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Azzurrine battute 3-1 dalla Francia nel secondo test di Tirrenia: non basta Stendardi. Dessì: “Sono soddisfatto, possiamo solo crescere”

Credit Photo: FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio

Dopo il pareggio (2-2) di due giorni fa, la Nazionale Under 16 femminile è stata sconfitta 3-1 dalla Francia nella seconda amichevole disputata al Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia. Sotto una pioggia battente, caduta per tutti i 90 minuti, le Azzurrine sono andate in svantaggio nel primo tempo per effetto del gol segnato al 20′ da Kadiatou Diarra. La ripresa è iniziata male per la squadra di Dessì, che dopo 3′ ha subito anche il raddoppio francese segnato da Nina Dumans.

Quasi immediata, però, la reazione dell’Italia, che ha portato all’1-2 al 7′ di Annais Stendardi (Milan) su assist di Emma Casiraghi (Inter) e a una traversa colpita su punizione da Aurora Bonacorsi (Sampdoria). Pochi secondi dopo l’occasione per il 2-2, però, le Bleues hanno trovato per la terza volta la via della rete con Tante Diakité. Le Azzurrine hanno avuto anche la chance per accorciare nuovamente le distanze, ma Ginevra D’Agostino (Como Women) non è riuscita a realizzare il 2-3, con Dessì che nella ripresa ha inserito anche Verrini, Zatta, Montaperto, Doretti, Sasso e Randazzo.

“La prestazione è stata buona e sono complessivamente soddisfatto di questo doppio test – l’analisi di Dessì, che ha cambiato nove undicesimi rispetto alla formazione che aveva iniziato il match di giovedì –. Sarebbe forse servito un po’ più di cinismo sotto porta, ma l’atteggiamento in campo è stato molto positivo e propositivo. Inevitabile anche un po’ di stanchezza per il doppio impegno nel giro di meno di 24 ore, ma anche questo fa parte del percorso di crescita. Per le ragazze era la terza partita internazionale della loro vita dopo quella in Svizzera e quella di due giorni fa: pian piano, acquisiranno sempre più consapevolezza nei loro mezzi”.

Brescia Femminile, domani arriva il Ravenna Women

Photo Credit: Pagina Facebook Acf Brescia Calcio Femminile

Dopo la pausa per le amichevoli internazionali, a cui ha preso parte anche Alexandra Tunoaia con la Romania, è tempo di riprendere il campionato di Serie B 2023/24. Per la 19esima giornata, nonché quarta del girone di ritorno, è prevista la sfida tra Brescia Calcio Femminile e Ravenna Women, sul campo del Centro Sportivo Mario Rigamonti di Buffalora (BS), domenica 3 marzo alle ore 14:30.

La formazione ravvenate al momento si trova alla posizione numero 16 della classifica, con 3 punti maturati in 3 pareggi (San Marino, Tavagnacco e Pavia) e 15 sconfitte (Arezzo, Ternana, Pavia, Brescia, Hellas Verona, Freedom, Res Roma, Cesena, Parma, Chievo, Bologna, Genoa, Lazio, Arezzo e Ternana).

Il Brescia è, invece, ottavo in classifica con 27 punti maturati grazie a 8 vittorie (Tavagnacco, Parma, Ravenna, Freedom, Bologna, San Marino, Pavia e Tavagnacco) e 3 pareggi (Chievo, Arezzo ed Hellas Verona). La formazione di Nicolini è reduce dagli insuccessi consecutivi contro il Cesena e il Parma, che portano il totale delle sconfitte a 7 (Cesena, Lazio, Genoa, Ternana, Res Roma, Cesena e Parma).

La gara di andata si è giocata il 15 ottobre 2023 sul campo del Soprani di San Zaccaria (RA) ed è finita con la vittoria del Brescia Calcio Femminile per 3-1 con le reti di Pasquali, Fracas e Brayda e quella di Georgiu per il Ravenna.

A disposizione del mister Aldo Nicolini: Alessia Accornero, Giorgia Bettineschi, Paola Boglioni, Aurora Celestini, Teresa Fracas, Laura Ghisi, Jenny Hjohlman, Rossella Larenza, Serena Magri, Siria Menassi, Marta Morreale, Ludovica Nicolini, Sofia Pasquali, Veronica Pedrini, Clara Raccagni, Laura Seneci, Nina Stapelfeldt, Sabrina Tasselli, Alexandra Tunoaia, Stefania Zanoletti e Danila Zazzera. Indisponibile per infortunio: Brayda.

Sebastian De La Fuente, Fiorentina Femminile: “E’ importante per noi iniziare bene questo doppio scontro”

Domenica 3 marzo si giocherà la semifinale d’andata di Coppa Italia che vedrà la Fiorentina Femminile scendere in campo tra le mura amiche del Viola Park contro la Juventus Women. La partita, che avrà il fischio d’inizio alle ore 15:00, non ha certo bisogno di presentazioni. Si tratta di due squadre che in campo daranno il tutto e per tutto per fare bene, tanto più che in palio c’è un posto per la finale di Coppa che si disputerà contro chi vincerà le due semifinali tra la Roma e il Milan.

Il mister Sebastian De La Fuente nella conferenza pre partita ha sottolineato la qualità di entrambi gli schieramenti che saranno in campo domenica e parlato della preparazione della sua squadra che deve essere pronta e versatile.
Ha, però, voluto anche spendere un po’ del proprio tempo per invitare i tifosi ad assistere alla gara. Lo ha fatto con un plauso alla società che, tramite un’ottima promozione, ha equiparato la semifinale di Coppa ad una partita del maschile.
Ha poi aggiunto che le ragazze vivono i match mettendo tanto cuore ed impegno e per questo meritano il sostegno del pubblico che sarebbe il dodicesimo uomo in campo:

“E’ importante per noi iniziare bene questo doppio scontro quindi penso che dovremmo mettere la testa avanti. Anche se la Juventus non è la prima in classifica, quest’anno ha dimostrato che ha molte soluzioni ma credo pure che sia loro che noi saranno condizionate un po’ dalle Nazionali; tante sono tornate a due giorni dalla partita, penso che in questo ci troviamo nella stessa situazione. 
Per quanto riguarda la preparazione della partita, è la terza di seguito che facciamo quest’anno. Abbiamo avuto modo di conoscerci, loro ci conoscono quindi noi cercheremo di usare le nostre armi sapendo che loro hanno tante soluzioni: bloccare questo tipo di squadra è più difficile rispetto ad altre ma penso che anche noi abbiamo dimostrato altrettanto. Credo, anche, che sarà una bella partita su questo aspetto.
Ci sono almeno tre ragioni che dovrebbero spingere i tifosi ad assistere alla partita.
Il primo motivo lo ha messo la società: facendo questa promozione a due partite (una del maschile e una del femminile), si da alla partita l’importanza che merita affiancandola ad una partita del maschile. 
Il secondo è la spettacolarità del gioco: nelle due partite precedenti il risultato è rimasto in bilico fino alla fine.
Il terzo motivo è il percorso della Fiorentina sino ad oggi: le ragazze hanno dimostrato di avere un’idea di gioco, un pensiero in campo e sopratutto hanno mostrato che mettono il cuore in campo ogni volta che sono in partita. Ci teniamo molto ad arrivare in finale”. 

“Amami e Basta”: le nuove iniziative per l’8 marzo all’insegna della prevenzione e della solidarietà

Credit Photo: AS Roma

Nell’ambito della Campagna “Amami e Basta”, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna dell’8 marzo, l’AS Roma metterà a disposizione delle proprie tifose e cittadine una serie di servizi gratuiti all’insegna della prevenzione, salute e sensibilizzazione contro la violenza di genere sulle donne.

Attività di prevenzione

Per favorire la cultura della prevenzione, il Club, grazie alla radicata connessione con il territorio, ha agito da collettore per attivare una rete di strutture sanitarie della città che offriranno alle donne una serie di prestazioni e screening gratuiti di vario tipo come visite ginecologiche, esami della tiroide, mammografie, pap-test e screening del colon.

L’iniziativa si svolgerà in collaborazione con ASL Roma 1, ASL Roma 2, ASL Roma 3, Poliambulatorio Porta Pinciana e Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

Torna la Pink Scarf dell’AS Roma

La giornata dedicata alle donne prevede anche quest’anno la vendita della speciale “Pink Scarf”. La sciarpa sarà disponibile (solo fino al 15 aprile) già dal 7 marzo allo Stadio Olimpico nello store di Viale delle Olimpiadi, al Fan Village e al trailer in Tribuna Tevere. Dall’8 marzo, anche negli altri AS Roma Store.

Con il ricavato della vendita della “Pink Scarf” l’AS Roma acquisterà dei dispositivi medicali da donare alle ASL e ai consultori del territorio.

L’8 marzo alle ore 18, presso il centro Sant’Anna della ASL Roma 1, avverrà la consegna ufficiale di una parte dei materiali acquistati dal Club con i ricavi della vendita della sciarpa rosa dello scorso anno. L’AS Roma ha scelto infatti di donare agli ospedali della Regione alcuni lettini ginecologici e divisori per offrire alle donne vittime di violenza, che cercano soccorso nelle strutture sanitarie, un percorso di visita appositamente dedicato che garantisca loro la massima riservatezza e tutela. La consegna si svolgerà alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dei rappresentanti della struttura ospedaliera.

Linda Tucceri Cimini, Fiorentina Femminile: “Sento di essere fisicamente in grado di giocare e contribuire al successo di questa squadra”.

Il difensore viola si è ripresa la squadra dopo l’infortunio al ginocchio. La Juventus adesso nel suo mirino.

Era il 26 Marzo 2023 a Milano. La Viola pareggiava all’ultimo su calcio di rigore con Vero Boquete e chiudeva 3-3 un match pazzo contro il Milan. Linda Tucceri Cimini, però, non era in campo per godersi la partita. Uscita al 53’, il suo destino era ormai segnato. Gli esami, infatti, evidenzieranno la rottura del crociato anteriore condannando la giocatrice al viaggio più difficile per ogni calciatrice.

Come hai affrontato questo verdetto, Linda?
In realtà il giorno in cui sono arrivati i risultati già conoscevo il mio destino. La sensazione che ho avuto in campo dopo il trauma era strana, sentivo che qualcosa si era rotto. Non nascondo che all’inizio fossi molto abbattuta, avevo il morale a terra. Poi mi sono tranquillizzata e ho affrontato tutto con serenità. Forse per questo il mio percorso è stato lineare e positivo, ci sono alti e bassi ma fortunatamente più alti”.

Per te è stata una grande novità perché nella tua lunga carriera (iniziata nel 2007 a L’Aquila e poi proseguita con sette diverse maglie fino al Milan e poi alla Fiorentina n.d.r.) non ti eri mai infortunata seriamente.
“Esatto, non mi ero mai fatta male seriamente per cui non sapevo come gestirla! La settimana prima mi ero leggermente stirata, una novità per me. Forse era un campanello d’allarme perché poi a Milano è successo quello che è successo”.

Un viaggio lungo quasi undici mesi. Come è andato e cosa hai scoperto di te stessa?
“Ho imparato ad avere pazienza, a focalizzarmi sui miei obiettivi, a essere forte dentro prima che fuori. In questi mesi ho lavorato molto in solitaria, anche d’estate. Se all’inizio avere le compagne intorno mi faceva piacere, dopo è stato quasi una sofferenza perché non potevo scendere in campo con loro. Quando vedi miglioramenti e ti senti bene vorresti fare di più, ma l’equipe tecnica e medica della squadra mi ha fatto lavorare per step. Ho atteso tanto, ma alla fine è arrivato il mio momento”.

E quel momento è arrivato con una convocazione proprio contro il Milan, segnale che ormai c’eravamo. Alla fine in quella partita non hai giocato, è stata una delusione?
“Beh un po’ ci speravo, ma un po’ avevo paura. Mi ero infortunata proprio su quel campo, le emozioni erano contrastanti. Vedendo le condizioni del terreno di gioco però, un po’ sconnesso e morbido, penso sia stato meglio così. Essere in panchina con la squadra è stato sufficiente per chiudere il cerchio”.

Cerchio che si è chiuso definitivamente con il tuo rientro in campo in un match chiave contro l’Inter nel ritorno dei Quarti di Coppa Italia. La Viola chiamata a vincere ma sotto di un goal ai supplementari, il Mister ti chiama, devi entrare. Cosa hai provato?
Non mi aveva detto niente prima del match, non me lo aspettavo e mi sono trovata a prepararmi per entrare
. Non lo nascondo, ero agitata dopo tutto questo tempo. Per fortuna a me piacciono questi match tirati per cui una volta messo piede in campo la tensione è scomparsa e non ho pensato ad altro che a vincere il match”.

Dal tuo piede è partito il cross che ha portato al pareggio. Mi ricordo che avevamo scherzato sul tuo rientro, puntavamo su goal e assist tuoi al primo match… non ci siamo andati lontano!
Davvero! Avrei firmato per un rientro così! Ho messo quel pallone sul secondo palo perché fosse pericoloso, dovevamo recuperare il goal dell’Inter e c’era Hammarlund in mezzo a tre avversarie. Il portiere non l’ha presa, la palla è rimasta lì e in qualche modo abbiamo pareggiato”.

E poi i calci di rigore. Saresti stata pronta a calciare?
“Assolutamente sì! Anzi dovevo essere la quinta rigorista! Il Mister (De La Fuente) me lo ha chiesto dopo i supplementari, gli ho detto che me la sentivo. In rifinitura non li avevo nemmeno provati perché dovevamo eseguire alcuni test per il ginocchio, però ero pronta ad andare sul dischetto”.

Adesso che sei ufficialmente rientrata, qual è il tuo obiettivo?
“Dare molto e dare tutto. Sento di essere fisicamente in grado di giocare e contribuire al successo di questa squadra. Ho indossato molte maglie, la mia esperienza è sicuramente un’arma in più insieme alle mie caratteristiche tecniche (Linda è mancina e gioca da terzino, con propensione alla spinta sulla fascia e con un piede molto preciso n.d.r.)”.

Una veterana come te ha sicuramente tanto da insegnare, specialmente alle giovani con le quali condividete il padiglione Women al Viola Park.
“Amo lavorare in un posto come il Viola Park. Se penso a cosa ho vissuto in passato e a dove lavoro oggi…non riesco a crederci. C’è stato un periodo in cui tornavo a casa con il fango fino alle ginocchia, tanto che non riuscivo a mettere i vestiti in lavatrice. Mi ricordo che un anno mi sono dovuta comprare la divisa da gioco perché mancavano i fondi. Tutto però si faceva in nome della passione. Le ragazzine di oggi sono fortunate e non se ne rendono nemmeno conto, danno per scontato tutto quello che oggi il club ha messo loro a disposizione. Alla fine, ogni tappa del mio viaggio mi ha reso la persona e la calciatrice che sono oggi. Non lo cambierei ma sono felice quando la mattina entro al Viola Park”.

Torniamo al calcio giocato. Domenica allo stadio Curva Fiesole arriva la Juventus per la Semifinale di Coppa Italia. La Fiorentina è pronta?
“Certo che sì, la Coppa Italia è un obiettivo e lo sappiamo tutte. Davanti a noi un avversario con il quale abbiamo ridotto il gap negli ultimi anni ma che va rispettato per la sua qualità. Questa volta il confronto è sui 180 minuti, quindi comunque vada domenica niente è deciso. Ci sarà un altro round per mantenere o ribaltare il risultato”.

Nell’ultima sfida con le bianconere lo Stadio Curva Fiesole era sold out. Sarà così anche stavolta?
“Me lo auguro, è una sfida importante e combattuta. Se c’è una partita da guardare, è proprio questa. E noi siamo pronte a dare il 100%”.

Fonte: Fiorentina Femminile

La prof. Petralia guida le ragazze del Ravenna: “Io, insegnante di Scienze Motorie e capitano: siamo ultime in classifica ma senza perdere il sorriso”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Drin. Suona la campanella. La professoressa Eleonora Petralia, dell’Istituto Professionale di Stato ‘Versari Marcelli’ di Cesena, può rispondere al telefono. Docente di Scienze Motorie al mattino, capitano del Ravenna tutto il resto della settimana. Primo anno da prof di ruolo (“Ho vinto il concorso, dopo sette anni di precariato”), una vita in campo, con più ruoli (“Parto trequartista, ma ho fatto la mezzala, il mediano, la seconda punta”). “Mi ritengo fortunata, perché faccio tutto quello che mi piace, con tutte le mie forze”. Nata a Ferrara, da 15 anni vive a Cesena, ora numero 10 di una squadra che dopo 18 giornate chiude la classifica della Serie B e deve ancora vincere una partita: “La situazione è questa e ne sono consapevole. Fa parte dello sport: ci sono soddisfazioni e momenti in cui sei messa a dura prova. Io ho vissuto più spesso periodi come questo, e c’è sempre qualcosa da imparare. In campo stiamo bene e ci divertiamo, siamo felici di andare al campo nonostante le difficoltà. Nello sport c’è chi perde, ma bisogna vedere come: se in altri contesti qualcuna avrebbe potuto mollare, stavolta siamo lì a lottare. Cosa faremo dopo la prima vittoria? Un’uscita tutte assieme”. Domenica il Ravenna va a Brescia.

Lo sport come scuola di vita: “Ho frequentato l’università a Bologna, viaggiando sempre in treno. Sono nata con lo sport, tutta la vita l’ho vissuta tra sport e studio, organizzandomi per far conciliare tutto. Lo sport aiuta a organizzare la vita e a creare legami ‘puliti’. I pomeriggi vuoti, soprattutto in età giovanile, possono portare a prendere strade non corrette”. Eleonora lo dice anche ai suoi alunni: “Alcuni sono tentati di mollare lo sport perché non riescono a studiare. La mia storia insegna che si può fare tutto, basta volerlo”. Alunni, ma ovviamente anche alunne: “Alcune sono state persino mie compagne di squadra, quando giocavo nella prima squadra del Cesena e loro in Primavera. Altre giocano quest’anno nella Primavera del Ravenna”. Dilemma: si dà del tu o del lei? “Al campo ci scherziamo: ‘Qui potete dirmi ciao’. A scuola, invece, abbiamo creato gruppi sportivi pomeridiani: io mi occupo ovviamente di quello del calcio, con quattro ragazze che hanno deciso di iniziare a giocare a livello agonistico”.

Petralia, che con i colleghi organizza anche attività di sport inclusivo (sitting volley, calcio camminato, ma non solo), è tante persone in una: professoressa e calciatrice, ma anche personal trainer, appassionata di mountain bike e di viaggi, chef per hobby. “Seguo un’alimentazione molto equilibrata. Non mi piacciono i dolci, l’unico sgarro è la pizza. Sui social posto spesso stories con quello che preparo, mi diverto e provo a far capire che tutto è fatto con l’obiettivo di mantenere uno stile di vita sano”. I social, argomento delicato quando si è calciatrice ma anche prof: “Bisogna stare attentissimi, ma non solo nel mio ruolo. Io, semplicemente, condivido le mie passioni: il calcio, soprattutto i miei cani Gigi ed Ettore”.

Loro, nella vita di Eleonora, ci sono da poco: il calcio, invece, da sempre. “Mamma Sandra e papà Gino sono stati calciatori a livello dilettantistico. Papà mi ha seguita ovunque, anche nelle trasferte in Sicilia e Sardegna. Poi gli piace pescare, quindi prima il mare e poi la partita. Ho una sorella gemella, Caterina, che ha scelto la ginnastica ritmica: in famiglia quella ‘strana’ (ride, ndr) è lei. Da bambina mi hanno fatto provare la danza e piangevo: la mia prima e unica lezione è durata un’ora. Volevo giocare a calcio, punto. Quando mio padre a quattro-cinque anni mi portò al parco e tirò il pallone in alto, lo stoppai con i piedi”. Da quattro a 13 anni ha giocato con squadre maschili, poi Imolese, Dinamo Ravenna, Riviera di Romagna, San Zaccaria, Cesena, San Marino Academy, ora Ravenna. In mezzo, anche due campionati negli Stati Uniti: uno in Oregon e uno in California, “dove facevo anche l’educatrice. Ho vissuto in famiglia, un’esperienza che mi ha aiutata per capire i loro stili di vita e a imparare la lingua”.

Prof, come se la cava con le pagelle? “Nello spogliatoio le fa una mia compagna, Alice Greppi. Le riescono benissimo. Io con gli studenti cerco sempre di instaurare un rapporto di fiducia, soprattutto all’inizio dell’anno. Se ti impegni, con me non avrai mai problemi”. Non è mai capitato che Petralia abbia dovuto saltare una partita per impegni scolastici: “Ma sì, ho chiesto il sabato libero perché una settimana ogni due si va in trasferta. L’unica partita, togliendo infortuni e squalifiche, l’ho saltata per il battesimo di mio nipote”. Il figlio della gemella Caterina, con cui condivide un tatuaggio: sul suo c’è una scarpa da calcio, su quello della sorella un rossetto.

Calcio che Eleonora ha conosciuto anche grazie al suo idolo Alessandro Del Piero: “Per qualità e perché rappresenta l’umiltà”. E calcio, o comunque sport, che rimarrà nella sua vita anche quando smetterà di giocare: “Vorrei diventare preparatrice atletica, mentre il piano B è farmi gli ultimi due anni di scienze della nutrizione”. Tempo scaduto: al ‘Versari Marcelli’, 59 classi e 1400 alunni, suona un’altra campanella. La prof deve tornare in classe.

LE ALTRE PARTITE Il campionato torna nel weekend dopo la sosta per le nazionali. La Ternana ospita l’H&D Chievo Women, mentre la Lazio sarà di scena a Bologna. Subito dietro, a -1, c’è il Cesena che giocherà sul campo della San Marino Academy. Trasferta a Roma contro la Res Women per il Parma, completano il turno Hellas Verona-Freedom, Arezzo-Genoa e Pavia Academy-Tavagnacco. Tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube di Be.Pi Tv.

Iconic Goals: Timbro di Ekroth e bolide di Cernoia per la prima di Coppa Italia

Credit Photo: Alessandro Belli - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Diventata ormai una classica della Serie A Femminile, Fiorentina e Juventus Women si ritrovano faccia a faccia per vivere una doppia semifinale di Coppa Italia a livelli altissimi. In campionato le due squadre si stanno contendendo il secondo posto, alle spalle della Roma capolista, con le bianconere – per ora – sempre avanti in graduatoria.

Se la rivalità al maschile rievoca trascorsi storici, anche al femminile ci sarebbero tanti capitoli da ripercorrere; in campionato la Fiorentina ha sempre provato a ostacolare queste annate ricche di trofei per le juventine, fino alla linea del traguardo. In Coppa Italia il discorso è leggermente diverso: quello in programma tra il 2 e il 9 marzo sarà, infatti, il primo doppio confronto nella competizione, nella quale l’unico precedente risale alla finalissima dell’edizione 2018-19, la prima per le bianconere.

28 aprile 2019, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Le viola si affacciano al match forti del back to back ottenuto con le due più recenti edizioni, il tris è dietro l’angolo e le toscane non vogliono farsi sfuggire l’occasione. Di contro, le ragazze di Rita Guarino sognano il “double”, dopo il secondo Scudetto appena conquistato. Entrambe hanno ambizioni e stimoli pesanti.

EKROTH LA SBLOCCA, CERNOIA INCANTA: 2-0 PER NOI AL BREAK

Le squadre si conoscono a memoria: in campionato è stato testa a testa entusiasmante e, considerando anche la Supercoppa, questo è il 4° confronto della stagione.

Juve che parte a razzo provando a chiudere le avversarie nella metà campo difensiva. Al minuto 8 Bonansea batte corto sul corner, Cernoia disegna col cross lungo per la testa di Girelli, torre centrale e appoggio aereo facile facile per Petronella Ekroth. Schema riuscito e 1-0 per noi.

Le viola non ci stanno e reagiscono: prima Mauro semina il panico in area, ma la difesa in qualche maniera riesce a chiudersi, poi è Bonetti a chiamare alla risposta d’istinto un’ottima Giuliani. Bianconere che si rendono pericolose due volte con i tentativi di Aluko, il risultato resta comunque invariato.

Minuto 34: ancora Aluko a portare palla, tocco per Cernoia ai 25 metri, Valentina guarda la porta e scaraventa il missile da distanza siderale. La traiettoria è meravigliosa, il pallone si incastra sotto l’incrocio con un timbro d’eccellenza della centrocampista classe ’91. Doppio vantaggio alla pausa e Juventus che sembra avere la gara in pugno.

BONETTI ACCORCIA, LA JUVE RESISTE E ARRIVA IL PRIMO SIGILLO IN COPPA

La ripresa, però, ha ancora tante cose da dire. La Fiorentina tenta il tutto per tutto alzando visibilmente il baricentro ed è di nuovo Bonetti a esaltare i riflessi di Laura Giuliani. Gli spazi in contropiede si aprono, ma le ragazze di Guarino non riescono a chiudere la contesa. Ci provano senza successo Aluko e Galli, prima del gol che rianima le avversarie. Cross di Mauro e anticipo di testa di Tatiana Bonetti che infila la difesa e al 74’ riapre tutto.

Il finale di gara è di grande maturità per le Women, che con saggezza tengono il pallino del gioco e sfiorano addirittura il terzo gol con un’altra magia da fuori di Cernoia.

Triplice fischio dell’arbitro, Juve che vince 2-1 e porta a casa la prima storica Coppa Italia, dopo i due scudetti consecutivi. Terzo trofeo in bacheca per le bianconere e pomeriggio da ricordare… uno dei tanti per queste magiche ragazze!

Nicoletta Mazza, coach Lumezzane: “Vive più che mai”

Photo Credit: Pagina Youtube FC Lumezzane

Il Lumezzane viene dal ko amaro di domenica contro il Moncalieri, un 1-0 che ha visto le lumezzanesi scendere dalla vetta del Girone A di Serie C, ma adesso c’è la sfida contro il Caprera, per riprendere subito a vincere e continuare la sua corsa nella lotta alla promozione.

L’allenatrice delle valgobbine Nicoletta Mazza, davanti ai microfoni del club bresciano, ha commentato sia la sconfitta contro il Moncalieri che presentato il match col Caprera: “Nonostante la sconfitta col Moncalieri, siamo ancora lì tutte belle vicine: saranno fondamentali, ancora una volta, gli scontri diretti e altrettanto importanti saranno tutte le altre sfide che ci separano da quelle ai vertici. Il problema di non riuscire a fare gol è qualcosa che abbiamo pensato di aver risolto nel girone d’andata, invece ce lo siamo ritrovati in una partita in cui risultava fondamentale riuscire a essere un pochino più cinici. Ci lavoreremo su questo aspetto, essendo consapevoli che non basta essere la miglior difesa ma bisogna sicuramente aumentare il numero di gol. Il bilancio tra gennaio e febbraio è stato positivo: non c’erano partite semplici, perché il primo trittico del ritorno di campionato era impegnativo, sapevamo che si poteva cadere in qualche trappola e così è stato. Gli scontri diretti sono così: puoi vincere e perdere l’importante però che rimani vivo e che resti alto di morale consapevole che è ancora assolutamente tutto da fare consapevolezza. Tra gennaio e febbraio abbiamo preso sei gol, e tre di questi sono autoreti o incidenti clamorosi, quindi sicuramente la nostra fase di non possesso è di alta qualità, e bisogna a lavorare in questa direzione perché funziona quindi, su questo, siamo contente. Domenica arriva il Caprera, una squadra che sta facendo fatica, ma che non sottovaluteremo, anche perché avremo voglia di riscatto e di fare una partita importante“.

Fabiana Vischi, Solbiatese: “Abbiamo bisogno di ritrovare compattezza. Monterosso? Non sarà semplice”

Credit Photo: Solbiatese Azalee 1911

È tempo di girone di ritorno per la Solbiatese Azalee, ancora impegnata nel girone A di campionato. Dopo la caduta in apertura della seconda fase stagionale, il gruppo-squadra neroazzurro ha rimediato con due vittorie consecutive necessarie: è il caso di quelle ottenute contro Caprera e Rinascita Doccia. La più recente disputa ne ha confermato il dato statistico: sono 38 i punti intascati che segnano la quarta posizione; niente male, visto l’insieme di difficoltà incontrate.
-6 le lunghezze in termini di possibilità di raggiungimento del podio (che attualmente vede il Moncalieri avanti alla stessa con la medaglia di bronzo): saranno, quindi, necessari almeno due trionfi per accostare in graduatoria.

La formazione lombarda continua ad occupare il rettangolo di gioco con grinta e determinasion in un momento in cui il margine di errore è (o deve) diventato ridotto se si vuole puntare alle prime posizioni.
Non manca tanto al prossimo duello: fissato per questa domenica quello casalingo contro il Monterosso; servirà compiere una prova di qualità e carattere.
Con piacere ne abbiamo parlato con Fabiana Vischi, centrocampista numero 19, che ha analizzato la situazione in modo viscerale.

Benvenuta Fabiana! Come valuti il percorso compiuto fino ad ora, sia dall’insieme che individualmente?

Quello della squadra non può che essere un buon percorso, come dimostra d’altronde la classifica. È stato un crescendo, anche se in queste ultime giornate abbiamo avuto un calo importante.
Anche a livello individuale sono contenta, sopratutto perché, rispetto all’anno scorso, sto aiutando maggiormente la squadra in fase offensiva.

Con 17 reti alla mano, il tuo contributo alla squadra è evidentemente importante. Seppur non sia solo questione di goal, quanta voglia c’è di far bene e che peso dai alle tue firme?

All’inizio dell’anno ci eravamo fissate un obiettivo, ossia quello di far meglio dell’anno scorso: per ora ci stiamo riuscendo.
C’è tanta voglia di far bene per riuscire a raggiungere un buon traguardo e non posso che essere contenta dell’aiuto che penso di star dando al gruppo.

Il girone di ritorno è iniziato con una sconfitta: quella contro il Moncalieri non dev’essere stata una sfida semplice, vista la solida rosa. Cosa pensi sia mancato in tale frangente?

Il Moncalieri occupa la terza posizione della classifica, quindi eravamo già consapevoli che non sarebbe stato facile; inoltre, conoscendo le ragazze che lo formano, sapevamo sarebbe stata una partita pesante anche a livello fisico.
La loro vittoria è stata siglata dalla grinta che hanno messo in campo, quella che forse è mancata a noi.

La reazione del gruppo c’è stata, lo dicono le due vittorie consecutive rimediate in occasione delle giornate successive: statisticamente parlando siete sempre lì, ma cosa servirà dare in più rispetto a quello che si è visto finora, anche per smuovere la classifica e proseguire verso la salvezza?

Si, abbiamo alle spalle due vittorie che ci servivano, sopratutto per il morale (seppur non siano state partite facili come si diceva sulla carta).
Siamo in un momento difficile: la rosa è contata e gli infortuni sicuramente non ci stanno aiutando.
Abbiamo bisogno di ritrovare la compattezza e la convinzione che ci hanno caratterizzato nel girone d’andata per riuscire a finire il campionato tra le prime posizioni.

Al momento l’asta della competitività si è alzata: di fatto, considerando la seconda fase stagionale, tutte le squadre hanno già avuto modo di conoscere il movimento delle varie formazioni opposte. Pensi che questo aspetto possa influire sui prossimi risultati?

Sicuramente l’effetto ‘sorpresa’ non c’è più e ciò si è già visto in queste ultime due gare. Le squadre ormai si conoscono e come noi prepariamo le partite contro di loro, anche loro cercano di studiare i movimenti migliori per affrontarci.
Ognuna cercherà di dare il massimo per prendersi punti fondamentali in ambito classifica, dunque penso non sarà un ritorno facile.

Ora non resta che ospitare il Monterosso davanti al quale l’ultima volta avete avuto la meglio, siglando un tris: stavolta che partita ti aspetti e come la state preparando?

Come ho detto prima, il girone di ritorno non sarà per niente uguale alla prima fase di campionato. Contro il Monterosso non sarà così semplice, loro sono brave a fare densità e a rimanere compatte; sarà complicato riuscire a trovare spazi per creare occasioni importanti.
Indubbiamente saranno alla ricerca di punti per il loro percorso, quindi entreranno in campo per vincere. Posso assicurare, però, che anche noi non saremo da meno!

Come vorresti si evolvesse il progetto Solbiatese e quali sono gli obiettivi e le ambizioni che confermi con questa maglia?

Mi piacerebbe che il mondo femminile della Solbiatese trovasse un maggiore supporto per poter diventare un polo importante e puntare sempre più in alto.
Per quanto riguarda la squadra e il campionato mi auguro di riuscire a portare avanti l’obiettivo prefissato, anche perché la competizione è ancora aperta e il calcio è imprevedibile.

Si ringrazia Fabiana Vischi e la società tutta per la gentile concessione.

Marta Mascarello, Milan Women: “Abbiamo sempre fatto delle buonissime prestazioni, contro le squadre forti!”

Il Milan Women, dopo una stagione non di livello in Serie A, cerca il riscatto in Coppa Italia: dove avrà il difficile compito di incontrare le Campionesse d’ Italia della As Roma (in un doppio incontro) che vorrebbe dire “finale”.

Marta Mascarello, la centrocampista rosso nera, attraverso i canali di Milan TV, è consapevole della grande occasione che ha la sua squadra per riscattare questa stagione: “La squadra sta bene, è in salute, è sotto gli occhi di tutti che veniamo da una stagione difficile, però veniamo da due risultati utili di fila e adesso cerchiamo il riscatto. La Roma è un avversario molto forte, ed è difficile pensare più avanti, adesso vediamo questa gara di novanta minuti in casa e poi vediamo partita per partita.

Abbiamo sempre fatto delle buonissime prestazioni, contro le squadre forti, ma obbiettivamente ci è sempre mancato un qualcosa per portare a casa il risultato. Direi che ora abbiamo raggiunto una forza mentale diversa, adesso dobbiamo fare quello step in più per portare a casa un risultato positivo!”.

Lo scorso anno il Milan, aveva già affrontato le giallo rosse, vincendo al Vismara, e Marta afferma: “E’ sicuramente positivo un ricordo positivo, poi avevamo perso a Roma, ma ci dà sicuramente motivazione il pensare ad una sorta di rivincita”.

Ma come si prepara, a livello tecnico una sfida di questo calibro? “La si prepara sapendo che è la squadra più forte che c’è al momento, con grande rispetto, ma senza remore”.

In chiusura Mascarello traccia un bilancio della sua personale stagione: “Sono soddisfatta ma non al 100%, poiché so di poter dare ancora molto e mi concentro su questo ogni giorno, la crescita al momento la vedo su tutte le mie compagne: da inizio stagione, ad ora, ho visto una crescita sia a livello di squadra che individuale molto importante”.

“Una stagione è difficile da reiventare, poiché quando siamo partite avevamo obbiettivi completamente diversi, adesso occorre cambiare rotta e vincere tutte le gare del secondo turno, e di fare più punti possibile”.

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