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NWSL Summer Cup: finale a senso unico, Temwa Chawinga e Lo’eau LaBonta freddano il Gotham

Nel bel mezzo della sosta nazionali e di partite amichevoli di caratura internazionale, il cuore della National Women’s Soccer League non ha cessato di battere, e ha regalato l’ultimo, importantissimo tango della Summer Cup, un torneo cominciato la scorsa estate che ha coinvolto due stati: il Messico e gli Stati Uniti d’America.
Di tutte le squadre della Liga Femenil messicana e del campionato statunitense, sono sopravvissute soltanto il Kansas City Current e il Gotham, formazioni in corsa per il titolo e in zona playoff sicura fin dagli albori della stagione di NWSL.

Al Toyota Field di San Antonio, in Texas, due delle squadre più in forma della stagione si sono contese questo trofeo speciale, volto a sigillare l’unione tra due stati, oltre le barriere, oltre i muri, oltre le diversità. Questo nuovo format, nato per l’appunto nel 2024, era alla sua prima edizione. A trionfare è stato il Kansas City Current grazie a due fiammate dell’indispensabile Temwa Chawinga e ai due assist arrivati dalla centrocampista Lo’eau LaBonta. Il Current ha dato prova di una difesa solida, tale da relegare le avversarie del Gotham a un unico tiro nello specchio in tutti e novanta i minuti. Il portiere Almuth Schult  ha inoltre mantenuto la sua porta inviolata. Pur avendo sofferto per tutto il secondo tempo la pressione del Gotham, il Current l’ha spuntata senza concedere alle avversarie l’occasione di riaprire la partita.

L’idea di provare a portarsi a casa il match è stata una carta scoperta del Current già dal primo minuto sul terreno di gioco: le calciatrici hanno approcciato la partita con un pressing incessante. L’attaccante Michelle Cooper ha mancato di un soffio la rete al primo minuto, e si è bruciata un’altra occasione nel giro del primo quarto d’ora.
Il match si è poi come cristallizzato e ha dominato un certo equilibrio dopo una prima fase offensiva del Current, la squadra che è poi passata in vantaggio.

L’azione che ha portato il Current sull’1 a 0 è partita dalla difesa: il difensore Alana Cook ha passato il pallone alla centrocampista Claire Hutton, che ha poi trovato LaBonta nel cuore dell’area di rigore. LaBonta è stata fredda nel passare un pallone veloce a Chawinga, che di prima ha calciato in porta e battuto al portiere. Il goal di Chawinga è stato il primo concesso dal Gotham in tutto il torneo. La squadra trascinata da Chawinga ha quasi trovato il raddoppio alla mezz’ora, ma la conclusione di Debinha non ha centrato la porta.
Il doppio vantaggio è stato concretizzato al 37′ con una rete che ha quasi ricalcato la prima: Hutton ha innescato l’azione, trovando di nuovo LaBonta proprio al limite dell’area del Gotham. Vedendo Chawinga correre verso l’area, LaBonta ha trovato la compagna di squadra toccando un pallone di prima per il secondo goal, in corsa e splendido tanto quanto il primo, di una precisione chirurgica e andato a battere una Miller del tutto allungata per provare a contrastare Chawinga, senza successo.
I pericoli sono arrivati nel recupero del primo tempo: Kayla Sharples, il difensore del Current, è stata bravissima a contrastare un’azione del Gotham, in particolare di Bruninha, arrivata in area di rigore e pronta a calciare nell’ultima azione del primo tempo, rimasto saldamente tra le mani del Current.

Il secondo tempo ha visto il Kansas City creare alcune occasioni da goal, ma si è trattato perlopiù di quarantacinque minuti di gioco passati dal Gotham a cercare il pareggio e dal Kansas City a gestire bene il vantaggio. Il Gotham ha infatti totalizzato un maggior possesso palla e un totale di dieci calci d’angolo, ma la difesa è stata l’arma vincente del Current, che ha potuto festeggiare il suo secondo trofeo del 2024.

L’allenatore del Current, Vlatko Andonovski, non ha nascosto la sua gioia a partita finita, parole riportate sul sito ufficiale del Kansas City Current: «Spero che questa vittoria ci porti al prossimo trofeo e ai playoff, e che ci faccia fare bene. C’è un qualcosa, che nasce dalla vittoria, che ti aiuta a costruire una mentalità anch’essa vincente. Non puoi vincere un trofeo importante, se non ne vinci mai. Dopo la Women’s Cup, abbiamo vinto la Summer Cup, e ci attende ancora l’ultima parte della stagione. Quando vinci, può diventare un’abitudine, una bella abitudine. Per noi vincere lo sta diventando, e credo che la squadra che stiamo pian piano costruendo possa abituarsi a vincere e che diventi parte della loro mentalità. Spero che proprio questa mentalità ci porti alla prossima vittoria.»

Alle sue parole, si sono aggiunte quelle di una delle due calciatrici ad aver firmato la sentenza del Gotham, la centrocampista Lo’eau LaBonta, che scalpita all’idea di giocare l’ultima partita di una stagione splendida per lei e per le sue compagne: «Mi piace a dismisura giocare con ogni, singola, componente della nostra squadra, e abbiamo anche uno staff spettacolare che ci supporta dietro le quinte. Questo posto è magnifico, stiamo passando un periodo d’oro, e la vittoria è un bonus alla fine di questa giornata.»

Manuela Giugliano: 27° posto nella graduatoria femminile del prestigioso trofeo assegnato da “France Football”

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Manuela Giugliano, Capitana della Roma e Campionessa d’Italia in carica ha conquistatoil 27° posto nella graduatoria femminile del prestigioso trofeo assegnato da “France Football”.

Unica calciatrice italiana, tra uomini e donne, ad essere nominata per il Pallone d’Oro 2023 con questo suo piazzamento ha già stabilito un “record per l’Italia” ed un lustro al quale nessun giocatore/giocatrice ha mai raggiunto.

Originaria di Castelfranco Veneto e cresciuta a Istrana, la centrocampista si è distinta per il suo talento sia con il club capitolino sia con la Nazionale Italiana, guadagnandosi con sudore e fatica un posto tra le migliori giocatrici al mondo.

La classifica, svelata progressivamente durante la serata di ieri, ha visto Manuela posizionarsi davanti a nomi celebri come l’inglese Lauren James, centrocampista del Chelsea e sorella di Reece James, stella della squadra maschilee anch’egli Nazionale inglese. A seguire, si sono piazzate la polacca Ewa Pajor, attaccante del Barcellona, e la francese Grace Geyoro, in forza al Paris Saint-Germain.

La nomina di Giugliano rappresenta un riconoscimento importante per tutto il movimento femminile del calcio italiano, che ancora fatica a farsi largo nelle competizioni internazionali di questo calibro, ma resta un buon inizio per le prossime generazioni.

Pallone d’Oro Femminile 2024: vince Bonmatí, la top ten dell’ultima edizione

In seguito alla partnership annunciata alla fine dello scorso anno tra la UEFA e il Groupe Amaury, proprietario delle società di comunicazione France Football e L’Équipe, per la co-organizzazione del celebre Pallone d’Oro a partire dal 2024, è stato assegnato il Pallone d’Oro Femminile 2024. La 68esima edizione della prestigiosa cerimonia di premiazione si è svolta nella serata di ieri presso il grandioso Théâtre du Châtelet, situato in Place du Châtelet sulle rive della Senna.

La centrocampista del Barcellona Aitana Bonmatí ha vinto il Pallone d’Oro Femminile 2024. La calciatrice spagnola si è aggiudicata, infatti, il premio per l’annata che sta per volgere al termine alzando il trofeo per il secondo anno consecutivo. Per Bonmatì pesano i suoi sei gol e sei assist nella Women’s Champions League, che hanno trascinato il suo Barcellona, che ha dominato anche in Spagna vincendo praticamente tutto, a conquistare il titolo continentale. Per la stessa giocatrice, inoltre, da ricordare il primo gol nella vittoria per 2-0 in finale contro il Lione a Bilbao.

Top ten: Pallone d’Oro Femminile

1. Aitana Bonmatí (Spagna, Barcelona)
2. Caroline Graham Hansen (Norvegia, Barcelona)
3. Salma Paralluelo (Spagna, Barcelona)
4.
 Sophia Smith (USA, Portland Thorns)
5. Lindsey Horan (USA, Lyon)
6. Mallory Swanson (USA, Chicago Red Stars)
7. Marie-Antoinette Katoto (Francia, Paris Saint-Germain)
8. Mariona Caldentey (Spagna, Barcelona / Arsenal)
9. Trinity Rodman (USA, Washington Spirit)
10. Alexia Putellas (Spagna, Barcelona)

Baiardo: altra sconfitta casalinga contro lo Spezia – Mister Federico Vassallo: “Usciamo di nuovo a mani vuote contro una squadra di blasone”

Credit Photo: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non basta Calcagno: l’Angelo Baiardo rimane a tappeto tra le mura di casa in occasione dell’ottava di campionato contro lo Spezia, una squadra ostica che sta riuscendo a ritagliarsi uno spazio importante tra le diverse formazioni della stagione in corso.
Propositiva, si, la compagine ligure, (mossa da grinta e voglia di riscatto dopo la precedente caduta in trasferta e due risultati in parità consecutivi) ma troppo poco incisiva per riuscire a portarsi a casa il pallone della gara.

Il Centro Sportivo Sant’Eusebio di Genova ed i suoi ospiti sono stati testimoni di un incontro intenso che ha visto il Baiardo cedere il passo alle aquilotte tra 1′ e 4′ di gioco, fino alla conferma finale resa evidente dall’ultima rete ospite trovata al 72′, posticipo dell’intermedio neroverde: al triplice fischio la conferma del 3-1 con raccolta dei tre punti a favore delle ultime citate.
Di seguito le parole sul lavoro d’insieme compiuto in tale circostanza pronunciate dal tecnico neroverde Federico Vassallo:Oggi purtroppo, usciamo di nuovo a mani vuote contro una squadra di blasone. Nonostante la qualità e gli obiettivi più ambiziosi della squadra ospite, abbiamo venduto cara la pella per portare a casa punti, visto che si trattava di un derby.

Sono contento per la prestazione, l’atteggiamento, il non essersi mai arresi e l’applicazione di ciò che abbiamo provato in settimana.
Le strategie e l’approccio hanno funzionato, oggi ha avuto successo chi si è dimostrato perfetto.
Ciò non ci deve abbattere, ma unire e continuare a lavorare sodo in quanto anche oggi abbiamo dimostrato che la strada è quella giusta, battendoci a viso aperto contro una squadra dalle grandi ambizioni; ora serve solo il ritrovare delle grandiose vittorie e non mollare mai, insieme.

Auguro una pronta guarigione alla Denevi e allo stesso tempo faccio un plauso per il debutto nei grandi di Dellacha e Di Somma (entrate in campo rispettivamente al 90′ e 50′)“.

Prossima fermata? Casa Monterosso.

La Spagna sfida l’Italia in amichevole

Spagna-Canada Cristina Martin-Prieto
Credit Photo: Nazionale Spagnola femminile, X

Era il 28 febbraio del 2024. La Spagna vinceva la Nations League e dopo la vittoria nella Coppa del Mondo era la squadra da battere. Ma alle Olimpiadi quest’estate le iberiche hanno mostrato tanti limiti. Dopo un girone ineccepibile ma senza le goleade dei precedenti tornei, in semifinale diversi errori hanno negato la finale alla squadra di Montse Tomé. E anche nella finale del terzo posto ad avere la meglio è stata la Germania.
Ecco allora che nella prima amichevole post-olimpica le Furie Rosse hanno ancora una volta deluso contro il fortissimo Canada. Le nordamericane passano in vantaggio con Marie-Yasmine Alidou e solo all’89° la Spagna pareggia con Cristina Martin-Prieto. Martedì la Spagna sfiderà quindi l’Italia di Soncin che vinse contro le iberiche per 3-2 sorprendendole in casa. Allo Stadio Menti di Vicenza Montse Tomè potrebbe replicare la squadra che ha giocato contro il Canada.
In porta Cata Coll o le esordienti Esther Sullastres e Adriana Nanciares che fremono per un’occasione. In difesa Ona Battle, Maria Mendez, Laia Codina e Olga Carmona. Jana Fernandez potrebbe trovare spazio nel reparto difensivo. In mezzo Patri Guijarro, Teresa Abelleira e Alexia Putellas o Jenni Hermoso schierata a centrocampo. Davanti Alba Redondo, Athenea del Castillo e Mariona Caldentey non hanno impressionato, potrebbero essere sostituite da Lucia Garcia, Cristina Martin-Prieto e Amaiur Sarriegi che sta ritrovando la forma. Archiviata la polemica delle 15 calciatrici che protestavano contro Jorge Vilda, ora la Spagna deve ritrovare la continuità preolimpica mentre tutte le avversarie si sono rafforzate a cominciare dalle azzurre che hanno vinto nettamente contro Malta arrotondando il risultato nella parte finale dell’incontro. Alle 18.15 di martedì 29 ottobre parlerà il campo: la Spagna vendicherà la sconfitta nella Nations League o sarà l’Italia a replicare il successo di inizio anno?

Cara FIFA ti scrivo: perchè lo sponsor Aramco è un problema etico

“Caro Presidente Infantino, 
La sponsorizzazione di Aramco è un dito medio al calcio femminile”.

Inizia così la lettera che, questa settimana, più di 120 calciatrici professioniste provenienti da 24 paesi e con oltre 2750 presenze hanno redatto per chiedere la fine dell’accordo di sponsorizzazione della FIFA con Saudi Aramco.
Aramco è la più grande compagnia petrolifera e del gas di proprietà statale al mondo con i suoi 2430 miliardi di fatturato, un valore ormai talmente alto da aver superato anche la Apple (dati registrati da Factset). I suoi introiti sono cresciuti notevolmente dopo le note vicende tra Russia e Ucraina.
Il gigante petrolifero, svolge un ruolo fondamentale nell’alimentare la crisi climatica: come riportato dal The Guardian solo qualche mese fa, si tratterebbe dell’azienda più inquinante al mondo per emissioni di carbonio.
Come se ciò non fosse abbastanza, la società è per il 98,5% di proprietà dell’Arabia Saudita, paese che annovera un ampio curriculum di violazioni dei diritti umani contro le donne e altre minoranze, compresa la comunità LGBTQIA+.

La notizia che Aramco ha stretto accordi con la FIFA per sponsorizzare sia i Mondiali maschili del 2026 che quelli femminili del 2027, è stata diramata dal presidente Infantino con estrema soddisfazione, ma non è stata accolta con la medesima disposizione d’animo dalle organizzazioni, tra le quali Amnesty International, che si occupano in prima persona della tutela dei diritti umani (sistematicamente calpestati in Arabia Saudita).
Le rimostranze delle sportive, da sempre attente a sostenere un calcio che sia il più possibile inclusivo, sono arrivate immediatamente.
Lo sport, infatti, ha (o dovrebbe avere) ad ogni livello, un risvolto sociale e l’interesse crescente di Aramco ha insinuato nelle menti di molti il sospetto che si tratti di ‘Sportwashing’. Il termine anglofono in italiano è traducibile con una perifrasi con il significato di pulire la propria controversa immagine promuovendo le manifestazioni sportive (siano questi i Mondiali di Qatar 2022, la Formula1, il Six Kings Slam o appunto i Mondiali 2026/2027).

L’iniziativa ha le sue principali fautrici in Sofie Junge Pedersen, nell’olandese Tessel Middag e nella noezelandese Katie Rood.
La centrocampista danese, oggi militante nell’Inter e con un passato di cinque anni alla Juventus Women, ha motivato questa scelta con una dichiarazione all’ANSA affermando quanto sia distopico chiedere alle calciatrici di fregiarsi di Saudi Aramco come sponsor.
Alle loro voci si è unita quella di Maitane Lopez (Gotham FC e Nazionale Spagnola), della finlandese Sanni Franssi, di Jessie Fleming (Portland Thorns e capitana della nazionale canadese), Vivianne Miedema (di nazionalità olandese ma militante in Premier League, Arsenal prima e Manchester City poi) solo per citare qualche nome.
Intervistata dalla BBCSport, Miedema ha spiegato che “La FIFA grida sempre che vuole che il calcio sia inclusivo. Se è così, assicuratevi di allinearvi con sponsor che diano l’esempio. Credo che come sportive, e soprattutto come calciatrici, abbiamo la responsabilità di mostrare al mondo e alla prossima generazione ciò che è giusto. Questa sponsorizzazione non è adatta a ciò che la FIFA rappresenta“.
Il diffondersi della notizia ha scosso le coscienze anche delle calciatrici italiane o che, proprio come Pedersen, militano nel campionato della penisola. Tra loro Elena Linari (difensore della Roma e capitano della Nazionale), Katja Schroffeneger (Como Women), Francesca Durante e Marina Georgieva (Fiorentina), Paulina Krumbiegel (Juventus Women), Matilde Lundorf e Doris Bacic (Napoli), Tecla Pettennuzzo e Norma Cinotti (Sampdoria), Rachele Baldi (Inter).

Ad avvalorare, qualora ce ne fosse bisogno, l’urgenza delle calciatrici di far sentire la propria voce, la presenza anche dell’afghana Khalida Popal.
Popal ha una storia di coraggio e resilienza che riassume bene quanto ancora le donne siano costrette a combattere per veder riconosciuto il diritto di seguire le proprie aspirazioni, di avere una propria etica e talvolta semplicemente ad esistere.

La lettera, di cui il giornale spagnolo El Pais ha anticipato il contenuto, è una chiara presa di posizione contro quello che viene definito “un regime autocratico che viola in maniera sistematica i diritti delle donne e criminalizza la comunità LGBTQIA+”.
Onore al coraggio di tutte le firmatarie della protesta che si sono esposte contro questo colosso e contro tutto ciò che questo rappresenta. Le calciatrici non permettono che il buon nome del calcio femminile venga accostato a una società produttrice di inquinamento e per cui i diritti base dell’uomo sono un optional.
Una partnership del genere, infatti, renderebbe vani tutti quegli ideali e valori che rendono il calcio femminile libero dalla tentazione di farsi fagocitare da un mondo carico di denaro e dalle sue conseguenze negative.

Mentre il calcio femminile rumoreggia venendo praticamente ignorato dall’opinione pubblica o relegato a discorsi aperti e chiusi nel giro di poche frasi, il silenzio del corrispettivo maschile diventa più assordante giorno dopo giorno.
Ci si domanda come mai le calciatrici siano più attente rispetto ai loro colleghi uomini a tutto ciò che riguarda non soltanto il proprio essere, ma la comunità e la risposta è da ricercare nel modo in cui le donne sono abituate a muoversi in una società talvolta troppo asservita alle logiche di mercato. C’è un egoismo ormai manifesto che riguarda tutto ciò che può in qualche modo essere svantaggioso ad un ricavo pecuniario.
Intervistata in proposito sulla Rai, l’ex calciatrice e ora giornalista sportiva Katia Serra ha confermato di non essere sorpresa di vedere le donne muoversi per portare avanti la protesta perchè “tradizionalmente sono più sensibili ad attivarsi anche per temi che vanno al di là di un qualcosa legato alla sfera personale“.

La FIFA non mostra di voler retrocedere dalla propria decisione a scapito di un calcio femminile che vuole conservare la funzione educativa dello sport sia per il corpo che per lo spirito, per se stesse e per il pubblico che sempre più numeroso si avvicina a questo sport. Il calcio, così come le giocatrici lo intendono, dovrebbe mirare ad un armonioso sviluppo delle componenti dell’uomo (sia dello sportivo che del tifoso) offrendo esempi di onestà, correttezza e rispetto che vanno preservati e promossi come capisaldi del vivere lo sport e la vita in modo etico.

Nérilia Mondésir taglia un traguardo importante per lei, per Haiti e per la NWSL

La domanda potrebbe, com’è lecito, sorgere spontanea: chi è Nérilia Mondésir? Non è un nome molto conosciuto, a maggior ragione se si considera che è in forza al Seattle Reign, una delle squadre di National Women’s Soccer League ad aver avuto una stagione particolarmente travagliata che la tiene a debita distanza dai playoff, e se non si è particolarmente appassionati della Ligue 1 francese ma, venerdì scorso, ha battuto un record davvero speciale per lei e per la sua nazione d’origine, Haiti, facendo parlare di sé.

La calciatrice haitiana classe 1999 ha trovato il suo primo goal con la maglia del Seattle Reign, ed è diventata la prima calciatrice haitiana, nella storia della National Women’s Soccer League, a segnare in una partita di campionato.
Mondésir non era nuova a un campionato competitivo. Nel mercato estivo, ad agosto, è infatti passata dalla Ligue 1 francese alla NWSL dopo sette anni trascorsi al Montpellier, dove ha totalizzato 123 presenze e segnato 20 goal; al Seattle ha già collezionato 9 presenze e una rete più che mai decisiva per le sorti della partita.
La sua è stata quella che ha deciso il match contro lo Houston Dash: in un testa a testa combattutissimo, con le squadre sul punteggio parziale di 1 a 1, la calciatrice haitiana ha trovato la rete al 65′ su una palla persa in area di rigore che ha concesso al Seattle Reign l’occasione di portarsi a casa i tre punti nell’ultima partita in casa della stagione.

Stando alle statistiche, grazie al goal segnato da “Nérigol“, la National Women’s Soccer League ha visto segnare 28 calciatrici diverse provenienti da 20 paesi in lungo e in largo per il mondo, un dato che certifica la crescita del campionato non soltanto dal punto di vista della sua importanza, bensì anche per la sua impronta internazionale e per la capacità di scovare talenti in tutto il mondo, a riprova del fatto che provenire da decine di nazioni diverse non può che essere un fattore capace di dare qualità alle formazioni e al campionato stesso.

Nazionale A Femminile – A Vicenza grande accoglienza per le Azzurre: in mattinata l’incontro con il sindaco e lo scatto davanti alla Basilica Palladiana

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Vicenza si prepara all’appuntamento di domani con la Spagna stringendosi attorno alle Azzurre, che fin dal loro arrivo hanno ricevuto una calorosa accoglienza da parte della città. Questa mattina la squadra è stata ricevuta dal sindaco Giacomo Possamai nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, la sede del Comune, per un incontro istituzionale al quale hanno partecipato anche la vice-sindaca Isabella Sala, il consigliere comunale delegato ai progetti di sviluppo della pratica sportiva Giacomo Bez e il direttore generale dell’AIC Gianni Grazioli. Presente anche le delegazioni di LR Vicenza, Vicenza Calcio Femminile e Real Vicenza.

“Siamo molto contenti di poter ospitare la partita contro le campionesse del mondo – ha dichiarato il primo cittadino – Vicenza è una piazza di calcio che è sempre stata caratterizzata da un tifo straordinario. Il ‘Menti’ è stato lo stadio di Paolo Rossi e Roberto Baggio ed è considerato un luogo magico per i vicentini e non solo. Sono certo che domani ci saranno tantissimi tifosi a fare il tifo per l’Italia: la spinta che vogliamo trasmettere a queste ragazze nel percorso di avvicinamento all’Europeo è forte. Ringrazio la Federazione per la scelta di giocare qui, dove il movimento femminile è in costante crescita e questo anche grazie agli ottimi risultati delle Azzurre”.

Dopo le parole di Possamai, che ha ricevuto in dono una maglia azzurra con il numero 10, sono intervenuti anche il Ct Andrea Soncin e la Capo delegazione Chiara Marchitelli, che si sono detti onorati di poter disputare una gara così importante in una città e in un impianto che hanno fatto la storia del calcio italiano.

L’incontro odierno è stato preceduto dal suggestivo scatto di gruppo davanti alla Basilica Palladiana, uno dei simboli di Vicenza, che in questi giorni ospita ‘Sfumature di Azzurro’, l’esposizione che porta in giro per l’Italia i cimeli, solitamente presenti a Coverciano, che raccontano la storia delle Nazionali italiane. Domani alle 10 una piccola delegazione della Nazionale Femminile, guidata dalla presidente della Divisione Serie A Femminile Professionistica Federica Cappelletti e da Chiara Marchitelli, si recherà in visita al murale dedicato a Paolo Rossi e subito dopo alla mostra del Museo del Calcio.

Futsal Femminile, Serie B: una capolista per ogni girone, i risultati della seconda giornata

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Dopo la seconda giornata di regular season, c’è già una capolista per ogni girone della Serie B femminile.
Nel raggruppamento A, Jasnagora e Pero si annullano sull’1-1 e spianano la strada all’Athena Sassari, che sfrutta l’occasione doppiando il Cus Cagliari nel derby (4-2). Primo successo per una Solarity da 8 in pagella contro l’Oristanese, festa inaugurale anche per la Top Five che piazza il blitz in casa Aosta (3-4).
Nel girone B, il Futsal Hurricane viaggia sola a quota 6 grazie al dinamico duo Cettolin-Oprea che firma il successo nel derby contro l’Infinity (2-0). E se CLT e CUS Pisa muovono le rispettive classifiche con un punto frutto del 3-3 in Umbria, CF Scandicci e Real Grisignano fanno bottino pieno per la prima volta: poker le toscane contro il Bo Ca Junior (4-1), mentre il bis di Valente e la rete di Basso permettono alle blaugrana di spuntarla su un Chiaravalle che deve arrendersi sul 3-2.
Buona la prima per Cely Gayardo, buona la seconda per la sua Roma: le giallorosse calano il poker esterno con la Littoriana(1-4) e fanno da apripista nel girone C. Il pokerissimo di Giovarruscio lancia la WFC Grottaglie verso la prima vittoria contro la New Real Rieti (8-1 il finale), primi sorrisi anche per Virtus Cap San Michele (3-1 all’Aradeo con Corriero, Defilippis e Pugliese) e Soccer Altamura (5-3 all’esordio contro il Nora grazie al bis di Betinha e alle reti di Castro, Di Sanza e Plevano).
C’è il Reggio Sporting Club, infine, in testa al girone D: doppio Stuppino e Dascola decidono il derby dello Stretto contro il Team Scaletta che vale il primato, ma la Salernitana insegue a suon di gol (8 quelli inflitti al Meta Catania). Rimonta da 3 punti per la PSB Irpinia nel derby campano in casa della Woman Napoli (3-4), tutto facile – invece – per il Levante Caprarica sull’isola: 7-1 al Canicattì con poker personale di Amanda.

Cecilia Salvai, il tanto atteso ritorno, la beffa: rimandato ancora una volta il rientro per il difensore delle Juventus Women

Photo Credits: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Quando tutto sembrava andare bene, quando sembrava che il difensore avesse tutte le carte in regola per vestire una maglia da titolare e il rientro pareva ormai arrivato sul palmo della sua mano, Cecilia Salvai ha dovuto di nuovo posticiparlo per colpa dell’ennesimo infortunio, rimediato in allenamento proprio in vista del suo ritorno, previsto nel giro di pochissimi giorni.

«Purtroppo l’infortunio che mi ha tenuta lontana dal campo nei mesi scorsi mi costringe a stare dietro le quinte di nuovo per qualche mese», ha scritto la stessa Salvai sul suo profilo Instagram, confessando in un messaggio dolceamaro a tutte le tifose e ai tifosi che la gioia del prato sotto i piedi è una festa rimandata a data da destinarsi, si spera nel cuore della stagione. “Amaro”, quel messaggio, lo è soltanto nelle prime righe. La calciatrice accantona subito la malinconia e scrive parole di incoraggiamento verso se stessa e, forse, verso tutte quelle persone che stanno affrontando un momento difficile e hanno paura del futuro.

La numero 23 bianconera non si è fatta abbattere da questa brutta notizia, partendo invece dalla situazione attuale, difficile e piena di amarezza, per estrapolare qualcosa di bello e dare prova, ancora una volta, della sua grinta: «Difficile da accettare e non facile scegliere di affrontarlo, decisione mai scontata ve lo assicuro, ma l’amore per il calcio e il mio essere ambiziosa mi porta a provarci, ancora una volta.»
La parola chiave è di certo “ambizione”, una parola che enuclea al cento percento l’approccio del difensore mostrato in tutte le sue gare vestendo la maglia della Juventus e della nazionale italiana dove, anche nei momenti più difficili e a seguito degli infortuni, ha sempre trovato la forza per tornare.

Tra le senatrici bianconere, Salvai è sempre stata un esempio in fatto di determinazione e del desiderio di dare tutta sé stessa al fine di raggiungere gli obiettivi, passo dopo passo, senza badare alla difficoltà del percorso stesso: «Lavorerò sodo come sempre, rimanendo al fianco della mia squadra e delle mie compagne ma nel frattempo mi godrò anche le cose importanti della Vita, quella fuori dal campo: la mia famiglia, i mie affetti, le persone che mi vogliono bene e tutte/i coloro che, già in questi mesi, mi hanno aiutata a risollevarmi o semplicemente si sono sedute/i accanto a me quando ero a terra.»
Dove qualcun altro si sarebbe arreso e avrebbe scelto di mollare, lasciandosi abbattere e, probabilmente, avrebbe deciso di salutare definitivamente il calcio giocato, Salvai ha invece trovato modo di rigirare la sorte dalla sua parte e vedere i prossimi mesi come un momento di grande importanza per lei come calciatrice e come persona nella vita di tutti i giorni, dando priorità a quella che è la sua Vita in quanto Cecilia Salvai persona e non Cecilia Salvai calciatrice, nonostante le due identità si possano sovrapporre: il difensore ha infatti tagliato traguardi dentro e fuori dal campo, studiando, laureandosi e giocando a calcio allo stesso tempo, trasmettendo messaggi per incentivare bambine e ragazze a seguire il loro sogno di giocare a calcio (com’è avvenuto in occasione della Partita del Cuore del 2021, dove le Juventus Women hanno messo la faccia per protestare contro il maschilismo di un pubblico ancora troppo acerbo per accettare il calcio femminile come sport a tutti gli effetti e incapace di vedere oltre al proprio naso o, più semplicemente, che non accettava la prospettiva di vedere una donna al centro di un gioco considerato la “mascolinità” per eccellenza fin dalla sua nascita), vivendo in parallelo dentro e fuori dal campo come una vera campionessa.

La maggioranza delle persone tende a rinunciare di fronte a un sentiero impervio, un po’ per paura, un po’ perché è un sentiero con ostacoli disseminati in ogni dove richiede molti sforzi e la determinazione di non mollare, qualcosa nient’affatto facile, e un po’ perché non si hanno a disposizione gli strumenti giusti quali, appunto, l’ambizione. Cecilia Salvai, invece, pur trovandosi di fronte a una montagna impervia che sembra proporle nuove vette da scalare ogni volta che raggiunge un rifugio e una certa sicurezza, si metterà di nuovo in cammino per raggiungere la vetta più alta e vincere contro se stessa, contro la sorte e contro tutti gli infortuni, perché è questa la sua filosofia: «Guardo oltre e lascio che tutto accada, da oggi… fino alla fine. A presto.»

Parole importanti, che ci guidano e ci spingono a non mollare mai nonostante le avversità, anche quando tutto ci contro. Le sfide fanno parte della vita, soprattutto quelle più impreviste, come un infortunio proprio sul più bello, ma non bisogna lasciare che siano loro ad avere la meglio su di noi.

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