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Si svelerà domani alla Torre Avogadro il Lumezzane Women 2021/22

Si alza il sipario per il Lumezzane Women che nella stagione 2021/22 parteciperà al campionato di Eccellenza Lombardia.

La società ha comunicato che la squadra guidata da Giovanni Brusa sarà presentata domani alle 19:00 presso la Torre Avogadro di Lumezzane.

Il club valgobbino ha altresì comunicato che la presentazione in programma è riservata alla stampa.

Photo Credit: Wikipedia

L’AIC incontra l’Hellas Verona Women

Momento formativo per le gialloblù di mister Matteo Pachera, che nel pomeriggio di ieri – lunedì 23 agosto – hanno ricevuto la visita dell’Associazione Italiana Calciatori presso il Sinergy Stadium di via Sogare.

L’AIC, nelle vesti del Responsabile del settore femminile Chiara Marchitelli e di Paolo Bianchet, ha infatti incontrato la Prima Squadra gialloblù in un pomeriggio fatto di condivisione e nel quale sono stati trattati diversi argomenti, dalle future riforme del calcio femminile sino alle votazioni per il Gran Galà AIC.

Credit Photo: Hellas Verona Women

Stella Botti, Ternana: la promettente classe 2000 approda in rossoverde dal Parma

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Dopo qualche giorno di pausa novità in ingresso per la Ternana, team ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie C. Le rossoverdi, infatti, potranno contare  sulla fidentina Stella Botti, esterno alto classe 2000, con esperienze tra Chievo Verona e Sassuolo Primavera, che arriva in prestito dal Parma e sarà alle dipendenze del tecnico Marco Migliorini.

Gli annunci dei giorni scorsi
Nei giorni scorsi tra i  nuovi colpi tesserate Luisa Esposito, attaccante classe ’98, Alessia Copia, centrocampista  classe ’93, Flavia Vaccari, difensore centrale classe ’94 , Anna Clemente, esterno classe ’94, Veronica Spagnoli, centrocampista classe ’96,  Elena Proietti, centrocampista classe ’91. Sette invece le riconferme: Valentina Mazzieri, esterno classe ’02, Lorenza Acini, difensore classe ’88, Rebecca Quirini, centrocampista classe ’02, Leandra Milena Baldassarra, centrocampista classe ’01, Valentina Acquafredda, centrocampista classe ’04, Michela Conti, attaccante classe ’94 e Cristina Coletta, attaccante classe ’85.

Il calcio femminile all’Orchestra Filarmonica di Vienna

Andrea Gotsch, calciatrice del Wiener Sport-Club, è la prima clarinettista donna dell’Orchestra Filarmonica di Vienna.
E’ nata a Bolzano, in Alto Adige nel 1994 e nella sua vita la musica ed il calcio ricoprono un ruolo importante come il suo essere l’ultimo argine della squadra di calcio femminile di Vienna.

Parallelamente alla carriera calcistica, quella musicale vede affermare Andrea Gotsch come una clarinettista di fama mondiale e compositrice a pieno titolo.

La calciatrice riassume il calcio come una sinfonia che non risuona mai uguale: “Fortunatamente non ci sono due partite uguali e sono possibili tutti i tipi di variazioni. Non potresti limitarlo a una sinfonia”. L’emozione di calcio, secondo la musicista, deriva dalla sensazione di equilibrio, in un secondo tutto può cambiare in una direzione o nell’altra.
Il paragone continua sotto il punto vista degli strumenti: “Quali strumenti? Il calcio implica sicuramente la potenza, quindi userei molti ottoni – anche strumenti a fiato. Forse potrebbero esserci anche alcuni passaggi virtuosistici per evidenziare il ritmo e l’agilità in una partita. Anche gli strumenti a percussione, per riflettere il ritmo del gioco. Mi piace l’idea”.

La calciatrice analizza come gli allenamenti con il club viennese l’hanno aiutata per la carriera musicale soprattutto per quanto riguarda la capacità polmonare che l’ha resa più forte ed le ha migliorato la respirazione: “Penso di aver appreso così tante abilità dal calcio che posso usare quando suono il clarinetto, come una buona consapevolezza, azioni e reazioni rapide e ritmo generale, agilità e anticipazione – tutte cose che mi aiutano nella mia musica”.

Diverso è l’approccio alla concentrazione nei due ambiti lavorativi: “Penso che a volte trovo più facile nel calcio che nella musica spegnere veramente e completamente e concentrarmi semplicemente sul momento a portata di mano: la partita, la palla, la squadra, l’avversario, noi e la nostra attività fisica. A volte ci riesco. Blocca tutti gli altri pensieri dalla mia mente e mi immergo completamente nella musica durante un concerto, ma generalmente mi siedo al mio posto e mi muovo a malapena. L’aria fresca e la capacità di liberarmi completamente [su un campo di calcio] mi fa molto bene. Da un lato è molto simile all’esperienza del concerto, ma dall’altra è totalmente l’opposto – da qualche parte posso davvero lasciarmi andare e rilassarmi”.

La particolarità di questo doppia carriera si basa tutta sull’equilibrio che Andrea Gotsch è riuscita a trovare, riuscendo a realizzare i suoi sogni: giocare a calcio a livelli nazionali ed ad essere la prima clarinettista donna dell’Orchestra Filarmonica di Vienna.

Credit Photo: Pagina Facebook Andrea Gotsch

Nuove voci gialloblù; Rossi e Sciberras: “Siamo qui per migliorare”

Le difensori hanno svolto la preparazione estiva con il resto del gruppo. Si aggiunge il preparatore dei portieri Baccari: “Ci stiamo allenando bene, abbiamo profili interessanti”.

Durante l’estate la rosa del Tavagnacco è stata rinforzata con degli innesti seguendo quella che è la politica del club: il mantenimento del mix tra esperienza e gioventù. Il mercato non è ancora terminato, potrebbero esserci ancora un paio di operazioni in entrata. A inizio ritiro sono approdate due difensori: Alice Rossi e Nicole Sciberras rispettivamente in prestito da Sassuolo e Juventus. Due nuove fresche voci gialloblù.

Alice ha compiuto 19 anni in aprile e la stagione scorsa giocava con la Primavera neroverde mentre si allenava con le compagne della Prima squadra che ha sfidato in amichevole qualche giorno fa con la maglia friulana. E’ la prima esperienza lontano dall’Emilia con l’auspicio di completare il percorso di maturazione. “Sono felice di essere qui, spero di il giocare più possibile, darò il massimo. Agisco da centrale di difesa, sono abbastanza veloce, ma l’arma fondamentale nel mio ruolo è la concentrazione, il mio obiettivo è migliorarmi”.

Nicole, maltese di 20 anni, si dice “felice di fare parte di questo gruppo. Ho tanta voglia di mettermi in gioco. Sono un terzino destro che all’occorrenza può fungere anche da centrale. Diligente in fase difensiva, devo crescere soprattutto in quella offensiva spingendo di più”.

Un volto nuovo in casa friulana è quello di Vittorio Baccari, preparatore dei portieri, ex Udinese. Il suo tono di voce è quello dell’esperienza. “Abbiamo fatto ottimi allenamenti gettando le basi per la stagione che sta nascendo. I portieri si stanno comportando bene, si sono impegnate e abbiamo profili interessanti”. Ma come deve essere l’estremo difensore moderno? Vittorio non ha dubbi: “Veloce di testa, con pensiero rapido e deciso. Deve essere capace di cambiare, di essere risolutore dei problemi al fine di evitare di subire gol e subito di proporre e impostare il gioco della propria squadra. Bisogna saper giocare bene con i piedi e guidare le compagne con il dialogo”.

Credit Photo: Federico Fenzi

L’incredibile storia di Rebekah Stott: come ha aiutato gli altri durante la sua personale lotta contro il cancro

All’internazionale neozelandese Rebekah Stott è stato diagnosticato un linfoma Hodgkin al terzo stadio a febbraio 2021. Durante il suo trattamento, la 28enne ha registrato il suo viaggio sul suo blog: Beat It By Stotty per aiutare gli malati le cui vite sono state colpite dal cancro.

“Il giorno in cui avrei dovuto rappresentare la Nuova Zelanda in una partita contro l’Australia alle Olimpiadi, il mio medico mi ha dato la notizia che sognavo di sentire – che avevo finito i trattamenti ed ero ufficialmente in completa remissione”.

“Il mio viaggio nell’ultimo anno è stato completamente diverso da quello che immaginavo… e affrontare un linfoma Hodgkin al terzo stadio è stato un processo incredibilmente difficile. A questo punto sono solo grata di poter giocare di nuovo a calcio e non posso descrivere quanto sia bello essere di nuovo sul campo. Basta guardare le mie foto durante i primi otto minuti della mia prima partita il 13 luglio – non potevo cancellare il sorriso dalla mia faccia”.

“Amo così tanto le Olimpiadi, sono stato sia a Londra che a Rio ed è probabilmente il mio evento preferito – quindi mancare è stato difficile. Tuttavia, ho indossato la mia maglietta Kiwi e sono diventata la più grande fan delle mie compagne. Guardare la partita Nuova Zelanda-Australia è stato particolarmente speciale, perché entrambe le squadre sono composte da mie amiche e colleghei che mi hanno sostenuto così tanto nel corso della mia malattia”.

“Oltre ad avere due paesi dietro di me, ho anche avuto la fortuna di beneficiare dell’assistenza di tre sindacati di giocatori, con la Nuova Zelanda, l’Australia e il PFA inglese che hanno fatto la loro parte per aiutarmi. Sinceramente non so dove sarei senza di loro, soprattutto all’inizio – durante il Coronavirus e tutte le complicazioni che ci sono state a causa di esso”.

“Non c’erano molte informazioni per me quando mi è stata fatta la diagnosi, e non sapevo davvero cosa aspettarmi dalla chemioterapia e tutto il resto, così ho aperto un blog per condividere le mie esperienze con molta onestà per poter aiutare chi si trovava nella mia stessa situazione. Buttare tutto fuori mi ha effettivamente aiutata e mi ha dato un punto di riferimento per distogliere la mia mente da ciò che stava accadendo”.

“Quando si è in cura per il cancro ci sono così tanti appuntamenti da tenere sotto controllo, ognuno con i propri documenti e requisiti, e all’inizio ero così disorganizzata – cercavo di portare tutto in giro in questa piccola borsa. Ma mi sono presto resa conto che sarei stata molto più comoda e rilassata se ogni cosa avesse avuto un posto – così ho deciso di comprarmi una bella borsa grande con molti scomparti diversi, e ha fatto una grande differenza”.

“È stata questa l’idea che ha portato alla realizzazione delle beat it. by Stotty cancer bags. Ho iniziato a lavorare sulla progettazione di queste borse che non solo avrebbero aiutato con il lato organizzativo del trattamento, ma che sarebbero state anche un conforto per le persone quando ne avevano più bisogno”.

“Sono stata in contatto con diversi marchi per cercare di riempire le borse con prodotti che personalmente ho trovato molto confortanti da avere con me in qualsiasi momento, come un berretto, una bottiglia d’acqua, un pacchetto di crackers, prodotti per la cura della pelle e una lista dei miei personali consigli e suggerimenti”.

“Canteen Australia fa un lavoro incredibile con i pazienti tra i 12 e i 25 anni, che stanno vivendo esperienze simili a quelle che ho vissuto, e mi stanno aiutando a distribuire queste borse ai giovani. Lo scopo è quello di rendere le loro vite un po’ più facili, perché il viaggio che li aspetta è molto difficile”.

“Il potenziale di fare la differenza nella vita delle persone mi ha davvero dato la spinta per superare tutto questo, ed è il motivo per cui ho iniziato il blog. Sono sempre stata una persona positiva, e il cancro non ha cambiato questo in me – l’ho solo incanalato in modo diverso”.

“Bisogna prendere quello che si ha e trarne il meglio, perché essere infelice quando puoi essere felice?”.

Photo Credit: @stotty_13

Gio Queiroz lancia il Levante nella Women’s Champions League

Rosenborg-Levante Women's Champions League
Rosenborg-Levante Women's Champions League

Il Levante va al turno successivo della Women’s Champions League dove sfiderà le fortissime francesi dell’Olympique Lyonnais. Un sorteggio sfortunato per le granotas con il peggiore avversario che potevano incontrare.
La partita contro il Rosenborg è stata emozionante dopo avere vinto contro il Celtic la semifinale per 2-1. Per regolare le scozzesi erano servite le segnature di Sandie Toletti e di Alba Redondo, già decisiva nella scorsa stagione.
Ad aprire le marcature contro il Rosenborg è stata invece Leire Baños ma Utland ha pareggiato il conto sul finire del primo tempo. Toletti ancora riporta avanti le valenciane e poi colpisce un palo mentre le parate dell’ottimo portiere María López Valenzuela difendevano il risultato. A tre minuti dalla fine le forti norvegesi però segnavano il goal del 2-2 da parte di Blakstad.
Si va ai supplementari ed ecco che Gio Queiroz ha regolato le scandinave con una doppietta nel minuto 105 e 109. Ma Utland non ci sta e ancora una volta accorcia le distanze sul 4-3. Al triplice fischio finale scatta la gioia della squadra allenata da Angel Villacamp.a Le valenciane affronteranno il Lione con gara di andata e ritorno. Il 31 agosto si giocherà a Valencia il 31 agosto mentre il ritorno si svolgerà in Francia l’8 settembre.
Seguiremo per voi questa bellissima sfida su Calcio Femminile Italiano.

Formazioni Levante-Rosenborg:

Levante: María, Alharilla, María Méndez, Nuria Mendoza, Paula Tomás, Irene Guerrero, Tatiana Pinto (Carlos Férez, min. 88), Leyre Baños, Sandra Toletti, Alba Redondo (Gio Queiroz, m.80), Andonova (Silvia Lloris, min. 20).

Rosenborg: Nostro, Naes, Leine, Varhus (Bronstand, m.110), Olsvik (Fornes, m.76), Sorum, Joramo (Sarah Jansen, m. 116), Hansen, Bragstad, Blakstad, Utland.

Photocredit: Carolina Férez, Instagram

Stefano Dubini, Direttore Sportivo Accademia Calcio Vittuone: “Far parte di questo club vuol dire casa. Puntiamo a salire in Serie C e completare il Settore Giovanile”

L’Accademia Calcio Vittuone è una società calcistica nata nel 1948 a Vittuone, in provincia di Milano. Il club possiede tutt’ora una squadra maschile che farà parte del Girone F di Promozione, ma ha anche una formazione femminile che parteciperà al campionato lombardo di Eccellenza.
La Redazione ha quindi raggiunto coi nostri microfoni il Direttore Sportivo biancoverde Stefano Dubini, che ci spiegherà nel dettaglio il progetto Vittuone in rosa.

Stefano cos’è per lei l’Accademia Calcio Vittuone?
«L’Accademia Calcio Vittuone è la realtà che ha accolto dopo che Bareggio ha chiuso. Questo per noi è il terzo anno e oggi abbiamo sei squadre femminili. Per me questo club è casa».

Come si è avvicinata la società al mondo femminile del calcio?
«La posizione della società nel femminile è molto importante, perché abbiamo due vicepresidenti che lavorano direttamente nel settore femminile, che sono, oltre a me, Fabio Mondani e Arnaldo Ferrari. Ma la società ha sempre unito queste due realtà anche durante le gare della domenica, quando la squadra maschile e femminile giocano nello stesso giorno e nello stesso stadio».

Che risultati avete ottenuto in questi due anni?
«I risultati della Prima Squadra sono stati un’incognita, perché al primo anno eravamo nelle prime posizioni, il secondo anno non si è giocato. Però siamo partite con una Prima Squadra e ora contiamo anche alcune squadre giovanili».

Come sarà la Prima Squadra Femminile 2021/22?
«Abbiamo una squadra per competere nel campionato e in Coppa, con un nucleo presente da due anni al quale si sono aggiunte otto giocatrici nuove, tra ragazze esterne e altre provenienti dalla Juniores. Molte di loro hanno fatto esperienza in categorie superiori».

Che obiettivi vi siete posti quest’anno?
«Vogliamo raggiungere nella maniera rapida possibile la Serie C, che sia vincendo il campionato di Eccellenza o di approdare alle fasi nazionali di Coppa».

Che impressioni ha sul girone lombardo di Eccellenza?
«Non ho molta conoscenza di alcune realtà che sono giunte da poco, ma la salita in C del Pavia ha abbassato un pochino il livello del girone, ma allo stesso tempo l’ha reso equilibrato. Ci sono molte squadre di buon livello, come il Minerva, la Polisportiva Monterosso, che è sempre molto ostica da affrontare, 3Team e Lumezzane che si sono rinforzate molto».

A livello giovanile come vi state comportando?
«Il nostro obiettivo è quello di completare la filiera del Settore Giovanile Femminile, perché vorremmo avere tutte le squadre che possano essere qualitative. Il nostro progetto conta di diventare in due anni un punto di riferimento appena sotto le realtà professionistiche come Inter e Milan».

Quali sono le prospettive per il calcio femminile lombardo?
«Le prospettive sono buone e cattive: buone perché i numeri vengono mantenuti, quindici squadre in Eccellenza e ventisei in Promozione, e l’interesse nel femminile è forte, la cattiva è che c’è il cambio repentino delle denominazioni delle società, perché rende meno continuativo il percorso. Ho avuto esperienze in altre regioni, e credo che in Lombardia ci sia molta competitività e farlo crescere sarebbe importante».

Cosa ci sarà nel futuro dell’Accademia Vittuone Femminile?
«A quello che ho proposto alle ragazze che sono cresciute con noi e che hanno fatto palcoscenici nazionali di portare il Vittuone nel campionato che merita, sia per loro che per le ragazze che fanno parte del nostro Settore Giovanile».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Accademia Calcio Vittuone e Stefano Dubini per la disponibilità.

Photo Credit: Stefano Dubini

Simona Sodini, Torino Women: “Per me sei stato semplicemente vita”

Simona Sodini lascia il calcio giocato dopo 24 anni di una carriera incredibile e forse unica in italia: la sassarese, che ha disputato 11 stagioni nel Toro, appende gli scarpini al chiodo all’età di 39 anni. Questo il suo messaggio di addio al cacio pubblicato sui suoi oprofili social network:

Ebbene sì, dirlo e’ difficile ma credo che la cosa più importante è sapere dentro di te che quando arriva ti sentì pronta … ti senti serena e addirittura orgogliosa di farlo, ADDIO CALCIO GIOCATO .

Sono stati 24 anni della mia vita direi emozionanti , unici per me , nel bene e nel male come in tutte le cose , i pro e i contro ma dannatamente fantastici .
Ho iniziato che avevo poco più di 5 anni è sempre e solo con i maschietti del mio quartiere perché ancora le squadre femminili non esistevano , poco dopo si ma non smisi mai di fare gli allenamenti sia con la squadra femminile (woman sassari ) che con i maschietti del mio quartiere il LATTE DOLCE .
Libertà , divertimento , passione e amore per questo sport da allora fino ad oggi … e così sarà sempre anche se non da calciatrice .
“Per me sei stato semplicemente VITA .
Per te mi sono allontanata dagli affetti più cari per andare sin da ragazzina a giocare in altre città , tu non mi hai fatto mancare niente perché TU sei stato davvero il mio più grande amore . Per tanti sei solo sport , io non sono mai riuscita a definirti così , sei stato sin da ragazzina piacere passione e lavoro anche quando non poteva esserlo perché non eri organizzato come ora .
Ti ho donato me stessa , sempre e comunque e non mi sono mai arresa , mi hai fatto cadere e rialzare , sei stato il mio compagno di vita .
Mi hai fatto crescere , diventare donna , mi hai insegnato a vivere e confrontarmi con la vita , ti devo tutto .
L ‘emozione ogni volta che indossavo gli scarpini , e si entrava in campo , attimo di adrenalina pura , il gol qualcosa che non si può descrivere , il tifo , le vittorie e le sconfitte .
Potrei stare ore a rammentare cosa sei per me , caro CALCIO … ti porterò con me , porterò con me ogni singolo momento di te oggi e sempre .
Ho dato , ho avuto , non so , forse ti ho dato più di ciò che ho ricevuto ma va bene così … e’ MIO ! “
Ciò che credo più mi abbia contraddistinto che sia stata sempre la mia personalità , quella personalità che mi ha fatto essere sempre me stessa , in ogni momento senza mai scendere a compromessi con niente e nessuno . Ma questa sono io .
Ringrazio ogni singola persona che ha incrociato il mio cammino , nel bene e nel male , perché mi hanno comunque insegnato qualcosa .
Ringrazio tante giocatrici , tante compagne di avventure e nel mio piccolo credo di aver lasciato tanto .
Ringrazio tutti gli allenatori che mi hanno allenato , da tanto ho davvero imparato molto da altri meno ma sono comunque stati importanti . In primis ROSARIO AMENDOLA , a cui devo devo dire grazie infinite , con lui ho capito cosa significa dare e fare quel qualcosa in più laddove ancora non esistevano le organizzazioni delle società professionistiche , ancora prima di tutto hai stimolato in me quel qualcosa che ti porta a migliorare sempre , e sicuramente un grazie lo meriteresti da tante giocatrici .
E grazie soprattutto come uomo , compagno , marito , per avermi sempre sostenuto , sempre consigliato e aiutato , e grazie a te se dopo la prima gravidanza sono rientrata in campo da atleta vera , in un campionato di serie A . Grazie di cuore .
GrAzie alla mia famiglia , che mi ha sempre supportato e aiutato nei momenti difficili , a mio padre perché se sono diventata calciatrice e grazie a lui .
Grazie a tutte le società ,
IO ringrazio : TORRES , ATTILIA NUORO , ATLETICO ORISTANO , MILAN , FORONI VERONA , MONTI DEL MATESE BOJANO , TORINO, RIVIERA DI ROMAGNA , INTER, LUSERNA , CUNEO , JUVENTUS.
“E ora caro mio siamo ai saluti , non sono mai stata di tante parole , ho sempre preferito i fatti , ti lascio con un nodo alla gola perché mi mancherai da morire , ti lascio da calciatrice ma non ti lascerò completamente , ora e’ tempo di regalare segreti e piccole astuzie alle più giovani , di trasmettere la mia esperienza alle piccole giocatrici del futuro , ho creato la mia scuola di perfezionamento proprio per non abbandonarti MAI !!!
Ciao amore mio , Simona Sodini ti saluta .
GrAzie CALCIO .
LA TUA #SS10
 
Credit Photo: Facebook Simona Sodini

Bologna: Open Day alle porte, le parole dei tecnici Enrica Bassi e Tommaso Poggi

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Tempo di Open Day in casa Bologna. Le emiliane aprono le porte ad aspiranti giovani calciatrici, vogliose di entrare nella famiglia rossoblù. A  Casteldebole domenica 5 settembre, dalle 18:00 alle 19:30, al Centro Tecnico “N. Galli”, stage per le atlete nate dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2014. Ad aspettare sul campo le giovani calciatrici i tecnici dell’Under 12, Enrica Bassi , capitano della prima squadra bolognese, e Tommaso Poggi.

Queste le parole di Enrica Bassi, estremo difensore classe 1994,  reduce dalla cavalcata che ha portato ad un passo dalla Serie B le emiliane e da tempo è vicino alla crescita delle più piccole.
«Quest’anno sarà la mia prima stagione da allenatrice all’interno del Femminile, quindi sono molto elettrizzata per questa nuova avventura! I miei obiettivi principali sono due: cercare di avvicinare più bambine possibili a questo sport e l’occasione dell’Open Day è perfetta; e trasmettere loro la passione per il calcio che da 22 anni mi accompagna sempre sui campi da gioco. È da quando ne ho 6 che sono portiere e la passione per il calcio è sempre stata qualcosa che ho avuto dentro di me, perché giocare mi rende felice e mi concede un momento di libertà all’interno della mia giornata. Per questo, durante tutti questi anni – tra scuola e lavoro – sono sempre riuscita a trovare il giusto tempo da dedicare alla mia passione. Il mio augurio è che anche le giovani riescano a vivere l’Open Day come un momento di felicità, magari trasformandolo nella loro passione con il passare degli anni».

A chiosare il capitano rossoblù anche Tommaso Poggi, classe 1985 entrato nel settore giovanile femminile nella stagione 2017-2018.
«Da quando sono entrato a far parte del Settore Femminile, di anno in anno ho notato un incremento di iscrizioni e constatare la crescita delle ragazze è sempre motivo di soddisfazione per noi tecnici. Anche quest’anno, la società ha deciso di aprire le porte e di far conoscere sempre più questo settore del Bologna, grazie all’organizzazione dell’Open Day. Vi aspettiamo numerose».

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