Nella mattinata di lunedì la Divisione Serie A Femminile Professionistica ha ufficializzato le ultime dieci giornate della stagione: si tornerà in campo il weekend del 16-17 marzo.
Le dieci squadre manterranno i punti in classifica collezionati durante la regular season, così come la differenza reti e gli scontri diretti. Per le neroverdi la sfida che aprirà la prima, storica, apparizione nella poule delle grandi sarà Sassuolo-Fiorentina.
SERIE A FEMMINILE EBAY
TUTTE LE DATE DELLA SECONDA FASE
1 (16-17 marzo) Sassuolo-Fiorentina
2 (23-24 marzo) Roma-Sassuolo
3 (29-30 marzo) RIPOSO
4 (13-14 aprile) Sassuolo-Inter
5 (20-21 aprile) Juventus-Sassuolo
6 (27-28 aprile) Fiorentina-Sassuolo
7 (30 aprile) 1 maggio | Sassuolo-Roma
8 (4-5 maggio) RIPOSO
9 (11-12 maggio) Inter-Sassuolo
10 (18-19 maggio) Sassuolo-Juventus
Sassuolo, le date della seconda fase del campionato
Aurora Marini, Solbiatese: “Tre punti portati a casa. Ora dobbiamo continuare a vincere”
Diciottesima giornata di campionato positiva per la formazione allenata da mister Marsich, reduce da una vittoria equivalente a 2-1 sul campo della Rinascita Doccia.
Si tratta di un buon segnale, in alternanza a quelli rimediati durante le precedenti dispute a chiusura della prima fase stagionale ed in apertura del girone di ritorno.
L’Azalee aveva necessità di ingranare la marcia, vista la perdita di quota recente e le opposte avversarie, sempre e comunque pronte a concorrere ai primi posti della graduatoria. Di fatto questa domenica è stato evidenziato anche il sorpasso subito dalla ormai ex capolista Lumezzane; le neroazzurre sono comunque vicinissime al podio a quota 38, solamente a -6 lunghezze dal Moncalieri.
A commentare la prestazione andata in scena al Comunale “Aldo Biagiotti” di Sesto Fiorentino (che ha visto le ospiti trionfare trascinate dalle reti di Badiali e Pelegrinelli) la centrocampista Aurora Marini: “L’obiettivo era quello di vincere e l’abbiamo fatto. Dovevamo vincere per dare continuità alla striscia positiva; nonostante le difficoltà riscontrate durante la gara, i 3 punti li abbiamo portati a casa. Ora non ci resta che continuare a farlo“.
Ora le lombarde ospiteranno il Monterosso. A tal proposito la stessa calciatrice ha dichiarato: “Sicuramente dovremo essere più determinate vista l’assenza, in certi momenti durante la partita, di convinzione. Dobbiamo continuare la striscia di vittorie e il prossimo match è una possibilità per ritornare sui livelli del girone d’andata.
Il gruppo è forte e unito e faremo di tutto per portare a casa ottimi risultati prossimamente“.
Biglietti di Coppa Italia: Milan vs Roma, vieni a tifare le rossonere
Semifinale di andata al PUMA House of Football contro le giallorosse
Per la quinta edizione consecutiva, le rossonere sono in Semifinale di Coppa Italia Femminile. Dopo il 6-0 nel doppio confronto (0-3 e 3-0) maturato nei Quarti contro il Sassuolo, la formazione allenata da Davide Corti si prepara ad affrontare la Roma – capolista e campione d’Italia in carica – per un posto in Finale. Un impegno difficile, contro una formazione sempre più completa e consapevole della propria forza, che l’anno scorso ci eliminò proprio in Semifinale. Si scende in campo al PUMA House of Football domenica 3 marzo alle 12.30 e le rossonere hanno tanti motivi per crederci.
La Coppa Italia, in questa stagione finora altalenante, è un obiettivo forte e concreto; la voglia di riscatto dopo l’eliminazione dell’anno scorso è tanta, il desiderio di regalarsi un trofeo lo è altrettanto. La squadra, reduce dal bel successo nel Derby, ha bisogno del sostegno del nostro pubblico: dalle ore 12.00 di mercoledì 28 febbraio sarà aperta la vendita dei biglietti di Milan-Roma al prezzo di 12€, ridotto a 7€ per gli Under 12. I tagliandi sono disponibili su Vivaticket; nella scheda evento, attraverso l’opzione “Trova rivenditore”, è possibile filtrare per regione e provincia così da scoprire i punti fisici della zona più vicini. Non sarà possibile acquistare i biglietti direttamente al Centro Sportivo.
MILAN-ROMA
DOMENICA 3 MARZO ORE 12.30
PUMA HOUSE OF FOOTBALL – CENTRO SPORTIVO P. VISMARA
BIGLIETTI: 12€
Under 15 femminile, inizia la Fase Interregionale: in 32 in corsa per la Final Four scudetto. Si parte il 3 marzo
A conclusione della prima fase, le migliori squadre dell’Under 15 femminile stringono le fila e accelerano in vista del finale di campionato. Sono rimaste in 32, suddivise in 4 gironi (ognuno dei quali coordinato da un Comitato Regionale pilota) da 8 squadre, che a partire dal 3 marzo disputeranno la Fase Interregionale con formula di gare di andata e ritorno (da concludersi entro il 2 giugno). C’è ovviamente il Milan campione d’Italia in carica, inserito nel girone 3 assieme all’Inter, lo scorso anno finalista scudetto nel derby con le rossonere. Nelle 32 anche la Roma, che a ottobre ha vinto invece il torneo pre-season: le giallorosse, nel girone 4, se la vedranno, fra le altre, con la Lazio e il Napoli femminile.
Le prime 2 di ogni girone di qualificano ai quarti di finale, da svolgersi con gare di andata e ritorno (le prime classificate giocheranno il ritorno in casa), ultimo step prima di accedere alla Final Four che assegna lo scudetto.
Italia, che rimonta! Sciabica e Pellegrino Cimò firmano il 2-2 contro la Germania. Mazzantini: “Grande reazione”
Dopo la vittoria di sabato scorso contro la Norvegia (1-0, gol di Longobardi), la Nazionale Under 19 femminile ha chiuso il torneo La Nucia con un pareggio in rimonta contro la Germania. Se ieri l’Under 17 è stata battuta a Tirrenia dalle tedesche, le ragazze di Selena Mazzantini sono state invece capaci nella ripresa di recuperare il punteggio grazie alle reti di Manuela Sciabica (Sassuolo) e Giada Pellegrino Cimò (Roma). Dopo il doppio vantaggio della Germania firmato al 31′ da Krüger e al 41′ da Brinkmann, Sciabica al 57′ ha accorciato le distanze con un bel diagonale di destro, prima del definitivo 2-2 di Pellegrino Cimò a 6′ dal termine, con un tiro al volo dopo uno stop di petto.
“E nel finale abbiamo anche avuto le occasioni per vincere – sottolinea Mazzantini –. Rispetto al primo tempo abbiamo avuto un’ottima reazione: questo torneo ci serviva per fare esperimenti in vista del Round 2 di qualificazione all’Europeo e torniamo a casa con tante certezze”. Il prossimo appuntamento per l’Italia Under 19 Femminile sarà infatti di quelli che contano: ad aprile, le Azzurrine saranno in Portogallo a giocarsi un posto nella fase finale dell’Europeo contro le padrone di casa, l’Inghilterra.
Vera Indino, Lecce Women: C’era voglia di riscatto per la sconfitta all’andata, le ragazze sono state perfette
Al ‘La Torre’ va in scena la sfida tra Lecce Women e Molfetta, gara valida per la terza giornata del girone di ritorno. Le baresi si affacciano all’incontro in cerca di preziosi punti salvezza mentre le salentine per dare continuità alla striscia positiva di risultati. Il vantaggio per le padroni di casa arriva dopo cinque minuti grazie al capitano Serena D’Amico che, dopo una cavalcata sulla fascia, calcia e trova una deviazione decisiva del portiere ospite. Il due a zero arriva dopo due minuti, lancio in profondità di D’Amico che serve Ejzel. La compagna di reparto glaciale sottoporta. Al 14esimo minuto il Lecce cala il tris, palla in profondità di Bocchieri che trova D’Amico, doppietta personale per la numero sette. Sugli sviluppi di calcio d’angolo arriva la personale doppietta per D’Amico, preciso il suo colpo di testa. Ejzel dai pressi della bandierina mette un pallone in mezzo trovando egregiamente De Paola che realizza la manita. Al 71esimo la stessa Ejzel realizza la sua personale doppietta, dopo una ribattuta sulla traversa la numero nove si fa trovare pronta e si avventa sul pallone realizzando il gol del sei a zero. Il sei a uno viene realizzato da Pellegrini con un tiro che non lascia scampo a Serio. Il sette a uno arriva sempre su una ribattuta ma questa volta ad insaccare e D’Amico che realizza il suo personale poker. Termina così l’incontro, con una straripante Serena D’Amico.
Le dichiarazioni di Vera Indino: <<Le ragazze oggi sono state perfette dal punto di vista dell’approccio, del gioco, dell’agonismo, dell’attenzione. Gara chiusa già nel primo tempo, ma questo non ci ha fatto abbassare l’intensità, l’aggressione all’avversario. C’era voglia di riscattare la sconfitta dell’andata e voglia di dare spazio anche alle ragazze più giovani che finora hanno giocato meno>>.
Serie C: Accademia SPAL – Padova, in campo per la sedicesima giornata
Domani 28 Febbraio Accademia SPAL-Padova (Girone B) recupera la prima giornata di ritorno alle ore 14.30 presso il campo comunale di Vigarano Mainarda e sarà arbitrata da Manuel Marchetti di L’Aquila.
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PT | G | V | N | P | F | S | DR | ||
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Meran Women | 44 | 18 | 13 | 5 | 0 | 62 | 11 | 51 |
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Trento Femminile | 41 | 18 | 12 | 5 | 1 | 45 | 10 | 35 |
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Südtirol | 36 | 18 | 11 | 3 | 4 | 29 | 12 | 17 |
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Venezia | 35 | 17 | 9 | 8 | 0 | 41 | 10 | 31 | |
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Femminile Riccione Calcio | 34 | 17 | 9 | 7 | 1 | 30 | 14 | 16 |
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Venezia Calcio 1985 | 33 | 18 | 10 | 3 | 5 | 41 | 25 | 16 |
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Chieti Femminile | 27 | 16 | 9 | 0 | 7 | 23 | 26 | -3 | |
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Padova Femminile | 22 | 17 | 6 | 4 | 7 | 21 | 22 | -1 | |
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Villorba Calcio | 22 | 17 | 6 | 4 | 7 | 21 | 24 | -3 |
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Vicenza Calcio Femminile | 21 | 17 | 6 | 3 | 8 | 34 | 36 | -2 |
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Jesina Femminile | 18 | 17 | 5 | 3 | 9 | 28 | 26 | 2 |
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Triestina Calcio Femminile | 18 | 18 | 5 | 3 | 10 | 28 | 35 | -7 |
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Accademia Spal | 17 | 16 | 4 | 5 | 7 | 24 | 28 | -4 | |
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L’Aquila 1927 | 12 | 18 | 3 | 3 | 12 | 21 | 54 | -33 |
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Condor Treviso | 8 | 18 | 2 | 2 | 14 | 14 | 44 | -30 |
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Perugia Calcio Femminile | 0 | 18 | 0 | 0 | 18 | 9 | 94 | -85 |
Sara Gama su Twitch!
Capitana, Campionessa, Icona, Simbolo.
In due parole: Sara Gama.
La calciatrice bianconera, ospite sul nostro canale Twitch, ha parlato delle emozioni speciali vissute in una settimana così intensa, in cui ha dato l’addio ufficiale alla maglia azzurra, e per parlarci di tutto ciò che ha rappresentato negli ultimi anni per il calcio femminile e delle sfide che attendono le Juventus Women, fra le semifinali di Coppa Italia e l’inizio della Poule Scudetto.
L’ADDIO ALLA NAZIONALE CON UNA FESTA “SPECIALE”
«Sì, sono Sara “l’originale” (ride, ndr): il fatto che le mie compagne si siano travestite da me con le parrucche e tutto il resto durante l’addio alla Nazionale mi ha colto di sorpresa, sono state bravissime a non farmi intuire nulla. A un certo punto ho sentito il richiamo alle mie spalle mentre facevo le interviste e mi sono resa conto che si erano travestite. Grande idea, devo fare i complimenti a Martina Rosucci, mi hanno regalato un sacco di cose e poi a cena mi hanno conciato per le feste. Era tutto inaspettato, ma anche molto allegro – come mi auguravo che fosse un momento importante per la mia carriera. È stato sicuramente un avvicinamento particolare alla gara, diverso dal solito, per una gara che ricorderò per sempre».
UN RIFERIMENTO CHE HA INDICATO LA STRADA A TANTI
«Grazie dei messaggi fantastici che arrivano in chat e che mi arrivano di continuo, è molto bello perché mi scrivono spesso padri e madri che hanno delle figlie che si riconoscono in ciò che ho fatto. L’idea che si prendano un momento per scrivermi è qualcosa che mi fa molto piacere, ricordano sempre i passi avanti che siamo riusciti a fare come movimento in questi anni. Queste sono le cose che ti danno una spinta. Quando si fa vedere qualcosa alle persone, gli si mostra una strada, chi osserva il tuo percorso sa che anche per imitazione può accadere qualcosa di bello, si può diventare una calciatrice. Così è più semplice imparare, al posto di seguire i propri istinti e andare tentativi come accadeva in passato».
NON CONTA IL NUMERO SULLE SPALLE, MA I VALORI PORTATI IN CAMPO
«Il numero 3 che indosso alla Juventus mi è sempre piaciuto da quando ero piccola, preferisco i dispari – non è che mi sia un motivo razionale. L’ho preso perché il numero 3 significa un sacco di cose sin dai tempi antichi, è un simbolo fondamentale e mi piace anche la forma, rientra moltiplicato in altri numeri a cui “tengo”. È stato scelto così, ma prima ho indossato anche altri numeri e non è importante cosa c’è scritto sulla maglietta ma quello che porti in campo. Quando sono cresciuta si è liberato il 3, l’ho preso e l’ho tenuto per il resto della mia carriera: giocare con un altro numero non è un dramma. Questo è il mio approccio. Meglio mettere in campo il sacrifico, voler far fatica per la compagna, avere la gioia di giocare: quelli sono i riferimenti da avere, non per forza il numero sulla maglia».
IL CASO DEL GUARDALINEE DONNA E UNA CULTURA CHE DEVE CAMBIARE
«Ho visto le immagini della guardalinee che si è fatta male, ho sperato prima di tutto che guarisse e che non fosse nulla di grave. Soltanto dopo ho saputo che è montata una forte discussione perché i commenti sull’episodio sono stati di cattivo gusto: non ci si rende conto che si sta parlando di una persona, prima ancora che di una guardalinee, che si è fatta male. Se io vedo una persona piena di sangue in faccia, la prima cosa che mi viene da fare è cercare un modo di sostenerla. Poi, come spesso accade alle donne, ci ritroviamo ad avere a che fare con certi commenti: questo purtroppo non è una novità. Ci dobbiamo porre la domanda relativamente al cosa stiamo facendo per cambiare culturalmente le persone: è un problema che va al di là del calcio».
LE ESPERIENZE ALL’ESTERO E LA VOGLIA DI GIOCARE
«Ho giocato all’estero perché qui in Italia il panorama era molto differente ai tempi, sono stata anche al PSG in Francia. Una prova personale per me, sapevo di trovare giocatrici più forti, sono uscita completamente dalla mia confort zone. È il massimo della sfida che puoi porre a te stessa: da quando ero piccola faticavo a trovare squadre in cui giocare, poi quando diventi grande devi vedertela con i pregiudizi che ancora oggi ci sono. Se dovessi sintetizzare il tutto in un concetto però devo dire che quello che non accetto è la differenza di opportunità di fare quello che hai voglia di fare: questa è la cosa più difficile da affrontare».
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Inghilterra-Italia 5-1, le pagelle: si salvano Bergamaschi e Cantore
Pesante il passivo delle Azzurre ad Algeciras. Inghilterra-Italia termina 5-1, ed è un punteggio talmente largo, e talmente netto, che non lascia spazio ad alcun alibi. Prestazione, carattere ed atteggiamento tattico sono tutte fasi di gioco da rivedere completamente per le prossime partite. Esperienza per il futuro, ma soprattutto, consapevolezza del presente.
ITALIA 5: l’avversaria era fuori categoria per doti fisiche, tecniche e atletiche. Le Azzurre però, sbagliano l’approccio iniziale, e mancano del cinismo necessario per provare comunque a salvare la prestazione. Esperienza per il futuro.
Le migliori: BERGAMASCHI e CANTORE, 6: le due migliori sulla fascia destra, sia per la mentalità con cui vanno in campo, sia per l’apporto che danno. Bergamaschi cerca di mettere una pezza ai tanti problemi difensivi, e si propone anche in attacco cercando di indurre le avversarie all’errore. (Dal 52′ Salvai, s.v.: poco da dire, entra in una fase delicata, e poi il match diventa ancora più difficile. Porta comunque a casa 1 tackle e 13 passaggi). Cantore è l’unica pericolosa sul fronte offensivo, brucia Greenwood al 9′ e cerca di infastidire la difesa. Grave colpa però, il non aver sfruttato la grande opportunità capitatale nel recupero del primo tempo. Non sarebbe cambiato nulla, ma in quelle situazioni – in queste specifiche gare – vanno segnati. (Dall’80’ Dragoni, s.v.: ingresso decisamente tardivo, ma buono per la foto dell’anno assieme a Lucy Bronze e Keira Walsh).
GIULIANI 5.5: un paio di incertezze nell’occasione del secondo gol (beffata però dal rimpallo tra Galli, Hemp e forse anche Caruso), e sul colpo di testa di Hemp del 3-0. Per il resto, ottimi interventi ad evitare un passivo ben più pesante. Bruciata da Daly nell’uscita disperata del 5-1.
LINARI 5: inizia anche abbastanza positivamente la partita, recuperando un pallone a Russo e chiudendo Kelly e Stanway. Poi cala assieme alla squadra, non reggendo l’urto dell’attacco inglese. Troppi gli errori per un difensore del suo calibro.
LENZINI 5: soffre la fisicità inglese, nonostante faccia tanto per provare ad arginare le difficoltà. Prova a costruire un’opportunità per Cambiaghi all’11’, allontana un cross di Kelly al 15′, ma poi non riesce a proporre continuità nelle azioni, e finisce che al 63′ lasci spazio a James nell’azione che poi porta al 4-1.
DI GUGLIELMO 5.5: la meno negativa del reparto arretrato come prestazione. Cerca di disturbare le attaccanti avversarie con la fisicità, chiudendo Kelly in angolo al 26′ e poi disturba Clinton al 50′. Barcolla, ma non molla. (Dal 71′ Serturini, s.v.: entra in una fase difficile della gara, e non può incidere per contribuire a salvare la prestazione).
BOATTIN 5: anche lei, come Linari, compie troppi errori per una del suo calibro. Supporta la difesa nel 5-4-1 difensivo, ovviamente in difficoltà contro avversarie più forti fisicamente, ma non si tira mai indietro dalla lotta.
CARUSO 5.5: unica centrocampista mobile del suo reparto. Batte 4 angoli dalla destra, effettua anche una conclusione al 93′, ma paga la poca cattiveria in alcuni contrasti.
GALLI 5: dà una mano a sbrogliare la situazione in difesa, in più di un’occasione. Però da poca reattività al reparto più importante, contro una Nazionale che conosce giocando nel campionato inglese. Sfortunata, ma non solo, nel rimpallo con Hemp al 21′, però da lei ci si aspetta di più. (Dal 71′ Severini, s.v.: vale il discorso per le altre subentrate. Entra nella fase più dura del secondo tempo, quando ormai l’Inghilterra ha ripreso campo e convinzione nell’attacco).
CATENA 5.5: mezzo punto in più solo per l’assist a Cambiaghi, che salva parzialmente una prestazione poco convincente. Giustificata dal fatto che le serve più esperienze in partite del genere. Con la Fiorentina in Champions, chissà. (Dal 52′ Bonfantini, 5: quel retropassaggio che spalanca la porta a Daly per il 5-1 le vale l’insufficienza. Deve ritrovarsi al più presto).
CAMBIAGHI 5: l’unico gol azzurro della partita non riesce a salvare la sua prestazione. Regala subito a Wubben-Moy la palla dell’1-0 che dopo un minuto cambia notevolmente lo stato d’animo della squadra, poi si perde nuovamente la centrale difensiva, salvata da Giuliani. Al 31′ si porta un goloso pallone fuori dal campo, e soprattutto al 70′ divora il gol del possibile 4-2. Insomma, in queste partite servono cinismo ed aggressività in qualsiasi situazione. (Dall’80’ Girelli, s.v.: 10 minuti solo per lottare su qualche pallone).
SONCIN 5: l’idea di un 3-5-2 che diventa 5-4-1 rimanda alla sfida di Salerno contro la Spagna. Convincono poco alcune scelte, e non riesce a dare sostanza al centrocampo. Poi sugli errori individuali, ha poche colpe. Esperienza anche per lui. A questa Nazionale serve comunque coraggio in qualsiasi situazione, e non solo per le gare che contano.
L’Inghilterra manda ko le Azzurre, l’amichevole di Algeciras finisce 5-1. Soncin: “Loro fortissime ma potevamo fare di più”
Serviva una nuova impresa per uscire indenni dall’amichevole di Algeciras, ma questa volta le Azzurre non si ripetono e vengono punite da un’ottima Inghilterra, che si impone con un perentorio 5-1. Dopo aver battuto la Spagna e pareggiato con la Svezia in Nations League, l’Italia va a sbattere contro le campionesse d’Europa e finaliste del Mondiale 2023: la squadra di Sarina Wiegman (quarta nel ranking FIFA) sblocca la gara al primo affondo con un colpo di testa di Wubben-Moy, al 20’ – sempre su corner – trova il fortunato raddoppio firmato da Hemp, che si ripeterà al 34’, e da quel momento controlla il match senza troppi problemi.
L’Italia al 45’ trova il provvisorio 3-1 con Cambiaghi, crea un paio di ottime occasioni con Cantore e con la stessa attaccante dell’Inter, ma è costretta a capitolare di fronte alla fisicità e al ritmo imposto dalle avversarie, che nella ripresa arrotondano il risultato con le neoentrate Toone e Daly. Le Azzurre dovranno immediatamente voltare pagina e proiettarsi sul percorso di qualificazione ad Euro 2025 che inizierà ad aprile (il 5 marzo il sorteggio dei gironi). “Siamo partiti un po’ a rilento, ma a tratti ho visto cose positive – ha dichiarato il Ct – al di là del risultato queste partite ci devono dare la convinzione di ciò che possiamo fare. Non è una sconfitta contro una Nazionale così forte che ci fa perdere consapevolezza: potevamo fare più gol e questo ci deve convincere che si può fare di più anche contro campionesse di questo livello”.
LA PARTITA – Come avvenuto nel doppio confronto di Nations League con la Spagna, Soncin si affida a un 3-4-3 che in fase di non possesso diventa un 5-4-1. In porta gioca Giuliani, sulle fasce ci sono Bergamaschi e Boattin, mentre Di Guglielmo accentra la sua posizione andando a formare il trio difensivo con capitan Linari e Lenzini. A centrocampo ci sono Caruso e Galli, supportate da Cantore (in gol nel match disputato un anno fa) e Catena, che hanno il compito di assistere Cambiaghi, schierata al centro dell’attacco.
L’Inghilterra risponde con il tradizionale 4-3-3 in cui trovano spazio cinque delle sette stelle dalla FIFA nella formazione ideale del 2023. Giocano dal primo minuto il portiere Earps, i difensori Bronze e Greenwood, la centrocampista del Barcellona Walsh e Russo, attaccante di chiare origini italiane (il nonno paterno lasciò la Sicilia negli anni ’50), con Toone e James che partono invece dalla panchina. Insieme a loro c’è anche Daly, che realizzò i due gol che decisero la sfida del febbraio scorso.
Le vicecampionesse del mondo iniziano alla grande, passando in vantaggio al 1’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Greenwood disegna una traiettoria che Wubben-Moy, posizionata sul primo palo, ribadisce in rete con un colpo di testa sporco ma vincente. Il difensore dell’Arsenal va vicino al bis pochi minuti dopo, ma la sua incornata questa volta viene respinta con sicurezza da Giuliani. Le Azzurre cercano l’immediata reazione e creano un paio di pericoli con le incursioni di Bergamaschi e Cantore, ma l’Inghilterra non si scompone e continua ad attaccare la profondità con grande convinzione.
L’Italia soffre la fisicità delle avversarie e concede troppo sulle palle inattive: al 20’ nuovo corner e secondo gol delle Leonesse, questa volta realizzato da Hemp, che calciando da centro area addosso a Galli trova una traiettoria che manda fuori tempo il portiere del Milan. La punta del City si ripete al 34’ con un precisissimo colpo di testa che si spegne all’incrocio dei pali. Dopo tanta sofferenza arriva anche il momento dell’Italia, brava a rialzare la testa nel finale di tempo e a trovare il 3-1 – dopo un miracolo di Giuliani e una clamorosa chance per Cantore a tu per tu con Herps – con Cambiaghi, che sfrutta il perfetto assist di Catena segnando praticamente a porta vuota.
La ripresa si apre all’insegna dell’equilibrio, con un’Italia molto più intraprendente e proiettata in avanti alla ricerca della clamorosa rimonta. I cambi effettuati da entrambi i Ct alzano il ritmo della gara, ma a beneficiarne è soprattutto l’Inghilterra: al 68’ James serve all’altra neoentrata Toone il pallone del poker, poco dopo Cambiaghi va vicina alla doppietta con un tiro strozzato che sfiora il palo a portiere battuto. Nel finale arriva anche il sigillo della solita Daly, che con con una bellissima serpentina fissa il risultato sul 5-1.
INGHILTERRA-ITALIA 5-1 (3-1 pt)
Reti: 1’ Wubben-Moy (Ing), 20’ e 34’ Hemp (Ing), 45’ Cambiaghi (Ita), 68’ Toone (Ing), 79’ Daly (Ing)
INGHILTERRA: Earps; Bronze, Wubben-Moy, Greenwood (dall’80’ Turner), Charles; Clinton (dal 64’ Park), Walsh, Stanway (dal 64’ Toone); Hemp, Russo (dal 46’ James), Kelly (dal 70’ Daly). A disp: Hampton, Keating, Carter, Morgan, Mead, Le Tissier. Ct: Sarina Wiegman
ITALIA: Giuliani; Bergamaschi (dal 51’ Salvai), Di Guglielmo (dal 70’ Serturini), Linari, Lenzini, Boattin; Cantore (dall’85’ Dragoni), Caruso, Galli (dal 70’ Severini), Catena (dal 51’ Bonfantini); Cambiaghi (dall’85’ Girelli). A disp: Schroffenegger, Tampieri, Bartoli, Piga, De Rita, Oliviero, Schatzer, Glionna, Piemonte. Ct: Andrea Soncin
Arbitro: Maria Eugenia Gil Soriano (SPA). Assistenti: Andrada Aloman (SPA) e Iragartze Fernandez Esesumaga (SPA). Quarto ufficiale: Alicia Espinosa Rios (SPA). Note: circa 600 spettatori, ammonita Caruso.


































