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Brescia, domani trasferta contro l’H&D Chievo Women

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La 20esima giornata, nonché quinta del girone di ritorno, è in programma per domenica 10 marzo 2024 e vedrà il Brescia Calcio Femminile sfidare il Chievo Verona, sul campo dello Stadio Olivieri di Via Sogare (VR) alle ore 14:30.

La formazione veronese al momento si trova alla settima in classifica a pari punti con il Brescia (30) ed è reduce dalla sconfitta per 2-0 in casa della Ternana. Il Chievo conta 8 vittorie (Arezzo, San Marino, Pavia, Ravenna, Res Roma, Freedom, Arezzo e San Marino), 6 pareggi (Brescia, Bologna, Tavagnacco, Cesena, Hellas Verona e Genoa) e 5 sconfitte (Genoa, Ternana, Lazio, Parma e Ternana).

Il Brescia è, invece, ottavo in classifica con gli stessi 30 punti del Chievo Verona e reduce dalla vittoria casalinga contro il Ravenna. La Leonessa conta 9 vittorie (Tavagnacco, Parma, Ravenna, Freedom, Bologna, San Marino, Pavia, Tavagnacco e Ravenna) e 3 pareggi (Chievo, Arezzo ed Hellas Verona) e 7 sconfitte (Cesena, Lazio, Genoa, Ternana, Res Roma, Cesena e Parma).

La gara di andata si è giocata il 22 ottobre 2023 sul campo del Centro Sportivo Mario Rigamonti di Buffalora (BS) ed è finita con il pareggio di 2-2 con le reti di Accornero e Pasquali per il Brescia Calcio Femminile e quelle di Begal e Picchi per il Chievo Verona.

A disposizione del mister Aldo Nicolini: Alessia Accornero, Giorgia Bettineschi, Paola Boglioni, Veronique Brayda, Aurora Celestini, Teresa Fracas, Laura Ghisi, Jenny Hjohlman, Rossella Larenza, Serena Magri, Marta Morreale, Ludovica Nicolini, Sofia Pasquali, Veronica Pedrini, Clara Raccagni, Nina Stapelfeldt, Sabrina Tasselli, Alexandra Tunoaia, Stefania Zanoletti e Danila Zazzera.

Torneo di calcio olimpico femminile: tutte le vincitrici di medaglie

Credit Photo: FIFA - Fédération Internationale de Football Association

Dal 25 luglio al 10 agosto si svolgerà in Francia l’ottava edizione del Torneo olimpico di calcio femminile. Dodici nazioni punteranno alla gloria olimpica, con i giochi che si svolgeranno in sette città in tutto il paese. L’edizione inaugurale della competizione si è tenuta ad Atlanta nel 1996.

Qui, FIFA.com elenca tutte le squadre vincitrici di medaglie nella storia della competizione.

Squadre di maggior successo al torneo olimpico di calcio femminile

Classificate per numero di medaglie d’oro:

Stati Uniti
Oro: Quattro (Atlanta 1996, Atene 2004, Beijing 2008, Londra 2012)
Argento: One (Sydney 2000)
Bronzo: One (Tokyo 2020)
Gli Stati Uniti hanno vinto quattro delle prime cinque edizioni del torneo, con figure leggendarie come Abby Wambach, Kristine Lilly, Carli Lloyd e Megan Rapinoe protagoniste di questi trionfi. Gli Stati Uniti non sono riusciti a vincere una medaglia per la prima volta a Rio 2016, ma sono tornati sul podio a Tokyo 2020, dove hanno conquistato il bronzo.

Germania
Oro : Uno (Rio 2016)
Bronzo: Tre (Sydney 2000, Atene 2004, Beijing 2008)
Dopo essere arrivata terza in tre occasioni, la Germania ha finalmente vinto il suo primo titolo olimpico nel 2016. Ha battuto la Svezia 2-1 in finale, grazie a un gol di Dzsenifer Marozsan e un autogol di Linda Sembrant. L’attaccante tedesca Melanie Behringer è stata la capocannoniera del torneo, segnando cinque gol.

Canada
Oro: Uno (Tokyo 2020)
Bronzo: Due (Londra 2012, Rio 2016)
Le canadesi hanno vinto l’argento nel 2012 e nel 2016 prima di compiere finalmente il passo finale verso la gloria a Tokyo 2020. Dopo un’intensa fase a gironi, il Canada ha eliminato il Brasile ai rigori e poi ha battuto gli Stati Uniti 1-0 in semifinale. Ciò ha dato il via a una finale mozzafiato per la medaglia d’oro con la Svezia, in cui hanno trionfato nuovamente ai rigori.

Norvegia
Oro: Uno (Sydney 2000)
Bronzo: Uno (Atlanta 1996)
La Norvegia è stata l’unica squadra a spezzare il dominio olimpico degli Stati Uniti tra il 1996 e il 2012. Nell’edizione del 2000 a Sydney, Gro Espeseth, Hege Riise e compagne (campionesse del mondo nel 1995) hanno battuto le americane ai rigori in finale. Le squadre si erano affrontate anche in precedenza nel torneo, con gli Stati Uniti che avevano vinto nella fase a gironi per 2-0.

Brasile
Argento: Due (Atene 2004, Beijing 2008)
Il Brasile ha conquistato due finali sia ad Atene 2004 che a Beijing 2008. Tuttavia, nonostante la presenza della leggendaria Marta, è stato battuto dagli Stati Uniti ai supplementari in entrambe le occasioni.

Svezia
Argento: Due (Rio 2016, Tokyo 2020)
Come il Brasile, la Svezia ha giocato due finali ma è stata sconfitta entrambe le volte. Sono state battute dalla Germania nella partita per la medaglia d’oro a Rio 2016 prima di perdere contro il Canada ai rigori a Tokyo 2020. Tra queste due edizioni olimpiche, le scandinave sono arrivate terze alla Coppa del Mondo femminile FIFA 2019, un’impresa ripetuta nel 2023.

Giappone
Argento: Uno (Londra 2012)
Il Giappone di Saki Kumagai, Aya Miyama e Homare Sawa, si è classificato secondo a Londra 2012. È stato battuto 2-1 nella partita per la medaglia d’oro dagli Stati Uniti, la squadra che aveva superato nella finale della Coppa del Mondo femminile un anno prima.

Cina
Argento: Uno (Atlanta 1996)
La Cina è stata una delle squadre più costanti del calcio internazionale negli anni ’90. Finirono quarte ai mondiali del 1995 e un anno dopo raggiunsero la finale del torneo olimpico di calcio femminile inaugurale, perdendo 2-1 contro gli Stati Uniti. Hanno spinto le americane fino ai rigori nella finale della Coppa del Mondo del 1999, ma non è bastato per vincere l’oro.

San Marino Academy, in casa del Parma con l’adrenalina post-derby. Mariotti: “Momenti belli, ma resta tanto da fare”

Photo Credit: SMAcademy

Nella testa, inevitabilmente, circola ancora qualche immagine dell’immediato post-derby. La domenica che ha regalato una iniezione di pura adrenalina alle Titane può segnare la svolta, così come no. Lo si scoprirà nel prosieguo del cammino. Di sicuro sono arrivati tre punti preziosi per la corsa salvezza e per l’autostima. Ma l’impresa reclama continuità. “Sono stati tre punti fondamentali per lasciarci alle spalle un periodo grigio, in cui, a dispetto degli sforzi, le cose non ci riuscivano pienamente  – afferma Michela Mariotti – Aspettavamo da tempo una gara così e credo che sia arrivata nel momento gusto. L’euforia è durata ben oltre il fischio finale del derby, ma poi abbiamo staccato e ci siamo concentrate sulla prossima partita, cercando di conservare dentro di noi tutto ciò che c’è stato di buono domenica, specie in termini di autostima. Inutile dire che gli allenamenti di questa settimana ci hanno regalato ottime vibes. Sono stati momenti belli, ma resta tantissimo da fare e da dimostrare“.

Salvo sorprese, saranno gli scontri diretti ad emettere la maggior parte dei verdetti, se non tutti. Intanto, il calendario continua a mettere Menin e compagne davanti a squadre che abitano i piani più alti della graduatoria. Dopo il Cesena, ecco il Parma. “Dover affrontare subito un’altra squadra di alta classifica può essere un’arma a doppio taglio – il parere della centrocampista sammarinese –  Il dispendio fisico e mentale sarà notevole, ma certamente non corriamo il rischio di adagiarci o di abbassare la guardia. Sta a noi mettere in campo l’atteggiamento giusto. La gara scorsa ci ha insegnato che non dobbiamo mai partire sconfitte. E anche la partita di andata ce lo insegna. Dobbiamo prendere spunto da quelle due prestazioni, cercando di fare ancora meglio“.

Tornando al derby, il ‘tesoretto’ derivante dalla vittoria riguarda i punti in classifica, ma non solo. “Questa impresa ci ha donato sicurezza. Spero davvero che sia scattato qualcosa di nuovo nella nostra testa, soprattutto la consapevolezza di avere i mezzi per risalire la classifica. Deve iniziare un cammino diverso da qui in poi, nuovo. E ognuna deve credere in sé stessa. Il mister, dandomi la possibilità di debuttare in quel concitato ultimo quarto d’ora, mi ha dimostrato di avere fiducia in me. Ed è proprio così: ognuna di noi è importante e può dare un contributo essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo“.

Per Michela l’ansia da debutto – se c’è stata – ha subito lasciato spazio a sensazioni diametralmente opposte: “È stata adrenalina totale. Non mi aspettavo che il mister mi chiamasse, ma quando l’ha fatto il cuore ha iniziato a battere forte. Credo che, con quel gesto, abbia voluto far capire quanto per lui sia importante il sentimento di appartenenza, un sentimento che io provo in maniera molto forte, essendo nata e cresciuta calcisticamente con questi colori addosso. E ho trasformato tutto questo in energia. Dall’inizio della stagione ho cercato di allenarmi bene per farmi trovare pronta, qualora ci fosse stato bisogno di me. Sono contenta dello spezzone che ho fatto. È stato bellissimo, tanto che la sera ho faticato ad addormentarmi. È una data che ho segnato sul calendario e che non dimenticherò“.

Il Parma farà gli onori di casa a Noceto, località che riporta le Titane ad un ricordo felicissimo, quello dello spareggio-promozione del maggio 2019 contro la Riozzese. Si gioca al Centro Sportivo “Il Noce” (campo A) domenica alle 14:30. Diretta disponibile sul canale YouTube di Bepi.TV.

Esordio amaro per Zappella, la Juventus cade a Biella, la Fiorentina vola in finale di Coppa Italia

Credit Photo: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femmnile Italiano

Esordio amaro per il neo mister Giuseppe Zappella, che vede le sue ragazze cadere sotto una bella ed organizzata Fiorentina: un 1 a 3 che condanna la Juventus ad una sconfitta molto pesante nella gara di ritorno, della semifinale, di Coppa Italia.

Gara che parte in salita già dai primi minuti di gioco, per le padrone di casa, al 4′ su punizione di Vero Boquete, destro che si stampa in peno sulla traversa per poi cadere sotto porta per l’imbucata fulminea di Janogy, alla sua terza rete a Biella (dopo la doppietta in campionato), per il vantaggio viola. Una Juventus che soffre il vantaggio delle ospiti, giocando il primo quarto d’ora in ritardo, e concedendo alla Fiorentina la manovra delle azioni più offensive. Al 15′ una super parata di Peyraud-Magin devia il tiro di testa, a rete, di Johannsdottir con la difesa bianco nera immobile. Poco la reazione di Cantore, che trova spazio in fascia per un cross centrale e preciso per la testa di Girelli: brava la numero uno viola a deviare in angolo. Al 21′ Catena ruba palla a Caruso, ed in area viene messa a terra, netto calcio di rigore, dove dagli undici metri è ancora Vero Boquete a piazzare a rete il 0 a 2 per la Fiorentina. Al 27′ l’orgoglio bianco nero si vede con Barbara Bonasea, che piazza un destro secco in porta per il volo di Schroffenegger, ma il risultato non cambia. Poco dopo è Cristiana Girelli a provarci, ma è ancora Katia a dire no. Padrone di casa che sembrano aver ritrovato, dopo la mezz’ora, il coraggio di crederci ancora ed a riuscire a portare nello specchio della porta avversaria azioni di rilievo. Le viola giocano un calcio ordinato, sopra tutto in fase difensiva, chiudendo ogni spazio alle bianco nere. Al 41′ l’ennesimo tiro a rete di Girelli sembra stregato, o meglio ancora neutralizzato dalla migliore in campo delle undici viola: il suo numero uno, che salva ancora la sua porta. Nel poco recupero, concesso del direttore di gioco, è Asia  Bragonzi a mettere la palla nel sacco per il momentaneo risveglio della Juventus.

E piove, Madonna come piove, sulla tua testa e l’aria si rinfresca. E pioverà fin quando la terra non sarà di nuovo piena, e poi si rasserena….”. A Biella, anche le parole di Lorenzo Cherubini, in arte “Jovanotti”, risuonano sul quadrante di gioco come una tempesta, più che una pioggia! Sebbene l’ aria si sia rinfrescata, il dopo Montemurro ha lasciato poca serenità e molta confusione, con una unica certezza: occorre un vero cambiamento, ma in tutta la squadra.

La ripresa non cambia piglio ed è ancora la Fiorentina a colpire, doppietta Madelen Janogy, e gara che si chiude al 50′ con il 1 a 3 per le ragazze di De La Fuente. Il neo mister ribalta la panchina ed effettua quattro cambi: con gli ingressi di Thomas, Gunnarsdottir, Beerensteyn e Eghegini. Cambi che rivoluzionano mezza squadra, lasciando inalterato il modulo, ma ciò che non cambia è l’approccio della gara che porta forze fresche ma la terza rete delle ospiti hanno lasciato il segno: condannando alla sconfitta anticipata. La Fiorentina ha effettuato una ottima prestazione, convincente e dinamica, sfruttando le esperienze della gara di andata e del match di campionato portando sul campo il livello tecnico che le ha concesso di chiudere questa semifinale con una storica vittoria.

Si chiude il 21° confronto tra Juventus e Fiorentina considerando tutte le competizioni: le bianconere restano a 14 successi, contro i 5 delle viola (e due pareggi), ma questa sconfitta pesa moltissimo.

Queste le formazioni scese in campo:

JUVENTUS (4-4-2): Peyraud-Magnin; Lenzini, Calligaris, Salvai, Boattin; Girelli, Caruso, Grosso, Catore; Bragonzi, Bonansea. All. Giuseppe Zappella.

FIORENTINA (4-4-2): Schroffenegger;: Agard, Georgieva, Erzen, Faerge; Catena, Severini, Johannsdottir, Boquote; Longo, Janogy. All. Sebastian De La Fuente.

Sofia Belo da Silva, Moncalieri: “La mia fiducia? Sta nel lavoro che facciamo. Per noi ogni partita come una finale”

Credit Photo: Lavinia Quagliotti

Di settimana in settimana vi è sempre più convinzione dei propri mezzi: lo sa la squadra allenata da mister Ferrarese, riuscita a raggiungere l’ennesima vittoria stagionale; lo ha fatto questa domenica in terra sarda, davanti alla Tharros. La compagine piemontese vola così a +3 per quel che riguarda il punteggio, ma procede con sicurezza e senza eccessivi ottimismi (questo perché totalmente consapevole della pericolosità del girone). È e sarà indubbiamente fondamentale guardare l’atteggiamento degli altri gruppi che si sono dimostrati determinati e diversamente rinunciatari.

Il Moncalieri, quindi, resta ben saldo nelle prime posizioni (si precisa il terzo posto a quota 47), non solo perché capace di esprimere il proprio meglio sul rettangolo di gioco anche davanti alle più ostiche avversarie, ma grazie anche ad una andatura incerta da parte di qualche squadra del campionato cadetto.

E mentre resta l’attesa per la ventesima disputa della competizione, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Sofia Belo da Silva, apporto difensivo classe ’97, fresco di approdo a titolo definitivo nel club biancoblù. La giovane calciatrice (arrivata a gennaio inoltrato dopo il problema infortunio di Giada Nicco) si è sbilanciata su quelle che sono le prospettive nei colori scelti.

Benvenuta Sofia! Come sta procedendo il tuo percorso in maglia Moncalieri, iniziato di recente dopo una parentesi al Ravenna? Quali sono i punti che ti hanno portato ad un accordo con questa società?

Finora il percorso è stato tranquillo. La società mi ha ricevuto davvero con grande affetto e lo staff (composto da persone gentili) si è dimostrato da subito disponibile ad aiutarmi. La consapevolezza che avrei trovato serietà è stato uno dei motivi che mi ha spinto a venire qui.

La squadra sta procedendo spedita in direzione salvezza, ma bisogna non togliere forza a ciò che è stato fatto fino ad ora. Quella di questa domenica in trasferta contro la Tharros, infatti, è stata una vittoria di valore a questo punto di campionato. Come l’hai vissuta e come valuti la prestazione del gruppo?

La nostra è una squadra che vede ogni partita come una finale: quando entriamo in campo non importa se giochiamo contro la prima o l’ultima in classifica, pensiamo solo a vincere.

Ovviamente ogni gara è a sé, quindi il fatto di saperle gestire mostra la maturità della nostra squadra. Sappiamo che c’è sempre qualcosa da migliorare, ma domenica abbiamo fatto bene e siamo riuscite a portare i 3 punti a casa.

Al di là dei grandi risultati che state raccogliendo, si nota l’obiettivo comune tra compagne che, salto di categoria a parte, sembra quello di migliorarsi sempre di più. Per te quanto è importante l’ambiente stimolante che avete creato?

Ciascuna di noi ha degli obiettivi e questo porta ad essere competitive anche durante gli allenamenti per poi trasferire l’approccio in partita.
Sinceramente non ci piace perdere, quindi facciamo di tutto perchè non accada!

Il bilancio stagionale è prezioso: 15 gare vinte su 19 giocate. L’ostacolo girone di ritorno è però ancora vivo: di fatto domenica ospiterete in casa l’Angelo Baiardo. Cosa ti aspetti da loro e quanta fiducia c’è nel raggiungimento di una conferma in termini di risultato?

Come detto prima, puntiamo a vincere. Lavoriamo insieme, cercando di fare leva sui “difetti” delle opposte; allo stesso tempo troviamo il modo di sbagliare il meno possibile per evitare di lasciare loro una chance per colpirci.
La mia fiducia sta qui: nel lavoro che facciamo, nella nostra unione.
Con le liguri metteremo in pratica il nostro progetto di preparazione settimanale.

Statisticamente parlando, siete pari col Lumezzane (attualmente secondo); l’Orobica rimane capolista, ma un’altra vittoria sarebbe utile al fine di avvicinarvi ancora di più alla possibilità primo posto. Una lotta continua ed una sana rivalità tra le prime quattro, che non facilita nulla. Non ci sarà da sottovalutare nessuno…

Esatto. Se le squadre stanno dove stanno è perché lo meritano, anche perché, visto il lungo campionato, non è facile allungare la striscia positiva.

Dobbiamo dar merito anche a loro ma, come sappiamo, nel calcio non possiamo mai sottovalutare nessuno: a volte ho l’impressione che le altre squadre ci sottovalutino, ma posso dire con certezza che abbiamo meritato il nostro posto in graduatoria.

A livello di squadra come sta procedendo il cammino di crescita? I tuoi obiettivi e le ambizioni personali che speri di raggiungere con questi colori?

Manca ancora tanto e non dobbiamo fare passi più lunghi della gamba. Tutte noi crediamo nelle nostre possibilità e teniamo a far bene tutto il percorso. Non nascondo che sarebbe perfetto arrivare ancora più in alto!

Si ringrazia Sofia Belo da Silva e la società tutta per la gentile concessione.

Matteo Pachera, coach Hellas Verona: “Abbiamo voglia di tornare a vincere, vogliamo dimostrare il nostro valore”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Vigilia della 20a e quinta giornata del girone di ritorno del campionato di Serie B Femminile per l’Hellas Verona Women, che scenderà in campo domani – domenica 10 marzo (ore 14:30) – contro il Ravenna Women allo Stadio “Soprani” di San Zaccaria (RA). La partita, come di consueto, sarà trasmessa in diretta streaming gratuita sul canale YouTube di Be.Pi TV.

Le ragazze gialloblù saranno ospiti dell’ultima forza del campionato che ha ottenuto fino ad ora tre punti in classifica. Le romagnole si presentano al match dopo il pareggio casalingo ottenuto per 2-2 ottenuto contro il Pavia Academy, e dopo la sconfitta per 2-1 arrivata sul campo del Brescia nel corso dell’ultima giornata. Le gialloblù hanno invece ottenuto due punti nelle ultime due partite, pareggiando per 1-1 sul campo del Genoa, e per 2-2 ottenuto contro la Freedom lo scorso weekend.

La partita d’andata tra le due formazioni si è conclusa con il risultato di 5-0 a favore del Verona, che nel secondo tempo andò in rete per ben quattro volte.

Queste le parole di mister Matto Pachera alla vigilia: “La voglia di tornare a vincere è tanta perché ci teniamo tantissimo a fare bene in queste ultime undici partite. Domenica scorsa abbiamo preso gol negli ultimi minuti da un’azione nata su una palla inattiva e questo ci rammarica molto perché avevamo fatto una buona partita. Tante volte sono i dettagli a fare la differenza e purtroppo domenica questi ci sono stati sfavorevoli. Ora dobbiamo prepararci bene per la sfida di Ravenna, soprattutto mentalmente. Loro hanno cambiato da poco allenatore, hanno entusiasmo e buone giocatrici, mentre il campo è sicuramente difficile visto che non è dei migliori. Dobbiamo essere pronte mentalmente per questa partita, che sarà molto complicata. Conosciamo il nostro valore e come sempre cercheremo di dimostrarlo in campo“.

Nicoletta Mazza, coach Lumezzane: “Imparare dagli errori del passato”

Photo Credit: Pagina Youtube FC Lumezzane

Il Lumezzane è tornato immediatamente a vincere dopo la sconfitta di domenica scorsa a Moncalieri, grazie al 9-1 ottenuto contro il Caprera nella 19a giornata del Girone A di Serie C, e domani le lumezzanesi andranno in casa della formazione toscana del Rinascita Doccia.

Nicoletta Mazza ha fatto il punto davanti ai microfoni del club valgobbino: “Contro il Caprera è arrivato un risultato sicuramente molto rotondo, ma che non evidenzia sufficientemente l’atteggiamento delle giocatrici che hanno eseguito tutto quello che abbiamo preparato con grande attenzione e professionalità. Adesso c’è il Rinascita Doccia: una partita insidiosa, che ci deve subito far alzare l’attenzione, e ragionare immediatamente su come vogliamo affrontare la partita. Giocheremo su un sintetico di ultima generazione, ci sono tutte le armi per per poter far bene“.

Polisportiva Monterosso, arriva un ko pesante contro la Solbiatese Azalee

Photo Credit: Pagina Facebook ASD Polisportiva Monterosso

Brutta sconfitta per il Monterosso,in quel di Gallarate contro la Solbiatese Azalee. La squadra di Mr. Vezzali fatica a fare gioco e a trovare conclusioni pulite verso la porta di Mazzon.

Pronti via doccia fredda: al 3’ Barbini si invola in fascia vince un rimpallo entra in area, salta un avversaria e appoggia nell’angolino basso. Al 7’ prova a reagire il Monterosso: punizione battuto a sorpresa da Alemanni ma la conclusione è centrale e non impensierisce Mazzon. Al 12’ disattenzione Solbiatese, Nervi prova ad approfittarne ma il tiro è centrale. Al 14’ azione di Barbini in fascia, arriva sul fondo e crossa per Pellegrinelli che conclude di testa: palla a lato. Al 25’ lancio sulla sinistra per Vischi che galoppa sulla fascia e, giunta al limite, mette in mezzo un pallone al bacio che Pellegrinelli in spaccata insacca. Al 35’ Barbini in ripartenza si fa scippare palla da Alemanni che poi conclude ma spara alto. Al 41’ ancora la numero 7 locale in fascia ne salta 2 e crossa ancora per Pellegrinelli ma conclude a lato. Primo tempo finisce qui.

Ripresa che si apre con le padrone di casa in avanti nello specifico con De Vivo che supera Frecchiami e conclude in porta trovando però una bella deviazione in angolo di Picco. Al 7’ contropiede Monterosso Citaristi lancia Volonterio che però conclude debolmente e Mazzon in tuffo blocca. Al 15’ invece ci prova Marini a trovare la rete dopo uno scambio rapido con una compagna ma Picco si allunga e col piede ribatte. Al 25’ arriva la terza rete per le locali; ennesima azione di Barbini che mette in mezzo per Pellegrinelli che stoppa e a incrocia sul secondo palo. Il Monterosso fa fatica e al 28’ la squadra bergamasca viene ancora punita da Pellegrinelli che viene servita da Marini, dopo un tocco di tacco di Vischi ed è 4-0. Dopo molti cambi da entrambe le parti, al 35’ lancio filtrante per Vischi che sola davanti a Picco è glaciale a colpirla per il 5-0 finale. Ultima azione della partita è di marca ospite: Zonca serve Citaristi che si fa spazio ma conclude debolmente.

In classifica si ferma la striscia positiva del Monterosso con una sconfitta da archiviare al più presto.

Valentina Giacinti, AS Roma: “Qui, il supporto non manca mai”

Credit photo: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Valentina Giacinti, in un’intervista rilasciata poche ore fa all’edizione romana del Corriere della Sera, ha ripercorso un pò quello che è il suo passato da calciatrice prima dell’approdo a Roma e un resoconto allo stato attuale dell’esperienza in giallorosso.

Le parole della “bomber” numero 9 giallorossa:”La stagione finora è molto positiva sotto più punti di vista. Abbiamo finito la regular season da prime ed era quello che volevamo. La società ci ha aiutato tanto e ci ha garantito una squadra ancora più competitiva. Il supporto non manca mai, Betty (Bavagnoli, ndc) è sempre presente. Qui credono tanto in noi e nel calcio femminile, la Roma punta in alto e anche io. Questo progetto mi ha convinto subito. Sapevo che la Roma era da tempo interessata a me, ma non avevo mai pensato di andar via definitivamente dal Milan. Poi però quando è arrivato quel momento, dopo il prestito alla Fiorentina, la prima squadra a cui ho pensato è stata proprio la Roma. La sentivo già come casa e sapevo di poter portare io qualcosa di diverso qui. Ho trovato un ambiente che mi ha aiutato a essere me stessa. C’era tanta voglia di vincere con il bel gioco ma lo scudetto finiva sempre altrove. Poi ho capito che ce l’avremmo fatta. Dall’estate dentro di me dicevo “Lo vinciamo”. Sentivo tanta forza da parte di tutti, ho trovato un tecnico che crede in noi e una mentalità forte e professionale”.

L’attaccante della Roma e della nazionale italiana, protagonista di un’ottima stagione come anche tutta la squadra giallorossa, ha sottolineato il costante supporto della proprietà, della società, dello staff e dei tifosi senza il quale i risultati fin ora ottenuti sul campo  non sarebbero stati possibili; nelle parole di Valentina, un particolare encomio è stato riconosciuto ad Elisabetta Bavagnoli, responsabile settore femminile per l’AS Roma; una figura sempre presente e disponibile che ci ha dato supporto in ogni situazione.

Giuseppe Zappella, Juventus Women: “Sono stato molto contento di mettermi in gioco perchè mi mancava questa esperienza”

Il ritorno di Coppa Italia, tra la Juventus Women e la Fiorentina, segnerà a Biella il battesimo in prima squadra del neo mister Giuseppe Zappella.

L’allenatore, in seconda delle bianconere, fino alla semifinale di andata è stato prescelto dal direttore generale Stefano Braghin, quale sostituto, di Joe Montemurro che ha salutano in settimana la società.

Tecnico di esperienza, da 10 anni tra le file bianco nere, ha rilasciato una lunga intervista dove ha ripercorso la sua carriera nella Juventus ed in parte della sua vita sui rettangoli di gioco.

“Ho avuto un passato da calciatore, di cui vado orgoglioso pur non avendo mai giocato in Serie A, ha esordito il neo mister delle Women, durante la mia carriera ho conosciuto il Direttore, Stefano Braghin. Sono stato il suo capitano e il rapporto di estrema fiducia è continuato. È stato lui, infatti, a chiamarmi per entrare in Juventus e ho iniziato la mia avventura qui circa dieci anni fa. Devo dire che in questo lungo periodo ho imparato molto bene che cosa è lo spirito Juventus e il vero significato dell’espressione “Fino alla fine”.

Giuseppe Zappella, è orgoglioso di queste scelte e le sue parole sono il chiaro segno di una vera appartenenza al Club: “Ho avuto la fortuna di entrare come Head Coach degli Under 16 e, poi, di unirmi a Fabio Grosso – nelle vesti di assistente – per tre anni quando allenava la Primavera bianconera. Successivamente l’ho seguito a Bari, nella sua prima avventura nel calcio professionistico. Dopo l’esperienza in Puglia sono rientrato alla Juventus con un nuovo compito, quello di portare i colori bianconeri in tutto il mondo grazie al progetto delle Academy. Juventus è veramente un club a 360°, attento a tutto e, di conseguenza, anche al mercato estero e alle vari opportunità che quest’ultimo offre. Con le Academy ho provato l’esperienza più bella della mia vita, sotto tutti i punti di vista: ho passato tre anni in Vietnam a gestire una Juventus Academy ed è stato un periodo molto intenso, ma bellissimo. Purtroppo, poi, la pandemia ha cambiato un po’ i piani e sono tornato alla base per occuparmi sempre delle Academy, fino a quando non è arrivata una nuova chiamata del Direttore Braghin che mi ha permesso di affacciarmi a un mondo nuovo come quello del calcio femminile”.

Il neo tecnico, ha avuto solo tre giorni per preparare la difficile sfida contro la Fiorentina, ma è convinto del valore del suo gruppo, delle ragazze, e crede molto nei valori e nella forza della Juventus: “Sono stato molto contento di mettermi in gioco perchè mi mancava questa esperienza. Quello del calcio femminile è un mondo ricco di emozioni e soprattutto è calcio, in tutto e per tutto”.

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