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Como Women tra percorsi formativi ed amichevoli in attesa della ripresa del campionato

Nella mattinata di mercoledì 25 marzo, una delegazione del F.C. Como Women ha fatto visita al Liceo Artistico Fausto Melotti di Cantù (CO). Ospiti e protagoniste dell’incontro con le studentesse e gli studenti dell’istituto sono state le calciatrici della prima squadra Miriam Picchi e Alessia Capelletti, che hanno condiviso il proprio percorso sportivo e umano.

Il dialogo è stato avviato attraverso un confronto diretto con gli studenti, durante il quale le atlete hanno ripercorso alcune tappe della propria adolescenza, soffermandosi in particolare sulla gestione del tempo tra impegni scolastici, attività sportiva e vita personale, evidenziando sia le difficoltà incontrate nel conciliare questi aspetti, sia il percorso di crescita che le ha portate a giocare in Serie A.

Nel corso dell’incontro, le calciatrici hanno condiviso con grande trasparenza i momenti di difficoltà affrontati durante il loro percorso, mettendo in luce al contempo la determinazione, l’impegno e la passione che hanno permesso loro di superarli e di affermarsi a livello professionistico. Infine ampio spazio è stato dato anche all’importanza del gruppo e dello spogliatoio, elementi fondamentali non solo per la crescita sportiva, ma anche per quella personale, così come al tema degli stereotipi legati al calcio femminile.

F.C. Como Women comunica che, in vista della ripresa del campionato di Serie A Women, la squadra disputerà un test amichevole contro il Servette.

L’incontro arriva in preparazione alla 19ª giornata, che vedrà le Lariane impegnate in casa allo stadio Ferruccio di Seregno contro il Parma sabato 25 aprile alle ore 12.30.

La gara amichevole contro la formazione svizzera è in programma venerdì 17 aprile alle ore 14:30a porte chiuse, presso il centro sportivo Sport Village di Cislago. La direzione di gara sarà affidata a Matteo Bidorini, Alessandro Donato e Alessandro Scarola.

Giulia Grossi, Roma CF: “Dopo i gol gioia e soddisfazione! L’Ascoli sarà un’avversaria difficile”

Photo Credit: Grazia Menna - Roma Calcio Femminile

La Roma CF ha ripreso dopo la sosta pasquale con un poker calato ai danni della Reggiana: in casa delle Capitoline la compagine granata si è arresa davanti alla doppietta di Giulia Grossi, la quale ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Grossi e compagne arrivavano da una diciannovesima giornata condita da una sconfitta in casa del Riccione, che ha portato il gruppo a riflettere sul risultato maturato sul campo e su come trarne profitto per le partite successive, in modo da non ripetere gli stessi errori«Da una sconfitta si riparte tutte insieme togliendo gli alibi, analizzare per bene ciò che non è andato e lavorare sui dettagli durante la settimana cosi da non ripetere gli errori.»

La preparazione del match contro la Reggiana ha tenuto conto di tutti i punti forti delle romagnole, arrivate a Roma con la prospettiva di vincere e consolidare il proprio piazzamento in classifica, buono per una squadra neopromossa e con la prospettiva di giocarsi ancora al meglio le ultime prima del fischio finale di stagione: «Sapevamo che la Reggiana è una squadra abituata a giocare su un campo di terra e puntava principalmente sulla potenza fisica e seconde palle. Perciò l’abbiamo preparata sulle seconde palle e preventive. In settimana abbiamo curato le transizioni positive con l’obiettivo di mettere in difficoltà la loro linea difensiva che soffre la palla alle spalle, abbiamo lavorato su combinazioni strette in mezzo al campo e verticalizzazioni.»

Grossi, nelle quattro reti messe a segno dalle padrone di casa, è stata autrice di una splendida doppietta. La calciatrice ha descritto quelle che erano le emozioni provate dopo aver contribuito in maniera così tanto vivida al risultato, alla prestazione e ai tre punti messi in cassaforte dalla squadra: «Le emozioni che ho provato sono sicuramente gioia e soddisfazione soprattutto perché ripaga l’impegno e la determinazione settimana in settimana. Penso anche che senza il lavoro di tutte, dalla costruzione all’ultimo passaggio, quelle occasioni non arrivano, abbiamo fatto bene come gruppo e sono contenta di aver dato il mio contributo. La cosa più bella del gol rimane l’abbraccio con la squadra.»

La giocatrice Capitolina ha dunque introdotto il match contro l’Ascoli, che sarà valevole per la ventunesima giornata di campionato, nonché la penultima della regular season. Le marchigiane sono il fanalino di coda del Girone, però non vanno prese sottogamba vista e considerata anche l’ultima gara, contro la Jesina, dove sono quasi riuscite a strappare la vittoria: «La partita con l’Ascoli sarà importantissima e per niente facile. È una squadra che lotta e non concede spazi talvolta cercheranno di sporcare ogni manovra avversaria, motivo per cui dovremo essere lucide mentalmente e fisicamente per affrontare al meglio ogni tipo di situazione.»

Si ringraziano Giulia Grossi, l’addetta stampa Mariella Quintarelli e la Roma Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.

Classe Giallo-blu, concluse con successo le attività in classe

Prosegue il percorso educativo di Classe Gialloblu, il progetto scolastico del Parma Calcio dedicato alle scuole primarie di primo grado e pensato per rafforzare il legame tra la Prima Squadra Femminile e il territorio.

Proprio come nella scorsa stagione, Classe Gialloblu si fonda su due elementi chiave: l’abbinamento tra le classi partecipanti e le calciatrici della Prima Squadra e la condivisione di materiali didattici realizzati dal Club, dedicati a temi come i valori dello sport, il women empowerment e l’educazione ambientale.

Dopo le attività affrontate durante il primo quadrimestre, nella seconda metà di marzo il progetto è entrato nella sua fase operativa più significativa: le calciatrici sono state ospitate nelle classi a loro abbinate, condividendo momenti di confronto e collaborazione con gli alunni e lavorando insieme alla realizzazione del secondo elaborato previsto, uno striscione che le classi porteranno sugli spalti del “Noce” in occasione delle prossime partite casalinghe del Parma Calcio Women. Gli incontri hanno rappresentato occasioni di grande valore umano, durante le quali le calciatrici hanno vissuto momenti speciali, imparando a loro volta e dando vita a scambi autentici e arricchenti con gli studenti. Nelle rispettive classi, le ragazze gialloblu hanno infatti aiutato in prima persona gli alunni nella realizzazione degli striscioni, per poi rendersi protagoniste di momenti dedicati a domande e autografi.

Le attività in classe si sono ufficialmente concluse nella giornata di mercoledì 1° aprile. Nei prossimi giorni le scuole consegneranno gli elaborati alla segreteria organizzativa del progetto, che provvederà alla valutazione finale.

Le classi che otterranno il punteggio più alto – calcolato sulla base della qualità degli elaborati e della partecipazione alle partite casalinghe del Parma Calcio Women – saranno premiate con una mattinata esclusiva al Centro Sportivo “Il Noce” di Noceto. In quella occasione, gli studenti avranno l’opportunità di partecipare attivamente a una seduta di allenamento insieme alle calciatrici, per poi proseguire con attività sportive organizzate dai tecnici Parma Calcio Academy.

A chiudere il percorso sarà quindi una giornata speciale all’insegna dello sport e della condivisione, a conferma di un progetto che continua a crescere e a creare un legame autentico tra scuola, territorio e Parma Calcio Women.

Lina Hurtig, Fiorentina Women, ospite del Lycée français international Victor Hugo di Firenze

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Lina Hurtig, ospite del Lycée français international Victor Hugo di Firenze.

La calciatrice svedese ha incontrato gli studenti dell’istituto per un confronto aperto, senza censure, su temi calcistici e non.
La giocatrice ha condiviso la sua esperienza internazionale, le difficoltà che ha incontrato nella sua carriera, le motivazioni e la forza mentale necessarie per un’atleta professionista. Oltre ai temi personali e professionali, Lina ha potuto racontare lo sviluppo del movimento calcistico femminile e si è sottoposta ad una intensa sessione di Q&A, senza esitazioni e con la spontaneità che si addice ai giovani che la ascoltavano.

L’incontro è un’altra tappa del viaggio di awareness che la Fiorentina Femminile sta compiendo sul territorio cittadino, avvicinando le realtà scolastiche ad ogni livello con il mondo del professionismo al femminile, calcistico e professionale.

Nazionale U15 Femminile Ventidue convocate per la doppia amichevole con la Svizzera, Azzurrine in campo il 21 e il 23 aprile

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Sofia Gervasoni (Inter), Matilde Mustacchio (Fiorentina);

Difensori: Maya Bizzarri (Roma), Federica Freyra Fava (Juventus), Stella Magrini (Milan), Anita Morandi (Inter), Margot Piccaluga (Inter), Adele Riva (Hellas Verona), Silvia Sala (Inter), Matilde Tabarrani (Fiorentina);

Centrocampiste: Alessia Domenichini (Sassuolo), Vittoria Guandalini (Hellas Verona), Noemi Liverani (Juventus), Sofia Luzi (Hellas Verona), Giulia Marinari (Milan), Viola Rizzotto (Inter), Rita Signorelli (Inter);

Attaccanti: Alice Maestri Narcisi (Juventus), Brenda Osemwingie (Parma), Benedetta Pistolesi (Sassuolo), Emma Rulfin (Juventus), Phusuda Siffredi (Venezia).

Staff – Allenatore: Marco Dessì; Coordinatore Nazionali Giovanili Femminili: Enrico Maria Sbardella; Metodologo: Fabio Andolfo; Assistente allenatore: Francesca Valetto; Preparatore atletico: Lorenzo Corsi; Preparatore dei portieri: Angelo D’Ignazio; Match analyst: Luca Dalmasso; Medici: Stefania Manes e Michele Carubia; Fisioterapista: Roberta Ronca; Nutrizionista: Jacopo Tadini; Psicologo: Sara Landi; Segretario: Annamaria Giuliani.

Salernitana dal battito corale – L’under 15 colpisce con un gesto inaspettato

Emozioni su emozioni quelle vissute in questi giorni in casa Salernitana: a sole due giornate dalla fine del campionato, la Prima Squadra diretta da mister Vanoli non è andata oltre la parità nella gara valida per la ventesima del percorso contro l’Academy Abatese; lo scontro tra le due corazzate del girone D di serie C è, infatti, terminato 2-2, offerto da un doppio vantaggio granata momentaneo (firmato Klai e Manca) raggiunto completamente nel secondo tempo dalle avversarie campane.

Una performance che premia – a detta del tecnico citato -, sopratutto osservando l’attuale situazione legata alla graduatoria: l’insieme è, infatti, sul secondo gradino a quota 40, in pieno playout ed a -8 dalla ormai capolista Catania.

In un momento già carico di brivido, ecco che proprio il gruppo ha voluto rendere omaggio alla memoria di mister Alfredo – per tutti “Dino” – della Calce (supervisore dell’under 15 femminile scomparso proprio qualche giorno prima del solito appuntamento domenicale) porgendo un mazzo di fiori accanto allo striscione-dedica affisso in campo.

“Dino non era soltanto l’allenatore della Salernitana Women Under 15, ma era un amico – ha fatto sapere lo stesso Vanoli -. Una persona che ci era sempre vicino. Oltre a questo il dispiacere è ancora più grande perché lascia una famiglia e questo ci tocca ancora di più. Oggi ci tenevamo a fare qualcosa di più anche per lui, ma le ragazze hanno sicuramente dato il massimo e va bene così”.

Messaggio ancor più d’impatto quello lasciato, invece, a Prepezzano, luogo disputa della partita tra Salernitana Under 15 e Napoli Vox: sotto i riflettori il post goal di Maria Gagliardi, maglia 7 della formazione granata, che si è lasciata andare ad una esultanza tutta cuore, raggiungendo di corsa il manifesto sul quale era affisso il volto del coach scomparso per un improvviso arresto cardiaco e lasciandoci su un bacio dal simbolo commovente.

Il gesto, ripreso e proposto dalla stessa madre Silvana, ha fatto subito il giro del web, raccogliendo centinaia di migliaia di messaggi e ponendo in evidenza il naturale bisogno di ricordare che lo sport è e deve essere anche questo, mentre i passi del mister menzionato continueranno a correre nelle gambe della giovane calciatrice e delle sue compagne.

“Il Coraggio di chi trema” ma anche di raccontarsi: Parla Valentina Giacinti.

credit photo: Giuseppe Fierro - Photo agency calcio femminile italiano

“ll calcio mi rende libera, mi fa divertire, mi fa vivere. È una passione che va oltre tutto. E’ un gol spettacolare, un grido liberatorio dopo una vittoria sofferta, ma anche sacrifici, impegno, disciplina e la soddisfazione di far crescere un movimento che fino a non molto tempo fa in Italia era quasi inesistente”. Valentina Giacinti, intervistata da Manuela Croci per l’inserto ‘Sette’ del ‘Corriere della Sera’, ha scelto queste parole per spiegare cosa sia per lei il calcio, e cosa significhi aver reso la propria passione di una vita un lavoro.

L’attaccante originaria di Trescore Balneario (provincia di Bergamo) non ha bisogno di presentazioni per chi segue e apprezza il calcio femminile. Giacinti che nel suo percorso da calciatrice ha avuto modo di militare in diversi club importanti sia in Italia (per citarne alcuni Napoli, Brescia, Milan, Fiorentina e Roma), che all’estero (Seattle e Galatasaray), attualmente veste la maglia del Como 1907. La squadra lariana, infatti, con l’ambizione di chi desidera diventare una realtà consolidata anche nel settore femminile (il maschile già milita nella massima serie), un progetto solido e uno staff d’eccezione che vede il coinvolgimento di Francesca Vitale come Team Manager, Heather O’Reilly con il ruolo di Head of Women’s Football e Selena Mazzantini, in panchina, come allenatrice l’ha voluta fortemente, tanto da convincere la classe ’94 a chiudere la sua parentesi in Turchia a gennaio 2026.
I tanti traguardi raggiunti con le squadre dei club in cui Valentina Giacinti ha giocato e quelli con la Nazionale fanno parte della storia della disciplina al femminile della Penisola di cui, non a caso, attualmente è una delle più importanti rappresentanti.

Dietro la facciata della campionessa, c’è Valentina che ha scelto, a 32 anni, di condividere le sue esperienze di vita nel libro dal titolo emblematico “Il coraggio di chi trema. La mia vita in contropiede”.  Il libro, scritto in collaborazione con Alessandro Alciato, è uscito per Mondadori il 7 aprile: vengono raccontati tutti i momenti che l’hanno resa ciò che è oggi, con i suoi punti di forza ma anche con le sue debolezze.
Scorrendo le righe c’è sicuramente il calcio, passione di una vita intera, e ci sono i suoi affetti, le sue battaglie personali e il racconto di come ha trovato coraggio di rialzarsi anche dopo le cadute più dure.

L’amore per il calcio di Giacinti nasce da quando lei era molto piccola e i suoi genitori hanno sempre sostenuto questa sua scelta, rendendosi conto di quanto la passione per la disciplina fosse forte. Nel libro l’attaccante racconta, nello specifico, un episodio legato alla sua prima comunione e di come finita la funzione fosse corsa a disputare una partita al campo senza però, e questo viene precisato, avere le voci che dagli spalti la incitavano. La classe 94, infatti, è piuttosto timida e sentire il tifo chiamare il suo nome la imbarazzava: “Bene, fin da subito. Mi hanno sempre supportato. Ricordo che il giorno della mia Comunione c’era una partita a cui tenevo molto e ho detto ai miei genitori che sarei andata in Chiesa solo se mi avessero poi lasciata andare al campo. Accordo trovato: dopo la cerimonia, i parenti erano a casa mia e io a giocare; al mio ritorno abbiamo continuato a festeggiare insieme. Da piccola mi regalavano palloni perché avevano capito la mia grande passione. E quando hanno provato a darmi delle bambole, queste facevano subito una brutta fine: staccavo loro la testa e cominciavo a prenderla a calci correndo da una stanza all’altra… Non sembra, ma in realtà sono timidissima. Sentire i genitori degli altri bambini che passavano tutto il tempo a chiamarli e incitarli mi dava fastidio. Quando è in campo ogni ragazzino o ragazzina deve divertirsi e non essere distratto da mamme e papà che sugli spalti li incitano o, peggio ancora, che litigano. Le uniche voci che si dovrebbero sentire sono quella del mister e quelle dei compagni”.

A 16 anni, poi, la morte di nonna Rosalba ha sconvolto la sua vita e quella della sua famiglia e l’ha cambiata profondamente. Succede quando a mancare è ‘il punto di riferimento’.

“Ancora oggi non c’è giorno in cui non ci pensi almeno una volta, in realtà anche molto di più. Ho perso praticamente tutto: la mamma, la nonna, l’amica. In lei avevo trovato sicurezza, forza. Sapeva rendermi felice con niente, è sempre stata il mio punto di riferimento. La sua morte mi ha cambiata. E ha cambiato tutta la mia famiglia, siamo crollati: mamma è andata via da casa e mio fratello Luca l’ha seguita, io e Davide siamo rimasti con papà. E stato un periodo molto complicato, è lì che ho scelto di allontanarmi e andare a Napoli.
Oggi quello che porto con me di nonna Rosalba è il suo sorriso, la fede del suo matrimonio, un pupazzo di peluche che mi aveva regalato dicendomi che si trattava di un capricorno, il mio segno zodiacale, ma in realtà è un ariete… Le piaceva prendermi un po’ in giro. Poi ho un cd in cui ho raccolto i suoi video, lo guardo spesso e mi fa stare bene rivedere il suo sorriso”.

La prima volta che ha lasciato casa, destinazione Napoli, aveva 18 anni, il suo vissuto a Bergamo e la speranza di crearsi nuovi ricordi nella città partenopea. Ha trovato l’accoglienza disinteressata di chi davvero vuole far star bene il prossimo, e ha maturato l’amore per la semplicità e una nuova sensazione di sentirsi in famiglia, figlia anche fuori dai luoghi che le hanno dato i natali.

“Avevo 18 anni, non è stato facile. Volevo allontanarmi da Bergamo, ho scelto Napoli. Quando sei lontano ti accorgi di quanto hai bisogno di quelle persone che hai sempre avuto accanto e che davi per scontato che fossero li. Ti mancano, è questa l’unica verità.
Non conoscevo nessuno eppure mi sono sentita figlia di tutti. È una città che mi ha dato tanto, mi ha fatto capire cosa vuol dire essere felici con poco. Ricordo con grande affetto le uscite nel weekend con le persone che si riunivano al parco e ciascuno portava qualcosa da mangiare mentre i ragazzi giocavano. Cose semplici, l’importante era stare insieme. In quei momenti mi sentivo davvero figlia di tutti, non facevano distinzioni e mi trattavano come una di famiglia”.

Ne ‘Il Coraggio Di Chi Trema’ Valentina Giacinti parla anche del suo percorso con Annalisa, la sua psicologa. Affrontare un evento totalizzante come un lutto e subito dopo la separazione dei suoi genitori, non è certamente semplice e la terapia psicologica è sicuramente un valido sostegno. In generale è importante prendersi cura di sé, non soltanto dal punto di vista fisico e non ci si dovrebbe mai vergognare di cercare aiuto nel momento del bisogno. Questo viene messo ben in chiaro nel libro che può essere di supporto a chiunque ne vorrà leggere le pagine.

“Ho elaborato questa cosa grazie alla mia psicologa, ho compreso il bisogno di mamma di cambiare vita. La separazione tra due persone la accetti più facilmente, una coppia può non andare più d’accordo, quello che non ho accettato per anni sono state le modalità, mi ha ferito il fatto che tutto sia accaduto all’improvviso e subito dopo la perdita di nonna, che già mi aveva devastato. Mi sono ritrovata senza riferimenti, persa e annebbiata. Sola senza una mamma dentro casa e senza uno dei miei fratelli; mentre io e Davide ci aggrappavamo a quell’unica “normalità” che conoscevamo, le nostre camere, le vie del nostro paese, le nostre scuole… Non potevamo separarci anche da quelli. Cosi ho cominciato a vivere minuto per minuto, senza progetti, senza pensare al futuro: l’unico pensiero era aiutare mio fratello più piccolo che temevo potesse perdersi in brutte compagnie. lo non ho scelto tra mamma e papà, ad entrambi volevo e voglio bene ancora oggi, ma ci sono certe ferite difficili da rimarginare: da quel momento me la sono dovuta cavare da sola, senza l’aiuto dei miei genitori: papa viveva sì in casa con me, ma non era presentissimo, ha sofferto molto nel vedere la famiglia distrutta. E poi c’era Luca che ha “perso” due fratelli.
Sono ormai quasi tre anni che io e Annalisa lavoriamo insieme. Con lei ho imparato a conoscermi, ho compreso perché ho determinate reazioni, perché elaborare un lutto o una qualsiasi perdita per me è così difficile” – Ha spiegato Giacinti sottolineando quanto aprirsi con un professionista possa essere importante –  “La psicologa è una figura fondamentale, utile a chiunque: ti aiuta a risolvere problemi, ma anche ad aprire orizzonti, a vedere le cose da un’altra prospettiva, a volerti più bene”.

La depressione è, e deve essere, considerata come una malattia pari a quelle che colpiscono dal punto di vista fisico perché ogni ricaduta si ripercuote in esso:  “Uscirne non è facile. Devi trovare la forza dentro di te e farti aiutare. Di quel periodo ricordo che volevo solo dormire e far passare il tempo sperando che qualcosa prima o poi cambiasse. Ero una persona assente: non sentivo emozioni, guardavo un film e non mi ricordavo quello che avevo visto. Mi vergognavo così ho tenuto tutto dentro: è stato un grande errore. Non c’è nulla di male a chiedere aiuto e mi sarei goduta di più anche i momenti belli della mia carriera”.

Nel libro, però, si parla anche di momenti più felici come quello in cui Valentina ha ripreso i rapporti con suo fratello Luca che si era trasferito assieme a sua madre al momento della separazione dei suoi genitori. Quello strappo dovuto alla lontananza è stato ricucito: “Sentivo che mi mancava qualcosa, ma ho sempre pensato che si trattasse solo di nonna Rosalba. Solo molto dopo sono riuscita a capire che anche l’assenza di Luca è stata un buco nero. Poi un giorno – grazie a un suo messaggio in cui mi augurava buon compleanno sui social – abbiamo ricominciato e mettere insieme i pezzi di un puzzle che ora si chiama famiglia, composta da noi tre fratelli. Insieme abbiamo cominciato a pensare al futuro”.

Lavorando su sé stessa Giacinti ha anche scoperto di essere dislessica e che è affetta da HSP, acronimo inglese che in italiano si traduce come Persona Altamente Sensibile. Questo suo modo di essere la porta a sentire in maniera amplificata le emozioni, sia proprie che altrui. Alla forte gioia corrisponde, nei momenti più difficili, uno sconforto assoluto.

“Ho scoperto che le mie difficoltà a scuola erano dovute alla dislessia e mi è stata diagnosticata l’HSP (Higly Sensitive Person), ovvero sono una persona altamente sensibile. Amplifico le emozioni di chi mi sta vicino: se accade qualcosa di bello, impazzisco di gioia; se vedo qualcuno in difficoltà, vengo colta dallo sconforto. Ed è lo stesso problema che mi attanaglia quando sto per troppo tempo in mezzo a tante persone, se l’avessi saputo prima avrei gestito meglio tanti momenti difficili a scuola, quando sentivo la necessità di uscire dalla classe, quando mi sentivo nervosa e piena di rabbia… Finalmente ho capito che non sono sbagliata, che non è colpa mia. Sono nata così e devo accettarlo. Posso migliorare gestendo meglio alcune emozioni”.

Per Valentina la cura di sé è, da sportiva e da persona che ha imparato ad amarsi, molto importante. In particolare l’attaccante ha un occhio di riguardo per l’alimentazione che controlla, concedendosi, talvolta, qualche sgarro. “Mi curo tanto, soprattutto nell’alimentazione. Anche se ogni tanto mi piace sgarrare. Quando sono sotto stress, tendo a dimagrire. E successo in particolare dopo la morte di mia nonna, ora ho imparato a gestire quei momenti”. 

Tornando al calcio, i momenti con la Nazionale sono tra quelli più importanti nella carriera e nei ricordi dell’attaccante che proprio vestendo la maglia azzurra ha avuto modo di toccare con mano cosa significhi davvero il calcio e la sua bellezza. Il movimento, attualmente, ha raggiunto un livello tale da avere dignità e un peso specifico sia per hi gioca che per chi assiste dagli spalti.
Le esperienze all’estero le hanno dato modo di respirare delle realtà diverse e una visione della disciplina differente rispetto a quella italiana, inoltre le hanno permesso di comprendere meglio i sentimenti delle sue compagne di squadra che giocano in Italia da straniere.

“Oltralpe con la Nazionale ho vissuto veramente la bellezza del calcio. Il boom di ascolti e l’affetto del pubblico sono stati la vittoria più grande della mia carriera perché finalmente eravamo riuscite a far conoscere il calcio femminile. Sono ormai lontani i tempi in cui da bambina, quando ancora giocavo in una squadra mista, i genitori degli avversari sorridendo dicevano “c’è una femmina, praticamente giocano in dieci”… salvo poi ricredersi al mio primo gol. Oggi il movimento è riconosciuto, le ragazze hanno squadre solo per loro. Seattle mi ha regalato i miei genitori americani, che sento spesso, e il ricordo delle ragazzine che andavano a fare allenamenti con le scarpine in spalla quando ancora in Italia il calcio femminile era per poche. Quella al Galatasaray invece è stata un’esperienza di cui avevo bisogno dopo l’esclusione dell’Europeo, una parentesi importante per resettarmi, sia mentalmente che fisicamente, provando cosa significa essere una straniera. Ora capisco di più le difficoltà delle mie compagne che arrivano da un altro Paese”. Il suo pensiero è andato poi anche al Como 1907: “Sono entusiasta del progetto, mi volevano fortemente. L’obiettivo è quello di salire in Serie A”.

In futuro? Giacinti si vede sicuramente madre e sportiva: perché il calcio è comunque parte fondamentale della sua vita e viverlo sarebbe bello anche da allenatrice, senza tralasciare l’attenzione al benessere psicofisico delle persone che andrebbe ad allenare: “La maternità. Ci penso di continuo. Vorrei smettere tra i 35-36 anni: sogno una famiglia tutta mia, sarà il mio gol più bello. Mi piacerebbe allenare, partendo dal settore giovanile per aiutare i ragazzi a crescere dal punto di vista sia calcistico sia psicologico”.

 

Naz, U19, Matteucci: “Diamo merito all’avversario, ma siamo state squadra anche nelle difficoltà”

Dopo la vittoria all’esordio con l’Ucraina, l’Italia U19 alza bandiera bianca al cospetto delle oranje. Si fa duro il percorso di qualificazione per la Nazionale Under 19 femminile nel Round 2 che porta al prossimo Europeo di categoria (in Bosnia ed Erzegovina dal 27 giugno al 10 luglio).

MATTEUCCI. A fine partita Matteucci commenta: “Il risultato ci penalizza. Sicuramente potevamo limitare la differenza reti, ma in queste occasioni va anche dato merito al valore dell’avversario, che ha approcciato meglio sin dai primi minuti, trovando i gol con la massima precisione sotto porta: ci è mancato il riuscire a tenere la gara aperta”. Il tecnico però si porta a casa “il non aver mai smesso di crederci. Bisogna essere squadra soprattutto nei momenti difficili: lo sono state e questo è un insegnamento importante di cui le ragazze devono far tesoro”. In vista del match con la Svezia Matteucci aggiunge: “Dovremo recuperare energie fisiche e mentali, senza perdere di vista l’obiettivo che, oltre alla qualificazione, è il crescere attraverso questi match a livello internazionale: sono occasioni di confronto importanti con squadre di così alto livello. Questo Round 2 ha una qualità che vale la fase finale dell’Europeo: ciò deve essere da stimolo per proseguire a lavorare”.

ITALIA-PAESI BASSI 1-5 (pt 1-4)

Italia (4-4-2): Bucci; Consolini (dal 13’st Ferraresi), Venturelli, Bertola, Lombardi (dal 1’st Tosello); Giudici, Langella (dal 21’st Bedini), Cherubini (dal 21’st Vitale), Appiah; Ventriglia, Galli (dal 33’st Zanoni). A disp.: Mazzocchi, Bertora, Romanelli, Bonanomi. All. Matteucci

Paesi Bassi (4-4-2): vand der Vliet; van der Linden, Weerelts, Wassink, Oudenampsen; Van Dijk (dal 37’st Vinckers), Renfurm, Proost, Ivens (dal 29’st Gelevert); Pennock (dal 37’st Touzani), Derks (dal 15’st Dap). A disp.:Tissingh, Koopman, Thomassen, Altena. All. Van Lieshout

Reti: 10’pt Ivens (P), 14’ Pennock (P), 21’ e 33’ Van Dijk (P); 42’ Galli (I); 31’st Gelevert (P)

Arbitra: Miriama Bočková (Slovacchia); Assistenti: Ivana Lesková (Slovacchia), Mekdelawit Nigussu Damtew (Svezia); Quarto ufficiale: Amanda Nylund Karman SWE

Note: ammonite Consolini (I), Bertola (I)

UEFA Women’s Under 19-Championship | Round 2

CALENDARIO, RISULTATI E CLASSIFICA DEL GRUPPO A5

Prima giornata (sabato 11 aprile)
ITALIA-Ucraina 2-0
Paesi Bassi-Svezia 1-2

Seconda giornata (martedì 14 aprile)
Ore 13: ITALIA-Paesi Bassi 1-5
Ore 18: Svezia-Ucraina (Boras)

Classifica: Svezia*, Paesi Bassi e Italia 3, Ucraina 0*

*una gara in meno

Terza giornata (Venerdì 17 aprile)
Ore 18: Svezia-ITALIA (Boras)
Ore 18: Ucraina-Paesi Bassi (Goteborg)

 

La RD del Congo e la Costa d’Avorio conquistano due grandi vittorie, anche la Thailandia e la Mauritania registrano vittorie importanti.

Una Repubblica Democratica del Congo inarrestabile ha battuto l’Indonesia, ridotta a 10 uomini, qualificandosi così per la finale delle FIFA Series 2026 contro la Thailandia, che ha avuto la meglio sulla Nuova Caledonia. In Costa d’Avorio, i padroni di casa hanno inflitto una goleada di 15 gol alle Isole Turks e Caicos, mentre la Mauritania ha battuto il Pakistan in una partita molto combattuta.


Indonesia – RD Congo 1-7

Gol Indonesia: Claudia Scheunemann (rig. 7′) Gol RD Congo: Merveille Kanjinga (23′, 59′), Flavine Mawete (29′, 73′), Marlene Kasaj (45’+6), Olga Massombo (52′), Jeannette Feza Kalombo (82′)

Merveille Kanjinga e Flavine Mawete hanno segnato una doppietta a testa, consentendo alla Repubblica Democratica del Congo di ottenere una schiacciante vittoria sull’Indonesia. Mercoledì la Repubblica Democratica del Congo affronterà la Thailandia in finale, mentre l’Indonesia se la vedrà con la Nuova Caledonia.


Thailandia – Nuova Caledonia 4-0

Gol Thailandia: Natalie Ngosuwan (4′), Thawanrat Promthongmee (28′), Janista Jinantuya (73′), Alisa Rukpinij (90’+1)

Thawanrat Promthongmee ha segnato un gol favoloso e la Thailandia si è aggiudicata facilmente la vittoria sulla Nuova Caledonia. La Thailandia affronterà la Repubblica Democratica del Congo in finale, mentre la Nuova Caledonia se la vedrà con l’Indonesia.


Mauritania – Pakistan 1-0

Gol Mauritania: Ramata Gengui (20′)

Ramata Gengui ha segnato il gol della vittoria, consentendo alla Mauritania di avere la meglio sul Pakistan. Il potente tiro al 20° minuto della centrocampista dal limite dell’area ha deciso una partita avvincente. La Mauritania tornerà in campo giovedì contro le Isole Turks e Caicos. Il Pakistan cercherà di riscattarsi contro la Costa d’Avorio.


Isole Turks e Caicos – Costa d’Avorio 1-15

Gol Isole Turks e Caicos: Irener Moline (28′) Gol Costa d’Avorio: Ami Diallo (6′, 10′, 23′, 42′), Priscille Kreto (rig. 13′, 22′, 27′, 52′), Rosemonde Kouassi (32′), Sylviane Kokora (45′), Ange N’Guessan (45’+3 penitenti), Ines Konan (47′, 77′, 83′), Akebie Abrogoua (90’+2)

Isole Turks e Caicos – Costa d’Avorio | FIFA Series 2026 Costa d’Avorio | Punti salienti
Guarda gli highlights della partita tra Isole Turks e Caicos e Costa d’Avorio giocata allo Stade Alassane Ouattara di Abidjan domenica 12 aprile 2026 alle 19:30 (ora locale).

La Costa d’Avorio ha dato prova di grande dominio, sbaragliando le Isole Turks e Caicos e portandosi a quota due vittorie su due nelle FIFA Series 2026. Il prossimo impegno della Costa d’Avorio è contro il Pakistan. Le Isole Turks e Caicos, invece, affronteranno la Mauritania.


Guarda le FIFA Series 2026 in diretta e gratuitamente su FIFA+

Calcio Tavolo e Subbuteo Tradizionale: oltre 85.000 visualizzazioni su TikTok e 194 squadre pronte al via

Photo Credit: Reggiana Calcio Femminile

C’è un modo semplice per capire quando un progetto sta davvero intercettando energie nuove: smette di restare dentro una cerchia e comincia a circolare, a generare curiosità, a far parlare persone diverse tra loro. È quello che è successo negli ultimi giorni con il post social dedicato al Campionato LND di Calcio Tavolo e Subbuteo Tradizionale, che ha raccolto una quantità enorme di interazioni e ha superato le 85.000 visualizzazioni su TikTok. Non è un dato “di vanità”, è un segnale: il calcio in miniatura, se raccontato con una cornice credibile e con un percorso strutturato, ha pubblico, ha appeal e ha un potenziale di crescita reale.

Ed è proprio da qui che arriva la fotografia più importante della stagione 2025/2026, promossa dalla FIGC Lega Nazionale Dilettanti attraverso il Dipartimento LND eSport – Calcio Virtuale: 194 squadre iscritte. Un salto netto rispetto alla prima edizione, che conferma la forza di una formula capace di mettere insieme territori, community e realtà sportive differenti, mantenendo al centro l’elemento che rende questa competizione unica, la rappresentanza. Ogni società può essere rappresentata da due giocatori, uno per disciplina, Calcio Tavolo e Subbuteo Tradizionale, chiamati a indossare i colori del club e a portare sul panno verde identità, appartenenza e spirito sportivo. Tra le adesioni spiccano anche società storiche e identitarie del calcio italiano, non necessariamente legate soltanto al mondo dilettantistico, come Reggiana, Avellino, Reggina, Lodigiani, Vado, Torres, Taranto, Livorno, Virtus Verona, Casale, Alcione, giusto per citarne alcune. A questo si aggiunge la presenza di quattro rappresentative di Sezioni Arbitrali, Catanzaro, Lucca, Pisa e Arezzo, un ulteriore tassello che testimonia connessioni e sinergie importanti tra il movimento calciotavolistico e quello arbitrale.

Per valorizzare un’adesione così ampia e rafforzare il radicamento territoriale, la stagione si svilupperà attraverso 14 Selezioni regionali, cuore operativo del campionato e primo snodo decisivo del percorso. Le date sono già definite, mentre location e dettagli organizzativi verranno comunicati nelle prossime settimane: Emilia-Romagna il 18 aprile, Friuli-Venezia Giulia il 24 aprile, Sardegna il 26 aprile, Toscana il 2 maggio, Calabria l’8 maggio, Piemonte/Valle D’Aosta il 17 maggio, Veneto il 17 maggio, Puglia il 23 maggio, Liguria il 24 maggio, Basilicata il 7 giugno, Lazio/Umbria il 13 giugno, Lombardia il 14 giugno, Campania il 28 giugno. Ogni appuntamento non sarà solo una fase qualificante, ma anche un’occasione concreta di incontro, confronto e costruzione di comunità, perché il campionato vive e cresce soprattutto lì, nei territori, dove club e giocatori spesso condividono la stessa passione a pochi chilometri di distanza senza aver mai avuto un contesto strutturato per misurarsi.

Il cammino porterà poi al momento più atteso: le Finali Nazionali di domenica 5 luglio a Reggio Emilia, presso Subbuteoland, una cornice specializzata e suggestiva, pensata per trasformare l’evento conclusivo in una giornata ad alto impatto, in cui competizione e convivialità convivano e la partecipazione sia valore aggiunto quanto il risultato. Proprio per rendere l’evento finale più inclusivo e coerente con la dimensione nazionale raggiunta dal campionato, il Dipartimento ha introdotto una novità nella struttura delle Finali: tre competizioni parallele denominate Elite, Advance e Middle. Elite assegnerà il Titolo Nazionale LND per ciascuna disciplina, con le società qualificate al vertice dei rispettivi raggruppamenti. Advance e Middle, invece, offriranno continuità agonistica e valore sportivo anche a chi, pur fuori dal percorso del titolo, avrà meritato sul campo la possibilità di vivere una fase nazionale e di far parte fino in fondo della giornata conclusiva, dentro la stessa narrazione e nello stesso luogo.

Ora il campionato entra nella fase più concreta: 194 squadre, 14 Selezioni regionali già calendarizzate e un traguardo comune fissato al 5 luglio, quando a Subbuteoland si ritroverà il meglio di un movimento che, numeri alla mano e riscontro alla mano, sta diventando sempre più grande, riconoscibile e centrale nel panorama del calcio in miniatura.

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