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Cortefranca, si dimette il Direttore Sportivo Germano Sessa

Il Cortefranca ha iniziato da qualche giorno a svolgere la sua preparazione in vista della sua prima stagione in Serie B da vincitore del Girone B di Serie C 2020/21 senza nemmeno subire una sconfitta.

La società si è rinforzata in tutti i reparti, ma allo stesso tempo deve dire addio ad una figura importante nella dirigenza franciacortina. Germano Sessa ha infatti rassegnato le dimissioni da Direttore Sportivo del club rossoblù. I motivi sono riconducibili ai disaccordi vari tra lo stesso Sessa con la società e il presidente. Dura così meno di due mesi il rapporto tra il dirigente ex Sedriano e Riozzese con le franciacortine.

Vedremo se nei prossimi giorni il Cortefranca annuncerà un nuovo DS.

Photo Credit: Facebook Germano Sessa

Fabiana Livio, Cittanovese: “Campionato? “È stata un’esperienza indimenticabile”

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La Cittanovese è un club calabrese al primo anno nel calcio femminile. La società giallorossa, capeggiata dal patron Rocco Guerrisi si è iscritta in questa stagione nel torneo di Eccellenza regionale. La squadra, che ha rilevato in parte il blocco che l’anno scorso militava nelle Gioese nel frattempo scomparsa, è stata guidata dal tecnico Giuseppe Spanò. A capitanare il team calabrese è stata, invece, la classe ’84 Fabiana Livio punta, con trascorsi nel calcio a 5, originaria di Reggio Calabria che abbiamo raggiunto per qualche battuta.

Fabiana nella scorsa stagione hai vestito la maglia della Gioiese. Che campionato è stato quello passato? E come avete vissuto il periodo di stop?
“Si tratta della mia prima esperienza di calcio a 11, non è stato semplice adattarsi a questa nuova realtà, gran parte dell’organico me compresa proveniva dal mondo del futsal, ma con l’aiuto reciproco, la perseveranza e i consigli di Mister Spanó si è creato un team competitivo che ha messo in difficoltà anche le squadre più consolidate. Alcune giocatrici sono state convocate per far parte della selezione della Rappresentativa per il torneo delle Regioni. Purtroppo l’emergenza covid ha interrotto il nostro sogno sul più bello, un epilogo duro da accettare per tutti”.

Poi la nascita della Cittanovese, quando è iniziato tutto?  Come era formata la nuova rosa?
“La collaborazione tra la Cittanovese e  Graziano Nocera, ideatore della Gioiese Woman, ha permesso di dare continuità al progetto di calcio a 11 avviato l’anno precedente. La rosa ha mantenuto gran parte degli elementi della compagine viola e si è arricchita di nuove giocatrici che hanno portato qualità all’organico. Alla guida tecnica sempre Mister Spanó”.

Come è stato ripartire in estate dopo la pausa forzata?  Come avete vissuto il nuovo stop invece?
“Abbiamo iniziato la preparazione con il massimo entusiasmo. È stato emozionante rimettere piede in campo e rincorrere il pallone. Mai ci si aspettava che da lì a breve sarebbe stata decretata una nuova sospensione. Ci è sembrato di vivere un incubo, ma ci siamo armate di pazienza, certe che saremmo ritornate in campo. Abbiamo continuato ad allenarci singolarmente e  impiegato questo periodo di stop per conoscerci meglio e rinforzare il gruppo tramite i social e le video call, vista l’impossibilità di incontrarsi. Il profondo legame che si è creato è stata la nostra forza durante questa stagione”.

Ad aprile finalmente il nuovo start. Quali erano gli umori e gli obiettivi?
“Inizialmente si respirava un po di tensione, si evitava di parlarne, ma ognuno di noi sapeva che correva qualche pericolo. Ad ogni modo abbiamo seguito scrupolosamente i protocolli anticovid e gradatamente distolto l’attenzione dai rischi legati alla ripresa. È stata più forte la voglia di giocare e di tornare alla normalità. Quanto agli obiettivi, la Società non ci aveva chiesto nulla se non di divertirci, ma sentivamo l’obbligo di onorare la maglia, per ringraziare la Cittanovese, che a differenza di altre società, che a causa della pandemia avevano deciso di rinunciare, ci aveva dato l’opportunità di partecipare al campionato, mettendo a disposizione le proprie risorse economiche e non solo. Vorrei fare un ringraziamento particolare ai dirigenti Ceravolo, Siciliano, Guerrisi e Proto e al magazziniere Andrea Giovinazzo, che ci hanno accompagnato con professionalità durante la stagione”.

Come è andato il campionato per voi? Soddisfatti della vostra prima stagione? Per te che stagione è stata per te?
Trattandosi della prima esperienza della Cittanovese, il bilancio non può che essere positivo. Un grande merito va al nostro Mister Spanó che ha saputo guidarci valorizzando le caratteristiche di ognuna di noi e trasmettendoci tranquillità e sicurezza. Ci siamo classificate al 3° posto, dimostrando il nostro valore anche nelle partite più dure, contro rivali più attrezzate, quali Cosenza e Coscarello. Abbiamo raccolto gli elogi da parte degli addetti ai lavori e suscitato l entusiasmo dei nostri tifosi. Per quanto riguarda in particolare la mia performance, ritengo di non essere riuscita ad esprimermi al meglio, venendo da un infortunio al menisco che mi ha obbligato all’intervento chirurgico a pochi mesi dall’inizio del campionato. Ho dato in ogni caso il massimo, stringendo i denti, ci tenevo ad esserci”.

Come hai trovato il livello del campionato? Ci sono giovani che si avvicinano a questo sport in Calabria?
“Il calcio femminile calabrese è un movimento in espansione, purtroppo ancora si dà maggior risalto alle compagini maschili e le risorse economiche non sono sufficienti. Tra l’altro la pandemia ha rallentato il processo di crescita. Ad ogni modo sono sempre di più le ragazze che si appassionano a questo sport e decidono di militare in una squadra femminile”.

Quali saranno i ricordi di questa stagione?
“È stata un’esperienza indimenticabile. Ho avuto il piacere di conoscere delle ragazze speciali, umili e genuine, che mi hanno trasmesso i valori del sacrificio, della lealtà e dell’amicizia. Anche se ero la più grande, mi hanno insegnato tanto. Resteranno sempre nel mio cuore come ricordi indelebili, le risate nello spogliatoio, le corse in macchina da Reggio per non arrivare in ritardo all’allenamento, le uscite al di fuori del campo, ma soprattutto ricorderò per sempre il giorno in cui fui scelta come capitano della squadra. Un’iniezione di fiducia che mi ha dato la forza di affrontare questa stagione per me non iniziata nel migliore dei modi visto l’infortunio. Sapere di avere la fiducia delle compagne e dello staff mi ha aiutato tantissimo. Siamo una grande famiglia”. 

In ottica futura quali sono i programmi in casa Cittanovese? Rimarrai ancora con questa maglia?
“So che la Società vuole crescere e portare la femminile ad alti livelli. Vorrei essere parte integrante dei loro progetti, se è questo l’obiettivo”.

Joe Montemurro, Juventus: «Barcellona squadra migliore al mondo. È un passo avanti»

Joe Montemurro, ai microfoni di Juventus TV, parla della sconfitta per 6-0 in amichevole contro il Barcellona.

LA GARA
«Sapevamo che sarebbe stato difficile oggi contro la squadra campione d’Europa, forse la miglior squadra femminile nel mondo. Cerchi di fare il tuo gioco e ti apri così o magari ti difendi e non subisci gol. Noi abbiamo deciso di giocare, ovviamente ci sono stati errori tecnici che hanno fatto la differenza».

I GOL PRESI A FREDDO
«Molto complicato da quel punto di vista, poi dopo 20 minuti eravamo già sotto di quattro. Le ragazze hanno cercato di fare gioco, i ritmi sono diversi ma abbiamo trovato un po’ di difficoltà. Per noi è stato comunque un passo avanti».

Credit Photo: Juventus Women

Speciale Calciomercato – Weekend di movimento per le grandi. Si rivede qualcosa in B. Proseguono i cambiamenti nella terza serie

La prima delle grandi a piazzare un colpo nel corso del fine settimana è stata l’Inter Women. La formazione di Rita Guarino di arricchisce dell’innesto di Anja Sonstevold, difensore norvegese classe 1992.

Anche la Roma è alle prese con alcune operazioni di minore entità per rafforzare l’organico. La giovane attaccante slovena classe 2004 Nina Kajzba è una nuova giocatrice giallorossa. Andrà a rinforzare le fila della Primavera schiacciasassi di Fabio Melillo. Dalla capitale inoltre, registriamo una voce che ci ha riferito che Andrine Hegerberg non ha rinnovato col club capitolino e, di conseguenza, non è più una calciatrice della Lupa.

Si risveglia anche la Fiorentina Femminile che ufficializza l’ingaggio di Serena Ceci e svela l’arrivo (anche se da ufficializzare) del difensore ucraino Darya Kravets, proveniente dallo Stade de Reims.

Scendiamo in Serie B ora dove la Roma Calcio Femminile movimenta un po’ un mercato che è rimasto bloccato per diversi giorni. La squadra romana ufficializza il rinnovo con la propria capitana, Claudia Silvi, ed ha annunciato il colpaccio Noemi Manno, che l’anno scorso ha giocato sei mesi in Serie A con la Pink Bari e il resto della stagione con la neo promossa Pomigliano. Il Chievo Verona comunica di aver rinnovato il contratto di Stefania Dallagiacoma. Dall’altra sponda veronese arriva invece Linda Fenzi.

Scendiamo in Serie C ora dove l’Arezzo Calcio Femminile ha annunciato i rinnovi delle giovanissime Chiara Bove, Alessia Fratini e del portiere Alice Valgimigli. Non si ferma il mercato dello Spezia che accoglie Benedetta Felini e la slovena Marusa Sevsek. Molto attiva anche la Vis Civitanova che comunica il prolungamento contrattuale di Monica Silvestrini e accoglie, dalla Serie A, la centrocampista Nausica Costantini, ex San Marino Academy. Il Lecce Women ha individuato il nuovo portiere, si tratta della classe 2001 Milena Oppelt. Carlotta Gava passa dalla Permac Vittorio Veneto al Portogruaro. L’Orobica Bergamo ha ufficializzato il rinnovo con Marzia Visani ed ha un nuovo estremo difensore: si tratta di Federica Demarchi, ex CF Pistoiese. E proprio a proposito delle Orsette arancioni, è ufficiale l’approdo dell’attaccante Gaia Sitri, ex Primavera di Empoli e Fiorentina. Chiara Barbarino è una nuova attaccante del Pescara. Il Padova ha comunicato l’addio con Vanessa Stefanello. Colpo del Riccione Femminile che accoglie Alessia Lupoli proveniente dal Napoli. Giulia Colavolpe rinnova col Chieti. Anna De Zen e Giulia Fenaroli passano al Real Meda. Valentina Seveso e Giulia Gatti sono due nuove calciatrici del Fiammamonza. Chiudiamo con la clamorosa nuova che ci arriva da Cortefranca dove il Direttore Sportivo, Germano Sessa, si è dimesso.

Gaia Sitri, Pistoiese: la punta classe 2002 dall’Empoli approda alla corte di mister Nicoli

La Pistoiese cara al patron Giampaolo Bonacchi nella giornata di ieri ha piazzato un altro colpo in entrata. La squadra del confermato tecnico Mario Nicoli, per la prossima stagione in Serie C, ha inserito nel suo organico ancora una giovane interessante.
Si tratta della punta Gaia Sitri, classe ’02, giunta a Pistoia dall’Empoli con la formula del prestito.
Il club toscano, guidato dal direttore sportivo Stefano Barsotti, nei giorni scorsi aveva annunciato diverse calciatrici in forza alle orsette.
Vestiranno la casacca arancione Rossella Maroso, centrocampista  classe ’03, Rebecca Puddu, terzino classe ’02 Bianca Valoriani, centrocampista classe ’99, Elena Mannucci, centrocampista classe ’97, Silvia Schiavone, portiere classe ’02,  Giulia Cotrer, centrocampista classe ’99, Elena Dimaggio, esterno classe ’00, e  Marta Persichini, punta classe ’00.

Diana Matheson, la Canadese medaglia d’oro a Tokio, ha annunciato il suo ritiro dal calcio professionistico

Ha segnato il gol della vittoria per il Canada alla prima medaglia in assoluto nel calcio olimpico femminile.

“Rappresentare il Canada è stato il più grande onore della mia vita” ha dichiarato Diana Matheson annunciando il suo ritiro dal calcio professionistico dopo 18 anni di successi nella nazionale femminile Canadese.

Matheson è stata al centro dei più grandi trionfi del Canada, inclusa la conquista della medaglia di bronzo a Londra 2012 e Rio 2016. Ha anche fatto parte della squadra che si è classificata al quarto posto alla FIFA Women’s World Cup USA 2003, la migliore nazionale di sempre nelle prestazioni ufficiali mondiali.

Laureata a Princeton, ha collezionato oltre 200 presenze con la nazionale, segnando 19 gol e contribuendo con 25 assist. È stata una delle giocatrici più affidabili per il Canada e una volta ha stabilito un record giocando 45 partite internazionali consecutive ed è stata co-leader del Canada con 16 partite internazionali ai Giochi Olimpici.

Tra i tanti momenti per cui sarà ricordata in nazionale, spicca il gol vincente contro la Francia ai Giochi Olimpici di Londra 2012 che ha sigillato la medaglia di bronzo del Canada.

“Londra sarà sempre il mio viaggio preferito”, ha scritto Matheson per CBC Sports . “Non solo per quel gol contro la Francia, o per la medaglia, ma per tutto quello che è successo con quel gruppo di donne – e le donne prima di noi. Quando ho avuto modo di mettere la palla nella parte posteriore della rete contro la Francia, Ho preso la Maple Leaf sulla mia maglia per festeggiare, e l’ho afferrata perché quel momento era molto più grande della nostra squadra”.

Ha anche avuto una carriera di club di successo, che ha incluso la vittoria dei campionati nazionali di calcio del Canada con l’Oakville SC nel 2002 e il norvegese Toppserien nel 2012 con il Lillestrom.

Matheson è stata anche una delle prime canadesi a giocare in UEFA Women’s Champions League nella stagione 2009-10 e ha raggiunto la NWSL Cup nel 2016 con la Washington Spirit.

“Rappresentare la mia nazione è stato un grande onore e non posso credere che i miei giorni di gioco siano finiti”, ha annunciato Matheson su Twitter . “Sono così grato per tutte le persone incredibili che ho incontrato in ogni fase del percorso e per i fan canadesi per essere una parte così importante del viaggio. So che questo sarà un momento emozionante per me, ma sono davvero entusiasta per quello che verrà e per continuare a far parte della crescita del calcio femminile in Canada”.

“Diana ha avuto un impatto enorme sul programma della squadra nazionale femminile di Canada Soccer”, ha detto l’allenatore del Canada Bev Priestman.

“Non solo è stata una grande leader per questa squadra sia dentro che fuori dal campo, ma ha anche ispirato un’intera nazione durante la sua incredibile carriera. Il gol vincente ai Giochi Olimpici di Londra 2012 sarà per sempre un momento di svolta nella storia di questo programma. Le auguriamo tutti il ​​meglio per la sua prossima avventura”.

Matheson lascia un’orgogliosa eredità, che include una strada a lei intitolata a Oakville, poiché ha senza dubbio ispirato le giovani donne di tutto il Canada a perseguire il sogno di una carriera calcistica professionistica.

Fiorentina Femminile, Margherita Monnecchi, Martina Piemonte e Daniela Sabatino: “L’obiettivo è riscattare la passata stagione”

“C’è stata la possibilità di andare in prestito però mi è arrivata l’offerta di rinnovo dalla Fiorentina e ho voluto provare a continuare questa sfida. Perché riuscire ad allenarsi con un gruppo di livello come questo sicuramente è meglio rispetto ad una squadra di livello inferiore”. Da Roccaporena arrivano le parole di Margherita Monnecchi che ha rinnovato con la squadra gigliata nelle passate settimane. La giovane ex Primavera è stata una delle note positive della scorsa stagione ed è pronta per la nuova stagione: “ho deciso di accettare questa scommessa e vediamo come va. Il mio obiettivo è fare il massimo possibile. Io sono una calciatrice che gioca più per la squadra che per me stessa. Il singolo conta poco, preferisco più sostenere il gruppo. Se poi dovesse arrivare qualche goal meglio ancora, ma l’obiettivo primario è quello di fare bene e giocare alla grande. Sarebbe bello portare un trofeo a Firenze”.

La parola passa poi a Martina Piemonte. Anche l’attaccante ex Roma e Siviglia ha scelto di sposare il progetto viola rinnovando il proprio accordo per un altro anno: “dopo la mia stagione piuttosto sfigata tra Covid e il trauma cranico – dice l’ex giallorossa –, mi sento carica e pronta per giocare finalmente. Da quando sono ritornata dalla Spagna ho cambiato mentalità; alla fine dipende solo da noi dare il massimo. Siamo noi che entriamo in campo, il mister e lo staff possono aiutarci fino ad un certo punto e poi tocca a noi. La mia esperienza in Spagna mi ha fatto crescere tanto, mi sento maturata e pronta per aiutare la squadra. Panico? Mi sento fortunata ad averla come allenatrice. Essendo stata la miglior attaccante italiana posso solo imparare. Già mi ha fatto capire che devo attaccare di più la porta”.

Infine la parola passa alla bomber abruzzese Daniela Sabatino. Anche lei, come per le altre due, è arrivato il rinnovo di contratto. L’ex Milan e Sassuolo vestirà la maglia viola fino al 2023: “è un anno di riscatto. Sia io che la società vogliamo riscattare la scorsa annata. Sono una persona che ama le sfide ed è per questo che ho accettato il rinnovo. Ci sono le condizioni per far bene. La coach è stata una grande attaccante perciò può insegnarci molto. Dove si può arrivare è difficile dirlo, i conti li faremo a maggio ma noi vogliamo dimostrare che la Fiorentina è una grandissima squadra”, conclude l’attaccante viola.

Elena Linari, AS Roma: “È da queste partite che si costruisce la mentalità vincente”

Il Napoli e la Roma hanno disputato una gara amichevole per iniziare la preparazione alla nuova stagione di serie A. A deciderla è stata l’ex empolese Benedetta Glionna che al minuto 20 porta le giallorosse in vantaggio con un pallonetto.
Il difensore della Roma Elena Linari ha voluto esprimere la propria soddisfazione per questo ottimo inizio su Instagram.
 
È sempre importante partire col piede giusto. Buone sensazioni e una buona vittoria. Avanti così con tanta umiltà e grande determinazione. È da queste partite che si costruisce la mentalità vincente”.
 
Credit Photo: Pagina Instagram Elena Linari

Una lezione da imparare: la mancata medaglia d’oro degli Stati Uniti

L’attesa di vedere nuovamente sul podio la Nazionale Femminile degli Stati Uniti con la medaglia d’oro al collo era tanta. Soprattutto dopo i successi ottenuti alla FIFA Women’s World Cup 2019 in Francia e le vittorie nelle amichevoli in preparazione alle Olimpiadi.

Fin dalla prima partita a Tokyo, la Nazionale USA non ha brillato. Nonostante le difficoltà, ha raggiunto la semifinale dove poi è stata battuta dal Canada di misura. Nel complesso, un’amara medaglia di bronzo è stata portata a casa dopo la vittoria di 4-3 contro l’Australia.

In molti si sono chiesti perché la Nazionale ha fallito. Soprattutto tenendo conto che molte delle squadre nel top ranking erano fuori dall’Olimpiade. Sicuramente la pressione di vincere e diventare la prima squadra nella storia a vincere un Mondiale e subito dopo i Giochi Olimpici era tanta. Inoltre, è sembrato mancare qualcosa di più sentimentale. L’assenza della gioia del gioco e come se tutta quella chimica e complicità di squadra che c’era nel 2019 fosse ormai sparita.

Molti gli errori a livello tecnico e le opportunità mancate di concretizzare qualcosa. È stato frustrante per le giocatrici e i fans. Quando sei il numero uno al mondo devi entrare in campo dando il 100% perché se tu che hai da perdere qualcosa. La squadra opponente può solo fare del proprio meglio dando il massimo e sperare che possa essere abbastanza.

Ecco, forse qui la Nazionale di Vlatko Andonovski ha mancato tanto: nell’intensità di gioco. Inoltre, il coach ha sicuramente optato per avere più veterane in squadra rispetto ad avere nuovi ed emergenti talenti pronti a dare il massimo nell’essere messe alla prova di fronte agli occhi del mondo.

Nonostante ciò, una medaglia è arrivata. Sicuramente non quella del colore che tutti si sarebbero aspettati.

Credit Photo: Pagina Facebook di US Soccer

Elisa Pozzi: “Ottenere dei riconoscimenti, per le calciatrici mamme, sarà un ottimo traguardo!”

Capitana del Noviglio Ladies, Elisa Pozzi ha trascorso 22 anni ad inseguire un pallone tra oratorio e campi da calcio. Dopo alcuni anni nella F&A Pastrurago Femminile di Vernate, arrivano i primi successi: vincendo molti campionati giovanili. Poi arriva l’ Eccellenza, senza contare il titolo da capocannoniere. Fu cercata anche da squadre di un certo livello, ma i due allenamenti settimanali e la gara del weekend erano già troppo per chi come Elisa vuole affermarsi nella vita, divertendosi e dedicando sacrifici per il calcio e lo Sport, per mettere su anche una famiglia.

Ed è per questo motivo che Elisa Pozzi entra nella nostra squadra di “Campionesse nella vita”.

Il giocare a calcio ed essere mamma quanto è difficile, e come vedi la figura di “giocatrice mamma”?
Per una mamma è sempre difficile potersi ritagliare del tempo per sé stessa e fare sport, ancor di più lo è quando, facendo parte di una squadra, deve allenarsi in giorni e orari prestabiliti e star lontano dalla famiglia per la mezza giornata della partita.

Come riesci a gestire ed a portare avanti una vita parallela tra le due realtà?
E’ inutile negarlo, sono sacrifici! Oltre al lavoro (che fa parte della vita di tutti i giorni), devi trovare il tempo di allenarti per essere competitiva sia con le compagne ma soprattutto con le avversarie cercando però di non far mancare tempo ed attenzioni a marito e figli.

Quali garanzie, secondo te, hanno le giovani calciatrici (ad oggi ancora dilettanti), e non professioniste, che in Italia intendono avere un figlio?
Purtroppo credo nessuna garanzia! Una donna che decide di diventare mamma, sa che dovrà stare lontana dai campi per almeno 15 mesi (9 di gravidanza + 6 di allattamento). Poi, se lavorerà sodo, ci vorranno altri 3 mesi di SOLI ALLENAMENTI per tornare in forma. Non credo ci siano, attualmente, società disposte a tenere in carico calciatrici (quindi costi) senza poterle utilizzare per 2 stagioni circa.

Sarà soprattutto per questa penalizzazione che molte atlete devono scegliere tra la carriera e la gioia di crearsi una famiglia? Che consiglio daresti, oggi, a loro?
Una calciatrice professionista è consapevole che dal momento in cui decide di diventare mamma è come se avesse deciso di “appendere le scarpette al chiodo” (a meno che non decida di farlo giovanissima, in questo caso forse avrebbe ancora tempo per essere reinserita in squadra). Per quanto io ami giocare a calcio e sia felicissima di continuare a farlo tutt’oggi anche a 38 anni, non sceglierei la carriera calcistica se questa mi impedisse di creare una famiglia (scelta mia personale ovvio)

Se possiamo essere indiscreti: come sono state le prime settimane dopo la “lieta novella” che avresti avuto un figlio? E come hanno preso, della notizia, le compagne di gioco?
Io e mio marito avevamo deciso di cercare un figlio ma mai mi sarei aspettata che la ricerca finisse già il mese successivo! Prima di avere il risultato del test positivo, continuavo ad allenarmi e disputare le partite in modo regolare. Mi ricordo ancora il giorno in cui arrivai ad allenamento in “abiti civili” e senza il borsone, radunai il Mister e le compagne e comunicai loro la bella notizia. Dopo il primo momento di abbracci e congratulazioni iniziarono a realizzare che da quel momento la fascia sinistra doveva essere rimpiazzata. Quell’anno stavamo giocando benissimo, eravamo prime in campionato ed io ero particolarmente in forma. Ma come sempre accade “tutti sono utili e nessuno è indispensabile”, se la cavarono benissimo anche senza di me (rido). Io continuai a seguirle andando a vederle anche con la carrozzina.

Capita molto spesso, aimè, che le Società alla notizia che una sua atleta rimarrà bloccata dal campo, venga non solo messa da parte ma a volte esonerata, che ne pensi?
Anche se ci battiamo per equiparare il mondo calcistico maschile con quello femminile, ciò non sarà mai possibile. Un uomo, che diventa padre, perderà due allenamenti e una partita (forse), pertanto per lui e la Società cambierà poco o niente. Pensiamo che lo stesso accade anche nel mondo del lavoro: le donne devo scegliere tra la carriera o la famiglia, pochissime hanno la fortuna di poter avere entrambe, figuriamoci nello sport! Le società in questione tendono ad esonerare per non avere “pesi economici”… Lo fanno anche con chi subisce gravi infortuni, a maggior ragione per una gravidanza!

Quali consigli potresti dare alle tue colleghe, che vorrebbero affrontare questa stupenda gioia di creare una famiglia, ma forse sono ancora condizionate nella scelta di tali paure e/o preoccupazioni?
Questa è una cosa estremamente personale, io ho scelto con il cuore e ho messo al primo posto la famiglia… Poi sono stata fortunata, ho sempre giocato in squadre che mi hanno aspettata e accolta a braccia aperte al mio ritorno, per cui non ho mai rinunciato completamente al calcio.

L’imminente riconoscimento del calcio femminile italiano allo “status del professionismo” cambierà le visioni o i pensieri della donna calciatrice nel contesto di maternità?
Lo spero per le generazioni future, nell’immediato futuro non credo cambierà molto, ma se si riusciranno ad ottenere dei riconoscimenti per le calciatrici mamme sarà un ottimo traguardo!


Calcio Femminile Italiano  è sempre attento e sensibile alle dinamiche delle calciatrici, mamme ed atlete, e ci piacerebbe fare altre interviste analoghe, pertanto se vuoi metterti in gioco e ci contatti avremmo piacere di condividere con i nostri lettori la tua storia.

Scrivici a: info@calciofemminileitaliano.it
Come oggetto della mail: “Campionesse nella Vita”

 

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