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Ludovica Coppari, Montesilvano: “Con il Bitonto sarà una bella gara. Si avvicina la parte più emozionante della stagione”

Credit: Montesilvano

Nella Serie A di calcio a 5 femminile nelle zone alte della classifica c’è il Montesilvano. Il club abruzzese, attualmente a due lunghezze dalla seconda piazza, nel prossimo match sarà opposto alle pugliesi del Bitonto, capolista del torneo. Sulla super sfida del 20° turno di campionato a parlare, ai nostri microfoni, è stata la centrale, classe ’98, Ludovica Coppari che ha dichiarato:

Sappiamo che sarà una partita molto difficile. Il Bitonto è una squadra fortissima che ha disputato un ottimo campionato. Mi aspetto una bella partita, dove secondo me vincerà chi farà meno errori. Stiamo lavorando tanto per arrivare nel miglior modo e fare del nostro meglio. La pausa, in tal senso, ci e servita per ricaricare le energie e tornare carichi per la fase più importante e difficile della stagione. Da adesso in poi non possiamo sbagliare”.

Sul percorso delle abruzzesi, poi, la Coppari aggiunge: “Penso che l’inizio della stagione è stata un po’ in salita per noi. Avevamo bisogno del lavoro per riuscire ad avere risultati, la stagione è lunga ed ora ci sarà la parte più difficile della stagione dove dobbiamo farci trovare pronte”.

Sulla Serie A vista sino ad ora, invece, la classe ’98 ex Ternana non ha dubbi: “La competizione è stata molto competitiva. Nessuna partita è scontata ed ogni domenica bisogna scendere in campo con la massima concentrazione e dare il 100% per poter portare a casa i 3 punti”

Il capitano della Nazionale, prima calcettista a tagliare il traguardo delle 50 presenze in azzurro, sulla propria annata e sul finale resta cauta: “La stagione non è ancora finita e penso che la parte più bella ed emozionante deve ancora arrivare. Da ora in avanti spero solo che la mia squadra possa avere l’opportunità di essere presente e competere per gli obiettivi prefissati”.

Laura Biondo – L’ispirazione dietro la carriera della freestyler 15 volte record del mondo

Credit Photo: Laura Biondo

Acrobazie, skills, virtuosismi, impegno ed uno strettissimo legame con la sfera di cuoio che dura ormai da 17 anni: è la descrizione della storia di Laura Biondo, grandissimo talento del freestyle.
Una carriera mondiale quella della 32enne d’origine italo-venezuelana, ben 15 volte nel guinness dei primati e prima latino americana a ricevere il titolo di campionessa del mondo in tale settore.

Un vero portento della scena globale, quindi, che ancora oggi porta avanti una continua sfida con sé stessa per il raggiungimento di nuovi importanti traguardi; molteplici le competizioni internazionali che la vedono protagonista, tra abilità, creatività, tecnica, mentalità e soprattutto cuore.
Con grandissimo piacere abbiamo coinvolto Laura nella nostra rubrica “A pranzo con l’ospite” e scambiato qualche chiacchiera con lei: ciò ci ha permesso di entrare in modo più viscerale nel suo mondo e capire ancor di più l’importanza del suo bellissimo lavoro.

Benvenuta Laura! Come è cominciato l’amore per questa disciplina acrobatica, in che modo ha preso il volo il tuo percorso e quanto ha fatto la passione in questo?

Prima di iniziare col freestyle giocavo a calcio: il mio percorso ha preso il via negli Stati Uniti, poi mi sono trasferita a Verona, in Italia, e ho giocato al Bardolino, al Foroni ed al Valpolicella. Purtroppo ho rimediato un infortunio al ginocchio e, mentre ero impegnata nel recupero, con mio fratello ci siamo imbattuti nella visione di un video della serie “Joga Bonito” in cui c’era Ronaldinho che faceva dei trick.

Mentre lui si allenava a Roma per una preparazione atletica stagionale di una squadra del luogo, io, pur arrivando da quel fermo, cercavo di simulare quelle mosse: è stato in quella occasione che ho conosciuto un ragazzo che si occupava di freestyle e mi ha iniziato a mostrare qualcosa; lo stesso, a sua volta, mi ha presentato altri ragazzi e da lì sono partiti gli inviti ad eventi e gare.
Mi sono appassionata così tanto da passare ore ed ore con la palla, fino alla decisione di lasciare definitivamente il calcio e continuare con questa disciplina.

Diversamente da ciò che siamo abituati a vedere normalmente, in questo caso la figura si lascia andare a dei movimenti individuali: non c’è una squadra, ma siete tu e le tue acrobazie…si può considerare un pro?

Bisogna dedicare del tempo e lavorare sodo se si vuole diventare un maestro dell’arte. Credo che il freestyle ed il calcio siano due cose completamente diverse (ciò che fai con il primo non lo fai col secondo in campo) ma avendo fatto entrambi posso dire che il freestyle aiuta a sviluppare una maggior coscienza di movimento del corpo in funzione di quello della palla, oltre che sviluppare una particolare sensibilità al “tocco”.

Avvicinare ragazzi ed adulti a questo sport meraviglioso è indubbiamente un plus: cosa si prova ad avere gli occhi addosso durante i tuoi show? Forse da spettatore lo stimolo più immediato è la curiosità: quanta ce n’è tra gli utenti?

Non si può controllare o scegliere una reazione, ma qualcosa c’è: chi rimane stupito, chi si sente più motivato o addirittura ispirato perché vedere per la prima volta una ragazza far questo porta a pensare “se lei lo può fare anche io posso fare qualsiasi cosa”.

Un po’ ci fai l’abitudine, ma la consapevolezza di poter trasmettere qualcosa di importante a chi ti guarda cambia un po’ il tuo modo di salire sul palco. Vanno via i nervi e contemporaneamente sale la motivazione. Ogni volta che devo fare uno spettacolo penso al pubblico con l’intento di potergli dare qualcosa.

Tanti i premi da record ottenuti, qualcuno ti abbiamo visto batterlo anche sullo schermo. Sono relativamente pochi i minuti d’esibizione, ma sicuramente tanto il lavoro che c’è dietro: ci si abitua mai a questo titolo di campionessa del mondo?

In realtà no. Ho sempre cercato di rimanere una persona molto umile perché, pur raggiungendo certi risultati, rimango un essere umano come tutti. Ammetto che a volte è difficile abituarsi a tutto questo (ed io, in primis, mi stupisco delle cose che riesco a fare), ma credo dipenda anche dai valori personali: per come la vedo io tutti abbiamo dei talenti e siamo speciali a modo nostro, perciò mi considero più avanti rispetto a nessuno.
Tutti possono imparare l’uno dall’altro, indipendentemente dai titoli che si hanno.

I miei non definiscono chi sono ma li vedo più come meccanismo per poter essere d’ispirazione a questa società.
Disciplina e costanza sono aspetti importanti che vanno curati se si vuole riuscire ad avvicinarsi ogni giorno di più all’obiettivo prefissato.

Deve essere una soddisfazione girare il globo e diffondere questa disciplina. Prima freestyler ad aver preso parte al Cirque du soleil: quanto è soddisfacente poter arrivare a calcare palchi così importanti e quanto sono stimolanti per il tuo percorso questo tipo di esperienze?

Sono tutte esperienze molto belle che mi hanno dato ed insegnato tanto. Prendere parte al Cirque du soleil è stato molto particolare: mi è stata offerta la possibilità di salire su un palcoscenico veramente importante per mezzo del quale ho potuto diffondere questa disciplina che, ancora oggi, molti non conoscono.
In ogni caso ogni opportunità è unica da vivere, dalla prima all’ultima.

La tua grande intraprendenza ti ha portato ad ottenere anche una certificazione da personal trainer ed una specializzazione in nutrizione..come riesci a coniugare tutti gli impegni?

Le certificazioni le ho conseguite per mia cognizione in modo che potessero aiutarmi ad allenarmi meglio. Dopo il periodo covid ho lavorato come personal trainer (anche se poco visto che tutto il mondo era fermo), quando tutto è ripartito, però, ho lasciato quel mondo perché mi sono resa conto che non era ciò che volevo fare e non so neanche se avrà futuro.

Mi piacerebbe di più lavorare sull’aspetto della salute mentale degli atleti, dando loro una mano a superare certi limiti o traumi che hanno un impatto sul loro rendimento sportivo.
Sopratutto i giovani del mondo dello sport hanno bisogno di sviluppare anche questa parte che talvolta si rivela essere più importante di quella fisica.

Spostiamoci un attimo sull’argomento calcio femminile in sè. In base anche alla tua esperienza, da donna quanto è difficile oggi farsi spazio nel mondo dello sport?

Fortunatamente i tempi sono un po’ cambiati, oggi credo sia più una guerra di ego: so che per alcuni è difficile accettare che una donna possa fare le stesse cose che fa l’uomo; spesso quest’ultimo è dipinto come unico profilo forte e sarebbe necessario un cambio di mentalità che si rivela essere perlopiù maschilista.
Solo quando quella mentalità riuscirà ad accettare che la donna capace non è una minaccia alla figura opposta forse potrà esserci maggior parità di opportunità.
Personalmente preferisco metterla sul piano uguaglianza: tutti siamo uguali, senza alcuna distinzione.

Che consiglio dai a chi sogna di raggiungere tali traguardi ed a chi magari si vede chiudere qualche porta in faccia?

La fiducia è molto importante e la fede in Dio mi aiuta tanto in questo.
Bisogna imparare ad adattarsi e capire che le cose negative che accadono nella vita possono aprire strade ancora più importanti.
I sogni si possono raggiungere: il mio era giocare un mondiale da professionista di calcio, non ce l’ho fatta ma, se vado a vedere, la vita mi ha portato a vincere un mondiale di freestyle e l’obiettivo di essere tra le migliori al mondo l’ho raggiunto.
A volte è complicato essere onesti con sé stessi, ma se uno ci mette l’impegno e porta avanti quei valori e principi che lo contraddistinguono con onestà, prima o poi sarà la vita stessa ad aprire quelle porte.

Un messaggio per i nostri lettori…

Accettatevi così come siete perché siete unici. Amate le vostre particolarità, qualunque esse siano: vedrete che inizierete a stare meglio e raggiungerete qualsiasi obiettivo!

Si ringrazia Laura Biondo per la gentile concessione.

La Scozia verso la Lega B: ecco le convocate di Martinez Losa per Serbia e Slovacchia

La Scozia approccia la UEFA Women’s Nations League 2024-25 verso WEURO 2025 da neo-retrocessa in Lega B. È l’occasione giusta per rilanciarsi, visto anche il girone ampiamente alla portata, con comunque avversarie da non sottovalutare, come Serbia e Slovacchia nel Gruppo B2.

Nelle convocazioni del CT Pedro Martinez Losa saranno assenti Martha Thomas, Kirsty Hanson, Brogan Hay e Jenny Smith, tutte per infortunio. Ritornano invece Amy Gallacher, Christy Grimshaw, Sarah Ewens e Kirsty Smith, quest’ultima assente da un anno per un infortunio, dopo 49 presenze e quindi pronta a collezionare cifra tonda. La prima partita sarà in terra serba (venerdì 5 aprile alle 18), la seconda in casa nello storico Hampden Park di Glasgow (martedì 9 aprile alle 20:35).

Sam Kerr, esperta difenditrice in forza al Bayern, tramite i profili social della propria Nazionale, ha espresso la seguente riflessione, analizzando cosa non ha funzionato l’ultima volta: “Non puoi togliertela di dosso [la delusione], non ci sono scuse, non abbiamo performato. Ma non abbiamo nemmeno ottenuto i risultati che volevamo nelle partite che invece abbiamo giocato bene. Il calcio a volte è così, e forse [non ci siamo riuscite] anche per i piccoli dettagli che non hanno funzionato. Questo dimostra come la competitività e i piccoli particolari ti facciano perdere le partite. Ma ci abbiamo riflettuto molto, sappiamo cosa dobbiamo fare e miglioriamo allenamento dopo allenamento. Speriamo ovviamente di tornare dalla Serbia con una vittoria“.

Ecco l’elenco completo delle convocazioni della Scozia in conclusione.

Portieri: Jenna Fife (Rangers), Lee Gibson (Glasgow City), Sandy MacIver (Manchester City)

Difensori: Jenna Clark (Liverpool), Rachel Corsie (Aston Villa), Nicola Docherty (Rangers), Leah Eddie (Hibernian), Sophie Howard (Leicester City), Sam Kerr (FC Bayern), Jamie Lee Napier (Bristol City), Kirsty Smith (West Ham United)

Centrocampiste: Chelsea Cornet (Rangers), Erin Cuthbert (Chelsea), Amy Gallacher (Celtic), Christy Grimshaw (AC Milan), Hayley Lauder (Glasgow City), Amy Rodgers (Bristol City)

Attaccanti: Fiona Brown (Glasgow City), Lauren Davidson (Glasgow City), Claire Emslie (Angel City FC), Lisa Evans (Bristol City), Sarah Ewens (Rangers), Jane Ross (Rangers)

Bologna, 2-0 all’Inter Under 19 in amichevole

Photo Credit: Schicchi - Bologna FC 1909

Con il campionato in pausa, il Bologna femminile di mister Simone Bragantini è sceso in campo ieri pomeriggio contro l’Inter Primavera femminile allenata da Marco Mandelli. A Sesto San Giovanni le rossoblù hanno vinto 2-0 grazie alle reti di Gelmetti e Pinna: la prima arrivata a partita appena iniziata, la seconda a dodici minuti dal 90’.

Un buon test per il Bologna, con entrambe le formazioni che hanno ovviamente cambiato tanto in corso d’opera per lasciare spazio a quasi tutte le giocatrici convocate. L’obiettivo ora è prepararsi al meglio per il prossimo turno di campionato, in programma domenica 14 aprile, ore 18:30, in casa contro il Parma.

INTER: Capecchi, Bonsi, Compiani (45’ D’Elia), Galbusera (64’ Petrillo), Toffano (64’ Cotugno), Battilana (45’ Robino), Dicataldo (64’ Beduschi), Giudici, Viviani (64’ Sasso), Fadda (45’ Cavallaro), Ciano (45’ Verrini). A disp: Robbioni. All: Mandelli.
BOLOGNA: Lucia Sassi, Sciarrone, Larocca (58’ Rossi), Gelmetti (46’ Pinna), Ripamonti (46’ Sassi S.) (85’ Antolini), Arcamone, Spallanzani (71’ Raggi), Farina (71’ De Biase), Zanetti, Marcanti (58’ Da Canal), Fuganti. A disp: Lauria, Colombo. All: Bragantini.
MARCATRICI1’ Gelmetti (BOL), 78’ Pinna (BOL).

Le Azzurre sono pronte a sfidare i Paesi Bassi: a Cosenza inizia il percorso verso EURO 2025. Soncin: “Possiamo giocarcela con tutti”

Credit Photo: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

“Abbiamo un sogno, lo realizzeremo insieme”. A due anni e mezzo dall’ultimo match disputato nel sud Italia la Nazionale Femminile è sbarcata a Cosenza per iniziare la rincorsa all’Europeo del 2025. Dal ‘Barbera’ di Palermo al ‘San Vito-Gigi Marulla’, che domani alle 18.15 (diretta su Rai 2) farà da cornice alla sfida con i Paesi Bassi. Con la spinta degli oltre 3500 spettatori che coloreranno di azzurro le tribune dello stadio, la squadra di Andrea Soncin è pronta a fare risultato con le favorite del Gruppo 1 della Lega A, ottave nel ranking mondiale e reduci dalle Finals di Nations League.

All’arrivo nell’impianto della città calabrese le calciatrici sono state accolte da tante bambine e giovani delle scuole calcio, felici di poter ammirare da vicino le proprie beniamine. “Ci aspettiamo il grande calore che una piazza come questa può regalare alle ragazze, ce lo hanno già fatto vedere oggi e sono certo che il pubblico ci spingerà per tutti i 90 minuti – ha dichiarato il Ct in conferenza stampa – vogliamo riaccendere l’entusiasmo nei confronti di un movimento che è in assoluta crescita ed è quindi importante girare tutto il Paese, perché la Nazionale è di tutti. Sappiamo di avere una grossa responsabilità e non ci tiriamo indietro”.

Soncin ha poi analizzato il lavoro svolto nei giorni trascorsi a Coverciano, con il gruppo che ha immediatamente dimostrato di aver voltato pagina dopo le ultime due amichevoli: “A febbraio abbiamo fatto un passo indietro rispetto alle precedenti uscite, ma ce lo aspettavamo perché abbiamo fatto diversi esperimenti e affrontato selezioni di prima fascia – ha aggiunto – questa settimana abbiamo analizzato gli errori, ci siamo presi cura di tutti i dettagli e questo è l’unico modo per creare una mentalità vincente. Possiamo ancora alzare il nostro livello ma le ragazze stanno capendo che possiamo giocarcela con tutte le avversarie. I Paesi Bassi sono una squadra forte e tecnica, noi dovremo valorizzare le nostre qualità e crederci fino alla fine”. Contro le Oranje servirà attenzione in ogni parte del campo e grande determinazione sotto porta, è questo l’aspetto da migliorare nelle prossime uscite – martedì è in programma la sfida in casa della Finlandia (ore 18.15 italiane, Rai 2) – per iniziare col piede giusto il nuovo percorso, già a partire da domani.

Crede nei tre punti e in questo “meraviglioso gruppo” anche Manuela Giugliano, protagonista di una stagione esaltante impreziosita dal primo posto nella classifica marcatrici di Serie A (9 reti come Cristiana Girelli). Visione di gioco, assist al bacio per le compagne e ora anche ‘killer instinct’ in zona gol. “Sono in un momento bellissimo della mia carriera – ha sottolineato la centrocampista della Roma rispondendo ai giornalisti presenti in sala stampa – affronteremo questo impegno con serenità, come abbiamo nel cammino inNations League. Sarà emozionante e non vediamo l’ora di scendere in campo”.

La giallorossa sogna di poter fare strada e vincere presto un trofeo con la Nazionale, un traguardo che spera di raggiungere il prima possibile: “Sono sempre felice ed entusiasta quando indosso questa maglia, che ti dà stimoli diversi a quelli che viviamo tutti i giorni. Siamo cresciute molto nell’ultimo periodo e domani, come ci chiede il mister, giocheremo con grande coraggio. Vogliamo portare a casa un grande risultato”.

BIGLIETTERIA. I tagliandi saranno in vendita fino al calcio d’inizio del match presso le agenzie Vivaticket abilitate e sui siti figc.vivaticket.it e vivaticket.com al prezzo di 14 euro (tribuna principale) o 5 euro (tribuna opposta). È prevista una riduzione per gli Under 18 e gli Over 65, che potranno assistere alla gara pagando 1 euro. Sarà possibile acquistare i biglietti anche domani presso il botteghino dello stadio (via degli Stadi, lato Curva Sud), che sarà aperto a partire dalle ore 15.

L’elenco delle convocate

Portieri: Rachele Baldi (Fiorentina), Laura Giuliani (Milan), Katja Schroffenegger (Fiorentina), Margot Shore (Hellas Verona);

Difensori: Elisa Bartoli (Roma), Valentina Bergamaschi (Milan), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (Roma), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (Roma), Elisabetta Oliviero (Sampdoria), Julie Piga (Milan), Cecilia Salvai (Juventus);

Centrocampiste: Arianna Caruso (Juventus), Giulia Dragoni (Barcellona), Aurora Galli (Everton), Manuela Giugliano (Roma), Giada Greggi (Roma), Cecilia Prugna (Sassuolo), Emma Severini (Fiorentina);

Attaccanti: Chiara Beccari (Sassuolo), Barbara Bonansea (Juventus), Agnese Bonfantini (Inter), Michela Cambiaghi (Inter), Sofia Cantore (Juventus), Valentina Giacinti (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Martina Piemonte (Everton).

Il programma

Venerdì 5 aprile
Ore 18.15 Gara ITALIA-Paesi Bassi (diretta su Rai 2)
A seguire conferenza stampa e zona mista
Rientro a Coverciano

Sabato 6 aprile
Ore 11.00 Allenamento (chiuso)

Domenica 7 aprile
Ore 11.00 Allenamento (chiuso)
Ore 16.30 Partenza volo per Helsinki

Lunedì 8 aprile
Ore 18.00 locali (17 italiane) Allenamento ufficiale MD-1 presso l’Helsinki Football Stadium

Martedì 9 aprile
Ore 19.15 locali (18.15 italiane) Gara Finlandia-ITALIA (diretta su Rai 2)
Al termine rientro in Italia e scioglimento della delegazione

 

 

Benedetta De Angelis, Audace Verona: “Salvezza non scontata. Possiamo ottenere, però, qualcosa di più”

Credit: Audace Verona

Nella Serie A di calcio a 5 femminile una delle formazioni che cerca di avvicinarsi al centro della classifica è l’Audace Verona. Il club veneto, infatti, dista solo due punti dall’ottava piazza che vale i play-off che proverà ad avvicinare dalla prossima sfida con la Lazio. In vista del 20° turno di campionato a parlare, ai nostri microfoni, è stata Benedetta De Angelis, classe ’92, che ci ha dichiarato:

“La Lazio è una squadra ostica, che utilizza tutta le armi a sua disposizione.
Mi aspetto una partita molto intensa, fisica e nervosa e credo che l’Audace, finalmente con cuore e testa più leggeri, possa ambire a una vittoria. Arriviamo da due settimane di stop che ci sono servite per riposare, dopo un periodo molto impegnativo da tutti i punti di vista. Siamo già tornate sul pezzo e il mister ci tiene a non farci perdere di vista il fatto che la stagione non è finita e che potremmo ancora ottenere qualcosa in più di una semplice, ma non scontata, salvezza”.

Audace in campo dopo il successo con il Pelletterie che l’ex di Lazio, Falconara e Olimpus Roma commenta cosi: “Avevamo bisogno di questa vittoria più di ogni altra cosa per raggiungere una salvezza che sicuramente avremmo dovuto e potuto ottenere più agevolmente, magari con qualche giornata di anticipo e senza tutta questa pressione. Però, nonostante una situazione psicologica che sicuramente non era delle migliori date le precedenti sconfitte, la squadra ha reagito con compattezza e maturità, conducendo la partita senza troppi pericoli e dominando sul finale. Al termine della partita eravamo più sollevate che felici, stato d’animo che conserverò sicuramente dentro me per parecchio tempo”.

Sulla Serie A che si avvicina alla conclusione della regular season, poi, Benedetta aggiunge:
“Negli ultimi anni ho visto una Serie A sempre più competitiva nella fascia medio – bassa, mentre in alto c’è una forbice che purtroppo riflette forse un andamento un po’ sproporzionato del movimento. L’Audace, rispetto a tante altre società, ha un approccio
misurato e ponderato che sinceramente, rispetto anche ad altre mie esperienze passate non proprio positive, ho imparato ad apprezzare”.

Succede tutto nella ripresa: la Francia passa 4-2 a Coverciano. Grilli: “Prosegue il percorso di crescita”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Una gara a due volti, che se nel punteggio non sorride alle Azzurrine, può certamente far tornare il buonumore in casa Italia pensando al gioco sviluppato: a Coverciano la Nazionale femminile Under 23 esce sconfitta per 4-2 dalla sfida contro le pari età francesi, in un match che nel secondo tempo ha vissuto su un continuo ‘tira e molla’ tra le due squadre. Dopo un primo tempo di grande equilibrio e chiuso a reti bianche, la ripresa ha visto le ospiti andare subito sul doppio vantaggio; le Azzurrine hanno provato in due circostanze a riaprire il confronto, sul 2-1 e sul 3-2, ma dopo i gol che sembravano incanalare la gara verso un finale palpitante, le ospiti hanno immediatamente ristabilito le distanze in entrambe le occasioni

“Abbiamo incontrato una squadra molto forte, ma la cosa che mi è piaciuta di più è che abbiamo cercato di giocarcela fino alla fine” sottolinea orgogliosa a fine gara l’allenatrice della Nazionale Under 23, Nazzarena Grilli, che poi sottolinea nel suo commento il pensiero agrodolce su quanto visto in campo: “Siamo stati sfortunati, perché abbiamo subìto il terzo gol appena dopo aver mancato il pareggio. Ma questo è il calcio… Le ragazze stanno continuando il loro percorso di crescita ed effettuare questo genere di prestazioni non può che far loro bene”.

La partita. È la Francia a fare la gara e a tenere maggiormente il possesso palla nella prima parte del match, ma all’undicesimo la prima occasione è di marca azzurra: un bel contropiede manovrato porta ad un filtrante alto in direzione Bragonzi, con la numero undici che prova a sorprendere Sieber con un lob volante che però si spegne – seppur di poco – a fondo campo.

La reazione transalpina arriva al 24′ con Bussy che prova la conclusione di prima intenzione su un cross basso proveniente da destra: Forcinella è brava a distendersi e a deviare la conclusione angolata.

Minuto 41: nel grande equilibrio che imperversa continuamente da inizio gara, Feller prova a illuminare il campo ‘Bearzot’ di Coverciano con un destro al fulmicotone. Il tiro è preciso e potente; talmente preciso che prima colpisce il palo interno, danza sulla linea e poi rimbalza sull’altro palo interno. L’attaccante francese si fionda come un falco per ribadire in rete la sfera, ma Forcinella è ancora una volta provvidenziale ad anticipare la numero nove con un balzo che strappa un lungo applauso al pubblico presente.

L’attaccante del Real Madrid è una cliente davvero scomoda per la retroguardia azzurra ed è lei, proprio in avvio di ripresa, a portare avanti la Francia: appena quattro minuti dopo il rientro in campo, scatta in profondità e a tu per tu con il portiere avversario si dimostra fredda quanto basta per realizzare l’uno a zero. Passano appena cinque minuti e al nono ecco arrivare il raddoppio con Bussy, brava a colpire di prima intenzione sul primo palo. È un uno-due che parrebbe letale, tramortendo le Azzurrine, colpite a freddo al rientro in campo dagli spogliatoi.

Ma con lo scorrere dei giri di lancette la reazione azzurra si fa più intensa. Grilli aumenta il peso del proprio attacco e cerca di pervenire al pareggio schierando in campo una formazione a trazione anteriore. Il tutto si concretizza al 26′, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo il portiere francese non intuisce la traiettoria della sfera e raccoglie il pallone solo dopo che questo ha varcato la linea bianca sul colpo di testa di Bragonzi. È la rete attesa che dà nuova vitalità alle padrone di casa, che appena due minuti dopo avrebbero l’opportunità per il pareggio, ma la conclusione di Longo difetta per precisione da ottima posizione

Dal possibile 2-2 si passa così, nel giro di pochi secondi, al nuovo doppio vantaggio per le ospiti: Robustellini è sfortunata e devia verso la propria porta un cross basso proveniente dall’out di sinistra francese.

Nuovamente sotto di due reti, con poco tempo a disposizione per riequilibrare il confronto, l’Italia non si scoraggia e a un minuto dal novantesimo trova ancora le energie per dare nuova vitalità al finale di gara: Gallazzi ruba palla a centrocampo e dai trenta metri lascia partire un destro preciso che sorprende il portiere francese. Ancora una volta, però, la gioia azzurra è effimera e dura pochissimo, giusto il tempo per Bamenga di indovinare un tiro al volo per il 4-2 che chiude definitivamente il confronto.

Francesca Stancati, CONI Cosenza: “Felici di ospitare la Nazionale dopo la bella esperienza con l’Under 17”

La Nazionale Femminile torna in campo domani, alle ore 18:15, a Cosenza contro i Paesi Bassi. Grande euforia per l’evento nella città calabrese per l’approdo delle ragazze guidate dal C.T. Andrea Soncin come si legge anche dalla parole di Francesca Stancati, delegato provinciale CONI Cosenza, rilasciate alla testata solocosenza.com. Questo un estratto delle parole rilasciate dalla stessa Francesca Stancati sul match alle porte dell’Italia:

“A tutti dico di avvicinarsi alla gara con la curiosità di scoprire il calcio femminile perché, se non hanno mai visto una gara scopriranno quanto c’è da divertirsi. Scopriranno che il calcio femminile è uno sport ricco di gesti atletici e tecnici importanti e sarà una partita in cui fare il tifo per le nostre ragazze sarà importantissimo visto che incontreranno una delle Nazionali più forti a livello europeo. Per questo venite allo stadio con una bandiera tricolore ad incitare le nostre ragazze e contribuire al cammino che porta a Euro 2025 dove la nostra Nazionale conta di svolgere un ruolo da protagonista”.

“Gare ravvicinate delle Azzurre? La Nazionale prepara queste gare giustamente a Coverciano, dove tornerà subito dopo la gara per continuare la preparazione in vista della trasferta in Finlandia. Sarebbe stato bello ed interessante un po’ per tutti una presenza più lunga per fare conoscere la nostra città alle atlete e a tutto lo staff della Nazionale, così come abbiamo fatto con le ragazze dell’Under 17”. 

“Il lavoro che abbiamo svolto in quell’occasione ha portato al risultato di oggi, sebbene con le qualificazioni dell’Under 17 tutto era molto più complesso in quanto abbiamo dovuto ospitare quattro Nazionali garantendo loro non solo tutta la logistica, dall’ospitalità ai campi di allenamento in erba naturale, per questo mi permetta di ringraziare ancora una volta tutte le Società che hanno messo a disposizione le loro strutture, per finire ai campi dove si sono disputate le gare. La Federazione ha notato il calore che ha accompagnato la manifestazione ed ha così deciso di assegnarci una gara di qualificazione della nazionale maggiore”.

Pia Gomez, Pelletterie: “Peccato non aver confermato i progressi dello scorso anno, in questo finale di stagione continueremo a dare tutto”

Credit: Pelletterie

Nella Serie A di calcio a 5 femminile a chiudere la classifica ci sono le toscane del Pelletterie. Il club fiorentino cercherà di terminare, però, al meglio la stagione partendo dalla prossima sfida interna dove sarà opposta alle lombarde della Kick Off. Sulla sfida alle porte del 20° turno di campionato a parlare, ai nostri microfoni, è stata la laterale, classe ’84, argentina numero 7 Pia Gomez che ha dichiarato:

“Questa pausa, a dir la verità, ha aiutato ad staccare un po’ la testa. Credo di aver visto un gruppo tornato ad allenarsi in maniera carica. Il periodo rimane, però, non semplice vista la nostra classifica. Continueremmo, però, a dare tutto in campo fino alla fine. Contro la Kick Off sicuramente non sarà una gara facile per noi. Loro sono un’ottima squadra, ma noi cercheremo di replicare il risultato del match dì andata..

“Il nostro campionato? Purtroppo quando non arrivano i risultati i motivi sono sempre molteplici. Dispiace perché non siamo riuscite a dimostrare e confermare quello che abbiamo fatto lo scorso anno. Ora come ora affrontiamo una partita alla volta, dando tutto ogni domenica”.

“Nell’andamento globale di questa Serie A e della stagione nella parte alta della graduatoria mi aspettavo più o meno questi risultati, sono stata più sorpresa per quanto riguarda la bassa classifica dove ci sono state a mio avviso diverse sorprese”.

Marcella Bounous, psicologa dello Sport: “Negli ultimi anni il Calcio Femminile sta vivendo una vera e propria rivoluzione”

Marcella Bounous, Psicologa dello Sport, docente universitaria, Responsabile Centro studi e Ricerche SPORT ACADEMY, Past President AIPS.

Dopo averla conosciuta nell’ambito dell’ evento “Women 4Football” tenutosi a Milano, dove la nostra testata giornalistica è stata partnership, l’abbiamo raggiunta per eseguire una “intervista in esclusiva” e dialogare su importanti fattori psicologici legati allo Sport.

Lo Sport riveste una funzione importante i giovani, in particolare per le ragazze, che con l’accesso al “professionismo” vedono nel Calcio una possibilità in più per praticare sport con una visione prospettica anche di un lavoro. Come vede questa opportunità, dal punto di vista del genitore che deve avvallare questa scelta, e cosa consiglia agli adulti per la propria figlia?

“Dobbiamo dire che negli ultimi anni il Calcio Femminile sta vivendo una vera e propria rivoluzione e quello che una volta era considerato come uno sport “dominato” dagli uomini, adesso, sta cominciando a diventare sempre più popolare tra le donne: questo anche perché è il primo sport italiano in assoluto a divenire “professionistico” ( 1 luglio 2022). È chiaro quindi che qualcosa si sta muovendo.

Credo sia una ottima opportunità per le ragazze che vedono come prospettiva di lavoro il calcio, ma non dimentichiamo che il diventare professionista (ed inseguire i propri sogni ed obiettivi) necessita, indipendentemente dal genere, di un percorso complesso, impegnativo che non fa sconti a nessuno. L’impegno di una ragazza, che ambisce a diventare giocatrice professionista, presuppone un percorso importante che coinvolge molte skills tra le quali quelle mentali. Un aspetto da considerare è che nell’immaginario comune ci sono ancora sport “ maschili” e gli sport “femminili”: lo sport può essere un terreno fertile per combattere questi pregiudizi. Ma se pensiamo che al pari di altri organizzatori sociali lo sport costituisce un vero e proprio spazio di formazione della struttura identitaria ed è importante considerare come l’esperienza sportiva possa incrementare la consapevolezza di genere e l’abilità ad identificare gli stereotipi.

Un consiglio alla famiglia, che accompagna la propria figlia al mondo del calcio femminile, deve essere quello di supportare la sua “passione”, poiché l’aspetto fondamentale dei ragazzi di oggi è avere un sogno, un obbiettivo a lungo termine. Viviamo in un mondo che incoraggia “l’instant motivation”, tutto e subito. Il fare sport, qualsiasi sport esso sia, inevitabilmente aiuta la ragazza a crescere ed i genitori non devono avere paura di essere legati ai pregiudizi: se c’è passione c’è tutto.

Ovviamente l’uomo è diverso dalla donna, però se noi rifiutassimo la differenza oggettiva tra i due sessi non andremmo mai da nessuna parte, e ci sono caratteristiche di diversità e non di opposizione e poi sono caratteristiche di persona legate ai valori. Queste realtà appartengono a domini diversi e quindi non dimentichiamo che ci sono delle caratteristiche di prestazione diverse, anche legate all’interno dello stesso sesso, quindi noi non dobbiamo avere paura delle differenze ma dobbiamo fondamentalmente evidenziarle. ed i genitori, a mio avviso, devono fare questo step culturale.

E più importante il ruolo dell’allenatore, oppure quello dei genitori, per l’inizio della formazione sul campo delle giovani ragazze? Crede che per la giovane calciatrice, all’inizio del suo percorso, il giocare e doversi confrontare con i maschi considerando anche, ad esempio, una differente forza muscolare, in uno sport molto selettivo come il Calcio, è più un vincolo oppure è ancora di più da stimolo?

Credo entrambe: il ruolo degli adulti è importante. Sono ruoli diversi che devono lavorare in sinergia con messaggi educativi chiari e coerenti tra di loro. Non penso sia sensato fare una classifica di importanza.

Il fatto che sia un vincolo o uno stimolo dipende da come viene incanalato da allenatori e genitori, appunto facendo leva sull’importanza del loro ruolo.

Non mi piace sentir parlare di limiti: bisogna essere chiari nel comprendere come ci siano delle differenze naturali tra uomini e donne ( date da caratteristiche fisiologiche) e differenze di genere ( date dal modo in cui la società interpreta in maschile e femminile).

Questa è la grossa differenza. Si, ci sono delle differenze che non sono degli stereotipi ma sono reali, e noi le dobbiamo accettare, come ricchezza, come unicità. Non possiamo pensare di allenare una donna come un uomo, sarebbe sbagliatissimo.

E poi c’è un altro concetto su cui dovremmo riflettere che è la parità di genere e l’equità di genere.

ll primo è che uomini e donne hanno pari condizioni per realizzare il potenziale umano, quindi stessi diritti civili, mentre l’equità di genere mira a garantire le pari opportunità tenendo conto delle differenze tra i due sessi ed è proprio la diversità ad apparire come un valore fondamentale. Noi dobbiamo garantire oltre che la parità (diritto fondamentale) anche l ‘equità di genere in grado di assicurare pari opportunità a tutti, partendo appunto dalle differenze di ogni persona. E lo Sport dovrebbe valorizzare queste differenze”.

La diversa struttura muscolare e ossea delle donne, a livello fisico, rispetto agli uomini, come la vede? È possibile dare un contributo a livello psicologico per sostenere il raggiungimento degli obbiettivi prefissati? Quale potrebbe essere lo stato d’animo delle donne, nell’affrontare gli obbiettivi di ogni giorno nel gruppo sportivo o in una squadra di calcio? La salute ed il benessere delle atlete quanto conta, non solo nel calcio, ma nello Sport?

Posso affermare che ci sono studi che affermano che le donne riescono a gestire meglio i propri punti di forza a partire dalla propria consapevolezza: riescono a regolare le emozioni, ritrovano subito la concentrazione, sono più perseveranti, maggiore resistenza alla fatica e una capacità di recupero più rapida ( Wissal Boughattas, 20209 ) Incrementare le proprie abilità mentali inevitabilmente impatta positivamente sul benessere e sulla performance ( indipendentemente dal genere).

Per rispondere alla seconda parte della domanda, la salute ed il benessere sono un diritto di ogni essere umano: prima dell’atleta c’è sempre la persona. Quindi conta nella vita prima ancora che in un rettangolo di gioco.

La visione del benessere deve essere interpretata secondo un quadro multi fattoriale che si snoda tra fattori individuali, sport specifici e fattori legati alla propria carriera ( l’atleta si trova spesso a vivere dei momenti diversi nel corso della sua carriera come ad esempio un infortunio o un fine carriera).

Il progetto You’ll Never Walk Alone promosso da AIC e Lega Pro ( il primo in Italia) ha voluto proprio mettere in risalto il benessere del calciatore/ calciatrice partendo dalla persona.

In conclusione, che tipo di attenzione dovrebbe esserci da parte delle Federazioni (o se a suo sapere già esiste) per favorire lo Sport tra i giovani, per trovare le loro emozioni in squadra, per un modello di crescita omogeneo? Nel mondo particolare del Calcio Femminile che modello di crescita potrebbe consigliare? Si potrebbe fare, meglio, o di più per questo Movimento in Italia?

“Le Federazioni hanno dei protocolli, dei modelli da rispettare: a mio avviso quello che dovremmo mettere in risalto è un modello che evidenzi l’importanza del benessere nelle atlete.

Viviamo in un mondo dove il risultato è visto come obiettivo primario, invece ci sono delle tappe evolutive che le atlete devono percorrere per crescere: non bisogna avere fretta. Bisogna partire da una educazione allo Sport, proporre un agonismo consapevole che insegni loro a competere ancora prima che a vincere.

Ovviamente il Calcio femminile è esploso da poco e necessiterà di ancora un po’ di tempo per strutturare il contenitore, per capire i passi da compiere e aiutare le giovani calciatrici a formarsi come donne ancora prima che come calciatrici.

Occorrerà lavorare tanto sulla formazione per abbattere i pregiudizi e comprendere le differenze: solo alla luce delle differenze oggettive si possono strutturare programmi di allenamento che permettano di raggiungere obiettivi in maniera migliore e più rapida e duratura.

Raggiunto questo obbiettivo sarà tutto migliore e diverso”.

La nostra redazione vuole ringraziare la dottoressa Marcella Bounous per il suo tempo e la sua professionalità nel risponderci alle difficili tematiche legate allo Sport, l’ AIC per il supporto tecnico e la disponibilità.

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