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Juventus Women, tempo di altri rinnovi

Oltre al già annunciato rinnovo della centrocampista Eva Schatzer fino al 2028, accolto positivamente anche da tifose e tifosi, la Juventus Women ne ha ufficializzati altri due per blindare calciatrici in cui continua a credere fermamente.

Il primo è quello della giovane centrocampista Elsa Pelgander, che rimarrà una calciatrice della Juventus Women almeno fino a giugno 2028. Il contratto prevede, però, un prestito al Djurgarden, nella massima serie svedese, per tutta la seconda parte della stagione 2024/2025 e per la prima parte della prossima. In poche parole, Pelgander è in cessione temporanea in Svezia fino a gennaio 2026.
La giocatrice “torna a casa” dopo aver militato un anno in bianconero. Prima del suo arrivo alla Juve, avvenuto a gennaio 2024, aveva già un curriculum importante, per la giovane età. Aveva infatti totalizzato 28 presenze in due stagioni con il Kik Örebro, un’altra squadra del massimo campionato. Con le piemontesi ha totalizzato quattro presenze in Prima squadra considerando tutte le competizioni, ed è stata importante anche per la Primavera, facendo la spola dall’una e dall’altra parte. Nella prima parte della stagione corrente ha invece collezionato quattro presenze, di cui l’ultima nell’amichevole contro il Marsiglia.

L’altro rinnovo è quello del portiere classe 1998 Alessia Capelletti, che si lega alla maglia bianconera fino al 2028 dopo esser arrivata la scorsa estate.
La Juventus è soltanto una delle squadre in cui ha giocato in carriera, e nel suo curriculum figurano anche Empoli e Parma: nel 2022, riporta la Società, è stata la calciatrice che ha effettuato il maggior numero di salvataggi, e l’è stato inoltre conferito il premio di miglior estremo difensore Under 23 per la stagione 2021/2022 da parte dell’Apport (Associazione Italiana Allenatori dei Portieri).
Con i colori bianconeri ha invece difeso la porta in occasione del Tour negli States della scorsa estate, la “The Women’s Cup”, vinta proprio dalla Juventus Women. Il suo esordio in una partita ufficiale di campionato è stato contro il Sassuolo, e ha nuovamente preso parte attivamente al match di Coppa Italia che ha decretato il poker al Verona.

Un grande “in bocca al lupo” a tutt’e due le calciatrici, affinché il loro cammino in bianconero possa continuare a dare loro molte certezze e soddisfazioni!

Sampdoria-Milan analizzata da Panini Digital: pareggio sudato per le blucerchiate contro un Diavolo poco cinico

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Durante la 15° giornata di campionato è andata in scena Sampdoria-Milan. La partita, giocata allo Sciorba di Genova, è terminata con il punteggio di 2-2 che non permette alle padrone di casa di trovare la prima vittoria stagionale e alle ospiti di accorciare a -1 il distacco dal Como. Le marcatrici sono state Bianca Fallico e Nicole Arcangeli per il 2-0 doriano, Nikola Karczewska e Julie Piga per la rimonta rossonera.

Grazie ai Match Analysis della Panini Digital notiamo che, nonostante non siano arrivati i 3 punti, la formazione di Suzanne Bakker avrebbe meritato di guadagnare il bottino pieno: l’IVS (Indice di Valutazione Squadra) è stato, infatti, 31 a 69 in favore delle meneghine.

Analizzando anche le altre statistiche notiamo la netta superiorità del Diavolo che ha avuto un maggior possesso palla (34% vs 66%), un baricentro nettamente più alto (40,2 mt vs 63,9 mt), una spaventosa supremazia territoriale (14% vs 86%) e un pressing molto alto, tipico del Milan (35,9 mt vs 65,8 mt). Bisogna, tra l’altro, sottolineare che il baricentro e il pressing delle ospiti sono aumentati dopo l’intervallo, passando da 58 mt a 71 mt, per quanto riguarda il baricentro, e da 56,7 mt a 74,6 mt, per il pressing; ciò è stato dovuto dal loro estremo bisogno di aumentare i giri del motore in modo da riagguantare il doppio svantaggio ottenuto, comunque, nella seconda metà. Non sono da tralasciare neanche i dati riguardanti i palloni giocati in area (13 vs 71, di cui 50! nel secondo tempo), le conclusioni (3 vs 21) e le occasioni (3 vs 8), senza dimenticare le 8 parate che ha dovuto compiere Amanda Tampieri per evitare la beffa. Tutte statistiche che evidenziano la superiorità milanista.

Nel corso della prima frazione le ragazze di Stefano Castiglione sono scese in campo con un 5-4-1 molto basso e ordinato, con la volontà di limitare gli attacchi avversari e con poche scorribande offensive: questa idea tattica si può verificare dalle posizioni delle linee di difesa e di centrocampo molto vicine tra loro e dal fatto che la punta centrale, Sara Baldi, fosse molto schiacciata sui centrocampisti per diminuire i possibili passaggi tra le linee che avrebbero potuto scalfire la retroguardia blucerchiata. Le due fasce, soprattutto nella parte bassa, sono state due delle zone più dense, questo è dettato dal fatto che le azioni rossonere si sviluppassero, la maggior parte delle volte, sugli esterni, e, per quanto riguarda l’out di sinistra, anche dal fatto che l’asse dal “braccetto” di sinistra al “quinto”, Nora Heroum – Maria Nano, sia stato il più attivo della Sampdoria con, però, solo 8 passaggi completati; Heroum è stata anche una delle 3 doriane, insieme a Tampieri e ad Arcangeli, con più passaggi riusciti (17), oltre ad essere la seconda per giocate utili (6, come Giada Pellegrino Cimò); mentre Nano è stata colei che ha eseguito più giocate utili (9).
Nel secondo tempo il modulo di base non è cambiato ma il baricentro delle padrone di casa si è abbassato ancora di più, anche a causa del vantaggio firmato da Fallico nei primi secondi di ripresa. Si può notare come il 5-4-1 potesse diventare una sorta di 5-3-2 con l’esterno sinistro, Arcangeli, che manteneva una posizione leggermente più alta rispetto alle compagne di reparto per avere la possibilità di avere degli sfoghi offensivi sull’out di sinistra dove, effettivamente, è arrivato il raddoppio della formazione genovese proprio con la numero 7 che è scappata ad Emma Koivisto e ha bucato Laura Giuliani; in questi casi Pellegrino Cimò stringeva leggermente la propria posizione diventando una finta mezzala e occupandosi di compiti più difensivi, come ha mostrato in tutti i 90 minuti.
L’area di rigore di Tampieri è stata un’altra delle zone più dense della metà campo della Sampdoria, in entrambe le frazioni: questo è dato dai 71 palloni giocati dal Milan in quelle zone e dal fatto che l’estremo difensore blucerchiato sia stata prima per palle giocate (40), passaggi riusciti (17, come Arcangeli e Heroum) e per palle recuperate (20); il fatto che Tampieri sia stata la migliore in tutte queste statistiche evidenzia le difficoltà delle liguri nonostante il doppio vantaggio fino all’84° e il punto ottenuto.

Le ragazze di Bakker sono scese in campo con il solito 4-3-3 a trazione anteriore: i due terzini, Koivisto e Angelica Soffia, erano sulla linea di centrocampo e la mezzala destra, Valentina Cernoia, era sempre molto alta tra le linee quasi ad interpretare il ruolo di seconda punta a fianco di Evelyn Ijeh, facendo trasformare il modulo in una sorta di 4-2-4. La zona più densa, in questo primo tempo, è stata la fascia destra grazie ai tentativi personali di Monica Renzotti di trovare degli spiragli nella difesa avversaria e grazie anche alla presenza di Koivisto che è stata la prima per palle recuperate (21) e la seconda per palle giocate (91) e per passaggi riusciti (73, la seconda milanista ha eseguito, dunque, 56! passaggi in più rispetto alle migliori della squadra di Castiglione).
Dopo l’intervallo il Milan è passato ad un 3-5-2 totalmente riversato nella metà campo avversaria alla ricerca dei gol del pareggio. Il modulo si trasformava in un ipotetico 3-3-4 dato che i due “quinti”, Renzotti e Chantè Dompig, si trovavano sulla linea delle due punte. In questo caso la zona più densa è stata l’altra fascia, quella di sinistra, grazie alle azioni in solitaria di Dompig che ha provato a mettere in difficoltà la retroguardia rivale senza però mai riuscire ad essere incisiva; molto densa è stata anche la zona presieduta dalla subentrata Karczewska che nei minuti finali riusciva a calamitare sul suo corpo tutti i palloni che passavano dalle sue parti.

Sia la squadra ligure che quella lombarda hanno provato a manovrare dal basso (81,5% vs 95,2) ma le differenze nella creazione di una rete di passaggi è stata enorme dato che la Sampdoria ha concluso la partita con 335 passaggi in meno del Diavolo (166 vs 501).

La Doria, come appena visto, ha lasciato totalmente il pallino del gioco in mano alla rivale. Quando, però, ripartiva dal basso la scelta più diffusa era la fascia di sinistra dove il “quinto”, Nano, il “braccetto”, Heroum, e l’esterno, Arcangeli, tentavano di chiudere delle triangolazioni per scavalcare il primo pressing rossonero e accennare una sortita offensiva; l’autrice del 2-0 momentaneo veniva spesso ricercata anche quando l’azione si sviluppava inizialmente sulla destra. La numero 7 classe 2003 è stata infatti la più servita insieme a Pellegrino Cimò e a Baldi (18 volte), oltre ad essere, come già visto, colei che, insieme a Tampieri ed Heroum, ha concluso più passaggi. La più precisa però è stata Victoria Della Peruta, subentrata al 67°, che ha terminato con solo 8 passaggi e una precisione del 73%.

Per quanto riguarda il Milan l’impostazione si avviava sempre dal reparto difensivo con lo scambio tra Piga e Nadine Sorelli e poi l’appoggio a Koivisto o Soffia a seconda della fascia. Successivamente veniva ricercata in mezzo al campo Silvia Rubio che aveva il compito di scardinare la difesa di casa con dei passaggi tra le linee, complicati da concludere a causa del baricentro basso delle blucerchiate: anche per questo motivo Dompig e Renzotti ricevevano spesso molto larghe per poi tentare l’azione personale: difficile trovare altre vie percorribili. C’è sempre da evidenziare la partita da vera leader di Piga che, non solo ha scacciato i fantasmi gonfiando la rete per il 2-2 allo scoccare del 90°, ma, come sempre, è stata il centro della manovra meneghina: prima per palle giocate (114), per passaggi riusciti (89, 72! in più della migliore della Sampdoria), per passaggi ricevuti (86, 68! in più della prima doriana) e seconda per palle recuperate (19, dietro alla sola Koivisto), oltre ad aver fatto parte dell’asse più attivo milanista: Piga – Sorelli con 34 passaggi completati. In termini di precisione è stata la seconda, tra le giocatrici di movimento, a pari con Koivisto (80%), mentre la più precisa è stata Sorelli che con 70 passaggi riusciti ha avuto una precisione dell’89%.

I dati sulle conclusioni sono ancora una volta impressionanti: le liguri hanno calciato 3 volte di cui 2 in porta (entrambe in rete) e l’unica fuori uscita di pochissimo. Nonostante il dato possa far pensare il contrario, Giuliani non ha avuto colpe in nessuna delle due reti ma è invece da sottolineare il cinismo delle genovesi che sono riuscite a sfruttare le pochissime occasioni arrivate nel corso del match. È stata Fallico a ricercare più volte la gioia personale: 2 tentativi, 1 gol e un palo sfiorato.
Per quanto riguarda il Milan la vera problematica rimane ancora il cinismo. 21 tiri, 12 in porta e 10 in area di rigore. Le meneghine sono riuscite a trovare solo 2 reti, per di più, negli ultimi 5 minuti prima del recupero; troppe occasioni sprecate, anche a causa degli interventi di Tampieri e della sfortuna (due pali e una traversa), che ancora una volta condannano le rossonere a non ottenere i 3 punti. Se si esclude l’eccezione contro il Napoli, le ragazze di Bakker hanno difficoltà nel trovare il gol da inizio stagione, pur cambiando gli interpreti. Le giocatrici ad aver completato più tentativi sono state Karczewska con 3 conclusioni che hanno portato ad una rete e ad un palo, il suo ingresso in campo ha di fatto cambiato il copione della partita, e Piga che da difensore centrale ha dimostrato ancora una volta cosa significa caricarsi una squadra sulle spalle.

Serie C, chiuso il girone d’andata: il punto sui tre raggruppamenti

Photo Credit: Alessandra Marrapese - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nel week-end si è giocata la quindicesima giornata di Serie C, l’ultima del girone d’andata.
Nel gruppo A in testa resta lo Spezia Women, con 40 punti, che pareggia nel big match contro il Moncalieri, terzo a 34 lunghezze, per 1-1 mentre la Pro Sesto non si schioda dal secondo posto, grazie al 4-0 sulle sarde del Tharros, a -3 dalla vetta. Più staccate le altre con il Real Meda quarto a quota 28.
Nel raggruppamento B, invece, regina incontrastate resta il Venezia forte dei 37 punti guadagnati sino ad ora. Le lagunari battono 5-0 il Vicenza, quarto a quota 26. La seconda piazza è ora del Sudtirol che batte  per 0-5 in trasferta in Ravenna e con 28 punti scavalca il Trento, a 27, che cede per 2-3 al Gatteo Mare.
Nel gruppo C, infine, il Frosinone batte per 6-2 il Matera e resta primo con 35 punti, due in più della coppia Trastevere-Gelbison, con le laziali ad avere la meglio del Palermo per 3-0 e le cilentane 3-5 sul Lecce. Quarto, poi, a 32 la Roma Calcio Femminile, vittoriosa per 5-1 sulle campane del Villaricca.

Coppa Italia U19 Femminile, primo turno: Lazio in goleada, Audace e Dueville di misura

Un altro abbinamento certo per la seconda fase del 1° febbraio: l’Audace Verona la spunta 2-1 sul CF Scandicci con Ficeto e Fasani e se la vedrà con un Dueville corsaro nelle Marche. Decisive Franzan e Catania, mentre all’Okasa Falconara non basta Saluzzi. Infine, Lazio a valanga contro il Futsal Basic Academy: al PalaTorrino finisce 15-0.

Ancora due gare in programma: il 24 gennaio (ore 20:30) c’è FB5 Team Rome-TikiTaka, il 25 (alle 11:45) chiusura con Cagliari-Solarity.

COPPA ITALIA UNDER 19 FEMMINILE – PRIMO TURNO
GARA UNICA – 18/01
1) CAGLIARI-SOLARITY 25/01 ore 11.45
2) SAINT PIERRE-AOSTA 3-6
3) AUDACE VERONA-CF SCANDICCI 2-1
4) OKASA FALCONARA-DUEVILLE 1-2
5) LAZIO-FUTSAL BASIC ACADEMY 15-0
6) FB5 TEAM ROME-TIKITAKA FRANCAVILLA 24/01 ore 20.30
7) BITONTO-T&T ROYAL LAMEZIA 6-1
8) CLUB SPORT ROMA-NEW BISCEGLIE GIRLS 2-9

 

Sofia Cantore rinnova il suo contratto con la Juve!

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il 2028 deve ancora arrivare, ma sembra più che mai vicinissimo, per la Juventus Women, già proiettata verso il futuro per proseguire il suo progetto a caccia di vittorie. Per farlo, sceglie di affidarsi non solo alle sessioni di mercato per rinforzare la rosa dall’esterno, bensì facendo anche affidamento sulle calciatrici che fanno già parte della sua rosa.

A tal proposito, poche ore fa la Società ha reso noto il rinnovo di una delle calciatrici che sta avendo un exploit evidentissimo e che si sta dimostrando tra le più determinanti e prolifiche della stagione, vale a dire l’attaccante classe 1999 Sofia Cantore. Anche lei, come Eva Schatzer, Alessia Capelletti ed Elsa Pelgander, resterà legata alla Juventus Women fino al 30 giugno 2028.

La numero 9 ha cominciato la sua avventura in bianconero nell’estate dell’ormai lontano 2017, in giovane età, un segno che dimostra quanto sia ricca di talento e quanto la Juventus abbia creduto in lei e nel suo potenziale fin da subito.
Al termine della stagione 2017/2018, durante la quale ha segnato il primo gol con la maglia bianconera il 18 marzo 2018, ha raggiunto il traguardo delle quattro reti segnate e ha conquistato il primo Scudetto a soli 18 anni, uno Scudetto storico per l’intera formazione.

Come buona parte dei talenti della Juventus Women, Cantore ha proseguito la sua carriera militato per tre stagioni in prestito in tre diverse squadre per fare esperienza e crescere calcisticamente, dopodiché la Juventus ha scelto di riaccoglierla e di puntare su di lei. Giunta alla squadra torinese, ha totalizzato 64 presenze nel giro di due anni, diventando quindi un perno per il gioco proposto e un punto di riferimento per l’attacco.

Dopo la vittoria contro la Freedom in pre-campionato, la calciatrice aveva dichiarato nel post-partita di voler provare a giocare una stagione diversa, dimostrandosi più competitiva e con l’obiettivo della doppia cifra, un traguardo che non aveva ancora raggiunto e che cercava con tutte le sue forze da sempre. Quest’anno, tra tutte le competizioni, nelle 24 partite in cui ha vestito la maglia della Juventus ha segnato 13 reti tra Champions, Coppa Italia e Serie A, arrivando al tanto agognato traguardo. Non da meno la bellezza delle reti, un misto perfetto tra tecnica, precisione e fiuto per il gol, una caratteristica che a lei non è mai mancata.

Quella del campionato in corso è forse da considerare la sua miglior stagione in carriera. La Sofia Cantore che ha giocato e che sta giocando alla Juventus Women negli ultimi mesi ha una consapevolezza e una maturità diverse, proprie di una persona che ha ormai ben chiare le sue potenzialità, i suoi punti forti, che ha l’obiettivo fisso della vittoria e che fa di tutto per perseguirlo, anche quando la partita è complessa. Una Sofia Cantore che, quasi incredula, in tutte le dichiarazioni che rilascia fa fatica a parlare di sé e dei suoi traguardi senza esserne immensamente felice e soddisfatta.

Tanti complimenti a Sofia Cantore, alle sue prestazioni e a tutti i gol belli e pesanti che ha fatto e che farà in stagione, con l’augurio di vederla gioire e festeggiare con i colori bianconeri per molti anni a venire.

Giada Greggi, premiata al Gran galà del Calcio “Il movimento femminile è migliorato tanto, facciamo tanti sacrifici come i ragazzi”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Giada Greggi, la centrocampista della AS Roma, dopo aver vinto il premio per il “miglior gol realizzato” al Gran Galà del Calcio Femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni attraverso Calciomercato.it.; queste le sue dichiarazioni: “Il movimento è migliorato moltissimo rispetto agli anni precedenti, soprattutto perché ci stanno investendo molto, com’è giusto che sia. Anche noi meritiamo il meglio, considerando i tanti sacrifici che facciamo, proprio come fanno i ragazzi. Mettiamo tanta passione, determinazione e, naturalmente, diamo sempre il 100%”.

Nella serata, oltre a Giada, è stato un vero e proprio trionfo per tutta la squadra giallorossa: con Alessandro Spugna nominato miglior tecnico, ed Manuela Giugliano la miglior giocatrice segno di una grande crescita negli ultimi anni che porta l’intero movimento ad essere sempre più al pari di quello maschile.

Giovanni Valenti, coach Brescia Femminile: “Soddisfatto del percorso che stiamo facendo sino a questo momento”

Photo Credit: Elia Soregaroli - Calcio Femminile Italiano

Il Brescia ha attraversato il giro di boa della Serie B vincendo 3-1 in casa contro l’H&D Chievo Women e balza così al settimo posto in classifica. Al termine della partita abbiamo intervistato l’allenatore biancazzurro Giovanni Valenti.

Giovanni, il girone d’andata si è chiuso nel migliore dei modi: ottava vittoria in campionato che arriva contro un Chievo che veniva da sei vittorie consecutive.
«Il Chievo è una squadra fortissima e avevamo grande rispetto. Sapevamo che sarebbe stata una partita molto difficile, ma abbiamo fatto pressione e sulla marcatura a uomo, che sono state scelte coraggiose che alla fine ci ha premiato. Poi è chiaro che quando si fa uno contro uno con Sobal, può capitare di concedere la profondità e dunque il piano gara era quello. In ogni caso, sono state brave tutte».

Il Brescia è settimo dopo quindici gare di campionato. Come valuti il percorso della squadra sino a questo momento?
«Sebbene ad inizio stagiona abbiamo avuto una crisi di risultati, sono soddisfatto del percorso: penso a giocatrici come Berveglieri che oggi ha un’esperienza che a settembre non aveva, Bossi che però si è fatta male o alle ragazze del nostro settore giovanile che stanno crescendo. Dobbiamo continuare a migliorare».

Il ritorno comincia andando in casa del Cesena che, all’andata, vinse 3-1.
«Cesena è una squadra che ammiriamo, perché fa un calcio di qualità e all’andata aveva vinto meritatamente. Eravamo proprio agl’inizi e ci stavamo conoscendo. Sarà una bella partita. Speriamo di iniziare il ritorno nel migliore dei modi».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Acf Brescia Calcio Femminile e Giovanni Valenti per la disponibilità.

Joe Montemurro, un tecnico di qualità che continua a sviluppare grandi successi

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Joe Montemurro, ex allenatore della Juventus, ed attualmente tecnico dell’Olympique Lione, è stato un passaggio importante nella scorsa estate per la carriera dell’allenatore Australiano.

Un mister che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Juventus Women, dove ha guidato la squadra a numerosi successi: dal 2021 al 2023, ha portato il club bianconero a vincere il campionato italiano (il 5 di fila dopo i quattro di Rita Guarino), oltre a conquistare due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane. Sotto la sua guida, la Juventus ha anche migliorato le proprie prestazioni in UEFA Women’s Champions League, raggiungendo i quarti di finale per la prima volta nella storia del club bianconero.

Il Lione noto per il suo dominio nel calcio femminile europeo, invece, ha vinto 8 UEFA Women’s Champions League e numerosi titoli Nazionali. La nomina di Joe Montemurro era giunta in un momento di transizione per il Lione, che stava cercando di riaffermare la propria supremazia sia a livello Nazionale che Europeo, dopo un periodo di maggiore competitività da parte delle sue rivali quali il Paris Saint-Germain ed il Barcellona.

La chiamata di Montemurro, dopo l’ascesa del mister storico Sonia Bompastor trasferita al Chelsea, era stata per implementare la sua filosofia di gioco in un campo nuovo: quello francese caratterizzata da un possesso palla dominante e da una forte organizzazione difensiva. La capacità del tecnico Australiano di sviluppare giovani talenti è divenuta in questa stagione una costante preziosa per le Lyonnais.

Alla 13° giornata di campionato, nella 1 Division Francese, il Lyon batte per 2 a 0 le rivali del Paris Football Club  e si porta a più 7 proprio dalle rivali più ostiche di questa stagione, ed ha più 8 dal PSG. Nella Champion’s League ha chiuso il girone A, in testa con 18 punti, nel girone di ferro della AS Roma in compagnia del Wolfsburg e del Galatasaray; e resta in corsa per il titolo finale. Una stagione senza sbavature, fino ad ora, che vede Joe parte di questo grande progetto.

Primavera 1: La Roma sfiora il successo sulla Juve ed il Milan cade a Firenze

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

In seguito ai risultati che si sono verificati in questo tredicesimo turno di campionato (il secondo del girone di ritorno), si riapre ad altre due concorrenti la rincorsa alle qualificazioni per le final four della Primavera 1. Mentre la capolista Juventus mantiene a zero la casella riguardante le proprie sconfitte, ma deve comunque rallentare la propria marcia di fronte ad una Roma che le ha provate tutte, per strappare il successo, ne sanno approfittare solamente Sassuolo ed Inter, entrambe vincenti, per ridurre lo svantaggio dalla vetta.

Diventa invece a rischio la quarta piazza del Milan, caduta al cospetto della Fiorentina ed avvicinata non solo dalle giallorosse capitoline, ma anche da quelle ‘gigliate’ davanti alle quali ha dovuto inchinarsi e pure da un Parma che ha dilagato in riva al lago di Como.

In coda, invece, il ‘colpaccio’ salvezza potrebbe essere stato centrato dall’Arezzo, andato a vincere in casa di quel Napoli che, adesso scavalcato proprio dalle giovani amaranto, scivola in terz’ultima posizione (l’ultima utile per non retrocedere) ma pressato da vicino dalla Hellas Verona.

Dunque, è stato un pari spettacolo, quello fra le ‘lupacchiotte’ romane e le ‘zebrette’ torinesi: un 3-3 che permette alle bianconere di Marco Bruzzano di mantenersi imbattute, ma solamente grazie ad una rete, di Costanza Santarelli, arrivata in pieno recupero. In precedenza, le giovani di Franceso Viglietta si erano portate in vantaggio di due reti (con una doppietta di Rosanna Ventriglia ed una rete di Lexine Farrugia, a cui la Juventus aveva replicato con il centro di Martina Tosello), prima che una rete di Eleonora Ferraresi le riportasse a tiro di… parità.

Come detto, Sassuolo ed Inter accorciano le loro distanze dalla vetta, rispettivamente a sei e sette lunghezze. Entrambe hanno vinto con il punteggio di 2-0: la prima, fra le mura amiche, contro la Hellas Verona (grazie ai centri di Francesca Randazzo e di Annija Gabriela Andersone), mentre la seconda, in trasferta, ai danni della ospitante Sampdoria (per merito dei centri di Giulia Robino e Rachele Giudici).

Il Milan, invece, dopo il ko patito al Viola Park di Bagno a Ripoli (Firenze), si ritrova ai piedi del podio, con tre punti di ritardo rispetto alle concittadine nerazzurre. In terra toscana, le rossonere di Matteo Zago hanno gonfiato la rete con la sola Greta Demarco, che ha però solo ottenuto un momentaneo pareggio, intervallando i due vantaggi fiorentini siglati da Benedetta Bedini ed Emma Tomassoni. Proprio la compagine viola è adesso sesta, ma a soli tre passi di ritardo dalle ‘diavoline’ milanesi ed a uno dalla Roma.

Come già accennato, anche il Parma prova a rientrare fra le pretendenti alle final-four di categoria: sul terreno del Como, le parmensi non hanno concesso possibilità alle padrone di casa, sottomettendole con una squillante ‘manita’ di reti: Beatrice Antoniazzi, Sara Iardino, Marta Dian e Shari Manco (quest’ultima con una doppietta) hanno firmato il risultato finale per la compagine guidata da Ilenia Nicoli.

Riguardava invece la lotta per non retrocedere in Primavera 2, l’ultimo incontro della giornata, che ha visto uno scintillante Arezzo violare il terreno di casa della diretta rivale Napoli, scavalcandola anche in classifica. Partita equilibrata sino a ripresa inoltrata, come sottolineato dall’1-0 della prima frazione a favore delle ragazze aretine (siglato da Eva Hervieux). Quindi sono arrivate, sempre per le ospiti, la segnatura di Benedetta Marra, la doppietta personale della Hervieux e la prima rete di Carlotta Sena, a sancire un 4-0 che non lasciava di certo immaginare un gran finale in stile fuochi pirotecnici: dopo il botta e risposta fra la partenopea Morena Gianfico ed ancora la Sena, che portavano il parziale sul 5-1, nei minuti di recupero arrivavano ancora la seconda rete delle azzurre, la sesta delle toscane con Virginia Materozzi ed il terzo centro di casa, con Nunzia Sgammato. Ed a questo punto, era veramente tutto!

A ben vedere, non sono quindi mancate le emozioni in nessuna delle sei partite disputatesi in questa giornata, a ribadire come la Primavera 1 sia un campionato che ha intenzione di regalare spettacolo sino all’ultimo minuto dell’ultimo turno. E domenica 26 gennaio sarà nuovamente ora di mettere alla prova le coronarie delle tifoserie: non soltanto nei big match di vertice (soprattutto Inter-Roma, ma pure Parma-Sassuolo), ma pure in quegli incontri che farebbero immaginare risultati scontati (tipo Milan-Como, Juventus-Hellas Verona e Fiorentina-Napoli) o che potrebbero decretare una salvezza anticipata di una delle due protagoniste (nello specifico, Arezzo-Sampdoria). Un altro atto di questo torneo, da godersi dal fischio d’avvio sino a quello di chiusura.

 

Risultati Primavera 1

Sampdoria    –         Inter                       0-2

Roma           –         Juventus                 3-3

Como           –         Parma                     0-5

Fiorentina     –         Milan                      2-1

Napoli           –         Arezzo                   3-6

Sassuolo       –         Hellas VR               2-0

 

Classifica finale Primavera 1

Juventus pt 35; Sassuolo 29; Inter 28; Milan 25; Roma 23; Fiorentina 22; Parma 20; Sampdoria 13; Arezzo 10; Napoli 9; Hellas VR 7; Como 2

Un Como mai domo esce sconfitto di misura dall’arena nero azzurra

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Molti i tifosi lariani presenti sugli spalti dell’Arena Civica di Milano per assistere alla partita Inter-Como valida per la quindicesima giornata del campionato di Serie A femminile. La tensione si respirava già molto prima dell’inizio dell’incontro dove, all’esterno dell’impianto sportivo, si erano radunati i supporter comaschi: c’era la consapevolezza di affrontare una partita, sulla carta, difficilissima, ma anche la forte speranza di uscire dalla tana dell’Inter con almeno un punto; speranza, (ahinoi), vanificata da un goal dopo una mischia nell’area di rigore comasca. Goal che regala tre punti d’oro all’Inter che continua così la sua rincorsa alla Juventus capolista che, dopo la sconfitta al “Tre Fontane” di Roma, vanta solo quattro punti di vantaggio sulle neroazzurre.

Dall’altra parte, invece, seppur sconfitte, le ragazze di mister Sottili continuano a tenere a distanza il Milan che, nonostante il pareggio in casa della Sampdoria, rosicchia un punticino e resta distaccato di tre lunghezze dalle women’s azzurre.

Sotto un cielo plumbeo si da il via alla prima frazione di gioco che vede le padroni di casa subito pericolose con le lariane che prendono le giuste distanze tenendo a bada gli attacchi avversari e rendendosi pericolose a loro volta man mano che scorreva il tempo.

All’intervallo il risultato è ancora bloccato sullo 0-0.

E’ durante la pausa che un gruppetto di anziani attira la curiosità dei giovanissimi presenti, raccontando loro di come, durante i “tempi d’oro” del calcio, l’Arena era il palcoscenico di  grandi partite e una passerella di campioni: tutti i più grandi calciatori del passato hanno calcato quel campo che ospitava le partite casalinghe dell’Inter e, spesso, anche del Milan. Eh si, a quei tempi l’Arena era proprio come un’arena con dentro i leoni! Bei ricordi!

Passato l’attimo nostalgico, inizia il secondo tempo dove il copione non cambia ed entrambe le squadre si affrontano con grinta e determinazione. Al minuto ventesimo inizia a piovere e qualcuno decide di abbandonare la sua postazione sulle gradinate cercando riparo sotto gli archi all’ingresso della struttura.

A venti minuti dalla fine, l’equilibrio in campo si rompe e, dopo una fortunata mischia in area comasca, la neroazzurra Polli sigla la rete del vantaggio. Le ragazze del Como non si scompongono e sfiorano quasi subito il pareggio rendendosi sempre più pericolose, ma il risultato non cambia più.

A fine gara, all’esterno dell’Arena, ci si ritrova tutti quanti insieme, tifosi e atlete, sia dell’una che dell’altra squadra, a ridere e scherzare e far foto. Indifferentemente dai risultati, in fondo, è sempre una grande festa.

Como esce sconfitto ma a testa alta dalla tana dell’Inter: è una squadra in costante crescita e con ampi margini di miglioramento; adesso ci sono due importantissime gare consecutive in casa e decisive per la “poule scudetto”, rispettivamente contro Sassuolo e Lazio e il Milan, (bloccato sul pareggio dalla Sampdoria), affronterà in casa una Roma in grande forma per poi giocarsi il tutto per tutto a Sassuolo prima di ospitare, nell’ultima partita, la Juventus (il Como giocherà, invece, a Napoli). Tre partite per un posto in paradiso, senza dimenticare che, negli scontri diretti contro le rossonere, le lariane sono nettamente in vantaggio.

Un finale al cardiopalma che, sicuramente, regalerà ancora tante emozioni!

Natanaele Rullo

 

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