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Crescita, voglia di stupire e puntare al vertice: il 2025 del Lumezzane

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Lumezzane s’affaccia per la seconda stagione consecutiva nella Serie B che in questa edizione è a 14 formazioni e solo una andrà in A. La squadra gioca le partite in casa allo stadio «Tullio Saleri» di Lumezzane. Nella scorsa annata le rossoblù, da neopromossa, avevano chiuso al quinto posto del campionato cadetto con 44 punti, ma con la soddisfazione di aver fermato sul pari la Ternana in casa e battuto il Genoa in trasferta, due squadre che sono salite nel massimo campionato.

Quest’estate la Società del presidente Andrea Caracciolo ha deciso di alzare il livello delle ambizioni e ha confermato in panchina Nicoletta Mazza, alla sua quarta stagione come allenatrice delle valgobbine. Poi, sul mercato sono arrivate Cecilia Capecchi, Lia Lonni, Letizia Galdini Martina Pizzolato, Yoana Stankova, Sara Ketiš, Cristina Merli, Marta Morreale, Giada Burbassi e Serena Landa. In uscita a salutare Lumezzane sono state, invece, tra le altre, giocatrici che due anni fa avevano vinto campionato e Coppa Italia Serie C: Aurora Gilardi, Giulia Meleddu, Giulia Redolfi, Guya Vavassori, Rossella Valesi e Marta Basso. Senza dimenticare nomi come Eveljn Frigotto, Valentina Puglisi, Marta Basso ed Elisa Carravetta.

L’inizio di stagione del Lumezzane è stato in sordina: pareggio all’esordio in casa contro il Frosinone e ko subito in casa del Como. Poi, arriva il primo successo in campionato col 4-0 contro il San Marino Academy e, successivamente, arriva il secondo pari stagionale nel derby contro il Brescia. Dopodiché sono arrivati 5 successi di fila e quello più importante è senz’altro il 3-1 in casa del Bologna e il 5-3 arrivato in rimonta contro la Freedom. L’1-0 subito in casa contro l’Arezzo non ha scalfito la voglia di rialzarsi subito, visto che sono arrivate due vittorie contro Cesena e Venezia. In mezzo la Coppa Italia: la vittoria per 1-0 sul campo dell’Arezzo e la sconfitta onorevole in casa contro la Roma, attuale capolista di Serie A, finita 4-1 per le giallorosse.

Sono 24 le reti fatte e 12 subite dall’undici di Nicoletta Mazza, collezionando 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte per una classifica che dice seconda posizione con 26 punti. Il Lumezzane ha un certo equilibrio nei punti fatti: 13 sia in casa che in trasferta. Tuttavia, segna molto tra le mura amiche: ben 14 le reti realizzate. La porta del Lumezzane è stata inviolata contro Arezzo in Coppa, San Marino Academy, Trastevere e Venezia, mentre le partite contro Como e Arezzo (stavolta in campionato) sono state le uniche volte in cui le rossoblù non sono andate in rete. La miglior marcatrice risulta, sino a questo momento, Romina Pinna con 12 reti tra campionato e Coppa.

Ora testa al 2026 che il Lumezzane aprirà con la sfida interna contro l’Hellas Verona che darà vita al mese di gennaio e chiuderà il girone d’andata.

Maria Parente: “La Nazionale non è più una scommessa, ma una realtà che sta crescendo davvero”

“Non era scontato, ma è stato bellissimo. Le Azzurre hanno mostrato coraggio, identità, una mentalità più matura. Soncin ha dato al gruppo sicurezza e una visione europea”.
A dircelo è stata Maria Parente, giornalista e conduttrice, che parlando della Nazionale Femminile e dell’Europeo disputato in estate ha aggiunto: “Quel percorso in Svizzera dice che l’Italia femminile non è più una scommessa, ma una realtà che sta crescendo davvero. Ora serve continuità, per trasformare questo risultato in un nuovo punto di partenza”.
La presentatrice campana, laureata in legge, a proposito di calciatrici poi ci confessa: “Mi piacerebbe tantissimo dialogare con una calciatrice e ascoltare una voce femminile che vive il campo dall’interno sarebbe prezioso. Intervisterei Marija Banušić, attaccante Napoli Women e le chiederei cosa si prova in quell’attimo di pura adrenalina in cui sei davanti alla porta e il pallone entra. È un’emozione che noi raccontiamo, ma loro vivono sulla pelle”.

Maria Parente, con un master in giornalismo sportivo presso Il Sole 24 ORE, ricorda poi il suo approccio al pallone da piccola che fotografa cosi:Giocavo spesso per strada o in cortile con gli amici, erano momenti bellissimi. Porto dentro una nostalgia dolce di quelle partite improvvisate. Non ho mai pensato davvero di diventare calciatrice, ma la vita sorprende sempre. Non direi mai di no a quella possibilità, nemmeno oggi”.
La conduttrice della trasmissione Cronaca Azzurra ci parla, poi, del suo legame con il calcio: “Il mio amore per il calcio è nato insieme a me, davvero. Ho ricordi nitidi di quando, a cinque anni, entravo allo stadio San Paolo con i miei genitori. Quel rumore, quei colori sentivo che mi appartenevano. L’amore per il calcio è qualcosa di luminoso, struggente e inesauribile: una presenza che ti accompagna, che ti emoziona sempre e che non smette mai di sorprenderti”.

L’opinionista in tv della trasmissione Goleada Azzurra sul passaggio al professionismo e sui tanti club che si avvicinano sempre più al calcio femminile poi ammette: “È stato un cambio di passo enorme. Togliere diffidenza significa aprire porte, creare entusiasmo, permettere alle ragazze di vedersi dentro questo sport senza sentirsi fuori posto. L’ingresso dei grandi club del maschile ha portato strutture, visibilità, investimenti e soprattutto normalità. Oggi una bambina può dire ‘voglio giocare a calcio’ senza sentirsi diversa. Ed è qui che inizia la vera crescita”.

Maria, con un master presso RCS Academy, conclude l’intervista parlando poi dell’album Panini dedicato alle calciatrici descritto cosi: “È un traguardo enorme. Non solo un riconoscimento, ma una forma di rispetto e visibilità che le calciatrici meritavano da tempo. Per una bambina vedere una giocatrice su una figurina significa che quel posto può essere anche il suo. E quando sogno e possibilità iniziano a coincidere allora il divario tra maschile e femminile smette davvero di esistere”.

Ternana Women, Ardizzone nuovo mister. Divorzio con Cincotta. Il tecnico: “Ho cercato in punta di piedi di fare quanto possibile”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Non ci sarà Antonio Cincotta sulla panchina della Ternana Women nel 2026. Nonostante una conclusione di 2025 con il match vinto in Coppa Italia contro il Como Women, nelle ore scorse, la società umbra ha ufficializzato il proprio divorzio dal tecnico che ha firmato la promozione, con tanto di primo posto in Serie B, lo scorso anno. Antonio Cincotta ha pagato, nonostante diverse buone prestazioni, per un inizio di annata poco esaltante in Serie A dove l’undici di capitan Pacioni, con tante giovani in campo, chiude la classifica con 4 punti, frutto di un successo ed un pari a fronte di sette sconfitte incassate.

Questo il saluto social diffuso dallo stesso tecnico: “La Serie B vinta, i quarti di finale di coppa Italia raggiunti nell’ultima gara. Nell’ultimo mese eravamo riusciti a vincere su campi difficili, e sfoggiato prestazioni di livello anche contro grandi squadre sempre agganciati all’obiettivo in una lotta punto a punto. Ringrazio tantissimo le ragazze, la società e lo staff per questo percorso ricco di soddisfazioni e per tutto ciò che ho appreso e porterò con me. 
Arrivai in un momento tragico , ho cercato in punta di piedi di fare quanto possibile”.

Questo, invece, il comunicato diffuso, nella giornata odierna, dalla Ternana Women per ufficializzare la separazione da Antonio Cincotta: La Ternana Women comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore Antonio Cincotta.
Subentrato dopo la scomparsa di Fabio Melillo, ha guidato il club alla promozione in Serie A con la vittoria del campionato.
La società lo ringrazia per il prezioso lavoro svolto. Seguiranno aggiornamenti sulla guida tecnica della squadra.

Sempre in giornata è  arrivato il nome del successore sulla panchina delle rossoverdi, che proverà a condurre la squadra che gioca le proprie gare interne al ‘Moreno Gubbiotti’ di Narni alla permanenza in massima serie. Si tratta di Mauro Ardizzone, questo l’annuncio: La Ternana Women comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Mauro Ardizzone. La società dà il benvenuto al nuovo mister, augurandogli buon lavoro.

Serie A Women: le giocatrici ad aver sfornato più assist vincenti sino ad ora

Photo Credit: Rahma Mohamed - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In nove giornate ufficiali di Serie A Women, con due da giocare al termine del girone d’andata, tanti sono stati i gesti tecnici da sottolineare come quello degli assist vincenti che hanno portato direttamente a delle marcature.

In testa alla speciale classifica relativa agli assist vincenti troviamo Tessa Wullaert dell’Inter con 6 passaggi filtranti, sfornati in 9 presenze, uno in più di Evelyne Viens della Roma, sempre con 9 gettoni di presenze all’attivo. Sul gradino più basso del podio degli assist vincenti, poi, Clarisse Le Bihan della Lazio con 4 passaggi vincenti riusciti, in 7 gare giocate.

Con 3 assist, invece, altre sei giocatrici. Si tratta di Karólína Lea Vilhjálmsdóttir dell’Inter e Monica Renzotti del Milan, che ha giocato 6 gare, Sofie Bredgaard della Fiorentina, con 7 gare giocate, Manuela Giugliano della Roma, con 8 match disputati, e la coppia del Sassuolo composta da Lana Clelland e Elena Dhont, entrambe con tutte e 9 le gare giocate.. Con 2, infine, diverse giocatrici presenti tra cui spicca Park Soo-Jeong del Milan che ha giocato ‘solo’ in 5 occasioni.

La FIFA conferma l’ampliamento della FIFA Series 2026™ per le squadre nazionali maschili e femminili

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

La FIFA ha confermato che la FIFA Series 2026™ si terrà durante la finestra di incontri internazionali a marzo e aprile del prossimo anno, offrendo alle squadre nazionali di diversi continenti una piattaforma unica per competere e connettersi oltre i confini tradizionali delle loro confederazioni. Sulla base del successo dell’edizione pilota tenutasi a marzo 2024, la FIFA Series 2026 segna la prima implementazione su larga scala di questa iniziativa, con più Associazioni Membri Partecipanti (PMA), più ospiti e, per la prima volta, un’edizione dedicata alle donne. Il formato ampliato è progettato per facilitare partite internazionali più significative e contribuire direttamente allo sviluppo globale del calcio.

La FIFA Series™ è allineata agli Obiettivi Strategici FIFA per il Global Game: 2023-2027, che si concentrano sulla creazione di maggiori opportunità di equilibrio competitivo, crescita tecnica e scambio tra i continenti. Il formato offre un percorso per le squadre nazionali che raramente affrontano avversari di altri continenti. “La FIFA Series riguarda lo sblocco del potenziale di sviluppo per giocatori, allenatori e tifosi, promuovendo al contempo l’universalità e la diversità del calcio attraverso partite significative. L’edizione 2026 aumenterà ulteriormente questo impatto sia per il calcio maschile che per quello femminile,” ha dichiarato il presidente della FIFA Gianni Infantino. “Collegando le nazioni attraverso la competizione, la FIFA Series mira a rafforzare il gioco a ogni livello, portando le comunità locali sulla scena globale.”

Sebbene l’interesse per la partecipazione cresca in tutto il mondo, la FIFA può già annunciare la struttura ampia della competizione e il crescente numero di ospiti confermati. La serie FIFA maschile presenterà una serie di partite significative che si svolgeranno in Australia, Azerbaigian, Indonesia, Kazakistan, Mauritius, Porto Rico, Ruanda e Uzbekistan. Le discussioni sono inoltre in progredimento con altre Associazioni Membri FIFA (MA), che potrebbero unirsi come ulteriori nazioni ospitanti nei prossimi mesi.

La serie FIFA femminile debutterà con eventi in Brasile, Costa d’Avorio e Thailandia. La formazione completa sarà annunciata all’inizio del 2026. Ogni gruppo della serie riunirà squadre nazionali di diverse confederazioni in un formato amichevole, pensato per creare un’interazione calcistica preziosa senza aggiungere partite al calendario internazionale. Offrendo ai PMA la possibilità di giocare contro squadre di altre regioni, la FIFA Series offre vantaggi che vanno oltre il campo:

Crescita tecnica attraverso l’esposizione a nuovi stili di gioco e identità tattiche,
Opportunità commerciali grazie alla maggiore visibilità per le nazioni emergenti del calcio e mercati inesplorati nelle nuove sedi per eventi, e
Scambio culturale promuovendo connessioni globali attraverso il linguaggio condiviso del calcio. Approvata dal FIFA Council nel dicembre 2022, la FIFA Series consente anche alle nazioni che stanno ampliando la loro presenza calcistica di vivere competizioni internazionali in condizioni simili a quelle dei grandi tornei, promuovendo così sia lo sviluppo tecnico che organizzativo.

Genoa: score discreto in casa ma difficoltà in trasferta. Per le rossoblù inizio di 2026 non semplice

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa è approdato nella Serie A Women, allargata in questa edizione a 12 formazioni, dopo aver ottenuto la promozione nello scorso anno in Serie B. Terzo posto nel torneo cadetto per le liguri che hanno conquistato 64 punti, mettendosi alle spalle il Bologna di tre lunghezze, balzando in massima serie alla pari di Ternana Women e Parma.

Per farsi trovare pronte al salto di categoria la Società rossoblù, che gioca le proprie gare interne allo ‘Sciorba’, ha affidato la guida tecnica a Sebastian De La Fuente ed inserito, al fianco dello zoccolo duro protagonista in B, elementi di esperienza come Elexa Bahr, Valeria Monterubbiano e Valery Vigilucci a giovani di belle speranze tra cui Alice Søndergaard e Anastasia Ferrara. In uscita a salutare Genova sono state, invece, tra le altre Emma Errico, Claudia Ferraro e Eleonora Oliva.

La squadra è partita in questa annata con la forte ambizione di permanenza in categoria approcciando alla Serie A Women’s Cup perdendo all’esordio in casa contro l’Inter per 1-2 per pareggiare, poi, con il Como Women per 1-1 e cedendo di misura sul campo della Fiorentina per 2-1. La fase di approccio al campionato, poi, ha visto il successo esterno per 0-4 in Coppa Italia contro la Freedom, concludendo un percorso nel quale la formazione neopromossa ha lasciato buoni segnali in vista delle Serie A.

L’inizio di stagione del Genoa, però, è cominciata con il doppio passo falso, uno in casa uno in trasferta, per 2-1 contro Milan e Lazio per raggiungere poi la prima gioia con il 3-1 interno contro la Ternana Women. La classifica, dopo il passo falso successivo contro il Como Women per 2-1, si è mossa nuovamente in casa contro il Parma grazie al successo per 1-0. La parte conclusiva del 2025 ha visto però quattro sconfitte di fila con Juve, Napoli Women ed Inter, formazioni che stazionano nella parte sinistra della classifica, e quella più pesante, non in termini di risultato ma di peso specifico, con il Sassuolo, diretta concorrente per la salvezza, in casa per 0-1.

Sono 8 le reti fatte e 18 subite dall’undici di Sebastian De La Fuente che in casa ha siglato 6 gol prendendone 7 collezionando due successi e tre sconfitte mentre in trasferta le marcature sono state 2 a fronte di 11 incassate con quattro gare perse. In questo scorcio di campionato il Genoa, che ha perso quattro gare di fila senza mai riuscire a collezionare una serie utili di risultati consecutivi, non ha preso gol solo nel match vinto con il Parma e  marcando il tabellino in sei match con Norma Cinotti come migliore bomber con 2 centri seguita da 6 compagne di squadra a quota 1.

Tra gli elementi più impiegati in campionato da mister De La Fuente ci sono Camilla Forcinella e Valery Vigliucci, unici due elementi mai tolti dal campo. Un minuto meno di loro, 809, per Arianna Acuti che precede Alma Hilaj ‘ferma’ ad 800, Norma Cinotti a 742 mentre Federica Di Criscio è a quota 719′. Il 2025 del Genoa è stato archiviato con il passo falso casalingo in Coppa Italia per 2-3 contro il Milan, maturato negli ultimi minuti dopo la rimonta ligure. Ora testa al 2026 che il Genoa aprirà con la trasferta contro la Fiorentina e la gara interna con la Roma che daranno vita al mese di gennaio e chiuderanno il girone d’andata.

Lucia Ondrusova: “Come un coach della salute mentale ha fatto la differenza nella mia vita

Credit Photo: FC Slovacko

Lucia Ondrusova è stata la prima giocatrice a raggiungere le 100 presenze con la Slovacchia. Prima di ritirarsi l’anno scorso, il 35enne aveva giocato per i club europei Sparta Praga, Colonia, Basilea, Hellas Verona e Neunkirch.

C’è stata una stagione nella mia carriera di calciatore in cui la mia squadra ha perso alcune partite di fila. Abbiamo raggiunto un punto in cui dovevamo davvero iniziare a vincere per rimanere in campionato. Sembrava che ogni punto avesse un potenziale decisivo. La pressione era enorme e la portavo con me dopo ogni partita. Al mattino, avevo la sensazione di non riuscire ad alzarmi dal letto. Non riuscivo a spingermi al lavoro sentendomi così e avere un allenatore che urlava contro di me e i miei compagni di squadra quando ero così vicino al punto di rottura. Certo, mi sono alzato. Ho resistito. Sono andato ad allenarmi. Ho dato il massimo. Ma non è bastato. La mia testa non era nel posto giusto per esibirmi a pieno regime. Non importava quanto insistessi, semplicemente non ero mentalmente in forma in quel momento. C’è così tanta cura per prevenire lesioni fisiche nel calcio, tutto ciò che potrebbe ostacolare le nostre prestazioni o accorciare la nostra carriera, ma a volte dimentichiamo che anche la nostra salute mentale è fondamentale per il nostro gioco; Se ti senti bene, giochi bene, se ti senti bene, giochi meglio. Quando mi sono trasferito all’AC Sparta Praga, un club in cui mi sentivo così a mio agio, ho avuto davvero difficoltà ad adattarmi. Sono arrivato al punto in cui non mi esibivo e la gente ha iniziato a chiedermi cosa mi stesse succedendo. Non riuscivo proprio a descriverlo. Poi ho capito che avevo bisogno di un supporto professionale per ritrovare una mentalità sana e continuare a giocare.

Sfortunatamente, un allenatore di salute mentale non era un servizio disponibile nel club e molti degli altri giocatori e dello staff non ne vedevano la necessità. Era qualcosa che dovevo perseguire a titolo privato. Ha fatto un’enorme differenza per me. I risultati non sono stati immediati. Ci sono voluti tempo e pratica. Ma alla fine, sono stato in grado di vedere alcuni benefici reali, proprio come faresti tu se il tuo obiettivo fosse rafforzare il tuo corpo invece della tua mente. Mi ha fatto capire quanto poco si discuta di salute mentale a titolo professionale come calciatori e del potenziale di miglioramento che l’introduzione di un allenatore di salute mentale in un club potrebbe portare. I giocatori non dovrebbero aver paura di dire che non si sentono bene; Dovrebbero sentirsi abbastanza sicuri da riconoscere che c’è un problema e quindi essere supportati mentre adottano le misure necessarie per affrontarlo, proprio come con qualsiasi altro problema di salute.

Certo, come giocatori possiamo discutere tra di noi di come ci sentiamo, ma non abbiamo gli strumenti per risolvere i nostri problemi in modo professionale. I nostri datori di lavoro dovrebbero prendersi cura della nostra mente tanto quanto del nostro corpo, soprattutto perché, secondo la mia esperienza, è responsabile di oltre il 50% delle nostre prestazioni. Nella squadra nazionale abbiamo accesso a un allenatore di salute mentale e, come giocatori, è qualcosa di cui siamo estremamente grati. All’inizio è stato strano perché non avevamo mai sperimentato nulla di simile. Ricordo che ero così nervosa durante la nostra prima sessione di gruppo per parlare quando ci è stato chiesto se avessimo problemi. Non ero abituato a interagire in questo modo, quindi non avevo idea di cosa aspettarmi, ma non appena ho aperto bocca e ho iniziato a parlare, ho già sentito un enorme sollevamento di peso dalle mie spalle. Avevo appena fatto il primo passo verso una comunicazione aperta con il mio team ed è stato fantastico, ancora di più quando abbiamo iniziato a lavorare insieme sui nostri problemi.

L’allenatore ha aiutato molto la squadra, creando uno spazio sano per comunicare come squadra. È qualcosa che mi piacerebbe vedere implementato a livello di club in Slovacchia e, naturalmente, ovunque. Di recente mi sono ritirato dal calcio professionistico, quindi questi miglioramenti sarebbero per le generazioni future piuttosto che per il mio beneficio. Non posso fare a meno di chiedermi, però, quanto sarebbero state diverse le cose se un coach per la salute mentale fosse stato disponibile all’inizio della mia carriera. Poco dopo essere andato in pensione, ho preso la decisione di dichiararmi pubblicamente gay. Non è stato il calcio a impedirmi di condividere apertamente questo lato di me, ma piuttosto la paura di essere rifiutata dai miei genitori. Una volta che ho smesso di giocare, ho deciso che non volevo più tenere questo segreto con loro.

È stato un processo emotivo per me e un tale sollievo quando hanno detto che mi amavano ancora. In fondo ho sempre saputo che sarebbe stato così, che avrebbero avuto solo bisogno di tempo per adattarsi e che non mi avrebbero mai rifiutata. Ma fino a quando non gliel’ho detto, la paura era sempre lì. Ora, sentirli pronunciare il nome della mia ragazza ad alta voce e chiedere di lei potrebbe sembrare un piccolo passo ma, per me, significa il mondo. Anche se non è stato il calcio a impedirmi di condividere questo lato di me stesso, mi chiedo: le cose sarebbero state diverse se la mia salute mentale fosse stata in un posto migliore durante la mia carriera, se avessi avuto un modo più sano di affrontare lo stress del gioco, se forse avessi avuto la capacità di elaborare tutto questo allo stesso tempo?

Sono sempre stato un calciatore. Sono sempre stato gay, anche se ho cercato di negarlo in alcuni momenti della mia vita, e il coming out non mi ha cambiato come persona. Ma mantenere segreta questa parte della mia identità ha avuto un impatto sulle mie prestazioni come giocatore, proprio come ha fatto altri aspetti della mia vita. Ci pensavo ogni singolo giorno. Vorrei che nessuno dovesse uscire. Vorrei che tutti noi potessimo accettarci automaticamente l’un l’altro, non importa chi amano, ma, sfortunatamente, questo non è il mondo in cui viviamo in questo momento. Per quanto mi riguarda, so di aver preso la decisione giusta quando ho scelto di condividere questo lato di me. Vorrei solo essere stato pronto prima. Avrei voluto annunciare di essere un calciatore slovacco gay e massimizzare qualsiasi piattaforma avessi per umanizzare l’omosessualità in ogni modo possibile. In questo momento, soprattutto in Slovacchia, c’è un sentimento politico e sociale così negativo nei confronti della comunità LGBTQIA+, e penso che sia importante che i calciatori facciano parte della conversazione contro questo. La gente mi ha elogiato per il mio coraggio quando ho fatto coming out, ma non è qualcosa che volevo sentire. In un ambiente sicuro non avresti bisogno di coraggio per essere chi sei e amare chi ami. Per me, la stabilità mentale e la conversazione aperta sono fattori così importanti per creare questo.

Ho sempre amato giocare. Essere un calciatore è quello che sono. Mi sono sentita me stessa per quasi tutta la mia carriera, ma se avessi ricevuto quello che ora considero il supporto mentale necessario, penso che avrei faticato molto meno. La mia speranza è che i giovani giocatori del calcio di oggi non si pongano le stesse domande quando arriva il momento di appendere gli scarpini al chiodo e che impariamo a parlare della salute mentale come fattore fondamentale del calcio. Se riusciamo a farlo, penso che libereremo un enorme potenziale di progresso dentro e fuori dal campo.

Un punto a testa nello scontro al vertice e uno tra le due ultime in classifica

Il turno 8 di Liga BPI è coinciso con le ultime partite del 2025 della massima serie portoghese. In questa giornata si è svolto lo scontro al vertice tra Benfica e Sporting Lisbona che è terminato con un gol per squadra con la capolista che ha concretizzato per prima e lo Sporting che è riuscito a pareggiare nei minuti di recupero. Questo non ha cambiato nulla ai fini della classifica, tenendo invariato lo stacco di 5 punti che divide i due club. Stessa sorte, ma sul 3-3, è capitata a Maritimo e Damaiense il cui risultato non è servito per abbandonare gli ultimi due posti in classifica. Continua, inoltre, anche la crisi Braga che non vince in casa da parecchio tempo e si deve accostare del settimo posto in classifica.

Partita di apertura dell’ottava giornata della massima serie del campionato portoghese, il CS Marítimo e l’SF Damaiense hanno pareggiato 3-3 allo stadio Estádio da Imaculada Conceição, casa delle isolane. Le ospiti hanno conquistato il vantaggio per tre volte, ma le ragazze del Maritimo sono riuscite a trovare il pareggio e a uscire dal campo con prezioso punto. Le ospiti sono passate in vantaggio al sesto minuto: Lou Martinet ha tirato in porta aprendo le marcature. Il pareggio è arrivato poco dopo, al 13′, con un pallone messo nell’area piccola da Rita Coutinho in zona cross. Amber Lockwood ha afferrato la palla ma ha finito per entrare con essa nella propria porta. Il Marítimo ha continuato a pressare ma è stato il Damaiense a passare nuovamente in vantaggio. Lidiane ha crossato in area dalla sinistra, il portiere Nicole Panis ha respinto in modo incompleto e Sara Cartaxo si è posizionata al posto giusto al momento giusto per ribadire in rete. Ancora prima dell’intervallo, Fatumata Sissé ha segnato il 2-2 dopo un assist del suo portiere, ancora una volta con un passaggio lungo sopra la difesa. Sissé ha superato l’avversaria con un pallonetto e ha tirato a porta vuota per il pareggio.
Dopo l’intervallo, il Damaiense è tornato in vantaggio, anche se non per molto. Lidiane ha ricevuto palla nell’area avversaria e ha tirato forte, mettendo in difficoltà la difesa. Panis ha respinto il primo tentativo, ma la palla è finita sul palo più lontano, dove è arrivata Lou Martinet che ha segnato la doppietta. Subito dopo il Marítimo ha pareggiato 3-3, risultato che è rimasto invariato fino alla fine.
Con questo risultato il CS Marítimo e l’SF Damaiense non hanno abbandonato gli ultimi due posti in classifica e sono salite rispettivamente a cinque e sei punti. Nella prossima giornata, che si disputerà a gennaio, il Marítimo farà visita al Valadares Gaia FC e il Damaiense ospiterà l’SCU Torreense.

Il Valadares Gaia FC ha vinto in casa del Rio Ave FC per 2-0, registrando la quarta vittoria in otto giornate e totalizzando 14 punti, sufficienti per mantenere il posto sul podio. Bisognose di punti per guadagnare terreno nella lotta per la permanenza, le ragazze di Vila do Conde hanno iniziato meglio la partita, ma le ospiti hanno saputo controllare lo slancio delle rivali e rispondere alla pari.
Il primo tempo non è stato particolarmente ricco di occasioni da gol e si è dovuto aspettare il 44′ per vedere un’azione davvero pericolosa avvicinarsi a una delle porte. Vânia Duarte, terzino del Valadares Gaia, ha tirato da fuori area e ha mandato la palla molto vicina al palo avversario Ad aprire le marcature, alla fine, è stata Erica Meg che ha trasformato in gol rigore (65′). Il Rio Ave ha cercato di ostacolare il vantaggio delle ospiti e il pareggio è stato sfiorato in due occasioni con protagonista Chardonnay Curran, che è andata vicina al gol all’83’ e all’84’. Nonostante questo a segnare per il 2-0 è stata Jennie Lakip del Valadares (86′) che, vestita la fascia da capitano, ha guidato il gruppo verso la vittoria insaccando in rete il gol che ha deciso la partita su assist di Morgan Stone.

Il Torreense ha battuto il Vitória SC per 2-1, in una partita caratterizzata dall’efficacia sui calci piazzati e da una rimonta completata nei minuti di recupero (90’+5′). Entrambi i gol della squadra di Torres Vedras sono stati segnati di testa: il primo da Ava Seelenfreund e, nei minuti di recupero (90’+5′), da Ingrid Konst. Il Vitória SC è stata la prima squadra a segnare, ma il Torreense non ha mai smesso di crederci e di spingere per cambiare le sorti della partita. Con questa vittoria, la squadra di Torres Vedras è salita al quarto posto in classifica, con 12 punti, mentre il Vitória segue subito dietro, con due punti in meno.
Le due squadre sono scese in campo determinate a prendere il controllo della partita, puntando su un calcio pratico e offensivo e ricorrendo a transizioni rapide. Nonostante questa chiara intenzione, le occasioni pericolose sono state poche, grazie alla buona organizzazione difensiva di entrambe le squadre, che hanno saputo neutralizzare efficacemente gli attacchi avversari. Il Vitória SC ha dimostrato maggiore audacia nella fase iniziale e ha finito per concretizzare questa superiorità: a seguito di un calcio d’angolo, Sara Brasil è apparsa per calciare con il piede destro. Janny Belém ha risposto con una difficile parata, deviando sulla traversa, ma sul rimbalzo Mia Foster, di testa, ha sbloccato il tabellino con il suo gol (12′).
In svantaggio, la squadra di Torres Vedras ha alzato il ritmo e ha cercato una reazione immediata senza riuscire, nel primo tempo, a concretizzare. Il Torreense è tornato in campo dopo l’intervallo assumendo una posizione dichiaratamente offensiva e puntando forte sulla ricerca del gol. Il gol del pareggio è arrivato al 70′, con Ava Seelenfreund che, all’ingresso dell’area piccola, ha finalizzato di testa su calcio d’angolo battuto da Daniuska. Sulla scia del pareggio, il Torreense ha continuato a spingere e ha fatto di tutto per completare la rimonta. Nei minuti di recupero (90’+5′) è arrivato il gol della vittoria: Ingrid Konst su calcio d’angolo battuto da Daniuska.

SC Braga e Racing Power hanno concluso l’ottava giornata della Liga BPI senza gol, un risultato che favorisce maggiormente le ospiti, che hanno mantenuto un punto in più in classifica e sono addirittura salite al quinto posto, mentre le ragazze di Braga sono rimaste al settimo posto. Il pareggio riflette ciò che è successo all’Amélia Morais: una partita praticamente priva di occasioni da gol, a causa della forte marcatura da entrambe le parti, che ha condizionato i passaggi, spesso sbagliati. La prima occasione pericolosa è arrivata nel recupero del primo tempo, quando Malu Schmidt ha tirato fuori, approfittando del vantaggio in un’azione in cui Maria Alagoa è stata atterrata vicino all’area piccola. Poco prima (42′), Maria Alagoa aveva tirato in porta, costringendo Natalia Exposito all’unica parata degna di questo nome in tutto il primo tempo. Senza la capacità individuale di rompere le difese avversarie, la partita si è conclusa a reti inviolate.
Lo SC Braga reduce dalla vittoria sullo Sporting nella Coppa del Portogallo, continua a non vincere in casa in questa edizione della Liga BPI. Storicamente, il duello con il Racing Power rimane in parità come questa partita: 3 vittorie per ciascuna squadra e 3 pareggi.

Sporting e Benfica hanno pareggiato (1-1) nella partita più importante dell’ottava giornata della Liga BPI, risultato che lascia il Benfica in testa alla classifica, con lo stesso vantaggio di 5 punti sui rivali storici, secondi in classifica con 15 punti. In una partita ricca di emozioni e occasioni il Benfica è andato al riposo in vantaggio grazie al gol di Nycole Raysla (22′), che ha concretizzato una superiorità evidente in quasi tutti i momenti della prima mezz’ora. Nycole, libera dalla marcatura, ha intercettato di testa con facilità un cross largo di Catarina Amado. anch’essa con molto spazio sulla destra. La palla entra tra le gambe di Anna Wellmann.
Il secondo tempo sembrava destinato a seguire lo stesso copione del primo, dominato dal Benfica, ma lo Sporting è riuscito a migliorare il proprio rendimento ad ogni sostituzione effettuata. Il rigore per un fallo di Catarina Amado su Carolina Santiago, è stato risolutivo per lo Sporting. Telma, dal dischetto, non ha sbagliato (88’) e ha dato il via ad un finale combattuto in cui, però, il vantaggio non è arrivato per nessuna delle due squadre in campo.

Contestualmente a quanto successo nell’ottava giornata di campionato, qui di seguito la classifica aggiornata di Liga BPI:

 

  1. Benfica 20
  2. Sporting 15
  3. Valadares Gaia 14
  4. Torreense 12
  5. Racing Power 10
  6. Vitoria SC 10
  7. Braga 9
  8. Rio Ave 6
  9. Damaiense 6
  10. Maritimo 5

‘Zero Project Awards 2026’: la FIGC tra le finaliste per il progetto sull’accessibilità delle gare della Nazionale

Credit Photo: Stefania Bisogno - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Un altro risultato di prestigio per la FIGC nel campo della sostenibilità. A conferma dell’impegno profuso a favore di un calcio sempre più inclusivo – capace di abbattere le barriere e garantire a tutti l’opportunità di vivere appieno l’esperienza sportiva – la Federazione è stata inserita nella shortlist degli ‘Zero Project Awards 2026’, il riconoscimento annuale istituito dall’organizzazione internazionale che opera a sostegno delle persone con disabilità. Lo ‘Zero Project’ ha l’obiettivo di contribuire all’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), individuando e diffondendo soluzioni innovative capaci di abbattere le barriere e favorire l’inclusione. In dieci anni di attività, ‘Zero Project’ ha costruito una rete di oltre 10.000 esperti in tutto il mondo e selezionato più di 1.000 soluzioni innovative, valorizzandole ogni anno all’interno della ‘Zero Project Conference’ presso le Nazioni Unite di Vienna.

La candidatura della FIGC, nata su suggerimento della UEFA, riguarda il progetto sull’accessibilità delle gare interne della Nazionale maggiore, sviluppato nell’ambito della Strategia di Sostenibilità sociale e ambientale FIGC e UEFA e in linea con la Policy 4 ‘Calcio per tutte le abilità’. Il format gara ideato dalla Federazione è stato introdotto nel 2022 e riguarda le partite casalinghe della Nazionale. L’obiettivo è garantire un’esperienza accessibile e inclusiva – oltre a creare opportunità lavorative – per persone con vulnerabilità.

Le attività riguardanti il format accessibilità gara FIGC sono:

  • Servizio di audiodescrizione: attivo dal 2022, permette a tifosi ciechi e ipovedenti di seguire la partita grazie a cronisti specializzati e a una piattaforma digitale di semplice utilizzo, accessibile via smartphone, sviluppata in collaborazione con Connect Me Too.
  • Quiet Room: dal 2024 ogni stadio che ospita la Nazionale offre spazi protetti e accoglienti, pensati per persone con autismo o con sensibilità sensoriali. Dalla prima esperienza allo Stadio Olimpico di Roma, il format si è esteso allo Stadio ‘Giuseppe Meazza’ (Milano) e al Mapei Stadium (Reggio Emilia) grazie al supporto del Settore Giovanile e Scolastico e della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale.
  • Coinvolgimento staff con vulnerabilità nei servizi hospitality: in collaborazione con associazioni no profit, persone con disabilità intellettive o sindrome di Down sono state coinvolte in attività di catering e accoglienza nelle aree hospitality durante le partite casalinghe della Nazionale.

Il format innovativo introdotto dalla FIGC garantisce la replicabilità nei diversi stadi italiani. Grazie a questo impegno, la candidatura FIGC è stata selezionata tra 586 progetti provenienti da 93 Paesi, entrando nella shortlist 2026. Le prossime fasi prevedono una nuova valutazione da parte della rete internazionale di ‘Zero Project’ e la comunicazione dei vincitori che avverrà il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. I progetti selezionati saranno protagonisti della ‘Zero Project Conference 2026’, in programma dal 18 al 20 febbraio presso la sede delle Nazioni Unite a Vienna.

Greta Paolinelli, Gatteo Mare: “Con il Montespaccato partita non semplice. Prepareremo la Coppa Italia contro la Nuova Alba nel migliore dei modi”

Photo Credit: Fabio Cittadini - Foto Football Femminile

Il Gatteo Mare non ha concesso respiro all’Original Celtic Bhoys ed è riuscito a concludere l’anno solare da primo in classifica vincendo tra le mura amiche in una partita tutt’altro che facile o scontata contro il Montespaccato. Per le padrone di casa è stata determinante la prestazione di Greta Paolinelli, la doppia marcatrice di giornata, che ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Paolinelli ha innanzitutto commentato la partita appena conclusa, con delle emozioni positive e, in particolare, una grandissima gioia per aver conquistato i tre punti all’ultimo secondo, senza mai tirare il freno a mano: «Sicuramente gioia e soddisfazione per il raggiungimento del risultato all’ultimo secondo. Non é stata una partita semplice ma abbiamo lottato fino all’ultimo e siamo riuscite a portare a casa ciò che conta di più, i 3 punti.»

L’atteggiamento che le ragazze di Mister Parlani hanno messo in campo è stato quello giusto e un carburante di alta intensità che ha permesso alla squadra di macinare gioco e uscire da una situazione di stallo che avrebbe potuto compromettere il bottino: «Sotto il punto di vista dell’atteggiamento, domenica non abbiamo sbagliato niente. Abbiamo avuto grinta, determinazione e voglia di portare a casa il risultato. Sicuramente abbiamo ancora tanti aspetti sui quali dobbiamo lavorare, ma lo stiamo facendo con l’atteggiamento giusto.»

Prima che riprenda il campionato a gennaio, il Gatteo Mare dovrà ancora affrontare la Nuova Alba nel match valevole per i quarti di Coppa Italia, in programma questa domenica. Nonostante Paolinelli e compagne siano già riuscite ad aggiudicarsi i tre punti contro le umbre, le ragazze di Mister Peverini hanno dimostrato e continuano a dimostrare di essere un osso duro, motivo per cui sarà importante non perdere di vista neanche il più piccolo dettaglio«La Nuova Alba é una squadra di livello e di certo domenica non sarà una partita semplice. Sicuramente in settimana il Mister ci dirà come andremo ad affrontare la partita di domenica e la prepareremo nel migliore dei modi.»

Si ringraziano Greta Paolinelli e il Gatteo Mare Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e la grande fiducia.

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