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Manuela Giugliano: “Nazionale? Esordio indimenticabile, da allora il calcio femminile italiano si è evoluto molto”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi Manuela Giugliano si è concessa ai canali della FIFA ai quali ha parlato di Nazionale Femminile. La calciatrice della Roma ha lasciato alcune dichiarazioni in chiave Azzurra e sul reparto mediano affermando: “Lo abbiamo visto anche contro la Serbia: io, Giada Greggi e Arianna Caruso possiamo cambiare posizione in base alle esigenze della partita. Il mister ci chiede di adattarci e lo facciamo in modo naturale. Tutta la squadra è in grado di interpretare diversi ruoli, ed è un grande punto di forza”.
Giugliano ha quindi sottolineato la sua idea di calcio ideale: “A me piace mostrare il bel gioco e le giocate di qualità, non bado tanto al gol o all’assist in sé. Essendo una centrocampista posso dire che non è semplice fare tutti questi gol e creare le dinamiche per arrivare in porta. Insieme allo staff della Nazionale abbiamo analizzato i dati completi: dietro a un gol o a un assist c’è un enorme lavoro sporco che la gente da fuori spesso non vede. Se riesci a unire le due cose, allora diventi una top player”.

Per Manuela Giugliano 100 presenze tagliate con la Nazionale Femminile, a riguardo la calciatrice ha confessato: “Il mio obiettivo è continuare a collezionare presenze a spero di poterlo fare giocando al Mondiale. Sarebbe il terzo per me, e non è poco. È il sogno di ogni giocatrice e io mi sento fortunata a essere qui e a poter dare il mio contributo”.
Sull’esordio in maglia Azzurra ha invece ricordato: “Certo, impossibile dimenticarlo. Da allora è cambiato tantissimo. All’inizio ho giocato con donne incredibili: mio padre mi raccontava di Carolina Morace, poi io ho condiviso il campo con Melania Gabbiadini e Patrizia Panico. Ho avuto la fortuna di crescere con loro e capire cosa servisse per far evolvere il nostro mondo. Ho giocato tanti anni anche con Sara Gama”.

La calciatrice in forza alla Roma ha infine lasciato il suo pensiero sulla crescita del calcio femminile in Italia ammettendo: “Anche il calcio femminile si è evoluto molto: prima ci cambiavamo in strutture improvvisate, oggi abbiamo spazi e organizzazione professionale. Sembrano dettagli, ma fanno la differenza. Oggi i settori giovanili sono molto più strutturati rispetto a quando ho iniziato io. Le ragazze crescono meglio, sotto tutti i punti di vista. Sono più preparate e più fortunate. Ci sono tanti talenti che arriveranno in Nazionale e continueranno il percorso che stiamo costruendo”.

Carla Battiato, Meta Catania: “Soddisfatta della stagione fatta, grazie a tifosi e compagne per esserci sempre stati”

Nel girone D di Serie B a ben figurare è stato la Meta Catania, che ha chiuso al sesto posto con 24 punti in classifica. A vestire la maglia della squadra siciliana è stata Carla Battiato che abbiamo raggiunto per un’intervista nella quale ha dichiarato: “Ho iniziato a giocare in questa squadra a 16 anni, praticamente è stata la mia prima squadra femminile e sono cresciuta con loro. Tra i miei obiettivi ogni anno c’è quello di migliorare personalmente e tatticamente in campo. Gli obiettivi di squadra quest’anno erano sicuramente la salvezza anche se poi la stagione è andata molto meglio delle aspettative”.
Sul campionato giocato, invece, la calcettista ha affermato: “È stata un’annata molto positiva, sicuramente non priva di difficoltà che però siamo riuscite a superare e questo ci ha fatto crescere molto come gruppo. Abbiamo sfiorato la zona playoff per pochi punti, ma personalmente non posso che essere soddisfatta della mia stagione e di quella delle mie compagne”.

Sul gruppo D di Serie C la giocatrice ha poi aggiunto: ⁠”Quest’anno siamo riuscite a giocarcela alla pari praticamente con tutte le squadre del campionato, che è stato molto più combattuto degli anni precedenti. Vivere una stagione del genere in campo non fa che darti fiducia domenica dopo domenica, oltre che l’orgoglio nel vedere la tua squadra dire la sua in un campionato con grandi avversarie”.
Sui ricordi di questa annata Federica Marzi ci ha invece ammesso: “Il momento che a livello personale mi rimarrà più impresso di questa stagione è sicuramente il mio gol a sette secondi dalla fine contro la Salernitana che ha sancito la nostra vittoria per 2-1, in una partita difficile. A livello di squadra invece non dimenticherò l’inaspettata vittoria per 0-5 contro la Sangiovannese in trasferta, squadra che era seconda in classifica”.

La giocatrice ha quindi inviato un messaggio a tifosi e compagne di squadra: “⁠Voglio ringraziare i nostri tifosi per non essere mai mancati a darci supporto e le mie compagne per tutto quello che abbiamo costruito insieme, dalla promozione in B fino ad ora”.
La conclusione è sul primo Mondiale giocato nel futsal femminile cosi commentato da Cristiana Battiato: “⁠Sicuramente è un evento che da grande visibilità al futsal femminile che meriterebbe molta più attenzione e seguito rispetto a quelli che attualmente riceve”.

Roberto Cucciniello, direttore generale Arezzo: “Annata positiva. Se non ricoprissi tale ruolo? Sarei il primo tifoso di questa società!”

Photo Credit: FIGC/ACF Arezzo

Un anno intenso, dalle motivazioni rosee e dalla fiducia copri-tappe “traballanti”. Una stagione compiuta da chi vuole far durare i sogni (e non solo), la prima sotto la direzione generale di Roberto Cucciniello, figura centrale del gruppo ACF Arezzo.

È un lavoro collettivo e sinergico, però, quello della società appena citata, con un background che evoca emozioni di natura positiva; c’è, quindi, di più oltre il decimo gradino centrato dalla rosa di mister Benedetti, valso il timbro anticipato sulla medesima categoria: a raccontarlo in esclusiva ai nostri microfoni proprio il DG che si è lasciato andare a descrizioni inedite su quanto percorso.

Una stagione tutta identità e salvezza quella della Prima Squadra dell’ACF, vissuta non propriamente nelle zone “nobili” della classifica ma con tanta voglia di rimediare a quelli che sono stati dei veri e propri imprevisti facili. Che bilancio farebbe del percorso archiviato?

«Non è stata la stagione che ci aspettavamo, ma è stata comunque positiva. Abbiamo avuto l’opportunità di far esordire tante ragazze giovani (la nostra era una delle squadre con una età media più bassa in categoria) e, nel corso dell’annata, abbiamo avuto purtroppo degli infortuni importanti che ci hanno privato dell’apporto di giocatrici fondamentali. Nonostante tutto siamo riusciti ad ottenere la permanenza in categoria senza grossi patemi».

Personalmente, invece, come ha vissuto la sua prima volta nel ruolo ricoperto, dopo il lavoro come team manager delle “grandi”?

«Prima di tutto voglio ringraziare il Presidente che mi ha dato questa opportunità dopo solo un anno che ero entrato a far parte della grande famiglia dell’ACF Arezzo. È stata sicuramente una stagione in cui ho commesso anche qualche errore dovuto alla generosità di rispondere a tutte le esigenze delle squadre (dalla prima fino alle più piccole del settore giovanile), ma cercherò di farne tesoro per poter migliorarmi sempre più ed offrire il supporto migliore a tutte le nostre realtà.

Ad ogni modo, se devo stilare un mio bilancio personale, credo di aver fatto un discreto lavoro, e probabilmente anche i risultati, sia sportivi che in tema di logistica e organizzazione, mi hanno dato ragione».

A novembre – momento in cui i risultati apparivano particolarmente altalenanti – ha parlato in modo diretto di scelte sbagliate sul campo, di errori troppo evidenti e di un percorso che non rispecchiava quanto ambito dalla società. Riecheggia ancora una frase molto importante da lei pronunciata: “è necessaria una riflessione perché la responsabilità è di tutti”; alla fine quella riflessione quanto è servita a dare una sterzata al lavoro collettivo?

«Sì, è stato un momento particolarmente delicato e ho ritenuto opportuno metterci la faccia perché, quando si va incontro a questi periodi negativi, non è giusto puntare l’indice contro una sola componente, viceversa mi piace pensare che, come le vittorie hanno tanti padri, anche le sconfitte siano figlie di tante componenti; anche a livello dirigenziale non bisogna sottrarsi a un’autocritica e ad un’analisi approfondita di quello che ha portato a non ottenere quanto ci eravamo prefissati.

La mia frase? Non credo sia stata quella a cambiare le cose, ma in effetti, dopo quella partita, c’è stata una buona reazione generale che ha condotto a segnali diversi; il merito è solo dell’applicazione che hanno messo staff tecnico e ragazze, non certo la mia intervista che serviva solo per schermare il gruppo e farlo sentire protetto e al sicuro senza esporlo troppo mediaticamente».

Nel DNA dell’Arezzo (come società, s’intende) l’obiettivo di alzare l’asticella e di preservare allo stesso tempo una identità ormai consolidata è sempre stato evidente: il tema si allarga anche al settore giovanile, base di ogni progetto sportivo. L’under 15 e 17, infatti, risultano tra le formazioni più forti della Nazione, ma il club si conferma particolarmente attento alla crescita delle interessate, al di là dei risultati…

«Il nostro obiettivo è sicuramente quello di migliorarci anno dopo anno, di crescere senza voli pindarici e riservare particolare attenzione a quello che è il nostro bacino di utenza, al nostro territorio per cui lo sviluppo del settore giovanile iniziato già da qualche anno sta cominciando a dare dei frutti importanti.

Le nostre formazioni under 15 under 17 primeggiano a livello nazionale ma devo dire che anche a livello della scuola calcio under 12, under 11 ed under 10 stiamo ottenendo veramente dei risultati importantissimi, sia in tema di presenze presso le nostre strutture che di prestazioni sportive. La nostra Primavera, poi, si confronta con la massima serie e con realtà professionistiche importanti e riesce sempre a ben figurare; non dimentichiamo che il prossimo anno tante ragazze di questa formazione saliranno in prima squadra e questo è il risultato più significativo. Credo che questa sia la strada giusta e sostenibile per una società delle nostre dimensioni».

Per la prossima cavalcata si immagina ci saranno delle modifiche per quanto concerne l’organico, un organico che dovrà certamente rispondere al meglio alle richieste di una categoria già vissuta ed affrontata. Secondo lei dove si dovrà intervenire maggiormente?

«Come ogni stagione ci saranno delle variazioni, sia perché alcune ragazze avranno offerte importanti dalla categoria superiore, sia perché è giusto intervenire nei reparti dove siamo stati più in difficoltà.

Da qualche giorno è al lavoro una nuova figura che curerà la parte tecnica: Alessandro Bacci, amico e profilo con esperienza calcistica importante alle spalle. Sono sicuro che saprà affrontare al meglio quelle che saranno le esigenze dello staff per allestire una formazione competitiva».

“Let’s change the topic” diremmo in inglese come invito a cambiare argomento…se potesse rubare un segreto od una caratteristica ad un’altra realtà calcistica non solo italiana ma anche estera, quale sarebbe?

«Non perché sia presuntuoso o creda di fare tutto bene, ma, sinceramente, mi piace guardare in casa e cercare di migliorare tutto quello che non funziona. Nella nostra testa abbiamo il nostro progetto e, tutte le volte che ci incontriamo col Presidente, ce lo ripetiamo: sappiamo cosa dobbiamo fare e in quanto tempo.

Dobbiamo portare avanti i nostri programmi secondo quella che è la nostra filosofia e le linee guida che la proprietà ci ha sempre indicato in maniera chiara e trasparente».

E se non facesse il direttore, sarebbe sicuramente…?

«il primo tifoso di questa meravigliosa società e di queste fantastiche ragazze che, pur di coltivare la loro passione, fanno dei sacrifici inimmaginabili!».

Si è parlato di quadra, collettività e segnali. Salutiamoci con una espressione tipica della sua terra che possa servire da augurio e da stimolo per il futuro!

«Alò citte amaranto, forza che ci aspetta una stagione meravigliosa da affrontare!».

Si ringrazia il direttore Roberto Cucciniello e la società tutta per la gentile concessione.

Lazio: diverse le voci di mercato in casa biancoceleste

credit photo: Fabrizio Brioschi - photo agency calcio femminile italiano

Il mercato  estivo ancora non è entrato nella sua fase ‘calda’ ma ci sono voci che ormai si fanno avanti con insistenza. Per la Lazio si intensificano i nomi di chi potrebbe arrivare e chi potrebbe lasciare. Nei giorni scorsi ‘Il Corriere dello Sport’  ha avanzato alcune trattative che vorrebbero ai saluti sia Martina Piemonte che Clarisse Le Bihan. Le due calciatrici, preziose per il reparto offensivo, non dovrebbero rinnovare il loro contratto e liberarsi a parametro zero. Per Piemonte si parla di Roma mentre per Le Bihan di Inter.

Gianluca Grassadonia aveva annunciato che la Lazio del prossimo anno avrebbe potuto cambiare pelle e a salutare potrebbe essere anche Elisabetta Oliviero, che ha ancora un anno di contratto ma è inseguita dalla Roma mentre Federica D’Auria sarebbe nel mirino dell’Inter. Per quanto riguarda le possibili permanenze, invece, sembra certo il riscatto dall’Inter di Francesca Durante, che difenderà ancora i pali biancocelesti.

Per la panchina il giornalista Nicolò Schira ha affermato che per la panchina il club sembra forte la pista che vorrebbe la conferma di Gianluca Grassadonia che potrebbe ritrovare anche Megan Connolly e Flaminia Simonetti. Per quanto riguarda Eleonora Goldoni si parla di un forte interessamento del Como 1907, neopromosso in Serie A Women.

Daniele De Luca, Direttore Tecnico Rome City: “In finale la tensione si è sciolta quasi subito. Il nostro è un gruppo pieno di valori”

Photo Credit: Rome City Calcio Femminile

Il Rome City disputerà il prossimo campionato di Serie C da neopromosso e cercherà di arrivare alla conclusione con una salvezza che, per la Società, significherebbe l’inizio di un qualcosa di grande e dalla progettualità vincente. Al momento, però, il gruppo capitolino festeggia la Promozione raggiunta grazie a una regular season incredibile e a un cammino nei playoff che si è concluso con un 4 a 0 in finale contro il Grifone Woman. Una delle figure di spicco della Società che ha seguito questo gruppo fin dalla vigilia della stagione e ne ha celebrato i trionfi è il Direttore Tecnico Daniele De Luca, intervistato in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano per ripercorrere la cavalcata trionfale verso il successo e introdurre qualche progetto in cantiere in vista del prossimo futuro, sempre rivolto verso il calcio al femminile.

De Luca ha inizialmente raccontato dove affondano le radici del progetto del Rome City, nato nell’ormai lontano 2013 e nelle vesti del College Life Italia, ponte importante per le studentesse-atlete italiane desiderose di mettersi alla prova negli Stati Uniti, per poi procedere con il percorso inverso e accogliere studentesse statunitensi vogliose di conoscere la cornice della Città Eterna e portarvi avanti un percorso fatto di studio e sport«Il progetto nasce nel 2013, quando i vertici societari di Rome City lo fondano con l’idea, come si era vista nel College Life Italia, di permettere a studentesse italiane di andare negli Stati Uniti per studiare gratuitamente, o quasi, nei migliori college. Nel 2018, su questa stessa scia, nasce il Rome City Institute, che nasce per far fare il ponte inverso, per permettere alle studentesse degli Stati Uniti di venire a studiare in Italia in una situazione simile con il fascino unico della Capitale a pochi passi da Piazza del Popolo.»

La filosofia del Rome City si vede nel connubio sport-studio, due facce della stessa medaglia fortemente desiderate dal Presidente, Stefano Radio, e tutti i collaboratori, che vedono in queste due parole il riassunto di quello che dev’essere il futuro delle studentesse, destinate a diventare persone di successo dentro e fuori dalla propria identità sportiva: «C’è l’idea di coniugare sport e studio. L’idea di base del Presidente Stefano Radio e dei suoi stretti collaboratori è quella che, chi si cimenta bene nello sport, può essere guidato ed essere un’eccellenza anche nello studio e nella professione futura, sulla falsariga di quello che succede negli Stati Uniti, dove i manager più importanti sono molto giovani.»

«Le ragazze del Rome City al primo anno erano venti, quest’anno tra tutti gli sport siamo arrivati a 400 tra ragazzi e ragazze e, siccome per le ragazze lo sport più frequentato era il calcio, si è scelto di unire le ragazze universitarie insieme a quelle italiane. Il progetto nasce insieme alla Romulea la scorsa stagione, che mette campo e struttura d’allenamento e alcune ragazze provenienti dal settore giovanile, unendo le due forze l’anno scorso è cominciato questo progetto, ideato verso la fine d’agosto, e già dal primo anno ha ottenuto buoni risultati arrivando in semifinale», grande importanza e merito vanno dati alla Società romana della Romulea, che fin dallo scorso anno si è affiancata al Rome City per gestire al meglio i numeri in crescita delle ragazze interessate a giocare a calcio e ha fornito loro tutte le strutture per poter proseguire il percorso.

Da quest’anno, invece, il Rome City “si è messo in proprio” e ha attirato a sé nuove figure, tra cui quella dello stesso De Luca, per dare modo alla squadra di migliorare anche nella gestione che esula dal rettangolo verde: «Ragazze brave in campo, universitarie e giovani, e questo progetto è nato insieme alla Romulea, di cui avevamo ancora la matricola; quest’anno è stata creata una struttura più solida, sono stato chiamato a fare il Direttore Sportivo per allestire la squadra e puntare direttamente all’obiettivo seguendole quotidianamente negli aspetti logistici e organizzativi. Serviva una persona che seguisse sul campo le ragazze e lo Staff e facesse da trait d’union con la Società.»

La squadra che aveva concluso con buoni risultati la scorsa stagione ha avuto alcuni piccoli aggiustamenti in corso d’opera per poter creare un organico ancora più competitivo che ora conta ragazze giovani, carismatiche e vogliose di mettersi alla prova accostate a calciatrici di esperienza che hanno già vissuto e sperimentato sulla loro pelle categorie superiori disposte a mettersi in gioco con l’unico imperativo di vincere e creare una compagine solida, compatta e indivisibile, che si è effettivamente visto: «Alla base dello scorso anno sono state aggiunte anche ragazze un po’ più esperte che già avevano giocato in Serie C, alcune addirittura in Serie B, perché se l’obiettivo è vincere serve un pizzico di esperienza in più. Il mix tra ragazze americane, italiane, giovanissime e un po’ più esperte ha dato ragione al campo, e la soddisfazione più bella è vedere l’unione del gruppo nonostante le anime diverse; tante dalla Serie B col Trastevere hanno fatto due passi indietro e sono state bravissime ad adeguarsi perfettamente al clima, all’ambiente. Le giovani sono cresciute vicino a quelle esperte prendendole d’esempio, vederle sempre vicine è stato un grandissimo merito dentro e fuori dal campo.»

La stagione strabiliante del Rome City si è conclusa con ben 120 gol segnati considerati la regolar season e i successivi playoff, che per la Società e tutto il gruppo è una «soddisfazione enorme. In altre Società c’ero andato molto vicino, ma purtroppo non era andata bene. Per quanto tu l’abbia costruita bene e tu possa essere consapevole della forza della squadra, sei in una fase finale con partite secche e tutto può dipendere da una traversa, da un infortunio, da un rigore sbagliato, da una squalifica, e quindi la tensione è sempre più alta», e arrivare in finale era un groviglio di tensione e di emozioni che si sono trasformate in positive con il passare dei minuti, perché la già citata tensione «si è sciolta quasi subito, perché l’abbiamo messa subito sulla strada giusta, ed è stata un crescendo di emozioni difficili da descrivere: per loro, al di là della soddisfazione personale, vedere le facce della giovanissima coach, lo Staff tecnico, le ragazze, i genitori e i tifosi fuori dal campo è stato straordinario, da brividi sulla pelle, e abbiamo festeggiato fino a tarda notte. Abbiamo promesso un Palio di festa alle ragazze, perché se lo sono meritato.»

Al di là dei festeggiamenti, la squadra ha anche ragionato sulle ragioni per cui questo traguardo è stato tagliato, frutto di una regular season di alto livello che ha dato a tutto il gruppo la consapevolezza «di essere una squadra forte e costruita bene, nel Girone la seconda in classifica è stata la squadra finalista, la terza del nostro Girone l’abbiamo incontrata in semifinale ed è stata la squadra che più ci ha impensierito. Sapevamo che nell’altro girone c’era il Latina allestito per vincere con una fusione importante tra le ragazze del Tivoli che l’anno scorso era arrivato in semifinale e quelle del Latina. Quando arrivi alla fase finale puoi essere consapevole quanto vuoi della tua forza, ma la tensione e l’adrenalina salgono, e dal 3 a 0 in poi è stata una liberazione totale.»

Il calcio femminile nel Lazio si sta concretizzando come una realtà di alto livello e di anno in anno va a inserire squadre nuove. In particolare, in Eccellenza sono presenti ben due gironi, a riprova che è un campionato competitivo e difficile da riuscire a mettere in cassaforte. Questo prospetto indica la crescita generale del movimento, un aspetto che De Luca ha visto con il passare degli anni in quest’ambiente: «Questa è la mia quattordicesima stagione nel femminile a Roma e ho visto da vicino la crescita del movimento: tante ragazze, tante squadre in più ma, soprattutto, tanto vivaio. Sempre più squadre a Roma e provincia si cimentano nelle scuole calcio. Adesso non ci sono più locandine, o difficilmente, senza la scritta “Calcio maschile e femminile”, sempre più Società ci si cimentano ed è sinonimo di crescita, attenzione e di un settore che sta crescendo e si sta sviluppando molto bene», ma il direttore tecnico sottolinea anche quali sono quelle migliorie che vanno apportate affinché questo sport cresca ancora, in primis concedere i giusti spazi alle ragazze che vogliono fare calcio e credere nel progetto al femminile anche se ci si imbatte in difficoltà«Tanto bello mettere la bandierina del calcio femminile, tanto più difficile è cavalcare quest’onda e dare la giusta attenzione e il giusto peso a queste ragazze. Spesso si scrive che si fa calcio femminile e poi le ragazze sono sempre subordinate. Vale la “legge dei grandi numeri”, lo capisco perfettamente che un imprenditore con 500 bambini e 20 bambine dia priorità al maschile ma, se non si dà la giusta attenzione a quelle 20, non diventeranno mai 100, diventeranno 15 e ti porteranno a chiudere. Se non ci sono i numeri, molto spesso è perché non si dà la giusta attenzione, e questo è l’ultimo step di crescita che dobbiamo fare: dare continuità a chi inizia il calcio femminile.»

La continuità di cui parla De Luca è strettamente legata al picco dell’interesse e all’eliminazione del pregiudizio, due fattori che incidono pesantemente sulla percezione di questo sport. Per quanto il movimento si stia diffondendo, soggiace ancora un po’ quel pregiudizio nei confronti del calcio femminile, ma le Società devono dare comunque manforte e crederci perché questo sparisca del tutto: «C’è una crescita nell’interesse, è venuto meno anche quel pregiudizio che i genitori avevano nel farle giocare a calcio, e le portano perché “vogliono fare calcio”, non è più uno sport visto solo come maschile. Più sono le bambine che iniziano, e meno ci sarà questo pregiudizio, ma questo dobbiamo assecondarlo. I dirigenti del femminile, che sono pochi, devono cercare di cavalcare quest’onda. Le ragazze devono avere le strutture e una casa accogliente come quelle che si vedono nel calcio maschile. Manca ancora un pezzetto per dire che ha superato tutti i cardini di un tempo.»

Lo scouting è sempre una parte essenziale quando si deve rinforzare una squadra, e il Rome City ne è perfettamente consapevole. La Società cerca, nel limite del possibile, «di vedere quante più partite possibili per i settori giovanili. Abbiamo la collaborazione con la Romulea, che non è solo a livello logistico, organizzativo e di lavoro sul campo, bensì anche per valorizzare le calciatrici del settore giovanile, che sono quelle più attenzionate. Sono 150 bambine tra scuola calcio, Under15 e Underi17, e cerchiamo di seguire anche le realtà delle altre squadre di Roma che stanno crescendo bene; è fondamentale, perché da Roma e dai vivai stanno emergendo sempre più talenti, che prima erano una rarità.»

Non soltanto Romulea, perché a Roma il calcio al femminile sta diventando sempre più talentuoso, così come in tutto il resto del Lazio: «Crescendo i numeri, cresce anche il livello di preparazione delle scuole calcio, e il caso più eclatante è quello dell’AS Roma. Oltre alla Roma, alla Lazio e al Frosinone ci sono altre Società che stanno lavorando e crescendo bene, e non possiamo prescindere da un’attenzione al vivaio e allo scouting se vogliamo lavorare bene e fare le cose al meglio; è una parte fondamentale del nostro lavoro», un lavoro che tiene in considerazione una serie di valori che le calciatrici devono poter aggiungere al proprio bagaglio di atlete e persone che devono relazionarsi non soltanto con le avversarie, bensì anche con il mondo dell’istruzione, del lavoro, della vita al di fuori del rettangolo verde, e questi possono essere appresi solo se l’ambiente è funzionale ed è sano«Cerchiamo di avere un gruppo di ragazze con valori, quelle più giovani devono studiare, prima di essere “brave calciatrici” devono essere “brave studentesse”, la cosa peggiore è vedere un genitore che arriva in Segreteria e ci dice che la figlia non sta andando bene a scuola e deve lasciare per un periodo il calcio. Un altro valore è che, essendo in un ambiente sano, fresco e moderno non devono turbare il clima che si è creato e cercheremo di creare negli anni. Rispetto per Mister, compagne e Società, educazione, cultura sportiva, disciplina, vengono prima di tutto. Vengono per migliorare, crescere e divertirsi, però devono farlo con determinati valori. Una squadra accademica come la nostra, che ha anche il livello universitario, sta diventando un unicum a Roma, la disciplina scolastica e il rendimento devono essere importanti.»

I progetti in cantiere del Rome City prevedono innanzitutto la fondazione dell’Under19, quindi di un vero e proprio settore giovanile che possa fungere da serbatoio, in futuro, per la squadra e per la crescita costante del gruppo, senza però andare di fretta e prendendosi il giusto tempo perché proceda tutto passo dopo passo: «L’anno prossimo dovremmo fare l’Under19, e a maggior ragione le ragazze dovranno essere non dico “studentesse modello”, ma non devono dare problemi dal punto di vista del rendimento scolastico. L’idea della Società, anche con questo progetto della squadra femminile, è di andare step by step e non fare il passo più lungo della gamba strutturandoci piano piano. Questo è importante come serbatoio della Prima Squadra: è capitato di andare a giocare qualche partita in 16 o 17, e questo è un problema a cui dobbiamo far fronte. Con questo settore possiamo dare alle ragazze la possibilità di esordire in Prima Squadra in Serie C e ci può permettere di formare ragazze secondo i dettami dello Staff e per averle già pronte, sapendo già qual è l’idea della Società e quali sono gli obiettivi e i valori portati avanti. Creare l’U16, l’U17 e la scuola calcio significa avere ragazze a cui non devi insegnare niente, perché arrivano in Prima Squadra e, al di là della preparazione tecnico-tattica e fisica, sanno già tutto.»

In vista della Serie C, la Società è fermamente intenzionata a muoversi sul mercato per accrescere l’esperienza e la qualità del gruppo senza, però, snaturarlo o privarsi di tutte quelle pedine che hanno reso possibile la vittoria del Girone e il salto di categoria: «La Serie C è un campionato completamente diverso da quello che abbiamo sempre affrontato, e l’idea è di premiare e valorizzare le ragazze che ci hanno consentito di raggiungere questa soddisfazione e quest’obiettivo, quindi mantenere il nucleo portante, perché se lo meritano e perché è doveroso. Vogliamo affiancare loro qualche ragazza americana di livello che ci può aiutare a migliorare il tasso tecnico della squadra, e inevitabilmente aggiungere almeno tre o quattro tasselli di altre ragazze provenienti dalla Categoria che conoscono avversarie e ambiente, perché andiamo in un torneo competitivo con ragazze più agguerrite dal punto di vista agonistico, e dobbiamo farci trovare pronte», ed è già chiaro quale sarà l’obiettivo che le ragazze perseguiranno di partita in partita: «L’obiettivo non è, chiaramente, quello di vincere il campionato, ma di arrivare a una salvezza tranquilla, e per fare questo dobbiamo organizzarci al meglio e con ragazze che aumentino l’esperienza.»

De Luca ha infine lasciato ampio spazio ai ringraziamenti«Devo ringraziare due Dirigenti e amici di calcio, Vincenzo Persi e Claudio Ciferri, che mi hanno fatto conoscere la realtà di Rome City, che adesso sta diventando un’eccellenza nel panorama non solo calcistico, ma anche accademico romano e laziale. Ringrazio il Presidente Stefano Radio, che mi ha dato fiducia e con cui ho intrapreso questo percorso, ho passato una prima stagione importante e ricca di soddisfazioni in una Società che è venuta incontro a tutte le nostre esigenze. Il ringraziamento più importante va alle ragazze, alla Coach Carmen Acedo e allo Staff tecnico, che hanno regalato una stagione da sogno e una delle più belle soddisfazioni della mia vita calcistica.»

Si ringraziano il Direttore Tecnico Daniele De Luca e il Rome City per il tempo, la disponibilità e la fiducia.

Claudia Ciccotti resta con la Ternana Women: “Abbiamo un campionato di Serie A stimolante davanti”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ancora insieme. Claudia Ciccotti vestirà il rossoverde fino a giugno 2027. Classe 1994, centrocampista d’ordine, è reduce da un’ottima annata. Rientrata dal lungo infortunio prima di Natale ha collezionato 17 presenze di cui 14 in Serie A. Per lei un premio di MVP, un ingresso nella Top XI della settimana e il traguardo delle 200 partite in carriera nella massima serie.

La sua conferma rappresenta un punto fermo per la squadra: esperienza, equilibrio e affidabilità fanno di Ciccotti una pedina fondamentale nello scacchiere rossoverde. Un altro tassello importante da cui ripartirà la Ternana Women per affrontare con ambizione la sua seconda stagione consecutiva in Serie A.

Le dichiarazioni di Claudia Ciccotti: “Legarsi a questi colori per il terzo anno consecutivo mi rende molto felice. Abbiamo un campionato di Serie A stimolante davanti a noi e l’obiettivo è superare quanto fatto finora. Sappiamo che non sarà facile e che il livello si è alzato, ma proprio per questo non vedo l’ora di ricominciare, mettendomi a disposizione della squadra e dando il massimo sempre!”.

Milan, arriva dalla Spagna il primo colpo in entrata delle rossonere

Credit Photo: Emanuele Colombo- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il calciomercato non è entrato ancora nel suo vivo ma sono diverse le voci che ormai si fanno avanti con insistenza. Anche in casa Milan, rosa che deve essere rafforzata con qualche acquisto per provare a ridurre il gap dalle primissime, sembra fatto il primo colpo in entrata del mercato estivo.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, infatti, in casa rossonera sembra certo l’arrivo di Nerea Nevado. Si tratta di una spagnola classe 2001 in forza all’Athletic Club, squadra da dove milita dal 2016. Per la laterale difensiva mancina prima la trafila nella formazione B del club basco per poi passare in prima squadra nella quale ha esordito nel 2018 giocando oltre 100 gare ufficiali. Nel mezzo anche una stagione giocata anche con l’Alaves, sempre in Spagna.

Secondo quanto riportato dalla testata sembra esserci già l’accordo tra le parti per l’arrivo a parametro zero della giocatrice, inseguita anche da altri club europei. L’intesa con Nerea Nevado, che nell’ultima stagione ha giocato da titolare superando i 30 gettoni di presenze, sembra esserci ormai da diversi giorni e questa potrebbe essere la settimana giusta per l’annuncio ufficiale. La notizia segue il prolungamento del contratto di Marta Mascarello, che ha allungato il suo rapporto con il Milan sino al 2028.

Sara Gama: “Club, Federazione e istituzioni devono lavorare insieme per sostenere il percorso di crescita del calcio femminile italiano”

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Si è svolto a Parma, all’interno del Festival della Serie A, il panel dedicato al calcio femminile “Il valore del calcio femminile in ambito internazionale”, organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori insieme alla Lega Calcio Serie A. A partecipare tra i relatori, Sara Gama (Vice Presidente AIC), Marta Carissimi (Head of Women’s Football Genoa CFC), Danilo Sciò (Chief Revenue Officer Parma Calcio), Stefano Braghin (Women’s Football Director Juventus FC). Il dibattito è stato introdotto dal Direttore Organizzativo AIC, Fabio Poli, che ha presentato il report, prodotto dal Settore Calcio Femminile AIC, che ha messo a confronto i dati del sistema italiano e i trend internazionali. Dal ticketing agli sponsor e alle revenue commerciali, dai contributi istituzionali al transfer market delle calciatrici fino ai broadcaster televisivi: gli interventi hanno messo in evidenza, da un lato la grande crescita del movimento nel nostro Paese, dall’altra però il gap ancora evidente con i principali campionati mondiali, quello americano e quello inglese su tutti.

 

“Essere qui all’interno del Festival della Serie A a parlare di calcio femminile” – ha dichiarato la Vicepresidente AIC Sara Gama – “ha un grande valore perché, come sosteniamo da sempre, per il bene del nostro calcio, maschile e femminile, è fondamentale che tutte le componenti lavorino insieme verso obiettivi comuni. Ringrazio quindi la Lega Calcio Serie A per aver riservato uno spazio di confronto e discussione a una parte sempre più importante del nostro sistema calcio. Come AIC abbiamo voluto accendere un focus sulle sfide che oggi riguardano il calcio femminile ai massimi livelli. Il contesto è unico: esistono dinamiche trasversali a tutto il calcio e altre specifiche del movimento femminile, per le quali è necessario costruire soluzioni mirate. Tra i temi centrali c’è sicuramente quello dell’impiantistica, una sfida che riguarda l’intero sistema: dai grandi stadi, anche in vista di Euro 2032, fino agli impianti di media e piccola dimensione, ai campi di allenamento e alle strutture per l’attività sul territorio. Club, Federazione e istituzioni devono lavorare insieme per sostenere questo percorso di crescita, attraverso investimenti concreti e politiche capaci di accompagnare lo sviluppo del calcio femminile”.

Al termine del panel sono saliti sul palco Luigi De Siervo, Amministratore Delegato Lega A e Lorenzo Dallari che hanno premiato i presenti e ricordato la collaborazione tra AIC e Lega per la realizzazione del Gran Galà del Calcio AIC il 2 settembre prossimo al Teatro alla Scala di Milano. Presenti per AIC anche Chiara Marchitelli, Ilaria Pasqui Fabio Appetiti.

La FIGC e il ruolo educativo del calcio, tra sostenibilità, educazione e formazione

Il calcio come spazio educativo, strumento di inclusione e presidio concreto contro ogni forma di violenza. È questo il contributo portato all’evento patrocinato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio “Vite in Gioco. L’educazione come forma di prevenzione”, promosso nell’ambito del progetto ‘Al Bar Sport’ dal Centro di Ricerca per la Sostenibilità, l’Etica e l’Inclusione del Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche dell’Università Unitelma Sapienza.

All’interno del panel “Scuola e sport per il contrasto alla violenza e per l’inclusione”, è intervenuta Benedetta Geronzi, Responsabile Area Istituzionale della FIGC, con una relazione dal titolo “Il ruolo educativo del calcio: sostenibilità, educazione e formazione nei progetti promossi dalla FIGC”, illustrando l’approccio strutturato con cui la Federazione (prima Federazione sportiva italiana a dotarsi di una Strategia di Sostenibilità Sociale e Ambientale nel luglio 2023) ha integrato prevenzione, tutela e formazione nella propria strategia di sviluppo.

Una strategia che mette al centro persone e responsabilità, a partire dal ruolo educativo svolto dal Settore Giovanile e Scolastico (con oltre 700.000 atleti Under 17 e più di 830.000 giovani tesserati complessivi) nelle progettualità che mirano a contrastare ogni forma di discriminazione, prevenire bullismo e cyberbullismo, favorire l’inclusione di giovani in condizioni di fragilità, rafforzare la cultura della legalità e del rispetto. Tutto ciò anche attraverso i progetti sull’inclusione come Rete – Refugee Teams, Calcio Integrato, Zona Luce e Play for the Future, che dimostrano come lo sport possa diventare strumento di prevenzione delle marginalità e delle derive violente, offrendo alternative concrete e modelli positivi. Nel dialogo dedicato al contrasto alla violenza, è stato invece evidenziato il ruolo centrale del macro-progetto Valori in Rete, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Attraverso sei percorsi tematici, il progetto promuove inclusione, parità di genere, contrasto al bullismo, educazione alla salute, antidoping e cittadinanza attiva.

Nella relazione è stato dato anche affrontato il tema delle politiche di Safeguarding. Dal 2024 è operativa la Commissione Federale Responsabile delle Politiche di Safeguarding, con regolamento ufficiale e piattaforma digitale per la gestione delle segnalazioni. Un sistema strutturato che mira a garantire ambienti sicuri, prevenire abusi e rafforzare la cultura della responsabilità.

Perché il calcio, se inserito in una visione strategica e misurabile, può realmente rappresentare un potente strumento di prevenzione. Nella visione della FIGC, infatti, educare significa costruire consapevolezza, responsabilità e rispetto delle regole. Significa offrire opportunità, modelli positivi e ambienti sicuri.

Juniores C -Buscemi e Milazzo firmano il tricolore: il Catania FC batte il Torino FC e vola sul tetto d’Italia

Credit LND

Per la prima volta le due finaliste si sono affrontate per contendersi il tricolore di categoria, regalando spettacolo ed emozioni al pubblico presente. Il Catania FC ha conquistato l’accesso alla finale eliminando la Roma CF, imponendosi per 4-2 dopo i calci di rigore al termine dei tempi regolamentari conclusi sull’1-1. Il Torino FC, invece, aveva raggiunto l’atto conclusivo superando il FC Südtirol grazie alla rete decisiva di Cavaglià. Per le rosseazzurre si tratta di un risultato storico: è infatti il primo titolo di Campione d’Italia nella categoria Under 19, un traguardo che premia il lavoro svolto dalla società, dallo staff tecnico e da un gruppo di ragazze protagoniste di una stagione straordinaria.

Il successo della formazione Under 19 arricchisce ulteriormente un’annata da ricordare per il club rossazzurro. Lo scorso 24 maggio, infatti, la prima squadra del Catania FC ha conquistato la promozione in Serie B Femminile, centrando uno storico traguardo che testimonia la crescita dell’intero movimento femminile etneo. La conquista del titolo nazionale Juniores rappresenta così la conferma dell’ottimo lavoro svolto dal Catania a tutti i livelli, dalla prima squadra al settore giovanile.

Cronaca. Catania aggressivo nel primo tempo. La formazione di Massimino si presenta in buona forma. Milazzo prova il sinistro, ma la conclusione è troppo lontana dalla porta difesa da Cornaglia. Dolza Cogni non si intende con la compagna e la sfera viene recuperata da Orlando. Ferlito si mette in mostra: salta due avversarie, ma viene fermata da Zoia. L’attaccante mette comunque in difficoltà il settore mancino del Torino. Arriva anche il colpo di testa di Cavaglià, ma il tentativo non va a buon fine. Le rossoblù continuano a fare pressing, mentre Divittorio viene ammonita per un intervento su Altafin. Al 20’ Sciuto lotta con Dolza Cogni, riesce a sfilarsi e guadagna una rimessa laterale, raccogliendo gli applausi della tifoseria catanese. Al 25’ arriva il cooling break. Alla ripresa il Toro di Battaglino prova a reagire: Dolza Cogni non trova lo scarico giusto e Milazzo recupera il pallone. Calcio piazzato per il Catania: si incarica della battuta Divittorio, ma Cornaglia interviene e sventa il pericolo. Davanti alla porta avversaria anche Sciuto non riesce a concretizzare l’occasione. Il pressing delle catanesi resta alto: Ferlito arriva al tiro di testa in area, ma ancora una volta Cornaglia è pronta e blocca la palla gol. Altafin gioca un’ottima partita per il Torino, mentre Ferlito è tra le migliori del Catania. Nel finale calcio di punizione granata: Sciuto recupera palla, arrivano i rinforzi e la difesa avversaria riesce a chiudere.

Un minuto dopo la ripresa il Catania sblocca la gara: Buscemi firma il vantaggio con una splendida incornata. Battaglino prova a cambiare inserendo Armellini al posto di Nardi, ma la squadra di Massimino continua a spingere e trova anche il raddoppio con Milazzo. Il Torino prova a reagire: Cortese lavora su Guarini, ma le rossazzurre non concedono spazi. Al 18’ Longo, con il destro, sfida Orlando ma non trova lo specchio della porta. Grande partita di Carlotta Sciuto, ex giocatrice della Rappresentativa Nazionale U17 LND guidata da Marco Cantestro. Cortese e Longo non riescono a intendersi davanti alla porta difesa da Orlando. Al 25’, complice una giornata molto calda, arriva il secondo cooling break. Alla ripresa ottimo lavoro di Cortese per Guarini e poi per Ardita, ma Orlando è attenta e in uscita sventa il pericolo. Ferlito si rende pericolosa in area di rigore, ma Cornaglia risponde presente e neutralizza l’occasione che avrebbe potuto valere la terza rete. Guarini entra in area, ma trova la chiusura di Ardita. Nel finale il Torino prova l’assalto con otto calci d’angolo conquistati, ma il Catania regge e riesce a distendersi fino al triplice fischio.

Sugli spalti una buona presenza di pubblico, oltre al Presidente LND Giancarlo Abete, hanno preso posto anche Daniele Orlando (consigliere Federale LND e Vice Presidente FIGC), Massimo Ciaccolini (segretario generale LND), Mariangela D’Ezio (vicesegretario LND), Luca Maurina (coordinatore del consiglio di Dipartimento), Luigi Barbiero (coordinatore Dipartimento Interregionale), Patrizia Cottini (Segretario del Dipartimento Calcio Femminile) e Marco Palagiano (consigliere DCF).

Premiazioni. Trofeo consegnato al capitano Rita Russo dal presidente Giancarlo Abete e dal coordinatore del consiglio di Dipartimento Calcio Femminile Luca Maurina. Coinvolti anche  Daniele Ortolano, Luigi Barbiero, Patrizia Cottini e Marco Palagiano. Riconoscimento alla terna arbitrale da Luca Maurina.

TABELLINO

TORINO FC-CATANIA CF 0-2
Reti: 1’ st Buscemi (C), 8’st Milazzo (C)

Torino FC (3-4-2-1): Cornaglia; Zoia (22’st La Rocca), Raballo, Degani; Nota, Cavaglià (28’st Scolamiero), Dolza Cogni (29’st Romano), Altafin (8’ st Cortese), Nardi (3’st Armellini), Longo; Guarini. A disp. Gonella, Falconi, Gullo, Cardonati. All. Roberto Battaglino

Catania FC (3-5-2): Orlando; Russo (24’st Crimi N), Divittorio, Milazzo (28’st La Porta); Buscemi (24’st Gallo), Ardita, Bilardi (14’st Crimi C.), Sciuto, Lanteri; Saraniti, Ferlito. A disp. Catania, Guglielmino, Compagnini. All.  Andrea Massimino

Arbitro: Manuel Di Martino di Roma 1
Assistenti: Fabrizio Caprari e Guglielmo Giammarco di Roma 1

Ammonite: Divittorio (C), Russo (C)
Recupero: 3’pt, 4st 

Albo d’oro Juniores2025-2026 Catania FC; 2024-2025 Roma CF;2023-2024 Roma CF;2022-2023 Roma CF; 2021-2022 Pordenone; 2020-2021 e 2019-2020 non disputato per Covid; 2018-2019 Perugia; 2017-2018 Venezia; 2016-2017 Fiammamonza; 2015-2016 Ligorna; 2014-2015 Pro Hellas Monteforte; 2013-2014 Vicenza; 2012-2013 Roma; 2011-2012 Jesina

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