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Il calcio femminile italiano è la proteina della femminilità

“Nella nostra società non ci sono dubbi sul valore delle donne, ma le donne devono prendersi quegli spazi che sono sempre stati tradizionalmente più maschili, come lo sport o le materie scientifiche”. Queste le parole con cui esordisce Cristiana Capotondi, famosa attrice Romana a capo della delegazione Nazionale Femminile, in una intervista rilasciata al settimanale Grazia.
“Credo molto nella lotta delle calciatrici italiane per diventare professioniste. Ma le ammiro anche da un punto di vista sociale: le considero delle rivoluzionarie pacifiche”.

L’amore vince tutto, sostiene con fervore la quarant’enne, -e prosegue- “Stanno imponendo un’immagine di donna che mi piace molto, svincolata dalla sensualità e dall’avvenenza: usano il corpo per giocare e lo fanno grazie alla loro determinazione, che nasce dalla loro volontà di realizzare un sogno. Hanno fatto fatica ad arrivare dove sono. Avvicinarsi al calcio da bambine, giocare talvolta con i maschi, essere sempre prese in giro, le ha costrette ad affrontare momenti difficili che le ha rese intelligenti e forti”.

Nel cammino che sta per portare il Calcio Femminile Italiano al professionismo sono molte le donne che esprimono il loro parere sulle quote rosa e sulla femminilità nel mondo del pallone. Un parere che l’attrice esprime in prima persona ma sopra tutto si evidenzia molto nei suoi film o fiction televisive. Sono un’opportunità -dichiara-, ma a lungo termine possono essere controproducenti. Hanno gli strumenti per farlo. Perché la “proteina della femminilità”, cioè l’accoglienza, l’ascolto, la capacità di pacificazione, sono utili in ogni ambito. Accade anche nella politica e non mi ha stupito che durante la pandemia i Paesi guidati da leader donne abbiano reagito meglio all’emergenza.

Sono le “proteine della femminilità” che hanno spinto le donne dell’Islam alla rivoluzione pacifica, come descritto sulla sua ultima pubblicazione da Lilli Gruber, queste figlie e donne musulmane con tenacia e pazienza hanno ottenuto con il tempo la loro indipendenza nella vita sociale. Il Calcio femminile Italiano non deve essere visto come la rivoluzione dell’islam ma certamente crea un equilibrio sociale di un cambiamento epocale a tutto il nostro sistema che da anni divide il rettangolo verde. Occorre ammirare le donne che portano avanti queste forme di rispetto e pari opportunità, questo è solamente l’inizio di un cambiamento silenzioso, ma evidentemente necessario.

Dna da bomber, all’ombra della Madunina il CR7 in rosa è Gloria Marinelli

Dopo aver trascorso il Natale e San Silvestro ed un inizio di Capodanno in famiglia, è ripartita alla volta di Milano. L’agnonese Gloria Marinelli, attaccante e all’occorrenza centrocampista esterna offensiva dell’Inter, è pronta a proiettarsi sulla ripresa delle ostilità nella massima serie in rosa che, tra due settimane, proporrà l’ultimo match del girone d’andata e, per le nerazzurre, la sfida interna contro la leader Juventus, formazione sinora imbattuta.

Alla terza stagione con le nerazzurre, la figlia d’arte non smette mai di ricordare però come «la mia carriera è partita da molto piccolina. Sono andata via di casa a soli quattordici anni e mezzo grazie a mia sorella, la mia sorella maggiore che mi ha accompagnato lontano dal mio paesino, Agnone. È stato difficile, ma io credo che, col tempo, i sacrifici vengono sempre ripagati e così, dopo un percorso lungo e pieno di ostacoli, andando via dalla comfort zone e ritrovandosi in mezzo a persone diverse ed una mentalità differente, ci sono sempre delle difficoltà, però poi alla fine arrivano i risultati e sono molto felice di essere arrivata adesso a giocare in serie A con l’Inter, ma ho obiettivi molto più grandi che, piano piano, riuscirò a conquistare, sperando di essere sempre più professionale e credendo nei mei sogni».

Un pilastro – anche da un punto di vista tecnico – per la Marinelli è il papà Mauro, ex bomber e bandiera dell’Olympia Agnonese: «Lui – discetta – è il mio primo tifoso ed è sempre un mio allenatore. Nei giorni in cui sono stata ad Agnone, libera da impegni, durante gli allenamenti mattutini veniva con me, mi aiutava, mi prendeva i tempi, ma dove ringraziare tutta la mia famiglia, le mie sorelle, che sono fan numero uno, supportandomi e sopportandomi ogni giorno, perché il mio non è un carattere molto facile, ma sono contenta e li ringrazierò per tutta la vita perché la famiglia è il primo universo e ti consente di fare un ‘passo avanti’».

A proposito di carattere, Marinelli specifica come «penso di avere un carattere molto forte, che è dato dal fatto che io sia andata via presto di casa dovendo affrontare persone difficili sin da quattordici anni. Da questi eventi, però, ho capito tanto. Ho inteso cosa vuol dire fare un sacrificio, aiutare una compagna e quindi, anche per questo, pretendo tanto dalle mie compagne ed anche per questo voglio sempre di più da me stessa e dalle mie compagne. Del resto, in uno sport di squadra come il calcio c’è bisogno dell’insieme: se una va, anche le altre si esprimono al meglio. Un team calcistico è come un’orchestra. Se uno strumento non funziona, non funziona niente. Ed è proprio per questo che pretendo tanto da me e dalle mie compagne cui voglio tanto bene».

Un aspetto, quello dell’insieme, che per certi versi si è ancora più rafforzato nell’epoca della pandemia, che ha caratterizzato con forza il 2020 da poco concluso. Tornando sul primo periodo e sul lockdown, Marinelli non può non ricordare come «per fortuna sono riuscita a scappare da Milano e restare ad Agnone. A marzo, prima del lockdown totale, sono riuscita a rientrare nella mia residenza. Mi sono dovuta fare quindici giorni di quarantena, li ho fatti da sola in un locale completamente privato. Dopo quelle due settimane ho sofferto tanto perché mi mancava la mia vita, che è piena di sport, di calcio, di università, di amicizie. Ho avuto un periodo in cui ero un po’ giù perché mi mancava l’energia della mia vita, però ho poi colto l’aspetto positivo ossia il riuscire a stare con la mia famiglia finalmente, essendo andata via di casa molto presto e sono così riuscita a passare tantissimi giorni con loro tra allenamenti, studio, partite a carte in casa con le mie due sorelle, papà e mamma. È stato difficile, ma allo stesso tempo costruttivo perché mi ha fatto capire ancora quanto io voglia giocare a calcio, stare in mezzo alle persone, alle mie compagne ed allenarmi, allenarmi cioè tutti i giorni con loro perché, poi, alla fine, la differenza è stata non il non allenarsi, perché comunque mi tenevo attiva tutti i giorni, ma quando si fatica, mi piace farlo assieme alle mie compagne col sostengo di un preparatore atletico o dello stesso mister. Invece, allenarmi da sola correndo su un tapis roulant oppure fare forza con i pesi realizzati in casa mi ha fatto un po’ soffrire, ma mi ha fatto comprendere contemporaneamente quanto ci tenga a stare in gruppo, a sudare cioè assieme alla mia squadra».

Impegnata anche con la nazionale oltre con il club, in azzurro – ai Mondiali under 17 nel 2014 – Marinelli serba uno dei ricordi più belli, quello dell’esperienza in Costa Rica culminata con un bronzo finale e con, nel ruolino personale, due reti, di cui un gol da favola proprio alle padrone di casa.

«Quella è stata la rete più bella della mia carriera e da lì sono poi salita col gruppo Under 19, con quello under 23 ed ho avuto anche le mie convocazioni con la formazione ‘A’ (la selezione maggiore, ndr) in quest’ultimo anno e mezzo (con un’esperienza, tra l’altro, anche alle Universiadi, ndr). È stupendo essere in azzurro. Peraltro, cantare l’inno è il momento più emozionante e più bello perché in quel momento stai rappresentando la tua nazione. E così anche fare un gol per la tua patria, portare in alto il tuo sport, ha sempre un peso maggiore e quindi anche questa realizzazione ha finito con l’incorniciare tutto il percorso fatto sin da bambina ed è stato bellissimo vivere quel momento. Non lo dimenticherò mai e rimarrà sempre nel mio cuore. Anche le compagne, alcune delle quali non vedo non più, comunque fanno parte di me e continuiamo a sentirci ed è proprio per questo che mi piace il calcio perché è uno sport d’insieme ed occorre completarsi l’una con l’altra».

Addicted all’antico 11, da quando è a Milano Marinelli è passata al 7, tanto da essere etichettata in questa stagione come GM7. Un cambio di fronte figlio – spiega la diretta interessata – di «un errore».

«Il sette mi è stato assegnato per sbaglio. Io avevo l’undici e non si poteva toccare. Due stagioni fa – racconta – mi è stato dato il sette per un errore di stampa e, infatti, parlando con il magazziniere, dicevo: “Per favore ridatemi l’undici perché ho bisogno del mio numero”. Poi, però, giocando con il sette, in tre-quattro partite ho iniziato a segnare e fare buone prestazioni. E, alla fine, il magazziniere mi ha detto: “Ma sei sicura che vuoi cambiare numero?”. Al che gli ho risposto: “Sai cosa c’è, lasciamo il sette per questa stagione e poi vedremo”. Ed ho dato poi vita ad una stagione magnifica. La mia squadra è stata promossa dalla serie B alla A e, inoltre, sono stata il capocannoniere della stagione, oltre che del raggruppamento, con ventisei reti». Realizzazioni che, invece, nell’attuale torneo assommano «tra Coppa Italia e campionato ad otto».

Proiettandosi, poi, sul prossimo match contro la Juventus, Marinelli spiega che «di fronte avremo una squadra fortissima, da cui dovremo rubare tutte le situazioni belle. Ma senz’altro le affronteremo a viso aperta e senza paura».

Nel merito, poi, della differenzazione tra maschile e femminile, la giocatrice agnonese argomenta: «Come caratteristiche, ad esempio, nella nostra omologa squadra maschile mi piace Lukaku perché è grande ed altruista, servendo assist per i compagni e preferendo questo magari al gol. È un dettaglio che adoro ancor di più mentalmente oltre che sotto l’aspetto fisico in cui è devastante. Ed è qui che c’è la differenza tra uomo e donna. Delle caratteristiche anatomiche differente: una prestanza maggiore, in uno scatto, in uno spalla contro spalla, noi non potremmo mai competere con ragazzi della nostra stessa età. Infatti, quando facciamo delle amichevoli, le facciamo con ragazzi, ma più piccoli, e quell’allenamento è solo fisico perché ci serve a correre e mettere davanti la furbizia. Senz’altro da loro dobbiamo rubare qualcosa, ma ci sono aspetti fisiologici impossibili da cambiare. Noi, però, come calcio femminile stiamo lottando tantissimo per cercare di diventare professioniste e lo faremo di qui alla prossima stagione ed avremo tutti i diritti e quanto abbiamo bisogno, qualche stimolo in più e magari anche un po’ di pubblicità in più, perché, secondo me, il calcio femminile è uno sport bellissimo fatto soprattutto di passione e non di soldi. Davvero i nostri rimborsi sono marginali. Per questo ci differenziamo perché giochiamo effettivamente a calcio».

Proprio in tema di riconoscimento dei diritti, tra l’altro, Marinelli spiega «che questa è stata una lotta lunga e molto faticosa portata avanti dalle giocatrici un po’ più ‘anziane’ perché si sono messe a combattere proprio per ottenere i diritti, le cautele che non abbiamo mai avuto e questo, secondo me, è fondamentale. Per quanto riguarda la visibilità, poi, è fondamentale che un po’ di gare siano trasmesse in televisione perché, proprio come hanno fatto vedere le ragazze che sono andate ai Mondiali quest’estate, hanno dimostrato quanto vale il calcio femminile e quanto siamo brave. Le caratteristiche fisiche, ovviamente, sono diverse: non si vedrà mai un calcio velocissimo, però è calcio e io ci metto la faccia e la pelle tutti i giorni per lottare contro tutte le discriminazioni che ci sono anche adesso, perché l’ignoranza è purtroppo questa, ma noi lottiamo, perché tante, come me, hanno fatto sacrifici nella loro vita ed andiamo oltre questi che sono a tutti gli effetti dei pregiudizi e, personalmente, continuerò a farlo finché il fisico me lo permetterà. Ci sono dei commenti sui social che, a volte, fanno rimanere male: ad esempio il portiere quanto è basso, oppure abbassate le porte o ancora rimpicciolite il campo. Sono dei commenti che non voglio sentire più e farò, faremo in modo, noi calciatrici di far cambiare idea a queste persone».

Relativamente al suo rapporto col Molise, poi, Marinelli con fierezza rivendica le proprie origini: «Ovviamente, avrei preferito in regione se ci fosse stata una squadra di un certo livello, dato che, purtroppo, non c’era nulla quando avevo quattordici anni e mezzo sono stata costretta a scegliere se lasciare il calcio o se andare via. Ho deciso di andare via, ovviamente, perché dovevo provarci per forza. Adesso, per fortuna, dico che le cose sono andate bene, sono felice, anche se ne ho passate tante, tanti sacrifici, tanti pianti, tanti alti e bassi, ma ora come ora sono felice e rifarei questa scelta altre mille volte. Poi, per quanto riguarda i pregiudizi, io mi inalbero tantissimo su questo discorso quando mi dicono “ah, sei molisana, allora esiste”. Non vuol dire che non si possano tirare fuori talenti da una regione più piccola. Abbiamo anche noi due gambe, due braccia e magari siamo anche più simpatici e mangiamo meglio. Infatti ho portato da noi, nel mio piccolo paese, delle persone importanti che vengono dal Nord rimaste a bocca aperta dai nostri territori e da quanto abbiamo, nonché dal calore che riserviamo alle persone. Infatti, adesso, nessuno si permetterebbe mai di fare un commento sulla mia regione perché sanno che mi innervosisco tanto. Le persone non possono parlare prima di conoscere».

Quanto, poi, al rapporto coi social: «A me piace starci, sono sincera, anche se non è la priorità. Ma avere un’immagine adesso è fondamentale per farsi conoscere un po’ in giro e per farti guardare anche da qualche sponsor che vuole contattarti».

Peraltro, a proposito di testimonial, Marinelli è stata scelta, nella passata stagione, dall’Inter per la campagna abbonamenti: «Sono stata fortunata ad essere stata designata ed ho avuto anche l’opportunità di conoscere anche qualche calciatore che è stato molto cortese con noi ragazze chiedendoci come andavano le cose. Lo sport è bello perché si conoscono persone belle, ma anche persone ‘brutte’ e questo serve da esperienza e ti fa capire chi vuoi essere e con chi vuoi stare o non vuoi stare».

Laddove – tra le persone con cui si vuol stare – ci sono senza dubbio gli amici «quei pochi e buoni che ci sono da sempre sia lontani, ad Agnone, che vicini a Milano. Sono fortunata, in questo senso, perché ho capito sin da subito chi c’è da vero e chi no».

Credit photo: Fabio Vanzi

The 30 best female footballer of the world 2020: Jennifer Hermoso

Seppur un anno da dimenticare, il 2020 ha dato spazio ai grandi talenti mondiali che meritano di essere celebrate. I campionati che sono stati interrotti e conclusi hanno rovinato l’atmosfera, ma non hanno perso l’occasione di dare spettacolo. Nonostante ciò, le assenze da questa speciale classifica sono molte e di grande spessore. Purtroppo per varie vicissitudini non potranno essere presenti Rapinoe (Covid), Morgan (gravidanza), Guagni (infortuni vari), Marta (Covid), Hegerberg (rottura crociato) e Lloyd (Covid). Hanno saltato gran parte della stagione, ma il loro talento rimane innegabile. Quindi vediamo insieme le migliori 30 giocatrici al mondo del 2020.  Al ventiduesimo  posto si trova Jennifer Hermoso.

La seconda spagnola presente in classifica dopo Torrejon è proprio l’attaccante delle Furie Rosse e del Barcellona. Giocatrice dalla carriera illustre, ha trovato la sua dimensione perfetta in Catalogna dove era già stata in passato. L’ultima stagione ha riservato particolari soddisfazioni per l’iberica che ha alzato il suo settimo campionato in carriera. 2021 che potrebbe essere ancora più piacevole con due finali da giocare già a gennaio tra la Copa de la Reina dell’ultima stagione e la Supercopa di quest’anno. In una squadra piena di superstar, la 30enne emerge per un fiuto del goal fuori dal normale che la certificano come una delle migliori interpreti del mondo. Basti pensare che nell’esperienza attuale con le blaugrana ha all’attivo più goal che presenze: mostruosa.

Come per la maschile, è impossibile non pensare alla Champions League dove la formazione è arrivata ad un passo dalla finale lo scorso anno. Le ragazze di Cortès non sono riuscite a scavalcare il muro eretto dal Wolfsburg futura medaglia d’argento. Però ogni anno è a sé ed Hermoso e compagne hanno iniziato l’attuale edizione della UWCL con un doppio poker rifilato al PSV. Le ambizioni e le aspettative sono delle migliori. Passando al capitolo nazionale, anche qui i presupposti fanno presagire per il meglio. Il movimento d’oltre Pirenei sta crescendo con una velocità mostruosa  e la qualificazione diretta ai prossimi Europei è ad un passo. Con ancora due partite da disputare, hanno gli stessi punti della Repubblica Ceca capolista. La prossima manifestazione sarà quella della consacrazione per la selezione di Jorge Vilda.

Il 2020 di Jennifer Hermoso liofilizzato:
Primera Iberdrola: 17 goal in 14 partite
Copa de la Reina: 1 goal in 2 partite
Supercopa Femenina: 1 partita
UWCL: 1 goal in 4 partite
SheBelieves Cup: 3 partite
Women’s EURO Qualification: 4 goal in 2 partite
Trofei: Primera Iberdrola

Speciale Nuovi Acquisti: San Marino, salvezza raggiungibile

Arrivati ad un turno dalla fine del girone d’andata, è il momento di tirare le prime somme. L’ultima sessione di mercato è stata ricca di colpi importanti e di caratura internazionale. In Italia sono approdate giocatrici da tutto il mondo che hanno innalzato il livello del nostro campionato. Ma come sono andate in questa prima parte di stagione? Oggi si continua con i nuovi acquisti del San Marino Academy.

La governance delle bianco azzurre ha portato avanti una  politica ben precisa puntando su qualche giovane senza tralasciare l’esperienza. L’obiettivo è ovviamente la salvezza che per il momento è ampiamente nelle corde della formazione di Conte. Possibile anche grazie ai nuovi acquisti del San Marino Academy.

Uno degli innesti più intriganti conclusi dalla dirigenza delle Titane è stato sicuramente quello di Azzurra Corazzi. L’ex Fiorentina è da sempre uno dei talenti più cristallini del nostro campionato, ma non ha mai avuto l’occasione giusta per emergere. All’ombra del Titano, sembra aver trovato la sua dimensione e la giusta dose di fiducia. Il mister l’ha schierata spesso sia davanti alla difesa che spostata leggermente più avanti dove ha dato buone risposte. Ottimo anche il rendimento di Shino Kunisawa, una delle più duttili della squadra. Nata come centrocampista, nel corso della stagione è stata adattata a diversi ruoli specialmente difensivi. La giapponese arrivata dal Tavagnacco ha inoltre dimostrato grande leadership da veterana quale è.

Rimanendo in tema ex Tavagnacco, da non dimenticare è l’apporto di Millie Chandarana. L’inglese è risultata più volte essenziale per le manovre offensive di Barbieri e compagne. Con la sua agilità e velocità è stata una spina nel fianco per le difensori avversarie. Abile in entrambe le fasi, fa della lettura del gioco il suo forte attaccando quando serve senza forzare la giocata. Da una freccia all’altra, si passa a Karin Muya, anche lei con un passato da Sua Maestà. Già con la maglia dell’Orobica aveva fatto vedere grandi cose, ma con il San Marino ha dato il meglio di sé. Corre molto senza mai stancarsi e rimanendo sempre molto lucida sull’obiettivo. Bisognerebbe migliorare la freddezza sotto porta, ma a suon di cavalcate si è guadagnata la fiducia dell’allenatore e dei tifosi.

Attacco rinforzato anche grazie all’arrivo di Camilla Labate. L’esterno è risultata essenziale sia in attacco che in difesa sempre con grandi prove. Anche lei dal ruolo molto variabile usata specialmente alta a destra. Prova frequentemente il tiro a rientrare impensierendo la porta avversaria. Da non sottovalutare la sua corsa a perdifiato che le consente di recuperare da qualsiasi posizione. Discorso diverso per Fabiana Vecchione. Arrivata dopo una stagione pazzesca con il Pomigliano in C, non è riuscita ad esprimere tutto il suo talento. Vuoi per la nuova categoria, vuoi per la forte concorrenza in avanti, la classe 99 non è riuscita ad incidere quanto dovuto. Sicuramente nella seconda parte di stagione saprà dare il meglio di sé.

Altra giocatrice arrivata dal terzo livello italiano è Melissa Nozzi proveniente dal Bologna. L’ex rossoblu si è adattata subito bene alla massima serie dove è stata impegnata spesso come centrale di difesa. Nella retroguardia ha messo a disposizione solidità e capacità di impostare dal basso, caratteristiche fondamentali per il gioco di Conte. Aspetto che non è riuscita a dare Vyan Sampson. Approdata in Italia a settembre, ha già rescisso il contratto senza mai scendere in campo. Discorso simile avvenuto in estate con Vivien Beil, proveniente e ritornata al Napoli dopo appena un mese dall’ingaggio. Da segnalare l’arrivo ad inizio dicembre di Letizia Mussolino che ancora non ha avuto modo di dimostrare il proprio valore.

Unione Poliziana: le parole delle calciatrici Eugenia Martino e Noemi Mafucci

Una delle novità del campionato di Eccellenza toscana è l’Unione Poliziana. La squadra cara al presidente Massimo Bianconi, e al tecnico Silvia Municchi, è fresca infatti del salto dalla Promozione. Abbiamo raggiunto per conoscere meglio il team biancorosso, due dei perni presenti dallo scorso anno Noemi Mafucci, trequartista e capitano di Arezzo classe ’84, ed Eugenia Martino, dirigente ed attaccante romana classe ’86.

Come avete iniziato a giocare a calcio e quali esperienze avete maturato prima di questa stagione?
Noemi: “Ho iniziato all’età di 9 anni prima mi allenavo con i bambini di una società vicino casa poi sono passata all’Arezzo femminile a 12 anni. Ho giocato quindi 15 anni nell’Arezzo e 7 anni nella Virtus Chianciano”.
Eugenia: “Ho iniziato piccolissima al campetto sotto casa con gli amici di mio fratello poi a 12 anni sono andata alla Lazio femminile e ci sono rimasta fino ai 18. Dopodichè ho giocato nel Bologna, nel Cesenatico, Arezzo, Marsciano e poi ho fondato la Virtus Chianciano e sono stata lì 7 anni”.

Eugenia parte del vostro gruppo arriva dalle annate trascorse con la casacca del Chianciano. Come è iniziata la vita della vostra squadra?
“La Poliziana viene fuori dal trasferimento dell’intero blocco Virtus a Montepulciano essendoci stati negati gli accordi che avevamo da 7 anni e avendo trovato una società disponibile ad inglobarci in cui ci siamo trovate davvero bene”.

Noemi come è cambiato il vostro gruppo con il passare degli anni? Cosa ricordi delle tue prime stagioni con questo organico?
“All’inizio era un gruppo di giocatrici meno esperte. Man mano che il progetto Virtus si consolidava siamo riuscite ad attrarre giocatrici di livello, potendo così vincere il campionato di Serie D. Successivamente avendo raggiunto il terzo posto in Serie C siamo state ripescate in B, senza però poi accedere al campionato nazionale. Le prime stagioni erano sicuramente meno impegnative perché l’obiettivo era consolidare la realtà del calcio femminile a Chianciano”.

Eugenia chi porta avanti, tra staff tecnico e dirigenza, il progetto della vostra società nata poco più di un anno fa?
“Il progetto lo porto avanti io, in primis, in qualità di fondatrice della squadra con il grande supporto di Gabriele Cardia, Direttore generale e Antonio Poretti, dirigente al nostro seguito dall’inizio. Importantissima anche la nostra mister Municchi che ha sposato questo progetto da molti anni”.

Noemi lo scorso anno è stato il primo sotto la nuova gestione. Con quale spirito il nuovo gruppo è partito in questa nuova esperienza?
“Entusiaste di ricominciare dopo un anno di stop. Un po’ nostalgiche della vecchia maglia, ma dopo molti campionati era più che normale, nonostante questo ci siamo ambientate dopo poche partite nel nuovo stadio e con i nuovi colori”.

Eugenia come è andata la passata stagione per voi? Come avete vissuto lo stop dello scorso campionato?
“La stagione è andata più che bene, eravamo di sicuro la squadra favorita alla vittoria e a livello di esperienza più attrezzata per quel campionato. Ci è dispiaciuto non poter disputare le ultime gare e vincere sul campo ma siamo state prime in classifica dall’inizio”.

Noemi come è stato tornare ad allenarvi dopo tanto tempo in estate? Con quali obiettivi volevate affrontare questa annata?
“Fortunatamente la preparazione quest’anno è iniziata a ottobre, senza il caldo estivo. Volevamo affrontare quest’annata sicuramente ponendoci l’obiettivo dei primi tre posti, ma non abbiamo potuto disputare nemmeno una gara causa Covid”.

Eugenia come avete metabolizzato il nuovo stop? Come state continuando ad allenarvi? Quanto sperate in una pronta ripresa dei campionati?
“Speriamo indubbiamente in una pronta ripresa, proprio perché abbiamo avuto lo stop alla vigilia della prima partita ed eravamo preparate atleticamente e tatticamente. E’ stato brutto smettere così, cerchiamo di fare il nostro meglio per tenerci in forma ma lontano dal campo è sempre difficile”.

Noemi di che livello reputi il campionato di Eccellenza nella tua regione?
“Difficile dare una valutazione concreta, non avendo disputato in pratica alcuna partita non ancora. Inoltre sappiamo che molte società hanno fatto cambiamenti di rosa rispetto a quelli della passata stagione. Speriamo di partire presto per capire i reali valori”.

 

Vincenzo Picchi, Presidente Lumezzane: “Squadra femminile ambiziosa e competitiva. Vorrei vedere il salto di categoria”

Il Presidente del Lumezzane VGZ Vincenzo Picchi ha rilasciato un’intervista sui canali ufficiali della società per fare il punto della situazione sull’anno appena trascorso.

Sul settore femminile il numero uno valgobbino ha detto così: “Siamo molto contenti. Quest’anno abbiamo impostato una squadra ambiziosa capace di competere contro tutte le proprie avversarie. La prima partita di campionato resterà sicuramente nella storia della nostra Società non tanto per la vittoria, sicuramente importante, ma soprattutto perché la “Prima Squadra” femminile ha esordito allo Stadio “Tullio Saleri”. Anche il settore giovanile sta crescendo bene con numeri importanti e questo ci rende orgogliosi. Vogliamo continuare sulla strada intrapresa e far sì che molte altre ragazze possano appassionarsi al calcio ed entrare a far parte del progetto rossoblù“.

Sull’obiettivo stagione del Lumezzane maschile e femminile 2020/21 il presidente è categorico: “Vorrei che entrambe le “Prima Squadre” conquistassero il passaggio di categoria. Per quanto riguarda il settore giovanile, maschile e femminile, mi auguro che i giovani atleti rossoblù possano proseguire il loro percorso di crescita umana e che possano anche raggiungere qualche importante traguardo sportivo

Calendario calcio femminile 2021: un anno ricco di emozioni

Messo finalmente alle spalle questo tremendo 2020, il nuovo anno dovrà essere quello della rinascita e della ripartenza. Lo sport avrà un ruolo fondamentale per questo processo di nuovo principio e, più nello specifico, il calcio femminile sarà uno degli apripista.

Per il calcio in rosa sarà l’annata della vigilia agli Europei del 2022, competizione essenziale per dare continuità agli ultimi Mondiali. Inizialmente programmata per l’anno attuale, il massimo trofeo europeo è stato spostato tra due giugni concedendo al movimento una propria finestra nello speciale calendario calcistico. Il 2021 sarà anche l’anno decisivo per il professionismo nel nostro calcio femminile. Provvedimento richiesto da anni che dopo tanti sacrifici viene concesso alle giocatrici italiane.

Oggi si apre il nostro anno con i recuperi della Serie B pronti ad infiammare questo nuovo inizio. Ma vediamo insieme tutti gli eventi calcistici di quest’anno.

CALENDARIO CALCIO FEMMINILE 2021

MESE

EVENTO

GENNAIO

3/01 Recuperi Serie B: Como-Chievo Verona, Tavagnacco-Cesena e Pomigliano Perugia

6/01 Semifinali Supercoppa Italiana TIMVision: Juventus-Roma e Fiorentina-Milan
Recuperi Serie B: Chievo Verona-Lazio, Cittadella-Tavagnacco e Ravenna-Perugia

10/01 Finale Supercoppa Italiana TIMVision
Recuperi Serie C

13/01 Recupero 2ª giornata fase a gironi Coppa Italia TIMVision: Pomigliano-Juventus

17/01 11ª giornata Serie A TIMVision
13ª giornata Serie B
Recuperi Serie C

24/01 12ª giornata Serie A TIMVision
14ª giornata Serie B
5ª giornata Serie C

31/01 Recupero Serie B: Pomigliano-Vicenza

FEBBRAIO 7/02 13ª giornata Serie A TIM Vision
15ª giornata Serie B16/02 Sorteggi Ottavi di Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

18/02 Italia-Andorra (Girone Qualificazione UEFA Women’s EURO Under 19)

21/02 16ª giornata Serie B
Italia-Ucraina (Girone Qualificazione UEFA Women’s EURO Under 19)

24/02 Italia-Israele (Qualificazioni UEFA Women’s EURO 2022)
Serbia-Italia (Girone Qualificazione UEFA Women’s EURO Under 19)

28/02 14ª giornata Serie A TIM Vision
17ª giornata Serie B

MARZO 3-4/03 Andata Ottavi di Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

7/03 15ª giornata Serie A TIMVision
18ª giornata Serie B

10-11/03 Ritorno Ottavi di Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

12/03 Sorteggi Quarti di Finale e Semifinale UEFA Women’s Champions League 20/21

14/03 13ª giornata Girone B Serie C

21/03 16ª giornata Serie A TIMVision
19ª giornata Serie B

23-24/03 Andata Quarti di Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

28/03 17ª giornata Serie A TIMVision
20ª giornata Serie B

30-31/03 Ritorno Quarti di Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

APRILE 5/04 Andata Playoff Qualificazioni UEFA Women’s EURO 2022

11/04 21ª giornata Serie B

13/04 Ritorno Playoff Qualificazioni UEFA Women’s EURO 2022

18/04 18ª giornata Serie A TIMVision
22ª giornata Serie B

24-25/04 Andata Semifinale UEFA Women’s Champions League 20/21

25/04 18ª giornata Girone B Serie C

MAGGIO 1-2/05 Ritorno Semifinale UEFA Women’s Champions League 20/21

2/05 19ª giornata Serie A TIMVision
23ª giornata Serie B

9/05 20ª giornata Serie A TIMVision
24ª giornata Serie B

16/05 21ª giornata Serie A TIMVision
25ª giornata Serie B
21ª giornata Girone B Serie C
Finale UEFA Women’s Champions League 20/21

23/05 22ª e ultima giornata Serie A TIMVision
26ª e ultima giornata Serie B

GIUGNO 20/06 Ultima giornata Serie C
LUGLIO 21/07 Partita inaugurale Europei Under-19

27/07 Partita inaugurale Tokyo 2020

AGOSTO 2/08 Finale Europei Under-19

7/08 Finale Medaglia d’Oro Tokyo 2020

18/08 Semifinali Primo Turno Qualificazioni UEFA Women’s Champions League 21/22

21/08 Finali Primo Turno Qualificazioni UEFA Women’s Champions League 21/22

31/08-01/09 Andata Secondo Turno Qualificazioni UEFA Women’s Champions League 21/22

SETTEMBRE 8-9/09 Ritorno Secondo Turno Qualificazioni UEFA Women’s Champions League 21/22
OTTOBRE 5-6/10 Prima giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

13-14/10 Seconda giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

NOVEMBRE 9-10/11 Terza giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

17-18/11 Quarta giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

DICEMBRE 8-9/12 Quinta giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

15–16-12 Sesta giornata Fase a Gironi UEFA Women’s Champions League 21/22

 

Credit Photo: Andrea Amato

Statistiche Hellas Verona: un finale di stagione di speranza

Le gialloblu dell’Hellas Verona hanno concluso il girone di andata di Serie A Femminile 2020/21 con 10 punti, trovandosi così in nona posizione in classifica.

I risultati dimostrano 3 vittorie, 1 pareggio e 6 sconfitte con un totale di 14 goal subiti. Nelle ultime sei giornate di campionato, la squadra di coach Pachera ha costantemente mantenuto la nona posizione, dopo un inizio difficile che ha visto arrivare i primi punti solo alla quinta giornata.

Bragonzi è capocannoniere della squadra con 5 goal realizzati, pari al 71.43% del totale della squadra. In totale le gialloblu hanno messo a segno 7 reti. I momenti della partita dove sono stati realizzati più goal sono identificati negli intervalli di minuti 31′-35′ e 56′-60′.

Il campionato di ritorno è ancora tutto da disputarsi, ma i punti conquistati nelle ultime partite hanno dato dimostrazione che la squadra ha ingranato il suo gioco ed è pronta a lottare per mettersi al sicuro la salvezza matematica.

Sommario
Punti: 10 (casa 4, fuori casa 6)
Risultati: 3 vittorie, 1 pareggio, 6 sconfitte
Goal realizzati: 7 (casa 3, fuori casa 4)
Goal subiti: 14 (casa 6, fuori casa 8)
Capocannoniere: 5 goal – Bragonzi
Risultati consecutivi: 2 vittorie, 4 pareggi
Posizione in classifica: 9/12

I 5 talenti da seguire nella Women’s Super League

Che il campionato inglese sia in netta crescita è fuori da ogni dubbio. Il livello si sta pian piano alzando e le big del calcio mondiale stanno investendo prepotentemente sulla selezione femminile.  La FA Women’s Super League sta ripercorrendo le orme del campionato maschile formando un ibrido di star estere e di talenti britannici. Il celebre quotidiano “Guardian” ha voluto segnalare 5 dei numerosi talenti da tener d’occhio nella FWSL.

Arrivata in estate dal Grasshopper, Malin Gut è stata acquistata come un ottimo prospetto per il futuro. Purtroppo/per fortuna l’infortunio della connazionale all’Arsenal, Lia Wälti, ha spinto la 20enne nella mischia più velocemente di quanto coach Montemurro avrebbe previsto. La svizzera ha collezionato nove presenze in campionato in questa stagione, giocando tutta la partita per tre volte. La scorsa stagione l’Arsenal era crollato senza il collante difensivo Wälti, ma con Gut quell’assenza è stata quasi arginata del tutto.

A 22 anni, Jessie Fleming ha 77 presenze nella nazionale maggiore e  10 gol per il Canada. È entrata a far parte del Chelsea in estate dall’UCLA Bruins, una delle tante giocatrici uscite dai college statunitensi. Quando è entrata in campo si è sentita a suo agio tra le detentrici del titolo. Il suo minutaggio in campionato è stato estremamente ridotto, ha giocato solo 24 minuti in campionato in tre presenze da sostituta. Ma il 2021 sarà l’anno decisivo per l’attaccante ed Hayes continua a prepararla per un futuro florido con le Blues.

Le superstar statunitensi Tobin Heath e Christen Press hanno rubato i riflettori della finestra di calciomercato del Manchester United, ma la facilità dell’integrazione di Ona Batlle nell’11di partenza sono state eccitanti da guardare. Arrivata dal Levante, la spagnola è scesa in campo nove volte per il Manchester United. Dinamica in avanti, non tralascia la fase difensiva risultando molto solida dietro. Nonostante sia la prima volta che le affrontava, la classe 99 ha messo sempre in seria difficoltà le grandi del calcio inglese. Le già citate Heath e Press potrebbero non rimanere oltre i loro contratti annuali, ma Casey Stoney vuole affidare la chiave per il futuro dello United ad Ona Battle.

Si passa ad un’altra giovanissima, la 18enne Maya Le Tissier. Dopo essere arrivata al Brighton a 16 anni, Le Tissier si è stabilita come terzino destro ed è stata una delle interpreti più solide del campionato in questo ruolo. Ha giocato in tutte le partite della sua squadra tranne una in questa stagione. Questa stagione ha segnato anche il passaggio dalle under 17 inglesi alle under 19. Prima di firmare per il Brighton, il difensore è stata la prima giocatrice a giocare con la squadra maschile under 16 dell’Inghilterra nel 2018.

Il Guardian conclude con l’estremo difensore del Birmingham, Hannah Hampton. La sua storia con le bianco azzurre inizia sorreggendo un’eredità importante come quella di Berger nel 2018. L’ormai ventenne ha brillato ed Hampton è stata un’artista tra i pali. Ha mantenuto la porta inviolata quattro volte in questa stagione e la sua formazione ha il minor numero di gol subiti al di fuori delle primi quattro. Se mai il Birmingham ritornerà quello di un tempo, il suo top player in porta lo ha già.

Sporting Lisbona e Famalicao sono i leader del 2020

La Liga BPI volge al termine della prima fase. Dopo questo periodo con le due zone separate, le prime quattro di ogni girone accederanno ai playoff per giocarsi il campionato. Mentre le altre si scontreranno in una mini league senza retrocessioni come indicato dalle norme emanate per la crisi Covid.

Arrivati alla fase cruciale del campionato, nella zona sud lo Sporting Lisbona è primo con 24 punti, a +3 dal Benfica. Le due si sono già assicurate un posto nel turno successivo dove saranno due delle maggiori indicate per il titolo finale. Marítimo (16 punti), Torreense (14 punti) ed Estoril (13) si giocheranno due dei posti rimanenti.

Nel girone nord, Famalicão (24 punti) e Braga (21), sono già qualificate al prossimo turno di qualificazione. Se al sud la lotta è a tre, al nord la disputa è ancora più complessa. Condeixa, Valadares Gaia, Ovarense, Clube Albergaria e Boavista, sono ampiamente in corsa per i due posti che restano.

C’è solo una partita da giocare, dopodichè tutto sarà deciso.

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La Liga BPI comes to the end of the first phase. After this period with the two separate zones, the top four of each group will access the playoffs to play for the championship. While the others will clash in a mini league without relegations as indicated by the rules issued for the Covid crisis.

Having reached the crucial phase of the championship, in the southern zone Sporting Lisbon is first with 24 points, +3 from Benfica. The two have already secured a place in the next round where they will be two of the major indicated for the final title. Marítimo (16 points), Torreense (14 points) and Estoril (13) will play two of the remaining places.

In the northern group, Famalicão (24 points) and Braga (21), are already qualified for the next qualifying round. If in the south the struggle is three, in the north the dispute is even more complex. Condeixa, Valadares Gaia, Ovarense, Clube Albergaria and Boavista, are widely in the running for the two remaining places.

There is only one game to play, after which everything will be decided.

Classifica:

Nord
1- FC Famalicão-24
2- SC Braga- 21
3- Clube Condeixa – 13
4-Valadares Gaia – 11
5- AD Ovarense – 11
6-Clube Albergaria- 11
7- Boavista FC- 9
8- Fiães SC- 6
9-Gil Vicente FC- 5
10- UR Cadima – 1

Sud
1- Sporting CP – 24
2- SL Benfica – 21
3- CS Marítimo – 16
4- SCU Torreense – 14
5- GD Estoril Praia- 13
6- Amora FC- 9
7- SF Damaiense  – 9
8- CA Ouriense  – 6
9- CF Benfica  – 3
10- GDC A-dos-Francos – 0

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