 2 febbraio 2005 a Vimercate, nasce e cresce calcisticamente nella società rossonera nella quale, partendo dalle giovanili, sale fino alla Primavera con la quale vince una Viareggio Women’s Cup e lo Scudetto nel 2024. Entrata in pianta stabile in Prima Squadra da quest’anno, stagione 2024/2025, si è ritagliata un ruolo importante nello scacchiere di Suzanne Bakker dove ha collezionato 17 presenze tra Campionato e Coppa Italia, partendo 15 volte da titolare, riuscendo ad affinare sempre di più la sua intesa con Julie Piga e con il resto delle compagne.

Le sue prestazioni e il suo futuro certo le hanno permesso di ottenere il rinnovo di contratto con il Diavolo fino al 30 giugno 2028. In tale occasione ha rilasciato delle dichiarazioni sui social rossoneri: “Per me il Milan è famiglia, non solo perchè ho tutta la famiglia milanista, ma perchè credo che i valori di questo club rispecchino molto i miei e quelli dei miei parenti. Mio padre e tutta la mia famiglia sono persone “monumentali”, mi sono state sempre vicino, hanno sempre creduto in me e, soprattutto, hanno fatto tantissimi sacrifici per me. La persona che sono oggi è grazie a loro e credo di essere in debito con loro e parte di quello che faccio è anche per restituire loro tutta la gioia e tutto l’amore che mi hanno dato.”

Nazionale U19 Femminile – Il primo atto di Italia-Danimarca finisce 2-2: a La Nucía segnano Pellegrino Cimò e Zamboni. Matteucci: “Grande fiducia per il Round 2”

Credit: Figc

Il primo atto della doppia sfida tra Italia e Danimarca finisce in parità. A poche ore dal match di La Spezia tra le nazionali maggiori, valido per la UEFA Women’s Nations League, il secondo impegno dell’Under 19 nel La Nucía International Tournament si è concluso con un 2-2 che sta però stretto alla squadra di Nicola Matteucci.

Due i pali colpiti dall’Italia nel corso del primo tempo, entrambi da Giada Pellegrino Cimò, con l’attaccante della Sampdoria che ha però pareggiato al 21′ della ripresa l’iniziale vantaggio danese arrivato al 54′ con Emilie Holt. Le Azzurrine si sono poi portate in vantaggio con un gran gol da 30 metri di Marta Zamboni (Juventus); la Danimarca ha però raggiunto il pari al 29′ con Mai Wendicke. Nel finale, l’Italia ha dato l’assalto alla porta danese, senza però trovare la terza rete.

“Dal 70′ al 90′ le nostre avversarie non sono riuscite a uscire dalla loro area – l’analisi di Matteucci -. Abbiamo creato tante combinazioni strette contro una difesa molto forte: le ragazze sono state brave a livello tecnico, meno nelle conclusioni perché era una partita che andava probabilmente chiusa prima. Ma mi tengo la grande prestazione di squadra: sono molto felice di tutti i dettagli che abbiamo curato e che dovevamo mettere a posto dopo la partita contro la Germania. Questo è un gruppo intelligente, che lavora e che mette in pratica quello che viene chiesto”.

Prossima tappa, l’Emilia-Romagna, sede dal 2 all’8 aprile del Round 2 di qualificazione all’Europeo. “C’è grande fiducia – ancora Matteucci -. Qui in Spagna è stato fatto un lavoro enorme della squadra e dello staff e le cose viste in campo sono di qualità. Ci aspettano settimane importanti di monitoraggio e preparazione del girone di qualificazione: è fondamentale non fermarsi e continuare a lavorare, anche fuori dal campo”.

La Nucía International Tournament – Il programma
Sabato 22 febbraio
Norvegia-Danimarca 2-1
Germania-ITALIA 2-0
Francia-Svezia 6-1

Martedì 25 febbraio
ITALIA-Danimarca 2-2
Ore 15: Norvegia-Francia
Ore 18: Germania-Svezia

 

 

Due squadre arbitrali italiane in campo per la Uefa Women’s Nations League

Credit: AIA

Doppio impegno nei giorni scorsi per arbitri e assistenti italiane impegnate in altrettante partite valide per la Uefa Women’s Nations League. A dirigere la gara Austria–Scozia, disputata a Ried-Innkreis, è stata l’arbitro Silvia Gasperotti, coadiuvata dalle assistenti Tiziana Trasciatti e Svitlana Grushko (Ukr), e dal IV ufficiale di gara Maria Marotta. A Breda è invece andata in scena la partita Olanda–Germania, che ha visto scendere in campo l’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi, le assistenti Francesca Di Monte e Veronica Martinelli, ed il IV ufficiale di gara Deborah Bianchi.

Due squadre arbitrali italiane in campo per la Uefa Women’s Nations League
Credit: AIA

 

UEFA Women’s Nations League: tante le gare odierne

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

È iniziata la fase a leghe della seconda edizione della UEFA Women’s Nations League. Segui i risultati delle partite che metteranno in palio un posto alle Finals, oltre alle promozioni e alle retrocessioni tra le varie leghe. La classifica dei gironi determina anche le squadre che disputeranno le partite di promozione e retrocessione per stabilire la posizione iniziale nelle qualificazioni per la Coppa del Mondo femminile FIFA 2027, che dureranno fino al 2026. Queste le sfide odierne della fase a leghe della manifestazione.

Giornata 2

Martedì 25 febbraio 2025

Gruppo A1
Germania – Austria (18:15)
Scozia – Paesi Bassi (20:30)

Gruppo A2
Norvegia – Svizzera (18:00)
Francia – Islanda (21:10)

Gruppo A4
Italia – Danimarca (18:15)
Galles – Svezia (20:15)

Gruppo B1
Romania – Polonia (17:00)
Irlanda del Nord – Bosnia-Erzegovina (20:00)

Gruppo B2
Turchia – Grecia (16:30)
Slovenia – Repubblica d’Irlanda (18:00)

Gruppo B3
Ungheria – Finlandia (18:00)
Serbia – Bielorussia (18:00)

Gruppo B4
Cechia – Albania (17:30)
Ucraina – Croazia (18:00)

Gruppo C1
Slovacchia – Moldova (17:30)
Gibilterra – Isole Faroe (19:00)

Gruppo C2
Cipro – Georgia (18:00)
Malta – Andorra (19:30)

Gruppo C3
Armenia – Kazakistan (11:30)
Lussemburgo – Liechtenstein (19:30)

Gruppo C4
Montenegro – Lithuania (14:00)

Gruppo C5
Israele – Estonia (14:30)

Gruppo C6
Kosovo – Latvia (14:00)

Mercoledì 26 febbraio

Gruppo A3
Belgio – Portogallo (20:15)
Inghilterra – Spagna (21:00)

DA NON PERDERE...