SERIE A FABLESS – 3ª GIORNATA
DOMENICA 27 OTTOBRE – ORE 17
ATLETICO FOLIGNO-FEMMINILE MOLFETTA 1-3
AUDACE VERONA-CAGLIARI 0-2
CITTÀ DI FALCONARA-T&T ROYAL LAMEZIA 6-0
SERIE A FABLESS – 3ª GIORNATA
DOMENICA 27 OTTOBRE – ORE 17
ATLETICO FOLIGNO-FEMMINILE MOLFETTA 1-3
AUDACE VERONA-CAGLIARI 0-2
CITTÀ DI FALCONARA-T&T ROYAL LAMEZIA 6-0
Nel quartier generale di Coverciano prosegue il lavoro della Nazionale Femminile in vista dell’attesissimo appuntamento con la Spagna. Dopo la seduta di ieri, questa mattina le Azzurre sono tornata in campo per le prove tattiche anti Furie Rosse e nel tardo pomeriggio si trasferiranno nel comune veneto. Tutte presenti e arruolabili ad eccezione di Elisa Bartoli, costretta a lasciare il raduno per un infortunio ai flessori della coscia sinistra rimediato due giorni fa nella gara con Malta.
Martedì al ‘Menti’ (ore 18.15, Rai 2), dove le due squadre si sono già affrontate 10 anni fa, andrà in scena il terzo confronto in poco più di un anno con la corazzata spagnola, reduce dalla vittoria nella prima edizione della Nations League in cui l’unico ko è arrivato proprio contro l’Italia, che lo scorso 1° dicembre si è imposta 3-2 a Pontevedra. Quella sera Sofia Cantore entrò nella ripresa, dando il suo prezioso contributo alla rimonta azzurra: “Avevamo preparato la partita consapevoli di affrontare le campionesse del mondo in carica e consapevoli che avremmo dovuto fare una grande prestazione. E così è stato – ha sottolineato l’attaccante della Juventus – abbiamo sfruttato al massimo le occasioni che abbiamo avuto e siamo riuscite a metterle in difficoltà. Sicuramente gare del genere ci aiutano a costruire la nostra consapevolezza”.
Che si tratti di bianconero o di azzurro, Cantore sta vivendo uno straordinario avvio di stagione e venerdì contro Malta ha messo a segno la sua prima doppietta con la maglia dell’Italia. “Segnare con questa maglia è un’emozione indescrivibile – ha aggiunto – chiaramente è stata anche una liberazione visto che ho faticato a trovare il gol nelle prestazioni precedenti, però non avevo pressioni di questo genere perché ho sempre cercato di dare il mio contributo a prescindere delle reti”.
La 25enne confida sul supporto del pubblico e insieme alle compagne cercherà di regalare un’altra grande soddisfazione al Ct Andrea Soncin, che continua a lavorare sulla mentalità della squadra, pronta a ripetere l’impresa centrata poco meno di un anno fa. “Stiamo preparando la partita con la massima attenzione per ogni dettaglio. Il mister ci chiede solo di avere coraggio con il pallone tra i piedi, lui crede molto nelle nostre qualità e ci sprona ad avere personalità a prescindere dall’avversario che incontriamo. Siamo pronte e non vediamo l’ora di scendere in campo”.
BIGLIETTERIA. I tagliandi potranno essere acquistati fino al calcio d’inizio del match nelle agenzie Vivaticket abilitate e sui siti figc.vivaticket.it e vivaticket.com. Il prezzo della tribuna Centrale è di 14 euro (1 euro per gli Under 18), mentre il biglietto dei Distinti sarà messo in vendita a 5 euro (1 euro per Under 18).
L’ELENCO DELLE CONVOCATE
Portieri: Rachele Baldi (Inter), Francesca Durante (Fiorentina), Laura Giuliani (Milan), Margot Shore (Bologna);
Difensori: Valentina Bergamaschi (Juventus), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Maria Luisa Filangeri (Fiorentina), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Elisabetta Oliviero (Lazio), Julie Piga (Milan), Angelica Soffia (Milan);
Centrocampiste: Arianna Caruso (Juventus), Giulia Dragoni (Roma), Manuela Giugliano (Roma), Eleonora Goldoni (Lazio), Giada Greggi (Roma), Eva Schatzer (Juventus), Emma Severini (Fiorentina);
Attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Agnese Bonfantini (Fiorentina), Michela Cambiaghi (Inter), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Benedetta Glionna (Roma).
IL PROGRAMMA
Lunedì 28 ottobre
Ore 12.30 Pranzo
Ore 16.30 Conferenza stampa Ct + calciatrice
Ore 17.30 Allenamento ufficiale MD-1 presso stadio ‘Romeo Menti’ di Vicenza
Martedì 29 ottobre
Ore 18.15 gara ITALIA-Spagna
A seguire scioglimento della delegazione
Il Nepal, per il terzo anno consecutivo, organizzata la SAFF Women’s Championship, la massima competizione per le Nazionali del Sud dell’Asia. Dopo le prime 6 edizioni vinte dall’India (2010, 2012, 2014, 2016 e 2019), l’edizione 2022 ha visto la vittoria del Bangladesh, impostosi per 3-1 proprio contro le organizzatrici. E la finale si ripeterà anche quest’anno, con le bengalesi che hanno eliminato il Bhutan per 7-1, mentre per le nepalesi sono occorsi i calci di rigore per superare la nazionale indiana.
Ma la seconda semifinale è stata davvero ricca di avvenimenti folli, che hanno impreziosito il pomeriggio con un evento piuttosto grottesco. Perché la semifinale tra Nepal e India ha vissuto un’ora in spasmodica attesa. Dopo il vantaggio delle ospiti targato Sangita Basfore, che provoca una esultanza nella propria metà campo, il Nepal rimette subito palla a centrocampo, e non appena l’arbitro fischia, si sviluppa una veloce azione che porta la sfera in gol.
La rete del pareggio scatena le proteste, con le ospiti che si oppongono veementemente, e le locali chiedono le loro ragioni per la validazione della marcatura. Il regolamento in questo caso, prevede che ci sia almeno una giocatrice nei 9,15m del pallone posizionato sul calcio d’inizio, nonostante le indiane fossero già tutte nella propria metà campo ad esultare. Nel frattempo, il gioco viene interrotto (non il cronometro), con la quaterna arbitrale che dialoga fittissimo tra di sé, con le capitane e le panchine di entrambe le nazionali, e pure con le delegazioni. Nel mentre anche le forze dell’ordine si mobilitano per evitare tafferugli in uno stadio comunque tutto esaurito.
E dopo ben 67 minuti si riparte con il risultato di 0-1 per le ospiti, che però vengono subito raggiunte dal gol di Sabitra Bhandari, che ristabilisce la parità, e in un certo senso fa anche giustizia. L’ultimo atto di follia nel recupero, quando entrambe le CT rimpiazzano i propri portieri. E fa benissimo il Nepal, che schiera Magar la quale – nella lotteria dei rigori dopo l’1-1 finale – respinge due conclusioni, permettendo così alla sua squadra di imporsi 4-2 e accedere così alla terza finale consecutiva, la sesta in totale, dove le attenderà la rivincita con il Bangladesh. Dopo 170 minuti di follia, si decide la seconda finalista.
Ottavo appuntamento stagionale del programma UEFA HatTrick VI. Oggi al Mancini Park Hotel di Roma, Paolo Nucci, in rappresentanza della Commissione Federale Antidoping e Chiara Vari, per NADO Italia, hanno incontrato le calciatrici e lo staff medico e tecnico della Nazionale Under 17 Femminile, in raduno al Mancini Park Hotel di Roma in vista delle gare della prima fase di qualificazione al Campionato Europeo di categoria: dal 1° al 7 novembre le Azzurrine saranno di scena in Croazia in un girone che, oltre alle padrone di casa, le vedrà opposte anche alle pari età di Francia e Bulgaria. Tra gli argomenti affrontati i controlli dell’antidoping, la lista delle sostanze proibite e la richiesta di esenzione ai fini terapeutici (TUE).
IL PROGETTO HATTRICK. Il programma di finanziamento per le Federazioni Nazionali ha incluso le attività educative antidoping per garantire un’efficace educazione ai calciatori e agli staff tecnici. La strategia educativa antidoping della UEFA mira a garantire che i giocatori siano istruiti sulle normative antidoping prima ancora di sottoporsi ai test, distribuendo informazioni accurate e fornendo formazione ai giocatori e al personale di supporto con l’obiettivo di promuovere una cultura dello sport pulito, aiutando i giocatori a prendere decisioni informate e ad evitare violazioni involontarie delle regole antidoping. La FIGC, attraverso la Commissione Federale Antidoping e unitamente all’Organizzazione nazionale antidoping (NADO Italia), assicura che l’educazione antidoping soddisfi gli standard internazionali e venga erogata in modo efficace.
È stata convocata per le ore 12.30 di lunedì 28 ottobre la riunione del Consiglio Federale. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del verbale della riunione dello scorso 1° ottobre e alle comunicazioni del presidente, i seguenti punti: informativa del segretario generale, proposta del presidente federale di modifica statutaria; modifiche regolamentari; nomine di competenza; approvazione del Manuale Licenze UEFA 2024 – edizioni maschile e femminile; eventuali provvedimenti di cui all’art.20, comma 6, dello Statuto Federale su proposta della L.N.D. (Delegati Assembleari); varie ed eventuali.
Lunedì 4 novembre (ore 8.30 in prima convocazione, 11.30 in seconda convocazione) l’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino ospiterà l’Assemblea Federale Straordinaria per la modifica dello Statuto.
Dopo l’inaugurazione della vendita dei biglietti per UEFA Women’s EURO 2025 sullo Jungfraujoch nelle Alpi svizzere il 1° ottobre, nella prima settimana sono stati venduti più di 137.000 tagliandi.
Considerate le molte richieste è stato annunciato che, per le 18 partite di cui sono stati venduti tutti i biglietti, saranno emessi altri 50.000 tagliandi per il pubblico generico oggi 9 ottobre alle ore 14:00 CEST tramite womenseuro.com/tickets.
Si prevede che la maggior parte dei nuovi biglietti disponibili verrà venduta rapidamente. Si consiglia ai tifosi interessati di visitare il portale all’orario esatto di inizio delle vendite (ore 14:00 CEST), quando si aprirà la coda.
Come servizio aggiuntivo per i tifosi residenti in Svizzera, sempre da oggi alle ore 14:00 è possibile acquistare i biglietti tramite la piattaforma Ticketcorner.ch, dove saranno disponibili i tagliandi per tutte le 31 partite.
Dopo il sorteggio della fase finale del torneo il 16 dicembre a Losanna, saranno disponibili circa altri 120.000 biglietti per i tifosi delle 16 nazionali partecipanti, mentre una piattaforma ufficiale di rivendita dei biglietti sarà disponibile dalla primavera del 2025.
Si consiglia ai tifosi interessati di controllare regolarmente womenseuro.com/tickets per scoprire per quali partite sono ancora in vendita biglietti e per aggiornamenti su quando ne saranno disponibili altri.
Francia, Finlandia, Ungheria, Italia, Polonia e Svezia si sono unite a Portogallo e Spagna nel turno elite delle qualificazioni europee per la nuova Coppa del Mondo femminile FIFA di Futsal. Francia, Finlandia, Ungheria, Italia, Polonia e Svezia hanno vinto i loro gironi, con le qualificazioni europee per la nuova Coppa del Mondo femminile FIFA di Futsal che hanno preso il via con il turno principale.
In tutto 23 squadre hanno preso parte ai sei mini-tornei per potersi unire a Portogallo e Spagna nel turno elite, che verrà sorteggiato il 31 ottobre e si disputerà dal 18 al 23 marzo. Le prime due classificate dei due gironi a quattro squadre si qualificheranno alla fase finale che si terrà nelle Filippine tra il 21 novembre al 7 dicembre 2025.
Gruppo 1
Al turno elite: Italia
Nel Gruppo: Croazia, Serbia (nazione ospitante), Lituania
Gruppo 2
Al turno elite: Ungheria
Nel Gruppo: Norvegia, Bosnia-Erzegovina, Bielorussia
Gruppo 3:
Al turno elite: Francia
Nel Gruppo: Cechia (nazione ospitante), Ucraina, Irlanda del Nord
Al turno elite: Svezia (nazione ospitante)
Nel Gruppo: Slovacchia, Belgio, Lettonia
Coppa del Mondo di Futsal femminile 2025: posti per Confederazione
Nazione ospitante: 1 (Filippine)
AFC: 3
CAF: 2
CONCACAF: 2
CONMEBOL: 3
OFC: 1 (Nuova Zelanda)
UEFA: 4
Sei partite, sei vittorie. La marcia della Juventus nel campionato Primavera 1 Femminile è inarrestabile: al Viola Park, la squadra di Bruzzano passa 2-1 grazie alle reti di Bellagente e Tosello (per la Fiorentina a segno Ciabini), e staccano di sei punti il resto del gruppo. La Roma, infatti, con il clamoroso 7-1 al Milan (tripletta di Ventriglia, doppietta di Aulicino, gol di Madon e Cherubini, rigore di Longobardi per le rossonere) lo aggancia al secondo posto a 12 punti, in un terzetto che comprende anche il Sassuolo, vittorioso sulla Sampdoria grazie a Traoré. Tris del Parma sull’Inter (Iardino, Iavarone e Di Salvo), che recupererà sabato il match contro un Napoli Femminile che nella sfida tra neopromosse ha piegato 1-0 il Como grazie a Calabrò. Completa il quadro il successo del Verona (1-0) sull’Arezzo.
Nel girone A di Primavera 2, lo scontro diretto va al Genoa, che con l’1-0 al Lumezzane rimane a punteggio pieno e con la porta inviolata. Al secondo posto c’è il Brescia, grazie al 4-0 alla Freedom firmato Contrini, Zambelli, Monzani e Febbraro, in un sabato completato dal 5-0 dell’H&D Chievo Women firmato 4Chiaramonte (doppietta), Marcante, Pasqualini e Bachmaschi.
Nel girone B, sei punti di vantaggio per il Cesena (che però deve ancora riposare), grazie al 3-0 sul campo della Res Women arrivato grazie a Valbonesi, Rocchi e Saragoni su rigore. Poker (4-2) della San Marino Academy sul Bologna (Terenzi, Iorio, Benatti e De Marsico le marcatrici per le sammarinesi, M. Ciamponi e rigore di Paganelli per le rossoblù) e goleada (14-1) della Lazio sulla Vis Mediterranea.
I campionati Primavera 1 e Primavera 2 ora si fermano per lasciare spazio agli impegni delle Nazionali giovanili: la settima giornata è in programma tra sabato 9 e domenica 10 novembre.
Per la terza settimana consecutiva l’Hellas Verona Women propone la rubrica #VisteDaVicino, giunta al terzo appuntamento. Dopo Pecchini e Mancuso, è la volta dell’ex Tavagnacco Elisa Casellato. Ecco le sue dichiarazioni, pubblicate sul sito ufficiale del club e riportate anche sui profili social del club.
“Ufficialmente ho iniziato a giocare quando avevo sette anni, in una squadra maschile vicino a casa mia, a Treviso, il Casier Dosson, una società che era affiliata alla scuola calcio dell’Inter. In realtà però ho sempre giocato da quando me lo ricordo, sia all’asilo che a scuola; potrei dire che gioco da sempre”.
“Avevo due anni quindi non me lo ricordo personalmente, ma mia mamma mi racconta sempre che insieme al mio bisnonno già giocavo a quell’età. Lui mi prendeva in braccio e mi faceva calciare il pallone, diceva sempre che da grande sarei diventata una calciatrice. A volte quando sono giù di morale o in un momento più difficile di altri penso a lui, che ormai non c’è più. Penso a questa cosa che diceva, è un po’ la mia forza: gioco anche un po’ per lui”.
“Ho giocato fino a 13 anni con i maschi a Treviso, e a 14 anni sono arrivata al Verona. Qui ho fatto tutte le giovanili, dall’Under 15 fino alla Prima squadra. Quando ho iniziato nella squadra del mio paese, le ragazze erano pochissime, non c’era una vera e propria squadra femminile se non alcune lontane. Mi ricordo che al primo allenamento eravamo solamente in quattro ragazze. Ora invece le squadre femminili sono tante e ce ne sono anche lì. A Treviso però non avevo la possibilità di fare i tornei a cui partecipava il Verona. Nella mia zona c’era solo il Venezia, ma non era strutturato come l’Hellas. A 14 anni ho avuto la possibilità di fare un torneo in prestito con il Verona e da lì in poi non ho più smesso, mi sono legata a questi colori e non ho più mollato”.
“No, facevo avanti e indietro in treno, tutti i giorni. La mia vita era tutta organizzata in base al calcio. Mi alzavo la mattina alle 6.30 per andare a scuola. Quando finivo alle 13 tornavo a casa, mangiavo, dormivo un’ora circa e poi alle 15.20 uscivo per andare in stazione a Venezia. Da lì partivo verso le 16 e arrivavo a Verona dopo un’ora di viaggio. Mi venivano a prendere con il pulmino in stazione per andare al campo dove mi allenavo. Dopo l’allenamento tornavo di corsa in stazione, a volte per non perdere il treno non riuscivo nemmeno a farmi una doccia. Verso le 20.30 ripartivo e arrivavo alle 21.30 in stazione a Venezia, e poi da lì tornavo a casa, ci voleva più di mezz’ora in macchina ancora. Quando giocavo in Under 15 facevo questo viaggio per tre volte alla settimana, ma andando avanti di categoria ho iniziato a farlo ogni giorno”.
“È stato pesante, ma lo volevo troppo fare. Ho un po’ sofferto il fatto di non poter fare la stessa vita che facevano le mie amiche a Treviso. Loro facevano la loro vita, di sabato uscivano per andare magari a delle feste, ma per me il sabato era un giorno d’allenamento e dovevo sempre dire di no, che non potevamo vederci. È stata una situazione che in quegli anni sinceramente mi faceva un po’ soffrire, ma per me ne valeva la pena. Non ho mai messo in dubbio nemmeno per un momento il fatto di non fare quella vita. Per me giocare a calcio è una cosa scontata, mi appartiene. I viaggi in treno mi pesavano fisicamente perché erano stancanti, ma non mentalmente”.
“Ho esordito nel 2020 in Coppa Italia, avevo 16 anni. Quell’anno avrei dovuto giocare anche in campionato, ma purtroppo il giorno prima di scendere in campo ero risultata positiva al Covid e quindi avevo perso quell’occasione. L’anno dopo però, nella stagione 2021/22, mi sono riscattata esordendo contro il Milan in Serie A Femminile. Mi ricordo che giocavamo a Vigasio, era una partita del girone di ritorno. Sicuramente quello è stato uno dei momenti più belli per me, soprattutto perché pensavo di entrare in campo con l’ansia di giocare, invece ero tranquilla. Ho giocato facendo solo quello che sapevo fare”.
“Per me è stata molto formativa. Nonostante la stagione non sia stata delle più positive, rifarei sempre quell’esperienza perché mi ha caricata di tante responsabilità. Noi non ci accorgiamo quanto siamo fortunate qui al Verona, di quanto questa società sia organizzata davvero bene. Le altre realtà non hanno la nostra stessa fortuna. Lo scorso anno sono andata a giocare in una società storica come il Tavagnacco. Era una situazione particolare: loro stavano vivendo un momento di difficoltà e per me era la prima volta lontano da qui. Mi sono resa conto che qui vivevo un po’ in una bolla, al Verona ci sentiamo molto protette. Ho avuto delle difficoltà all’inizio, non a livello relazionale perché tutti erano molto disponibili con me. Per me è stato difficile trovare la mia posizione in campo. Negli anni precedenti avevo sempre giocato con le stesse persone, nello stesso modo, rimanendo nella mia comfort zone. Lì mi sono trovata con compagne diverse, che avevano altre caratteristiche. Alcune erano più grandi di me, altre no, ma dovevo comunque riuscire a giocare in quella situazione nuova per me”.
“All’inizio non sapevo come fare: mi innervosivo, mi arrabbiavo in campo, non riuscivo a gestire bene questa cosa. Poi mi sono confrontata con il mister, e quella conversazione ha cambiato la mia stagione. Mi ha spiegato che io arrivavo da una realtà in cui giocavo con persone preparate, che in campo giocavano anche per me e io giocavo in funzione a loro. A Tavagnacco invece mi sarei dovuta arrangiare, avrei dovuto prendermi le mie responsabilità. Da lì ho svoltato: ho iniziato a fare gol e assist, a sentirmi meglio in campo. È stata un’esperienza positiva a livello calcistico, ma soprattutto a livello umano, mi sono caricata di responsabilità. Quando sono tornata qui quest’anno, con una squadra così giovane, ho pensato che avremmo comunque potuto farcela. L’esperienza dell’anno scorso mi ha aiutata molto, mi sento preparata ad affrontare questo campionato”.
“Sì, sono tornata qui sapendo che avrei ritrovato una squadra nuova, ma già dai primi allenamenti ho pensato che avevamo il potenziale per fare bene. Il nostro è un campionato impegnativo a livello psicologico, l’ho già sperimentato l’anno scorso avendo giocato in una squadra che lottava per salvarsi. Alla fine vince chi ci crede di più e noi dobbiamo imparare a crederci di più”.
“Per me giocare a calcio è una cosa naturale, indipendentemente da quello che mi dicono gli altri. Arrivi magari a un punto della tua vita in cui le persone intorno a te dicono che in futuro poi dovrai andare a lavorare, ti domandano per quale motivo continui a giocare, perché tanto lo considerano un hobby. A me queste cose entrano da un orecchio e escono dall’altro. Il mio approccio al calcio non cambia, per me giocare è una cosa quasi scontata, poi in futuro vedremo”.
“Studio Scienze Motorie, ma il mio sogno è quello di fare fisioterapia. Mi piace lavorare nell’ambito riabilitativo, mi sento di appartenere a questa categoria e sto cercando di indirizzarmi verso questa direzione. Mi piace l’idea di studiare qualcosa che sia utile anche per la mia carriera calcistica”.
“Non ho un giocatore o giocatrice in particolare come modello, ma una cosa che prendo molto come riferimento è la mentalità del Manchester City di Guardiola. Ho guardato tutti i documentari sul City, la serie tv, ho letto il libro di Guardiola. Loro hanno una frase scritta in spogliatoio che ho fatto mia: ‘Alcuni sono nati qui, alcuni sono arrivati qui, ma tutti la chiamiamo casa’. Questa è una delle frasi più importanti per me. Nella nostra squadra ci sono alcune ragazze che sono nate qui, alcune ci sono arrivate, ma io spero che tutte sentano il Verona come la loro casa. È lo spirito che in tutti questi anni ha spinto questa squadra a fare bene”.
“Quest’anno sento molto di più il peso della maglia, sento la responsabilità di far vedere che questa squadra merita. Me ne sono resa conto dopo le prime partite, il fatto di non vincere mi faceva sentire davvero triste, non mi era mai successo nelle stagioni scorse. Il Verona è anche casa mia ormai, sono cresciuta qui. Sono partita da Treviso che ero una ragazzina e l’Hellas in questi anni mi ha cresciuta. Sento di avere un debito di riconoscenza nei confronti di questa società che voglio ripagare quest’anno”.
“Secondo me in campo divento un’altra persona, molto più autoritaria e rigida. A volte credo che le persone che mi conoscono in campo tendano ad avere quella visione di me sempre, ma in realtà fuori sono una persona molto tranquilla, disponibile. Sono arrivata in Prima squadra a 16 anni, la stessa età che hanno ora alcune mie compagne. A loro voglio trasmettere quella che è l’importanza di questa maglia, di questa società. Per giocare è necessario divertirsi, ma andare agli allenamenti non è un gioco. Bisogna dare sempre il massimo, non deve essere un momento superficiale. L’Hellas e la maglia del Verona sono una cosa profonda: mi interessa trasmettere questo messaggio a tutte le mie compagne”.
Il Parma si trova in testa dopo sette giornate di Serie B con la Ternana a punteggio pieno ed è reduce dal successo ottenuto domenica contro il Lumezzane, con la gara che è finita 3-0 per le gialloblù di Salvatore Colantuono, le quali hanno anche conquistato la settima gara senza subire alcun gol: un risultato non di poco conto per una squadra che ha come obiettivo la Serie A.
Lo sa bene anche Laura Peruzzo, difensore che ha deciso di restare nella città ducale per centrare il target finale: ed è proprio Laura, che contro il Lumezzane ha segnato il suo terzo gol in campionato ed è a due dal record personale ottenuto con la maglia del Padova nella stagione 2016/17, la protagonista della nostra intervista.
Laura, cosa ti ha portato a rimanere a Parma anche per questa stagione?
«Ho deciso di restare a Parma perché l’obiettivo individuale è lo stesso della società: vogliamo entrambi la Serie A. Inoltre, penso sia una delle poche società che permette agli atleti di poter vivere di calcio tra strutture, organizzazione e staff che abbiamo a disposizione: è una delle realtà migliori che sono presenti nel panorama italiano».
Che differenze hai notato tra il gruppo dello scorso anno e quello attuale?
«La differenza che sto riscontrando in questo momento è l’esperienza delle giocatrici che provengono da anni e anni di Serie A come Pondini, Ferrario e Cox che stanno dando il loro apporto al resto della squadra. Poi, rispetto all’anno scorso, c’è anche un numero di giocatrici maggiore a disposizione del mister e di conseguenza anche gli allenamenti sono molto più competitivi».
L’avvio di stagione del Parma è senz’altro positivo: primo posto in Serie B a punteggio pieno. Ti aspettavi di fare una partenza così forte?
«Mi aspettavo di fare una partenza così. Certo, nel calcio non c’è nulla di scontato, soprattutto quando la rosa cambia molto come nel caso nostro, però siamo consapevoli della nostra forza. È nostro compito continuare su questa scia».
Parliamo del successo conquistato domenica contro il Lumezzane: quanto vale, dal tuo punto di vista, il 3-0 alle lumezzanesi?
«Vale tre punti come tutte le altre partite, dove noi siamo state brave a vincere, anche se il Lumezzane si è rivelata una squadra ostica, nonostante sia una neopromossa, che propone un bel calcio ed è attrezzata per fare un buon campionato».
Poi, nel match contro Lumezzane, hai segnato il tuo terzo gol stagionale. Quindi, si può puntare al record personale di cinque reti ottenuto sette anni fa col Padova?
«Sono felice di aver contribuito alla vittoria di domenica, entrando nel tabellino delle marcatrici. Ecco, ed è ancora presto per dirlo, ma l’obiettivo è quello di continuare a lavorare per essere incisiva e determinante quando sono chiamata in causa. Certo, mi piace di più servire alle compagne, come fare l’assist e mantenere soprattutto la porta inviolata, anche se non mi dispiace giocare in avanti».
Per l’appunto, il Parma ha tenuto la porta inviolata per la settima gara consecutiva.
«Noi sono estremamente orgogliose, perché è un dato che fa emergere la qualità di ciascuna delle componenti della squadra».
Adesso, c’è la pausa delle Nazionali e l’Italia, dopo aver battuto 5-0 il Malta, affronterà martedì in amichevole la Spagna…
«L’Italia, per come la vedo da esterna, può diventare un gruppo coeso ed affiatato e queste amichevoli serviranno per trovare meccanismi utili per affrontare al meglio i prossimi Europei. La sfida contro Malta si è rivelata semplice, sebbene l’avversario non fosse da sottovalutare, mentre contro la Spagna sarà una gara affascinante e stimolante avremo la possibilità di poterci misurare contro le campionesse del mondo in carica».
Una volta finita la sosta, il Parma giocherà in casa della Res Women e non sarà un cliente facile, dato che le prossime avversarie sono invischiate nella lotta per non retrocedere…
«Giocare in casa della Res non è mai stato semplice, perché ricordo ancora lo scorso anno la fatica fatta per portare a casa i tre punti: è una squadra da non sottovalutare assolutamente».
Che idea ti sei fatta su questa Serie B dopo questo primo scorcio di campionato?
«Sul campionato di quest’anno ci sono le prime tre squadre che stanno andando fortissimo (Parma, Ternana e Freedom, ndr), poi penso che Bologna e Genoa stiano tenendo un buon passo. A mio avviso sarà sicuramente un torneo entusiasmante con risultato anche inattesi. Sia per la promozione che per la retrocessione ci sarà da combattere».
Quali possono essere le avversarie del Parma nella lotta per la massima serie?
«A mio avviso sono il Bologna, il Genoa e la Ternana. Da non sottovalutare assolutamente anche la Freedom. Io metterei anche il Chievo che, nonostante in queste ultime partite abbia perso un po’ di punti, rimane competitivo e che può dar fastidio».
Che obiettivi ti sei posta per i prossimi anni?
«L’obiettivo che mi sono posta per quest’anno, e magari può essere anche scontato, è quello di conquistare la Serie A col Parma».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Parma Calcio 1913 e Laura Peruzzo per la disponibilità.