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Max Canzi, Juventus Women, dopo la caduta contro l’ Arsenal: “L’atteggiamento giusto, e sono fiero di loro!”

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La partita contro l’Arsenal, che ha sconfitto le bianconere con un poker secco, di cui tre reti sono arrivate grazie ai cambi dalla panchina, ha evidenziato un netto divario tra le due formazioni e quanto, un calo emotivo, possa influire su una prestazione. Sulla carta, le inglesi erano chiaramente le favorite, e il campo ha parlato: 4 a 0, senza sconti.

In conferenza post-partita, però, l’allenatore delle Juventus Women Massimiliano Canzi ha messo in luce una caratteristica che gli è piaciuta, a scapito del risultato, la sconfitta più netta incassata dalle bianconere da quando lui è alla guida della squadra: «Alle ragazze ho detto una cosa molto semplice: se due giorni fa ero fiero di loro, adesso le cose non sono cambiate. A loro ho detto che una cosa che non possiamo mai sbagliare è l’atteggiamento, e oggi l’atteggiamento è stato positivo, il risultato no, però sono comunque fiero di loro. Abbiamo fatto degli errori su cui possiamo lavorare e rifarci in tempi brevi. Quello che conta è il risultato del campo, e purtroppo in questo sport perdere 1 a 0 e perdere 4 a 0 non è la stessa cosa, brucia di più, fa più rabbia, però va accettato.»

Nonostante il risultato e le occasioni non concretizzate non sorridano alle bianconere, anche in vista del match di ritorno tra pochi giorni, il tecnico ha affermato che quanto richiesto alle ragazze prima del match in termini di aggressività e atteggiamento è stato rispettato: «L’atteggiamento era quello giusto, abbiamo avuto delle opportunità importanti sullo 0 a 0, due nitide, e l’altra ciclopica sull’1 a 0 nel secondo tempo, e le partite si possono indirizzare in maniera diversa anche così. Sapevamo di incontrare una squadra di un livello altissimo.»

Un risultato duro da digerire, soprattutto se tre delle quattro reti sono arrivate nell’ultima frazione di gioco da parte di calciatrici subentrate, ma il merito va anche e soprattutto dato alla panchina profonda dell’Arsenal, piena di giocatrici di livello altissimo e che sarebbero titolari in qualsiasi top Club europeo; la stessa profondità della panchina è uno dei fattori per cui le Juventus Women riescono a gestire bene le rotazioni in campionato e stanno, di fatto, disputando ottimi match: «Abbiamo incontrato un grande Club che ha a disposizione una grandissima rosa, è riuscito a tenere un livello altissimo durante tutta la partita, una cosa che abbiamo cercato di fare anche noi, ed effettivamente in Italia quest’aspetto spesso fa la differenza. Quando giochi contro squadre di questo livello devi essere veloce, quando hai le possibilità devi fare goal, anche perché può indirizzare la partita in maniera diversa. Nelle due partite contro il Paris Saint-Germain ha funzionato perché siamo stati bravi e cinici e l’abbiamo indirizzata in quel modo, oggi non siamo stati altrettanto cinici.»

L’allenatore ha poi concluso l’intervista rimarcando che una sconfitta di questo tipo, irrimediabilmente, incide sull’umore e sul lavoro che la squadra dovrà fare anche in vista dei prossimi match per utilizzare quello contro l’Arsenal come un punto di partenza da cui imparare per migliorarsi: «Ci si porta delle ferite, che adesso vanno rimarginate velocemente, perché abbiamo da giocare tra quattro giorni una partita di campionato e tra nove il ritorno di questa, quindi dobbiamo essere brave ad analizzare gli errori per cercare di non commettere più quella tipologia di sbagli, ma allo stesso tempo non dobbiamo buttare tutto il lavoro che abbiamo fatto finora.»

Baiardo/Pro Sesto 0-1 – Mister Federico Vassallo: “Rammaricato. Siamo mancati nella mentalità”

Credit Photo: Angelo Baiardo

È stato un goal al 26′ a stroncare l’umore dell’Angelo Baiardo nello scontro di questa domenica contro la Pro Sesto: nonostante le molteplici possibilità di avvicinare il punteggio sul finale mediante corner, la Prima squadra ligure ha definitivamente regalato all’opposta lombarda la sesta vittoria consecutiva del cammino stagionale intrapreso ormai dieci giornate fa, rimanendo a bocca asciutta per quel riguardo la raccolta di qualche punto in più.

A disposizione nel post gara il tecnico neroverde Federico Vassallo che, sulla prestazione fatta dalle draghette, ha dichiarato:Sono rammaricato e deluso perché oggi mi sarei aspettato una prova diversa. Conosco molto bene il potenziale della squadra, credo in loro e so che avrebbero potuto dare di più.
Mi dispiace perché abbiamo perso senza mordente contro una squadra forte, ma avremmo potuto fare qualcosa di diverso e invece così non è stato.

Purtroppo siamo mancati nella mentalità, in partite come quella di oggi sarebbero stati punti davvero importanti per la nostra classifica“.

Al momento il pensiero della medesima compagine di serie C volge alla imminente trasferta in casa Women Torres, una squadra che sta facendo fatica ad ingranare ma non per questo da sottovalutare. Servirà una grande risposta.

ClaraAnastasia Cancilla, all’ultimo respiro, ed il Palermo si salva!

Credit: Palermo

In una giornata decisamente autunnale, Palermo e Lecce danno vita ad una partita tecnicamente combattuta ma decisamente povera di vere occasioni da gol. Le rosanero, fra l’altro, venivano da due pesanti sconfitte consecutive con ben 8 gol al passivo, mentre le pugliesi avevano un ruolino di marcia diametralmente opposto, con tre vittorie nelle ultime tre uscite, tutte giocate con le altre squadre isolane. Ne viene fuori una partita estremamente combattuta sulla linea mediana del campo, ma ricca di errori negli ultimi passaggi.

I pochi sussulti vengono quasi tutti sugli sviluppi di calcio d’angolo. Il primo capita, nei minuti iniziali di gioco, sulla testa di Priolo che, però, colpisce in pieno la traversa. La risposta delle salentine arriva sempre sugli sviluppi di calcio d’angolo: il pallone impattato da Labianca viene deviato sopra la traversa dalla retroguardia rosanero, mettendo non pochi brividi agli spettatori presenti. Il resto della prima frazione scorre fra contrasti a centrocampo e lanci lunghi intercettati quasi tutti dalle due difese. L’unica occasione su azione capita sui piedi di una acciaccata Coco, che però chiude troppo il suo diagonale e finisce fuori di poco.

La ripresa si gioca sulla stessa falsa riga del primo tempo, con il Palermo a mantenere maggiormente il possesso di strada, ma in maniera decisamente sterile, eccezion fatta per un paio di occasioni, una sulla testa di Priolo (sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo) e l’altro sui piedi di Cancilla, il cui rasoterra è deviato prudenzialmente sul fondo da Prieto. La più grossa occasione per il Palermo arriva al minuto 63: Chirillo in velocità serve Gippetto che con uno scavetto prova a sorprendere l’estrema leccese, lestissima a recuperare la posizione ed a salvare la sua squadra. A rompere gli equilibri ci pensa D’Amico al minuto 72: ripartenza veloce della capitana salentina che resiste al tentativo di contrasto di Priolo e supera una incolpevole Biundo in uscita. Il Palermo prova a premere di più, ma di vere occasioni non riesce a crearne. Anzi, al minuto 90, viene salvato dalla portiera palermitana brava a deviare sul fondo un altro tentativo in diagonale della omni presente D’Amico. Quando tutto sembrava perduto e le ospiti pregustavano la vittoria, un pallone lanciato in avanti raggiunge Cancilla che sorprende una non perfetta difesa salentina e con il suo tiro sotto la traversa supera Prieto in uscita e regala la gioia del gol al pubblico accorso nonostante la forte pioggia che ha preceduto l’incontro.

Eveljn Frigotto, Lumezzane: “Il passaggio alla difesa a quattro sta dando i suoi frutti”

Photo Credit: FC Lumezzane

Evelin Frigotto commenta così la vittoria del Lumezzane.

Il pareggio di settimana scorsa ci ha dato grande fame per vincere domenica. Volevamo vincere senza subire gol ed è successo, quindi siamo molto soddisfatte. Dal punto di vista difensivo il rientro di Nozzi e il passaggio ad una linea a quattro ha dato più equilibrio a tutto il reparto“.

Juventus-Milan analizzata da Panini Digital: bianconere cannibali contro delle rossonere inferiori

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Durante la 9° giornata, ultimo turno prima del giro di boa, si è giocata Juventus-Milan. La partita, andata in scena al Lamarmora – Vittorio Pozzo di Biella, è terminata con il punteggio di 3-0 per la capolista che sfrutta la vittoria della Roma contro la Fiorentina e scappa a +4, mentre le rossonere vengono raggiunte dal Como, scivolando in 6° posizione. Decisive sono state le reti di Cristiana Girelli e Arianna Caruso, nei primi 10 minuti, più quella di Sofia Cantore al 53’.

Grazie ai Match Analysis della Panini Digital possiamo evidenziare la netta superiorità delle bianconere: l’IVS (Indice di Valutazione Squadra) è infatti pari a 70 per le padrone di casa contro 30 delle ospiti.

In realtà, altre statistiche sembrano dimostrare, invece, un certo equilibrio: 49% a 51% nel possesso palla, 55,9 mt a 56,2 mt per quanto riguarda il baricentro e 48% a 52% nella supremazia territoriale (addirittura 40% a 60% nel corso della seconda frazione!).
Ciò che, però, salta all’occhio e ci fa intendere come le ragazze di Max Canzi abbiano effettivamente meritato di ottenere i 3 punti, sono le numerosissime palle giocate in area di rigore avversaria (60, 14 in più rispetto alle rivali), il numero complessivo delle conclusioni verso la porta (20, ben 11 nello specchio) e, soprattutto, le 11 occasioni che hanno costretto il portiere del Milan, Laura Giuliani, a compiere 6 parate nei 90 minuti.

Nel primo tempo, la Juventus si è schierata con un 3-4-1-2 che, a seconda della posizione di Barbara Bonansea, si poteva trasformare in una sorta di 3-4-3 nel quale la numero 11, da trequartista, diventava punta centrale, come una sorta di falso nueve, e i due attaccanti effettivi, Girelli e Cantore, si allargavano, diventando ali e permettendo alla numero 11 di inserirsi.
Nella seconda metà, il modulo scelto è stato direttamente un 3-4-3 che non ha avuto molti stravolgimenti con il passare dei minuti: probabilmente è stata scelta la via dell’ordine e della semplicità dato il vantaggio di due gol, con il terzo che è arrivato pochi minuti dopo il termine dell’intervallo.
Una delle zone con la maggiore densità è stata la fascia sinistra, quella presieduta da Estelle Cascarino e Pauline Krumbiegel, sostituita, poi, da Lisa Boattin: non a caso la numero 20 è stata la giocatrice juventina con più palle giocate (72), passaggi completati (52) e anche passaggi ricevuti (48), inoltre l’asse da Cascarino a Krumbiegel è stato quello più attivo, con 11 passaggi dal braccetto sinistro all’esterno sinistro. Nella prima frazione è stata molto densa anche la fascia destra, grazie alle numerose scorribande offensive di Lindsey Thomas, e l’area di rigore avversaria, date le 36 palle giocate dalla formazione di casa in quella parte di campo; mentre nella seconda è aumentata la densità nell’area di Pauline Magnin Peyraud a causa dei 27 palloni giocati dalle rossonere in quella zona.

La squadra di Suzanne Bakker è, invece, scesa in campo con il solito 4-3-3 con i due terzini, Angelica Soffia ed Emma Koivisto, molto alti, allineati con i tre centrocampisti.
La stessa situazione si è verificata anche nel secondo tempo con l’unica differenza che la solita Evelyn Ijeh si portava spesso sulla linea degli attaccanti cercando lo spazio per inserirsi tra la punta centrale, Nadia Nadim, e l’ala destra, Monica Renzotti, e trasformando il modulo in una sorta di 4-2-4 con Silvia Rubio e Malgorzata Mesjasz come scudi davanti alla difesa: tattica molto usuale per le ospiti che, però, questa volta, non ha portato alla rete.
In entrambe le frazioni, l’area di rigore del Milan è stata molto densa e questo perché Giuliani è stata la giocatrice milanista con più passaggi riusciti (42) e la seconda per palle giocate (57), oltre ai numerosi palloni avversari passati da quelle parti per tutto il corso dei 90 minuti. Nella seconda metà è stata molto densa anche la fascia destra che è stata, infatti, protagonista di una delle due tracce più attive delle meneghine: 9 passaggi da Koivisto a Renzotti (come quello da Giuliani a Nadim).

Entrambe le compagini hanno provato a far partire le proprie azioni partendo dal basso, la Vecchia Signora più spesso rispetto al Diavolo: 87,9% contro 80,5%. Da sottolineare è però il fatto che la formazione in trasferta abbia aumentato questo dato dell’11,3% da un tempo all’altro (74,3% nel primo e 85,6 nel secondo), certificando anche le parole di Suzanne Bakker al termine del match, che ha infatti sostenuto come la sua squadra sia migliorata nel corso dei secondi 45 minuti.

L’impostazione della Juventus partiva sempre dal reparto difensivo e si svolgeva spesso poi sull’out di sinistra: i 3 difensori si scambiavano il pallone alla ricerca di spazi ed era poi Cascarino ad allargare verso Krumbiegel o a cercare per vie centrali Bonansea; in alternativa Emma Kullberg verticalizzava direttamente su Girelli per tentare di spaccare le linee di pressione milaniste.
La partita di Cascarino è stata totale: oltre ad essere la prima per passaggi riusciti, ricevuti e palle giocate, come abbiamo già visto, è prima anche per giocate utili (16) e per palloni recuperati (21, come Kullberg). Da evidenziare, però, il fatto che nella precisione dei passaggi sia terza, tra le giocatrici di movimento, con il 72%, dietro a Martina Lenzini (78%) e Hanna Ulrika Bennison (74%). Effettivamente anche la prestazione di Lenzini è da mettere sotto la lente di ingrandimento dato che è stata la seconda per passaggi riusciti (43) e per giocate utili (11, come Thomas) e terza, a pari merito con Caruso, per palle recuperate (15).

Il Milan, invece, rispetto al solito, verticalizzava direttamente con Giuliani che cercava Rubio o, ancora con più profondità, Nadim. Nel caso in cui il pallone finiva tra i piedi del regista, spesso veniva allargato sulla destra da Koivisto che sceglieva se mantenere l’ampiezza su Renzotti o se affidarsi alle sponde centrali della numero 9. Non è dunque un caso che l’attaccante danese classe 1988 abbia ricevuto 37 passaggi, il massimo nelle calciatrici meneghine.
Come abbiamo già analizzato, Giuliani è stata la prima per passaggi riusciti, mentre solo la quarta per precisione con il 74% (Marta Mascarello è stata la migliore con l’89%). Oltre a ciò è stata anche la prima per giocate utili (20) e la seconda nelle palle giocate (57) e nelle palle recuperate (17); in entrambi i casi è stata superata dal terzino destro, Koivisto, che ha concluso con 60 palle giocate e 26 palle recuperate, oltre 41 passaggi riusciti, seconda in questo caso.

La superiorità delle ragazze di Canzi, come abbiamo già anticipato, è ben visibile anche dai dati sulle conclusioni. La Vecchia Signora ha calciato ben 20 volte, di cui 11 in porta, e ben 15 (!) da dentro l’area di rigore (3 di questi trasformati in gol). Questo dato rappresenta l’enorme difficoltà rossonera nell’arginare le azioni offensive avversarie, problematiche che nelle altre partite sono state molto meno evidenti. Cantore e Caruso sono coloro che hanno tentato più volte di trovare la gloria personale: 4 tentativi e un gol. Girelli l’ha cercata una volta in meno, ottenendo, comunque, lo stesso risultato, a differenza di Krumbiegel che, nonostante i 3 tiri, non è riuscita a gonfiare la rete.
Dall’altra parte, il Milan ha calciato 16 volte, non poche, ma è riuscito a centrare lo specchio della porta in sole 4 occasioni, nonostante le conclusioni da dentro l’area siano state ben 9: continua ad essere presente il poco cinismo che ha caratterizzato tutta la prima parte della stagione del Diavolo. Ancora una volta le più pericolose sono Ijeh e l’ala sinistra, Sara Stokic, che sta entrando sempre di più nei meccanismi di Bakker, che hanno cercato la via della rete 3 volte; resta ancora a secco Nadim che conclude la sua partita con 2 tentativi ma con ancora la bocca asciutta.

 

Alessandro Spugna, AS Roma, in attesa dell’Olympique: “Giochiamo in casa, dovremo cercare di fare una grande partita”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il tecnico della AS Roma femmnile, Alessandro Spugna è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’ Olympique Lione, valido per la terza giornata della Women’s Champions League, ed attraverso i canali ufficilai del Club ha dichiarato: “Intanto l’infermiera ci dice che Pilgrim e Dragoni non saranno della partita. Non sono uscite nelle migliori condizioni dalla partita contro la Fiorentina nemmeno Viens e Di Guglielmo, però ci prendiamo questa mattina per capire quali possano essere le possibilità per averle almeno in panchina. Per quanto riguarda la partita, servirà una prova di grande sacrificio e determinazione, come contro il Wolfsburg e forse anche qualcosa in più. Questo qualcosa in più va dato anche perché abbiamo delle assenze, e tutti dobbiamo dare una percentuale anche più alta per fare un’impresa. Giochiamo contro una delle squadre più forti al mondo, è inutile nascondersi, però è anche bello affrontare squadre di questo livello. La Champions League ti dà questa possibilità, noi la cogliamo da prime del girone insieme a loro e quindi dobbiamo avere grande rispetto come sempre ma nessuna paura di affrontare una delle squadre più forti al mondo. Giochiamo in casa, dovremo cercare di fare una grande partita poi il risultato lo vedremo alla fine”.

Contro il Wolfsburg abbiamo visto una Roma diversa, più attendista. Dobbiamo aspettarci una Roma simile domani, magari con Giugliano sulla prima linea al fianco di Giacinti, visto l’infortunio di Viens, oppure ha in mente altro? “Sai, alle volte ti immagini un certo modo di giocare una partita e poi la gara ti fa fare altre scelte. Dipenderà molto da come il Lione inizierà la gara, ma noi dovremo essere bravi a fare la gara che vogliamo, sapendo che se ti metti con dieci giocatrici dietro la linea della palla, hanno una qualità talmente alta che prima o poi il gol lo prendi. Non puoi fare questo, devi pensare che prima o poi il gol lo puoi fare, poi ovviamente ci saranno dei momenti in cui dovremo difendere con tante calciatrici, dovremo essere bravi a difendere in un certo modo, sapendo che se gestiremo bene la palla anche loro potranno avere qualche difficoltà. Però, ripeto, dipende anche da che partita faranno loro: contro il Wolfsburg siamo stati bravi a difendere quando era necessario, ma anche  a sfruttare tante situazioni favorevoli, una in particolare. Potevamo fare qualche gol in più, anche se potevamo pure subirlo: non si può pensare di dominare 90′ una squadra così, quindi ripeto: cercheremo di fare la partita che vogliamo fare perché abbiamo le qualità per farla, ma sarà una partita di sacrificio”.

C’è la tassa Chawinga, pagata ogni anno: all’Inter prima, poi al Paris Saint Germain, ora al Lione: come si ferma? “Chawinga è una giocatrice fortissima, non la scopro io oggi, ma nel Lione ci sono tante Chawinga, tante giocatrici fortissime, soprattutto davanti. Se pensiamo che in questo inizio di stagione hanno giocato pochissimo Hegerberg e Le Sommer, stiamo parlando di un potenziale offensivo che forse è il più forte al mondo. Perciò io mi chiedo non tanto come si ferma Chawinga, ma come si fermano tutte: si fermano con una partita di grande dedizione, attenzione e concentrazione, bisogna star bene fisicamente, e avere anche la fortuna magari che stasera arrivino un po’ leggere rispetto ai loro standard anche se ci credo poco a questo. Però ripeto, c’è grande motivazione nell’affrontare giocatrici di questo calibro, quindi dobbiamo fare una partita al 130% rispetto al nostro potenziale e abbiamo già fatto una cosa simile contro il Wolfsburg, che come potenziale offensivo non è troppo inferiore a loro, quindi siamo nelle condizioni di fare una partita giusta”.

Chawinga è mai stata nella tua lista dei desideri? “Nella mia lista dei desideri ce ne sono tante come Chawinga. Sono tutte giocatrici che qualsiasi allenatore vorrebbe avere nella propria squadra, ma noi siamo contenti di quelle che abbiamo e del nostro pacchetto offensivo, sono convinto che chi scenderà domani in campo nel nostro attacco ha le potenzialità per fare una buona partita contro il Lione”.

Anche lei come Kumagai pensa che la Roma possa vincere la Champions League? Per anni lei e Montemurro, tecnico del Lione, vi siete contesi campionati e Coppe in Italia: pensa possa essere un vantaggio e che lui abbia voglia di rivincita? “Non credo abbia voglia di rivincita, penso che sia concentrato al momento sul Lione e sul fare il meglio per la propria squadra. A me fa piacere rincontrarlo perché è un amico, quindi sono contento di questo, spero magari che non l’abbia preparata bene. A parte gli scherzi, non vedo vantaggi perché è un tecnico molto preparato, quindi non ci sono condizioni per pensare che possa essere una partita più facile da preparare. Io quando inizio una competizione penso sempre di dare il massimo per arrivare fino in fondo, quindi concordo con Kumagai e sono contento che un profilo d’esperienza come lei la pensi così, perché vuol dire che è in grado di trascinare anche le altre a pensarla in questo modo. Poi dobbiamo essere realisti, ci sono squadre davanti a noi, però tante volte in competizioni come questa non ha vinto la squadra più forte. In questo momento siamo davanti in un girone difficile, non dobbiamo avere paura di niente per provare ad essere in testa, se sarà così vorrà dire che veramente stiamo facendo qualcosa di straordinario in una stagione che tutti reputano inferiore alle altre, ma che in realtà non è così, perché poi bisogna guardare tanti aspetti, il percorso che stiamo facendo, le calciatrici che abbiamo cambiato, ma adesso la squadra si sta ritrovando e sta facendo rivedere ai tifosi ciò a cui sono stati abituati. In questa stagione per ora stiamo facendo meglio in Champions che in campionato, le altre squadre hanno alzato il livello quindi era necessario che anche noi cambiassimo un po’ il modo di giocare, magari abbiamo trovato il miglior adattamento in Champions e non in campionato, ma ci stiamo lavorando e questo è l’importante. Fare stagioni in cui vinci il campionato con 12-13 punti di vantaggio sarebbe sempre bello ma non funziona così, bisogna lavorare, continuare a fare ciò che stiamo facendo. La Champions è un sogno, in questo momento possiamo sognare perché siamo in testa ad un girone difficilissimo. Domani giochiamo una bella partita, senza tante pressioni anche se ci piacciono, quindi sono fiducioso, nonostante le assenze, che faremo una grande gara domani”.

 

H&D Chievo Women: dichiarazioni e sensazioni dopo il 2-0 di Parma

Credit Photo: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Se noi siamo quelle di oggi (domenica, ndr) possiamo giocarcela con chiunque“. Esordisce così il tecnico dell’H&D Chievo Women Fabio Ulderici ai microfoni della sua società nella consueta intervista post-partita, riportata poi sul canale YouTube e sui profili social. “Avevo chiesto una reazione, un esame di coscienza, perché domenica scorsa eravamo state troppo brutte per essere vere. La squadra nostra è questa, quella che vuole vincere su ogni campo” prosegue il mister.

Il tecnico è un ex della partita, in quanto è stato il primo allenatore della storia del Parma Women, ed è al suo secondo successo sul campo delle ducali, dopo l’1-0 di maggio. “L’atteggiamento, la voglia di arrivare prima sul pallone, la voglia di vincere fino alla fine sono state la base per un atteggiamento tattico diverso. Abbiamo giocato con un sistema di gioco che non avevamo mai utilizzato, siamo venute a giocare con quattro punte sul campo della capolista. A dimostrazione che non ci sono ruoli ma idee, atteggiamento e mettersi a disposizione. Quando c’è sacrificio un’attaccante può giocare in difesa e viceversa“.

Avevamo bisogno di una vittoria importante, per capire che hai tutto per far bene in ogni gara” conclude l’analisi il tecnico ex Empoli, che poi si concede una dedica: “Voglio dedicare questa vittoria a Bianca Bardin, speriamo non sia nulla di serio, e a tutte le infortunate che stanno soffrendo per non essere in campo, e ai nostri direttori“.

Ai microfoni interviene anche Roberta Picchi, autrice del bellissimo gol del 2-0, che si dice “contenta per la prestazione della squadra, ne avevamo bisogno“, e “orgogliosa” per essere la capitana della squadra.

Cesena sconfitto 2-0 dal Genoa

Photo Credit: Cesena FC Femminile

Le bianconere escono sconfitte dal campo di Genova: le rossoblù sono riuscite ad essere più incisive e costanti su tutti i 90 minuti, mentre il Cesena è sembrato troppo impaurito e poco convinto dei propri mezzi. Da adesso si torna a lavorare per raddrizzare una stagione altalenante: bisogna ritrovare la serenità e lo spirito romagnolo che da sempre ci contraddistingue.

CRONACA

Primo tempo
13’ pt – Azione personale di Giles sulla fascia: chiusa da De Sanctis, prova il tiro dalla tre quarti ma è centrale, facile per Belli
20’ pt – Ci prova Calegari: tiro lento e centrale, facile per Forcinella
25’ pt – Cross di Bargi per Acuti che cerca il gol di prima: ottima reazione di Belli che mette in angolo
29’ pt – Di Luzio su calcio di punizione dal limite dell’area: tiro basso, la difesa respinge
35’ pt – Bargi per Cuschieri al limite dell’area che prova il tiro: deviato in angolo. La numero 10 rossoblù va sul corner: cross per Lipman, il tocco finisce fuori
44’ pt – Calegari tiene palla e serve Casadei che tenta un tiro-cross sul primo palo: traiettoria imprecisa che finisce fuori

Secondo tempo
4’ st – GOL GENOA! Schema perfetto su punizione: lob di Cuschieri, Giacobbo tutta sola si trova a tu-per-tu con Belli e da pochi passi non sbaglia!
9’ st – Corner battuto da Tironi, Di Luzio tocca di testa ma il pallone rimane in area: batti e ribatti che porta all’allontanamento della sfera da parte della difesa rossoblù
13’ st – Doppia occasione di Ferrato da due passi: Belli si fa trovare pronta entrambe le volte e salva la porta!
25’ st – GOL GENOA! Ferrato serve sulla corsa Acuti che tutta sola supera la difesa e batte Belli sul secondo palo! 33’ st – Ci prova Milan da posizione defilata: tiro centrale, facile per Forcinella
38’ st – Cross di Di Luzio da fondo campo, ci arriva di prima Vergani ma il tocco finisce fuori
45’ st – Lamti serve Jansen che cerca il gol: tiro che scheggia la traversa e finisce fuori
48’ st – Punizione battuta da Di Luzio: Forcinella in tuffo mette in angolo.

Genoa: Forcinella, Lipman, Di Bari, Ferrato, Cuschieri (39’ st Bettalli), Mele, Acuti, Giles, Campora (22’ st Ferrara), Bargi (21’ st Rigaglia), Giacobbo. A disp: Macera, Abate, Errico, Oliva, Parolo. All: Fossati
Cesena: Belli, De Sanctis, Vergani, Groff (28’ st Harvey), Casadei, Mak (15’ st Testa S.), Lamti, Petrova (28’ st Jansen), Calegari (15’ st Milan), Tironi, Di Luzio A disp: Serafino, Belloli, Dumitru, D’Elia, Testa M. All: Conte
Arbitro: Albam Zadrima di Pistoia
Assistenti: Niccolò Agostino di Roma 1 e Leonardo Valenti di Roma 2
Ammonizioni: 30’ pt De Sanctis [C], 80’ st Mele [G], 47’ st Di Bari [G]
Reti: 4’ st Giacobbo [C], 25’ st Acuti [G]

Juventus Women, serata da dimenticare: troppo forti le “Gunners”, a Biella passa l’Arsenal

Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le Juventus Women allenate da Massimiliano Canzi, nell’incontro valevole per la terza giornata di Women’s Champions League, hanno affrontato in casa le londinesi dell’Arsenal in un match abbastanza cruciale ai fini del loro percorso nella competizione, trovandosi appaiate allo stesso numero di punti e con la differenza reti a decidere la classifica. A spuntarla è stato l’Arsenal, che ha calato un netto poker alle bianconere con la rete di Maanum al 38′ e le altre reti nella ripresa da parte di Blackstenius al 74′, Mariona all’80’ e Foord all’87’, a suggellare un ultimo quarto d’ora assolutamente da dimenticare e una prestazione, in generale, poco convincente.

L’undici titolare contro l’Arsenal ha visto schierare, in difesa, Lenzini, Calligaris e Cascarino, mentre a centrocampo Max Canzi ha scelto di affidarsi a Bergamaschi e a Boattin sulle fasce, a Schatzer e a Caruso. Il tridente d’attacco era invece costituito da Beccari, Vangsgaard e Cantore. A differenza del centrocampo più folto del 3-5-2 contro le bavaresi, Max Canzi si è affidato al 3-4-3 che schiera solitamente in Serie A.

Grande partenza delle Juventus Women, subito aggressive, con una prima occasione per Vangsgaard in avvio di gara, deviata in calcio d’angolo dal portiere dell’Arsenal. La Juventus ha avuto un’altra palla goal dopo un inserimento di Bergamaschi dove la difesa inglese aveva erroneamente concesso uno spazio, ma il tiro della numero 22 era troppo debole per impensierire le avversarie. Attorno al decimo minuto, lo scontro tra Calligaris e Peyraud-Magnin per andare a chiudere una giocatrice dell’Arsenal ha fatto interrompere il gioco per sincerarsi delle condizioni del portiere che, fortunatamente, si è rialzato.
L’Arsenal è riuscito a uscire e ha provato a mettere le radici nell’area bianconera, creando occasioni prontamente sventate dalla difesa della Juventus. Alla mezz’ora, in contropiede le bianconere hanno trovato il corridoio giusto grazie al dribbling di Vangsgaard, che sulla fascia ha trovato Boattin e poi Beccari, senza però inquadrare la porta.
A passare in vantaggio è stato però l’Arsenal al 38’ con Maanum, che ha approfittato di esperienza di alcuni errori in fase difensiva delle bianconere, e Peyraud-Magnin non ha potuto fare niente. Le squadre sono andate all’intervallo sul punteggio di 1 a 0 in favore della formazione ospite.

Anche nella ripresa le bianconere hanno mostrato un gioco aggressivo, ma l’Arsenal è riuscito a gestire molto meglio il fraseggio a centrocampo ed è arrivato più facilmente nell’area di rigore delle Juventus Women. Vangsgaard si è affacciata all’area di rigore attorno al decimo minuto dopo una cavalcata verso l’area, tirando però dritto tra le braccia del portiere. A rendersi pericoloso con una traversa colpita dopo la deviazione di Peyraud-Magnin è stato l’Arsenal, che ha a più riprese tentato di raddoppiare, e si è di nuovo divorato un goal alla mezz’ora. Con il capovolgimento di fronti, Vangsgaard si è ritagliata uno spazio al limite dell’area di rigore, ma il tiro era troppo debole.
Il raddoppio dell’Arsenal è nato da un errore in fase difensiva di Kullberg, che non è riuscita a contenere Blackstenius nel dribbling e la calciatrice dell’Arsenal ha calciato sul primo palo, battendo Peyraud-Magnin e gelando lo stadio. L’Arsenal ha poi chiuso definitivamente i conti all’80’ con la rete di Mariona, che ha calciato un destro e ha battuto Peyraud-Magnin. A siglare il ko finale è stata la rete di Foord all’87’, arrivata dopo un errore di Peyuraud-Magnin nell’uscita. Una ripresa da horror, per le bianconere, che hanno subito ben tre reti e limitato un passivo che sarebbe di certo potuto essere ancora più importante.

IL TABELLINO

JUVENTUS WOMEN (3-4-3): Peyraud-Magnin; Lenzini, Calligaris (69′ Kullberg), Cascarino; Bergamaschi (60′ Krumbiegel), Caruso, Schatzer (69′ Bennison), Boattin (80′ Thomas); Cantore, Vangsgaard, Beccari (60′ Bonansea). Allenatore: Massimiliano Canzi.

ARSENAL WOMEN (4-3-3): Van Domselaar; McCabe, Catley, WIlliamson, Fox (84′ Codina); Wälti (84′ Cooney-Cross), Maanum (60′ Blackstenius), Little; Foord, Russo (76′ Hurtig), Mead (60′ Caldentey). Allenatrice: Renée Slegers.

Marcatrici: 38’ Maanum (A), 74′ Blackstenius (A), 80′ Mariona (A), 87′ Foord (A)

Ammonizioni: 60′ Cattley (A), 67′ Schatzer (J)

Arbitro: Jelena Cvetković (SRB)

Note: recupero 2’ pt, 4′ st.

Grassadonia, Lazio: “Non dobbiamo perdere la fiducia, ripartiamo dall’ottimo secondo tempo contro l’Inter”

Credit: Andrea Iommarini PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Lazio cade con l’Inter. Dopo la sfida dell’ultima gara di Serie A a parlare in casa biancoceleste, tramite i canali del club, è stato il tecnico Grassadonia che ha cosi commentato il match con le nerazzurre:
“Difficile trovare le parole e poi analizzare questa partita. Abbiamo sofferto sicuramente il primo tempo, ma più sul piano della corsa che delle occasioni. Siamo state timide e nel secondo tempo, penso, si sia vista solo la Lazio in campo. Continueremo a lavorare, sui rigori da battere? Lo facciamo sempre, c’è poco da dire a questa squadra per quello che riesce a esprimere e creare. Non possiamo fare altro che continuare a lavorare,  migliorare e crederci. La squadra ha trovato il coraggio di giocare e osare. Cose che dovevamo fare soprattutto nel primo tempo dove siamo stati un po’ frettolose. È una classifica che piange in cui la Lazio ha una posizione che sicuramente non merita. L’Inter ha giocato di rimessa, abbiamo avuto coraggio e la squadra si è espressa bene. Non dobbiamo perdere la fiducia”.

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