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AIAC protagonista nel percorso verso una rappresentanza globale degli allenatori

AIAC protagonista nel percorso verso una rappresentanza globale degli allenatori. Alcuni scatti della conferenza centrale delle associazioni allenatori, svoltasi ad Albufeira: momento chiave di un confronto internazionale senza precedenti. Insieme alle principali organizzazioni di Europa, Sud America e Africa, abbiamo contribuito attivamente alla costruzione di una visione condivisa: dare ai tecnici una voce più forte, strutturata e riconosciuta nel sistema calcistico mondiale. Con competenza, responsabilità e spirito di cooperazione, AIAC sostiene con convinzione questo processo multilaterale, ponendo le basi per un organismo internazionale capace di tutelare e valorizzare la professione dell’allenatore su scala globale.


Su invito dell’Associação Nacional de Treinadores de Futebol (ANTF, Portogallo), i rappresentanti delle associazioni degli allenatori provenienti da Europa, Sud America e Africa si sono riuniti il 30 marzo ad Albufeira per un incontro dedicato a riflettere sul futuro della rappresentanza istituzionale degli allenatori nel calcio internazionale.

Il tema centrale dell’incontro è stato la valutazione della necessità di istituire un’associazione mondiale degli allenatori di calcio, in grado di tutelarne gli interessi professionali e rafforzarne la posizione all’interno del sistema calcistico globale. Nel corso delle discussioni è stato unanimemente riconosciuto che vi è l’esigenza di dotare gli allenatori di una struttura internazionale che garantisca una rappresentanza più efficace, coordinata e istituzionalmente riconosciuta, in linea con la crescente scala e complessità della professione.

In questo contesto, è stato concordato di istituire un Gruppo di Lavoro Internazionale, incaricato di sviluppare e presentare una proposta relativa al modello di governance della futura organizzazione, nonché ai suoi statuti. L’incontro segna dunque il punto di avvio di un processo volto a strutturare una piattaforma internazionale di cooperazione e rappresentanza, con l’obiettivo di affermare gli allenatori come interlocutori qualificati e istituzionalmente rilevanti all’interno del sistema calcistico globale.

Mondiali femminili, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea opposte nella finale delle qualificazioni OFC

Photo Credit: New Zealand Football

Con l’Oceania che dispone di un posto diretto per l’evento mondiale e un altro potenzialmente disponibile tramite il torneo Playoff, le quattro sfide finali a Hamilton sono state tutte a eliminazione diretta. Nella partita di apertura, una splendida azione solitaria di Keren Kalapai ha regalato la vittoria alle PNG Bilums, mentre Katie Kitching è stata protagonista della partita serale, in cui la Nuova Zelanda si è dimostrata troppo forte per le Figi.


Papua Nuova Guinea – Samoa Americane 1-0

Gol PNG: Keren Kalapai (45’+2)

All’inizio dell’attuale edizione delle qualificazioni OFC, le Samoa Americane non avevano mai vinto una partita né segnato un gol, ma ancora una volta, con una formazione titolare composta da sei adolescenti, hanno tenuto testa a un avversario più quotato. Alla fine, l’esperta Papua Nuova Guinea ha fatto quanto bastava e proprio verso la fine del primo tempo ha sferrato quello che si sarebbe rivelato il colpo decisivo. Un passaggio veloce del portiere Betty Sam ha permesso a Keren Kalapai di raccogliere la palla nella propria metà campo, superare un difensore con un tocco, poi lanciarsi verso la porta e superare Ayana Kirismasi. L’esperta regista Ramona Padio, come spesso accade, è stata una minaccia costante e per due volte è andata vicina a raddoppiare il vantaggio, compreso un tiro al volo da 35 metri che ha sfiorato la traversa a metà del secondo tempo. Le Samoa Americane hanno cercato il pareggio nel finale, ma l’ottima coppia difensiva centrale delle Bilums, composta dal capitano Olivia Upaupa e da Anashtasia Gunemba, le ha tenute comodamente a distanza. La Papua Nuova Guinea si preparerà ora alla resa dei conti con la Nuova Zelanda, anche se dovrà fare i conti con le condizioni fisiche di Kalapai, uscita zoppicando nel finale del secondo tempo.


Dichiarazioni

“Siamo davvero soddisfatti della nostra prestazione e entusiasti di essere arrivati in finale. Sapevamo che le Samoa Americane non ci avrebbero dato tregua: hanno lottato con grande determinazione, ma noi siamo rimasti concentrati e abbiamo affrontato ogni partita come se fosse una finale”. Olivia Upaupa, capitano Papua Nuova Guinea

“Non è stato il risultato che volevamo e pensiamo che avremmo potuto giocare meglio, ma devo davvero rendere merito alla Papua Nuova Guinea per la tenacia dimostrata. Mi piace molto anche lo spirito di cameratismo tra le squadre dell’Oceania e penso che a loro piaccia vedere le altre squadre emergere. Ora c’è la sensazione di voler provare a ottenere due posti diretti per la Coppa del Mondo femminile; non so come funzionerà, ma renderemo questa regione migliore”. Amanda Cromwell, allenatore Samoa Americane


Nuova Zelanda – Figi 5-0

Gol Nuova Zelanda: Kelli Brown (5′), Kate Taylor (21′), Michaela Foster (27′), Katie Kitching (37′), Hannah Blake (75′)

La Nuova Zelanda ha proseguito la sua impressionante cavalcata nelle qualificazioni, facendo seguito a tre vittorie consecutive nel secondo turno con un’altra prestazione di grande effetto nelle semifinali. Due giocatrici originarie di Waikato, Kelli Brown e Michaela Foster, hanno segnato un gol ciascuna, nel mezzo un colpo di testa in tuffo del capitano Kate Taylor: questo ha consentito alle Football Ferns di portarsi in vantaggio di tre reti già nei primi trenta minuti. Katie Kitching è stata ancora una volta il perno dell’attacco della squadra di casa: ha segnato il quarto gol e poi ha servito l’assist per il quinto, realizzato dalla subentrata Hannah Blake, a un quarto d’ora dalla fine. La squadra di Michael Mayne si qualifica alla grande per la finale della prossima settimana contro la Papua Nuova Guinea, avendo segnato 24 gol senza subire alcuna rete nelle prime quattro partite.


Dichiarazioni

“È davvero emozionante: tutti noi sogniamo di giocare ai Mondiali, nelle fasi finali e davanti al pubblico di casa, quindi non vediamo l’ora che arrivi la finale della prossima settimana. Abbiamo visto che oggi la Papua Nuova Guinea ha segnato un bel gol, quindi è qualcosa di cui dobbiamo tenere conto, ma siamo pronte ad affrontarle”. Katie Kitching, centrocampista Nuova Zelanda

“Sono davvero orgoglioso di ciò che la squadra ha fatto negli ultimi due mesi. Abbiamo cercato di cambiare molte cose e i giocatori hanno abbracciato questo progetto, ma affrontare squadre come la Nuova Zelanda è davvero complicato; d’altra parte, è anche un’occasione per noi per capire a che punto siamo.» Nicola Demaine, allenatore Figi

Lidija Stojkanovic, Serbia: “E’ stata una sconfitta davvero pesante, dobbiamo trarne insegnamento”.

La Serbia ha perso contro l’Italia la prima delle due partite di questa pausa delle Nazionali utile a qualificarsi ai Mondiali del 2027 che si terranno in Brasile. Il risultato di 0-6 ha sancito la vittoria assoluta delle Azzurre di Andrea Soncin che sin dai primi minuti di gioco hanno dominato in campo mostrando il loro miglior volto.
Alla fine della gara la CT serba Lidija Stojkanovic, che ha fatto la storia in patria come prima donna a possedere la licenza UEFA Pro, ha parlato ai microfoni degli addetti stampa del match giocato dalle sue ragazze. Premessi i meriti all’Italia per la bella prestazione, ha affermato che quella partita (e il conseguente risultato) non definisse la squadra da lei allenata e che in vista della prossima sfida, sabato contro la Svezia, si cercherà, sicuramente, di migliorare.

E’ stata una sconfitta davvero pesante ma dobbiamo trarne insegnamento. L’Italia è stata la squadra migliore in campo, soprattutto nel primo tempo in cui siamo stati molto passive; il secondo tempo è andato molto meglio ma la differenza sul rettangolo verde era evidente. So che la Serbia può giocare molto meglio, sappiamo tutti che questa partita non può definire la squadra, e ci impegneremo. Tra soli tre giorni c’è una partita molto importante, contro la Svezia, per migliorare la nostra immagine, giocare ancora meglio, e soprattutto, per far riposare le ragazze”.

Se è vero che tra le convocate della Serbia mancano giocatrici chiave della Nazionale, una tra tutte la stella del Bayern Monaco Jovana Damnjanovic, è altrettanto vero che questa non può essere una giustificazione e che le calciatrici presenti in rosa debbano, per non rimanere fanalino dei coda del girone, dare molto di più sul rettangolo verde contro le svedesi (che saranno comunque ugualmente combattive avendo perso contro la Danimarca).

“Le assenze hanno sicuramente avuto un impatto nel gioco ma, come dico sempre, fa tutto parte dello sport. Sono semplicemente cose che non possiamo controllare, e spero sinceramente che le ragazze che sono qui mostrino, ovviamente, un lato migliore nella prossima partita. Come già detto  questo fine settimana c’è la Svezia. Fino a questo momento eravamo concentrate sull’Italia. Ora rivolgeremo la nostra attenzione alla prossima gara che ci aspetta, abbiamo quella difficile trasferta tra tre giorni, e direi che la cosa più importante è che le giocatrici si riposino prima, si preparino e giochino meglio di quanto abbiamo fatto contro le Azzurre”.

 

Manuela Giugliano taglia le 100 presenze in Nazionale: “È un momento speciale che porterò sempre nel cuore”

Photo Credit: Stefano Petitti - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Martina Lenzini tra Serbia e Danimarca: “Felicissima per il primo gol con questa maglia, pensiamo già alla prossima gara”

Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

A parlare in casa Azzurra è stata Martina Lenzini, che ha siglato la sua prima rete in azzurro, che non ha nascosto tutta la sua gioia tramite i canali ufficiali: “Quando la palla è entrata sono stata felicissima, mi è proprio scoppiato un sorriso di soddisfazione. Ho provato anche un senso di liberazione, perché è vero che il gol non è una cosa che cerco, ma farlo con questa maglia è sempre speciale”.
La centrale difensiva Azzurra ha poi aggiunto sul gol: “Lo dedico alla mia famiglia: dopo la partita ho trovato tantissimi messaggi nella nostra chat WhatsApp, erano tutti molto felici e partecipi. Li ringrazio perché senza di loro non sarei qui”.

La calciatrice della Juventus sulla gara vinta contro la Serbia poi ammette: “È dal cerchio finale di ieri che il mister ci ha indirizzate verso l’appuntamento di sabato il 99% fatto in Serbia deve diventare 100%, per arrivare poi al 101% perché sarà fondamentale continuare così anche nel doppio impegno di giugno”.
Sul match di questo sabato la stessa calciatrice ha infine concluso: “Le danesi le abbiamo affrontate il mese scorso e conosciamo bene le loro qualità. Da domani inizieremo a lavorare su tutti i dettagli per cercare di portare a casa la vittoria”.

 

PalaCesaroni sold out, a Genzano un’altra festa di futsal. Castiglia: “Visione e dialogo, avanti così per crescere ancora di più”

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

 

IL BILANCIO – La Lazio ha servito il bis in Under 19, l’FB5 Team Rome trionfato nella Coppa Italia Regionale, lo Scandicci tra le cadette, fino ad arrivare alla prima volta del CMB Futsal. “Una Coppa Italia femminile carica di adrenalina pura e di emozioni difficili da dimenticare”, ha dichiarato il Presidente della Divisione Calcio a 5, Stefano Castiglia: “Complimenti al CMB – dice, un’intervista rilasciata a Corsport e Tuttosport – protagonista di una pagina indimenticabile con il primo titolo in Serie A femminile. Applausi anche all’Osaka Falconara, esempio di identità e resilienza: arrivare fino in fondo non è solo un risultato, è un modo di essere. Un pensiero a tutte le vincitrici e alle società partecipanti, protagoniste di una manifestazione straordinaria – continua il Presidente della Divisione Calcio a 5 – un cuore unico, pulsante, che ha riempito il PalaCesaroni di passione. E quella voce è arrivata ovunque, entrando nelle case di tutta Italia grazie alle telecamere di Sky Sport e del canale YouTube della Divisione Calcio a 5. Ancora una volta la Coppa Italia si conferma pura magia. Da Presidente, non posso che ringraziare tutte le protagoniste, gli addetti ai lavori e i Comuni che ci hanno ospitato. Grazie futsal femminile, grazie Lazio 2026”. Un futsal giocato in tutta Italia, dunque, e sempre più visto nel Belpaese. “Con Genzano abbiamo chiuso la kermesse delle Coppe Italia maschili e femminili, il bilancio è assolutamente positivo – continua Castiglia – siamo estremamente soddisfatti, soprattutto per gli attestati di stima che abbiamo ricevuto dalle società, che dicono a gran voce che il percorso intrapreso è quello giusto e corretto”. Il maxi evento femminile, infatti, è stata l’opportunità per alzare l’asticella e guardare al futuro con rinnovato ottimismo: “La manifestazione è stata l’occasione per incontrare i Presidenti della Serie A – continua il numero uno di Viale Tiziano – insieme abbiamo analizzato il nostro movimento: com’era prima e cosa rappresenta oggi. Visione e dialogo, avanti così per crescere ancora”.

E ORA LA CHAMPIONS – Gli eventi di questo anno unico non sono affatto terminati. Tutt’altro. Subito la prestigiosa finale della Coppa della Divisione, Trofeo Emilia-Romagna. Poi la Final Four di Champions League, a Pesaro dall’8 al 10 maggio. “Il grande sogno sta per diventare realtà – chiosa Castiglia – per la prima volta la Champions si assegnerà in Italia. Appena uscite le prevendite, sono stati venduti già 5.000 biglietti. Un evento che resterà nella storia del futsal e noi abbiamo una grande voglia di ricevere ancora tutto il calore della gente”.

‘Il governo del pallone’: oggi la presentazione del libro sulla storia federale

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’ingresso alla presentazione sarà libero. Insieme agli autori del libro, sarà presente per i saluti istituzionali anche il presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani.

 

Gli autori de ‘Il governo del pallone’

Massimo Cervelli è vicepresidente del Museo Fiorentina, dove coordina la commissione storia, curando anche le pubblicazioni del museo. Membro della Società Italiana di Storia dello Sport, è autore di diverse pubblicazioni, tra cui ‘La Toscana nella costruzione dello Stato nazionale’ (Olschki, 2013) e ‘L’allenatore di calcio in Italia, una storia socioculturale’ (Biblion, 2024).

Alberto Molinari, è membro della Società Italiana di Storia dello Sport e collabora con l’Istituto storico di Modena. Tra le sue pubblicazioni sulla storia dello sport ricordiamo: ‘Storie di sport e politica. Una stagione di conflitti 1968-1978’ (con G. Toni, Mimesis, 2018), ‘Major Taylor il negro volante. La storia del primo ciclista di colore, tra sport e razzismo’ (Ediciclo editore, 2022) e ‘I migranti del pallone’ (con G. Toni, Le Monnier, 2023).

L’Italia vince e convince in Serbia, Tumbarello: “Gara che esalta la coralità del gioco delle Azzurre”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Italia ha battuto in trasferta la Serbia e ha alimentato le sue speranze in ottica Mondiale. La sfida di ieri si è chiusa con un tondo 0-6 per le Azzurre sulle balcaniche, con tre reti per tempo siglate dalle ragazze di Andrea Soncin. A segno, nel match di qualificazione per il Mondiale del 2027 in Brasile, sono andate Girelli, Oliviero e Lenzini nel primo tempo e Caruso, Cantore e Greggi nella ripresa.
Nel post gara negli studi RAI il giornalista Fabrizio Tumbarello, in studio con Simona Rolandi, sottolinea: “Apprezzabile l’asticella della concentrazione sempre alta dell’Italia, nonostante il vantaggio per 3-0 a fine primo tempo. Il successo mancava da sette partite, tra amichevoli e gare ufficiali, con due pareggi e quattro sconfitte arrivate nelle ultime uscite con sole due reti siglate”.


A proposito delle reti messe a segno il giornalista della RAI ha commentato: “Sono arrivati sei gol, importantissimi per la differenza reti che potrebbe pesare alla fine delle qualificazioni. Aver fatto l’ultima rete 32 secondi dopo la fine del recupero segnalato ha rimarcato come le Azzurre abbiano martellato sino al triplice fischio”.
Sei reti con sei marcatrici diverse, elemento che fa riflettere in studio Rolandi e Tumbarello con quest’ultimo che aggiunge: “Questo dato esalta la coralità del gioco delle ragazze di Andrea Soncin, tutte sono determinate nel provare a rimontare una classifica inizialmente non delle migliori in ottica Mondiale”.

A segno Cantore, Girelli e Caruso sulle quali il giornalista ammette: “Negli Stati Uniti stanno facendo benissimo. Girelli ha trovato spazio con continuità appena arrivata, fornendo due assist, mentre Cantore è determinante anche li in zona rete. Caruso gioca in Germania e sta facendo davvero bene anche lei”.
Sulla prossima gara in trasferta contro la Danimarca, in programma sabato, Tumbarello conclude: “Si torna in campo tra pochi giorni ma l’Italia ha nelle sue corde la possibilità di poter fare bene”.

Tutela dei minori: a Brescia il confronto promosso dal Brescia Femminile

Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

All’Auditorium San Barnaba si è svolto l’incontro promosso dal Brescia Femminile dedicato alla tutela dei minori nel calcio giovanile. Un tema su cui il club riconosce una responsabilità diretta e a cui dedica attenzione ogni giorno nel lavoro con le proprie ragazze.

Ad aprire la serata è stata Anna Frattini, Assessora alle Politiche educative del Comune di Brescia, che ha evidenziato il valore del lavoro portato avanti dalla società, sottolineando come l’attenzione non sia rivolta solo al risultato sportivo, ma alla crescita e allo sviluppo delle ragazze.

Un concetto ripreso anche dalla Presidente Clara Gorno, che ha richiamato il senso di responsabilità di chi opera nello sport: se ciascuno svolgesse pienamente il proprio ruolo, non ci sarebbe bisogno di difendere diritti fondamentali. Un invito a mettere al centro le persone, a partire dai più giovani.

L’intervento dell’avvocato Anna Maria De Mattei ha offerto una lettura concreta del tema, sottolineando come lo sport non sia solo attività fisica o competizione, ma uno spazio educativo e relazionale in cui la tutela deve essere garantita. Allenatori e società sono chiamati non solo a insegnare, ma anche ad ascoltare e intercettare segnali di cambiamento o disagio, da cui nasce la necessità di una formazione sempre più consapevole.

Sul piano psicologico, Romana Caruso, psichiatra e psicoterapeuta, si è soffermata sullo sviluppo fisico ed emotivo delle giovani atlete, sottolineando come lo sport giovanile debba essere prima di tutto uno spazio di crescita. Movimento, gioco e libertà sono elementi fondamentali per uno sviluppo sano, mentre una competizione esasperata rischia di generare ansia, abbandono e disagio.
Giocare bene con le emozioni aiuta a vincere la partita della vita“, il messaggio che ha accompagnato la chiusura del suo intervento.

Nel corso della serata, Renzo Ulivieri ha proposto una riflessione sul ruolo dell’allenatore oggi, cambiato insieme al mondo e ai ragazzi. Allenare non significa imporre un pensiero, ma educare alla scelta.

Il calcio, ha spiegato, è uno sport in cui ogni situazione è diversa: anche un gesto come il colpo di testa richiede di leggere la traiettoria, immaginare lo spazio, adattarsi fino all’ultimo e reagire alle proprie sensazioni. Un processo che unisce tecnica, percezione ed emozione.

In questo contesto si inserisce anche il tema degli “abusi tecnico-tattici”: quando si toglie al giocatore la possibilità di scegliere, sostituendo la sua lettura con quella dell’allenatore.

Per questo allenare significa lasciare spazio alla scelta, non sostituirsi ad essa.

In chiusura, la Presidente Clara Gorno ha sottolineato come educare significhi anche avere il coraggio di lasciare andare, mettersi nei panni dell’altro e costruire relazioni basate sull’empatia. “Nessuno si salva da solo, solo insieme possiamo farcela“.

È anche da qui che si misura il ruolo di una società: nel modo in cui accompagna le proprie atlete mentre crescono, non solo come calciatrici ma anche come persone.

Finalmente una bella Italia che non si accontenta del risultato e mostra intensità e spirito di gruppo: Serbia travolta, le Azzurre danno spettacolo!

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Finalmente una bella Italia. In un periodo in cui la maglia azzurra non sempre riesce a regalare entusiasmo, sono le ragazze di Andrea Soncin a ricordare quanto possa essere bello vedere una Nazionale giocare con personalità, ritmo e idee chiare.

Contro una Serbia falcidiata dalle assenze e apparsa fin da subito in difficoltà, il successo delle Azzurre era quasi obbligato. Ma ridurre tutto a una semplice formalità sarebbe ingeneroso. L’Italia ha affrontato la partita con l’atteggiamento giusto, senza sottovalutare l’impegno e mantenendo intensità e concentrazione dal primo all’ultimo minuto. Fin dalle prime battute la squadra ha preso il controllo del gioco, gestendo il possesso con qualità e muovendo il pallone con velocità. La manovra è stata fluida, costruita con pazienza ma anche con verticalità quando si aprivano gli spazi. Ampiezza sulle corsie, inserimenti delle centrocampiste e pressione immediata dopo la perdita del pallone: segnali di una squadra che sta provando a costruire una propria identità.

La Serbia, decimata e poco incisiva, ha opposto poca resistenza. Ma il merito di Girelli e compagne è stato proprio quello di non abbassare mai il ritmo anche quando la partita sembrava già indirizzata: l’Italia ha continuato a cercare il gioco, a pressare e a muovere la difesa avversaria con pazienza. Non solo superiorità tecnica, ma anche voglia di giocare bene.

Tra le immagini che restano della serata ci sono le lacrime di Oliviero dopo il gol. Un’esplosione di emozione che racconta molto più di una semplice rete: racconta l’anima di questo gruppo, la partecipazione e la voglia di dare tutto anche in una partita che sulla carta poteva sembrare scontata. Nel cuore del gioco continua a emergere con forza Arianna Caruso. La centrocampista azzurra è sempre più un punto di riferimento della manovra: qualità nelle scelte, inserimenti puntuali e capacità di dare equilibrio alla squadra. Non è solo una questione di numeri, ma di peso specifico nella costruzione del gioco.

La Serbia rappresentava probabilmente l’ostacolo meno impegnativo del girone, ma l’Italia ha fatto esattamente quello che doveva fare: vincere, convincere e mostrare anche tratti di bel calcio. In un percorso di qualificazione lungo e pieno di incroci delicati, anche partite come questa possono lasciare segnali importanti.

Più che il risultato, è la sensazione lasciata in campo a contare: un’Italia che non si limita a vincere, ma che prova a riconoscersi in un’idea di gioco precisa. Il punteggio racconta la superiorità, ma è il modo in cui arriva la vittoria a fare la differenza: una squadra che finalmente sembra avere una direzione chiara. Il più incoraggiante è forse proprio questo: una squadra che non si accontenta del risultato, ma che prova a costruire qualcosa attraverso il gioco, l’intensità e lo spirito di gruppo. E se l’azzurro deve tornare a emozionare, forse la strada passa anche da qui.

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