Home Blog Pagina 940

Coppe Italia Femminili dal 3 al 6 aprile 2025: 4 trofei da assegnare a Mola di Bari

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Ancora una volta tutti insieme sotto lo stesso tetto (quattro categorie per altrettanti titoli nazionali), proprio come era stato per la riuscitissima kermesse di Genova nello scorso aprile 2024. Lo ha stabilito il Consiglio Direttivo della Divisione Calco a 5: le Final Eight di Serie A Fabless e B femminile (per la prima volta nella sua formula ampliata), più la Final Four Under 19 e la finale di Serie C si svolgeranno al Pala “Vinto Pinto” di Mola di Baridal 3 al 6 aprile 2025.

Già teatro della gara secca di Supercoppa tra Bitonto e Kick Off della scorsa stagione e della fase regionale della Coppa Italia C maschile, il Pala “Vito Pinto” ospiterà quindi anche il main event della stagione in rosa, che tornerà in Puglia dopo le due straordinarie edizioni di Bisceglie (2021/22 e 2022/23), vinte rispettivamente da Città di Falconara e Bitonto.
Una 4 giorni da non perdere, interamente coperta dai canali ufficiali della Divisione Calcio a 5.

Scozia, tra te e l’Europeo c’è solo la Finlandia a separarti

A separare la Scozia dall’ingresso nella fase finale di UEFA Women’s EURO 2025 c’è la doppia sfida con la Finlandia, che tra novembre e dicembre ci dirà chi tra le due (e le altre sei squadre dai rispettivi spareggi) accederà alla fase finale.

Sarà un peccato non poterle avere entrambe, però siamo certi che sarà una sfida più che interessante, tesa e mai banale. Per le scozzesi sono state due sfide impegnative con l’Ungheria, ma si sono risolte con due vittorie senza mai incassare una rete (1-0 e 4-0), importante soprattutto per il morale di una difesa che rischierà quando si troverà davanti calciatrici come Öling, Sällström e Rantala.

Ma la formazione di Martinez Losa può contare su giocatrici del calibro di Martha Thomas, Caroline Weir ed Erin Cuthbert (tutte a segno tra andata e ritorno), che giocano nei migliori campionati europei e che sono tra le più decisive dei loro club. Si pensi quanto ha pesato al Real Madrid l’assenza della propria 10 nella passata stagione (infortunio al crociato). Ma tra di loro vi sono tante altre giocatrici di talento, come le scozzesi del Celtic, quest’anno impegnate in Champions League.

Ed è in quest’ottica che l’esordio di Shannon McGregor, centrocampista delle biancoverdi di Glasgow classe 1999, è un bel segnale. Perché si valuta anche il potenziale del proprio campionato, con giocatrici che l’anno prossimo potranno fare un ulteriore step qualitativo. Per lei in Champions, in soli 135 minuti, 84% di percentuale per la precisione nei passaggi, 2 punizioni e 4 corner battuti (e i piazzati sono decisivi solo se chi va a saltare riceve un pallone perfetto), più 4 tackle e 8 palloni recuperati. Certo, c’è anche lo sfortunato fallo da rigore su Caicedo nell’ultima sfida persa contro il Real, ma parliamo comunque di errori di inesperienza e frustrazione a risultato acquisito. Il mese prossimo ci dirà se la Scozia è pronta per UEFA WEURO 2025.

Il calcio femminile sui social: online il report relativo alla stagione 2023-24. Una community da quasi 200mila follower e 24 milioni di views

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

I canali social della FIGC Femminile viaggiano spediti verso i 200mila follower. Una crescita impressionante, che emerge dal report social relativo alla stagione 2023-24 e pubblicato oggi. Se la rilevazione della stagione 2021-22 era stata di 98mila e quella del 2022-23 di 136mila, alla fine della passata stagione il contatore si è fermato a 174mila: segno che sui social il calcio femminile piace, e anche tanto.

All’interno delle 27 pagine del documento consultabili c’è l’analisi di una stagione di attività delle Divisioni Serie A Femminile Professionistica e Serie B Femminile. Sono stati complessivamente oltre 3.986 i contenuti prodotti e disponibili sui vari canali (Facebook, X, Instagram, TikTok e YouTube), per un totale di 24,3 milioni di visualizzazioni e 54,7 milioni di impression.

Instagram si è confermato il motore trainante della community, grazie a contenuti esclusivi e – nel caso del gol di Michela Cambiaghi, attaccante dell’Inter, il reel che ha avuto il maggior numero di visualizzazioni – che hanno visto anche la collaborazione degli account della calciatrice e di DAZN, detentrice dei diritti della Serie A Femminile eBay.

E a proposito di eBay, nel report sono riepilogati i contenuti realizzati con le vincitrici dell’eBay Values Award e attivazioni con partner come Panini (top 11 con le figurine e la partecipazione delle calciatrici al Panini Tour) e Nike, come nel caso del lancio del nuovo pallone.

Foto, video, ma non solo: la stagione 2023-24 è stata quella del lancio di FACES, la rubrica confermata anche per il 2024-25 realizzata in sinergia tra il team digital e l’ufficio comunicazione della FIGC e che ha raccontato con una nuova prospettiva e crossmediale (sito e social) le protagoniste dei campionati di Serie A, Serie B e Primavera: racconti di vita, prima che di calcio giocato.

EVENTI Per la copertura live degli eventi organizzati dalla Divisione Serie A Femminile Professionistica, da registrare il coinvolgimento di talent, personaggi del mondo dello spettacolo e della musica e creator, utilizzati per creare maggiore attenzione sugli eventi in questione. Oltre alla Supercoppa Italiana e alla finale di Coppa Italia, anche la Final Four Primavera ha potuto contare su una copertura totale a livello di narrazione social, sia dentro che fuori dal campo.

Un racconto approfondito e sempre in evoluzione: nelle ultime pagine del report social 2023-24, infatti, c’è un’anteprima delle proposte editoriali e del look&feel scelti per la stagione 2024-25. Per tutte le novità, basterà restare connessi.

Alia Guagni, Como Women: “Sesto posto? Siamo una squadra in costruzione, ma stiamo crescendo. Mi piacerebbe lasciare qualcosa alle nuove generazioni”

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie A sta per tornare in scena e sabato il Como, che occupa la sesta posizione con sette punti in sette gare, sarà ospite della Lazio per l’ottava giornata di campionato.
La squadra, che è allenata da Stefano Sottili, ha tante giocatrici che sono arrivate quest’anno in terra lariana, soprattutto una che ha esperienza da vendere: stiamo parlando di Alia Guagni, difensore classe ’87 che nel suo percorso ha militato in squadre come ACF Firenze, vincendo un campionato di B nel 2003 e di A2 nel 2006 e 2010, Fiorentina, dove ha conquistato uno scudetto nel 2017, due Coppe Italia e una Supercoppa, Atletico Madrid, ottenendo nel 2022 una Supercopa, e Milan, ma anche un’esperienza negli Stati Uniti col Pali Blues, con cui ha vinto nel 2013 la Evergreen Cup, e al Tacoma. A livello individuale è stata capocannoniere della Serie A2 per due volte (2009 e 2010), due volte calciatrice dell’anno (2017 e 2018) e inserita per un biennio nella squadra dell’anno (2019 e 2020).
La nostra Redazione ha raggiunto Alia, che in Nazionale maggiore vanta 85 presenze e 6 gol, per risponderci ad alcune domande.

Alia, cosa significa per te giocare a pallone?
«Significa praticamente tutto: giocare a calcio è la mia vita ed è quello che mi piace fare e che mi riesce meglio, a maggior ragione che adesso è anche per me un lavoro».

Tu sei nel mondo del pallone da più di vent’anni e si è evoluto tanto. In che modo, secondo te, è cambiato il calcio?
«Il calcio femminile è cambiato tantissimo: quando avevo iniziato il mio percorso, era praticamente un altro mondo, lo si faceva quasi esclusivamente per passione e c’erano pochissime possibilità, non si vedeva un futuro e il livello era completamente diverso rispetto ad oggi, perché ora sta diventando un calcio qualitativamente molto bello, ma soprattutto ha un futuro bellissimo davanti».

La tua carriera è legata, indissolubilmente, a Firenze: prima all’ACF Firenze, dove il presidente era il tuo papà Andrea, poi alla Fiorentina e in entrambe le squadre hai ottenuto tanti successi. Che cosa è stato per te vestire la maglia della tua città?
«L’ACF Firenze è stato il pre-Fiorentina, nel senso che poi dopo si è trasformato in Fiorentina e, quando è successo, è stato il realizzarsi di un sogno a cui stavamo lavorando per poter arrivare a vestire la maglia della Fiorentina e dare questa possibilità a noi è stato veramente un sogno realizzato. Poi, è ovvio che amo Firenze alla follia e penso che, chiunque mi conosca, sa che vestire la maglia della mia città e per me è stato fondamentalmente bellissimo».

Nei 5 anni alla Fiorentina, Alia ha totalizzato 89 presenze e 22 reti con la maglia Viola (Photo Credit: Alessio Boschi – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano)

Tuttavia, hai anche avuto due esperienze fuori dall’Italia: la prima negli Stati Uniti col Pali Blues e al Tacoma, la seconda all’Atletico Madrid, Secondo te, quanto ti hanno fatto crescere dal punto di vista calcistico e personale?
«L’esperienza in America è arrivata in un periodo in cui non mi stavano chiamando in Nazionale e ho avuto questa opportunità di andare a vivere quei due mesi negli Stati Uniti e conoscere un calcio che già conoscevo, ma che non avevo visto da vicino. Lì ho visto una fisicità che da noi, in quei tempi, era impensabile e soprattutto ho notato quanto in America credessero nel calcio femminile: per un esempio ci sono centri sportivi che, tra l’altro, in Italia difficilmente si possono trovare. L’avventura a Madrid è venuta in un momento completamente diverso, dove ho fatto una scelta di vita difficile per tanti aspetti ma che ho ritenuto fosse il momento giusto per farlo: volevo trasferirmi all’estero, andare a vivere in un paese diverso, imparare una nuova lingua e  relazionarmi con persone diverse, dove non ero la “padrona di casa”, bensì dovevo integrarmi in un contesto diverso e quindi è stata un’esperienza di vita assolutamente formativa e bella; calcisticamente però è stato molto difficile, perché venivo dal periodo post Covid e, soprattutto, il calcio femminile italiano era ancora indietro a quei tempi, trovandomi in una realtà molto avanti a quel tempo».

Restando sempre sul tuo passato, non possiamo dimenticare i tuoi tre anni passati al Milan…
«La prima idea era tornare Firenze, poi però non si è concretizzata. Perciò ho avuto l’opportunità di andare a giocare nel Milan, che è un top club, giocando in una Serie A che era cresciuta veramente tanto. Mi son trovata ad affrontare in questo nuovo campionato di livello alto, quindi mi son dovuta rimettere subito al passo di questa competizione. Sono stati anni belli ma, calcisticamente, anche un po’ sfortunati in termini di risultati».

Il tuo presente dice Como Women: quali sono i motivi che ti hanno portato ad indossare la divisa lariana?
«La società mi ha fortemente voluto e questo fa tanto. Poi, hanno un progetto molto bello e la nuova proprietà (Mercury/13, ndr) punta tutto sul femminile, perché crede nelle donne e questo è un aspetto che sicuramente mi ha convinto a venire qua. Ovviamente come tutte le squadre, siamo un work in progress: c’è da lavorare tanto».

La Serie A ha messo agli archivi sette giornate e il Como Women è sesto a tre lunghezze dal Milan quinto in classifica. Come valuti l’inizio di stagione della tua squadra?
«È stato un inizio di stagione non facilissimo, perché come dicevo prima siamo una squadra in costruzione e sono arrivati tanti innesti però, secondo me, giornata dopo giornata stiamo crescendo e stiamo facendo vedere anche un bel calcio, anche se a volte non abbiamo “raccattato” i punti che magari meritavamo».

Parliamo della vittoria ottenuta contro il Sassuolo nell’ultimo turno di campionato prima della pausa. Cosa ti ha lasciato, dal tuo punto di vista, il 4-2 arrivato in casa delle sassolesi?
«La partita è stata fondamentale, perché avevamo assoluto bisogno di punti e contro una squadra che, secondo me, non ha un brutto calcio, anche se la classifica dice diversamente. In ogni caso è stata una bella partita, l’abbiamo approcciata bene e, nonostante fossimo andati un attimino in difficoltà, abbiamo giocato con la mentalità giusta da portare a casa il risultato e ci ha fatto capire quello che possiamo fare».

Come abbiamo detto prima, la Serie A è rimasta ferma per gli impegni delle Nazionali e l’Italia ha affrontato sia Malta e Spagna. Come hai visto le Azzurre in queste due amichevoli, soprattutto in ottica Europei 2025?
«Secondo me, stanno facendo un buon lavoro: già da qualche partita stanno portando avanti l’innesto delle nuove ragazze e stanno iniziando a dare dei buoni frutti. È ovvio che queste erano due amichevoli, poi ci sarà da vedere nei momenti importanti come reagirà la squadra».

A proposito di Nazionale, dove principalmente sei stata una delle protagoniste del Mondiale 2019, il sogno di vestire la maglia Azzurra è ancora un tuo obiettivo?
«Sinceramente credo che sia una porta chiusa ormai da un po’. Però, mai dire mai nella vita».

Ma torniamo al Como, dove in amichevole è arrivato un successo, seppur di misura, sul Parma. Che indicazioni ti hanno lasciato in vista della ripartenza della Serie A?
«È stata un’amichevole in cui si è dato spazio a ragazze che giocano poco in campionato, ma anche tante giocatrici della Primavera, però è stato un buon test contro una squadra che Serie B sta facendo molto bene».

Sabato il Como affronterà in trasferta la Lazio che, nonostante sia una neopromossa, è un punto proprio sotto delle lariane e la sfida si preannuncia interessante.
«La bellezza di quest’anno è che tutte le squadre di Serie A hanno raggiunto un livello, per cui non c’è una partita dichiarata vinta a tavolino, nel senso che nessuno può sapere il risultato, visto che la competizione è aumentata tanto da parte di tutte le squadre. La Lazio ha fatto degli innesti importanti e la squadra si sta muovendo bene; quindi, l’affronteremo come se avessimo davanti la Juve».

Alia Guagni ha giocato dal 2022 al 2024 con la maglia del Milan, giocando 41 gare e segnando 1 gol (Photo Credit: Emanuele Colombo – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano)

Come giudichi il format attuale della Serie A a dieci squadre con le Poule Scudetto e Salvezza?
«Questo tipo di format non mi è mai piaciuto molto, perché ti trovi a scontrare sempre le stesse squadre. Secondo me, l’obiettivo sarebbe quello di riuscire ad avere più squadre di livello alto per fare un campionato a più squadre, ovviamente non è facile perché rischi di non avere abbastanza qualità».

Chi può vincere, secondo te, la Serie A di quest’anno?
«A guardare la classifica direi la Juve, però non saprei, perché tutte le partite non sono già scritte, quindi bisognerà vedere se continuerà così».

Cosa manca al calcio femminile italiano per essere davvero importante?
«Quello che non smetterò mai di dire è che a noi mancano i numeri: sono ancora troppo bassi e quando si hanno così pochi numeri è anche difficile riuscire a tirare fuori il coniglio dal cilindro. Secondo me, bisognerà lavorare ancora di più su tutti i settori giovanili e soprattutto far avvicinare le ragazzine al calcio, perché una volta che si può scegliere su cento ragazzine, probabilmente si riuscirà ad aumentarne la qualità, altrimenti si dovrà sempre cercare ragazze dall’estero che sì possono alzare il livello, ma questo non ti porta ad alzare quello della nostra Nazionale».

Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco?
«Una vita assolutamente normale: esco con le mie amiche, vado dalla mia famiglia quando riesco e mi piace fare un sacco di cose, come leggere, disegnare e andare al cinema».

Quali sono i sogni che vorresti ancora realizzare sia come calciatrice che come donna?
«Come calciatrice mi piacerebbe lasciare qualcosa alle nuove generazioni e al movimento perché il calcio è stata una parte veramente importante della mia vita. Come donna è ancora tutto da scrivere: mi piacerebbe tantissimo avere una famiglia, però è tutto un divenire si vedrà quello che sarà».

Che messaggio vorresti lanciare alle tue compagne del Como Women in vista della ripresa del campionato?
«Di ripartire forti, perché abbiamo bisogno di punti: sono partite che dobbiamo assolutamente vincere, quindi “carica a palla”».

Cosa vorresti dire ad Alia Guagni che sta per iniziare il suo percorso nel mondo del calcio?
«Di crederci sempre e di continuare a divertirsi perché alla fine riuscirà ad arrivare dove vuole, ma soprattutto di non avere paura di niente e di affrontare tutto sempre a testa alta».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Como Women ed Alia Guagni per la disponibilità.

Greta Masciaga, Bulé Bellinzago: “Il calcio è nel mio DNA. Progetto per quest’anno? Mettere al servizio della squadra la mia esperienza”

Photo Credit: Bulé Bellinzago

Un confronto ancora acceso quello tra le formazioni del girone A di serie C che include il Bulé Bellinzago, neopromossa in categoria.
Il gruppo della regione Piemonte sta man mano proseguendo per la propria strada, cercando di disegnare un vestito tattico e d’identità aderente alle qualità avversarie ed al campionato cadetto generale.

Nell’ultimo fine settimana la squadra ha ritrovato la vittoria in campo casalingo contro il Monterosso: un risultato motivo di buonumore che funge da boccata d’ossigeno visti i precedenti punti smarriti, valsi il momentaneo ottavo posto in termini di piazzamento.
A percorrere con noi la propria carriera calcistica e rivelare ambizioni e sensazioni sull’attuale viaggio stagionale è stata Greta Masciaga, apporto centrale della compagine novarese. Ecco ciò che la nostra ospite ha raccontato.

Benvenuta Greta! È passato un po’ di tempo dalla vittoria contro il Torino che ha regalato alla squadra la promozione in serie C: in prima persona sei stata testimone di questo traguardo importante, ora ti ritrovi nei medesimi colori dopo un rapporto con la società che dura ormai dal 2022/23. Che progetti hai per questa stagione?

Personalmente intendo mettere al servizio della squadra la mia esperienza, anche per poter aiutare le giovani a crescere.
L’obiettivo d’insieme, invece, è quello di acquisire sempre più consapevolezza ed identità per poter dire la nostra in un campionato tortuoso ma nel quale essere importanti; a chiudere la lista la volontà di mantenere la categoria.

Come hai trovato lo spogliatoio, in parte rinnovato?

Siamo sempre state un gruppo molto umile, unito ed affiatato, non solo in campo ma anche fuori.
Quest’anno sono arrivate una decina di ragazze che a livello di spogliatoio si sono integrate bene fin da subito; naturalmente le prime partite sono state di rodaggio poiché non è mai facile aggiungere nuove personalità ed esperienze diverse ad una rosa già formata: c’è bisogno di ulteriore tempo per riuscire ad inquadrare reciprocamente il gioco tra compagne stesse.

Ci stiamo conoscendo e stiamo crescendo, quindi sono sicura che andrà sempre meglio!

Nel tuo bagaglio non solo Bellinzago, ma anche un percorso pluriennale in maglia Solbiatese (ora posta nello stesso girone) ed una partenza interna alle Milan Ladies: questi tasselli quanto hanno influito sulla preparazione e formazione della Greta di oggi?

Ogni tappa è stata fondamentale per definire la calciatrice che sono ora: indubbiamente gli anni a Como (dal settore giovanile all’esordio in serie A) sono stati quelli che hanno influito maggiormente sulla mia formazione; le esperienze successive sono state altrettanto significative, in particolar modo quella nelle Azalee durante la quale ho capito il significato della parola “famiglia”, un’ottica che prima osavo scindere da quella inerente alla professione in sé.

Il calcio, invece, quando è diventato una parte insostituibile delle tue giornate e quando hai capito che quello di centrocampo poteva essere il vestito più aderente per te in termini di ruolo?

Il calcio è nel mio DNA ed è sempre stato parte integrante della mia vita.
L’istinto di cercare il pallone l’ho avuto fin dall’età di tre anni, un istinto che sfociava nel gioco con l’unico oggetto sferico a disposizione in casa: la testa delle bambole che mi venivano regalate.
Superati i primi scetticismi in famiglia, ho proseguito con i maschi fino ai 13 anni, poi l’arrivo delle prime proposte da parte del Como.

Il centrocampo è il mio posto. Negli anni ho sperimentato diversi ruoli, ma quello di centrocampista è quello che più sento cucito addosso, che mi diverte e mi fa sentire parte integrante del gioco.

Il tuo nome figura nella lista dei volti premiati in occasione del Gran Galà, una importante manifestazione organizzata dalla LND Piemonte, Valle d’Aosta, Nazionale e FIGC con lo scopo di valorizzare impegno, inclusione e spirito di gruppo: un premio che rende onore a te in primis ma anche al lavoro della società…ti va di approfondire?

Lo scorso anno è arrivato questo premio importante dopo la scrittura di una lettera con la quale ho voluto veicolare la rabbia per degli insulti provenienti dagli spalti e trasformarli in una vera e propria testimonianza che potesse dar luce ad un problema che esiste in tutti i campi d’Italia.
Non avrei mai pensato potesse avere così tanta risonanza da ricevere un riconoscimento per il “Fair play”!

I primi ostacoli di campionato sono stati messi da parte: otto le gare disputate, l’ultima proprio questa domenica tra le mura domestiche per l’ospitata al Monterosso. Quello finale è stato un esito positivo dopo tre sconfitte consecutive: che 90 minuti sono stati e quanto è stato importante dare questo segnale a questo punto del percorso?

È stata una gara che, a causa di un infortunio al ginocchio rimediato, ho potuto vivere solamente da fuori.
Nonostante ciò, posso dire che col Monterosso abbiamo dimostrato una crescita collettiva; ci sono state altre partite positive nel nostro cammino ma questa è stata un punto da cui partire dopo tre giornate difficili, fatte anche di malumore.

Risultati a parte, come detto dal mister, è bene saper interpretare la settimana di lavoro e vedere i passi in avanti sotto il punto di vista della crescita individuale e di squadra…

Il momento non è facile anche per via degli stop causati da vari infortuni in rosa che hanno contribuito all’assenza di pedine importanti; rimanere compatte, al di là di tutto, però, è davvero fondamentale e domenica l’abbiamo dimostrato.

In previsione della prossima giocata in trasferta contro la Pro Sesto, in che modo si sta svolgendo la preparazione del team e quali sono le aspettative a tal proposito, consapevoli che ve la vedrete con una compagine già navigata in questo campionato, che, fino ad ora, le ha vinte quasi tutte e, per questo, potrà rendere il tutto più stimolante?

La Pro Sesto è una squadra con giocatrici molto valide e che ha sempre occupato i primi posti della classifica, ma non per questo il nostro agonismo dovrà andare a scendere.
Come sempre la stiamo preparando nel migliore dei modi, lavorando su ogni dettaglio, il resto…si vedrà in campo!

Ci salutiamo con l’augurio che senti di rivolgere al club al quale sei momentaneamente legata e con un saluto ai sostenitori del movimento femminile.

Al Bellinzago vorrei dire di continuare a credere in un movimento così pieno di risorse ed in grado di regalare tante soddisfazioni; ai sostenitori invito a continuare a fare lo stesso e li ringrazio perché è anche grazie a loro se andiamo avanti!

Si ringrazia Greta Masciaga e la società tutta per la gentile concessione.

Mondiale femminile, Elite Round: Azzurre nel gruppo A con Portogallo, Ungheria e Svezia

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

I PRECEDENTI – Le Azzurre hanno sfidato 7 volte il Portogallo: 5 le sconfitte e 2 i pareggi, arrivati proprio negli ultimi due confronti in terra lusitana (a Torres Novas) nel gennaio del 2024. Il 2-2 e il successivo 1-1 arrivarono un mese dopo il primo storico ‘X’ con la Spagna, un risultato che aprì la striscia, ancora aperta, di risultati utili consecutivi: da quel momento, fino ancora a oggi, l’Italia non ha più perso. Sono 5 le partite giocate invece con la Svezia, 4 le vittorie: l’unico ko risale al primo confronto nel 2019, che venne poi cancellato dalla vittoria del giorno seguente (9-3 il risultato). L’ultima volta che le Azzurre hanno sfidato le svedesi è stato nel febbraio scorso, con l’Italia che vinse 5-2. Infine l’Ungheria, che riporta alla mente dolci ricordi: il 25 giugno del 2015, in un Foro Italico da sogno, la Nazionale femminile di futsal fece il suo esordio assoluto proprio contro le magiare, imponendosi per 5-0 davanti al tutto esaurito del ‘Nicola Pietrangeli’. Due giorni dopo arrivò anche il secondo e ultimo confronto avuto con le ungheresi: al ‘Pala Roma’ di Montesilvano l’Italia vinse 4-0.

FIFA FUTSAL WOMEN’S WORLD CUP QUALIFYING
ELITE ROUND (18-23 marzo 2025)

GRUPPO A
Portogallo, Italia (ospitante), Ungheria, Svezia

GRUPPO B
Spagna, Francia (ospitante), Polonia, Finlandia

Heden Corrado, Ternana: “Lavoriamo ogni giorno per migliorarci e per arrivare pronte alla partita della domenica”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La pausa Nazionali è ormai giunta alla sua conclusione, e nel frattempo i club stanno già lavorando per l’imminente weekend di campionato. Tra questi la Ternana, che attende il Verona domenica 3 novembre alle 12:00. Ne ha approfittato così la testata giornalistica UmbriaTag24, che nella persona di Lorenzo Farneti ha raggiunto e intervistato in esclusiva Heden Corrado, ex calciatrice, negli ultimi anni, di Napoli e Pomigliano. Ecco le sue dichiarazioni.

“Alla Ternana Women ho trovato un ambiente caloroso e professionale”.

“E’ stata una passione nata inconsapevolmente e inconsciamente, ho iniziato a dare i primi calci fin da piccolina con mio fratello e mio papà, è una cosa che abbiamo nel dna. La mia famiglia è stata fondamentale perché mi ha lasciata libera di scegliere senza mettermi i bastoni tra le ruote”.

“Mi è sempre piaciuto Sergio Ramos e l’ho seguito sempre con un’attenzione particolare. Da quando invece sono entrata a far parte del mondo femminile mi ispiro molto a Salvai”.

“Ho trovato un ambiente caloroso, famigliare, pieno di persone determinate e con lo stesso obbiettivo, professionalità e valori umani per riuscire a lavorare al meglio”.

“Le individualità messe a disposizione del gruppo e viceversa creano un clima di stabilità oltre a tutte le cose dette precedentemente sopra”.

“Mister Cincotta cura ogni dettaglio e non lascia nulla al caso, chiede solidità e ci sprona sempre a dare il meglio di noi e a metterci nelle condizioni migliori. Lavoriamo ogni giorno per migliorarci e per arrivare pronte alla partita della domenica. Come detto prima, lavoro tutti i giorni per migliorare Heden in tutto e per tutto”.

“Alla fine non cambia molto se hai dei principi su cui lavori e ti basi, mi piacciono entrambi”.

“Stiamo preparando la partita lavorando con impegno e determinazione per mantenere il livello raggiunto e perchè no migliorarlo! Ogni partita è complicata e non c’è mai nulla di scontato, pensiamo a noi e ai 3 punti che vogliamo portarci a casa”.

“Fuori dal campo mi piace passare del tempo con la mia famiglia, mia sorella in particolare dalla quale traggo forza e coraggio per affrontare le difficoltà, oltre ai vari svaghi”.

“Molte persone mi dicono che sono umile ed educata ma credo che a volte possano diventare anche dei difetti”.

“Sicuramente la As Roma ha inciso in positivo sul mio percorso professionale perché è stato un trampolino di lancio, ancor prima la Sansa (mia prima e unica squadra maschile) e poi la Res Roma senza la quale non ci sarebbe stato tutto questo. Tutte realtà che fanno dei propri valori e della crescita personale il loro punto fermo e di forza. Per questo ringrazio tutte le persone che mi hanno permesso di intraprendere queste strade”.

“Le consiglierei di inseguire il suo sogno e di non mollare mai soprattutto quando si presenteranno dei momenti meno semplici. Di lavorare con determinazione con la regola delle tre “S” e di mantenere sempre alte le proprio aspettative”.

“Beh forse ne ho più di tre e credo molto al fatto che finché non si avverano non si svelano”.

I Paesi Bassi verso WEURO 2025 con due successi in amichevole

I Paesi Bassi – come le Azzurre già qualificate alla manifestazione continentale (peraltro dallo stesso girone) – stanno svolgendo le loro amichevoli di preparazione, iniziando con avversarie più che alla portata, per poi affrontare squadre alla pari e superiori. Il CT Jonker sostanzialmente sta seguendo la stessa linea di Soncin e di altri Commissari Tecnici, come ad esempio il tedesco Wück.

Pertanto la prima sfida è stata quella contro l’Indonesia, che le nederlandesi hanno vinto con un 15-0 che non ammette repliche. La cosa che salta all’occhio è un’ottima amalgama di squadra, nonché un’ottima intensità. Le reti sono arrivate quasi tutte per belle azioni corale orchestrate da un buon centrocampo. Certo, le indonesiane erano avversarie più che abbordabili, e come avviene in questi casi hanno patito la maggior reattività e intensità delle avversarie, e quando il punteggio si è fatto sempre più pesante, hanno anche mollato mentalmente. Il dettaglio da portare a casa e migliorare, la reattività sulle seconde palle, ma va aggiunto che le Oranje hanno avuto anche fortuna, in quanto ogni tiro ribattuto o deviato dalle asiatiche è sempre tornato sui loro piedi. Insomma, ha davvero girato tutto per il verso giusto.

Più indicativa la trasferta di Esbjerg in terra danese, gara che i Paesi Bassi hanno vinto per 2-1. Contro una squadra di maggiore qualità, la sfida è stata più equilibrata, seppur le neerlandesi abbiano mostrato le caratteristiche già decisive contro l’Indonesia. Centrocampo più reattivo, fraseggio più rapido, e invenzione delle singole, come il perfetto cross di Groenen che premia il taglio a centrodifesa di Brugts, che di testa regala il vantaggio alle sue. Ugual discorso per il perfetto lancio dalle retrovie che pesca van de Donk, che di controbalzo trova il 2-0 con un tiro liftato all’incrocio dei pali. Peccato solo aver regalato la possibiltà dell’1-2 a Kramer, innescata da un bel filtrante di Harder.

Due amichevoli quindi per testare la squadra in vista dei prossimi impegni. Positiva anche la doppietta di Jill Roord, ritornata a segnare con la maglia arancione dopo l’infortunio al legamento crociato del ginocchio. Ora la nazionale neerlandese si prepara ad affrontare Cina e Stati Uniti, prima della Nations League 2025 e, ovviamente, dell’Europeo.

Coppa Italia Serie C: l’esito del sorteggio per la prima fase

Photo Credit: Federico Fenzi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Gare del 8 dicembre 2023 ore 14.30

Raggruppamento 1: Siracusa-Giovanile Rocca; Catania-Palermo

Raggruppamento 2: Matera Città dei Sassi-Women Lecce
Riposa: Nitor

Raggruppamento 3: Salernitana-Gelbison
Riposa:Villaricca

Raggruppamento 4: Trastevere-Grifone Gialloverde

Raggruppamento 5: Roma CF-Montespaccato
Riposa: Formello

Raggruppamento 6: Frosinone-Chieti

Raggruppamento 7: Riccione-Jesina Aurora

Raggruppamento 8: SPAL-Ravenna
Riposa: Gatteo Mare

Raggruppamento 9: Vicenza-Real Vicenza

Raggruppamento 10: Venezia 1985-Venezia FC; Tavagnacco-Villorba

Raggruppamento 11: Trento-Isera
Riposa:Sudtirol

Raggruppamento 12: Real Meda Sedriano; Pro Sesto-Monterosso

Raggruppamento 13: Lesmo-Bulè Bellinzago
Riposa: Azalee Solbiatese

Raggruppamento 14: Women Torres-Tharros

Raggruppamento 15: Independiente Ivrea-Moncalieri

Raggruppamento 16: Spezia-Angelo Baiardo
Riposa: Blues Pietrasanta

Tre convocate su quattro da ‘Calcio+’ allNazionali femminili. Favola Beccari: dal programma di sviluppo al gol alle campionesse del mondo

Credit Photo: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Sembra quasi un segno del destino. Nei giorni del workshop annuale di formazione e aggiornamento per i selezionatori territoriali del programma ‘Calcio+’, Manuela Giugliano scrive il suo nome nella storia del calcio italiano come prima azzurra a competere per il Pallone d’Oro e, poche ore più tardi, Chiara Beccari segna alle campionesse del mondo della Spagna nell’amichevole di Vicenza. Due calciatrici, Giugliano e Beccari, passate proprio per ‘Calcio+’, il programma che con la sinergia tra Settore Giovanile e Scolastico e Club Italia si propone come obiettivo quello di favorire la crescita delle giovani calciatrici.

I numeri non mentono mai: sulle 126 calciatrici convocate in questi giorni per le Nazionali maggiore, Under 23, Under 19, Under 17 e Under 16, ben 93 hanno seguito il percorso del programma ‘Calcio+’. Dai Centri Federali Territoriali alle selezioni territoriali e agli stage. Di fatto, tre giocatrici su quattro. Questo il dettaglio: Nazionale A: 19 su 30. Under 23: 15 su 24. Under 19: 17 su 22. Under 17: 23 su 26. Under 16: 19 su 24.

Dati, questi, che continuano a rinforzare la validità di un percorso che vede le ragazze al centro del progetto tecnico-educativo ‘Calcio+’ premiato come miglior progetto educativo nell’ambito degli UEFA Grassroots Awards 2024. Nel corso dello stage, come di consueto, si sono alternati momenti di allenamento e momenti di formazione e di confronto con lo staff e le ragazze. Continuando a lavorare sulla prevenzione degli infortuni, sulla nutrizione, sulla motivazione, il lavoro di squadra, oltre che nella competizione.

In questo percorso è fondamentale il ruolo dello staff al completo. A tal proposito il Settore Giovanile e Scolastico, con l’occasione ha coinvolto i selezionatori territoriali delle selezioni che sono state definite su tutto il territorio nazionale in modo da migliorare sempre più coerenza nell’osservazione e monitoraggio delle giovani calciatrici del territorio italiano, con le oltre 1.200 ragazze osservate nei raduni e nei Centri Federali Territoriali, di cui circa 600 faranno parte del gruppo di ragazze che seguiranno il percorso di formazione nei singoli territori, fino a coinvolgerne circa 400 nel torneo ‘Calcio+’ che si svolgerà tra gennaio e febbraio 2025.

Per completare il percorso di formazione e rinforzare il valore del progetto nel territorio, al workshop si sono alternati gli interventi del coordinatore delle Nazionali giovanili femminili Enrico Maria Sbardella, del Grassroots Manager FIGC Massimo Tell, del responsabile dello scouting delle Nazionali femminili Jacopo Leandri, della responsabile tecnica del progetto ‘Calcio+’ Francesca Valetto, dell’allenatore della Nazionale Under 15 femminile Marco Dessì, della responsabile dell’area psicologica SGS, Sara Landi, nonché della responsabile della formazione interna SGS Academy Josefa Idem.
Tanti gli argomenti trattati e i lavori che i gruppi hanno svolto per contribuire alla continua crescita del progetto.

LA NOVITA’ Il workshop è stata anche importante occasione per presentare l’ampliamento del progetto alla categoria Under 17 Femminile, con il programma ‘Calcio+17’, in cui nel territorio verranno monitorate le ragazze che hanno fatto parte del percorso delle selezioni e dei centri federali, ma che non sono rientrate tra le ragazze azzurrabili, in modo da valorizzare ulteriormente le loro potenzialità e fornire nuova linfa al sistema dedicato al calcio femminile, anche grazie alla connessione con la LND e in particolare alle rappresentative Nazionali femminili, oltre che al Club Italia.

Il workshop è stato infatti importante anche per coinvolgere nel percorso il selezionatore della Rappresentativa nazionale Under 20 Femminile LND, Marco Canestro.
Condivisione e raggiungimento di obiettivi comuni, oltre che di relazioni funzionali alla crescita del sistema e delle ragazze, sono aspetti fondamentali da considerare per contribuire anche a limitare l’abbandono di ragazze di talento e di ragazze che hanno mostrato la loro passione verso il calcio.

‘Calcio+17’ sarà anche una nuova opportunità per indicare possibili percorsi di studio o professionali per prospettare le possibilità che offre il mondo del calcio e dello sport in genere con i tanti mestieri coinvolti nel sistema, dove c’è sempre più bisogno di persone competenti e appassionate, e di ragazze e donne impegnate a dare il proprio contributo per la crescita e valorizzazione del sistema, a tutti i livelli.

DA NON PERDERE...