Home Blog Pagina 3810

Ventesima giornata, le sfide del 5 e 6 giugno. Jesina-Bologna in diretta su Facebook

La ventesima giornata di Serie C, ventiquattresima nel Girone B, si aprirà domani alle ore 17 con l’anticipo Roma XIV Decimoquarto-Pistoiese (C). Domenica in campo tutte le altre squadre: si comincia a giocare dalle ore 11.30 con Triestina-Atletico Oristano (B) e Apulia Trani-Monreale (D), segue alle 14.30 Real Meda-Alessandria (A) prima delle rimanenti sfide in programma alle 15. Chiude Torino Women-Azalee (A) alle 16.

Il nuovo appuntamento in live streaming sulla pagina Facebook della Lega Nazionale Dilettanti è per Jesina-Bologna: la formazione rossoblu  all’esame dalle ragazze di Iencinella per mantenere la vetta del Girone C in coabitazione con la Sassari Torres, impegnata invece contro il Cella.

Nel Girone A la Pro Sesto si prepara a festeggiare al Breda contro il Genoa la promozione raggiunta domenica scorsa, giornata forse decisiva in chiave salvezza con lo Spezia contro il Pinerolo e il Caprera di scena a Ivrea. Nel Girone B le speranze del Trento di raggiungere il Cortefranca passano dalla sfida contro la SPAL, ancora invischiata nella lotta per non retrocedere che vedrà anche nel derby tra Portogruaro e Venezia una tappa fondamentale. Nel Girone D il Palermo a riposo “rischia” di vincere il campionato senza scendere in campo nel caso in cui il Chieti non riuscisse a battere il Pescara, match ball salvezza per la Ternana con un risultato positivo contro il Formello.

GIRONE A
Campomorone Lady-Speranza Agrate (arbitro Munfuletto di Bra), Independiente Ivrea-Caprera (Bassoli di Monza), Pro Sesto-Genoa (Spedale di Palermo), Real Meda-Alessandria (Manis di Oristano), Spezia-Pinerolo (Benevelli di Modena), Torino Women-Azalee (Frazza di Schio)

GIRONE B
SPAL-Trento (Martini di Valdarno), Padova-Permac Vittorio Veneto (Riahi di Lovere), Cortefranca-Le Torri (D’Agnillo di Vasto), Portogruaro-Venezia (Colella di Rimini), Brixen Obi-Isera (Saputo di Palermo), Triestina-Atletico Oristano (Sangiorgi di Imola) *riposa Unterland Damen

GIRONE C
Arezzo-Vis Civitanova (Amadei di Terni), Cella-Sassari Torres (Ghazy di Schio), Ducato Spoleto-Riccione (Pica di Roma1), Jesina-Bologna (Vittoria di Taranto), Filecchio-Aprilia Racing (Calzolari di Albenga), Roma XIV Decimoquarto-Pistoiese (Giordano di Palermo)

GIRONE D
Apulia Trani-Monreale (Giordano di Matera), Crotone-Sant’Egidio (Pizzi di Bergamo), Chieti-Pescara (Vai di Jesi), Res Women-Lecce Women (Leone di Avezzano), Ternana-Formello (Rossini di Torino) *riposa Palermo

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Sassari Torres: le parole di Giulia Redolfi, Chiara Russu e Antonia Peddio dopo il successo con la Vis Civitanova

Domenica scorsa la Sassari Torres ha continuato la sua marcia al vertice del girone C di terza serie. Le sarde hanno superato la Vis Civitanova battuta per 6-0, la squadra di mister Francesco Arca ha ora dalla sua un calendario non impossibile che separa la squadra capitanata da Valentina Congia dalla Serie B. Nelle ore scorse a parlare, all’ufficio stampa sassarese, del momento generale sono state Giulia Redolfi, Chiara Russu ed Antonia Peddio.

Giulia Redolfi, centrocampista lombarda classe 1997, è giunta in Sardegna a gennaio. Queste le parole della calciatrice a segno domenica, poco prima del 90′, contro le marchigiane della Vis Civitanova.
Nel primo tempo non siamo riuscite ad esprimerci al meglio in termini di gioco nonostante le tre reti realizzate. Nel secondo, invece, abbiamo avuto un po’ una svegliata e siamo riuscita a costruire qualcosina in più. Sono arrivati cosi altri gol e siamo contente di aver portato a casa la vittoria. Ora dobbiamo tenere la concentrazione alta anche se sulla carta ci danno tutti per favoriti e combattere sino all’ultima giornata; alla fine si vedrà. Sulla rete? Appena ho visto la distanza con il portiere ci ho provato con un sinistro da fuori ed è andata bene. Sono contenta per la rete e per la vittoria della squadra”.

A parlare poi anche Chiara Russu, centrocampista classe 2005, entrata a partita in corso e fondamentale con il suo assist alla seconda siglatura di Jelena Marenic  giunta a dieci minuti dalla fine.
Sono stati altri tre punti importanti utile per mantenere la vetta e continuare a seguire l’obiettivo di vittoria del campionato. Sono felice dell’assist per Jelena e spero di poter continuare cosi. In questa squadra sono la più piccola e sto piano piano imparando tante cose cercandomi di avvicinare piano piano al livello delle altre“.

Ai microfoni dell’ufficio stampa sardo anche Antonia Peddio, centrocampista sarda classe 2004.
“Si adesso pensiamo alla prossima passo dopo passo. Il campionato non è finito e dobbiamo ancora sudare. Nel primo tempo non abbiamo giocato molto bene ma nella ripresa è andata meglio, poteva andare diversamente ma siamo soddisfatte. Sono in un gruppo importante: so di essere giovanissima e prendo esempio dalle ragazze più esperte di questa rosa”.

Gianluca Petruzzelli, Torino Women: “Ora dobbiamo cercare di arrivare al secondo posto”

Il Torino Women ha espugnato il campo del Caprera pe 5-0, restando così secondo, insieme al Genoa, nel Girone A di Serie C.

A parlare al temine della partita è il tecnico granata Gianluca Petruzzelli: “Con il Caprera non era una partita scontata anche se i punti di differenza fra noi e loro sono tanti, però una trasferta lunga e impegnativa, dove vai a sprecare anche tante energie fisiche e mentali prima di giocare. La squadra ha approcciato bene, siamo subito andate in vantaggio con Favole su rigore che si è procurata lei stessa, abbiamo raddoppiato con Serna e i primi 45 minuti son finiti così. All’intervallo avevo un po’ paura dell’inizio del secondo tempo perché le energie venivano meno, faceva caldo, invece la squadra ha continuato a giocare. Abbiamo fatto altri tre gol, creando molte occasioni ancora”.

Ora per il Torino ha un obiettivo importante da centrare: Dobbiamo fare più punti possibili adesso e cercare di arrivare al secondo posto che diventa fondamentale, perché vuol dire che hai fatto un campionato di alta classifica e se chiudi secondo, per tutti è una cosa positiva”.

Photo Credit: Facebook Torino Women

Sara Tardini, Chievo: «Ci siamo unite e insieme siamo riuscite a prenderci la salvezza»

Intervistata in esclusiva dalla nostra redazione, Sara Tardini rivive la stagione delle ragazze gialloblu, con un pensiero anche sul suo futuro personale.

Partiamo dalla fine. Quanto è stata sudata la salvezza e quanto avete gioito per l’obiettivo raggiunto?
“È stata una salvezza durissima e bellissima. Siamo partite con altri obiettivi, è inutile negarlo, ma per una serie di motivi ci siamo ritrovate a dover fare i conti con questa situazione di classifica. Non era affatto facile, ma abbiamo messo da parte ogni pensiero negativo, ci siamo unite e insieme siamo riuscite a prenderci questa salvezza fondamentale.”

Da dove ripartire per la stagione dell’anno prossimo?
“Dalla fine, sicuramente. Dallo spirito che abbiamo messo in campo e dalle convinzioni che abbiamo raggiunto. Possiamo fare bene e ce lo meritiamo.”

Da 2 anni al Chievo. Che ambiente hai trovato?
“Si è appena concluso il mio secondo anno qui al Chievo. Ho trovato un ambiente bellissimo e delle compagne fantastiche. Spero possa iniziare anche un terzo anno che ci porti sempre più soddisfazioni.”

Con quali compagne di spogliatoio hai legato di più?
“Mi trovo bene con tutte le compagne. Come è normale che sia con alcune si lega di più e con altre di meno, ma stiamo tutte molto bene insieme.”

Cosa diresti a una giocatrice per convincerla a venire in gialloblu?
“Basterebbe poco: chi non vorrebbe sentire tutte le sere la risata pacata di Salaorni? Stare in spogliatoio con Rachele Peretti che – se va bene – nasconde le ciabatte; o con Pecchini che spruzza il bagnoschiuma? Per non parlare del mancino magico di Zanoletti, il colpo di testa di Chiara Mele, i pallonetti di Vale Boni, la delicatezza di Salimbeni…solo per citarne qualcuna. E poi chi resisterebbe alle fasciature (anche ai polsi) della nostra “fisio” Marica Usvardi?”

Da mezzala preferisci compiti difensivi o provare a spingerti in avanti per segnare?
“Mi piace molto spingere e giocare in avanti, ma negli anni penso di essere migliorata molto anche in fase difensiva. Una mezzala deve saper fare al meglio entrambe le fasi.”

Nel 2017 ultima chiamata in Nazionale. Punti a ritornarci prima o poi?
“La Nazionale è sempre un sogno, averla raggiunta per qualche raduno mi dà tanta consapevolezza, anche se sono cambiate molte cose dal 2017. Non so cosa mi riserverà il futuro, al momento è molto difficile ma il lavoro paga sempre. Quindi, mai dire mai.”

Ringraziamo Sara e il Chievo Women per la disponibilità.

Credit Photo: Pierangelo Gatto 

Fran Kirby vince ancora il FWA Women’s Footballer of the Year

Con 25 gol e 18 assist in questa stagione finora, Fran Kirby riceve il premio FWA Women’s Footballer of the Year del 2020/21, dopo averlo già vinto nel 2018. Per la 27enne è stato un anno brillante al Chelsea sia a livello Nazionale in FA che in UEFA Women’s Champions League. Un trionfo di spirito e duro lavoro, soprattutto dopo la scorsa stagione dove alla giocatrice era stata diagnosticata una pericardite e le possibilità di tornare a giocare come professionista non erano certe.

Il presidente della sottocommissione femminile della FWA Jen O’Neill ha dichiarato: “In un’epoca in cui così tante questioni e opinioni nella società sono divise e divise, è una testimonianza della personalità e dell’atteggiamento di Fran nei confronti del gioco, così come della sua abilità tecnica, abilità di finitura spietata e stile di gioco disinteressato, che unisce appassionati di calcio e professionisti dei media allo stesso modo. Aver superato una grave condizione di salute e tornare in una forma così frizzante è ammirevole e stimolante. Diverse giocatrici, incluse molte delle suoi compagne di squadra del Chelsea, sono state eccezionali in una superba stagione WSL, ma ci sono spettacoli più gioiosi nel calcio di una Fran Kirby sorridente, in forma e di nuovo in campo”.

Ogni anno, la vincitrice del premio femminile viene scelta da una giuria di oltre 30 esperti di calcio femminile.
Al secondo posto in classifica la vincitrice del Golden Boot della WSL Sam Kerr (Chelsea), al terzo Chloe Kelly (Manchester City), seguita poi da Sam Mewis (Manchester City), dalla vincitore del Golden Glove Ann-Katrin Berger (Chelsea), Lauren Hemp (Manchester City) e la vincitrice dell’anno scorso Vivianne Miedema (Arsenal).

Credit Photo: https://www.chelseafc.com/

Virginia Riva, Cortefranca: “Sono contenta di far parte di uno dei gruppi più forti della Serie C”

Il Cortefranca ha vinto in casa dell’Atletico Oristano per 6-0, consolidando così la vetta del Girone B di Serie C. Tra le marcatrici che hanno segnato domenica alle sarde c’è anche Virginia Riva, attaccante classe ’92 e arrivata quest’anno alla corte franciacortina. La nostra Redazione ha raggiunto Virginia coi nostri microfoni.

Virginia cosa vuol dire per te essere un’attaccante?
«Non importa il ruolo, l’importante è metterci tutto».

Qual è la rete più bella che hai realizzato?
«Non è stato un bel gol ma sono contenta di averne fatto uno in Serie A, alla Fiorentina. perché io non sono una giocatrice particolarmente forte. Sono discretamente brava come altre mie coetanee nulla di più. È la grinta che mi ha portato fino a lì. È la dimostrazione che con la forza di volontà si può arrivare lontano. Se sai palleggiare bene, non basta. Se hai un bel tiro o il fisico giusto, non basta. Ma se hai più grinta dell’avversario quello sì che ogni tanto basta».

Com’è stato il tuo percorso calcistico?
«Sono cresciuta con tanti fratelli e gioco a calcio da sempre. Ho iniziato nelle giovanili del Fiammamonza, poi sette anni di Speranza Agrate finché non mi ha chiamato l’Orobica in B per il primo vero salto di categoria».

Delle esperienze passate qual è quella che hai avuto dei ricordi piacevoli?
«Vincere la Serie C Regionale con l’Osio è stato fantastico, ma la vittoria più importante è stata la B con l’Orobica!».

Cosa ti ha portato quest’anno ad accettare il Cortefranca?
«Per colpa del Covod-19 io e tante altre siamo rimaste senza squadra, posso solo ringraziare il Cortefranca per avermi fatto entrare in questo gruppo e il mister per la fiducia. Il nostro mister è un grande: è stata brava la società a prenderselo. Per me nel femminile, nelle categorie più basse, non è ancora scontato trovare una persona competente che possa insegnare calcio. Spesso qui è solo la passione che fa andare avanti le cose. Lui è stata la piacevole sorpresa di quest’anno! Mi sta aiutando tanto a gestire i momenti della partita e sfruttare le occasioni, senza foga».

Dalla prima partita siete al comando, da imbattute, del Girone B di Serie C: avresti immaginato di fare un percorso del genere?
«Conoscevo già delle compagne di squadra, sapevo il valore di questa rosa. Poi dopo i primi allenamenti ho capito che non solo potevamo vincere ma avevamo l’obbligo di provarci. Quando il nostro capitano si è fatta male è stato il momento più difficile probabilmente. Perché Scarpe (Andrea Scarpellini, ndr) è una giocatrice fortissima, sopra di due categorie, faceva sembrare facile tutto! E con lei in campo ci sentivamo imbattibili. Stava giocando davvero bene e sappiamo quanto ci tiene a questa promozione. Ci ha chiesto la Serie B, e noi lavoriamo ogni giorno per vederla tornare in campo nel campionato che merita».

In questa stagione hai segnato attualmente otto gol: qual è per te la rete che ti è rimasta nel segno?
«Sono contenta perché quest’estate pensavo di rimanere senza squadra mentre adesso faccio parte di uno dei gruppi più forti di tutti e quattro i gironi della C. I gol sono importanti ma quel che conta è vincere. Peccato che abbiano fermato la coppa Italia, potevamo provare a vincere anche quella».

Parliamo della partita di domenica contro l’Atletico Oristano: gara sulla carta difficile, ma alla fine è arrivata una vittoria netta.
«Siamo scese in campo con la grinta che ci contraddistingue. Ci mancano due finali e stiamo dando tutto e di più».

Dopodomani riceverete Le Torri: una gara che potrebbe essere già decisiva per il vostro campionato.
«Sono mesi che giochiamo gare decisive. Siamo imbattute e nonostante questo abbiamo ancora avversarie vicine: ti fa capire il valore del nostro girone e l’importanza del nostro percorso».

Secondo te qual è la squadra di Serie C che ti ha sorpreso di più?
«Non saprei. Mi ha sorpreso la vittoria della Pro Sesto nell’altro girone con tanti punti di vantaggio. Perché scontrandoci con loro in coppa Italia non mi sembravano pronte per un salto del genere, sono molto giovani. ma ho qualche vecchia compagna lì e sono contenta per loro».

Dove può arrivare il calcio femminile lombardo?
«Delle realtà che conosco in Lombardia ci sono solo cinque squadre: noi, la Pro Sesto, il Real Meda, le Azalee e la Speranza Agrate. Capita che siano realtà fragili, come lo stesso Osio che poi è fallito. C’è ancora tanto da fare».

Cosa ti aspetti dal tuo futuro?
«C’è solo un pensiero adesso, vincere questo campionato. Noi vogliamo vincere, chiudere imbattute e regalarci una gioia che ci siamo sudate e che meritiamo, perché siamo forti».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Cortefranca Calcio e Virginia Riva per la disponibilità.

Photo Credit: ASD Cortefranca Calcio

“Bigger Better Freestyler”: oggi torna Rebeka Vértes

Il calcio femminile ha stupende interpreti sul piano tecnico, con un’eleganza sopraffina ed un’educazione del piede sublime. Se uniamo queste caratteristiche a delle freestyler professioniste di tutto il mondo esce fuori Bigger, Better, Freestyler; il nuovo simpatico progetto targato Calcio Femminile Italiano volto a valorizzare il calcio femminile attraverso il mondo del freestyle. Abbiamo coinvolto freestyler da tutto il mondo pronte a stupirci con le loro giocate ed i loro trick con l’obiettivo di sensibilizzare più gente possibile a questo magnifico sport dando prova che il calcio non è uno sport per soli maschi. Bigger, Better, Freestyler è la più grande freestyle challenge mai messa in piedi, coinvolgendo giocatrici da tutto il mondo che inoltreranno la nostra sfida a tutte le loro colleghe andando a creare una vera e propria rete mondiale.

La protagonista del video di oggi è ancora una volta Rebeka Vértes. Nonostante abbia solo 19 anni, Rebeka è molto sicura delle proprie abilità ed è una delle poche freestyler del suo Paese, l’Ungheria. Tifosa della Nazionale Ungherese Femminile, Rebeka spera che la carriera di freestyle le possa permettere di affermarsi in questa disciplina. Il suo video è disponibile sul nostro canale Youtube.

Diego Tarini, Bologna: “Ora ci attendono due trasferte insidiose poi lo scontro con l’Arezzo”

Domenica scorsa il Bologna ha superato nel testa-coda della diciannovesima giornata del girone C di terza serie il Ducato Spoleto. Le rossoblù si sono imposte per 8-0 tenendo la testa del raggruppamento alla pari con la Sassari Torres. a quota 49 punti. Al termine della gara, sul 4-0 sino ad un quarto d’ora dalla fine, a parlare all’ufficio stampa delle emiliane è stato il tecnico Diego Tarini. Queste le parole del vice-allenatore delle bolognesi, collaboratore fidato di Michelangelo Galasso.

“Andiamo avanti di partita in partita continuando a viverci questo primo posto. Vogliamo rimanere li continuando a fare bene con il nostro gioco, indipendentemente da quello che fanno sugli altri campi. Con il Ducato Spoleto mi è piaciuto l’approccio alla partita determinato e buono a differenza dell’andata dove avevamo fatto più fatica da questo punto di vista. Il gruppo è molto unito e lo si nota da come si cercano anche dopo i gol, questa è davvero una bella squadra. Ora abbiamo due trasferte insidiose con Jesina e Pistoiese prima della gara interna contro l’Arezzo. Per noi giocare fuori casa è sempre un pizzico più complicato perchè sul nostro campo possiamo esprimerci davvero come vogliamo. Fuori casa dobbiamo invece adattarci alle diverse situazioni. Di sicuro però la gara più dura sulla carta è quella con l’Arezzo”.

Maggio incorona le vincitrici, la Juventus e la Roma si dividono il bottino

Il mese di Maggio ha portato a termine la lunghissima stagione iniziata l’ottobre scorso, colpi di scena, certezze e record illuminano già la prossima stagione.

31 giorni di passione e partite determinanti, mese che ha visto scendere in campo le atlete dal primo all’ultimo giorno, o quasi. Apre il sipario la Serie A con le ultime quattro giornate, la Juventus alla ricerca del record di imbattibilità e davanti a lei, in ordine, passano Florentia, Napoli, Roma e Inter. Quella contro il Napoli, dopo aver vinto contro le spiruline per 6 a 1, si rivelerà fondamentale per agguantare matematicamente lo scudetto consecutivo numero quattro. Anche Roma e Inter si arrendono alle campionesse d’Italia consegnando così alle juventine il cappotto in campionato con 22 vittorie su 22 partite, risultato che entra di diritto nei record dello sport, mai nessuno come loro.

Nelle sfide parallele il Milan si aggiudica la qualificazione in Champions nella sfida chiave contro l’altra contendente, il Sassuolo; La Roma si ferma in quinta posizione, superata di un punto dalla Fiorentina. La classifica continua in ordine con Empoli, Florentia (Penalizzata di un punto), Inter, Hellas Verona e Napoli, chiudono la classifica San Marino Academy e Pink Bari che salutano la Serie A con l’ambizione di tornarci presto.

Finite le ultime quattro giornate, con campionato archiviato, va in scena la Coppa Italia, Milan e Roma in finalissima giocata al Mapei Stadium di Reggio nell’Emilia. Partita chiusa e molto difensiva con il terrore degli spazi scoperti, brividi da entrambe le parti ma alla fine 120 minuti non bastano per decretarne la vincitrice. La lotteria dei calci di rigore, dopo tre errori del Milan ed uno solo della Roma, consegna a quest’ultima la attesissima coppa, alzata al cielo e festeggiata davanti al primo pubblico in tribuna dopo il periodo di stadi chiusi per via della pandemia, una vera festa nella festa.

La stagione è ufficialmente giunta al termine, tanti gli addii ma dal prossimo anno le nuove stelle in entrata, le giovani promettenti e le campionesse affermate daranno vita ad un nuovo ed imperdibile campionato, con data fissata per la ripartenza ad Agosto.

Arianna Criscione, portiere e Sponsorship Manager al Paris-Saint Germain: “Bisogno di più donne con la passione di lavorare nel calcio”

Nata in California, Arianna Criscione è una calciatrice italo-americana e portiere al Paris-Saint Germain. Ma questo non è l’unico ruolo che ricopre per il club francese. È anche Sponsorship Manager che le permette di svolgere una dual career dentro e fuori dal campo. Arianna è cresciuta negli Stati Uniti dove ha giocato al college per UCLA (University of California, Los Angeles) e Boston College, dove ha conseguito una laurea in comunicazione. Nel 2009 si è trasferita all’estero in Italia alla Sassari Torres Calcio dove ha vinto 3 Campionati Italiani di Serie A, 1 Coppa Italia e 4 Supercoppa Italiana. Inoltre, tra il 2011 e il 2014 ha militato nella Nazionale Italiana Femminile.

La sua straordinaria carriera cosmopolita come portiere l’ha portata a giocare in Francia per Saint-Etienne(2015/16) e US Saint Malo (2017/18), FI Fart (2016) in Norvegia e Kungsbacka DFF (2016) in Svezia. Inoltre, nel 2019 si è laureata presso The FBA – The Football Business Academy e attualmente sta lavorando al suo FIFA – Diploma in Club Management.

Quali sono i momenti più memorabili che hai vissuto al college a UCLA e Boston College?
A UCLA, ero molto vicina alle mie compagne di squadra, eravamo molto competitive e la competizione faceva parte della nostra vita. Ero un atleta di alto livello e le persone all’università sanno quando sei un atleta, possono riconoscerti per il marchio sul tuo zaino o per la tua squadra. Mi sono sentita davvero unito con la squadra, molto supportata dall’università e dalla comunità.
Invece, l’esperienza al Boston College è stata diversa. Sono entrata in una bolla in cui le persone avevano già degli amici ed è stato difficile. Era una specie di ambiente instabile e non tutti erano così accoglienti o amichevoli. Boston è stata molto diversa per me ma nonostante tutte queste difficoltà ho imparato molto e sono cresciuta come persona, cosa che credo in realtà mi abbia aiutato a rimanere più a lungo all’estero perché ho avuto qualche difficoltà anche a giocare all’estero, soprattutto in Italia.

Hai vinto diversi Campionati Italiani con Sassari Torres e hai giocato anche per la Nazionale Italiana tra il 2011 e il 2014. Come è stata la tua esperienza in Italia?
Dal lato del club è stato molto difficile: mi sono sentita un outsider per molto tempo e probabilmente le diverse barriere culturali non hanno aiutato ad inserirsi nel club. Ma a Boston, avevo già imparato a giocare a un buon livello e staccare dalla squadra, quindi ho creato un giro di conoscenze e amicizie fantastiche al di fuori della squadra. Invece, mi sentivo molto meglio quando ero con la Nazionale Italiana dove avevo più amici e sono ancora in contatto con alcune di loro!

Cosa è successo alla Nazionale italiana dopo il 2014?
Ho avuto un grave infortunio
quando ho giocato in Francia per il Saint-Étienne e in realtà una settimana dopo ho scoperto che l’Italia mi aveva convocato. Ho dovuto dire loro che non potevo farcela. L’anno successivo, mi hanno chiamato di nuovo una volta che il mio infortunio era guarito, ma al momento non ero in un club perché ero tra trattative tra club. In Italia, non ti portano in campo a meno che tu non sia legato a un club e quindi non ero idonea a giocare. Ho provato a chiedere di firmare delle deroghe o di pagare un’assicurazione perché volevo solo tornare in squadra. Ma non potevano farlo a causa della situazione legale e non essere stata in grado di tornare a giocare per la Nazionale o non poter mettere me stessa nuovamente alla prova, è stato davvero straziante.

Chi era il tuo idolo quando da piccola?
Tutta la prima squadra della Nazionale Femminile degli Stati Uniti della Coppa del Mondo del ‘99. Ho davvero ammirato quelle donne e sono così grata di avere dei modelli femminili. Ma avevo anche 3 migliori giocatori e tutti erano uomini. Erano Michael Owen, David back e Fabio Cannavaro. Con quest’ultimo, attualmente sto facendo il programma di gestione della FIFA ed è così divertente pensare a me come una ragazza con una cotta per lui che finisce per essere nella stessa classe. Quando ho guardato l’elenco delle persone nella mia classe ho iniziato a urlare!

Nel 2007 ti sei laureata e successivamente ti sei trasferita a giocare in Europa. Hai mai avuto l’opportunità di tornare negli Stati Uniti per giocare?
Sì, quando giocavo in Italia ho avuto l’opportunità di fare provini per il Western New York. Purtroppo era l’anno delle qualificazioni europee e non potevo giocare contemporaneamente negli Stati Uniti. Ero davvero arrabbiata perché tutti conoscevano questo problema prima che facessi i provini, quindi ancora non capisco perché mi avrebbero portato lì. Questa è stata la mia prima e ultima esperienza negli Stati Uniti da professionista.

Hai dei rimpianti riguardo alla tua carriera di giocatore?
A volte penso che avrei voluto lasciare l’Italia prima ma siccome mi ritrovo a finire la mia carriera e quest’anno mi ritirerò giocando per il PSG, e si spera con un altro titolo, penso sia davvero difficile dire che non ho scelto la strada giusta. Penso anche che avrei potuto fare di più con l’Italia e per l’Italia. Ma sono molto contenta di come sia andata la mia carriera che è stata straordinaria e il calcio mi ha dato molto, quindi penso che sia anche sciocco lamentarsi di ciò che è accaduto o meno.

Alla fine dell’anno ti ritirerai dal calcio giocato. Come ti senti?
All’inizio ero così eccitata per questa estate, pensare non dover andare in ritiro pre-stagione per la prima volta. Tornerò negli Stati Uniti. visiterò la mia famiglia e passerò il tempo in spiaggia. Ma poi ho iniziato a pensare dopo aver perso la semifinale di UWCL “OK, questa è l’ultima volta che giocherò in Champions League; è l’ultima opportunità che avrò per vincere la Champions League”. Alcuni giorni sono più triste di altri e altri sono entusiasta dell’inizio di questo nuovo capitolo della mia vita. Ho intenzione di continuare a lavorare nel calcio femminile, in particolare sullo sviluppo e la struttura nella sostenibilità del calcio femminile. Ad esempio mi piacerebbe parlare con la Federazione Italiana (FIGC) per aiutarli a professionalizzare il gioco perché dalla mia esperienza personale di essere stata atleta in Italia e di aver giocato anche ad alti livelli, ho molto da dare e valore da aggiungere al calcio femminile. Spero di essere in grado di aiutare i club, le federazioni nazionali e le parti interessate creare questi progetti.

Raccontaci la tua avventura da doppia carriera come giocatrice e Sponsorship Manager al PSG.
Ho conseguito la mia prima laurea negli Stati Uniti, ma mentre giocavo nella divisione 2 in Francia non mi piaceva giocare lì. Mi sono sempre detta che avrei smesso di giocare a calcio quando non sarebbe stato più divertente o se fossi diventata troppo vecchia. Quindi, ho iniziato a cercare e transitare nel mondo del lavoro in Francia, ma ho capito che avevo bisogno di un Master per ottenere un lavoro. Ho finito per imbattermi nella Football Business Academy (FBA) in Svizzera. Grazie a questo e anche a uno stage al Benfica, ho ottenuto il ruolo di Project Manager per l’evento di calcio femminile freestyle tenutosi la sera prima della UEFA Women’s Champions League a Budapest 2019. Dopo il torneo, ho guardato quella partita e qualcosa dentro di me: “voglio davvero giocare di nuovo a calcio”. Il giorno dopo, mi sono ritrovata a sedermi accanto al direttore sportivo del Paris-Saint Germain durante l’evento. In seguito, ho ottenuto due contratti per giocare e lavorare al PSG.

Cosa pensi in generale dello sviluppo del calcio femminile in Europa?
Penso che la maggior parte dei paesi, la maggior parte dei club e in particolare le grandi organizzazioni come la UEFA, la FIFA e le singole federazioni membri stiano cercando di svilupparlo. A volte ci sono molte parole e non tutta l’azione che vorremmo, ma penso che almeno stia andando nella giusta direzione.

L’ambiente sportivo manageriale vede ancora una forte presenza maschile, soprattutto nel calcio. Oltre a giocare, ricopri anche la posizione di Sponshorship Manager al PSG. Che tipo di suggerimento vorresti dare alle donne che vorrebbero lavorare nello sport?
Il mio primo consiglio è di provare a inviare il tuo CV, per iniziare a parlare con le persone del settore, creare lapropria voce e rete di connessioni. Molte donne pensano che “oh non ero una grande giocatrice, non posso lavorare nel calcio” ma è così sciocco perché ci sono molti uomini che non erano bravi nel calcio che orahanno posizioni ai vertici nel calcio. Quindi questo non dovrebbe davvero essere un ostacolo e credo che abbiamo bisogno di più donne che abbiano la passione di continuare a lavorare nel calcio. Abbiamo bisogno di più ex giocatrici per lavorare nel calcio e non solo per diventare coach, perché allenare è un lavoro importante ma non è fatto per tutti. Inoltre, penso che a volte diamo la colpa ai club o alle organizzazioni per la mancanza di diversità, ma si non possono inventare posizioni se le donne non si candidano affatto. È molto importante aiutare le donne a capire questo e costruire fiducia nelle proprie capacità.

Grazie Arianna per il tuo tempo. Buona fortuna per un nuovo capitolo della tua vita!


Born in California, Arianna Criscione is an Italo-American football player currently playing goalkeeper at Paris-Saint Germain. But this is not the only role she covers for the French club. She is also Sponsorship Manager and carries out a dual career. Arianna grew up in the United States and played collegiately for UCLA and Boston College where she got a Bachelor’s in Communication. In 2009, she moved overseas to Italy and played for Sassari Torres Calcio where she won 3 Italian Championships in Serie A, 1 Coppa Italia and 4 Supercoppa Italiana. Between 2011 e 2014  she played for Nazionale Italiana Femminile.

Her amazing cosmopolitan career as a goalkeeper has taken her to play in France for Saint-Etienne(2015/16) and US Saint Malo (2017/18), FI Fart (2016) in Norway and Kungsbacka DFF (2016) in Sweden. Furthermore, in 2019 she graduated from The FBA – The Football Business Academy and is currently working on her FIFA – Diploma in Club Management

What are the most memorable moments that you have from your college life at UCLA and Boston College?
At UCLA, I was really close with my teammates and we were great competitors and competition was part of our life as young women. I was a top level athlete and people on campus know you’re an athlete, they can recognize you for the trademark on your backpack or your team sweats. I felt really united with the team and also really supported by the university and community.
Instead, the experience at Boston College was different. I went into a bubble where people already had friends and it was difficult. It was kind of a volatile environment and not everybody was so welcoming or friendly. Boston was very different for me but despite all of these difficulties, I learned a lot and I grew as a person, which I think actually helped me stay overseas longer because I had some difficulties also playing abroad, especially in Italy.

You have won several Italian Championships with Sassari Torres and you also played for the Italian National team between 2011 and 2014. How was your experience in Italy?
From the club side it was very difficult: I felt like an outsider for a very long time and probably, the different cultural barriers did not help fitting in the club. But in Boston, I had already learned how to be able to play at a good level and separate myself from the team so I created a really great network of awesome people outside of the team. Instead, I felt so much better when I was with the Italian National Team where I had more friends and I am still in touch with some of them!

What happened with the Italian National Team after 2014?
I had a major injury when I played in France for Saint-Étienne and actually a week after I found out what my injury was Italy called me. I had to tell them that I couldn’t make it to the camp. The next year, they called me again once my injury had healed but I wasn’t currently with a club because I was in between clubs. In Italy, they won’t bring you into camp unless you are tied to a club and so I wasn’t eligible to play. I tried asking to sign waivers or paying insurance because I just wanted to get back in the team. But they couldn’t do it because of the legal situation and not being able to go back or not be able to try to prove myself again was really heartbreaking. 

Who was your idol when you were little?
It was first the entire 99 Women’s US World Cup team. I really looked up to those women and am so thankful I had female role models. But I also had 3 top players and all were men. They were Michael Owen, David back and Fabio Cannavaro. With this last one, I am currently doing the FIFA management program and it is so funny thinking about me as a young girl with a crush on him ending up by being in the same class. When I looked at the list of people in my class I started screaming! 

In 2007 you got your Bachelors Degree and after that you moved to play in Europe. Have you ever had the opportunity to go back to the United States and play there?
Yes, when I was playing in Italy I had the opportunity to go try out for Western New York. Unfortunately, it was the year of the European qualifiers and I couldn’t play at the same time in the United States. I was really angry because everyone had known this issue before I did the tryouts so I still don’t understand why they would have brought me there. That was my first and last experience in the US as a pro. 

Do you have any regrets regarding your career as a player?
Sometimes I think I wish I would have left Italy sooner but as I find myself finishing my career and I will be retiring this year playing for PSG, hopefully with another title, I think it’s really hard to say I didn’t choose the right path. Also, I think I could have done more with Italy and for Italy. But, I’m very happy with how my career and I’ve had an amazing career and football has given me a lot, so I think it’s also silly to complain about what did or did no happen.

You’re going to retire at the end of the year. How do you feel?
At the beginning, I was so excited for this summer and I like not having to go into pre-season for the first time. I’ll be going back to the States and visiting my family and hanging out at the beach. But then I started to think after we lost the semifinals of UWCL “OK that’s the last time I’ll ever play in the Champions League; that’s the last opportunity I’ll ever have to win the Champions League”. Some days I’m sadder than others and other days I’m excited for this new chapter in my life to start. I plan to continue to work in women’s football especially on the development and structure in sustainability of the women’s game. For example, I would love to talk to the  Italian Federation (FIGC) to help them professionalize the games because from my personal experience of being a player in Italy and also playing at high levels, I have a lot to give and a lot of value to add to the women’s game. I’m hoping to be able to help clubs, national associations, stakeholder’s and federations to create these blueprints.

Tells us about your journey to have a dual career as player and Sponsorship Manager at PSG.
I went to school in the US where I got my bachelor’s degree, but while I was playing in Division 2 in France I just really wasn’t enjoying playing there. I’ve always told myself that I would stop playing football when it wasn’t fun anymore or if I got too old. So, I started to look and making the transition into the workforce in France and understood that I needed a Master’s to get a job. I ended up coming across the Football Business Academy (FBA) in Switzerland. Thanks to that and also an internship at Benfica, I got the role of Project Manager for the women’s freestyle football which happened the night before the UEFA Women’s Champions League in Budapest 2019. After the tournament, I just watched that game and something inside me I really want to play football again. The next day, I ended up sitting next to the sporting director of Paris-Saint Germain during the event. Later on, I got two contracts playing and working at PSG. 

What do you think in general about the development of women’s soccer in Europe?
I think most countries, most clubs and especially the big organizations like UEFA, FIFA and individual member associations are trying to develop it. Sometimes it’s a lot of words and not as much action as we would like, but I think at least it’s going in the right direction. 

The managerial sport environment is still “male dominant”, especially in soccer. Other than playing, you also cover the position of Sponsorship Manager at PSG. What kind of suggestion would you like to give to women who would like to work in sport?
My first advice is try sending your CV, to start talking to people in the industry and by creating your own voice and network. Women think that “oh I wasn’t a great player, I can’t work in football” but it is so silly because there are a lot of men that were not good at football who have top positions in the game now. So that really shouldn’t be a barrier and I believe we need more women that have a passion to continue and work in football. We need more former players to work in football and not just by becoming a coach because coaching is an important job that’s not made for everyone. Also, I think sometimes we blame the clubs or organizations for having a lack of diversity, but they can’t just invent positions if women do not apply at all. It’s really important to help women understand and start to build confidence.

Thank you Arianna for your time! Good luck on the next chapter of your life!

Credit Photo: UEFA

DA NON PERDERE...