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Dalla Slovenia con furore: questa è la straordinaria esperienza di Dominika Čonč

Sin dal suo arrivo alla Samp durante la sessione invernale di calciomercato, Dominika Čonč è subito diventata un tassello fondamentale del centrocampo blucerchiato. Dopo aver mosso i primi passi nel mondo del calcio a Maribor, sua città natale, la calciatrice slovena si è distinta in numerose avventure all’estero, tra Danimarca, Spagna e Italia. Degno di nota anche la sua esperienza in nazionale, dagli esordi con l’Under17 alla prima squadra.

Giocatrice contraddistinta da una notevole visione di gioco e da un’ottima propensione naturale al tiro e al goal, la Čonč è subito rientrata nelle dinamiche e nei progetti di mister Cincotta, contribuendo alla storica conquista della salvezza delle blucerchiate. La nostra redazione ha avuto il privilegio di intervistare la calciatrice, ripercorrendo insieme a lei le tappe fondamentali della sua carriera e avendo l’opportunità di saperne un po’ di più sul mondo del calcio femminile in Slovenia e sui grandi giovani talenti che il suo paese sta lanciando negli ultimi anni.

Come hai conosciuto il calcio e come ti sei innamorata di questo sport?
Sin da quando ne ho memoria, mi sono sempre piaciuti gli sport che avevano a che fare con un pallone. Come nella maggior parte dei paesi, il calcio è uno delle attività sportive più popolari in Slovenia. Nonostante ciò, non era la mia prima scelta. Inizialmente volevo giocare a tennis, ma mio padre mi disse che la nostra famiglia non avrebbe avuto denaro sufficiente per sostenere la mia carriera. In qualche modo, aveva già compreso che non avrei mai praticato uno sport solo per divertimento o hobby. A quel punto, il calcio fu dunque la mia seconda scelta. Appena calpestai per la prima volta il manto erboso del campo, m’innamorai profondamente di questa disciplina. In quell’anno, ricordo che la nazionale maschile si qualificò per un importante torneo internazionale e ciò spinse molti ragazzi ad iniziare a giocare a calcio.

Raccontami la tua esperienza nelle giovanili del Maribor. Qual era il livello delle strutture e dei metodi di allenamento e cosa è cambiato, secondo te, ad oggi?
Da piccola ero l’unica bambina in una squadra di maschi. Nei primi anni non notavo ancora la differenza e devo dire di essere stata fortunata nell’aver trovato due allenatori che mi trattarono sempre allo stesso modo dei bambini. Compiuti dodici anni, non potevo più continuare a giocare con i maschi, tuttavia mi permisero di allenarmi con loro ancora per un anno, senza però poter giocare. Successivamente, iniziai a farlo anche da sola. Ho vissuto a lungo lontano dalla Slovenia, motivo per cui non conosco bene la situazione attuale. Detto ciò, penso che molto dipenda dall’allenatore con cui si ha a che fare in una squadra. Secondo me, la differenza più grande rispetto al passato sta comunque nel fatto che le ragazze possono giocare con i ragazzi per più tempo. Il limite dovrebbe infatti essere intorno ai quindici anni, un’età molto importante per lo sviluppo e la crescita di una calciatrice.

Hai avuto l’incredibile occasione di studiare negli Stati Uniti. Cosa ti ha insegnato questa avventura dentro e fuori dal campo?

Sono stata davvero fortunata a poter giocare e studiare negli Stati Uniti. Se fossi rimasta in Slovenia avrei dovuto fare una scelta: il calcio ai massimi livelli o lo studio. Avendo potuto concludere i miei studi, infatti, ho potuto ottenere un titolo che mi aiuta nella mia professione attuale. Da un punto di vista prettamente calcistico, ho imparato ad essere più forte, più rapida e più fisica. Negli USA ci sono inoltre delle strutture formidabili. Al di là del calcio, ho raggiunto la piena indipendenza, diventando capace di prendermi cura di me stessa, imparando a mantenere la calma in ogni situazione e, soprattutto, ad essere mentalmente aperta. Ho compreso come essere sempre sincera con me stessa e autentica, senza tener conto degli standard accettati dalla maggior parte della società, imparando anche ad accettare, senza mai giudicare, gli altri per quelli che sono. D’altronde, a voler dirla tutta, ognuno di noi è diverso e “strano” sotto qualche punto di vista. L’esperienza negli Stati Uniti mi ha anche aiutato a parlare inglese con maggiore fluidità, permettendomi di creare molti legami con persone provenienti da ogni parte del mondo. Lì ho anche trovato una seconda famiglia e posso dire che solo vivendola sulla propria pelle è possibile comprendere l’entità di un’esperienza del genere!

Ritornando in Slovenia, quanto pensi sia migliorato il campionato femminile nell’ultimo decennio? A che punto è, secondo te, la cultura calcistica femminile nel tuo paese?
La differenza principale rispetto al passato sta nel fatto che le ragazze di oggi sono tecnicamente più forti. Ciò è stato possibile grazie alla nascita di scuole e accademie calcistiche che prima non c’erano. Un altro elemento che va sottolineato è il maggior numero di giovani calciatrici che si sta affacciando a questo sport negli ultimi anni. Il problema, però, è che il massimo campionato non è ancora professionistico e questo fa si che, raggiunta una certa età, molte ragazze smettano di giocare per iniziare a lavorare. La situazione di questo torneo, a cui partecipano attualmente appena otto squadre, non sembra voler migliorare. Non è stato ancora escogitato un piano per poter finanziare al meglio le squadre e, nell’attesa che venga compiuto questo passo in avanti necessario, molte società sono condannate alla chiusura. Basti pensare, ad esempio, che il club della mia città natale non esiste nemmeno più. È molto triste e vergognoso perché la stessa Maribor è considerato il luogo in cui la passione per il calcio è più forte rispetto al resto del paese. La squadra maschile locale è ancora in vita ma non sembra intenzionata ad averne anche una femminile, motivo per cui il mio club è fallito.

Ripercorriamo insieme la tua carriera in Ženska Liga, tracciando i principali momenti chiave.
Nel 2006, quando avevo tredici anni, mi unii allo ŽNK Maribor. La società aveva solo l’Under17 e la prima squadra, ma io ero troppo giovane per entrambe. Una volta raggiunta l’età giusta, iniziai a giocare contemporaneamente per tutte e due, scendendo in campo con le giovanili il sabato e con le più grandi la domenica. Rimasi allo ŽNK Maribor fino al 2010, anno del mio passaggio allo ŽNK Krka. Rimasi lì per metà stagione, debuttando sia nel turno di qualificazione di Champions League sia nella competizione vera e propria. Dopo questa esperienza, mi trasferii negli Stati Uniti e, una volta finiti gli studi nel 2015, tornai in Slovenia e giocai nuovamente nella fase preliminare di Champions con lo ŽNK Pomurje. Al termine di quest’altra avventura calcistica, rientrai allo ŽNK Maribor per poi cercare la fortuna all’estero. 

Hai avuto l’opportunità di debuttare anche in Champions League. Cosa hai provato il giorno dell’esordio?
Avevo diciassette anni e giocammo contro il Linköping in Svezia. Fu un’esperienza incredibile. Le svedesi erano avanti anni luce rispetto a noi e ciò diventò ben presto un grande incentivo per me a raggiungere, un giorno, il loro livello.

Parlando invece della tua avventura in Danimarca, quali differenze hai trovato nel campionato danese rispetto a quello sloveno?
La differenza più grande sta nella mentalità delle persone. In Danimarca, il calcio femminile è infatti ampiamente supportato ed il campionato è ad un livello più alto. Il Fortuna Hjørring ed il Brøndby, ad esempio, sono stati per molti anni dei club molto importanti non solo a livello nazionale, ma anche in Champions League. Molte importanti calciatrici danesi giocano in tutta Europa in alcune delle squadre più forti e blasonate. Per non parlare dei grandi successi della nazionale.

Cosa ti ha poi spinto a spostarti in Spagna? Quali sono i ricordi che conservi con maggior cura delle avventure professionali tra Espanyol e Malaga?
In Spagna ho avuto un’altra importante esperienza di vita, decisamente diversa dalle altre. È un paese calcistico in cui il calcio femminile è esploso negli ultimi anni. È stato un onore aver giocato in alcuni dei club più grandi de La Liga. Ho imparato molto sul loro stile di gioco e sulla loro passione per questo sport. Ho anche avuto modo di apprendere lo spagnolo e sono stata fortunata per aver vissuto in città semplicemente meravigliose. Questa esperienza, infine, mi ha anche permesso di conoscere molte persone e di creare importanti legami personali.

Adesso spostiamoci in Italia. Come ti sei sentita quando il Milan ti ha cercato per la prima volta e cosa ti ha spinto ad accettare la proposta delle rossonere?
Il Milan è una delle squadre più grandi e importanti del mondo, motivo per cui non ebbi alcun dubbio quando mi contattarono. La loro chiamata fu motivo di grande orgoglio per me e non mi lasciai sfuggire per niente al mondo quell’occasione incredibile. Con il passaggio al Milan feci un salto di qualità da squadre di media o bassa classifica ad una formazione abituata a lottare per lo scudetto e questo è sicuramente stato un passo cruciale per il mio percorso professionale. Posso dire, senza alcun dubbio, che si trattò di un’esperienza completamente diversa dalle precedenti. Parlando dell’accoglienza, l’ambiente rossonero mi ha fatto subito sentire a casa e le mie stagioni  a Milano sono state le migliori della mia carriera fino a questo momento.

Sei una centrocampista con una notevole intelligenza tattica ed un’importante capacità realizzativa, quanto utili hai trovato le indicazioni di Maurizio Ganz per migliorare queste abilità?
Mister Ganz è un allenatore di grande esperienza e, senza ombra di dubbio, i suoi consigli mi hanno aiutato molto in campo, rendendo speciale e particolarmente positiva la mia prima stagione in rossonero.

Il ritorno alla Sampdoria è stata una sorta di rinascita calcistica dopo la breve parentesi valenciana. Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta blucerchiata?
Ci sono stati alcuni aspetti che mi hanno colpito e intrigato molto, come, ad esempio, il progetto che la Sampdoria sta costruendo. Ciò che mi ha convinto è la base incredibilmente sana e serena su cui poggia la loro idea di squadra. C’è un’energia positiva in tutto l’ambiente e questo, per me, è il fondamento di ogni successo. Un altro importante aspetto che mi ha spinto ad accettare l’offerta blucerchiata sono state la grande fiducia e la forte volontà di mister Antonio Cincotta e del responsabile del settore femminile, Marco Palmieri, nel portarmi qui. Tutto ciò significa molto per me e mi permette di dare il massimo ogni giorno!

In che modo pensi che lo stile di gioco di mister Cincotta ti stia aiutando a migliorare?
Non parlerei solo di stile di gioco, bensì anche della sua esperienza e della sua instancabile volontà nell’aiutare ogni singola giocatrice a migliorare di giorno in giorno. Durante ogni allenamento, il mister trova sempre un modo per spingerci ad uscire dalla nostra comfort zone e a crescere, assicurandosi anche che ciascuna di noi sappia che lui crede in noi, al di là di qualsiasi errore o di una brutta prestazione. Questo è l’ambiente giusto per migliorare!

Qual è, secondo te, il livello tecnico raggiunto dalla Serie A? E soprattutto, a cosa potrà puntare concretamente la Samp nella prossima stagione?
La Serie A sta diventando sempre più competitiva di anno in anno. Con l’avvento del professionismo, un campionato a sole dieci squadre, partite di alto livello anche in Champions League, l’arrivo di ottime calciatrici dall’estero, nuovi investimenti dalla FIGC e altri importanti aspetti positivi, il torneo sta diventando uno dei più importanti al mondo. È ancora un processo work in progress, tuttavia la situazione sta cambiando molto rapidamente. In questo modo, anche il livello della proposta calcistica sta aumentando ed è possibile assistere a partite di grande spessore.

Concludiamo ritornando, ancora una volta, alla tua Slovenia. Quali sono, a parer tuo, i punti di forza della nazionale e a cosa potrà puntare in un prossimo futuro?
La Slovenia è un paese molto piccolo e, rispetto ad altre nazioni, ha una quantità di giocatrici decisamente inferiore. Nonostante ciò, è in atto un processo di formazione di una nazionale molto forte che, come dimostrato dalle ultime due partite contro la Francia, è già in grado di competere con qualsiasi altra squadra del mondo. Uno dei nostri principali punti di forza sta nella composizione del gruppo centrale della rosa. La maggior parte di noi, infatti, si conosce e gioca insieme da almeno 15 anni. Siamo unite l’una all’altra da profondi legami di amicizia anche fuori dal campo e questo è molto importante per il clima che si respira nello spogliatoio. Inoltre, molte di noi giocano all’estero e la nostra esperienza internazionale ha sicuramente giovato al gruppo. Venendo dalla Slovenia, ciascuna di noi deve lottare costantemente per dimostrare il proprio valore e, per questo, siamo mentalmente molto forti e non diamo mai nulla per scontato. Le giovani calciatrici che stanno entrando in prima squadra, alcune delle quali sono già parte integrante della rosa titolare, hanno frequentato accademie di calcio ed hanno quindi una buona base che permette loro di contribuire qualitativamente alla nazionale. Siamo dunque riuscite a creare una grande alchimia nello spogliatoio e questo è sicuramente il principale segreto del nostro successo. Questa energia positiva, unita all’esperienza delle tante giocatrici impegnate in campionati stranieri di livello, e a grandi disciplina e abnegazione in allenamento, ha contribuito al raggiungimento di importanti traguardi. Attraverso le partite e i risultati ottenuti contro le migliori squadre del mondo, abbiamo infatti dimostrato a noi stesse di essere abbastanza forti per poter competere con loro. Al momento manca inoltre davvero poco per poter entrare nella loro cerchia, passando da una piccola nazionale che si limita a partecipare alle qualificazioni senza troppe ambizioni, ad una formazione in grado di giocarsi i tornei più importanti fino alla fine. Siamo ancora in corsa per strappare un biglietto per i Mondiali 2023 in Australia e Nuova Zelanda e faremo di tutto per riuscirci e diventare  così la sorpresa più grande della storia del calcio femminile.

Dulcis in fundo, negli ultimi anni la Slovenia sta sfornando una quantità notevole di giovani calciatrici di grande prospettiva. Cosa consiglieresti loro per costruire al meglio la loro carriera? E soprattutto, secondo te, di chi è il merito principale della nascita di questa interessante generazione di talenti?
Ci sono molte giovani calciatrici di grande talento in Slovenia e penso che ciò sia dovuto a molteplici fattori. Il primo è, senza alcun dubbio, la costante diffusione e l’aumento della popolarità del calcio femminile a livello mondiale. Grazie ad una maggiore visibilità, c’è anche un maggior numero di ragazze che vuole giocare a calcio. Un altro fattore è il leggero cambiamento della mentalità delle persone e del loro atteggiamento nei confronti di questo sport. Infatti, un numero crescente di genitori permette alle proprie figlie di iscriversi a scuole calcio. Fortunatamente, ci sono anche persone molto tenaci che stanno investendo gran parte delle loro energie e risorse nello sviluppo di questo mondo. Ad esempio, hanno recentemente organizzato un corso di calcio per ragazze in una delle principali scuole superiori di Ljubljana, permettendo alle giovani più talentuose di vivere lì, dedicandosi parallelamente allo sport e allo studio. Un ulteriore fattore che ha contribuito alla nascita di questa nuova generazione d’oro sta anche nel fatto che le ragazze si allenano e competono più a lungo con i ragazzi rispetto al passato. Nonostante ciò, come già detto in precedenza, il campionato sloveno è ancora ad un livello molto basso, dunque consiglierei a queste ragazze di tentare la fortuna all’estero, cercando una squadra con condizioni migliori per crescere e migliorare e, ovviamente, assicurandosi l’opportunità di giocare con continuità.

Roma l’ultima gara non poteva essere banale, anzi sarà l’ennesima battaglia in campo questa volta con la Lazio per la supremazia capitolina

Si chiude una stagione calcistica da ricordare per le lupe giallorosse, che hanno già conquistato con una giornata di anticipo uno dei loro principali obiettivi, ovvero con il raggiungimento del secondo posto in classifica matematico e anche la partecipazione ai preliminari della prossima Champions, ma prima di pensare alla finale di Coppa Italia che si disputerà la prossima settimana, l’ultima fatica di campionato si chiama Lazio per il derby capitolino.

All’andata furono proprio le romaniste a spuntarla e vincere questa importantissima prima straccittadina, ovviamente questa volta i giochi sono già fatti in chiave classifica con la Lazio già retrocessa e le lupe in striscia positiva al secondo posto in classifica, ma il derby è sempre una partita particolare e importantissima, e sarà un impegno notevole anche in chiave proprio della finale di Reggio Emilia di Coppa Italia, dove la Roma affronterà la Juventus per tenere alto il giro dei motori e vivere ancora forti emozioni. E’ innegabile che le lupe vogliano finire con questa ennesima e importantissima vittoria, specie perché in città in questa ultima stagione le ragazze sono seguitissime e sentono tutta la stima dei propri tifosi a cui vogliono fare questo ultimo regalo.

Dal canto loro anche la Lazio giocherà a mille quest’ultima partita, sapendo che la prossima stagione il derby per loro non ci sarà, inoltre Mister Spugna, infortunate a parte, darà la possibilità a chi ha fatto meno minuti quest’anno di sostituire chi magari ha bisogno di tirare un pò il fiato, ma questo non inciderà assolutamente sulla gara in campo, anche perché come ho sempre raccontato da queste pagine virtuali, la panchina della Roma è piena zeppa di giocatrici di spessore e di prospettiva, e lo hanno dimostrato durante tutta la stagione quando hanno dovuto aiutare la squadra, facendosi trovare sempre pronte e vincenti.

Dunque non ci sarà festa migliore per l’ultima di campionato che un bel derby per la supremazia della capitale, anche se la Roma quest’anno non ha davvero bisogno di dimostrare nulla a nessuno.

Credit Photo: Domenico Cippitelli

Joe Montemurro, Juventus: “Col Milan per preparare al meglio la finale di Coppa Italia”

A JTV, Joe Montemurro presenta Milan Juventus Women.

Le dichiarazioni dell’allenatore della Juventus.

JUVENTUS U23
«Per prima cosa volevo fare i complimenti all’Under 23 e al mister Zauli. Stanno facendo un grande lavoro, gli auguro di andare ancora avanti».

SCUDETTO
«Sono arrivati tanti messaggi, devo prima di tutto scusarmi se non ho risposto a qualcuno. Le celebrazioni sono durate un paio di giorni, è un’emozione incredibile. Non riesco ancora a capire ciò che abbiamo conquistato. È una cosa bella, che rimarrà nella mia mente per sempre».

MILAN
«Dobbiamo completare il nostro lavoro, non possiamo mollare. Dobbiamo mantenere i nostri standard e livelli e rispettare l’avversario, portando umiltà e il nostro gioco. È importante per preparare la finale di Coppa Italia».

TURNOVER
«Ovviamente ci sarà qualche cambio, qualche situazione che possiamo preparare per la Roma. Ma ripeto, come tutto l’anno chi entra e indossa questa maglia la merita».

Credit Photo: Paolo Pizzini

Giuseppe Lanzolla, Matera CDS: “Grande prestazione con una squadra forte come il Lecce”

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Ventiseiesima giornata di campionato di serie C girone C, il Matera Città Dei Sassi vince in casa per 2-1 contro il Lecce, in gol per le Lucane Sesto e Predoi. Soddisfatto della vittoria anche mister Lanzolla, ecco alcune dichiarazioni nel post partita:

“Ieri abbiamo fatto una grande prestazione. Aver battuto una squadra forte ed esperta come il Lecce dimostra che quando siamo al completo possiamo giocarcela contro chiunque. Vogliamo ancora stupire e far parlare di noi”.

Opta Facts Serie A Femminile 2021: Lazio – Roma

●  La Roma ha vinto 3-2 l’unico precedente contro la Lazio in Serie A, dello scorso 12 dicembre. Quella è stata anche una delle quattro partite di questo campionato in cui le giallorosse hanno subito più di una rete.

●  La Roma ha vinto 13 delle 14 sfide in Serie A contro squadre neopromosse (1N) con un punteggio complessivo di 41- 17. Le giallorosse tuttavia non sono mai riuscite a tenere la porta inviolata in casa di formazioni provenienti dalla B.

●  La Lazio, già retrocessa in Serie B, ha perso solo una delle ultime sette partite di campionato (2V, 4N), dopo aver collezionato sei sconfitte in altrettante precedenti. In questo intervallo temporale infatti solo Milan e Roma (0) hanno incassato meno sconfitte rispetto alle biancocelesti.

●  La Roma, che tra le squadre attualmente in Serie A è quella con la striscia di imbattibilità aperta più lunga (15 – 13V, 2N) ha battuto 8-0 la Sampdoria nell’ultimo turno di campionato e potrebbe centrare due clean sheet di fila nella competizione per la prima volta da febbraio 2021 (tre).

●  Si affrontano in questo match una delle tre squadre con più gol di testa all’attivo in questa Serie A (la Roma a quota 13 come il Milan, alle spalle della Juventus a 14) e una delle tre che ne hanno subiti di più con questo fondamentale: la Lazio (10), meno solo di Sampdoria (13) e Pomigliano (11).

●  La Roma è l’unica squadra che conta cinque giocatrici in doppia cifra tra gol e assist in questa Serie A: Paloma Lázaro (15 – 10+5), Manuela Giugliano (12 – 4+8), Benedetta Glionna (11 – 5+6), Andressa Alves (10 – 5+5) e Valeria Pirone (10 – 7+3).

●  Tra le giocatrici nate dal 2000 in avanti di questa Serie A, solo Chanté Dompig (11) ha partecipato a più gol di Noemi Visentin nel campionato 2021/22 (nove – sette reti e due assist). Proprio contro la Roma, lo scorso 12 dicembre, è arrivata la prima firma della biancoceleste nella massima competizione.

●  Beatrix Fördos ha trovato nell’ultimo match di campionato (vs Verona) i suoi primi due gol e il suo primo assist in Serie A. Nel campionato in corso la biancoceleste (classe 2002) è la più giovane tra i difensori con almeno due reti all’attivo e la migliore per respinte difensive (112).

●  Valeria Pirone ha partecipato a sei marcature nelle ultime tre presenze di Serie A (tre reti e tre assist), tante quante nelle precedenti 18 gare disputate (cinque reti e un assist). Dopo il gol segnato lo scorso 12 dicembre, la Lazio potrebbe diventare, dopo Verona e Inter, la terza squadra contro cui l’attaccante segna sia nel match d’andata che in quello di ritorno negli ultimi due campionati.

●  Con quattro reti segnate e otto assist serviti (due dei quali contro la Lazio all’andata) in questa Serie A, Manuela Giugliano ha raddoppiato lo score personale dello scorso campionato (sei partecipazioni). La centrocampista non reailzza più di quattro gol in una singola edizione del torneo dal 2016/17 – 15 con l’AGSM Verona.

Calciatrice del mese AIC aprile ’22

Valentina Bergamaschi

La corsa del Milan femminile continua ad aprile con due vittorie nette della squadra rossonera che riscattano anche la partita di andata delle semifinali di Coppa Italia contro la Juventus giocando un ritorno molto più incisivo. Una delle artefici principali di queste prove importanti è Valentina Bergamaschi, che tra gol realizzati, assist e concretezza sul campo ha dimostrato un valore rilevante.

Durante la delicata sfida di campionato contro l’Empoli, che per il Milan significa recuperare il terzo posto in classifica, la centrocampista del Milan segna la prima rete dopo sette minuti: dalla fascia destra, Laura Agard piazza un cross lungo che rimbalza in area di rigore, mettendo in controtempo Aurora De Rita. Dietro di lei, Valentina Bergamaschi segue il rimbalzo della palla e si gira per colpirla, con un tocco di destro fulmineo e bellissimo.

Contro il Pomigliano, inoltre, la capitana del Milan si fa trovare di nuovo pronta nei primi minuti di gioco su un assist di Lindsey Thomas che prende il tempo a tutta la difesa e serve un rasoterra davanti alla porta per la compagna che arriva in corsa, controlla e infila in porta. Il secondo gol della giornata di Bergamaschi è stato invece una prodezza d’area: calcia il destro che scavalca Sara Cetinja.

Valentina Bergamaschi però non è solo gol: è anche determinazione e intelligenza tattica, che mette a servizio della squadra e sfodera nei momenti più complicati, traducendoli in corse sui corridoi laterali, passaggi in verticale, cross offensivi e in fase difensiva una certa capacità di contrasto.

Valentina Bergamaschi è stata una delle maggiori artefici del cambiamento di rotta del Milan da gennaio in avanti, riuscendo a trovare continuità e incidendo nei meccanismi della squadra a più livelli.

Credit Photo: AIC – Associazione Italiana Calciatori

Opta Facts Serie A Femminile 2021: Napoli Femminile – Pomigliano

●  Napoli e Pomigliano disputeranno in questo match il secondo derby campano in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria, dopo quello dell’andata vinto 2-1 dalle Pantere. La formazione partenopea potrebbe infatti diventare – dopo l’Inter – la seconda avversaria contro cui il Pomigliano vince sia la gara d’andata che quella di ritorno nel massimo campionato.

●  Napoli e Pomigliano si giocano in questo match la permanenza in Serie A: le azzurre sono al momento terzultime in classifica con 19 punti (5V, 4N, 12P) mentre le Pantere quartultime a quota 20 (6V, 2N, 13P). Alla formazione partenopea, per evitare la retrocessione, serviranno tre punti nel derby.

●  Dopo il pareggio con il Sassuolo e la vittoria con l’Empoli, il Napoli potrebbe rimanere imbattuto per tre gare di fila per la seconda volta in questa Serie A – la prima a inizio marzo, unica occasione in cui le partenopee hanno anche infilato due vittorie consecutive nel torneo in corso (1N).

●  Il Pomigliano ha raccolto un solo punto nelle ultime cinque partite di Serie A (1N, 4P), cinque in meno di quelli collezionati in altrettanti precedenti (sei, frutto di due vittorie e tre sconfitte). Tuttavia, gli unici due successi delle Pantere nel 2022 sono arrivati in trasferta (22 gennaio vs Empoli, 6 marzo vs Inter).

●  Il Napoli è, con la Roma, una delle due squadre che hanno recuperato più punti da situazione di svantaggio in questa Serie A: otto – tre di questi le campane li hanno trovati nell’ultimo turno contro l’Empoli (3-1 dopo aver subito il primo gol).

●  Solo il Sassuolo (sette) ha segnato più gol del Pomigliano (sei) in seguito a un recupero offensivo in questa Serie A. Il Napoli è invece l’unica formazione che, in seguito a un recupero offensivo, non è mai riuscita a segnare.

●  Eleonora Goldoni è la miglior marcatrice del Napoli nella Serie A in corso con cinque gol all’attivo (suo record personale in una sola stagione del torneo). L’ultima giocatrice che ha fatto meglio per il club in un singolo massimo campionato è stata Sarah Huchet (sette sigilli nel 2020/21).

●  Considerando i portieri con più di 10 presenze in questo campionato, Sara Cetinja (classe 2000) e Yolanda Aguirre (classe 1998) sono le due più giovani. In generale sono inoltre due delle cinque con almeno un rigore parato nel torneo (due per Cetinja, primato con Diede Lemey) uno per Aguirre.

●  Dalila Ippólito è, con Deborah Salvatori Rinaldi, una delle due giocatrici del Pomigliano che vantano almeno due reti e almeno due assist all’attivo in questa Serie A (2+2 per l’argentina, 3+3 per l’azzurra). Il successo dell’andata contro il Napoli porta proprio le loro firme.

●  Tre delle nove giocatrici che contano più di un gol da subentrate in questa Serie A indossano la maglia del Pomigliano: Giuseppina Moraca (tre), Tori Dellaperuta (due) e Dalila Ippólito (due). Le Pantere in generale sono seconde alle spalle del Milan per gol realizzati “dalla panchina” – sette vs otto.

Ersilia D’Incecco, Futsal Pescara: “Operazione? Andrò subito in tribuna per dare forza alla mia squadra”

La stagione di calcio a 5 femminile entra nel vivo con le semifinali play-off che decreteranno le due squadre pronte a giocarsi il tricolore. Campione in carica il Futsal Pescara, lo scorso anno Montesilvano, che nel suo intreccio sarà opposto al Tikitaka Planet. Tra le adriatiche sicura assente causa infortunio il capitano delle biancazzurre Ersilia D’Incecco.
Il laterale classe ’89, infatti. è stato operato nelle ore scorse al legamento crociato anteriore destro, presso la clinica Sant’Andrea di Roma.
L’intervento di ricostruzione al legamento, come fa sapere lo stesso club tramite una nota, è perfettamente riuscito e la D’Incecco, ora, dopo un periodo di pausa comincerà la fase di  riabilitazione che la riporterà sul parquet nella prossima stagione. La stessa calcettista ha rilasciato questa battuta dopo l’intervento:
“Adesso inizia il bello! Sabato sarò già in tribuna per dare forza alla mia squadra”.

Eccellenza: le novità sulle regioni del centro Italia

Nello scorso week-end sono tornati in campo le squadre che giocano i tornei d’eccellenza. Questi i risultati delle regioni del centro Italia.

TOSCANA                                                                                                                        Per la 19esima giornata del campionato vediamo la vittoria del Rinascita Doccia contro San Miniato di 7-1, Audax Rufina 2-0 contro il Vigor Calcio. Il Centro Storico Lebowski rimane in testa con 43 punti ed Elisa Metti del Rinascita Doccia con 17 reti è prima in classifica.

EMILIA ROMAGNA 
Nella Poule Promozione dopo 6 giornate comanda il Parma con 16 punti seguito dal Modena a 15.

MARCHE                                                                                                                        Ancona Respect 2001 ha vinto 13-0 contro Sibilini United, Yfit Macerata 9-0  contro U. Mandolesi Calcio. Il Vis Pesaro è a 18 punti seguito a ruota dal Yfit Macerata con 17 punti. La marcatrice è del Ancona Respect 2001 e si chiama Gladys Mbachukwu con 15 reti.

LAZIO                                                                                                                              Il campionato è finito e la Lazio C5 Global ha vinto la coppa Italia con un risultato di 4-1 contro Eretum Monterotondo, domenica scorsa.

 UMBRIA                                                                                                                     La decima e ultima giornata vede la vittoria del S.Sabina sul Torgiano di 2-0 e l’Orvieto    contro il Women Gualdo con un netto 4-1. La prima classificata rimane l’Orvieto con 30 punti e la sua marcatrice Angelica Antonini con 18 reti.

Il Real Madrid rinnova il contratto al suo capitano Ivana Andrés fino al 2024: “Felice e orgogliosa”

L'”Operazione di rinnovo” del Real Madrid continua e l’ultima a firmare ufficialmente il prolungamento del contratto è stata il difensore centrale Ivana Andrés. La valenciana, capitano del Real Madrid, continuerà a vestire di bianco fino al 2024, una mossa chiave per l’entità Chamartín dopo l’annuncio del ritiro di un altro dei difensori centrali titolari, Babett Peter. Ivana Andrés si è guadagnata il rispetto dello spogliatoio del Real Madrid sin dal suo arrivo nell’estate del 2020, quando è diventata la prima capitana nella storia della squadra bianconera, facendo il suo debutto ufficiale nella prima partita di campionato contro il Barça. Da allora è stata indispensabile e gli uffici del club hanno saputo apprezzarlo.

“Felice e orgogliosa”, ha detto Ivana Andrés che ha partecipato a un totale di 36 partite in questa stagione, tra campionato, Coppa, Supercoppa e Champions League, e ha ancora davanti a sé l’ultima partita di campionato questo fine settimana e la fase finale della Coppa della Regina la prossima settimana. Il suo rinnovo si aggiunge a quelli precedentemente annunciati dall’ente madrileno e continuerà a vestirsi di bianco come Maite Oroz, Kenti Robles, Marta Corredera, Claudia Florentino, Olga Carmona, Teresa Abelleira o Misa. Altri calciatori come Asllani e Marta Cardona sono ancora in attesa.

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