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Juventus Women, Barbara Bonansea saluta Rita Guarino: “Grazie alla nostra coach e in bocca al lupo per il futuro”

Dopo i festeggiamenti per la vittoria del quarto scudetto consecutivo l’attaccante della Juventus Women Barbara Bonansea ha espresso tutta la sua soddisfazione sul proprio profilo Instagram.Un menzione speciale anche al tecnico partente Rita Guarino capace di spingere al massimo un grande gruppo.
“Le mani al cielo per noi, per tutti noi
Le cose incredibili succedono solo quando c’è un insieme di persone che lavorano sudano soffrono e gioiscono per lo stesso obiettivo.. grazie a TUTTI NOI ❣️
Una storia pazzesca ✨
Una giornata particolarmente emozionante.
Grazie alla nostra coach @ritaguarino11 e in bocca al lupo per il futuro” 💪🏻
#bb11 #juventus #calciofemminile #imbattibili
Credit Photo:Domenico Cippitelli.

Sul sito SGS attiva la sezione per l’autorizzazione per i tornei giovanili

In considerazione della ripresa delle attività sportive a livello territoriale, il Settore Giovanile e Scolastico comunica a tutte le società delle regioni italiane che all’interno del proprio sito web istituzionale è attiva la sezione dedicata ai Tornei giovanili: www.figc.it/it/giovani/tornei/tornei-nazionali-2020-2021/.
Nella pagina dedicata è disponibile l’elenco dei tornei Nazionali ed internazionali autorizzati, in fase di autorizzazione e non autorizzati con i relativi regolamenti.

Tenendo conto delle criticità rappresentate dalla situazione pandemica e dalla ristrettezza dei tempi a disposizione per le attività organizzative, ricordiamo che I regolamenti possono pervenire all’Ufficio Tornei della FIGC – SGS anche in forma non definitiva ai fini della pre-autorizzazioneovvero della pubblicazione della regolare richiesta presentata dalla società organizzatrice  di avvio dell’iter procedurale di autorizzazione. Tale pre-autorizzazione appositamente pubblicata nelle modalità sopra descritte consente la possibilità di promuovere il torneo in attesa della definitiva approvazione.

ALLEGATI

Credit Photo: FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio

Albulena Gashi, Portogruaro Femminile: “Abbiamo le qualità per salvarci, in Eccellenza non ci vogliamo tornare”

Credit: Portogruaro

Il Portogruaro ha vinto in casa per 6-1 su Le Torri, e riapre così le speranze di restare nel Girone B di Serie C. Tra le giocatrici che hanno segnato ieri c’è anche Albulena Gashi, centrocampista classe 2000 e uno dei pilastri della formazione veneta. La Redazione ha raggiunto Albluena coi nostri microfoni.

Albulena cos’è per te giocare a calcio?
«Giocare a calcio vuol dire per me amore, spensieratezza e felicità, entrare in un mondo tuo, senza pensare a niente».

E indossare la maglia del Portogruaro?
«Portogruaro è il luogo in cui sono nata e in cui vivo, e indossare la maglia che rappresenta la mia città è un grande onore».

In che modo è partita la tua passione per il calcio?
«Da piccolina andavo ogni sabato con mio papà a giocare con lui a pallone nel parco. Poi vedevo mio fratello giocare e ogni volta che lo vedevo allenarsi chiedevo a mio papà se potesse iscrivermi e alla fine ha accettato».

Com’è affrontare un campionato importante come quello di Serie C?
«Sicuramente è un campionato diverso e veloce, con squadre e giocatrici molto esperte, e che hanno una malizia sportiva in più. Non bisogna essere ingenui, perché ogni errore lo paghi. Se in Eccellenza c’erano partite scontate in Serie C ogni risultato è imprevedibile».

Durante la stagione sei stata fuori per un mese e mezzo a causa di un infortunio: quanto è stato difficile non aiutare, in quel periodo di assenza, la tua squadra?
«Tantissimo perché volevo essere in campo ad aiutarle. Il fatto di non dare un contributo alla squadra mi ha fatto star male».

Il tuo successivo ritorno in campo è stato importante: hai deciso le ultime due gare con l’Atletico Oristano e con Le Torri.
«Sono contenta, perché le mie compagne sentivano la mia mancanza: so di essere importante per la squadra».

Domenica hai fatto un gol in rovesciata: descrivici quegli attimi.
«Sono sempre stata una ragazza in grado di fare quelle invenzioni, perché mi piace tentarle. Ad ogni partita penso di lasciare il segno, e domenica non ho pensato di fare una giocata così. Quando la palla è arrivata a Ginevra (Spinelli, ndr), la quale ringrazio per avermi dato questo assist, e lei me l’ha messa in mezzo e mi sono detta “Questa è mia, faccio gol”, ho fatto la capriola all’indietro e ho visto solo con la coda dell’occhio se la palla sarebbe finita in rete. Le mie compagne, dopo il gol, erano gasatissime, io invece ero semplicemente contenta».

Il Portogruaro ha centrato una vittoria pesante con Le Torri, visto che ora è terz’ultimo.
«Ci ha fatto piacere, perché c ha permesso di dare respiro alla nostra classifica. Al termine della partita abbiamo festeggiato, ma ora dobbiamo pensare a scendere in campo per vincere e salvarci. Tra l’altro noi abbiamo creato un motto: “Fino alla Fine”, perché se non ci crediamo fino all’ultimo secondo, allora partiamo già battute. Abbiamo le qualità per farlo, e in Eccellenza non ci vogliamo tornare».

Tra tre giorni sfiderete il Permac Vittorio Veneto: match importante, perché la salvezza passerà anche da quest’incontro.
«Sarà una partita importante per noi e per la salvezza. Sarà un bell’incontro, perché ci conosciamo, visto che le abbiamo battute una volta in Coppa Italia. Il Permac è una bella squadra, ma anche noi lo siamo».

Secondo te chi vincerà il Girone B di Serie C?
«Penso che sarà il Cortefranca a vincere il campionato».

Come lo stai vedendo il calcio femminile veneto?
«Vedo interesse nelle squadre che si occupano di femminile, sia a livello di società che economico. Però alcune società hanno dovuto chiudere per numerosi motivi, come i costi per fare i tamponi o la mancanza di fondi per andare avanti. Sarebbe bello che in futuro ci possiamo dare tutti una mano».

Che persona sei fuori dal campo?
«Se in campo posso risultare fastidiosa, provocatrice, arrogante, la classica persona che “rompe le palle”, fuori invece sono un’altra persona simpaticissima, testarda, vera, che mi piace molto parlare e socievole con tutti. Lavoro in una tipografia a Bibione».

Quali sono i sogni che vorresti ancora realizzare?
«Dal punto di vista calcistico vorrei giocare nella nazionale del Kosovo. Poi personalmente vorrei fare delle esperienze e dei viaggi, conoscere tante persone e andare fuori dalla mia quotidianità».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Portogruaro Calcio Femminile e Albulena Gashi per la disponibilità.

Photo Credit: Andrea Nicodemo – Facebook ASD Portogruaro Calcio Femminile

Matilde Lundorf, Juventus Women: “Voglio il salto in Champions, amo Torino”

Appuntamento sull’account Twitter della Juventus Women con Matilde Lundorf per #AskLundorf: la danese risponde alle domande dei tifosi.

PROSSIMA STAGIONE
«Mi aspetto di giocare bene e di fare un balzo in avanti in Champions League. Quello è il nostro prossimo step».

CALCIO ITALIANO
«Qui il calcio è più tecnico e c’è molta attenzione ai dettagli, e naturalmente la lingua e la cultura diversa hanno reso più difficile l’adattamento. Ma tutti sono stati utili, quindi non è stato così difficile, ma è più una sfida che una difficoltà».

TORINO
«Penso che Torino sia così bella, adoro il Parco del Valentino, dove posso sedermi in riva al fiume e giocare a carte con le miei compagne di squadra e fare i picnic».

SE NON AVESSI FATTO LA CALCIATRICE
«Non ci ho mai pensato, ma di sicuro avrei praticato un altro sport perché non riesco a stare ferma, sono abbastanza attivo. Amo stare con le persone!».

GRUPPO
«È un bel gruppo di ragazze, tutte sono sempre sorridenti e aperte, ma molte ragazze nordiche mi hanno aiutato. Mi sento a casa con loro».

CARTOLINA DELLA STAGIONE
«Il momento in cui ho visto per la prima volta lo scudetto. È stato amore a prima vista. È il premio per tutto ciò per cui hai lavorato così duramente durante tutto l’anno».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Jansson grande eroina nel derby di Stoccolma: l’Hammarby piega il Djurgården 3-2

Sabato si è giocato il derby della città Stoccolma, match nel quale l’Hammarby è uscito vittorioso nonostante il Djurgården abbia pareggiato ben due volte. La protagonista è stata l’attaccante Emma Jansson siglando due reti su tre per la formazione del sobborgo di Södermalm.

Madelen Janogy ha aperto le marcature dopo soli sette minuti, segnando l’1-0 al Kanalplan Stadium. Ma il Djurgården ha risposto immediatamente con Elizabeth Addo. Dieci minuti dopo, Fanny Hjelm ha avuto l’opportunità di riconquistare il vantaggio per la squadra di casa, ma la centrocampista ha visto il suo tiro, su cross di June Pedersen, centrare in pieno il palo.

Il secondo gol dell’Hammarby è arrivato dopo la pausa. Frida Thörnqvist è entrata al 46′ sostituendo la marcatrice Janogy. Poco dopo, Thörnqvist è stata abbattuta nell’area di rigore del Djurgården dal portiere Kelsey Daugherty conquistando un rigore fondamentale. Emma Jansson si è presentata sul dischetto portando nuovamente in vantaggio l’Hammarby.

Ma il Djurgården – in estremo bisogno di tre punti – non si è arreso. Da un angolo, l’americana Hayley Dowd ha spinto la palla in rete segnando il 2-2. La partita ha oscillato avanti e indietro, così come il punteggio. La chiusura definitiva è arrivata all’82’, sempre con Emma Jansson. Dopo un cross dalla sinistra, Jansson si è liberata in area di rigore e ha segnato il gol vincente con una conclusione diretta.

La partita è finita 3-2 e ha significato la quinta sconfitta consecutiva del Djurgården.

Photo Credit: THERESE BACK / STELLA PICTURES

Silvia Piccini, Juventus Women Primavera: “Final Four era il nostro obiettivo”

Silvia Piccini, coach della Juventus Women Primavera, ha parlato a Juventus TV in vista della final four scudetto di Sassuolo.

PERCORSO
«Abbiamo vissuto solo metà della partite, ma ci reputiamo molto fortunate ad averlo fatto».

CRESCITA PERSONALE
«Credo di essere un’altra persona. Ringrazio chi mi ha dato questa opportunità e i mio staff».

FINAL FOUR
«Era l’obiettivo che ci eravamo date. Sono cresciute tantissimo da un punto di vista collettivo ed è cresciuta tantissimo la loro consapevolezza in questo. A parte l’atteggiamento, la differenza la farà la lucidità di scelta. ». 

PUNTO DI FORZA
«L’essere squadra. La consapevolezza del gioco di squadre nell’intenzione che ci mettono in ogni cosa che fanno.

PRIMA SQUADRA
«Se è uno stimolo? Assolutamente, vedere la meta fa sempre bene. Ma il viaggio è la cosa più importante. Ma bisogna lavorare, lavorare, lavorare». 

DIFFERENZE CON L’INIZIO DELLA STAGIONE
«Il percorso che abbiamo fatto è bellissimo, ce lo siamo goduti. Questo è un puntino di arrivo. Faremo del nostro meglio. Siamo sicuri di essere tutta un’altra squadra».

Credit Photo: Federico Fenzi

Vittorio Veneto, grande show al Paolo Mazza di Ferrara. Mister Zoni: “Abbiamo lottato, ma la Spal ha meritato la vittoria”

Domenica di grandi emozioni per Spal e Permac Vittorio Veneto, fiere di poter giocare al Paolo Mazza di Ferrara la 22^ giornata di campionato. Entrambe le squadre hanno cercato di onorare il momento e il luogo andando a caccia dei 3 punti, anche se le biancazzurre avevano ben due motivazioni in più: vincere in quel prestigioso campo e fare un passo in più verso la salvezza. Le tose hanno arrancato per i primi 45 minuti, riuscendo a recuperare parzialmente con una buona prestazione nella seconda metà di gara, ma non è bastato: le padrone di casa escono trionfanti con un magico 3-2 nella magica cornice di un magico stadio da Serie A.

Karin Mantoani, attaccante rossoblù, ha commentato la partita ai microfoni di Vittorio Veneto Calcio:
Abbiamo regalato un tempo. Nel primo non siamo riuscite a fare nemmeno due passaggi di fila, sbagliavamo ogni stop, ho sbagliato pure un rigore. Di questa partita salviamo solo il secondo tempo, ci abbiamo messo la grinta e il cuore per acciuffare il risultato ma non è bastato, perché le partite durano 90 minuti più recupero. Nel primo tempo è come se non fossimo entrate nemmeno in campo. Adesso ci aspetta il Portogruaro, avremo l’obbligo di portare a casa i 3 punti. Abbiamo ottenuto 4 sconfitte di fila, quindi cercheremo di fare punti. Il campo era bellissimo, è stata un’emozione giocare in uno stadio così e anche se vuoto, è stato veramente bello”.

Nonostante la gioia data dal giocare in quel campo meraviglioso, Mister Massimo Zoni ha dovuto analizzare la gara per capire cosa fosse andato storto soprattutto nel primo tempo, quando le sue ragazze non erano concentrate abbastanza. Meglio nella ripresa, ma rimane il rammarico di aver perso punti e peccato in fase di realizzazione:

Salvo sicuramente il secondo tempo come atteggiamento, come mentalità e approccio alla gara. Perlomeno abbiamo lottato e provato a riaprire la partita, pensavamo di avercela fatta poi invece ci siamo fatte del male da sole, come nel primo tempo. Loro hanno richiuso la partita e abbiamo trovato il 3-2 quando era troppo tardi. Del primo tempo salvo poco, non lo abbiamo affrontato nel modo corretto: abbiamo preso 3 legni, sbagliato un rigore e 2 pali. Sicuramente ho visto qualcosa di meglio rispetto a domenica scorsa, siamo una squadra giovane e siamo già salve, è difficile chiedere di più alle ragazze. Io mi aspetto comunque che ci siamo l’impegno giusto da qui a fine stagione. Abbiamo avuto la fortuna di giocare in uno stadio dove fino qualche tempo fa si giocava la Serie A, abbiamo la fortuna di goderci certe partite in certi ambienti e dobbiamo sempre onorare la maglia, oggi lo abbiamo fatto parzialmente. Bisogna dare merito alla Spal che sta lottando per la salvezza, si vedeva che giocavano con fame e con voglia. Facciamo a loro i complimenti, hanno meritato di vincerla”.

Elisa Bartoli, AS Roma: “Vincere aiuta a vincere … vogliamo conquistare il primo trofeo”

Elisa Bartoli, capitano della Roma, ha parlato in vista della finale di Coppa Italia Femminile contro il Milan, in programma domenica 30 maggio alle 20.30.

La partita è in programma al Mapei Stadium di Reggio Emilia ed è prevista una presenza di pubblico per il 20%. “Noi puntiamo molto sui nostri tifosi – le parole di Bartoli – Sappiamo che il pubblico di Roma sa essere molto rumoroso. Può essere il nostro dodicesimo uomo in campo. Mi auguro ci sia tanta gente a darci forza”.

Il fatto di aver superato la Juventus in semifinale può dare ancor più consapevolezza alle giallorosse: “Vincere aiuta a vincere – ancora Bartoli – Aver battuto le campionesse d’Italia fa morale e dà consapevolezza. Non dovremo sottovalutare nulla. Affrontiamo una squadra che è migliorata tanto a livello di gioco e tattico. Bisognerà lavorare sul dettaglio”.

La squadra di Bavagnoli ha trovato maggiore continuità negli ultimi mesi: “Sicuramente qualcosa è scattato dopo la Supercoppa. Quella partita ci ha dato forza. Dopo quell’occasione siamo diventate più ciniche, anche se il bel gioco c’era sempre stato. Ma nell’ultimo periodo siamo riuscite a finalizzare di più ed avere più fortuna, quella serve sempre. Abbiamo sempre lavorato e continueremo a farlo. Speriamo di avere quella fame che ci potrà permettere di conquistare questo primo trofeo”.

Un pensiero anche per la vicenda che ha riguardato Aurora Leone: “Io e le mie compagne abbiamo invitato Aurora ad allenarsi con noi, anche allo stadio. La cosa che mi viene da dire è che dispiace. Dopo un Mondiale in cui abbiamo fatto innamorare tutta Italia mi viene da pensare che siamo ancora lontane da tutto. Domenica, a prescindere da chi vincerà, daremo spettacolo e dimostreremo che le donne possono giocare. Non siamo meno di nessuno e possiamo far emozionare chi ci segue. Il sogno di giocare a calcio è di tutti, nessuno ce lo può negare”.

Credit Photo: Domenico Cippitelli 

Eleonora Goldoni, Napoli Femminile: “Ci abbiamo sempre creduto, la gente come noi non molla mai!”

Giorni di grande festa in casa Napoli Femminile, fresco di salvezza dopo una stagione complicata segnata da tanti infortuni e troppi punti lasciati per strada. Ha festeggiato come si deve anche la centrocampista azzurra Eleonora Goldoni, che in un post su Instagram ha voluto ringraziare la squadra per non aver mai gettato la spugna e per aver continuando a credere a quel sogno chiamato Serie A, realizzatosi proprio all’ultima giornata:

“Quegli ultimi minuti in cui chiedi all’arbitro quanto manca ogni 10 secondi, guardi le tue compagne e sai che ce l’hai quasi fatta, vedi fazzoletti girare in panchina per asciugare le lacrime che iniziavano a scendere. Nel frattempo in campo sta succedendo di tutto: da 2-0 a 2-2, un rigore fatto, uno parato, la gente che dai balconi sta seguendo anche l’altra partita ed esulta. Ecco il triplice fischio ed é veramente finita. Petardi, fuochi d’artificio e champagne ovunque. Questa è Napoli. Il momento di soffrire è andato e realizzi che abbiamo fatto l’impresa. A novembre quasi tutti ci davano per già retrocesse ma NOI abbiamo sempre creduto in questa salvezza perché la gente come noi non molla mai. GRAZIE NAPOLI, GRAZIE SQUADRA per questo incredibile viaggio! É proprio vero che il giorno dopo è ancora più bello. E che bello cazzo”.

Credit Photo: Napoli Femminile

Irina Talle, Juventus Women Primavera: “Dobbiamo giocare con il cuore. Non dobbiamo per forza vincere nel senso dei numeri, ma come squadra”

Irina Talle, giocatrice della Juventus Women, ha parlato in vista della final four che vedrà impegnata la squadra bianconera insieme a Roma, Florentia e Inter. Le parole a Juventus TV.

CARICA
«Da settembre, quando abbiamo iniziato questa storia, il nostro obiettivo era avere una squadra unita e arrivare a questo momento della stagione. Sarà una prova molto difficile, ci saranno delle difficoltà. Io sono carica e posso assicurare che lo è tutta la squadra. Possiamo giocarcela bene perché siamo un gruppo unito e dobbiamo fare quello che sappiamo: giocare come una famiglia, che poi è quello che per me è la Juve. È un’opportunità per migliorare e crescere».

STORIA PERSONALE
«Ho iniziato a giocare a 4 anni, nell’accademia Juventus di Toronto. Tre anni fa la Juve mi ha visto giocare qui ed è iniziato il trasferimento. Sto vivendo il mio sogno con le altre, non ho mai avuto un’esperienza così. Sono molto molto grata».


FINAL FOUR
«Dobbiamo giocare con il cuore. Non dobbiamo per forza vincere nel senso dei numeri, ma come squadra. Dare tutto per le altre e far vedere chi siamo. Possiamo fare 3, 5, 8 gol ma quando giochi insieme anche fare un solo gol va bene».

PRIMA SQUADRA
«Siamo molto vicine alla Prima Squadra, è una scala. A questa età stiamo diventando delle giocatrici davvero brave e questo è il nostro punto di arrivo».

Credit Photo: Federico Fenzi 

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