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Ancora Juventus, straordinaria Bonansea: una doppietta dell’azzurra regala il trofeo alle bianconere

La Supercoppa TIMVISION vede ancora bianconero. Come poco più di un anno fa, la Juventus si aggiudica il trofeo in finale sulla Fiorentina, esattamente con lo stesso punteggio con cui si impose nell’ottobre 2019 a Cesena: sul terreno di gioco di Chiavari finisce con un 2-0 mai in discussione, frutto di novanta minuti in assoluto controllo della sfida e di due reti di un’incontenibile Barbara Bonansea.

Alle viola non riesce l’impresa di azzerare in una gara secca quei sedici punti di differenza che si sono concretizzati in campionato in appena dieci giornate disputate. L’ultimo atto della Supercoppa TIMVISION – per la prima volta a quattro squadre, vista la mancata assegnazione della Coppa Italia nella scorsa stagione – ha così sottolineato nuovamente la forza delle bianconere in ambito nazionale.

La partita. Rispetto alla semifinale di mercoledì contro la Roma, Rita Guarino recupera al centro della difesa capitan Gama e Giuliani tra i pali. A centrocampo Pedersen prende il posto di Rosucci mentre in attacco confermatissimo il tridente composto da Hurtig, Bonansea e Girelli. Nella Fiorentina, mister Melani – nuovamente in panchina vista l’indisponibilità di Cioncotta – conferma l’undici vincente contro il Milan, in un 4-4-2, con centrocampo in linea, in cui davanti Tatiana Bonetti è chiamata a ispirare Sabatino.

Nei primi minuti di gioco le due squadre si studiano senza sbilanciarsi troppo, come l’alta posta in gioco impone in questi casi. Al 16’ la prima vera occasione da rete è così un’invenzione di Hurtig sulla fascia sinistra: l’attaccante svedese salta secco la sua marcatrice diretta, ma il suo invito rasoterra a centro area non viene raccolto da nessuna compagna di squadra. La Fiorentina appare scossa dal pericolo subito e per qualche minuto è incapace di arrivare nella metà campo juventina. Le bianconere insistono nel produrre gioco e nel giro di due minuti Schroffenegger è decisiva nel mantenere il punteggio ancorato sullo 0-0: prima (23’), sugli sviluppi di un calcio d’angolo, nell’allungarsi su Pedersen, quindi (24’) è ancora fenomenale su Girelli lanciata a rete. Al 30’ è Quinn a ribattere una conclusione a botta sicura di Pedersen, mentre tre minuti più tardi è Sabatino a sprecare una buona occasione in contropiede, preferendo la conclusione dalla grande distanza anziché servire Kim sulla destra. È comunque la scossa tanto attesa dalle viola, finalmente capaci di controbattere alle offensive bianconere dopo un lungo monologo delle ragazze di Rita Guarino. Ma proprio quando la gara sembra nuovamente sul filo dell’equilibrio nell’economia del gioco, Barbara Bonansea (39’) mostra tutte le sue doti regalando il vantaggio alla Juve: dribbling su Zanoli e diagonale rasoterra di sinistro che beffa Schroffenegger, tradita dal rimbalzo della sfera. Il primo tempo si chiude così sul meritato vantaggio per le bianconere, perfino esiguo per quanto visto sul terreno di gioco di Chiavari.

La ripresa si apre con una Fiorentina più intraprendente e con il baricentro più alto, ma le viola faticano a creare vere occasioni da rete e al decimo è nuovamente Bonansea a mettere il proprio nome sul tabellino della partita. Stavolta l’azzurra finalizza di destro, con un tiro di collo al volo dal limite dell’area, portando le bianconere sul doppio vantaggio. Un colpo che suggella la prestazione della Juventus, padrona assoluta del campo, tanto da non disdegnare ancora alcune sortite offensive nonostante il 2-0 a proprio favore. Al 24’ è Boattin a mancare l’eurogol solo per una questione di centimetri: la sua conclusione, potente e precisa dai trenta metri, si stampa in pieno sulla traversa. È in sostanza l’ultima vera emozione di una partita che la Juventus non ha mai dato l’impressione di potersi fare sfuggire, di fronte ad una Fiorentina che, al di là delle assenze, è mancata nelle sue giocatrici più rappresentative, Bonetti e Sabatino, e che anche dalla statunitense Kim – una delle migliori in campo nella semifinale contro il Milan – non ha avuto l’apporto sperato.

Juventus-Fiorentina 2-0

JUVENTUS: Giuliani; Hyyrynen (44’ st Skovsen), Gama, Salvai, Boattin; Pedersen, Galli, Caruso (41’ st Rosucci); Hurtig (41’ st Staskova), Bonansea (27’ st Cernoia), Girelli. A disp.: Bacic, Zamanian, Alves, Sembrant, Giordano. All.: Guarino

FIORENTINA: Schroffenegger; Thogersen, Quinn, Tortelli, Zanoli; Kim (27’ st Monnecchi), Neto, Middag (13’ st Adami), Vigilucci (41’ st Baldi); Bonetti (27’ st Clelland); Sabatino. A disp.: Ohrstrom, Cordia, Jensen, Ripamonti, Mani. All.: Melani

ARBITRO: Marotta. Assistenti: Abruzzese e Vettorel. IV Ufficiale: Ferrieri Caputi

RETI: 39’ pt e 10’ st Bonansea

NOTE – Ammonita: Thogersen. Recupero: 3’ st.

Credit Photo: Andrea Amato

The 30 best female footballer of the world 2020: Kosovare Asllani

Seppur un anno da dimenticare, il 2020 ha dato spazio ai grandi talenti mondiali che meritano di essere celebrate. I campionati che sono stati interrotti e conclusi hanno rovinato l’atmosfera, ma non hanno perso l’occasione di dare spettacolo. Nonostante ciò, le assenze da questa speciale classifica sono molte e di grande spessore. Purtroppo per varie vicissitudini non potranno essere presenti Rapinoe (Covid), Morgan (gravidanza), Guagni (infortuni vari), Marta (Covid), Hegerberg (rottura crociato) e Lloyd (Covid). Hanno saltato gran parte della stagione, ma il loro talento rimane innegabile. Quindi vediamo insieme le migliori 30 giocatrici al mondo del 2020.  Al quindicesimo  posto si trova Kosovare Asllani.

Se ne parlava tanto dell’approdo del Real Madrid nel calcio femminile e finalmente questo investimento ha portato i suoi frutti. Le ingenti somme versate dal Perez alla nascita del club hanno catapultato le nuove Merengues subito ai piani alti nazionale. E la punta di diamante della squadra è senza ombra di dubbio l’attaccante svedese. Nelle prima parte di stagione con il Tacòn (poi acquistato dal Real), non si è esaltata più di tanto a causa delle voci che  giravano sulla nuova acquisizione. Molte erano le giocatrici pronte a partire tra cui lei, ma la dirigenza l’ha convinto a restare costruendo il progetto intorno a lei. Dall’inizio della nuova stagione, Asllani è diventata una giocatrice completamente diversa: segna a profusione, corre dappertutto ed è imprescindibile dentro e fuori dal campo. Con lei al comando, il Real Madrid avrà vita facile nel suo cammino.

Le doti di Kosovare Asllani sono anche al servizio della nazionale svedese. Con la selezione giallo blu ha disputato un’Olimpiade, due Mondiali, due Europei e sembra destinata ad essere la protagonista anche del terzo. Gerhardsson non si priverà mai della sua punta, una delle più rappresentative dell’intero Paese. Oltre alle sue doti nel terreno di gioco, vengono apprezzate le sue iniziative per consapevolizzare questo sport a livello globale. Intanto la Svezia ha il pass diretto assicurato per la prossima competizione continentale in Inghilterra e Kosovare Asllani con le sue Blågult non saranno molto malleabili.

Il 2020 di Kosovare Aslanni liofilizato:
Primera Division: 11 goal 20 partite
Copa de la Reina:1 partita
Algarve Cup: 2 partite
Women’s EURO Qualification: 4 partite

Catalina Perez,Napoli: “Chiudo il 2020 con la convinzione che valga la pena lottare e darsi le opportunità che Dio ti dà ogni giorno”

Il portiere del Napoli Catalina Perez attraverso il proprio profilo Instagram ha voluto ricordare il 2020 appena trascorso, un periodo che nonostante la pandemia mondiale ha segnato un grande cambiamento nella sua vita dentro e fuori dal campo.
catperezj  “Il 2020 a parte la pandemia, l’anno in cui ho deciso di cambiare la mia vita per inseguire il mio sogno di una vita nel calcio. Ho lasciato il lavoro, in una settimana ho fatto le valigie e sono andato a vivere in Italia. Spaventoso? Assolutamente. Facile? Affatto. Ne è valsa la pena? 100%. Consigliabile? Sì, con appoggio e melatonina! Grazie mille a tutti coloro che mi hanno sostenuto nel realizzare questo sogno e nel viverlo al meglio. Voi sapete chi siete. Per me fanno tutta la differenza. Quest’anno ho anche sentito più che mai l’amore di Dio, la sua compagnia e la sua guida indipendentemente dalle  circostanze. Non è se non che si aprono gli occhi e il cuore per vedere tante benedizioni che ci dà attraverso altre persone e piccoli o grandi dettagli. Ringrazio la mia fantastica e meravigliosa mamma che mi ispira e mi accompagna ogni giorno della mia vita. Tutti i miei rsuccessi sono migliori quando li condivido con te e tutti i miei problemi sono più sopportabili quando ho il tuo sostegno. Chiudo l’anno con la convinzione che valga la pena lottare, uscire dalla propria zona di comfort e darsi le opportunità che Dio ti dà ogni giorno” ❤️🙏🏻

“2020, aparte de la pandemia, el año que decidí cambiar mi vida para perseguir mi sueño de toda la vida en el fútbol. Deje mi trabajo, en una semana empaque todo, y me fui a vivir a Italia con tres maletas. Asustador? Totalmente. Fácil? Para nada. Valió la pena? 100%. Recomendable? Si, con apoyo y melatonina!

Muchísimas gracias a todos los que me apoyaron en realizar este sueño y en vivirlo al máximo. Ustedes saben quienes son. Hacen toda la diferencia para mi.

Este año también sentí más que nunca el amor de Dios, Su compañía y Su guíanza independiente de mis circunstancias. No es si no que uno abra los ojos y el corazón para ver tantas bendiciones que nos da a través de otras personas y pequeños o grandes detalles.

Agradezco todos los días por mi gran y maravillosa mamá que me inspira y me acompaña todos los días de mi vida. Todos mis logros son mejores cuando los comparto contigo y todos mis problemas son más llevaderos cuando tengo tu apoyo.

Cierro el año con la convicción que vale la pena luchar, salir de su zona de comfort, y darse a las oportunidades que le da Dios a uno día a día” ❤️🙏🏻

Credit Photo:Pagina Instagram Catalina Perez

Coluccini: “Roma e Res sono due grandi club. Il professionismo sta nella professionalità di chi fa calcio.”

In un periodo storico strano e difficilmente descrivibile ai posteri, con il calcio giocato messo da parte a favore di precauzioni contro il Covid-19, tutte le calciatrici del campionato di serie C possono solo allenarsi, secondo il protocollo voluto dalla LND e dal Governo, aspettando di tornare quanto prima alla normalità.

In casa Res Women parla Manuela Coluccini, proveniente dall’A.S. Roma e protagonista con la maglia della Res Roma di 5 indimenticabili stagioni in serie A, giocatrice dotata di grandi qualità tecniche e di un forte carisma che le permette di essere tra le leader della compagine romana.

Ciao Manuela… Giorni e settimane senza gare: come stai vivendo questo periodo “strano”?
Affrontare la settimana moralmente è abbastanza dura: sai che non giocherai, ma è qui che si vede una squadra; devo dire che la stiamo vivendo nel modo più giusto possibile, stimolandoci a vicenda e magari cercando di migliorare anche singolarmente qualcosa. La società poi sta facendo un grandissimo lavoro sotto ogni punto di vista.

Raccontaci un vostro allenamento”tipo” in questo periodo di semi lockdown.
All’inizio del lockdown abbiamo cercato di svagare un po’ facendo qualche allenamento a base di partitine e competizioni a squadre ed è stata un ottima idea da parte dello staff; poi abbiamo ripreso con lavori mirati.

Passiamo al calcio giocato: un bilancio di questo inizio di stagione della tua Res.
Per un bilancio dovremmo aspettare almeno di fare i recuperi, per ora abbiamo giocato veramente poco: due partite delle quali una, la prima, è stata tosta da tutti i punti di vista; la squadra però ha reagito bene e sono sicura che faremo meglio appena ce ne daranno la possibilità.

Che rapporto hai con mister Amore e con mister Fiorucci e cosa ci puoi dire di loro?
Credo di avere un ottimo rapporto con entrambi: Stefano mi conosce da tanto tempo ormai e c’è un feeling sicuramente diverso, ma con mister Amore c’è tanto rispetto anche sapendo il bagaglio di esperienze che ci portiamo dietro; sono molto entusiasta di tutti e due.

Cosa ti aspetti dalla ripresa dell’attività? Che obiettivi hai ? Personali e di squadra.
Non so proprio cosa aspettarmi, ma vorrei che tutto possa tornare alla normalità, in sicurezza ovviamente, non dobbiamo avere fretta. Abbiamo il compito di non mollare e appena si potrà dimostreremo il valore della nostra squadra, per questo in allenamento cerco di dare il massimo per ispirare e motivare le più giovani; a volte sono anche insistente e provocatrice, perché voglio mantenere un livello di concentrazione alta per arrivare pronti alla ripresa.

Sei tornata alla Res dopo qualche stagione alla Roma. Che ricordo hai di quel periodo e cosa ti ha colpito di più della tua esperienza con un team professionistico?
Gli anni alla Roma sono stati stupendi, l’arrivo dei grandi club ci hanno fatto vivere un sogno: hai a disposizione tantissime persone che ti permettono di fare il tuo lavoro nel miglior modo possibile; in quanto a professionalità però la Res non è da meno, sia nel passato che ora a noi ragazze non è mai mancato nulla, ed è una cosa che ho sempre ammirato, anche per questo sono tornata. Il professionismo sta nella professionalità di chi lavora.

Un consiglio alle giovani che iniziano a giocare a calcio.
Alle giovani auguro di iniziare il prima possibile a praticare questo sport e a guardarlo sempre con passione, perché ti può dare emozioni che al di fuori difficilmente trovi. Non mollare alla prima difficoltà: oggi ci sono molte più società che approcciano al calcio femminile, anche se in poche hanno le categorie più giovani.

Credit Photo: Pagina Facebook Coluccini Manuela

Phil Neville sarà (probabilmente) l’allenatore della nazionale inglese alle Olimpiadi di Tokyo

La nazionale inglese naviga a vista. In panchina siede ancora un Phil Neville separato in casa. Riepilogando quanto successo negli scorsi mesi, l’ex leggenda del Manchester United a sorpresa ha detto di voler lasciare il suo ruolo. In varie interviste ha più volte denigrato la figura del ct di una nazionale dicendo che in realtà il suo obiettivo è sempre stato quello di allenare un club. Parole che hanno fatto male alla FA che è dovuta correre subito ai ripari. Le due parti sono arrivate ad un accordo e la rottura non sarà drastica.

L’addio dell’allenatore, secondo i piani, doveva avvenire dopo le Olimpiadi di Tokyo del 2020 per avere il tempo necessario per progettare il suo futuro. La pandemia ha fatto scivolare l’immaginario del tecnico che ora si è ritrovato a traghettare la squadra anche fino agli Europei. Sembra che i patti siano rimasti quelli precedentemente decisi: Phil Neville sarà l’allenatore della nazionale inglese alle prossime Olimpiadi. L’ex difensore ha la fiducia temporanea di tutto il board ed è pronto per questa impresa. Il coach abbandonerà poi il suo ruolo al termine del suo contratto fissato per luglio. Al suo posto è già stata selezionata l’ex ct della nazionale olandese Sarina Wiegman.

Purtroppo però, a rovinare i programmi della Federcalcio d’Oltremanica ci potrebbe essere l’ex compagno di Phil Neville, David Beckham. Il bad boy è diventato il proprietario dell’Inter Miami, squadra militante nella MLS. Pochi giorni fa, la squadra californiana ha esonerato l’allora allenatore Diego Alonso e Neville sembra l’indiziato numero uno per sostituirlo. L’ex centrocampista avrebbe individuato in lui l’interprete perfetto per la sua panchina e lo vorrebbe portare negli States fin da subito. Ora tutte le situazioni coinvolte sono in attente trattative per cercare una soluzione ottimale a tutti.

Sull’argomento ai microfoni della BBC, è intervenuta Sue Campbell, presidente della Divisione Femminile inglese. “Abbiamo deciso che Phil [Neville] avrebbe guidato il Team GB a novembre e ci stavamo muovendo verso un annuncio quando ha iniziato ad avere queste discussioni. Fino a quando queste discussioni non saranno concluse, non posso davvero dire altro. Se Phil rimane, sarà l’allenatore del Team GB. Se va, ovviamente abbiamo qualcosa a cui pensare e su cui lavorare. Siamo a questo punto”, afferma la leader. “Il futuro è suo e sta a lui prendere la sua decisione. Non sono certo a conoscenza dei dettagli delle trattative che sta avendo con l’Inter Miami, ma so che sta avendo conversazioni”. Campbell cerca anche di accelerare i tempi per programmare tutto nel miglior modo possibile. “Abbiamo un po’ di tempo a disposizione, ma tutti vogliamo sapere, ed in particolare le giocatrici, che sono la nostra priorità”.

Statistiche Inter: migliorabile la concretizzazione dei goal dal 65′ in poi

L’Inter ha concluso il 2020 in sesta posizione e con 14 punti, raggiungendo così la metà classifica. Dopo un inizio difficile con le prime giornate a quota zero, la squadra di Sorbi ha iniziato ad ingranare il gioco.

In totale sono 4 vittorie e 4 sconfitte, 2 pareggi. Prima della decima giornata, le neroazzurre hanno raggiunto la loro posizione in classifica più alta del campionato: il quinto posto.

Trascinatrice della squadra con la fame del goal vi è Marinelli a quota 5. Segue poi Moller Hansen con 3 reti. Il totale dei goal realizzati è di 14, mentre i subiti 16. Non vi è un particolare momento della partita dove la squadra di Sorbi segna di più, ma sicuramente i primi 15 minuti di giochi sono sempre focali, stessa cosa per i minuti verso la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. Vengono poi a meno le reti segnate dal 65′ in poi.

Sommario
Punti: 14 (casa 7, fuori casa 7)
Risultati: 4 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte
Goal realizzati: 14 (casa 7, fuori casa 7)
Goal subiti: 16 (casa 5, fuori casa 11)
Capocannoniere: 5 goal – Marinelli
Risultati consecutivi: 2 vittorie, 2 sconfitte
Posizione in classifica: 6/12

Record di allenatrici nella Primera Iberdrola con l’arrivo di Iraia Iturregi

Iraia Iturregi Athletic Bilbao
Iraia Iturregi Athletic Bilbao

Iraia Iturregi è la nuova allenatrice dell’Athletic Club di Bilbao. L’ex giocatrice, seconda calciatrice con più presenze nella storia della squadra basca, a soli 35 anni, prende in carico la guida tecnica del club biancorosso in forte crisi. L’allenatore Angel Villacampa è stato sostituito e chi poteva guidare le leonas al ritorno alla vittoria? Colei che ha vinto con le basche 4 campionati spagnoli, ha giocato 357 partite nella Primera Iberdola realizzando quasi 60 goal. La mentalità è quella vincente e Iraia non lascerà nemmeno un punto alle avversarie perché l’Athletic torni in zona Women’s Champions League.
Con l’arrivo di Iraia, diventano 4 le allenatrici nella Primera Iberdrola, uguagliando il record della scorsa stagione. Infatti Maria Pry è già da diversi anni allenatrice del Levante, portando la squadra valenciana ad ottimi risultati. La seconda donna in panchina è Natalia Arroyo, arrivata alla Real Sociedad a inizio stagione. E la terza allenatrice è Jenny Benítez, di cui vi abbiamo raccontato l’arrivo allo Sporting Huelva al posto del dimissionario Antonio Toledo, presidente del club. Tra le donne spagnole allenatrici nel mondo dobbiamo ricordare Toña Is che allena la squadra Pachuca in Messico e Mila Martínez che contribuisce alla crescita del calcio femminile in Giappone nella squadra del Suzuka. Montserrat Tomé è la seconda allenatrice della Nazionale Spagnola e dirige anche la Nazionale under-17 della Roja.
Il futuro delle donne è rosa e Iraia dovrà subito dimostrare di che pasta è fatta nella sfida contro l’Eibar che si sta giocando mentre scriviamo.

Photocredit: Iraia Iturregi, Twitter

Alessia Bissacco, Padova: “Saper tener testa ai maschi, rivaluta la nostra figura ai loro occhi”

Alla scoperta di Alessia Bissacco, classe 2002, elemento portante del vivaio del Padova, squadra delle invincibili delle ultime due stagioni, fermata sul campo solo dal Covid.

Difensore centrale, dotata di una buona visione di gioco e precisione nel passaggio, fa valere la sua stazza fisica, dominando spesso nei contrasti di gioco.

Cresciuta nel Juvenila maschile ha percorso tutta la trafila del settore giovanile delle, diventando un elemento imprescindibile della Primavera delle biancoscudate.

Ciao Alessia, come è nata la tua passione per il calcio ?
“Abito sin da piccola in una casa che si affaccia su un campo di calcio, veder giocare i bambini sul terreno di gioco mi ha particolarmente incuriosito, suscitando in me la voglia di provare e cimentarmi con questo meraviglioso sport. Mi piace l’idea di poter giocare all’aperto, in spazi larghi dove poter correre e staccare dalla routine quotidiana, trovando la giusta valvola di sfogo che una ragazza della mia età può avere.”

Esperienze pregresse in carriera
“Ho iniziato a giocare per un anno e mezzo nella Juvenila maschile, a seguire sono stata dapprima nello Zansky Padova, poi nel Padova femminile percorrendo la trafila delle giovanili dagli esordienti fino al settore Primavera”.

Il valore della squadra
“La squadra ha ottenuto ottimi risultati negli ultimi due anni, grazie al brillante lavoro del mister e al valore ed alla solidità di un gruppo sempre unito e coeso, dentro e fuori il campo di gioco, decisamente il nostro valore aggiunto”.

La situazione attuale
“La pandemia non ha fermato la nostra voglia e l’entusiasmo di incontrarci sul campo da gioco, continuando a svolgere due allenamenti di gruppo, distanziati e senza contatti come da protocollo ed uno individuale da casa, favorendo l’aspetto atletico a quello tattico non potendo disputare le gare”.

 I momenti più belli vissuti sul terreno di gioco
“La vittoria del campionato di qualche anno fa e un lontano ricordo di una tripletta realizzata in una gara del torneo, circostanza rara per una che di solito bazzica nelle retrovie, sono certamente i due ricordi più piacevoli che mi accompagnano; la soddisfazione più grande resta comunque quella di tenere testa ai maschietti che spesso ti sottovalutano per l’arcaico pregiudizio che una femmina non può giocare a pallone, salvo poi farli ricredere, una volta affrontati sul campo da gioco”.

Credit Photo: Padova calcio femminile

Supercoppa italiana femminile: la Juve è campione

Un 2021 che non poteva iniziare meglio. Le Juventus Women portano a casa la seconda Supercoppa Italiana consecutiva. La finale dello Stadio “Aldo Gastaldi” di Chiavari vede il trionfo per 2-0 delle bianconere sulla Fiorentina con la doppia firma di Barbara Bonansea.

Per vincere le finali bisogna giocare da squadra ed è ciò che ha messo in pratica alla perfezione la squadra di Coach Rita Guarino creando tante occasioni, ma soprattutto non concedendo nulla alle dirette avversarie. Dopo il successo per 2-0 nella passata stagione, sempre contro le viola, la Juve porta a casa per la seconda stagione consecutiva con lo stesso risultato questo importante trofeo.

Una prestazione di altissimo livello quella messa in campo dalle bianconere, condita da due gemme di Barbara Bonansea, una con il mancino nel primo tempo e una nel secondo con il destro. Due reti splendide a coronare una prestazione collettiva perfetta.

LA SBLOCCA BONANSEA

L’avvio di gara vede due squadre attente più a non scoprirsi che a offendere. La Juve, però, tra le due compagini in campo è quella che cerca maggiormente di creare pericoli nell’area avversaria. Al 9’, infatti, la squadra di Rita Guarino inizia a lanciare qualche segnale alle toscane con la conclusione da fuori area di Arianna Caruso che sfila, però, sul fondo. La prima vera occasione del match arriva, poi, al 16’ ed è sempre costruita dalle bianconere: Lina Hurtig penetra in area di rigore e offre un ottimo pallone in mezzo all’area per Arianna Caruso che non riesce, però, a spingerlo in rete. È l’occasione che apre quindici minuti di altissima intensità da parte della Juve. Sono tre, infatti, le successive opportunità costruite dalle campionesse d’Italia in carica per passare in vantaggio. Al 22’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo Bonansea colpisce di testa offrendo una sponda deliziosa per Hurtig che prova la girata, ma trova l’attenta risposta di Schroffenegger. La Juve continua a premere e due giri di orologio più tardi Girelli prova anche lei a sbloccare il punteggio, ma ancora una volta un ottimo intervento dell’estremo difensore viola chiude lo specchio. Le toscane continuano a soffrire il ritmo imposto dalla squadra di Coach Guarino. Minuto 27, dagli sviluppi di un corner ci prova anche capitan Gama di testa, ma il portiere avversario risponde ancora presente bloccando il tentativo della bianconera. Così tante occasioni create non sono un caso e al 39’ la Juve, infatti, passa in vantaggio: Barbara Bonansea riceve palla sulla corsia di destra, si accentra eludendo l’intervento della sua diretta avversaria con una pregevole sterzata e con il mancino insacca nell’angolino di destra non lasciando scampo a Schroffenegger. Bellissima giocata e 1-0 che permette alle Juventus Women di chiudere in vantaggio la prima frazione.

ANCORA BARBARA E LA SUPERCOPPA È BIANCONERA!

Non cambia il copione della ripresa. La Juve continua ad attaccare a testa bassa e al 55’ arriva la rete del raddoppio. La firma è sempre la stessa: una scatenata Bonansea è abilissima, in questo caso, a calciare al volo un pallone al limite dell’area di rigore proveniente da una respinta di testa di Zanoni. Un altro gol splendido messo a segno da Barbara e 2-0. Le ragazze di Coach Guarino continuano, però, a non essere dome e a mantenere alta la concentrazione. Al 68’ ci prova dalla distanza Boattin con un mancino molto potente. Schroffenegger si allunga e riesce a deviare sulla traversa il tentativo della bianconera. La seconda metà di questa frazione vola via senza problemi per la Juve che, al fischio finale, può fare partire la festa per la conquista del primo trofeo stagionale.

Credit Photo: Juventus Women

La FIFA supporta il calcio femminile durante la pandemia

Durante il mese di novembre 2020, al Nelson Mandela Bay in Sud Africa, si sono svolti i campionati COSAFA Senior e U-17 di calcio femminile. Notevole e costante è la continua crescita del calcio femminile nella regione sudafricana, che ora ha l’obiettivo di continuare a migliorare il gioco al fine di ispirare una nuova generazione di donne e ragazze in Africa. 

Il torneo ha visto il coinvolgimento di sponsors e tifosi, oltre a dare alle atlete l’opportunità di mettere in mostra il proprio talento e rappresentare i colori della propria nazione. Grazie al sostegno finanziario della FIFA e ai programmi di sviluppo, la COSAFA è stata comunque in grado di affrontare la situazione corona virus e mantenere il progresso delle sue competizioni di punta con ben nove squadre partecipanti quest’anno al torneo senior tra cui Angola, Botswana, Comore, Eswatini , Lesotho, Malawi, Sud Africa, Tanzania (su invito), Zambia e Zimbabwe.

Per Fran Hilton-Smith, ex direttore tecnico SAFA, l’organizzazione di tali competizioni è fondamentale: “Grazie a tornei come quelli sponsorizzati dalla FIFA e dal COSAFA, le ragazze sono in grado di mostrare le loro capacità, affinare e migliorare in modo da poter competere a un livello superiore”.

Il Sudafrica è emerso come vincitore del torneo femminile Senior con una vittoria per 2-1 sul Botswana, mentre per i tornei giovanili, la Tanzania è stata incoronata campionessa del campionato COSAFA femminile Under 17 dopo una drammatica vittoria ai rigori contro lo Zambia in finale. “

“FIFA Forward ci ha permesso di poter ospitare molte competizioni giovanili femminili simili nella regione. Probabilmente siamo l’unica regione al mondo che è stata in grado di organizzare una tale competizione durante la pandemia, ha aggiunto Timothy Shongwe, Presidente del Comitato Competizioni COSAFA.

“È incredibile giocare con ragazze di tutta la regione sapendo che condividono la stessa passione. Penso che sia fantastico che COSAFA e FIFA permettano alle ragazze di giocare più partite e ottenere più visibilità. Possiamo solo crescere da qui, ha detto. Jessica Wade, capitano della squadra nazionale del Sudafrica U-17

Credit Photo: https://www.cosafa.com/

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