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Suzanne Bakker, Milan: “Meritavamo la Semifinale! Ma dobbiamo fare gol.”

Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Ancora una volta, l’ennesima stagionale, il Milan cade nel recupero. È Sofie Bredgaard a gelare il mondo rossonero e a trascinare la Fiorentina in semifinale, dopo una partita in cui, per la verità, il Diavolo ha sfornato una buona prestazione, soprattutto nel primo tempo. Questo non è bastato però per sbloccare il punteggio e strappare il pass per il turno successivo. Un’altra delusione dunque per le rossonere che devono dunque abbandonare il sogno di alzare la Coppa Italia.

Suzanne Bakker, allenatrice milanista, ha rilasciato delle dichiarazioni al termine dei 90 minuti: “Ovviamente c’è molta frustrazione, perché abbiamo creato tante opportunità e sicuramente avremmo dovuto segnare nel primo tempo. Se ci fossimo portate in vantaggio sarebbe stata una partita diversa. Quanto successo nel recupero fa tanto male.

A volte ci sono partite in cui una squadra crea molte opportunità e non riesce a segnare. Mentre dall’altra parte basta un’occasione per fare gol. Secondo me abbiamo giocato davvero bene, sia in possesso che difensivamente, davvero, molto bene, ma non sempre ottieni quanto meriti e per me meritavamo di raggiungere la semifinale.

Adesso c’è chiaramente molta emotività e ti chiedi cosa avresti potuto fare di più, domani ci ritroveremo, capiremo come ci sentiremo perché si avvicina un’altra partita. Dobbiamo fare uno switch di mentalità per prepararci alla prossima partita dimostrando lo stesso modo di giocare cercando però di fare dei gol.”

Ora il Milan dovrà concentrarsi totalmente sulla rincorsa Champions League in Serie, una corsa non semplice che vede moltissime squadre protagoniste. La prima tappa sarà domenica contro il Genoa, importante per ripartire immediatamente e tentare di allontanare immediatamente l’eliminazione in Coppa.

Juve scarta-semifinale, il cioccolatino è di marca Girelli-Thomas – Canzi: “Imprecise, poi abbiamo riacquistato fiducia”

Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

In tasca una vittoria non scontata ed un pass per la semifinale di Coppa Italia che la porterà di fronte alla Viola per provare a proiettare verso l’ultimo step della competizione: è quanto ottenuto dalla Juventus poche ore fa dopo la disputa di ritorno di fronte al Napoli.

Un inizio all’equilibrio bianco, modificato solo nel frame finale grazie alla coppia Girelli-Thomas (loro l’autografo del doppio vantaggio), raggiunta, poi, dall’unica risposta accorcia distanze partenopea. Un risvolto che vale oro, seppur non sia stato semplice portarlo a casa; tanto da dire sulla prestazione bianconera – secondo il tecnico Massimiliano Canzi – che, nel post gara, attraverso i microfoni del club, ha spiegato: «Nel primo tempo siamo state imprecise, tanti errori nell’ultimo passaggio; quando le cose non riescono, bisogna cercare la giocata semplice e con quelle abbiamo riacquistato fiducia nella ripresa.

Dobbiamo essere brave a trovare con più continuità il gol, sviluppiamo sempre grandi volumi di gioco e stiamo migliorando sotto questo aspetto. Ripeto sempre alle ragazze che la maglia da titolare se la mettono e se la tolgono da sole, io non faccio altro che valutare le loro prestazioni; nel momento in cui non si è all’altezza, hai meno possibilità di giocare. E pesano anche i risultati: se le cose vanno bene e vinci sempre, aumentano le rotazioni, in alternativa tocca affidarsi a un gruppo più ristretto.

Detto ciò, sono contento di tutte e, come dimostrato, non ci sono giocatrici messe da parte: io più calciatrici ho a disposizione, più sono contento di avere un mazzo di carte ampio da cui pescare».

Resta, intanto, l’incognita Rosucci (probabili problematiche legate al polpaccio) che verrà “sciolta” nei prossimi giorni.

Alice Corelli dopo il derby: “Vogliamo arrivare fino in fondo, ma senza montarci la testa”

Photo Credit: Christian Cardini - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Alice Corelli non ha intenzione di interrompere la propria striscia di partite consecutive condite da prestazioni eccellenti; l’attaccante giallorossa che cavalca l’onda dell’entusiasmo fin dalla Serie A Women’s Cup è stata determinante anche in avvio di gara contro la Lazio andando a mettere la sua firma sulla rete che ha sbloccato la partita. La numero 16 giallorossa ha rilasciato alcune dichiarazioni post-partita ai microfoni de “Il Romanista” durante le quali si è soffermata sul percorso che la sua squadra sta portando avanti.

Corelli, nata e cresciuta a Roma e di fede giallorossa fin nel proprio DNA, è forse tra le calciatrici nello schieramento di Rossettini ad aver sentito maggiormente il peso di disputare un altro derby contro le biancocelesti. Secondo l’attaccante, il derby contro la Lazio è per la Roma «una partita a sé, indipendentemente da quello che significa. La sentiamo sempre e vogliamo vincerla a tutti i costi. Aver segnato e sbloccato la partita mi ha fatto emozionare. Sono contenta per la squadra, l’obiettivo era vincere e abbiamo fatto quello che dovevamo fare», la calciatrice si è soffermata poco sul lato più romantico della partita e, pragmatica, ha evidenziato che l’importante era portarsi a casa la qualificazione al turno successivo.

«Dobbiamo dare il 100%: se non tutte lo fanno, la prestazione non arriva. Cerchiamo di darlo in tutte le partite, unite, giocando insieme per vincere», la Roma si sta consolidando sempre di più, partita dopo partita, e il gruppo sta entrando nell’ottica di dover scendere in campo ponendosi come unico obiettivo quello della vittoria.

Corelli non si è risparmiata e ha anche rimarcato come nella mente delle giallorosse sia ben impresso l’obiettivo, oltre a quello di arrivare alla fine del campionato da capolista e riconquistare lo Scudetto dopo due anni, di proseguire il percorso in Coppa Italia il più a lungo possibile, non nascondendo le ambizioni delle Lupe di andare fino in fondo, ma senza farsi prendere dall’eccessiva sicurezza: «Vogliamo arrivare in fondo anche in Coppa Italia, senza fare pronostici che ci facciano montare la testa. L’obiettivo è chiaro, vogliamo fare benissimo in Coppa Italia e campionato, oltre a continuare a giocare e vincere per arrivare in fondo», ed essere la capolista in Serie A porta con sé «una pressione bella, che dà tanta energia. Essere lì significa essere la squadra più forte del campionato, non è un caso.»

Corelli ha speso poi qualche parola più romantica, a differenza dell’apertura di conferenza, sul derby e sul significato che ha per lei una partita con vittoria contro la Lazio, un sentimento che sta provando a trasmettere anche alle compagne che non sono di Roma: «Da romana e romanista è sempre un’emozione enorme. Insieme a Giada (Greggi, ndr) cerco di far capire che questa non è una sfida come le altre, che bisogna dare quel qualcosa in più per portarla a casa. Giocare con questo pubblico in casa è unico.»

Manca per il vantaggio, poi la Pink equilibra – Vanoli, Salernitana: “Le ragazze hanno dato tutto”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Le ragazze hanno dato tutto quello che c’era da dare”: inizia così il commento del tecnico granata Rodolfo Vanoli sulla giocata interna contro la Pink Sport. L’esito? Non ha premiato nessuna delle due protagoniste: 1-1, infatti, quanto lasciato sul verde in occasione della prima giornata del girone di ritorno.

Ad aprire le marcature Chiara Manca, forte di sorpresa con pallonetto all’estremo difensore opposto, poi la risposta delle baresi su una azione costruita intensamente su corner. Nient’altro che un equilibrio, quindi, ma poteva andare diversamente? Ecco quanto riferito dallo stesso allenatore a tal proposito: “siamo andati in vantaggio e nel secondo tempo potevamo fare anche tre/quattro goal perché il loro portiere ha fatto dei miracoli pazzeschi, ma fa parte del gioco.

Ci sono state delle scelte arbitrali che non mi sono piaciute; non mi piace parlare di queste cose ma, se vogliamo arrivare a certi livelli, serve anche che ci diano del nostro. Non puoi arrivare in alto se non ti permettono di giocare un calcio propositivo”.

Ora un viaggio da intraprendere per le campane, destinazione Palermo. Un’altra sfida importante contro una formazione in corsa per i primi posti; la figura in panchina ha concluso dicendo: “c’è orgoglio per le mie ragazze che stanno facendo un gran lavoro. Domenica andiamo a Palermo con la nostra solita serenità per cercare di prenderci punti, perché il campionato a volte te ne toglie uno e lo ritrovi tra un paio di domeniche.

Dobbiamo continuare così, senza abbatterci; noi ci siamo ancora, su tutti i fronti”.

Chiara Barcella, Lumezzane: “Stiamo disputando un campionato di grande livello. Domani col Como per provare a dire la nostra”

Photo Credit: Francesco Passaretta - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Lumezzane ha compiuto la rimonta a metà nella sfida di domenica contro il Frosinone finita 1-1, in una partita nel quale la squadra di Nicoletta Mazza è stata rimasta in svantaggio in avvio di gara, poi nei minuti successivi ha cercato in tutti i modi di riequilibrare l’incontro che poi è arrivato col quarto centro stagionale di Serena Landa e il forcing finale non è bastato alle rossoblù di strappare una vittoria.
In classifica le valgobbine sono ancora seconde, ma il distacco dal Como capolista si allunga a sette punti. Domani ci sarà la sfida al «Saleri» proprio contro le lariane che aprirà la quindicesima giornata di Serie B e un eventuale successo potrebbe continuare ad alimentare ancora il sogno Serie A.
Nell’attesa abbiamo intervistato Chiara Barcella, difensore classe ’92 che veste dal 2023 la maglia rossoblù.

Chiara da tre stagioni fai parte del Lumezzane. Cosa significa per te far parte di questo club?
«Arrivo a Lumezzane tre anni fa per le tante ambizioni della società e per il progetto che ora sto vedendo svilupparsi di anno in anno, essere qui per me è motivo di grande orgoglio. Abbiamo tutto quello che serve per raggiungere obbiettivi importanti».

Parliamo di questa stagione, dove il Lume è secondo dopo quattordici giornate di Serie B a sette punti di distanza dal Como leader del campionato: un’annata che, per il momento, sta andando oltre le aspettative.
«Stiamo sicuramente facendo un percorso importante fatto di grande lavoro, al momento essere seconde in classifica ci gratifica ma sappiamo che la strada è ancora lunga e c’è ancora tanto lavoro da fare».

Commentiamo la partita pareggiata contro il Frosinone: si può dire più due punti persi che uno guadagnato?
«È stata una partita non facile, ma non abbiamo mai smesso di crederci. Nel secondo tempo abbiamo preso il controllo del gioco nella loro metà campo e siamo riuscite a pareggiare. Probabilmente meritavamo anche qualcosa di più».

Nelle ultime gare giocate, ovvero contro Verona e Frosinone, la squadra è stata in svantaggio, ma poi ha recuperato: segno che il gruppo, dal punto di vista mentale, ha fatto in questa stagione un ulteriore salto di qualità.
«Nelle ultime partite siamo andate spesso sotto, ma abbiamo sempre reagito bene. Questo dimostra che siamo un gruppo unito, forte e con grande solidità mentale».

Chiara Barcella cerca di contrastare Evelyn Viens della Roma (Photo Credit: Emanuele Colombo – PhotoAgency Calcio Femminile Italiano)

Domani c’è la sfida al «Saleri» proprio contro il Como capolista: una partita che potrebbe essere fondamentale per la squadra, visto che in ballo ci sono punti per provare a continuare a coltivare il sogno Serie A.
«Domani affronteremo la capolista e questo rappresenta già uno stimolo importante. Proveremo in tutti i modi a dire la nostra, come abbiamo sempre fatto, consapevoli di ciò che siamo».

Cosa pensi della Serie B di quest’anno? E come giudichi il fatto che solamente chi vincerà il campionato salirà nella massima serie?
«Il livello della Serie B cresce di stagione in stagione. La promozione riservata a una sola squadra ha sicuramente pro e contro: rende il campionato molto stimolante, ma allo stesso tempo limita le possibilità per le altre realtà e rischia di trovarsi poco dopo il giro di boa con squadre senza più ambizioni e possibilità di classifica, bloccando la crescita».

Qual è la squadra di B che ti ha colpito sino a questo momento?
«Il Lumezzane. Stiamo disputando un campionato di grande livello. Essere seconde alle spalle di una squadra come il Como ci rende orgogliose e ci dà la consapevolezza di poterci togliere soddisfazioni importanti».

Credi che il calcio femminile italiano, alla luce degli ultimi risultati della maggiore agli Europei e dell’Under 17 ai Mondiali, stia prendendo la direzione giusta?
«Sì, i segnali sono molto positivi. La Nazionale maggiore ha raggiunto la semifinale agli Europei 2025, un risultato straordinario, mentre l’Under 17 sta facendo un percorso importante al Mondiale. Questo conferma che il lavoro sui vivai sta dando i suoi frutti».

Che aspettative hai sul tuo 2026?
«Per il 2026 mi aspetto di continuare a crescere, sia dal punto di vista calcistico che personale. Voglio migliorarmi ogni giorno, dare il massimo per la squadra e togliermi qualche soddisfazione importante, dentro e fuori dal campo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Football Club Lumezzane e Chiara Barcella per la disponibilità.

Anna Mallardi (Juventus): “Roberta Aprile è stata il mio modello, soprattutto affettivo”

credit photo: Ilaria Corongiu - photo agency calcio femminile italiano

Nata nel settembre del 2009 (esattamente il giorno 24), Anna Mallardi è la giovanissima portiere della Juventus Primavera che, dopo aver dominato la stagione scorsa, nella quale ha conquistato sia lo scudetto che la coppa Italia di categoria, oltre alla prestigiosa Viareggio Women’s Cup, in quest’annata appare già avviata a… ripetere l’esperienza. Dunque, a nemmeno 17 anni la ragazza bianconera sta già dimostrando, anche da sotto età, di valere tutte le attenzioni che il mondo calcistico italiano (ma pure quello internazionale, vista la sua partecipazione alle rappresentative nazionali sia under 16 che under 17). Ma com’è arrivata, nel mondo del calcio, la nostra Anna?

“Ho scoperto il calcio grazie alla mia famiglia, con la quale mi piaceva guardare partite e parlarne frequentemente: questo mi ha portato ad avvicinarmi e ad appassionarmi a questo sport. Ci giocavo in casa, in piazzetta con gli amici e partecipavo ai tornei scolastici: il calcio è sempre stato l’unico sport che ho sentito ‘mio’; l’unico verso cui ho provato maggiore interesse e senza il quale non riuscivo a stare” è la sua entusiasta spiegazione, che poi prosegue “il calcio è sempre stato la mia più grande passione quindi non sento di aver trascurato altro. Mi piace però in generale guardare e seguire tutti i tipi di sport”

Nonostante la giovanissima età, Anna Mallardi ha già firmato un contratto da ‘pro’ lo scorso 11 dicembre: cosa può rappresentare, per una sedicenne, un simile passo? “per me è un motivo di grande orgoglio e responsabilità, rappresenta la fiducia che ha il club nei miei confronti ed è uno step che mi avvicina al mondo dei grandi e del professionismo a tutti gli effetti. È sicuramente un piccolo passo in avanti, ma sono consapevole che si tratta solo un punto di partenza”

Come spesso si sottolinea, quello del portiere è un ruolo anomalo rispetto al resto della squadra: l’ultimo baluardo difensivo, per impedire che gli avversari realizzino una marcatura. Ma non viene mai, ad un estremo difensore, la voglia di buttarsi all’attacco e, magari, segnare un gol? “Sarei curiosa di provare l’emozione di segnare un gol, ma credo che sia impossibile dato il mio ruolo…” anche se, aggiungiamo noi, non mancano nella storia calcistica esempi di numeri uno capaci di… mettere la palla nel sacco.

Alle giovani leve del calcio, maschile o femminile non fa differenza, non mancano mai i ‘miti’ o gli esempi a cui ispirarsi: quali sono, o sono stati, quelli della ragazza bianconera? “Roberta Aprile, che ha giocato qui per tanti anni, è stata il mio modello soprattutto affettivo, perché quando ero piccola era il portiere della prima squadra del mio vecchio club. Qui alla Juventus ho avuto la possibilità di incontrarla e fare allenamenti insieme a lei. Per quanto riguarda invece il calcio maschile, Gianluigi Donnarumma è uno dei portieri che preferisco e a cui maggiormente mi ispiro”

Come già accennato in precedenza, la Juventus Primavera anche quest’anno sembra intenzionata a dominare il panorama della categoria: ma quali sono gli obiettivi che il mister, Marco Bruzzano, richiede alle sue ‘zebrette’? “Dopo una stagione come quella dello scorso anno, è sempre difficile riconfermarsi, le aspettative aumentano. Coach Bruzzano e Iannella, oltre alle richieste tecnico-tattiche, danno molta importanza ai rapporti all’interno della squadra e all’atteggiamento che portiamo in campo sia in allenamento che in gare ufficiali: ci ricordano sempre l’importanza della maglia che indossiamo. Penso che questi elementi facciano la differenza e che riescano a motivarci nel corso della stagione”

Vista la già grande affidabilità che Anna garantisce fra i pali, non c’è da stupirsi che abbia già avuto esperienze a livello di prima squadra: come le ha vissute? “Ho avuto la fortuna di vivere diverse esperienze con la prima squadra, già a partire dalla scorsa stagione nonostante la mia giovane età. Mi sono sempre trovata molto bene, soprattutto con il gruppo portieri che mi ha aiutato molto e mi hanno fatto sentire subito integrata. Allenarmi con loro per me è una grande opportunità di crescita, posso confrontarmi con un’intensità altissima e avere la possibilità di allenarmi al fianco di calciatrici di grande esperienza e che hanno fatto la storia della Juventus e del calcio italiano in generale: per me è un’occasione per imparare sia dentro che fuori dal campo”

Non bisogna certo essere degli indovini, per ipotizzare un futuro radioso, per questo già strutturato e ‘considerato’ portiere: proprio in questi giorni, difatti, la Società bianconera ha ufficializzato che la ragazza sarà aggregata, in pianta stabile, con la prima squadra del mister Massimiliano Canzi. Questo il commento societario, pubblicato sul sito del Club, a corredo della comunicazione ufficiale: “Una grande notizia per lei e per il Club, ma sicuramente non una sorpresa vedendo il suo percorso di crescita in bianconero. Anna, infatti, già nell’estate del 2024, a soli quindici anni, aveva preso parte alla prestigiosa tournée negli Stati Uniti con le “grandi”. Un’esperienza che l’aveva messa sotto i riflettori, confermando la sua maturità nonostante la giovanissima età. Maturità che Mallardi ha ampiamente dimostrato anche in Primavera, giocando sotto età e recitando un ruolo da protagonista nella formazione Under 19 guidata da Marco Bruzzano che nella passata stagione ha conquistato campionato e Coppa Italia di categoria, oltre alla prestigiosa Viareggio Women’s Cup. Questo ulteriore step, dunque, rappresenta la chiusura di un cerchio e l’inizio di un nuovo capitolo. Il giusto premio per la dedizione mostrata in campo allenamento dopo allenamento e partita dopo partita. Un punto di inizio, sicuramente, e non un punto di arrivo. Congratulazioni, Anna!”

Serie A Women: cambia il ‘format’ per il dodicesimo turno di campionato. Il programma completo

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Torna in campo, nel week-end, per il suo dodicesimo turno, il primo del girone di ritorno, la Serie A Women con ben cinque gare alla domenica e una al lunedi. Le sei partite saranno trasmesse tutte in diretta su DAZN con una gara proposta in chiaro anche sulle reti RAI.

Primi anticipi, quindi, domenica alle ore 12:30 con due gare. La Lazio ospita al ‘Fersini’ il Como Women, nell’intreccio tra due squadre a ridosso della zona Champions, con in contemporanea il Milan che affronta al ‘Felice Chinetti’ il Genoa su Rai Sport, con le liguri uniche delle quattro a guardare la zona salvezza. A seguire, poi, altri due match fissati allo stesso orario. Alle 15:00 la Roma, capolista, proverà a non rallentare a ‘Il Noce’ contro il Parma mentre si ripete lo scontro visto in Coppa Italia, due volte in una settimana, tra Ternana Women ed Inter, in campo al ‘Gubbiotti’.

A chiudere la domenica, invece, alle 18:00 la Juventus scenderà in campo conoscendo i risultati di giallorosse e nerazzurre, avanti in classifica, a Biella contro il Sassuolo. L’ultimo match, infine, è previsto per il lunedì con la Fiorentina che al ‘Viola Park’ attende il Napoli Women, con due squadre divise da un solo punto in graduatoria.

In classifica guida la Roma, campione d’inverno, con 28 punti con al secondo posto l’ Inter a 21 e la Juve a 20, a completare i posti validi per l’Europa. Quarte a pari merito sono Lazio e Fiorentina a 18 che sopravanzano di una lunghezza Milan e Napoli Women. A 16, poi, il Como Women, ottavo, ma a -4 dal terzo posto. La classifica poi si spacca con a 9 il Sassuolo, a 8 il Parma e a 7 chiudono il Genoa e la Ternana Women.

Gama, una ‘seconda vita’ sempre al servizio del calcio femminile: “I risultati si vedono, ora bisogna allargare la base”

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori dal 2020 (prima donna a essere eletta), lo scorso febbraio è tornata in Consiglio Federale e a ottobre a casa sua, Coverciano, in qualità di nuova capa delegazione della selezione azzurra. Questi gli incarichi che le permettono di continuare a dare il suo contributo allo sviluppo del calcio femminile italiano, supportando al tempo stesso lo staff e le ragazze della Nazionale. “Mi sono tolta tante soddisfazioni e al momento non sono in astinenza da adrenalina, anzi. Sto bene senza le pressioni della competizione e del dover scendere in campo per vincere, come ho fatto in tutte le squadre in cui ho militato. E poi c’è la pressione che mi sono messa addosso da sola: le vittorie ultimamente volevano dire avere più peso a livello politico e di conseguenza più forza per portare avanti determinate battaglie. Avevano un doppio significato per me”.

IL MOVIMENTO ITALIANO TRA TESSERATE, SCUOLE E TERRITORIO. “Abbiamo sviluppato l’apice, ora dobbiamo lavorare sulla base”. Con la concretezza che l’ha accompagnata durante tutta la carriera – impreziosita dai 19 trofei conquistati tra club e Nazionale e dalle esperienze a Los Angeles e Parigi – Gama analizza lo stato di salute del movimento italiano, partendo da un dato incontrovertibile. “I risultati si vedono e sono tangibili. Mi riferisco al Mondiale del 2019, raggiunto dopo vent’anni di attesa, e all’Europeo della scorsa estate, arrivato dopo due competizioni in cui non abbiamo fatto bene. Quello a EURO 2025 è stato un cammino straordinario, che non deve stupire perché dimostra, insieme ai risultati delle Nazionali giovanili e al fatto di avere ormai tre squadre ai nastri di partenza della Champions League, la crescita del nostro calcio”.

Ora però, per colmare il gap con i Paesi più virtuosi, serve un nuovo scatto: “Abbiamo una punta che brilla, ma per farla brillare ancora di più e cercare di vincere a livello internazionale è necessario aumentare il numero delle tesserate. Per riuscirci dobbiamo lavorare sul territorio con il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e con la Lega Nazionale Dilettanti, creando più scuole calcio per le bambine e più prime squadre per le adulte. Sarà fondamentale fare divulgazione e promozione, portando ad esempio le giocatrici nelle scuole, per fare in modo che i più giovani tocchino con mano cos’è il calcio femminile”.

LE EMOZIONI AZZURRE E IL RAPPORTO CON SONCIN. E’ un binomio indissolubile quello tra ‘Speedy’ (come la chiamano le ex compagne) e la Nazionale, reso ancora più speciale dalla vittoria dell’Europeo Under 19 nel 2008 (unico titolo azzurro) e dalle 140 presenze con la selezione maggiore. Il presidente federale Gabriele Gravina l’ha voluta come nuova capa delegazione (termine da lei rigorosamente declinato al femminile, perché “il linguaggio aiuta a plasmare la realtà”) della squadra, che dopo le amichevoli di ottobre e la tournée americana accompagnerà a partire da marzo anche nel percorso verso il Mondiale del 2027. “In estate ha fatto quello che aveva dimostrato nei due anni precedenti. È sempre andato migliorando, ora bisogna però tenere i piedi per terra e lavorare per continuare a crescere, in campo e a livello di movimento. Dobbiamo puntare a conquistare trofei: siamo l’Italia e l’obiettivo deve essere questo”.

Un cambio di marcia, quello delle Azzurre, coinciso con l’arrivo in panchina di Andrea Soncin nel settembre del 2023. “Con il Ct ho un ottimo rapporto. Ci siamo incontrati quando lui è arrivato e io sono tornata in Nazionale, in una fase particolare della mia carriera. Quando è arrivato il momento di smettere l’ho chiamato e mi è stato accanto, accompagnandomi nei passi che dovevo fare. L’ho apprezzato molto”. Sensibilità, lavoro e fiducia, questi gli ingredienti che secondo Gama spiegano il successo della gestione Soncin. “Sono le ‘armi’ che funzionano in ogni contesto e che poi generano tutto il resto. Il mister e lo staff hanno anche investito tante energie sulle attività di team building: una cosa molto apprezzata dalle ragazze, che si divertono e stanno bene insieme”

Virginia Galluzzi, Colleferro: “Contenta della riconferma. Classifica? Un po’ bugiarda”

Photo Credit: Colleferro Calcio

Risultati incoraggianti per un percorso ancora tutto da vivere: è questo il messaggio attuale a consacrare il lavoro del Colleferro, momentanea quinta forza del girone D di serie C.

Per la formazione di mister Lenzi nessuna coincidenza, ma tanta dimostrazione sul campo, reale palcoscenico del viaggio stagionale. La volontà – anche per quella che è ormai la fase di ritorno intrapresa – è quella di proseguire sulla scia della continuità, non sempre facile con l’intervento di avversarie competenti e pronte a tutto.

Intanto la prima della seconda parte (l’esterna davanti all’apri classifica Catania) è stata archiviata e con essa la caduta annessa della ospite laziale; tre punti non conquistati ma, nonostante l’esito, una consapevolezza dei propri mezzi in forte crescita. Ne abbiamo parlato con Virginia Galluzzi, capitana rossonera.

Benvenuta Virginia! Ufficializzata la tua permanenza al Colleferro, sono diverse le emozioni che stai vivendo ancora una volta in questi colori. Quanto è importante per te continuare come parte attiva del progetto e quali sono i plus che ti piacerebbe raccogliere in questa fase del percorso?

«Sono molto contenta della riconferma da parte del mister e della società. Quello che stiamo portando avanti tutte insieme è un percorso di crescita che sta dando ottimi risultati; continueremo sicuramente a mettercela tutta».

Fascia al braccio, la responsabilità è forse doppia: un pò “protettrice” di quanto costruito e che contraddistingue la squadra, un po’ motivatrice: sei d’accordo?

«Sì, sono d’accordo. La responsabilità è tanta, ma sono felice di prendermela. Amo le sfide. Non è sempre facile stare sul pezzo ma mi impegno ogni giorno per farlo».

Il gruppo, intanto, prosegue con determinazione la stagione: aperta la fase di di ritorno, il bilancio parla di un quinto posto, dietro realtà altrettanto blasonate. A cosa pensi debba principalmente il collettivo questo risultato e quanto ancora c’è di inespresso?

«Siamo un gruppo determinato formato da ragazze che vanno tutte nella stessa direzione. Non ci accontentiamo del quinto posto, continueremo a lavorare per fare sempre meglio.

A mio parere la classifica è un po’ bugiarda, ci meriteremmo di più, infatti ce lo andremo a prendere!».

Domenica la caduta in casa Catania: un giudizio su quanto andato in scena.

«Parliamo di una squadra ben organizzata, ma noi non siamo da meno. Complimenti a loro per la vittoria; resta solo un po’ di rammarico per ciò che potevamo fare in più».

Prossimamente la giocata locale contro il CUS Unical; il precedente incontro dona ottimismo, visto il vostro vantaggio, ma, come si usa dire in questi casi, non c’è da sottovalutare nessuno. Cosa ti aspetti e che prestazione dovrà essere perché si possa far bottino pieno?

«La cosa più sbagliata nel calcio è proprio sottovalutare l’avversario. Senz’altro cercheremo di rimanere concentrate per tutti i 90 minuti e daremo il massimo per portare a casa i 3 punti».

Per il futuro individuale e d’insieme imminente ti auguri…

«Mi godo il presente, poi a fine stagione vedremo il da farsi. Posso affermare, però, che mi piacerebbe continuare con questi colori!».

Si ringrazia Virginia Galluzzi e la società tutta per la gentile concessione.

I Mondiali come motore globale del calcio femminile: visibilità, pubblico e nuove prospettive

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Quando si parla di calcio femminile, il rischio è sempre lo stesso: trattarlo come un mondo separato, quasi parallelo. La realtà, però, racconta altro. Il calcio femminile cresce all’interno di un ecosistema globale, lo stesso che ruota attorno ai grandi eventi FIFA. E tra questi, i Mondiali restano il punto di massima attenzione mediatica.

Non perché siano l’unico momento che conta, ma perché funzionano da amplificatore. Attirano pubblico, investimenti, curiosità. E, nel tempo, finiscono per avere un impatto anche sul movimento femminile, in modo diretto e indiretto.

I Mondiali FIFA come fenomeno globale di pubblico

I Mondiali di calcio rappresentano, da decenni, uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Numeri alla mano, è il torneo che riesce a intercettare fasce di pubblico molto diverse, anche lontane dal calcio praticato ogni settimana. Questo dato è centrale per capire cosa accade intorno al calcio femminile.

Quando l’attenzione globale si concentra su un evento FIFA, cresce l’interesse verso tutto ciò che ruota attorno alla federazione: competizioni, ranking, progetti di sviluppo. In pratica, il calcio femminile beneficia di un contesto più favorevole, fatto di visibilità e credibilità istituzionale.

Non è un meccanismo automatico, ma è reale. E negli ultimi anni lo si è visto con chiarezza.

La crescita del calcio femminile nel quadro FIFA

Negli ultimi cicli sportivi, la FIFA ha intensificato il proprio impegno sul fronte femminile. Investimenti, riforme delle competizioni, maggiore copertura mediatica. Tutto questo non nasce dal nulla, ma si inserisce in una strategia più ampia.

Come evidenziato anche dai documenti ufficiali, l’obiettivo è creare continuità. Non eventi isolati, ma un sistema che accompagni la crescita del movimento nel tempo.

Questo tipo di analisi aiuta a capire come i grandi eventi globali, Mondiali inclusi, abbiano un ruolo di traino. Più attenzione significa più pubblico potenziale anche per il calcio femminile, più sponsor interessati, più spazi editoriali.

Pubblico, interesse e nuove abitudini di fruizione

Il modo di seguire il calcio è cambiato. Oggi il pubblico non si limita alla partita in sé, ma si muove tra piattaforme, contenuti e informazioni in tempo reale. Questo vale anche per il calcio femminile, che beneficia di una maggiore esposizione nei momenti di forte attenzione internazionale. La fruizione è più fluida, meno legata a un singolo evento, e favorisce la scoperta di competizioni e storie che prima restavano ai margini.

Come cambiano i comportamenti degli appassionati

Negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui il pubblico segue il calcio. Non si guarda più solo la partita, ma si pianifica l’esperienza: stadio, viaggio, evento. Questo vale per il calcio maschile, ma ha effetti indiretti anche sul femminile.

Chi segue i grandi tornei internazionali spesso si informa attraverso più canali. Siti ufficiali, piattaforme di ticketing, portali specializzati. È un comportamento ormai consolidato, legato alla necessità di avere informazioni aggiornate e affidabili.

In questo contesto, è normale che l’attenzione si distribuisca su più strumenti: anche se molti iniziano guardando la disponibilità su FIFA, le prenotazioni più rapide vengono spesso fatte su Hello Tickets grazie agli aggiornamenti in tempo reale.

Il punto, però, non è il biglietto in sé. È il segnale di un interesse crescente verso gli eventi FIFA come esperienza complessiva.

L’effetto indiretto sui tornei femminili

I grandi eventi FIFA generano attenzione che va oltre il torneo stesso. Quando il pubblico si concentra sul calcio internazionale, cresce anche la curiosità verso le competizioni femminili inserite nello stesso contesto istituzionale. È un effetto graduale, ma reale. Più visibilità porta più spazio mediatico e, nel tempo, contribuisce a rendere il calcio femminile una presenza sempre più stabile nel racconto globale del gioco.

Più attenzione porta più spazio

Quando aumenta l’attenzione globale verso il calcio, aumenta anche lo spazio per raccontare il calcio femminile. Più articoli, più dirette, più analisi. Questo vale soprattutto nei periodi in cui i riflettori sono puntati sulla FIFA.

Non è un caso che, negli ultimi anni, le competizioni femminili abbiano beneficiato di una copertura più ampia proprio in concomitanza con grandi eventi internazionali. Il pubblico entra, resta, scopre nuove storie.

D’altro canto, il calcio femminile ha dimostrato di saper rispondere. Qualità del gioco, identità delle squadre, narrazioni forti. Tutti elementi che rendono credibile questa crescita.

Dalla visibilità alla struttura: cosa serve davvero

La visibilità, da sola, non basta. Serve struttura. Serve continuità. Serve una progettualità che accompagni l’interesse del pubblico verso qualcosa di stabile. Ed è qui che il lavoro istituzionale diventa centrale.

La FIFA, in questo senso, ha un ruolo chiave nel definire standard, format e obiettivi comuni. Senza entrare nel dettaglio tecnico, è evidente che il calcio femminile oggi si muove all’interno di un quadro più chiaro rispetto al passato.

Per chi vuole approfondire il funzionamento delle competizioni e le strategie di sviluppo, il riferimento resta sempre la FIFA.

Un punto di partenza utile per leggere i dati, i programmi e le linee guida ufficiali.

Un movimento che cresce insieme al sistema

Il calcio femminile non cresce in isolamento. Cresce insieme al sistema che lo circonda. I Mondiali, come evento globale, fanno parte di questo sistema. Attirano attenzione, risorse, pubblico. E, indirettamente, aprono spazi anche per il movimento femminile.

Alla fine, il vero salto di qualità passa dalla normalità. Dalla possibilità di parlare di calcio femminile all’interno del grande racconto del calcio, senza etichette o compartimenti stagni. È un processo ancora in corso, ma i segnali sono chiari.

Conclusione

I Mondiali di calcio restano uno dei motori principali dell’interesse globale verso questo sport. Il loro impatto va oltre il torneo stesso e si riflette su tutto l’ecosistema FIFA, calcio femminile incluso. Più pubblico, più attenzione, più opportunità di crescita.

Per il movimento femminile, questo significa entrare sempre di più nel flusso principale del racconto calcistico. Non come appendice, ma come parte integrante. Ed è proprio da qui che passa il futuro: dalla capacità di restare visibili anche quando i riflettori sembrano puntati altrove.

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