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In Spagna Associazione dei Club e calciatrici contro la RFEF

allenamento Real Madrid-Valencia
allenamento Real Madrid-Valencia

L’ACFF, l’Associazione dei Club spagnoli di calcio femminile ha appoggiato le calciatrici nella loro protesta contro il protocollo adottato per il calcio femminile. Le Capitane della Primera Iberdrola hanno già protestato attraverso comunicati e azioni sul terreno di gioco prima delle partite.
L’ACFF, nato nel 2015, con 77 membri tra diverse categorie del calcio femminile spagnolo, protesta per il ritardo nell’inizio del campionato e i problemi legati alla gestione della pandemia. L’obiettivo dell’associazione è la professionalizzazione e vuole evidenziare il punto di vista delle Capitane che non hanno ricevuto il giusto riscontro nelle riunioni con la RFEF, la Federazione del calcio spagnolo. Inoltre l’ACFF segnala che l’RFEF non si prende la giusta responsabilità nell’organizzazione che viene delegata alla volontarietà delle partecipanti. All’inizio infatti, l’unico obbligo era un test all’inizio del campionato, mentre in seguito l’RFEF ha fornito un numero limitato di test solo per le calciatrici, non per il personale tecnico, e quindi ad aiutare i club è stata LaLiga per realizzare un controllo quotidiano dello staff delle squadre e supplire le mancanze della RFEF.
Un altro dei problemi evidenziati è che non ci sono criteri univoci per rinviare o giocare una partita anche con lo stesso numero di casi positivi. La RFEF ribadisce che vuole garantire la salute e segnala in un lungo comunicato che ha fornito tamponi settimanalmente in modo gratuito, il CSD (Comitato superiore dello sport) ha ratificato il protocollo e che i rinvii sono dovuti a prescrizioni mediche o delle autorità competenti. Inoltre bisogna sottostare alle norme delle autorità locali, regionali e nazionali e soprattutto c’è una pandemia, motivo per cui se c’è una prescrizione medica o amministrativa, la Federazione è tenuta a sospendere la partita.
Le calciatrici chiedono però un criterio univoco e il cambio del protocollo per garantire una maggiore regolarità e continuità al campionato.

Photocredit: Valencia cf, Twitter

Si scrive Empoli-Juve, si legge spettacolo. Il Milan ospita l’Academy, Napoli a Firenze per cercare punti salvezza

Febbraio sarà un mese intenso e ricco di emozioni per le protagoniste della Serie A TIMVISION, attese nel giro di poco più di venti giorni da un doppio turno di campionato intervallato dal ritorno dei Quarti di finale di Coppa Italia TIMVISION e dal fondamentale match della Nazionale di Milena Bertolini, pronta a sfidare Israele nella gara che potrebbe regalare alle Azzurre il pass per gli Europei del 2022.

Questo fine settimana, prima di lasciare spazio agli impegni di coppa e alla missione Azzurra, i riflettori saranno puntati sulla 13ª giornata di Serie A TIMVISION, che si aprirà domani alle 12.30 con la spettacolare sfida tra Empoli e Juventus. Le due squadre, reduci dal pirotecnico 5-4 di una settimana fa, con le bianconere bravissime a recuperare un match che sembrava ormai perso, si affronteranno come da (loro) tradizione a viso aperto.

Le ragazze allenate da Alessandro Spugna hanno perso i 7 precedenti disputati contro le bianconere, ma in questa stagione sono state le uniche a dare del filo da torcere a Girelli e compagne fino al 90° inoltrato. Il tecnico punterà nuovamente sulla scatenata Glionna e sulla verve di Acuti e Prugna, le due calciatrici dell’Empoli che in carriera hanno segnato più di un gol alla capolista (per le statistiche Opta clicca qui).

La Juve, che oltre a Caruso e Galli dovrà fare a meno anche della danese Pedersen, ha vinto le ultime sette trasferte di campionato e potrebbe registrare la sua seconda striscia più lunga di successi esterni consecutivi nel torneo dopo quella di marzo 2018, quando vinse le prime nove.

Alla stessa ora a Bitetto andrà in scena la sfida tra Pink Bari e Roma. Le giallorosse stanno attraversando un ottimo momento di forma e con l’arrivo di Linari sono riuscite a sistemare la fase difensiva, blindando la porta difesa da Caesar e ottenendo due vittorie consecutive. In caso di nuovo successo, la formazione di Betty Bavagnoli tornerebbe a vincere tre match consecutivi in campionato a un anno di distanza dall’ultima volta. Alle 14.30 è fissato il calcio d’inizio di Hellas Verona-Florentia.

Domenica il programma ripartirà da Milan-San Marino Academy e Fiorentina-Napoli. Il primo match sarà caratterizzato dal duello tra Giacinti e Barbieri. L’attaccante rossonero, in termini realizzativi, nelle ultime tre stagioni di campionato è preceduta solo dalla bianconera Girelli (42 reti a 40), mentre la bomber del club sammarinese è la calciatrice che – insieme alla solita Girelli, anche lei a quota 5 – dallo scorso dicembre ha segnato più reti in Serie A TIMVISION. E se il Milan insegue i tre punti per rimanere in scia alla Juventus, anche il Napoli allo stadio ‘Bozzi’ cerca la vittoria che riaprirebbe definitivamente la corsa salvezza. Il terzo e ultimo posticipo inizierà alle 14.30 al ‘Ricci’ di Sassuolo, dove le padrone di casa ospiteranno l’Inter, alla ricerca della prima vittoria in A contro le neroverdi.

Per le designazioni clicca qui

Il programma della 13ª giornata

Sabato 6 febbraio – ore 12.30

Empoli-Juventus (diretta su TIMVISION e Sky Sport Uno)
Stadio Monteboro – Empoli (FI)

Pink Bari-AS Roma (diretta su TIMVISION)
Campo Comunale Antonucci

Sabato 6 febbraio – ore 14.30

Hellas Verona-Florentia San Gimignano (diretta su TIMVISION)
Sinergy Stadium – Verona

Domenica 7 febbraio – ore 12.30

Milan-San Marino Academy (diretta su TIMVISION e Sky Sport Uno)
Centro Sportivo Vismara – Milano

Fiorentina-Napoli Femminile (diretta su TIMVISION)
Stadio Gino Bozzi – Firenze

Domenica 7 febbraio – ore 14.30

Sassuolo-Inter (diretta su TIMVISION)
Stadio Comunale Enzo Ricci – Sassuolo (MO)

Credit Photo: Marco Montrone

Katja Schroffenegger, Fiorentina: “A Firenze per tornare a vincere. Il club merita…”

Parla così il portiere della Fiorentina Femminile Katja Schroffenegger all’edizione online di Repubblica Firenze:

Al Bayern Monaco, con Neuer tra i pali e Ribery in campo: “Li vedevo quando andavo a mensa perché non ci allenavamo nello stesso centro sportivo. Ho sempre seguito Ribery e adesso è bello averlo a Firenze, nel mio stesso club, e vedere le sue meraviglie in campo con la maglia viola”.

PROFESSIONISMO. “Soltanto quest’anno, alla Fiorentina, mi sono dedicata per la prima volta esclusivamente allo sport e alla professione del calcio. Sono passata in pochi giorni dal Bayern vincitore della Bundesliga a un club di dilettanti a Unterland, in Serie B nell’Alto Adige. Perché? In quel momento il calcio italiano e la Serie A femminile non erano ancora pronti per potersi dedicare solo a quello. Mi allenavo la sera, sono passata da aver vinto una cosa grossissima col Bayern a lavorare 40 ore a settimana più gli straordinari e con le ferie andare in Nazionale. Anche all’Inter, due anni fa, ci allenavamo la sera. Non era calcio professionistico, proprio nell’atteggiamento. Quando giocavo nell’Inter lavoravo anche a Bolzano, nel reparto comunicazione della provincia, e mi facevo 1000 km a settimana”. 

TORNARE IN NAZIONALE? “Spero. Sono stata infortunata un anno, ho fatto l’Europeo 2017 e mi sono fatta male. Poi la ct Bertolini mi ha convocata ma ero arrivata al limite fisicamente, non ce la facevo più tra Serie B e il lavoro. Sono rimasta a casa un anno e adesso che ha visto che sto facendo le cose per bene, e ho le idee più chiare, mi ha richiamata”.

OBIETTIVI A FIRENZE. “Tornare a vincere, riportare la società in alto, dove merita di stare. Tra un anno e mezzo poi ci sarà l’Europeo e mi piacerebbe esserci da protagonista. Tutto passa da qui, se faccio bene qui posso fare bene là”.

FUTURO. “E’ il campo il mio futuro. Ho un contratto fino al 2022. A inizio anno ci eravamo posti degli obiettivi che adesso non possiamo più raggiungere. Allora starà a noi provarci la prossima stagione. Io sono qui per dare il mio contribuito e poi si penserà a cosa fare dopo il 2022″. 

Credit Photo: Fabio Vanzi

Pernille Harder, una vita da combattente: “Ho dovuto lottare per avere la possibilità di allenarmi con i ragazzi”

“Se le ragazze stanno guardando me e il mio percorso per arrivare qui, spero che siano ispirate a fare lo stesso. Tutto può succedere fintanto che ci lavori duro”. Poche parole che riassumono perfettamente il passato, il presente ed il futuro del calcio femminile. Tutto ciò è stata Pernille Harder, attaccante del Chelsea e la giocatrice più pagata della storia di questo sport. In un’intervista ai microfoni del Guardian, la danese si è raccontata tramite le sue lotte fin dall’infanzia fino all’attualità.  “Era difficile trovare il calcio femminile in TV, quindi l’unica cosa che ho fatto è stata andare online e guardare le clip di Marta. Era la più grande giocatrice che conoscevo, il mio idolo”. 

“Quando ero fuori a giocare in giardino”, ricorda l’ex Wolfsburg“dicevo che ero David Beckham o Luís Figo. Ma credo che oggi molte ragazze considerino le giocatrici femminili come degli idoli e questo è fantastico”. Difficoltà che sono continuate quando la baby Harder voleva iniziare a giocare seriamente. “Ero l’unica in quanto avevo ambizioni nel calcio in così tenera età, ero davvero motivato. Ma nella mia città l’unico sport che non avevano veramente era il calcio femminile: c’era una squadra femminile ma non di alto livello, era solo per divertimento. Quindi mi è stata data la sensazione che il calcio femminile non fosse così importante. Ho dovuto lottare per avere la possibilità di allenarmi con i ragazzi, perché o lotti per questo o devi trasferirti da qualche altra parte”. 

Le lotte, con il crescere dell’età, non sono sicuramente diminuite. L’episodio più eclatante nella sua carriera è lo sciopero indetto poco prima dell’ultimo Mondiale. Lei e la sua nazionale hanno rischiato la qualificazione alla competizione internazionale per ottenere un’equa retribuzione“Non è che fossimo orgogliose di farlo”, dice. “Sarebbe stato meglio se non avessimo dovuto farlo, ma ci siamo sentite come se avessimo dovuto fare un cambiamento. Le sensazioni non sono state belle perché vuoi solo cooperare con la tua federazione e andare nella giusta direzione”. Fortunatamente la questione è stata risolta con un contratto collettivo quadriennale che ha soddisfatto le richieste razionali delle giocatrici. “In seguito siamo stati orgogliosi di esserci difesi e aver apportato il cambiamento. Le conseguenze con il Mondiale sono state davvero dure, ma alla fine ne è valsa la pena”. 

La qualificazione al Mondiale non arriverà in virtù delle semifinali dei playoff perse contro l’Olanda. Ma ciò che dovrebbe essere normale è stato finalmente ottenuto. “Penso che i piani alti stiano ascoltando e sentano una maggiore pressione per migliorare le cose. Penso anche che stiamo assistendo a una buona concorrenza nel calcio femminile ora: inizio a vedere molte squadre maschili creare una squadra femminile perché averne una porta valore”. 

Pernille Harder conclude questo profondo dialogo con un buon augurio per l’avvenire di tutto il movimento. “Le cose stanno andando per il verso giusto. Vorrei che tutto andasse bene in futuro, ma so che non è la realtà. Siamo sulla buona strada e penso che, nei prossimi anni, lo sviluppo andrà ancora più veloce”. 

Rita Guarino festeggia il rinnovo con la Juventus Women: “Il viaggio continua”

Rita Guarino è stata tra gli artefici del processo di crescita vincente della Juventus Women e continuerà a esserlo almeno fino al 2022, è stato infatti comunicato il rinnovo di contratto. Sul proprio profilo Instagram il tecnico bianconero ha espresso tutta la sua soddisfazione.

«Il viaggio continua ⚪️⚫️ insieme» #finoallafine 💪💪💪
Credit Photo:Pagina Instagram Rita Guarino

 

 

 

 

Arianna Dal Frà, Femminile Mantova: “Pensiamo a giocare bene, poi i risultati arriveranno. Calcio femminile mantovano? in crescita”

Il Femminile Mantova è una società calcistica femminile presenta a Mantova, e attualmente milita nel Girone B di Promozione Lombardia. La squadra può contare in attacco su una giocatrice importante: si tratta di Arianna Dal Frà, attaccante classe 2000 e da quest’anno anno è tornata, dopo due anni sabbatici, ad indossare la maglia biancorossa. La nostra Redazione ha raggiunto Arianna ai nostri microfoni.

Arianna cos’è per te giocare in attacco?
«Giocare in attacco vuol dire la responsabilità di portare la palla in porta e aiutare le mie compagne a farcela».

Come hai iniziato a giocare a calcio?
«Ho giocato con i miei amici nel campetto ed ero l’unica ragazza. Ho convinto mio papà a giocare coi maschi e dopo sono passata al Mozzecane per sei anni, poi al Mantova per due anni e poi mi sono fermata per un paio di anni».

Cosa ti ha portato ad indossare la maglia della Mantova?
«Perché sono vicino a casa e sono all’interno di una bella squadra e quando sono tornata al Mantova ho trovato tanta accoglienza, praticamente come se non fossi mai andata».

Dove potete arrivare quest’anno?
«Intanto noi ci preoccupiamo di giocare bene, di divertirci e poi i risultati arriveranno».

Alla prima di campionato arriva un pari in extremis con l’Atletico Dor: secondo te quali sono le cose da migliorare?
«Era la prima partita ufficiale, quindi per noi era una prova, quindi secondo me dobbiamo migliorare il gruppo e far girare al meglio la palla».

Come stai affrontando la pausa forzata a causa del Covid-19?
«Avevamo tanta voglia di giocare e vi dispiace, per questo il preparatore atletico ci ha dato degli esercizi da fare a casa, ma non è come farlo insieme, non a caso questa sera ricominceremo ad allenarci e speriamo di continuare».

Com’è secondo te il Girone B di Promozione?
«Credo possiamo giocarcela, fare bene con tutte, soprattutto con la nostra rivale storica (Governolese, ndr)».

Cosa pensi del calcio femminile mantovano?
«Posso dirlo in crescita, perché ho visto il Mantova femminile fare un accordo con il maschile per far crescere il Settore Giovanile, con l’intento di creare una buona squadra e avere tante ragazze».

Quanto sarà fondamentale il professionismo anche nel calcio femminile?
«Tanto perché molte ragazze non vengono solo per i soldi ma per passione, e questo passaggio darebbe un ulteriore passo in più al nostro movimento».

Che persona sei fuori dal campo di gioco?
«Sono una persona che ama stare con il gruppo, anche se sono timida, mi piace divertirmi. Studio al secondo anno di chimica industriale a Padova, resto nella città padovana fino al venerdì e torno a casa per allenarmi. Pensavo di non farcela inizialmente, poi se ha qualcosa che ti appassiona la cosa va in discesa».

Che obiettivi hai per il tuo futuro?
«Spero di far carriera, soprattutto con il Mantova».

Ti piacerebbe un giorno giocare con la maglia del Mantova 1911?
«Mi piacerebbe tantissimo, spero che succeda prossimamente».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Femminile Mantova Calcio e Arianna Dal Frà per la disponibilità.

Photo Credit: Femminile Mantova Calcio

Sydney Leroux all’Orlando Pride fino al 2023

Con l’inizio della stagione 2021 della National Women’s Soccer League (NWSL), l’Orlando Pride ha firmato un contratto triennale con Sydney Leroux con un’opzione per un anno aggiuntivo.

“Sono entusiasta di essere qui a Orlando ora e per il futuro. So di cosa è capace questo Club e sono pronta per mettermi al lavoro. È davvero bello sentirsi apprezzati dal club, dai miei compagni di squadra e dai tifosi di Orlando“, ha detto Leroux. “Sono estremamente entusiasta di continuare a lavorare con Marc e il nostro staff e non vedo l’ora di avere una stagione completa per mettermi alla prova”.

In sette stagioni della NWSL, la campionessa della Coppa del Mondo femminile FIFA 2015 ha totalizzato 93 presenze, segnando 30 gol in tutte le competizioni. Da quando è entrata a far parte del Pride in vista della stagione 2018, ha collezionato 26 presenze, trovando 7 volte il goal. Leader veterana della squadra, ha 35 gol in 75 presenze con la WNT degli Stati Uniti nella sua carriera internazionale, con cui è stata anche membro della squadra olimpica vincitrice della medaglia d’oro 2012.

“Siamo entusiasti che Sydney continui a essere una parte importante della famiglia Pride e della più ampia comunità di Orlando. Le sue qualità sul campo e come persona parlano da sole, ha detto il direttore generale di Orlando Pride Ian Fleming. “Insieme alla sua abilità tecnica, l’esperienza e la leadership di Sydney ci spingono verso il successo sia ora che mentre costruiamo nel futuro. Crediamo che il meglio debba ancora venire per Sydney e non vediamo l’ora di vederla raggiungere nuove vette nella sua carriera come membro del Pride”.

Credit Photo: https://www.nwslsoccer.com/

Michela Franco, Como Women: “Cattiveria agonistica, voglia di vincere e carattere: sono fattori che nei frangenti decisivi ci sono mancati”

«Cattiveria agonistica, voglia di vincere e carattere: sono fattori che nei frangenti decisivi ci sono mancati e che ci hanno fatto perdere punti. Siamo ancora in corsa per la A, e questo è il dato più importante, ma spero che la mia squadra non paghi caro gli errori fatti». Parla chiaro e non si nasconde dietro giri di parole Michela Franco, classe 1992, difensore e punto di riferimento del Como femminile. La squadra è al secondo posto in serie B, anche se la classifica non è completa: alcune squadre devono recuperare incontri saltati per il Covid.
«Purtroppo – aggiunge – nelle ultime due uscite sono arrivati pareggi che dovevano essere vittorie. Per me pagheremo questi punti persi; basti pensare che il Perugia, in fondo alla classifica, ha 5 punti e ne ha fatti 4 con noi».
«Uno dei nostri limiti è quello di non riuscire a vincere quando non andiamo in vantaggio nel primo tempo – aggiunge Franco – Paghiamo una mancanza di cattiveria e di voglia di vincere: in ogni momento della gara si deve lottare per portare a casa il successo. A volte invece vedo troppa sufficienza. Io sono arrivata a Como dalla Juventus dove la mentalità è chiara: vincere è l’unica cosa che conta. Vorrei che fosse così per tutte».
La graduatoria sembrerebbe confortante, ma Michela Franco non si sente tranquilla. «Ci sono troppe gare da recuperare – spiega – con avversarie che possono risalire. La serie A, in questo momento di espansione e di aumento di visibilità per il calcio femminile, è un traguardo che fa gola a tutti. Non sarà facile rimanere ai vertici. Eppure il nostro è un bel gruppo, con giocatrici esperte e giovani promettenti; ma purtroppo ha potenzialità inespresse per mancanza di carattere, per paura e per il fatto di sentire troppo la pressione».
Ma quella della giocatrice biancoazzurra non vuole essere una resa. Anzi, al contrario, Michela suona la carica e rimane convinta di aver fatto la scelta giusta, nel lasciare la Juventus per scendere in B.
«Nel mercato di gennaio sono arrivate una serie di giocatrici – afferma – anche per compensare una lunga serie di infortuni che ci hanno messo in difficoltà, con alcune ragazze che purtroppo difficilmente recupereranno entro fine stagione. Ma la società ha voluto dare un segnale chiaro ingaggiando atlete che arrivano dalla A: la promozione rimane un obiettivo e la scelta è stata quella di compensare le assenze forzate con elementi d’esperienza e capacità».
«Un altro punto di forza è la passione del nostro presidente Stefano Verga – conclude il difensore – Mi ha conquistata in tutto e per tutto: nei suoi occhi vedo passione e amore per le sua giocatrici. Vuole scalare la vetta e noi dobbiamo fare di tutto per regalargli questa soddisfazione».

Massimo Moscardi

Credit Photo: Fabrizio Brioschi 

Nuovo acquisto per la Pink Bari, presa la tedesca Jennifer Cramer

La Pink Bari ha annunciato un arrivo di grande spessore per rinforzare il proprio centrocampo. Si tratta di Jennifer Cramer, classe ‘93 svincolata dopo l’esperienza al Turbine Postdam con cui ha vinto due titoli tedeschi nel 2011 e nel 2012. Un acquisto di spessore ed esperienza visto che la tedesca vanta 23 presenze con la nazionale e un palmares importante con tre titoli Europei con le maglie della Germania U17, con quella U19 e con quella maggiore con cui nel 2013 salì sul tetto continentale.

Credit Photo: Pagina Instagram Jennifer Cramer

Matteo Pachera, Hellas Verona: “Voglia di rifarsi? Sicuramente sì”

Le principali dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Matteo Pachera alla vigilia di Hellas Verona-Florentia San Gimignano, 13a giornata della Serie A TIMvision 2020/21.

Voglia di rifarsi? Vista la gara d’andata, quando avremmo meritato il pareggio, sicuramente sì. Ormai però è passata. Domani dovremo andare in campo consapevoli di aver fatto degli errori a Torino: alla Juve abbiamo praticamente regalato quattro gol. C’è voglia di riscatto. C’è voglia di migliorare la prestazione, che è ciò che dobbiamo fare, a partire dalla Florentia. Una gara fondamentale per il nostro cammino, che dovremo affrontare facendo bene le cose che abbiamo provato in queste due settimane di lavoro. Su cosa abbiamo lavorato? Un po’ su tutto, a partire dagli errori fatti, da ciò in cui siamo carenti e ciò su cui possiamo migliorare. Ci siamo allenate e abbiamo anche parlato, domani andiamo in campo cariche. La classifica che si muove? Non la guardiamo, è solo il frutto di ciò che facciamo in campo. La nostra priorità è fare bene ogni partita: ovviamente dietro si muovono, noi dobbiamo muoverci di più, sempre alla ricerca di quello che dobbiamo migliorare. Che gara mi aspetto? Anzitutto mi aspetto un’avversaria aggressiva, che corre e che ha qualità, che è la Florentia. Mi aspetto una partita vera e intensa”.

Credit Photo: Riccardo Donatoni

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