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Al Grifone di Zena l’eFemminile 2021 con 4 turni d’anticipo

Due gare da recuperare e ancora due turni al termine dell’eFemmnile ma per il Genoa CFC guidato in console dalla player Elena Coriale la bottiglia è già stata stappata. Una  marcia trionfale quella del team ligure trascinato dalla campionessa in carica della competizione, già sul tetto dell’eFemmnile 2020 di FIFA 21 firmato Lega Nazionale Dilettanti, con la maglia della Sicula Leonzio Women. Elena “Hevnokat” Coriale porta in dote allo storico Club genovese numeri da capogiro. La pro player di FIFA 21, a 4 giornate dal termine, ha infatti messo insieme 18 vittorie su 18 match realizzando la bellezza di 120 gol: soltanto 9 le reti al passivo. Ad oggi, il personale record è stato eguagliato e ci sono tutte le possibilità per superarlo ampiamente nei prossimi 4 match a disposizione. “Sono felicissima di essere riuscita a conquistare nuovamente il titolo e soprattutto – ha dichiarato Elena Coriale (nella foto) – di averlo fatto con la maglia del Genoa CFC che ringrazio immensamente per la fiducia ed il supporto. Ringrazio anche i miei procuratori Pro2Be Esports, che mia hanno accolta nella loro grande famiglia e sostenuta in tutto. Quando il Genoa mi ha contattata per rappresentare la società in questo torneo – ha aggiunto – mi ero posta due obiettivi: vincere e battere il mio record personale. Ho dato il massimo per portare a termine entrambe queste sfide, ed essere riuscita a mantenere la parola data a 4 giornate dal termine del torneo rende tutto ancora più soddisfacente. Sono contenta di aver conquistato il titolo per la seconda volta e di aver avuto la possibilità di continuare il mio percorso di crescita, ora testa ai prossimi obiettivi!”. In attesa della premiazione ufficiale prevista per sabato 26 giugno 2021 nell’head quarter della GTZ Distribution, brand authenticator di Nike, Adidas e Puma, la Lega Nazionale Dilettanti rivolge in tutte le sue componenti, i più calorosi complimenti al Genoa Cricket & Football Club per il titolo conquistato e per il “triplete” sfiorato in questa disciplina. Per il Genoa eSports, infatti, dopo il successo nel primo campionato eSerie A di Pes e nella seconda edizione dell’eFemmnile di Fifa, è arrivato il secondo posto nella final eight maschile del torneo Fifa, sconfitto in finale dal Benevento.

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Hege Riise, coach della Nazionale Femminile Inglese, ha annunciato la lista delle giocatrici che porterà al Torneo Olimpico di Tokyo

La selezione include 15 giocatrici dell’Inghilterra, 2 scozzesi e una del Galles. Nessuna atleta dell’Irlanda è stato chiamato a rappresentare gli UK alle Olimpiadi.

“Sono a mio agio che la selezione che abbiamo fatto sia un grande gruppo di giocatrici che parteciperanno alle Olimpiadi. Questo è ciò che stiamo pianificando. Se sogni in grande, è ancora meglio raggiungerlo. Penso che tutti sappiamo che abbiamo poco tempo per essere la migliore squadra del mondo, ma affronteremo questa sfida e faremo del nostro meglio può.” ha affermato coach Hege Riise che è attualmente in carica per l’Inghilterra fino a quando l’allenatore olandese Sarina Wiegman non subentrerà a settembre. Difatti, ha sostituito Phil Neville, ora all’Inter Miami, che originariamente avrebbe dovuto gestire il Team GB.

“Questa è stata la decisione più difficile che abbia mai preso, rispetto a tutte le nazioni, grandi giocatrici tra cui scegliere. Speriamo di giocare sempre meglio insieme e speriamo alla fine di poter dare il nostro meglio e vedere fino a che punto arriviamo con questo.
Questo è il più grande torneo della storia e farne parte mi rende orgogliosa. Sono così felice per le ragazze che sono state selezionate e speriamo di andare a Tokyo per realizzare qualcosa che tutti sogniamo”.

Portieri: Karen Bardsley, (Manchester City e Inghilterra), Ellie Roebuck (Manchester City e Inghilterra)
Difensori: Millie Bright (Chelsea e Inghilterra) Lucy Bronze (Manchester City e Inghilterra), Rachel Daly (Houston Dash e Inghilterra), Steph Houghton (Manchester City e Inghilterra), Demi Stokes (Manchester City e Inghilterra), Leah Williamson (Arsenal e Inghilterra)
Centrocampisti: Sophie Ingle (Chelsea e Galles), Kim Little (Arsenal e Scozia), Jill Scott (Manchester City e Inghilterra), Keira Walsh (Manchester City e Inghilterra), Caroline Weir (Manchester City e Scozia)
Attaccante: Lauren Hemp (Manchester City e Inghilterra), Fran Kirby (Chelsea e Inghilterra), Nikita Parris (Lyon e Inghilterra), Georgia Stanway (Manchester City e Inghilterra), Ellen White (Manchester City e Inghilterra)

Riserve: Sandy MacIver (Everton e Inghilterra), Lotte Wubben-Moy (Arsenal e Inghilterra), Niamh Charles (Chelsea e Inghilterra), Ella Toone (Manchester United e Inghilterra)

Numeri da “record” per la Primavera Femminile della AS Roma

La Primavera femminile della Roma, dopo due scudetti consecutivi in campionato e ben tre finali al titolo di campione d’Italia, raccoglie negli ultimi tre anni dei numeri da “record”. Riuscire a rivincere è una cosa difficilissima ed è frutto di una mentalità che le ragazze di Fabio Melillo hanno acquisito e che le porta a fare partite e campionati di questo tipo.

I numeri parlano chiaro : 33 vittorie di fila.

Dal 14-10-2018 al 29-05-2021 si sono giocate 51 gare, con 48 vittorie (zero sconfitte) e 3 pareggi. Nel mondo del calcio è qualcosa di eccezionale, la Roma Primavera non pareggia una partita da aprile 2019, la finale scudetto di Coverciano contro l’Inter.

Nel femminile è sicuramente un “record”, se comparata al maschile ancora di più. Ancora più eccezionale il numero di reti messe a rete: 257 segnate, e solamente 17 subite.

Potrà anche essere un caso, ma nutriamo dubbi sulla sola questione di fortuna, ma questi numeri da capogiro farebbero gola a tantissime altre società sia italiane che internazionali.
Una squadra “super” composta da ragazze, appunto, eccezionali.

Il calcio femminile è una bellissima oasi del mondo del pallone in rosa, dove si gioca con un grandissimo senso di appartenenza ed uno spirito libero di spensieratezza e gioia, ed è bello che sia cosi.

Il sindaco di Roma: Virginia Raggi, dopo il successo della Roma femminile contro il Milan in Coppa Italia e del secondo titolo di campionesse delle capitoline, ha voluto salutare e ringraziare entrambe le formazioni di questi strepitosi risultati direttamente in Campidoglio: ed è stata una grande festa!

Ma cosa succederà ora? Il trend positivo non potrà durare per sempre, quindi bisognerà lavorare molto sulla squadra, anche perché potrebbero esserci delle partenze oppure dei nuovi arrivi e pertanto si spezzeranno pure i ruoli fino ad ora trovati in formazione.

Sicuramente la società è pronta a questo e saprà valorizzare al meglio il suo enorme bagaglio di queste ragazze. Molte saliranno, oltre a quelle che sono state utilizzate, in massima serie; altre potranno ambire in alto, ma questo “record” sarà certamente molto duro da battere.

Staremo a vedere, quello che è certo che continueranno a farci sognare, non solo per la Roma ma per l’intero movimento femminile del quale tutti noi dovremmo sempre essere orgogliosi.

Grazie ragazze!

Sara Colzi, Responsabile settore femminile Pontedera: “Mi aspetto un mercato movimentato. Per migliorare servono programmazione e confronto”

“Parlando in generale, con l’arrivo dei procuratori nel calcio femminile che hanno messo le mani su diverse calciatrici, mi aspetto un mercato con molti spostamenti tra una squadra e l’altra. Le società dovranno essere brave a pescare atlete che siano confacenti ai rispettivi progetti tecnici. Per quanto riguarda il Pontedera spero di convincere tante giocatrici che il progetto che stiamo sviluppando è un’opportunità per loro”. Esordisce così Sara Colzi alla nostra domanda su che tipo di sessione di mercato si aspetta per la prossima estate. L’ex calciatrice e allenatrice della Fiorentina Femminile Primavera è da poco entrata a far parte del Pontedera divenendone responsabile del settore femminile. Nel suo palmares vanta una promozione in Serie A col Firenze ed una Coppa Italia da calciatrice. In seguito ha vinto due tornei Arco di Trento alla guida delle giovani viola. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci spiegare cosa vede nel futuro di questo movimento e anche per raccontarci qualcosa di lei. “Offriamo concretezza e l’opportunità vera di crescere, di migliorarsi e trovare le proprie soddisfazioni sotto tutti i punti di vista – ci dice parlando delle sue idee per il settore femminile della sua nuova società –, senza fare promesse che non possiamo mantenere. Trasparenza e lealtà. Sono sicura che restano valori vincenti”.

Da poco lei ha assunto questo incarico al Pontedera. È un ruolo nuovo per lei?
Potrebbe sembrare ma alla fine no, perché già nei miei anni da allenatrice delle squadre Primavera, prima al Castelfranco e poi alla Fiorentina, dovevo gestire gruppi molto eterogenei, perché la categoria Under 17 non c’era ancora e quindi si svariava dalla quattordicenne alla diciannovenne che magari già si era affacciata al gruppo della prima squadra. Gestire tutto tenendo conto delle differenze di età e di attitudini tra le varie giocatrici non è semplice ma è fondamentale. E questo si impara dalla teoria ma anche dalle esperienze sul campo. Mio compito sarà anche quello di selezionare uno staff tecnico all’altezza per le varie squadre che stiamo completando. Io sarò una sorta di Jolly che farà da raccordo tra la prima squadra e le altre squadre, ma sarò all’occorrenza presente in prima persona anche sul campo.

Cosa l’ha spinta ad accettare?
Il Pontedera mi ha dato una buona dose di carta bianca dopo aver verificato che le idee di base collimano. Credo che, per poter crescere, il calcio femminile abbia bisogno non soltanto di buone giocatrici, di allinearsi alle realtà estere più evolute, di ampliare i numeri delle praticanti ma anche e soprattutto di una buona programmazione dell’attività, degli obiettivi e delle strategie. Occorre lavorare in accordo tra la prima squadra e il settore giovanile per dare modo e strumenti a tutte le ragazze di avere un domani la possibilità di fare l’esordio in prima squadra, che rappresenta l’obiettivo di ogni giocatore.

Lei è stata una calciatrice molto rappresentativa per l’entroterra toscano, c’è un ricordo del periodo in cui giocava a cui è particolarmente legata?
I ricordi sono tanti. Di certo la promozione in serie A col Firenze e la relativa festa. In quella stagione segnai anche tanto e quasi esclusivamente in trasferta, diverse doppiette. Poi l’anno dopo in serie A, feci doppietta in casa alla Torres in un 2-2 combattutissimo. Subito dopo arrivò la chiamata in Nazionale, per un o stage a Coverciano. Poi l’avventura non continuò per questioni anagrafiche, almeno così mi fu detto. Ma ho anche bellissimi ricordi dei tre anni alla Reggiana con Milena Bertolini. Per me erano i primi rudimenti veri di tattica. La Coppa Italia vinta, anche se non feci la finale perché ero infortunata. E come non dimenticare la stagione al Castelfranco, col doppio ruolo: giocatrice in prima squadra e allenatrice della squadra Juniores: nella partita decisiva a Lucca dovevamo vincere. C’era un nubifragio, prendemmo gol su una punizione dalla distanza. Poi nei minuti finali ribaltammo la situazione e mi ricordo la gioia dei mie due assist entrambi per giocatrici della Juniores subentrate nel secondo tempo. Fu una gioia quindi doppia. Non possiamo anche non ricordare l’anno fatto alla Scalese subito dopo la gravidanza, con Mister Ulivieri in panchina dove ottenemmo una salvezza in serie B che all’inizio sembrava molto difficile.

Per tanti anni lei è stata alla guida della Primavera Femminile viola, che ricordi ha di quel periodo?
C’era l’orgoglio e la consapevolezza di far parte di una grande realtà. Abbiamo lavorato tanto e in silenzio, lontani dai clamori e dai riflettori che, giustamente, erano tutti sulla prima squadra che si giocava il posto in Europa, scudetti e Coppe Italia. Ma anno dopo anno io col mio staff siamo sempre riusciti a creare dei bei gruppi di lavoro, e le soddisfazioni non sono mancate. Siamo arrivati più volte alle finali nazionali e anche a un passo dal giocarci lo scudetto. Due trofei Arco di Trento vinti a dispetto dei pronostici secondo i quali era difficile anche arrivare a giocarci la finale, e poi le finali vinte, in entrambi i casi contro le campionesse d’Italia della Roma. Autentiche battaglie culminate con il vedere le ragazze alzare il Trofeo. Ma al di la delle vittorie resta l’esperienza di essermi confrontata e aver visto da vicino come operano e come lavorano le grandi realtà italiane, Juventus compresa. E soprattutto quello di aver fatto provare gioie e speranze a tante giovani calciatrici. Ho sempre cercato di dare loro quello che a me, visti anche i tempi diversi, era mancato da giocatrice.

Recentemente c’è stata la finale Primavera Roma-Juventus. Cosa manca alla viola e alle altre per arrivare a quel livello?
La Fiorentina come società ha tutte le carte in regola per essere competitiva anche nel settore giovanile. Occorre attenzione, confronto, sintesi, far tesoro delle professionalità competenti di cui dispone. In questi anni molte risorse non sono state fatte fruttare come si poteva e come forse si doveva. La società si è illusa forse un po’, dal momento che partecipava alla Champions League, di essere una realtà già consolidata del panorama del calcio femminile italiano. Forse sarebbe stato più utile potenziare la struttura dalle fondamenta.

Chi sarà secondo lei l’anti-Juve della prossima stagione?
Fermo restando quanto detto sopra, e quindi le sorprese e i cambi di gerarchia potrebbero esserci, punterei forte sulla Roma che è in crescita sia a livello giovanile (il titolo Primavera lo dimostra) sia a livello di prima squadra dopo l’arrivo di una giocatrice tutta sostanza come Elena Linari, una che a Firenze hanno conosciuto bene, giocatrice capace di trascinare e dare l’esempio alle compagne. Ma sullo stesso piano metterei anche il Milan che oramai è arrivato a un passo dal centrare un grande traguardo, che sta costruendo una sua identità intorno a un tecnico carismatico e appassionato come Maurizio Ganz, e il Sassuolo, che oltre ad essere una realtà che ha come parola d’ordine organizzazione e basso profilo, ha un tecnico altrettanto umile ma preparato come Piovani; il fatto che siano riusciti a trattenere il fenomeno Bugeja nonostante le sirene che chiamano da ogni dove la dice lunga sulla serietà della società e del progetto più di tante frasi fatte che si potrebbero dire.

Quali sono i suoi piani futuri, partendo ovviamente dal lavoro che farà al Pontedera?
Come ho detto prima, far crescere la società a trecentosessanta gradi, cercare di dare alle atlete gli strumenti tecnici per consentire loro di accrescere il loro bagaglio tecnico complessivo. Ho il patentino da allenatore Uefa A e sto completando anche il corso da osservatore a Coverciano. Non solo solita fare voli con la fantasia, conosco una sola ricetta, che adottavo anche da giocatrice: lavorare tanto per continuare sempre a crescere e cercare di non farmi mai trovare impreparata. È la mentalità che vorrei estendere a tutto l’ambiente. Ma con Mister Ulivieri è come sfondare una porta aperta, e la sintonia è totale su questo. E anche la dirigenza, come ho già detto, ha gli stessi valori come punto di riferimento. Un giorno, in un futuro non imminente, mi piacerebbe allenare una prima squadra importante, ma non ho e non ho mai avuto la smania di sedermi su una panchina a tutti i costi. Per prima cosa devo sposare un progetto, devo verificare la serietà delle persone e mi piace anche costruire dal basso.

Dal prossimo anno arriverà il professionismo in Serie A. Quanto è importante questo passaggio secondo lei?
Il professionismo è quello che abbiamo sempre inseguito quando da giocatrici studiavamo anche, e lavoravamo per mantenerci gli studi, e in aggiunta a tutto ciò la sera eravamo sui campi ad allenarci, il fine settimana eravamo in trasferta in un pullman con i libri al seguito per l’interrogazione o l’esame del giorno dopo. Senza le tutele che, come è successo a me, ti costringevano a rifiutare le proposte di squadroni come Torres o Tavagnacco, che allora erano le realtà principali del movimento, perché, sì la proposta di stipendio era anche buona, c’era l’alloggio compreso, ma come facevi se dovevi lasciare il posto di lavoro? Con tutte le incognite del caso… La questione importante è che il professionismo invece porta una serie di tutele, come i contributi, il sussidio per la maternità, tutele sanitarie e assicurative per cui giocare a calcio è assimilabile a un lavoro. Le giocatrici hanno così la possibilità di crescere sempre di più come atlete.

Attualmente sembra essere messo a rischio per via della crisi. Limitato solo alla Serie A. Cosa ne pensa?
Tutto è ancora in via di definizione, ma mi riesce difficile pensare allo status di una calciatrice che cambia tra professionista e non, solo in base al fatto che magari l’anno prima è retrocessa con la sua squadra o viceversa è stata promossa nella massima serie.

In conclusione le chiedo un commento sulla recente finale di Coppa Italia tra Roma e Milan.
Erano di fronte le due squadre che più hanno cercato di costruire passo dopo passo in questi anni, guidate da due tecnici a cui non si può insegnare molto, pur agli antipodi come esperienze pregresse perché Ganz arriva dall’aver calcato i massimi palcoscenici nel calcio maschile e la Bavagnoli ha visto tutto o quasi quello che c’era da vedere nel calcio femminile. L’equilibrio che c’è stato fino alla fine è stato il segno del grande livello e del rispetto reciproco che le due formazioni nutrivano per l’avversaria. La Roma ha così vinto il primo trofeo di prima squadra della sua storia, il Milan ci è andato vicino e il prossimo anno rappresenterà l’Italia in Champions con una consapevolezza in più.

Credit photo: Ufficio Stampa U.S. Pontedera

Giulia Ferrandi, Pomigliano: “La promozione? La dedichiamo al presidente”

C’è anche del sentimento nel fatto che il vostro presidente sia spinto dall’amore verso la figlia scomparsa.
“Quello è il motivo che ci spinge a fare ancora meglio, una cosa del genere se non la vivi non riesci neanche ad immaginarla. Il presidente ogni volta ci emoziona ricordando la figlia Angela, è stata la nostra guida per farci uscire sempre a testa alta. Di questa società colpisce la volontà di fare cose nel medio e lungo termine”.

Che ne pensa della possibile cessione del titolo sportivo della Florentia alla Sampdoria?
“Ho un’idea chiara, conoscendo Becagli so quanto ci tenga al movimento del calcio femminile. Secondo me non lascerà mai la sua società, ma è la mia personalissima opinione”.

C’è spazio per due squadre di Napoli in Serie A?
“Me lo auguro, sarebbe un bel segnale per il calcio femminile in Italia e in Campania. Avere due società in massima serie sarebbe un grande vanto. Non vedo l’ora di scendere in campo per il derby col Napoli”.

Credit Photo: Marco Montrone

 

 

Domenico Giugliano, Vis Civitanova: “Stiamo lavorando bene e dovremo essere concentrate e cercare di giocarci la partita”

Torna in campo nel pomeriggio la Vis Civitanova squadra che nel girone C di terza serie è alla ricerca di punti salvezza per scongiurare la retrocessione. Le marchigiane saranno opposte però alla corazzata Arezzo, squadra ancora in corsa per il salto in Serie B. A parlare nelle ore scorse in casa rossoblù è stato il tecnico Domenico Giugliano. Questo il comunicato della società di Civitanova Marche capitanata da Sarah Lanciotti.
Finale di stagione intenso per la Vis Civitanova. Le ragazze di mister Domenico Giugliano sono impegnate in un altro match in trasferta contro un avversario di livello come l’Arezzo. Le toscane sono in serie positiva da turni, con due successi consecutivi, e sono in piena bagarre per i vertici della classifica. I numeri per la squadra granata sono rilevanti, 15 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte, con un reparto offensivo di gran livello, con 79 reti all’attivo, sorretto dal duo Ceccarelli – Razzolini. Le rossoblu vogliono comunque cercare di dire la loro, contro un avversario di spessore, per cercare di cogliere la salvezza.
Calcio d’inizio domenica 6 Giugno alle ore 15.00 al Campo Sportivo “Il Caggio” di Arezzo.
Le parole del mister Domenico Giugliano
“Ci troveremo di fronte una squadra importante però è normale che, essendo leggermente attardate dal Torres, potrebbero essere un po’ demoralizzate. Hanno comunque un organico di categoria superiore e non a caso occupano la terza posizione. Da parte nostra stiamo lavorando bene e dovremo essere concentrate e cercare di giocarci la partita come abbiamo fatto contro il Torres fino all’ultimo, consapevoli della forza dell’avversario, poi faremo i conti a fine partita”.

Eleonora Goldoni alla Juventus Women?

Negli ultimi giorni si è chiacchierato di un interesse da parte della Juventus Women nei confronti di Eleonora Goldoni, attaccante o centrocampista del Napoli. Ad oggi non sembra esserci riscontro di una trattativa tra la società bianconera e la calciatrice classe 1996, che tra l’altro si trova molto bene in azzurro come scrive in un suo recente post Instagram Napoli mi manca già, mancano i napoletani, i loro modi di fare e quell’affetto incondizionato...”.
La Juventus ad oggi non ha manifestato la volontà di ingaggiarla, ed è concentrata su altri profili nazionali ed internazionali che possano alzare il livello della squadra a livello europeo.

Francesca Papaleo, Cesena Femminile: “C’è delusione e amarezza per non aver raggiunto i miei obiettivi personali e di squadra”

Francesca Papaleo ha giocato all’inizio della stagione nella massima serie con la maglie dell’Hellas Verona in Serie A e a gennaio è scesa in Serie B e vestire la divisa del Cesena. Questo è il commento lasciato sui social dall’attaccante di Bordighera.

Sono passati diversi giorni dalla fine del campionato e di questa stagione strana…sento il bisogno di mettere un punto a questo anno e prendermi ancora del tempo per riflettere.
È stato un anno lungo e difficile, il virus ha complicato il tutto, ma anche un anno che mi ha portato in due città bellissime, che mi ha fatto incontrare delle compagne di calcio che sono diventate amiche e alcune sorelline…alla fine mi sento fortunata per aver potuto continuare a fare quello che amo senza mai fermarmi!
Voglio ringraziare l’Hellas Verona Women per avermi dato la possibilità di giocare nella Serie A e il Cesena FC Femminile per avermi fatto sognare di rivincere la B.
Purtroppo non è andata come volevo, sono molto ambiziosa e ho ancora un po’ di delusione e amarezza per non aver raggiunto i miei obiettivi personali e di squadra.
Siamo sempre chiamati a dimostrare, ripartire, lottare e io continuerò a farlo finché sentirò quel brivido dentro di me con accanto il pallone…
Ora ho bisogno di staccare, ma state tranquilli, mi fermo solo a ricaricare le pile.
 
Photo Credit: Facebook Francesca Papaleo

Il Paris Saint Germain vince il titolo D1 di Francia

Il Paris Saint Germain è riuscito a rompere l’incantesimo e trionfare in D1 francese: dopo 14 stagioni di vittorie dell’Olympique Lyonnais, le parigine sono riuscite ad imporsi e conquistare l’agognato titolo dopo una stagione combattuta testa a testa dall’inizio alla fine. 

A dimostrazione della lunga battaglia per lo scudetto, la vittoria decisiva è arrivata proprio all’ultima giornata, la ventiduesima: il PSG ha vinto contro il Dijion nel match di venerdì scorso rendendo ininfluente il risultato dell’Olympique Lyonnais contro il Fleury (larghissima vittoria, 8 a 0).

Si tratta del primo campionato della storia vinto dal Paris Saint Germain: nelle ultime edizioni arrivò sempre seconda, dal 2011 sono ben 8 le volte in cui si fermò sul gradino inferiore del podio. Un titolo arrivato a coronamento di una stagione pressoché perfetta: nessuna sconfitta subita e solo due pareggi, 83 i gol segnati, l’attacco migliore del campionato. 

Con questo titolo le parigine vanno ad arricchire il loro palmares di squadra, arrivando ad un totale di 4 trofei: il primo fu il campionato di seconda divisione, vinto nel 2001, in seguito le due Coppe di Francia nell’edizione del 2010 e del 2018.

Credit Photo: Pagina Twitter PSG_Féminines

Anna Bazzanini, Bologna: “La resilienza è stata sempre alla base di ogni nostro allenamento, trasferta, vittoria, sconfitta”

Il Bologna di mister Michelangelo Galasso oggi alle 15:00 presso il Campo Sportivo “Cardinaletti”, a Jesi (AN), sfiderà le padroni di casa Jesina nella gara valida per il 20° turno del girone C di Serie C con gara trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Lega Nazionale Dilettanti. Per le felsinee, capitanate da Enrica Bassi, a parlare nelle scorse ore all’ufficio stampa rossoblù è stata Anna Bazzanini, fisioterapista della Prima Squadra e dell’Under 17 del club emiliano. Queste le parole della stessa Bazzanini.
«Chi mi conosce sa bene quanto tengo a queste ragazze, vederle felici e fiere del percorso che hanno fatto mi rende orgogliosa del lavoro che svolgo ogni giorno: dalle fatiche delle domeniche lontano da casa alle lunghe giornate per crescere, inventarsi, ascoltarsi e lavorare insieme.  Gestire gli infortuni è sempre difficile, in modo particolare con ragazze che si mettono sempre a disposizione della squadra e che lottano per giocare ogni partita. Vederle serene è la prima cosa importantenon devono preoccuparsi di altro, se non lottare in questa difficile stagionela resilienza è stata sempre alla base di ogni nostro allenamento, trasferta, vittoria, sconfitta. Hanno creato un gruppo sinergicospeciale e, come dico spesso a qualcuna che si attarda con me per qualche trattamento o fasciatura, la loro forza è lunione. Comunque vada, come dice capitan Bassi, “Siamo in ballo, balliamo: senza paura, con il sole in faccia, il sorriso sempre sulle labbra e, aggiungo io, i sali in bocca ad alleviare la fatica».

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