Vergani, difensore di Inter Women, ha parlato a Inter TV in vista del ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia Femminile contro la Juventus, che si giocheranno domenica alle 14.30. La calciatrice classe 2002, dopo l’1-1 dell’andata, spera che le nerazzurre possano farcela.
L’AUGURIO Bianca Vergani parla di come Inter Women dovrà affrontare il ritorno dei quarti di finale: «La partita con la Juventus? Sicuramente sarà difficile, perché la Juventus è la squadra da battere sia in Serie A sia in Coppa Italia. All’andata abbiamo dimostrato di poterla mettere in difficoltà, sarà una gara molto tosta. Speriamo di fare la stessa partita dell’andata, vincere e qualificarci al turno successivo».
Nei giorni scorsi ai microfoni di “Calcio Femminile Live” a parlare è stata Federica Di Criscio, punto di riferimento dell’ambiziosa Pink Bari alla ricerca del ritorno in Serie A. Questo un estratto delle dichiarazioni rilasciate dal centrale difensivo classe ’93 giunta con le pugliesi la passata estate:
“Dopo l’infortunio dello scorso anno al crociato ero dubbiosa sul tornare o meno a giocare e al rientro dalla Norvegia ho avuto la possibilità di parlare con la società della Pink Bari e mi sono convinta sul progetto. Inizialmente non volevo scendere di categoria anche se la B è un campionato equilibrato e affascinante con un livello che si alzato rispetto al passato. Nella nostra rosa, ad esempio, ci sono diverse straniere che si sono integrate benissimo e anche con il mercato di dicembre sono arrivate nuove ragazze a cui servirà ancora un po’ di tempo per adattarsi. Personalmente ogni anno mi ha lasciato qualcosa ma in particolare ricordo il passaggio alla Roma, perché era l’anno del cambiamento con l’entrata delle società professionistiche con i club che hanno alle spalle il maschile”.
Per le giallorosse della Roma, Domenica alle ore 12,30 sarà nuovamente tempo di scendere in campo per la gara di ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia, di cui le lupacchiotte sono le detentrici, avendo vinto sul Milan la scorsa stagione, dopo i calci di rigore, il trofeo. Di scena, sul campo del Tre Fontane di Roma, arriverà il Como, già sconfitto con un rotondo 3-0 due settimane fa.
Sul passaggio del turno successivo alle semifinali, c’è grande ottimismo in casa della lupacchiotte, infatti, proprio il risultato dell’andata contro un buon Como, ha messo però la qualificazione in ghiaccio e alle capitoline di Spugna basterà vincere o pareggiare con il minimo sindacale la partita per approdare allo step successivo.
In questi giorni Bartoli ha ripreso a lavorare con il gruppo e, probabilmente, sarà della partita, mentre altri sorrisi e conferme sono arrivate dalle tante convocazioni delle varie Nazionali Italiane divise per età con il pieno di atlete giallorosse.
Tornando ai quarti di ritorno con il Como, ci sarà sicuramente la possibilità per Mister Spugna di dare spazio alle seconde linee che poi sono state il motore trainante per la continuità nelle vittorie della Roma, soprattutto quando si è trovata a fronteggiare enormi problemi di formazione per via del Covid e dei diversi infortuni.
Sorvegliata speciale sarà, se la Pirone non avrà ancora recuperato dalla lussazione alla spalla, sicuramente Lazaro in attacco anche se gli occhi saranno puntati anche sulla norvegese Haavi, che dal recente giorno del suo esordio ha fatto sempre tanto bene con la maglia della Roma.
Il Como, dal canto suo, deve giocare la partita della vita e votarsi totalmente all’attacco, cercando invece di difendere duro sulle titolari dell’attacco della Roma, per cercare di evitare di prendere goal il più tardi possibile e anzi andare loro proprio in vantaggio se vogliono avere anche una minina chance di poter riaprire questo pronostico già blindato in partenza.
Duro attacco di Ada Hegerberg, centravanti del Lione e primo Pallone d’Oro femminile della storia, alla Federcalcio francese dopo che quest’ultima ha lanciato la candidatura per ospitare l’Europeo Femminile in programma nel 2025. “Organizzare competizioni internazionali è fantastico. Investire nel nostro campionato è meglio. – scrive la norvegese – Stiamo correndo a vuoto e la Coppa del Mondo 2019 non ha avuto impatto”.
Una presa di posizione forte da parte della calciatrice che a chi gli faceva notare di “… parlare al vento” ha risposto: “Non importa, dobbiamo continuare. Le giocatrici meritano di meglio”, trovando anche l’appoggio di una collega come Andrea Lardez del Bordeaux. “Siamo molto indietro rispetto all’estero… infrastrutture, riconoscimento/regolamentazione della professione, copertura mediatica ecc… c’è del lavoro da fare”, ha scritto, sempre su Twitter, la francese taggando la Federcalcio transalpina.
Il Brescia Calcio Femminile e il Centro Sportivo “Mario Rigamonti” sono lieti di annunciare che la loro partnership da oggi si allarga: la splendida struttura di Buffalora non ospiterà solamente gli allenamenti della Prima Squadra, ma anche tutte le partite casalinghe delle Leonesse in Serie B fino al termine della stagione.
«Sono felice di aver raggiunto questo accordo con il presidente Bonicelli e il direttore Dezzani – il commento della presidente del Brescia Calcio Femminile Clara Gorno – che con un grande sforzo organizzativo ci hanno messo a disposizione il loro splendido campo e un Centro Sportivo di grande livello. Sono certa che questo sarà un ulteriore passo verso una collaborazione ancora più stretta: il Centro Sportivo Mario Rigamonti è un’istituzione a Brescia e noi siamo onorati ed orgogliosi di essere qui»
«Sono entusiasta di ospitare non solo gli allenamenti di questo nuovo Brescia femminile – le parole di Piero Bonicelli, presidente del Centro Sportivo Mario Rigamonti – ma ho anche grande piacere nel sostenere gli sforzi che la nuova Presidente Clara Gorno sta sostenendo per riportare il calcio femminile nuovamente a Brescia. Ammiro inoltre gli ottimi risultati che sta ottenendo, speriamo pertanto di esserle di supporto e di poter continuare ed implementare questa fattiva collaborazione».
Il cambio definitivo di sede di gioco, dall’impianto di Rodengo Saiano (che rimane comunque base per le gare ufficiali della Primavera, e per gli allenamenti di Under 15, Under 12 e Under 10) al Centro Sportivo Mario Rigamonti è stato ufficializzato negli scorsi giorni dalla Divisione Calcio Femminile della Figc.
Il nuovo accordo significa che LeahWilliamson, giocatrice dell’ Arsenal, continuerà il suo viaggio con il club dove è stata orgogliosamente chiamata da quando aveva nove anni.
Ora 24enne, Leah si è fatta strada nei ranghi dell’accademia prima di fare il suo debutto in prima squadra nel 2014. Da allora si è affermata come una figura chiave nella squadra, offrendo prestazioni di comando in difesa e diventando una vera favorita dai fan.
Leah ha collezionato 179 presenze e segnato 13 gol fino ad oggi, aiutando il club a vincere la Barclays FA Women’s Super League 2018/19, due Continental Tires League Cup e due Women’s FA Cup.
Ha anche ricevuto 24 presenze con la nazionale maggiore dell’Inghilterra, capitanando la squadra in quattro occasioni.
“È un sogno che si avvera”,ha detto Leah. “Era un sogno diventato realtà la prima volta che ho firmato qui e la sensazione non è cambiata. Sono grato come sempre di avere l’opportunità di fare quello che faccio qui – a casa – e sono molto orgoglioso di continuare a rappresentare la mia famiglia giocando per l’Arsenal e di indossare lo stemma”.
“È una notizia meravigliosa che Leah abbia firmato un nuovo accordo”, l’allenatore Jonas Eidevall, ha dichiarato:. “Oltre ad essere un giocatore chiave per noi in questo momento, è anche parte integrante dei nostri piani per il futuro: un giocatore per costruire l’Arsenal e mostrare alle giovani donne della nostra accademia cosa si può ottenere attraverso il duro lavoro. dedizione e passione. So che Leah ha anche un legame speciale con i fan: è così importante che i tifosi si identifichino con i giocatori e sicuramente lo hanno in Leah”.
“Questo è un giorno estremamente importante per l’Arsenal Women“, ha aggiunto il capo del calcio femminile Clare Wheatley. “Leah è un membro cruciale della nostra squadra e siamo tutti lieti che rimarrà con noi andando avanti. Questo è un club ambizioso e Leah è sempre stata una parte vitale dei nostri piani – sono sicuro che tutti i fan saranno entusiasti della notizia che ha firmato un nuovo contratto per il suo rinnovo nel Club”.
Il Lecco sta comandando il Girone A di Promozione Lombardia vincendo tredici gare su tredici. Un risultato importante per le blucelesti di Monica Iustoni, visto che sono al loro debutto in un campionato femminile. Per questo si sono affidate ad una persona che possa guidarle mentalmente al risultato prestigioso: la vittoria del raggruppamento. Stiamo parlando di GiuliaAchler, mental coach del Lecco Femminile, che la Redazione ha raggiunto per risponderci ad alcune domande.
Giulia, ti va di presentarti? «Sono Giulia, ho trentun anni e sono nativa di Lecco. Ho praticato il calcio sin da ragazzina mossa da una grande passione, anche se il mio sport principale è stato il judo, praticato a livello agonistico. Come studi ho frequentato il Liceo Linguistico di Trieste, ho conseguito la laurea triennale e specialistica in Comunicazione, Informazione e Editoria all’Università di Bergamo e infine il master in giornalismo presso la business school de Il Sole 24 Ore. Dopo alcuni anni di lavoro nel mondo giornalistico ho iniziato ad interessarmi al coaching: mi sono formata, e continuo a farlo, anche in questo ambito e dopo aver ricevuto le opportune attestazioni ho iniziato la mia attività».
Dato che sei una mental coach, cos’è per te svolgere questa mansione? «Sicuramente per me risponde ad un personale bisogno di intervenire positivamente sulla società, sui suoi sistemi e sulle singole persone. Mi occupo di coaching in tutte le sue parti (business, life e sport) cercando di sviluppare al massimo la leadership personale di chi si rivolge a me e il suo grado di efficacia. In particolare, con il coaching sportivo realizzo questo aiutando gli atleti a sviluppare a pieno il loro potenziale e stimolando in loro una mentalità adeguata ad affrontare le diverse sfide. Chi pratica sport non ha dubbi su quanto sia fondamentale la gestione dell’assetto mentale per una prestazione efficace.
Cosa ti ha portato a diventare mental coach del Lecco Femminile? «Avevo avviato il percorso di mental coach da qualche tempo quando sono stata contattata dall’allenatrice del Lecco Monica Iustoni, con la quale tra l’altro ci siamo scontrate diverse volte sui campi da calcio, chiedendomi se fossi interessata a diventare mental coach del Lecco Femminile, figura che in società non avevano mai avuto. L’ho trovata una richiesta stimolante e così ho accettato questa sfida e questo nuovo percorso».
Giulia Achler, Mental Coach Lecco Femminile
Che aspetti hai affrontato con le ragazze del Lecco Femminile? «Gli ambiti sono diversi. È inutile nascondere che le ragazze del Lecco femminile mostrano competenze calcistiche decisamente sviluppate per la categoria in cui stanno giocando, e a dimostrarlo sono i risultati. Questo influisce molto sul tipo di coaching da fare assieme. Prima di tutto ci siamo concentrate sull’individuazione e il mantenimento delle motivazioni: tendenzialmente i mental coach lavorano su obiettivi difficili da raggiungere, ma anche quando il risultato sembra alla portata, a quel punto serve intervenire per tenere sempre alta la motivazione e continuare a dare il meglio. Quando l’obiettivo esterno è meno sfidante di quanto ci si attende, è essenziale modificare la sfida e puntare sugli obiettivi interni al gruppo e propri di ogni singola atleta: il miglioramento personale, a differenza della sfida con l’avversario, è un miglioramento che potenzialmente non finisce mai. Poi abbiamo affrontato la gestione dell’ansia prestazionale, dell’insicurezza e dei cali di concentrazione. Lavoriamo anche sul concetto di gruppo, con l’obiettivo di gestire al meglio la comunicazione e il conflitto. Tutto questo si consegue anche attraverso l’applicazione di tecniche di PNL, la programmazione neurolingustica, le cui fondamenta sono ampiamente riconosciute per raggiungere prestazioni sempre più elevate».
Come viene coniugato l’allenamento fisico con sessioni di mental coaching? «L’allenamento mentale si sviluppa in tempi e modi diversi. Ci sono momenti in cui mi incontro con tutte le ragazze nello spogliatoio per parlare di temi condivisi, e altri momenti dedicati a singole atlete su temi più personali. Ovviamente lavoro anche con l’allenatore, che è il primo leader della squadra: il suo atteggiamento e il modo di condurre il gruppo si ripercuotono sulla squadra stessa, per questo bisogna indirizzarli al meglio».
Dopo il girone d’andata il Lecco ha punteggio pieno: quanto ha inciso il tuo lavoro? «Penso che il merito vada al cento per cento alle giocatrici e alle loro doti calcistiche e all’allenatrice che sa farle cooperare in campo al meglio. Il lavoro che sto svolgendo con questo gruppo è un lavoro di affinamento e miglioramento del loro assetto mentale, utile sia nel presente per sviluppare un carattere e un approccio sportivo sempre più robusto, ma anche e soprattutto in prospettiva, per affrontare campionati di serie superiori».
Torniamo al fatto che sei stata una calciatrice: che differenze hai notato tra il calcio di quel tempo e quello di oggi? «Ho giocato per lo più in periodo adolescenziale e la differenza maggiore tra quegli anni e ora è che le ragazze oggi hanno un orizzonte calcistico importante cui tendere, con reali possibilità di fare carriera e quindi di essere preparate sempre al meglio. Questa è una fortuna che chi ha grande passione per questo sport deve sapere cogliere».
Quanto è importante avere un mental coach in società sportiva? «Importantissimo: più sei dentro ad un ambiente sportivo e più ti rendi conto di quanto le dinamiche psicologhe e mentali incidano a livello di prestazioni. Così come le competenze fisiche e tattiche vengono curate dal preparatore atletico e dall’allenatore, è impensabile che non ci sia una figura volta a fare bene anche per quanto riguarda l’allenamento mentale vero e proprio. Se negli sport individuali, soprattutto di alto e altissimo livello, la cosa è ormai assodata, mi sembra che il mental coach stia prendendo piede anche in quelli di squadra e questo farà la differenza».
Una delle formazioni del Lecco Femminile scese in campo quest’anno (Photo Credit: Facebook Monica Iustoni)
Quali sono le aspettative che hai nel 2022? «Calcisticamente parlando vorrei portare a termine quelli che sono gli obiettivi del Lecco, ovvero la vittoria del campionato e vedere un gruppo che sia diventato realmente quadra. Sul piano personale ho obiettivi di ampia portata: per quel che riguarda il coaching vorrei dedicarmi sempre di più allo sviluppo delle competenze di leadership di quei soggetti posti ai vertici, siano essi capi di realtà sportive, lavorative o sociali, direttori, allenatori di squadre o capitani delle stesse, dirigenti, insegnanti. Sono loro, infatti, le persone che possono fare la differenza sul benessere delle persone su cui hanno influenza diretta, perché il loro miglioramento in termini di sviluppo personale e il potenziamento delle loro competenze può riversarsi a cascata su molte altre persone creando cambiamento».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Lecco 1912 e Giulia Achler per la disponibilità.
Nelle ore scorse alla Gazzetta Regionale a parlare è stata Cecilia Barca. La giocatrice della Lazio C5 Global, team di Eccellenza, ha rilasciato qualche battuta a margine del successo in Coppa Italia contro il Latina. Finisce 0-5 con doppietta per Marchese e sigilli per Siclari, Grieco e Parasassi.
Queste le dichiarazioni del capitano classe ’99 delle biancocelesti, calcettista anche della Lazio C5 di Serie A, alla testata capitolina: “E’ stata una gara più combattuta di quanto il punteggio finale lascia vedere. Campo difficile, certamente dopo il vantaggio è stato tutto più semplice, poi dopo il raddoppio è andato tutto in discesa. Il cambiamento tra calcio a 5 e ad 11 è enorme, addirittura anche basti pensare proprio alla sfera da gioco. Noi veniamo dal calcio a 5 dove si usa un 4 a rimbalzo controllato, per cui i primi passaggi sull’erba sono diciamo complicati, con un pallone più pesante e con un rimbalzo diverso. Ci dobbiamo abituare ogni volta, ma ormai giocando quasi ogni settimana diventa sempre più automatico”.
Il Washington Spirit ha finalmente una nuova proprietà. Si tratta dell’acquisto del club da parte di Michele Kang, founder e CEO di Cognosante, azienda IT nel campo farmaceutico, membro del consiglio di Rehahn Pharmaceuticals e American Red Cross. Come riportano i media americani, la somma di denaro per cui è stato comprato il club è di $35 milioni.
Kang acquista così la proprietà degli ex proprietari Bill Lynch e Steve Baldwin. La visione per il nuovo team include i valori di “Premier, Professional and Proudly DC”, con un gruppo di proprietà guidato da donne con sede a livello locale, impegnato in nuovi sostanziali investimenti nel personale, nelle operazioni e nell’infrastruttura del team. Kang faceva già parte degli investitori di Spirit a partire da dicembre 2020.
“Personalmente apprezzo e voglio riconoscere pubblicamente il lavoro fondamentale di Bill Lynch come proprietario fondatore dello Spirit che riporta il calcio professionistico femminile nella capitale della nostra nazione e la formidabile spinta di Steve Baldwin nel costruire l’eccezionale roster che ha vinto il campionato NWSL 202″ha detto Kang.
Dopo un 2021 che ha visto il club coinvolto in scandali legati a abusi e molestie nei confronti delle atlete, si apre ora un nuovo capitolo di storia per il Washington Spirit.
Nelle ore scorse ai microfoni di Spazio Napoli a parlare è stato Roberto Castorina. Il tecnico in coppia con Giulia Domenichetti del Napoli Femminile, che punta per il secondo anno consecutivo alla salvezza nella massima serie ha rilasciato qualche dichiarazione sul momento delle partenopee alla testata campana: “Quando siamo arrivati la situazione non facile era ben nota, abbiamo trovato un gruppo che possedeva delle buone basi alle quali sono state aggiunte delle idee, come fanno sostanzialmente tutti gli allenatori. Nelle prime due partite, con Empoli e Pomigliano, i risultati non ci hanno sorriso particolarmente ed è emersa cosi un pizzico di delusione ma io e la Domenichetti ci assumiamo tutte le responsabilità. Personalmente da quando sono arrivato ho pensato che la squadra avesse tutti i margini e le qualità per centrare la salvezza anche se i risultati poi danno qualcosa in più. Abbiamo lavorato tanto anche dal punto di vista mentale visto che non ho mai pensato che questa rosa potesse retrocedere La vittoria con la Fiorentina indubbiamente è stata importante visto che ci ha dato fiducia facendoci riagganciare al treno salvezza dopo settimane dure”.