Sasja Hansen è una nuova giocatrice del Como Women
Covid-19 | Guarita Sofie Junge Pedersen
Sofie Junge Pedersen ha effettuato, come da protocollo, il controllo con test diagnostico (tampone) per il coronavirus-Covid 19. Gli esami hanno dato esito negativo e, pertanto, la calciatrice può tornare alla regolare attività.
Credit Photo: Andrea Amato
Noemi Manno, Pomigliano: “Avevo bisogno di ritrovare serenità e spensieratezza”
Agile attaccante impiegata nel ruolo di seconda punta o trequartista, esalta le sue caratteristiche con la velocità nei movimenti, tecnica, grinta, senso del sacrificio e visione di gioco.
Cresciuta nel Trapani, ha maturato esperienze nel Caprera, Pink Bari, Hellas Verona, nuovamente Pink Bari in serie A prima di trasferirsi nella società delle pantere.
Vetrina della giornata per Noemi Manno, classe 1998, ultimo botto di fine anno messo a segno dal procuratore Luca Grippo, autentico colpo di mercato del Pomigliano, sorprendente matricola campana militante nel campionato di serie B.
Ciao Noemi, quali i motivi del tuo passaggio al Pomigliano?
“Avevo bisogno di cambiare aria e trovare nuovi stimoli, con la Pink Bari erano sorte delle incomprensioni, ho fatto una scelta oltre che calcistica soprattutto di vita, avevo bisogno di serenità e di giocare spensierata in quel campo che calpesto da ormai 17 anni”.
Hai un procuratore che ha gestito la trattativa ?
“Si, per fortuna ho incontrato la figura giusta che mi ha aiutato in tutti i modi possibili quando c’era da farlo, si chiama Luca Grippo, oltre che un gran procuratore è anche una persona splendida.
I vantaggi sono tanti, ma di sicuro quello più importante è che grazie a loro riesci a sentirti “al sicuro”. Purtroppo nel calcio femminile come in qualsiasi altro sport, c’è sempre qualcuno che vuole trarre qualcosa dalla gente, anche quando non gli spetta”.
I ricordi più belli della tua carriera
“Già da piccola a Catania ho conquistato una promozione, poi a Bari una seconda oltre ad un campionato primavera; sono tutte emozioni che non dimenticherò mai, che ti fanno crescere e capire quanto bello sia questo sport”.
Obiettivi stagionali
“In primis sicuramente far bene, sia per me che per la squadra, mi auguro di riuscire a dare il mio contributo, contribuendo chissà a realizzare un sogno”.
Credit Photo: calcioinrosa.it
Ritorno al futuro: per Gelmetti un nuovo inizio in gialloblù!
Un ritorno molto lieto in casa gialloblù: Martina Gelmetti è ufficialmente una calciatrice del ChievoVerona Women.
L’attaccante veronese, svincolata dal Como a stagione in corso, arriva a titolo definitivo, tornando così a vestire la nostra maglia a un anno e mezzo di distanza da quello che si è rivelato solo un “arrivederci”.
E Martina, anche quella volta, prima di trasferirsi al Napoli, ci aveva salutato nel modo a lei più congeniale: naturalmente con il gol.
Sono stati ben 27 in 54 presenze alla fine della sua esperienza biennale in gialloblù fra il 2017 e il 2019, stagioni in cui anche grazie al suo apporto il club con sede a Mozzecane ha frequentato sempre i piani alti della classifica della cadetteria.
Un feeling naturale con il gol che la classe 1995 ha sempre dimostrato in tutte le categorie e sin da giovanissima, quando è riuscita a vincere la Serie A con l’AGSM Verona nel 2014/2015. Una gioia che la calciatrice ha saputo ripetere due stagione più tardi anche al di là delle alpi, centrando uno storico double con i successi in campionato e in coppa nazionale con la maglia degli svizzeri del Neunkirch.
Adesso per Martina è arrivata l’ora di un vero e proprio “nuovo inizio”. E non solo per via della sua seconda esperienza in gialloblù.
Nell’ultimo anno, a causa di alcuni infortuni e purtroppo anche di diagnosi più volte errate, l’attaccante è stata spesso lontana dai campi. Ma soprattutto ha vissuto qualche sofferenza di troppo, tormentata proprio dalla sfortuna e dai problemi fisici.
Una parentesi negativa che però l’attaccante ha tanta voglia di chiudere una volta per tutte con l’aiuto di un ambiente a lei familiare, come si può intuire dalla determinazione e dall’entusiasmo che si possono scorgere anche nelle sue prime parole della sua seconda vita in gialloblù.
Bentornata Martina. Cosa ti ha spinta a ripartire da questo club?
Una parte di questa società mi è restata dentro e ce l’ho a cuore, come se fosse una seconda casa. Per di più ho percepito dal club la disponibilità a rimettermi in sesto al 100% e l’enorme piacere di avermi con loro. Il Chievo sta crescendo sotto tutti i punti di vista e cura dettagli che spesso in altre società vengono tralasciati.
Quanto è grande il desiderio di riassaporare presto il campo e quanta voglia di riscatto hai dentro dopo i tanti mesi sfortunati dal punto di vista fisico?
Questi mesi mi hanno messo ad una dura prova, mi hanno fatto crescere tanto. Mi hanno insegnato a comprendere quanto è importante prima di tutto volersi bene. È stato difficile mettere da parte la voglia di giocare, ma capii che era più importante guarire. Dopo tutto questo, è come se avessi ricaricato le pile. Questo rientro lo affronto con ogni emozione che provavo quando ero piccola.
Quali sono le tue prime impressioni all’inizio di questa tua seconda esperienza in gialloblù?
Entrando in questa società con un infortunio alle spalle, ho percepito fin da subito un’ottima organizzazione sulla fase riabilitativa post infortunio, cosa non scontata. Spero a breve che questo club riesca a puntare alla massima serie.
Con questa maglia hai vissuto due stagioni splendide a livello personale, nel corso delle quali sei stata sempre protagonista con tanti gol. Qual è il ricordo più bello legato a quegli anni?
Non c’è un ricordo preciso, ma tengo ben a mente la forza del gruppo che avevamo. Se sono riuscita a togliermi certe soddisfazioni personali è stato tanto merito anche di questo.
Sei giovane, ma hai già tanta esperienza, anche grazie alla fortunata avventura in Svizzera. Cosa ti porti ancora oggi di quel periodo?
Dalla Svizzera porto ancora con me la consapevolezza che nonostante la mia statura posso comunque giocarmela sul piano fisico. È stata la svolta per me, lì ho capito che il calcio è la mia vita.
Insieme a Boni, Zanoletti, Prost e Carraro ti aggiungi all’elenco di calciatrici in rosa “scudettate”. La vostra presenza può essere decisiva per trasferire a un gruppo molto giovane una mentalità vincente?
L’unica cosa che mi sento di dire è che per avere una mentalità vincente bisogna iniziare dagli allenamenti…Perdere in una semplice partitella deve far pensare.
Hai avuto modo di seguire il Chievo Women anche da lontano? Secondo te dove può arrivare questa squadra?
Ho sempre seguito questa squadra, nonostante la distanza, perché appunto sono molto legata. Sono certa che questa squadra ha i mezzi per fare più che bene…Forse deve solo esserne più consapevole.
In Serie B hai una media gol molto alta, 1 rete ogni 2 partite. In alcuni match al Chievo è mancata proprio la concretezza in fase realizzativa, il tuo obiettivo è quello di migliorarla?
Il mio obiettivo è poter aiutare la squadra il più possibile e in qualsiasi modo.
Cosa ti aspetti e cosa ti auguri in questa seconda avventura in gialloblù?
Mi auguro di rientrare in campo al meglio e di poter dare una mano alle mie compagne. Mi aspetto mesi ricchi di entusiasmo e voglia di far punti, per far vedere che questa squadra non merita di essere lì in classifica.
Vuoi fare un saluto ai tifosi del ChievoVerona Women?
Ciao a tutti, ho ancora il “cuore matto” come voi!
Credit Photo: Chievo Verona Women F.M.
The 30 best female footballer of the world 2020: Rachel Daly
Seppur un anno da dimenticare, il 2020 ha dato spazio ai grandi talenti mondiali che meritano di essere celebrate. I campionati che sono stati interrotti e conclusi hanno rovinato l’atmosfera, ma non hanno perso l’occasione di dare spettacolo. Nonostante ciò, le assenze da questa speciale classifica sono molte e di grande spessore. Purtroppo per varie vicissitudini non potranno essere presenti Rapinoe (Covid), Morgan (gravidanza), Guagni (infortuni vari), Marta (Covid), Hegerberg (rottura crociato) e Lloyd (Covid). Hanno saltato gran parte della stagione, ma il loro talento rimane innegabile. Quindi vediamo insieme le migliori 30 giocatrici al mondo del 2020. Al ventitresimo posto si trova Rachel Daly.
Dopo una carriera in penombra, finalmente l’inglese è riuscita ad emergere. Paradossalmente nell’anno più difficile di tutti, la centrocampista ha dato il meglio di sé. La svolta è arrivata alla prima edizione della NWSL Challenge Cup. Per lei vale lo stesso discorso di Lynn Williams affrontato qualche giorno fa. Con le star fuori gioco, sono venute alla luce tutti quei talenti poco noti, tra cui Rachel Daly. Con lo Houston Dash ha vinto la Challenge Cup con un suo goal che ha deciso la semifinale contro l’outsider Portland Thorns. Oltre al titolo nazionale, la classe 91 ha fatto razzia di premi individuali come quello di MVP della competizione e la Golden Boot. Senza tralasciare l’inserimento nella miglior formazione del torneo.
L’estate ha rappresentato una tappa importante per la sua carriera dove è ritornata nella FA Women’s Super League dopo 8 anni di assenza. Lei che il campionato inglese l’ha vinto nel 2010, ha accettato il prestito al West Ham United. Il periodo di adattamento al campionato è stato duraturo, ma ora che la giocatrice ha ingranato sta portando il suo vero apporto. La squadra non naviga in acque ottimali con il cambio dell’allenatore ed un terzultimo posto che scotta. Ma con una top player come lei, le Hammers sapranno come rialzarsi.
Il 2020 di Racheld Daly liofilizzato:
NWSL Challenge Cup: 4 goal in 7 partite
FA Women’s Super League: 3 goal in 9 partite
Continental Cup: 1 partita
SheBelieves Cup: 2 partite
Trofei: NWSL Challenge Cup, MVP Challenge Cup, Golden Boot Challenge Cup
Recuperi Serie B: Como e Pomigliano per restare al vertice, Tavagnacco-Cesena match spartiacque
Il 2021 ha appena fatto i primi passi e già si torna a parlare di calcio, perché domani si recuperano una gara della sesta e due della settima giornata di Serie B.
Il Pomigliano intende proseguire la sua marcia da leader della cadetteria, ma non dovrà sottovalutare un Perugia che sarà al penultimo posto ma che di fronte alle pantere non ha nulla da perdere.
Il Como vorrà imporre la legge in casa del Chievo Verona, me lariane non dovranno commettere l’errore di pensare di aver già vinto, e le clivensi potrebbero metterle in difficoltà.
Terminiamo col Tavagnacco che ospita il Cesena, con le friulane he vogliono avvicinarsi sempre di più al vertice, mentre le cesenati potrebbero rilanciare i sogni promozione.
Tre partite di alto livello e scontri che possono dare una svolta alle loro storie. Ma intanto mettevi comodi: la Serie B è tornata.
Michele Uva, direttore di “Football & Social Responsability” della UEFA: “L’Italia dovrebbe puntare a organizzare il Mondiale del 2027”
Durante un evento organizzato da Fare Cultura, il direttore di “Football & Social Responsability” della UEFA, Michele Uva ha parlato del calcio femminile. In particolare del futuro di questo sport e di tutte le varie possibilità per farlo crescere anche sul territorio italiano.
“Il Mondiale francese è stato un bellissimo spot per il calcio femminile, a maggior ragione in Italia dove non si era mai raggiunto un successo simile. Il prossimo europeo in Inghilterra, probabilmente il paese che sta investendo di più in questo movimento, sarà straordinario a mio avviso. Penso che l’Italia dovrebbe puntare a organizzare il Mondiale del 2027, ci sono sia le potenzialità sia le possibilità e portare un evento simile nel nostro paese sarebbe un grandissimo progetto di rilancio per l’Italia. Come UEFA crediamo che servano investimenti per il calcio femminile e abbiamo introdotto le licenze per forzare le squadre maschili ad avere anche un settore femminile più tutelato. Ci sono delle nazioni come l’Inghilterra o la Spagna che stanno crescendo molto, l’Europa sta crescendo molto in generale, basti pensare che un talento della nostra Serie A arriva da Malta (riferendosi a Haley Bugeja) e gioca nel Sassuolo. Quello che mi dispiace è che dopo il Mondiale in Francia mi sarei aspettato una crescita delle tesserate nel calcio femminile in Italia molto più elevato. Purtroppo così non è stato anche a causa del Covid”.
Salernitana: Annalisa Tirozzi da record, la campana in rete in Serie A2 di Calcio a 5 Femminile dopo 4 secondi
Nel pomeriggio di domenica la Salernitana Femminile ospitava, al Palazzetto dello Sport di Pontecagnano, nel gruppo D di Serie A2 di calcio a 5 femminile la Sangiovannese. Le campane, guidate dal tecnico Antonio Pannullo, hanno superato per 6-3 il team calabrese mettendo la gara in discesa sin dalle prime battute. Il quintetto granata, composto dal capitano Raffaella Di Bello tra i pali con Lisanti, Tirozzi, Giugliano e Palumbo come elementi di movimento, è entrato nella storia del futsal femminile grazie ad una marcatura lampo.
Sono bastati 4 secondi alle padroni di casa, infatti, per passare in vantaggio fissando, a quanto pare, il record di velocità per una marcatura arrivata nei tornei femminili nazionali di calcio a 5. A siglare il punto dell’uno a zero è stata Annalisa Tirozzi laterale, originaria di Aversa, che dopo due anni con la maglia del Futsal Nuceria, sempre in A2, in estate è passata alla Salernitana. Dopo il fischio di avvio battuto da Giada Palumbo le due laterali Annalisa Tirozzi ed Enrica Giugliano scattano verso la porta avversaria. Alessandra Lisanti serve con il contagiri, piazzando la palla tra difesa e portiere, proprio la numero 5 delle granata che, dopo uno scatto rapidissimo, gira di testa, a pochi metri dalla porta, angolando la sfera sul palo più lontano. Abbiamo raggiunto per rivivere gli umori la calcettista che in precedenza ha vestito, tra le altre, le maglie di Marcianise, Teverola ed Aversa.
Annalisa sei una delle nuove arrivate in casa Salernitana. Come ti sei integrata e come sta andando questa stagione?
“Sono arrivata in estate e, ad essere sincera, con il gruppo ho avuto sin da subito un buonissimo impatto. Arrivavo dal Nuceria come Celeste Attanasio e Annalisa Ianniello, quindi ho fatto presto ad integrarmi. Sulla stagione si può dire che è appena iniziata visti i 40 giorni di stop vissuti dal nostro gruppo causa Covid. Dal 18 ottobre, giorno dell’inizio del campionato, abbiamo disputato solo 5 partite, poche per parlare valutazioni considerando che abbiamo ancora, purtroppo, calcettiste indisponibili o con pochi allenamenti nelle gambe e spesso la nostra panchina è stata corta“.

Domenica per voi domenica una rete lampo nata direttamente dal calcio di avvio. Ci descrivi come è andata?
“Il mister spesso ci dice che è importante dare subito l’idea in partita di essere aggressive. Ci ha suggerito, cosi, di provare una giocata importante al fischio di inizio. Io ero sulla linea del fallo laterale e quasi volevo dire all’arbitro di spostarsi un po’, visto che dovevo scattare verso la porta avversaria. Sono rimasta concentrata e appena è giunto il fischio sono partita quasi ad occhi chiusi verso l’area della Sangiovannese. Alessandra Lisanti, che ha aspettato in maniera perfetta, mi ha servito la palla ed io ho mirato l’angolo. Vedendo che la palla che scendeva, e sentendo il portiere vicino, ho schiacciato forte di testa sul secondo palo”.
Era uno schema ovviamente, quante volte lo avete provato? Avete cercato di premere subito per cogliere eventuali cali di tensione nei primi secondi della rete?
“Si ovviamente era uno schema, cercato e ricercato tante volte in allenamento. Ricordo il 26 mattina che le prove generali non andarono benissimo, visto che non ho mai colpito la palla d testa. Non avrei pensato che riuscisse così bene e in maniera impeccabile appena 24 ore dopo. In effetti questo tipo di schema messo in pratica al fischio di inizio può riuscire per una tensione iniziale non massimale da parte delle avversarie”.
Per te la prima e la sesta rete della Salernitana, nata anche questa da palla da fermo. Quanto contano i movimenti sui calci piazzati nel futsal?
“Contano tanto, speso sono fondamentali nell’economia di una gara ed il mister lavora appunto molto sulle palle inattive. Sui calci piazzati stiamo diventando sempre più brave, iniziamo a conoscerci e a vedere meglio i tempi di battuta l’una per l’altra. Oltre alla mia è arrivata anche la rete di Bosco, nata da uno schema su calcio d’angolo battuto da me. Poco dopo le parti si sono invertite: io vado a segno proprio sulla battuta proprio di Piera Bosco, che mi ha ricambiato cosi il piacere“.
Ora piccola pausa prima di tornare in campo nel 2021. Cosa speri porterà il nuovo anno?
“Il nuovo anno ci riporterà di sicuro tutte le ragazze assenti, e credo che dopo il 10 gennaio la nostra rosa riprenderà al meglio dimenticando le difficoltà di questi ultimi mesi. Il nostro è poi un gruppo con ragazze giovani, e al primo anno di A2, che complice il mercato vedrà qualche uscita e diversi innesti. Spero si possa creare la giusta alchimia tra i nuovi arrivi, i rientri e le più giovani. Noi veterane dobbiamo essere brave a guidare la loro voglia di fare alla nostra esperienza. Le due cose se si fonderanno, e sono certa che sarà cosi, porteranno ad una seconda parte di campionato molto divertente per noi. Spero di arrivare quanto prima a regime completo e di vivere tante emozioni ancora con questa maglia”.
Giappone, domani l’inizio del campionato femminile delle scuole superiori
Nonostante gli ultimi anni di stallo dopo la vittoria dei Mondiali nel 2011, le giapponesi si confermano all’elite del calcio femminile. Non sono i risultati a determinare ciò, ma le varie iniziative giovanili volte non solo al calcio femminile, ma ad una cultura dello sport generale. Sempre più ragazze vogliono intraprendere la strada del calcio ed il sistema del Sol Levante le sostiene tutte. Molti gli investimenti fatte sulle donne delle scuole superiori, come l’inizio del campionato di calcio femminile.
Malgrado le complicanze avute con il Covid, il governo si è fortemente impegnato per far scendere in campo le giovani giocatrici. Domani 3 gennaio le 32 selezioni della prefettura di Hyogo ritorneranno in campo iniziando la lotta per il titolo nazionale. Tutti gli scontri diretti porteranno in finale le due migliori squadre che si sfideranno il 10 gennaio nel Noevir Stadium di Kobe. Molte delle interpreti dovranno lasciare la Nadeshiko League dove giocano abitualmente per rappresentare la propria scuola nel campionato femminile delle scuole superiori.
Ogni girone ha una storia a sé, ma fossi in voi darei un occhio di riguardo al primo girone. Al suo interno c’è la Daisho Gakuen High School più tre ex squadre campioni, come la Seisa Kokusai High School Shonan, la Tokiwagi Gakuen High School e la Hinomoto Gakuen High School. La Daisho e la Tokiwagi hanno nel roster anche due delle tante giocatrici della massima serie giapponese. Matsubara Arisa (Nojima Stella Kanagawa) per le prime e Michigami Ayaka (Iga FC) per le seconde daranno spettacolo in mezzo al campo. Sicuramente questo sarà il raggruppamento più duro ed affascinante da guardare con attenzione.
La 29esima edizione del trofeo vedrà anche l’esordio assoluto della Kamimura Gakuen High School. Nonostante la prima partecipazione, la scuola ha messo in piedi una squadra con i fiocchi di cui fanno parte ben tre giocatrici della Nadeshiko. Kikuchi Maria (INAC Kobe), Shibata Hanae (Urawa Red Diamonds) e Ueno Mami (Ehime FC) difenderanno la maglia della loro scuola. Nello stesso gruppo ci sarà il Seiwa Gakuen High School, una delle due squadre che ha partecipato a tutti e 29 i tornei insieme alla Hokkaido Otani Muroran High School. Da detentrice del titolo giocherà la Fujieda Junshin High School che punteranno al bis con la star della Nadeshiko Nagae Ibuki dell’INAC Kobe.
Credit Photo: JFA















