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Alla Ternana non basta la doppietta di Ruzafa, la Pistoiese strappa il pari

Pari per 2-2 della Ternana che impatta con la Pistoiese nel girone A di Serie C. Questa la cronaca riportata da Calcio Fere.

Dopo 18′ la formazione di Schenardi era infatti già 2-0 con doppietta dell’andorrana Ruzafa, prima con un diagonale a giro dopo fuga sulla sinistra e poi con un tiro a giro su assist di Proietti, palla che va sotto l’incrocio. Le rossoverdi hanno due occasioni nitide per il game over con Gallea che centra un palo e poco dopo Botti che prende la traversa, ma sul finale di tempo, da calcio d’angolo, la Pistoiese segna con Gangi e su azione simile, ad inizio ripresa, pareggia con Franchi.  A questo punto le arancioni si ritraggono, la Ternana ha due occasioni con Cianci e Ruzafa, ma la difesa locale fa buona guardia.

Calcio Padova Femminile, contro Mittici i tre punti arrivano al fotofinish

Riportiamo l’articolo ripreso dal sito del Calcio Padova Femminile in cui viene raccontata la gara contro Mittici.

In Via Vermigli si respira aria di rivincita, la biancoscudate arrivano alla gara dopo una serie di prestazioni convincenti ma scarne in termini di classifica. Unico imperativo: la vittoria!
Fin dai primi minuti la gara prende un taglio molto fisico, le ospiti dai primi palloni si dimostrano agonisticamente agguerrite e pronte a dare battaglia su ogni giocata. Il Padova accusa il colpo e fatica a trovare la giusta prestanza per arginare la fisicità delle avversarie ma al 13 esimo trova la strada del gol.

Dalla bandierina del corner Gallinaro disegna una traiettoria al bacio per Biasiolo che, su inserimento dal secondo palo, colpisce di prima intenzione di piede portando le biancoscudate sul 1 a 0. Giusto il tempo di posizionare la palla sul dischetto di centro campo e far riavviare il gioco che i Mittici rialzano subito la testa: su azione ben sviluppata sulla fascia destra, un cross ben assestato premia l’inserimento della punta che nel cuore dell’area di rigore libera un destro che bacia il palo e poi si insacca alle spalle di Polonio. Le fasi centrali della prima frazione vedono un Padova meno brillante del solito che presta il fianco alle imbucate delle ospiti. Alla mezz’ora ci prova Gallinaro che accentrandosi di destro impensierisce l’estremo difensore trevigiano.

Pochi minuti dopo il centrocampo biancoscudato è bravo ad intercettare un rinvio impreciso del portiere avversario, la palla è un invitante assist per Carli che da posizione defilata incrocia ma la traiettoria non trova la giusta fortuna. Nella ripresa ancora Gallinaro su punizione prova a lasciare il segno ma nulla di fatto. Al ventesimo i Mittici sfruttano un errore in disimpegno in fase di impostazione delle biancoscudate ma Polonio è vigile e fa sua la conclusione in presa comoda. Al minuto successivo doppio cambio per le padrone di casa con Lovato e Pittarello che cedono il passo a Visconti e Cuci. Cambio ulteriore, stavolta nel reparto offensivo, con Gottardo che subentra a Carli. Ancora Mittici al 40esimo, ancora un’imprecisa ripartenza rischia di condannare le padrone di casa ma la punta ospite non è fortunata nella conclusione. Allo scadere un’uscita scomposta di Polonio al limite dell’area costringe l’attaccante ospite all’uscita dal campo in ambulanza: dalla punizione che ne deriva nessun pensiero per Fabbruccio e compagne.

Fabbruccio tuttavia prende in mano la situazione allo scadere: buona la combinazione sulla fascia sinistra fra Gottardo e Spagnolo, quest’ultima serve un cross con il contagiri per il capitano biancoscudato che di testa lascia il segno e regala la vittoria al Padova. Si chiude così una gara che vede un Padova più opaco rispetto alle ultime uscite ma che rimane in partita fino ai minuti finali regalandosi la gioia dei tre punti. Un grosso in bocca al lupo alla giocatrice dei Mittici nella speranza che lo scontro di gioco sia stato solo un grande spavento.

Prossimo appuntamento ora per domenica 1 maggio per la ostica trasferta in casa del Brixen.

Credit Photo: Padova calcio femminile

Irene Spallucci, Apulia Trani: “Campionato ancora lungo, opzione spareggio non da scartare”

Vince in trasferta l’Apulia Trani che nel girone C di Serie C supera per 0-6 la Rever Roma. Per le pugliesi che inseguono il salto in B in rete quattro volte  Rus, una Chiper  e Colesnicenco. Nel post gara a parlare ai microfoni del club è stata Irene Spallucci, difensore che ha dichiarato:
Manca ancora tanto alla fine del campionato. La squadra c’è e convince scendendo in campo con la voglia di ottenere sempre il massimo, la corsa con il Chieti ci vede appaiate e non è da escludere l’opzione spareggio. 
Ci sono state delle occasioni dove la Rever Roma è andata vicino alla rete e per nostra bravura e per un pizzico di fortuna questo non è successo. Gli errori sono dati dalla possibilità di non essere sempre concentrati, dobbiamo sempre migliorare. Dedichiamo questa vittoria ai nostri tifosi e che ci seguono sempre”.

La Solbiatese Azalee si mangia, con tre reti, l’Independiente Ivrea

Nuovo successo per la Solbiatese Azalee che s’impone, tra le mura amiche, per 3-1 sull’Independiente Ivrea.

La gara viene sbloccata al 17′ grazie alla rete di Fabiana Vischi, e al 42′ il sinistro a giro di Giorgia Pellegrinelli dà alle nerazzurre il 2-0. Le epoderiesi accorciano le distanze al 55′: Baudin stampa la sua conclusione sulla traversa, ma sulla ribattuta arriva Arianna Montecucco che di testa riapre la gara, ma le nerazzurre la richiudono a dieci minuti dalla fine, quando Pellegrinelli raccoglie un filtrante centrale e, con un rasoterra, piazza il definitivo 3-1. Non c’è più tempo, la Solbiatese Azalee sale a quota 47 punti in classifica.

Una vittoria importante per le ragazze di Massimo Marsich, perché ora sono al quarto posto del Girone A di Serie C con 47 punti insieme al Pavia Academy e all’Orobica.

Domenica la Solbiatese Azalee andrà in casa del Caprera che ha fermato sullo 0-0 il Fiammamonza.

Photo Credit: Instagram Solbiatese Azalee

Serie A Femminile TimVision 2021/22: la Top 11 della 20^ giornata di campionato

Ecco i facts relativi alla Top 11 della 20a giornata di Serie A Femminile:

● Diede Lemey (POR) – Ha parato il secondo rigore in questo campionato; inoltre, tra i portieri che hanno tenuto la porta inviolata in questa giornata, è quella che ha effettuato più parate (quattro).

● Anja Sønstevold (TD) – In gol dopo appena cinque minuti di gioco; inoltre, è la giocatrice che ha toccato più palloni in Verona-Inter (70).
● Lisa Alborghetti (DC) – Nessuna giocatrice dell’Inter ha effettuato più respinte difensive nella gara contro il Verona (tre).
● Paola Di Marino (DC) – È la giocatrice con più respinte difensive (sei) e palloni intercettati (tre) nella sfida tra Sassuolo e Napoli.
● Lisa Boattin (TS) – In Lazio-Juventus è stata la giocatrice con più passaggi riusciti (76, record di giornata), palloni recuperati (12), intercetti (3) e dribbling riusciti (4).

● Arianna Caruso (CC) – È la giocatrice che è stata coinvolta in più gol in questa giornata (tre: doppietta e assist); inoltre, in questo turno nessuna giocatrice ha recuperato più possessi nella trequarti avversaria (tre).
● Junge Pedersen (CC) – Doppietta con appena due tiri tentati; è stata la giocatrice con la maggior precisione nei passaggi tra quelle che ne hanno tentati più di 50 nell’ultimo turno di campionato (91.8%).
● Valentina Bergamaschi (CC) – Oltre ad aver realizzato la sua prima marcatura multipla con la maglia del Milan in Serie A, ha centrato tre volte lo specchio della porta nella sfida con il Pomigliano – nessuna giocatrice ha fatto meglio nella giornata appena conclusa.

● Paloma Lazaro (ATT) – Ha segnato la sua nona rete nella Serie A in corso; per lei nella gara contro la Fiorentina anche due occasioni create, tre possessi guadagnati e 12 passaggi riusciti nella metà campo offensiva.
● Martina Piemonte (ATT) – Due gol, 11 duelli vinti (più di ogni altra giocatrice nella 20ª giornata di campionato) e quattro dribbling riusciti (nessuna ha fatto meglio nel turno appena concluso).
● Asia Bragonzi (ATT) – Ha realizzato il suo settimo gol in questo campionato; inoltre è la giocatrice che si è conquistata più falli nella 20ª giornata di Serie A (cinque).

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Nicoletta Mazza dopo il ko del Cortefranca con la Torres: “Sono abbastanza soddisfatta, impegno e voglia sempre stata alta”

L’allenatrice del Cortefranca Nicoletta Mazza ha commentato, sui canali ufficiali del club bresciano, la sconfitta maturata dalle cortefranchesi contro la Torres per 2-1, anche se questo ko non pregiudica il terzo posto delle franciacortine in Serie B.

Tutto sommato abbiamo fatto una buona partita, forse avremmo dovuto essere un pochino più precise e unite nel primo tempo, poi nel secondo ci siamo riprese e abbiamo iniziato a giocare. Purtroppo abbiamo trovato il gol troppo tardi per riaprire la partita, ma sono abbastanza soddisfatta. Tutto sommato l’intenzione e la voglia è sempre stata alta. A volte le partite vanno in un modo diverso rispetto a come doveva andare guardando agli episodi, però va bene così“.

Photo Credit: ASD Cortefranca Calcio

Il “Professionismo nel Calcio Femminile” è solo il primo tassello per un Movimento sempre più in forte crescita

Si è concluso l’iter iniziato nel 2020 con l’approvazione in consiglio federale delle ultime norme disciplinari e dal 1 luglio 2022 il calcio femminile in Italia diventa professionistico.

Il Consiglio Federale ha completato le modifiche normative con riferimento al passaggio al professionismo per la Serie A femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. “Il processo per il calcio femminile è definitivo, finalmente ci sono le norme che disciplinano l’attività e l’esercizio del professionismo del calcio femminile, è una giornata importante, dall’1 luglio inizia il percorso. Oggi siamo la prima federazione in Italia ad avviare ed attuare questo importante percorso. C’è stata qualche piccola resistenza della Lega di A che riteneva di proporre un eventuale rinvio ma poi abbiamo raggiunto un accordo perché non si poteva tornare indietro. Quando si delibera qualcosa bisogna essere coerenti”, ha sottolineato Gravina al termine del Consiglio, e le razioni nel mondo del calcio sono state tutte positive.

Con la firma storica della Federcalcio lo sport professionistico del calcio femminile in Italia diventerà realtà.

Il “professionismo” è storicamente oggetto di analisi, economica e sociologica, per i risvolti che esso comporta sia nella cultura di massa che nella produzione di ricchezza di un paese. Avendo infatti il professionismo, in ogni sport, favorito la ricerca delle migliori prestazioni, esso è alla base anche dell’incremento di popolarità, a sua volta alla base dell’incremento dell’afflusso di denaro in una data disciplina; tuttavia ciò ciclicamente è fonte di critiche in particolare da parte di chi si informa ai principi ispiratori di Pierre de Coubertin, sostenitore dello sport dilettantistico e padre delle Olimpiadi Moderne e dell’agonismo inteso solo come competizione e svago. Tale visione è contestata da chi sostiene che il dilettantismo favorisca solamente chi può praticare sport senza preoccuparsi del proprio mantenimento economico e, quindi, sia in definitiva un approccio classista all’accesso alla pratica agonistica.

Oggi è un bel giorno per il calcio italiano: dalla nascita della Federalcio, nel lontano 1898, mai una donna aveva avuto accesso al professionismo, mai. Ma oggi con un annuncio giustamente roboante, sappiamo che alle calciatrici sarà finalmente riconosciuto il diritto sacrosanto e sancito dalla Costituzione di essere professioniste come possono esserlo gli uomini. La notizia è una cosa buona per il calcio italiano e per le calciatrici”. Lo ha dichiarato la presidente di Assist (Associazione Nazionale Atlete), Luisa Rizzitelli, che invita le altre 44 federazioni sportive a fare lo stesso passo fatto oggi dalla Figc.

In numerose discipline sportive, comunque, il professionismo costituisce solamente il vertice della piramide dei praticanti, la cui base è largamente dilettante: che rimarrà tale nelle categorie cadette del calcio femminile. Ma questa giornata “storica” sarà ricordata come l’inizio e non la fine di un movimento sempre più in forte crescita.

Antonio Cincotta intervista Marco Materazzi: “La mia storia sia d’esempio per bambini e bambine. Il successo arriva se si sa cercarlo”

Giornata speciale quella vissuta dagli studenti americani della Link Campus University di Roma e per diverse calciatrici che hanno aderito al programma College Life Italia. All’ateneo capitolino infatti c’è stata la visita di un campione del mondo con la Nazionale Azzurra del 2006. Marco Materazzi si è presentato a studenti e atleti del college italiano per raccontare l’esperienza che lo ha visto diventare uno dei calciatori più vincenti del nostro calcio. A fare le veci di questa visita ci hanno pensato Antonio Cincotta, tecnico della Sampdoria Women nonché docente presso la American University of Rome, e Stefano Elio Radio, presidente di College Life Italia. L’ex difensore di Perugia, Everton e soprattutto Inter, ha preso la parola poco dopo l’ora di pranzo e, per circa due ore, ha intrattenuto gli studenti della Link Campus raccontando la storia della sua carriera. Data la presenza di diversi ragazzi stranieri, il tecnico Antonio Cincotta, oltre a svolgere un ottimo lavoro di mediatore ed intervistatore, ha tradotto l’intera chiacchierata in lingua inglese facilitando la comprensione per chi non mastica la nostra lingua. Il risultato è stato un evento dal quale tutti i partecipanti hanno portato a casa un insegnamento concesso da un uomo, prima che un calciatore, che è riuscito ad arrivare sul tetto del mondo.

“Sono onorato di essere qui con e vi ringrazio per il supporto – esordisce Materazzi dopo una breve clip di presentazione –. Nella mia vita ho svolto un percorso molto simile a quello che state facendo voi studenti. Sin da quando avevo cinque anni sognavo di giocare il Mondiale. Ne ho disputati due, vincendone uno quindi sono riuscito a realizzare i miei obiettivi. Ma ho passato anche momenti molto difficili: c’era un periodo in cui nessuno mi voleva ed ho trovato tanto porte chiuse in faccia. A 22 anni giocavo in quinta divisione a Marsala. Ho giocato anche qui a Roma col Tor di Quinto in terza categoria che è l’ultimo dei campionati che esistano. Tra l’altro vinsi anche lo scudetto juniores con loro. Un giorno mi acquistò il Trapani, in C1, ma l’allenatore mi disse che per sei mesi non avrei giocato. Mi stava preparando perché diceva che avevo la stoffa per stare coi professionisti. Poi arrivò il Perugia in B dove sono stato anche capitano e vinsi il campionato, poi passai in Inghilterra all’Everton e sono tornato in Italia a Perugia dove, due anni dopo, arrivò la prima chiamata in Nazionale maggiore. Ho disputato il Mondiale di Corea 2002, l’Europeo 2004 e infine il Mondiale in Germania. In semifinale al Westfalen stadio di Dortmund c’era un’atmosfera surreale ma sapevamo che loro ci temevano. Questo ci aiutò a vincere la partita ai supplementari. Noi italiani se ci uniamo veramente siamo capaci di fare cose granfiose.

Qual è l’importanza di creare un convivenza tra giovani ed anziani all’interno di uno spogliatoio? – chiede mister Antonio Cincotta
L’assenza di gelosia innanzitutto. Io mi sono sempre sentito un leader all’interno del gruppo. Non necessariamente deve essere il capitano della squadra. L’importante è riuscire a farsi seguire. Più leader ci sono all’interno dello spogliatoio e meglio è. Le squadra che solitamente si appoggiano ad un unico capo poi non vincono mai niente. Nella mia carriera ho cercato anche di essere une educatore per i più giovani. All’Inter avevo preso sotto la mia tutela Mario Balotelli, che reputo il giocatore italiano più forte che abbia mai visto. Peccato solo che gli piacesse troppo divertirsi e non sia mai riuscito a mostrare al 100% il suo potenziale. Ancora oggi io penso che abbia fatto vedere solo il 50% di quello che effettivamente sa fare e questo è un gran peccato. Gli voglio bene come ad un fratello. Un mese fa mi ha chiamato dicendomi: “Marco, se fossi stato al posto tuo, di buffetti me ne sarei dati molti di più [ride ndr]”. 

Secondo te che caratteristiche deve avere un allenatore moderno? Ci racconti il rapporto speciale che avevi con José Mourinho? 
José ha una grande capacità che è quella di creare empatia all’interno di uno spogliatoio. Io dico sempre che non c’è avversario che non lo odi ma non c’è neanche giocatore che ha allenato che non lo abbia amato. Penso che un allenatore debba essere sempre aggiornato sulle nuove tattiche e metodologie di allenamento che il calcio offre. Chi non riesce a stare al passo coi tempi purtroppo si ritrova a giocare in una maniera che a me personalmente non piace. Io per esempio sono un detrattore della costruzione dal basso. Per me la palla non deve mai viaggiare a pochi metri dalla porta. Dico sempre che si sono 100/150 metri di campo no? Se perdi palla al limite dell’area di rigore per l’avversario è più facile segnare. Se lo costringi a ripartire da lontano l’avversario fa fatica e non sempre va a segno. Se ci ripenso è così che abbiamo giocato a Barcellona in semifinale di Champions League. Loro ci hanno segnato a cinque minuti dal termine ma in virtù del risultato d’andata noi ci siamo comunque qualificati per la finale che poi divenne solamente una formalità. 

E a proposito di quella cavalcata storica in Champions, quale fu il segreto di quel successo?
Ci siamo uniti nel corso degli anni. Con l’Inter molti di noi avevano comunque vinto numerosi trofei. Quindi avevamo già esperienza in termini di vittorie tra campionato, Coppe Italia e Supercoppe Italiane. Allo stesso tempo ci è rimasta dentro l’amarezza di quel maggio 2002 quando abbiamo perso la partita contro la Lazio che ci ha tolto il titolo dal petto. Questi eventi hanno forgiato il nostro carattere che poi abbiamo trasmesso anche ai nuovi arrivati. E in quella stagione sono venuti a giocare all’Inter dei pezzi da novanta come Eto’o, Sneijder, Lucio, Thiago Motta e Milito. A gennaio è arrivato anche Pandev, altro giocaotre che ha dato tanto all’Inter. Con l’empatia che José era riuscito a creare tra di noi siamo andati a vincere contro i campioni di Russia, quelli d’Inghilterra, quelli di Spagna, i marziani del Barcellona ed infine quelli di Germania a Madrid. 

Quali motivazioni ti hanno tirato su nei momenti di sconforto? 
Io non ho mai dato retta alle voci che provenivano fuori dall’ambiente Inter. Ho sempre reso onore ai tifosi che mi amavano e mi volevano bene. Quelli delle altre squadre non li consideravo proprio. Anzi loro mi servivano proprio come stimolo per fare meglio quando le cose andavano male. 

Infine, Materazzi chiude l’incontro parlando di come si è conclusa la sua avventura con il calcio e come si è adattato ad una vita post calcistica, lasciando un insegnamento utile per chi verrà dopo di lui per quando arriverà il suo momento di dire basta:
Quando ho dato l’addio al calcio giocato la mia vita è stata meravigliosa. Io ho avuto la fortuna di sposarmi e da avere due figli. Quando con l’Inter si è chiusa la porta per poter continuare a giocare mi sono dedicato di più alla mia famiglia. È stata una cosa strana: all’Inter era appena arrivato Leonardo il quale mi disse che sarei stato presuntuoso se avessi pensato che avrei giocato qualche partita in nerazzurro. Avevo anche raggiunto un’età piuttosto avanzata per un calciatore. Mi rimanevano due anni di contratto con l’Inter ma dopo quelle parole ho deciso a quel punto di farmi da parte e di dedicarmi alla crescita dei miei figli. La società inoltre scelse di non stralciare il contratto e ha continuato a pagarmi per due stagioni nonostante avessi smesso. Oggi ci sono diversi ex calciatori che non hanno o sono rimasti senza niente. Per costoro il calcio era tutto quello che avevano e non sono stati in gradi di costruirsi una vita al di fuori di esso o di reinventarsi quando hanno chiuso la carriera. Hanno preso delle decisioni sbagliate e purtroppo ne pagano lo scotto. Io per fortuna, sotto quel profilo, ho ottenuto tutto quello che potevo ottenere e mi sto dedicando alla crescita dei giovani. Ancora oggi ringrazio i tifosi che mi osannano costantemente sapendo che, senza di loro, forse non sarei mai esistito. 

Si chiude con queste meravigliose parole l’incontro con Marco Materazzi che poi si concede a foto ed autografi con gli studenti presenti.

Credit Photo: Stefano Berardo

Ringraziamenti: Antonio Cincotta, tecnico Sampdoria Women
                       Stefano Elio Radio, Presidente College Life Italia
                       Link Campus University

La Triestina fa suo il campo della Jesina coi colpi di Luisa Usenich e Asia Flabian

La Triestina torna a vincere dopo due turni, battendo in trasferta la Jesina per 3-2.

Le marchigiane passano in vantaggio alla mezz’ora con la rete della centrocampista Eleonora Crocioni, e cinque minuti dopo Martina Tamburini realizza la sedicesima rete stagionale e il raddoppio jesino. Nella ripresa inizia la rimonta alabardata: Luisa Usenich al 57′ accorcia le distanze, poi entra al 61′ Asia Flabian, e la sua presenza si fa sentire in campo, perché con una doppietta messa a referto al 72′ e al 76′ consente alle triestine di ribaltare il match e di strappare alla Jesina il bottino pieno.

In classifica le mule guidate da Fabrizio Melissano balzano al sesto posto del Girone B di Serie C con quaranta punti, agganciando in quella posizione il VFC Venezia.

Nel prossimo turno la Triestina affronterà in casa l’Isera che, domenica, hanno perso contro la Vis Civitanova per 2-0.

Photo Credit: Facebook US Triestina Calcio 1918 Femminile

Il derby Roma XIV Decimoquarto-Res Women chiude la ventiquattresima giornata

La ventiquattresima giornata di Serie C femminile si chiuderà questa sera (ore 21) con il posticipo del Girone C Roma XIV Decimoquarto-Res Women. A dirigere il derby capitolino la terna composta dall’arbitro Michele Criscuolo della sezione di Torre Annunziata e dagli assistenti Guglielmo Iozzia e Antonio Invitto di Roma 1.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

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