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Italia-Paesi Bassi 2-0, le pagelle: ottimo inizio da parte di tutte le Azzurre

Italia-Paesi Bassi 2-0, così si apre la 1ª giornata delle qualificazioni a UEFA WEURO 2025 in Svizzera, tramite il sistema della UEFA Women’s Nations League. Un risultato convincente che premia la buonissima partita delle Azzurre, ora chiamate alla conferma in Finlandia.

ITALIA 7: ottimo successo contro i Paesi Bassi, comunque rimaneggiati e non al meglio della loro forma, ma sono queste le partite da vincere per prendere maggior fiducia. Quasi tutte le opportunità sfruttate, pochissimi errori difensivi, per un risultato che fa bene al morale e soprattutto alla classifica.

Laura Giuliani 7: sempre sicura nelle uscite con i piedi e in presa alta, dà sicurezza e solidità al reparto difensivo. Nel secondo tempo, tra il 60′ e il 70′, è decisiva più volte, prima bloccando un tentativo di Brugts, e poi uscendo tempestivamente su Leuchter.

Elisa Bartoli 6+: discreta partita a livello caratteriale, ma a volte rischia un po’ troppo, come quando riceve il giallo per aver ecceduto nelle proteste. Qualche spazio di troppo lasciato a Brugts ad inizio gara, ma poi cresce con il passare dei minuti e chiude comunque positivamente. (Dal 68′ Cecilia Salvai, 6: entra in una fase delicata della partita, ma non altera l’assetto difensivo e mantiene alta la concentrazione).

Martina Lenzini 6,5: Zappella l’ha definita recentemente “una delle migliori centrali”, e lei dà credito all’affermazione. Si comporta bene, rimanendo in alcune situazioni all’ombra di Linari, ma al 42′ è decisiva nel muro a van de Donk evitando un gol quasi certo.

Elena Linari 7: i duelli aerei sono sempre suoi, allontana di testa diversi palloni all’interno della propria area di rigore, ove giganteggia. Un’occasione anche in attacco al 22′, ma Brugts è brava ad allontanarle il tentativo prima della linea di porta. Una buonissima prestazione, soprattutto solida e continua. Una certezza.

Lisa Boattin 6,5: buona prestazione anche per l’esterna di difesa. Seppur soffra a volte la fisicità delle avversarie, riesce sempre in qualche modo a cavarsela, talvolta temporeggiando attendendo il supporto delle compagne. Riesce a sporcare anche alcuni passaggi chiave.

Arianna Caruso 6,5: presente sia in difesa sia in attacco, alcuni suoi inserimenti sono fondamentali per il gioco che vuole Soncin. Peccato che il migliore di tutti, all’87’, venga sprecato con un cross fuori misura. Al 68′ è invece fondamentale il suo apporto nel momento di massima pressione avversaria, in cui mura una conclusione.

Manuela Giugliano 6,5: è vero, è il cervello del centrocampo azzurro, autrice di diversi filtranti di grande visione che tagliano fuori la difesa avversaria, assist per l’1-0 di Giacinti compreso. Sulla valutazione complessiva però, pesano anche le due opportunità sprecate al 32′ e all’84’, in cui fa tutto bene ma poi conclude centralmente. Una rete avrebbe coronato un’ottima prestazione. Ha ragione Beerensteyn: il nostro centrocampo è più forte.

Giada Greggi 6+: combattiva sin dal via, e cerca di farsi con una conclusione, che viene ribattuta. Con il passare dei minuti però, paga un po’ di fisicità rispetto alle avversarie, anche se combatte con grinta e buona volontà. (Dal 57′ Aurora Galli 7: entra e dà un contributo importante a centrocampo e in difesa, dove aiuta a disimpegnarsi uscendo in costruzione. All’85’ sfiora addirittura la marcatura dalla distanza, obbligando Kop al rifugio in angolo con parata acrobatica. Ottimo ingresso e un messaggio per la prossima partita).

Agnese Bonfantini 7: ci voleva un gol di opportunismo puro dopo una stagione altalenante e un impiego con il contagocce. Segna di rapina sulla smanacciata di Kop e raddrizza una prestazione sì buona, ma non sempre continua. Fisicamente, alcuni contrasti duri li paga. Ma l’importante era che segnasse e mettesse in ghiaccio il match. (Dal 68′ Valentina Bergamaschi, 6: buon ingresso in una fase in cui c’è più da fare il lavoro sporco, e riesce a tenere alta l’attenzione della difesa avversaria con alcune progressioni importanti sulla fascia).

Valentina Giacinti 7,5 (la migliore): autrice di una stagione leggermente sottotono per le sue caratteristiche, sblocca il match con un gran fiuto del gol, poi propone diverse soluzioni per le compagne. Un velo per Bonansea al 13′, prende diversi falli per far salire la squadra, e poi quando può, cerca anche la via del raddoppio. Opportunità che capita al 73′, ma la sua mezza acrobazia termina leggermente alta. Prestazione ottima sia individualmente sia coralmente. (Dall’81’ Chiara Beccari, s.v.: mette minuti importanti nelle gambe in un finale comunque di facile gestione).

Barbara Bonansea 7: eccola qui la Bonansea che conosciamo, che ritrova forma e gambe e dà il suo aiuto con grande esperienza. Importante soprattutto l’apporto in fase difensiva, in cui dà una mano al reparto a schermare le iniziative olandesi – specie sul lato destro – e dove aiuta spesso a mettere palloni in fallo laterale. Al 13′ ci prova anche con una spaccata, senza arrivare sul pallone. (Dal 57′ Michela Cambiaghi 7: entra e fornisce subito l’assistenza che porta alla chiusura del match, poi prende alcune botte per conquistare falli nelle zone chiave della trequarti avversaria. L’unico neo, quel tap-in mancato all’84’, che avrebbe messo la firma su una serata perfetta).

CT Andrea Soncin 7: mette in campo la formazione tipo dotandola dei suoi princìpi tattici fondamentali. Non a caso, rispetto alle ultime uscite, la squadra ha un’idea di gioco chiara, gioca semplice e sfrutta tutte le potenzialità. Bene i cambi che danno sostanza e contribuiscono a chiudere la gara e alla gestione del finale.

Arbitra Ivana Martinčić 6: metro di giudizio altalenante ma più o meno coerente, tanto che deve estrarre solo 3 gialli in tutto. A volte però, lascia correre un po’ troppo su dei falli che invece avrebbero dovuto essere fischiati.

Ilaria Brugnoni, Kick Off: “La voglia è quella di centrare i play-off e di andare più avanti possibile”

Credit: Kick Off

Nella Serie A di calcio a 5 femminile una delle squadre vogliose di centrare la zona play-off è la Kick Off: il club lombardo, infatti, con l’ottava piazza attuale si garantirebbe l’accesso alla post season. La formazione milanese, dopo la sosta del campionato, tornerà in campo in trasferta con il Pelletterie per il 20° turno del torneo. A  parlare, ai nostri microfoni, in casa Kick Off è stata Ilaria Brugnoni, estremo difensore classe 2003, che ha dichiarato:

Nella settimana scorsa abbiamo rivisto tutto ciò che non siamo riusciti a perfezionare durante il resto della stagione e abbiamo lavorato sodo per prepararci a questo finale di stagione. Nel match con il Pelletterie ci aspettiamo sicuramente un avversario agguerrito e che proverà di tutto per rubare i 3 punti, noi non saremo da meno. Vogliamo dimostrare di aver lavorato bene nelle ultime settimane e di avere la giusta fame di vittoria”.

“Serie A? Quest’anno è stata ricca di sorprese e di cambiamenti. Ci sono molte squadre forti ed è sempre più difficile capire chi riuscirà ad aggiudicarsi i vari titoli. A livello personale, invece, l’annata è stata, come per la squadra, piena di alti e bassi. Ora però siamo tutte in un buon momento che speriamo possa durare fino a fine stagione”.

“Un momento che ricorderò? Di sicuro la partita di ritorno contro il Lamezia in cui sono anche riuscita ad entrare in campo per la prima volta quest’anno. In quella partita la squadra era reduce da una settimana difficile per problemi di salute ma siamo riusciti a mettere tutto da parte e a conquistare 3 punti importantissimi. Ora la voglia è quella di riuscire a classificarci in zona play off e poi andare avanti il più possibile”.

Nicole Cozzani, Baiardo: “Serenità ritrovata. Voglio fare sempre meglio per aiutare la squadra”

Credit Photo: Fazzari & Ramella

Ottimismo in casa Baiardo: sosta terminata, il prossimo ostacolo della formazione neroverde si chiama Rinascita Doccia e domenica lo si dovrà affrontare con le unghie e con i denti per poter andare avanti con un peso in meno.
Bene, quindi, il mood ripartenza delle ragazze allenate dal mister Vassallo, reduci da una situazione stagionale che, ora come ora, vale il decimo posto statistico.
Il gruppo non dovrà farsi trovare impreparato, anzi, dovrà ricominciare forte per provare a restare nel piano salvezza. È certo che, rispetto alla prima parte di campionato, è stata acquisita maggiore personalità (lo dicono anche i dati), e un’altra buona prestazione sarebbe un’autentica prova di forza di un percorso non così facile e che ancora teme nove giornate.
Con piacere ne abbiamo parlato con Nicole Cozzani, recente new entry difensiva in aiuto alla squadra ligure.

Benvenuta Nicole! Nuova risorsa del team neroverde: come si sono incrociate le vostre strade e come ti stai trovando?

Diciamo che ho sempre avuto un legame con l’Angelo Baiardo, in particolar modo con il Direttore Sportivo Luca Lavagetto che mi conosce da quando avevo più o meno 17 anni…mi ha vista crescere, mi ha seguita da lontano quando ero a Pavia e, quando c’è stata la decisione di tornare a Genova, mi ha accolto a braccia aperte.
Mi sto trovando bene, sia con la squadra che con lo staff. Sono felice di aver ritrovato “vecchie” compagne e altrettanto contenta di averne trovate delle nuove; mi hanno fatto sentire fin da subito parte del gruppo.

Il tuo è un percorso notevole che più recentemente ti ha visto indossare la casacca del Pavia…in che modo le precedenti esperienze hanno influito sull’attuale quadro personale?

L’esperienza a Pavia ha segnato particolarmente la mia crescita su ogni punto di vista: è stato significativo vivere momenti unici come la vittoria del campionato di serie C l’anno scorso e altri un po’ più personalmente impegnativi che mi hanno portato ancor di più ad essere tenace. Altrettanto importante è stato giocare con ragazze di un ottimo livello, da cui ho cercato di imparare il più possibile.

Dati alla mano, sembri aver trovato subito spazio aiutando concretamente il gruppo: sono, infatti, tre le reti che portano la tua firma. Importanti, si, ma dentro te c’è sicuramente di più…Soddisfatta del compiuto fino ad ora?

Si, sono soddisfatta e contenta. Ho ritrovato la serenità di cui avevo bisogno e credo che questo aiuti molto, soprattutto sotto il profilo mentale. C’è, però, ancora tanta strada, quindi si farà di tutto per fare meglio.

Comparando la situazione d’andata con quella attuale l’insieme ha fatto passi da gigante, complice anche il ritorno delle “acciaccate”. Decima posizione statistica e qualche punto in più intascato…cosa può fare ancora questo Baiardo per rimarcare continuità?

Possiamo fare ancora tanto, le qualità ci sono, ma abbiamo dimostrato di essere vulnerabili. Dobbiamo lavorare al massimo in allenamento, ridurre i cali di concentrazione in partita, restare unite e dare tutto quello che possiamo: questi credo che siano i fattori principali per poter continuare ad ottenere risultati positivi.

Ora una sosta importante per tornare in campo più forti di prima. Reduci dalla vittoria davanti al Caprera, indubbiamente la voglia di allungare la striscia positiva è tanta. Domenica la trasferta in casa Doccia, una squadra già incontrata nella prima fase di campionato e contro la quale si ricorda lo 0-0 finale: a parer tuo che approccio servirà?

L’approccio che dovremo avere dovrà essere quello che abbiamo avuto nelle partite contro Orobica e Moncalieri, dove avevamo voglia di dimostrare quello che siamo e dove non abbiamo mai mollato.

Considerata la competitività che si è fatta più pesante a questo punto della stagione, ogni gruppo sta cercando di acquisire più punti possibili per raggiungere la vetta che comporterà la salvezza o, nel pensiero migliore, il salto di categoria. Come si sta lavorando internamente per raggiungere tale traguardo?

Stiamo cercando di curare i dettagli per cercare di diminuire gli errori e le disattenzioni che a volte ci hanno penalizzato. In settimana si lavora spesso sul modulo migliore da adottare per mettere in difficoltà gli avversari e far emergere le nostre caratteristiche, inoltre stiamo facendo un buon lavoro fisico che ci darà benzina per il rush finale della stagione.

Il tuo augurio e gli obiettivi che confermi, sia come squadra che individualmente?

Come squadra l’obiettivo e l’augurio è quello di raggiungere la salvezza matematica il prima possibile, individualmente, invece, quello di fare sempre meglio ed esser d’aiuto alla squadra.

Si ringrazia Nicole Cozzani e la società tutta per la gentile concessione.

Italia-Paesi Bassi 2-0: Nederlandesi tra infortuni, transizione generazionale e ricerca del gioco

Beerensteyn si esprime con le parole, le Azzurre lo fanno con il risultato sul campo. Italia-Paesi Bassi termina 2-0 e per le Neerlandesi c’è veramente poco da salvare. Come nelle ultime uscite della passata Nations League, le Olandesi faticano, piagate dalle assenze di Roord, Martens, Miedema e van Domselaar. Sostanzialmente squadra mai veramente in partita, mai veramente pericolosa.

Jonker prepara il 4-3-3 che assume poi tutt’altre caratteristiche. Se nel quartetto difensivo iniziale partono Brugts, Janssen, Dijkstra e Grant, lo svolgimento del piano difensivo è totalmente opposto. Le esterne diventano quinti di centrocampo, le centrali braccetti, e a prendere il comando delle operazioni difensive principali è l’arretrata Spitse, partita come regista di centrocampo. Centrocampo e attacco cercano di essere collegate da van de Donk, libera di svariare e con compiti di raccordo, ma le Oranje riescono a produrre solo qualche fiammata. Genialata di Brugts per Beerensteyn a tagliare fuori la difesa al 9′, con la calciatrice bianconera che però conclude alto, e nel finale di tempo van de Donk trova l’opposizione di Lenzini.

Nella ripresa, seppur solamente a risultato compromesso, escono più opportunità, che le Neerlandesi non sfruttano. Al 62′ forse la chance principale, con la difesa azzurra fuori posizione, ma Brugts effettua un tentativo a metà tra una conclusione e un suggerimento, Giuliani blocca. Poco dopo, spreca malamente ancora Beerensteyn, che si testa mette sul fondo tutta sola sul secondo palo. Al 75′ infine, la neo-entrata Snoeijs manca il bersaglio calciando di poco sul fondo, e di fatto sono le uniche occasioni veramente create.

La nuova generazione scalpita, ha atletismo e voglia di far bene, ma poca esperienza in queste partite, e soprattutto dà l’idea di necessitare di ulteriore rodaggio. Grant non esordisce nemmeno malaccio, Kop evita un passivo peggiore, mentre le big sembrano effettivamente avere la pancia piena. Il biennio d’oro tra campionato europeo vinto e finale mondiale ormai è un solo ricordo, e la squadra è troppo discontinua per il momento per pensare ad essere competitiva sulla lunga distanza. Le Olandesi devono ritrovarsi, possibilmente alla svelta. La Norvegia, prossima avversaria, nel frattempo ha vinto 4-0 contro la Finlandia. E questi Paesi Bassi, fanno davvero meno paura.

ITALIA (4-3-3): Giuliani; Bartoli (68′ Salvai), Lenzini, Linari, Boattin; Caruso, Giugliano, Greggi (57′ Galli); Bonfantini (68′ Bergamaschi), Giacinti (81′ Beccari), Bonansea (57′ Cambiaghi). C.T.: A. Soncin

PAESI BASSI (4-3-3): Kop: Brugts, Janssen, Dijkstra, Grant (74′ Jansen); Egurrola (81′ Casparij), Spitse, Kaptein; van de Donk (63′ Leuchter), Beerensteyn, Pelova (74′ Snoeijs). C.T.: A. Jonker

Marcatrici: 4′ Giacinti, 59′ Bonfantini

Ammonizioni: 31′ Bartoli (I), 72′ Grant (PB), 88′ Spitse (PB)

Arbitro: Ivana Martinčić (CRO)

Note: recupero pt 3′, st 5′

Al “San Vito-Marulla” iniziano i sogni delle Azzurre: Giacinti e Bonfantini stendono a sorpresa i Paesi Bassi

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Esordio da sogno per le Azzurre allo Stadio San Vito-Marulla di Cosenza. Le ragazze allenate da Andrea Soncin superano, a sorpresa, i Paesi Bassi nella prima gara valevole per le qualificazioni a Euro 2025. Il coraggio premia le Azzurre che negli ultimi vent’anni,  avevano vinto solo una volta in amichevole contro le Oranje.

Nei primi 45 minuti, le Azzurre approcciano con coraggio e aggressività al match. L’atteggiamento si trasforma subito in vantaggio al 4′ quando Manuela Giugliano indovina l’assist in verticale per Valentina Giacinti che passa alle spalle di Sherida Spitse e non lascia scampo a Lize Kop. Per Giacinti è il 26° timbro con la maglia della Nazionale. Giugliano, invece, dimostra di essere in un grande momento di forma. Quello che più sorprende è la fragilità difensiva delle Oranje e la mancanza di idee offensive che impensieriscano Laura Giuliani. Tanto possesso palla inconcludente, l’unico pallone pericoloso arriva sui piedi di Lineth Beerensteyn che spara alto.

Dall’altra parte, l’Italia è compatta, aggredisce, pressa alta e crea occasioni con molta confidenza. Le attaccanti esterne, in fase di non possesso palla ripiegano spesso a centrocampo e in difesa, soprattutto l’instancabile Agnese Bonfantini, costantemente supportata dal calore dei tifosi azzurri. Persino Laura Giuliani aiuta la squadra, non tanto con le parate, che come detto sono quasi nulle, tanto più con uscite puntuali con i piedi per anticipare la velocità del reparto d’attacco delle olandesi.

Al termine del primo tempo, l’Olanda è in difficoltà pur con il 64% di possesso palla; mancano i gol di Miedema (migliore giocatrice dell’ultimo Europeo in Inghilterra) e Martens. Tra le Azzurre spiccano la prestazione propositiva, buona qualità tecnica, gioco di squadra e tanto aiuto tra le compagne. Gli unici aspetti limabili coinvolgono l’ammonizione di Elisa Bartoli, evitabile in una prima fazione semplice in fase difensiva, e un aiuto sulla fascia destra a Bonfantini, poco supportata in verticale e spesso costretta a passare indietro il pallone.

Nella ripresa, l’Italia riprende con lo stesso pensiero tattico e continua a esserci movimento a bordo campo tra le Azzurre. Al 56′ Soncin aggiunge maggiore solidità al centrocampo inserendo Aurora Galli per il motorino Giada Greggi e Michela Cambiaghi al posto di un’appannata Barbara Bonansea.

Cambiaghi si rivela una sostituzione vincente: finta di corpo dell’attaccante dell’Inter che mette il turbo e lascia partire dalla fascia sinistra un traversone che scavalca la goffa uscita di  Kop, punita da Bonfantini che insacca al 59′.

Da quel momento in avanti, l’Italia ha in pugno la partita e la vittoria. Le Oranje proseguono con il possesso palla inconcludente così come non diminuisce la pressione e la concentrazione delle Azzurre.

Dunque, buona la prima per l’Italia in questo cammino verso Euro 2025. Le Azzurre vincono e convincono, sfruttano le numerose assenze tra i Paesi Bassi e incidono bucando più volte la poco convincente difesa olandese. Nel secondo tempo, si è notata la crescita delle giocatrici azzurre che hanno cercato altre reti senza concedere occasioni alle avversarie.

 

L’ambulanza c’è, ed il Napoli è… salvo!

Mentre il campionato Primavera 2 è fermo (riprenderà sabato 13 aprile), la classifica del girone 2 subisce una modifica, in virtù della decisione del Giudice Sportivo di accettare il ricorso presentato dalla società Napoli, avverso alla decisione di assegnargli la sconfitta a tavolino per la gara interna del 10 marzo scorso (ospite il fanalino di coda Ravenna), per l’assenza dell’autoambulanza di soccorso a bordo campo.

Come avevamo anticipato a suo tempo, la società partenopea aveva reperito almeno un filmato del match che dimostrava la presenza dell’autolettiga ed il Giudice Sportivo, dopo aver visionato la documentazione presentata, non ha potuto far altro che accettare il ricorso stesso, annullando quanto deciso a suo tempo. Le azzurre, quindi, si vedono restituire i quattro punti che le erano stato sottratti con la punizione (tre della vittoria sul campo, più un quarto assegnato come penalità), scappando nuovamente avanti rispetto all’inseguitrice Cesena, ora tornata a nove lunghezze di ritardo. Cambia poco, invece, per la società ravennate, che torna ad avere un solo punto in classifica, ma che era comunque ultima della fila anche quando ne aveva tre in più…

L’obiettivo della capolista Napoli, adesso, sarà quello di non perdere il prossimo impegno a Bologna, in modo da poter così festeggiare la promozione in Primavera 1 con ben quattro giornate d’anticipo.

Classifica Primavera 2 – Girone B

Napoli pt 40; Cesena 31; Res Roma 24; Bologna e Pomigliano 20; Ternana 8; Ravenna 1

Yasmin Milani Toledo, Lamezia: “Obiettivo salvezza, il sogno sarebbero i play-off”

Credit: Royal Lamezia

Nella Serie A di calcio a 5 femminile una delle squadre che vuole allontanarsi dalle zone basse è il Royal Lamezia. Il club calabrese, infatti, dista 4 punti dall’ottava piazza che vale la zona play-off che proverà ad avvicinare dal prossimo match sul parquet della Vip C5. Sulla sfida alle porte del 20° turno di campionato a parlare, ai nostri microfoni, è stata la  classe ’93 brasiliana Yasmin Milani Toledo che ha dichiarato:

“Abbiamo approfittato questi giorni di sosta del campionato per preparare per questa sequenza di partite importanti che avremo, è stato positivo anche per recuperare alcune infortunate. Con la Vip sarà sicuramente una partita molto difficile e combattuta. Così come noi siamo molto forti in casa e lo abbiamo già dimostrato nella partita di andata, sappiamo che anche loro sono forti in casa e non si faranno respirare manco un secondo”.

“La mia stagione? Non posso ancora dare una valutazione completa perché mancano 3 partite importanti. Ma parlando di quello che abbiamo già fatto, posso dire che abbiamo commesso degli errori che sicuramente sono serviti da lezione. E sicuramente è una stagione di grande crescita, soprattutto mentale. Da giocatrice esordiente in Serie A, però,  mi rendo conto che c’è una differenza gigantesca ed una realtà molto lontana dalla Serie B, categoria dove l’esperienza conta molto”.

“Sino ad ora un momento indimenticabile, che porterò sempre con me, resta la prima partita contro Pelletterie in casa nostra. In quel match, da portiere, ad un secondo dalla fine sono riuscita a segnare il gol della vittoria della porta mia. Quello è stato un successo molto importante per raggiungere il nostro obiettivo della salvezza. Ora proveremo a vincere queste ultime 3 partite. Oltre alla sognata salvezza è possibile arrivare tra le otto che andranno ai playoff, anche se sappiamo benissimo che non dipende solo dai nostri risultati”.

Erica Facchineri, E. Coscarello: “Salvezza arriviamo. La Serie C è il posto nel quale meritiamo di stare”

Nel girone C di Serie C una delle squadre che sta rincorrendo la salvezza è l’Eugenio Coscarello Castrolibero. Il team calabrese, a quota 18 punti in classifica dopo il successo sulla Salernitana, è pronto a tornare in campo dopo la sosta del torneo nella sfida interna con il Matera: a parlare ai nostri microfoni, nelle ore scorse, è stata Erica Facchineri, difensore classe ’97 delle, che sul momento della squadra ci ha dichiarato:

“Nelle nostre ultime gare ho visto il Coscarello che tutti noi stavamo aspettando, grazie al recupero dagli infortuni e grazie ai nuovi innesti del mercato di gennaio, ma soprattutto grazie alla voglia che abbiamo avuto di riscattarci. Quando inizi a ottenere qualche risultato è normale che l’umore si alza, la fiducia aumenta e quindi anche l’approccio alle partite cambia soprattutto dopo aver ottenuto risultati positivi consecutivi, anche contro squadre di medio/alta classifica in cui anche un pareggio vale come una vittoria. Siamo un gruppo coeso, sicuramente in salute ma sappiamo molto bene che la strada per il nostro obiettivo è ancora molto lunga e dobbiamo continuare a lavorare tanto”.

Sulla pausa del torneo: “Stiamo sfruttando questo periodo di sosta sicuramente per ricaricare le pile, aumentare il ritmo e riprendere da dove abbiamo lasciato, cercando di preparare al meglio la prossima gara in cui affronteremo una squadra in forma e vista l’andata l’unica parola che conosciamo è rivincita. Sappiamo che sarà una partita in cui dovremo lottare fino all’ultimo secondo, cercando di rimanere lucide”.

Il campionato delle calabresi in breve: “C’è stata una prima parte di stagione difficile, sia per me che per la squadra, in cui sembrava essere tutto in salita, perchè non riuscivamo a trovare vittorie e la nostra autostima stava calando. Ma ci siamo, e tutt’ora ci stiamo riprendendo, ovviamente il campionato è lungo ed è normale che ci siano momenti di alti e bassi. Noi giocatrici, insieme alla nostra società e al nostro staff, stiamo lavorando sodo e stiamo dando il 100% in tutto ciò che facciamo e penso che stiamo facendo una buona stagione, quasi al di fuori delle aspettative altrui.5 Stiamo crescendo tanto ma sono sicura che possiamo e dobbiamo fare di più perché c’è sempre da migliorare e migliorarsi”.

Un ricordo sulla stagione: “Il momento che senza dubbio ricorderò di questa stagione è la prima vittoria stagionale arrivata per noi, quella contro il Crotone. Quella partita ci ha fatto prendere consapevolezza del nostro potenziale e del fatto che con il duro lavoro, con i sacrifici, i risultati arrivano e non bisogna mai mollare. Fu la prima volta in cui andammo in vantaggio e prese da tutte le emozioni siamo state delle vere e proprie guerriere a riuscire a mantenere il risultato, lottando fino all’ultimo secondo della partita.

Sul finale di campionato: “Il finale che vorrei scrivere per questo campionato è quello di ottenere la salvezza e mantenere la categoria che per me è il posto in cui meritiamo di stare”.

Ilaria Dubini, Pavia Academy: “Abbiamo cercato di essere sempre una per l’altra, un solo corpo, una sola voce in campo”

Sabato vincente per il Pavia Academy, che supera 2-0 il Bologna con le reti di Ilaria Dubini e Biancamaria Codecà. È proprio l’azzurra che sblocca il match ad intervenire ai microfoni di Be.Pi TV per commentare il ritorno alla vittoria delle sue.

Diciamo che sono felicissima di aver segnato, ma assolutamente sono felicissima che siamo riuscite a mettere in campo quello che abbiamo, e quello che non siamo riuscite a dimostrare nelle scorse [partite], perché sono state settimane complicate per noi. Ci siamo parlate in settimana, abbiamo cercato di tirare fuori tutto quello che avevamo, che potevamo, e oggi penso che si sia visto. Eravamo una squadra sola, e non abbiamo lasciato niente, quindi sono felicissima. La vittoria è soltanto una conseguenza di questo“.

Più che la scorsa partita, è proprio un periodo che era proprio un periodo no a livello di testa penso, perché comunque le giocatrici siamo sempre noi. E allora in settimana ci siamo guardate in faccia, e ci siamo prese le nostre responsabilità, e abbiamo cercato di essere sempre una per l’altra, un solo corpo, una sola voce in campo. E penso che ci siamo riuscite, quindi quello che abbiamo detto in settimana e quello che ha detto il mister, evidentemente ha funzionato. Spero che lo porteremo anche nelle prossime partite“.

Noi sappiamo che dobbiamo fare punti, sappiamo che ci dobbiamo salvare, quindi non ci interessa molto chi incontriamo, perché comunque i punti li dobbiamo fare. Quindi andremo a Genova per portare a casa qualcosa, e penso che lavoreremo sempre sul discorso della voglia, della concentrazione, della cattiveria che oggi (sabato, ndr) abbiamo messo in campo. E penso che la strada sia questa“.

L’avversaria: i Paesi Bassi. Quarti in Nations League, senza Miedema il Ct Jonker si affida a Beerensteyn e Brugts

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Al ‘San Vito-Gigi Marulla’ di Cosenza arriva la selezione che in virtù del ranking FIFA (ottava posizione, l’Italia è quattordicesima) e dei risultati ottenuti negli ultimi anni è la grande favorita del Gruppo 1 della Lega A delle qualificazioni a EURO 2025. I Paesi Bassi di Andries Jonker, arrivato sulla panchina Oranje nel 2022 dopo una lunga esperienza da secondo di Luis Van Gaal al Barcellona e Felix Magath al Bayern Monaco, hanno conquistato le Finals di Nations League dopo aver vinto il proprio girone davanti all’Inghilterra, beffata in virtù di una peggior differenza reti. Hanno poi chiuso il percorso nella competizione UEFA al quarto posto, perdendo la semifinale con la Spagna e la finale di consolazione con la Germania. Prima dell’arrivo del tecnico nato ad Amsterdam, le olandesi si sono laureate campionesse d’Europa nel 2017 e sono arrivate seconde nel Mondiale del 2019 (battendo 2-0 le Azzurre nei quarti di finale).

Nella rosa tante calciatrici protagoniste nei club più forti del continente: i difensori Dominique Janssen (Wolfsburg) e Caitlin Dijkstra (Manchester City), le centrocampiste Sherida Spitse (Ajax), Daniëlle van de Donk (Lione), Jackie Groenen (Paris Saint-Germain) e le più giovani Damaris Egurrola (Lione) e Victoria Pelova (Arsenal). Non è stata invece convocata a causa di nuovo infortunio la stella Vivienne Miedema, 115 presenze e 95 reti in Nazionale, 4 reti nei 3 confronti disputati con l’Italia. Senza l’attaccante dell’Arsenal, Jonker in fase offensiva farà affidamento sulla juventina Lineth Beerensteyn, bomber di Nations League (6 reti in 8 gare) e sul talento della ventenne del Barcellona Esmee Brugts, che ha già realizzato 8 centri in maglia arancione.

I PRECEDENTI. A Cosenza andrà in scena la diciassettesima sfida tra le due squadre. I precedenti sono favorevoli all’Italia, che si è imposta in nove occasioni contro le quattro olandesi. Le Azzurre sono tornate a vincere nell’ultimo confronto del 2021, a Ferrara in amichevole (rigore trasformato da Cristiana Girelli) dopo 16 anni nei quali avevano raccolto 1 pareggio e 5 ko.

Alla Nazionale olandese è legata una delle più grandi delusioni della storia della Nazionale Femminile: 27 novembre 2014, Stadio ‘Bentegodi’ di Verona, gara di ritorno del play off per accedere alla Coppa del Mondo Femminile FIFA 2015, destinazione Canada. Serve l’ultimo slancio per coronare una rincorsa lunga 15 anni, tanto era passato dall’ultima apparizione (la seconda in 3 edizioni) al Mondiale, edizione 1999 negli Usa.

Dopo 15 anni, dunque, quel pomeriggio di Verona sembra essere il momento giusto: all’andata, a L’Aja, l’Italia è stata raggiunta nella ripresa (1-1) dopo il vantaggio di Melania Gabbiadini; la FIGC sta lavorando allo sviluppo del movimento che porterà all’ingresso dei club professionisti, la squadra è un mix tra giovani più che ventenni (Laura Giuliani e Cecilia Salvai ‘93, Martina Rosucci ’92, Cristiana Girelli ’90 e Sara Gama ’89) e una generazione più matura di trentenni (Patrizia Panico ’75 unica superstite del Mondiale ‘99, Roberta D’Adda ‘81, Paola Brumana ’82, Alessia Tuttino ‘83, Elisa Camporese ‘84, Raffaella Manieri ‘86, Marta Carissimi ‘87); in panchina era arrivato due anni prima Antonio Cabrini, proprio con l’obiettivo di far tornare tra le grandi la Nazionale Femminile. Nulla è lasciato al caso: in tribuna con il neoeletto presidente federale Carlo Tavecchio c’è anche il Ct della Nazionale maschile Antonio Conte per spingere le Azzurre oltre l’ostacolo insieme ai 5000 spettatori presenti al Bentegodi, che all’esterno accoglie anche il ‘Vivo Azzurro Village’ per i tifosi.

Ma nessuno aveva fatto i conti con una generazione di olandesi destinata da quel giorno a entrare tra le grandi e con l’astro nascente Vivianne Miedema, diciottenne tutto talento che quattro mesi prima aveva guidato le Oranje alla conquista dell’Europeo Under 19 diventando il capocannoniere del torneo per poi trasferirsi al Bayern Monaco. Miedema, dopo aver siglato l’1-1 all’andata, nel primo tempo va a segno 2 volte, mettendo fine ai sogni di gloria di un movimento che avrebbe dovuto aspettare altri 4 anni, 20 in totale, per riannodare il filo con il successo effimero di Boston (27 giugno, 2-0 al Messico che non bastò a passare il turno, ndr) e tornare a un Mondiale.

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