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Claudio Pasqualin: “Sara Gama vice presidente AIC svolta storica, tabù in fuorigioco”

L’avvocato Claudio Pasqualin che fu il primo Vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori (A.I.C.) sotto la presidenza dell’avvocato Sergio Campana, negli anni 70, commenta così a TuttoMercatoWeb la nomina di Sara Gama a prima Vicepresidente donna dell’A.I.C. stessa: “ E’ un doveroso riconoscimento all’evoluzione del calcio femminile che dovrà completare il suo percorso con la realizzazione del progetto del professionismo a partire dalla stagione 2022/2023. Se penso alle mie prime interlocuzioni, all’epoca con un’antesignana del calcio femminile come Betty Vignotto autrice di 102 reti in 107 partite con la squadra Nazionale, considero che siamo davvero alla vigilia di una svolta storica e che già la nomina di Sara Gama manda in fuorigioco un tabù”.

Credit Photo: vvox.it

Maria Tato, la nuova guida della RFEF, dai diritti tv al protocollo

Maria Tato RFEF
Maria Tato RFEF

Maria Tato, diventata Direttrice del calcio femminile della RFEF, ha vari fronti aperti: la pandemia, i diritti televisivi tra RFEF, la Federazione del calcio spagnolo e l’Associazione dei club del calcio femminile (ACFF), per finire con i diritti delle calciatrici.

La priorità è la salute delle giocatrici, infatti c’è un controllo medico costante per evitare i contagi nelle partite e i problemi da parte dei club. Le partite quindi si giocheranno salvo che sia materialmente impossibile. Con i test antigenici rapidi dal costo di 5 euro, si è potuta garantire la sostenibilità mentre prima il costo era di 100 euro a tampone. “All’inizio i test non erano obbligatori perché ci sarebbe stata una differenza tra i club che avevano dietro un club maschile, che avrebbero avuto i test, e i club indipendenti che non lo avrebbero avuto. Sarebbe stata un’ingiusta disuguaglianza.
La situazione è anomala, se c’è un positivo in un club, si attiva il protocollo e la decisione se giocare o no diventa medica. Quindi prima decide il medico del club e dopo quello della RFEF. Il protocollo è cambiato a causa delle 17 normative diverse delle varie comunità. Noi vogliamo che le partite si giochino sempre, ma il criterio medico viene prima. Non c’è l’intenzione di cancellare nessuna competizione.
I diritti tv sono fondamentali in un calcio senza tifosi. Bisogna costruire un ambiente di consumo nel calcio femminile per avere la visibilità che porti vantaggi agli sponsor. Ad esempio il logo della Primera Iberdrola nella manica non è un tema così importante ma regala visibilità al torneo. Bisognerebbe trasmettere tutti gli incontri. 13 club hanno venduto i diritti a Mediapro e gli altri 5 (Barcellona, Real Madrid, Athletic, Santa Teresa e Madrid cff) sono gestiti dalla RFEF per la commercializzazione televisiva. Ci sono gli stessi interessi tra RFEF e club e la relazione con l’ACFF è cordiale” nonostante la denuncia dell’ACFF presso il CSD per abuso di potere da parte dell’RFEF nella gestione del calcio femminile.
Bisogna quindi migliorare i contratti delle calciatrici, non sono d’accordo sul minimo salariale (16.000 euro), servono salari più alti ma che il campionato sia sostenibile dal punto di vista delle entrate. Bisogna anche mettere un limite alle calciatrici straniere per aiutare lo sviluppo delle canteras. Inoltre è aumentato l’uso dei campi sintetici rispetto all’anno scorso, questione che preoccupa Maria Tato, la vera dea ex machina del calcio femminile spagnolo che ha rivelato ad As tutti i temi che vuole portare avanti durante la sua gestione.

 

Umberto Calcagno: “Sara Gama? È il giusto riconoscimento al calcio femminile”

Umberto Calcagno, ha battuto l’avversario Dossena con una percentuale record e prendendo il posto del dimissionario Damiano Tommasi.

Sensazioni?
«Sono felice e stravolto dalla stanchezza. La campagna elettorale è durata un anno e mezzo e nel frattempo abbiamo vissuto tutti i problemi legati alla pandemia, lavorando giorno e notte per salvare il calcio. Dal punto di vista personale l’elezione è il coronamento di un sogno, ma anche un punto di partenza. Dobbiamo porre la basi per mettere in sicurezza il nostro mondo nei prossimi 10 anni».

Come è arrivato in Aic?
«A 28 anni, appena laureato, ho scritto al presidente Campana chiedendogli di farmi entrare nel consiglio direttivo. Oggi ne ho 50. Rappresentare i miei colleghi in sindacato l’ho sempre vissuta come una missione. Il grande consenso di oggi ci riempie d’orgoglio e ci motiva»

Sara Gama vice presidente: una donna nei quadri dirigenziali del calcio.
«Sì, è la prima volta. È il giusto riconoscimento al calcio femminile che dalla stagione 2022-23, lo ricordo, diventerà professionistico come quello maschile. Lavoriamo alle pari dignità da almeno 10 anni. Voglio ringraziare anche il nuovo vice presidente vicario, Davide Biondini, e il direttore generale Gianni Grazioli. Insieme formiano davvero una grande squadra»

Si parla di abolizione del vincolo sportivo tra i dilettanti. Che ne pensa?
«È un’altra delle questioni che solleviamo da anni e di cui andiamo fieri. Spero che passi nella riforma come il riconoscimento del lavoratore sportivo che darebbe tutela a tanti ragazzi e ragazze che vivono di calcio nelle categorie inferiori. Avranno finalmente dei versamenti contributivi e pensionistici. Da oggi vorrei un’Aic ancora più dura nelle sue battaglie per i diritti»

Qual è la questione più urgente da affrontare?
«Riformare il calcio, dando un significato alla parola sostenibilità. La crescita del settore dev’essere sostenibile e negli ultimi 15 anni non lo è stata. Le società non sono patrimonializzate, vivono costantemente in una situazione di instabilità economico-finanziaria. La priorità è gestire le risorse in ottica solidaristica, come la Premier League che sta parlando di redistribuire il 25% dei diritti televisivi verso il basso per aiutare le categorie inferiori. Affronteremo anche il tema della riforma dei campionati»

Si dice che durante il lockdown alcuni calciatori non volessero tornare a giocare.
«C’erano esigenze e sentimenti diversi, com’è normale che sia. Fidatevi, sulla ripartenza litigavano di più i club con i loro interessi di classifica. Penso non si valorizzi mai abbastanza il ruolo svolto dai calciatori da marzo a oggi: disponibilità a parlare di tagli, tamponi, partite ravvicinate, condizioni climatiche proibitive, impegni internazionali in abbondanza. Gli atleti stanno dando prova di grandissima collaborazione»

Gravina e Dal Pino parlano di 600 milioni di perdite a causa del Covid. Un nuovo taglio degli stipendi è la soluzione?
«No, è lo specchietto per le allodole. Uno slogan utile solo a riempire le pagine dei giornali, ma povero di contenuti. Se non creiamo gli strumenti per una nuova sostenibilità del sistema, tutto quello che faremo porterà a benefici di basso respiro. Ricordo che durante il primo lockdown tutti i calciatori hanno fatto la loro parte rinunciando a qualcosa»

Ci sono club di Serie A che non stanno pagando gli stipendi?
«A me non risulta. Più della metà delle squadre di Serie A, Serie B e Serie C stanno pagando mese per mese i loro tesserati»

I club che hanno pagato per intero giugno potranno retribuire luglio, agosto e settembre entro oggi. Questa scadenza tra poche ore vi preoccupa?
«No, assolutamente, non ci sono segnali di società che non adempiranno ai loro obblighi contrattuali in massima serie»

Il suo avversario Dossena aveva parlato di conti in rosso dell’Assocalciatori. È così?
«Il patrimonio netto del consolidato negli ultimi 9 anni è aumentato dell’80%, nonostante siano aumentati tutti i servizi per gli associati e siano stati garantiti 6 milioni di euro al fondo di solidarietà. Parlare solo di quanto si è speso e non dei ricavi che sono aumentati è fazioso, così come fare altri ragionamenti poco corretti sul fondo di fine carriera. L’Aic vive di buona salute». 

Giorgio Marota – Corriere dello Sport

Credit Photo: Fabrizio Brioschi

Donne che allenano in Finlandia: Anna Signeul crea speranza

Da tanti anni sui campi da calcio, la coach svedese Anna Signeul ne ha viste e vissute tante di esperienze, ma soprattutto ora vede come le cose siano cambiate per le calciatrici. Ma forse non ancora abbastanza per le donne che allenano. Recentemente ha preparato la Finlandia nel match per le qualificazioni a UEFA EURO 2022 contro la Scozia, squadra che precedentemente ha allenato per 12 anni.

“Ho visto un aumento del numero di donne che ottengono i loro diplomi di coaching negli ultimi anni” ha detto Signeul, “La UEFA si è concentrata sullo sviluppo e il sostegno degli allenatori femminili e sul supporto dell’allenamento femminile alle federazioni nazionali”.

Il programma UEFA per lo sviluppo di coach femminili mira ad aumentare il numero di allenatrici qualificate e il numero di squadre di club e nazionali allenate da donne, due obiettivi che completano la strategia fondamentale della UEFA per il calcio femminile.

“Credo che ‘Non puoi essere ciò che non puoi vedere'”, ha detto Signeul, “quindi è importante che diamo modelli di ruolo alle ragazze.

Ci sono già grandi esempi di donne che allenano o hanno allenato lasciando un segno: Pia Sundhage, Silvia Neid, Jill Ellis, ma anche la stessa allenatrice della Scozia Shelley Kerr. Inoltre, anche molte giocatrici sono già sulla buona strada. Per esempio proprio il portiere della Finlandia segue molto bene le orme di Signeul, Tinja-Rikka Korpela ha difatti recentemente conseguito un diploma UEFA B per poter allenare in futuro, terminata la carriera da giocatrice.

“Sento che ora ci sono meno barriere, soprattutto perché le giocatrici attuali possono vedere un bel po’ di coach donne in molti campionati più importanti” afferma Signeul,“È particolarmente importante sviluppare e far crescere una linea diretta di coach femmine nel calcio, in particolare ex calciatrici della nazionale che sanno cosa serve”.

Credit Photo: FA of Finland

Giulia Moscamora, Superba: “Bello guardarsi indietro e vedere quanti progressi abbiamo fatto”

Nel torneo ligure d’Eccellenza presente è anche in questa stagione la Superba. La società diretta da Riccardo Banchero, Marco Bianchi e Marco Semino vede la sua guida tecnica affidata a Bruno Bianchi e  Maurizio Malusà. A capitanare l’undici genovese è Giulia Moscamora, centrocampista della Superba. Abbiamo raggiunto per qualche battuta la calciatrice di Genova, classe 1996, al terzo anno con le biancoblu .

Giulia Come ti sei avvicinata al mondo del calcio?
“Mi sono avvicinata al mondo del calcio già dai primi anni di età. Sul piazzale di casa mio fratello Pietro e mio papà Ivano giocavano a calcio ed io li osservavo e provavo ad intervenire nel gioco. Poi mia mamma Luciana ha accolto senza problemi la mia idea sportiva portandomi all’età di 7 anni a giocare nella Bolzanetese, una squadra maschile che si trovava vicino a casa, dove già militava mio fratello Pietro. A questa società riconosco tanto, in quanto mi ha accolto in modo caloroso dandomi fiducia ed ho avuto la fortuna di avere allenatori e compagni di squadra davvero competenti che mi hanno aiutata a crescere”.

Quali sono state le tue prime esperienze con squadre femminili?
“Nel 2006 è stata creata la Valpolcevera Serra Riccò, una società interamente femminile. In questo club, al quale sono profondamente legata, sono rimasta sino al 2015. Poi il trasferimento al Levanto, un’esperienza bellissima che mi ha dato modo di conoscere nuove realtà e lasciandomi un bellissimo ricordo nonostante le fatiche degli spostamenti e degli incastri con gli orari dell’università. L’anno seguente ho appoggiato il progetto del Ligorna, dove sono rimasta due anni. Un gruppo bellissimo, superlativo, dove nonostante le differenze di ideali eravamo riuscite a creare un gruppo coeso e in grado di coinvolgere dalla prima all’ultima giocatrice”.

Poi il passaggio alla Superba come ti sei trovata nella nuova squadra?
“Mi sono integrata da subito. Orgogliosa per la fiducia datami da mister e società ora ne sono il capitano. Questo gruppo non smette mai di crescere ed è sempre bello guardarsi indietro e notare i progressi fatti fino ad ora. Noi ragazze possiamo essere contente della società che ci accoglie, in quanto non ci fa mancare nulla: con un giusto equilibrio tra formalità ed informalità cercano in ogni modo di far sì che noi giocatrici possiamo viverci questa esperienza calcistica nel migliore dei modi”.

Come è andata la scorsa stagione?
“La scorsa stagione è stata anomala: abbiamo cominciato bene, con qualche errore ma stimolate a migliorare e a non mollare mai, ma il fiorire della nostra crescita a livello calcistico e di gruppo è stata interrotta dalla pandemia”.

Come avete vissuto la fase di stop della scorsa primavera e come state vivendo questa?
“La fase di stop della scorsa primavera l’abbiamo vissuta con un po’ di malinconia, ma il gruppo di noi non impegnato nel lavoro riusciva a vedersi per allenarsi da casa. Abbiamo passato il tempo a girarci qualche ironia sul gruppo Whatsapp che ci ha permesso di condividere un po’ di leggerezza e compagnia in un momento che sembrava tutto fuorché leggero. Qualche videochiamata qua e là e giochi online che ci permettessero di goderci una serata piena di risate.  Questo momento, invece, lo stiamo vivendo un po’ come un limbo. Abbiamo la fortuna di avere la disponibilità del campo e ad ora non sono comparsi contagi, dunque abbiamo ancora la possibilità di vederci, avere contatto con il pallone e divertirci rispettando le norme. Quindi ad ora lo viviamo un po’ con la rabbia di non poter giocarci le nostre sfide la domenica, ma con il respiro di sollievo di riuscire a vederci e a passare un’ora e mezza nello stesso spazio, facendo ciò che più ci piace”.

Che gruppo hai visto nei primi allenamenti dopo il ritorno in campo?
“La rosa si era un po’ rinnovata con degli innesti importanti. Ad esempio il difensore di esperienza Lisa Cuneo ma anche altre ragazze giovani della Juniores molto promettenti, che hanno molta voglia di fare. Si sono subito ambientate nel gruppo, portando serenità e voglia di fare. Nei primi allenamenti ho avuto modo di vedere la voglia di ognuna di noi di giocare, di mettere in pratica nuove cose, la prontezza di ognuno ad accogliere le nuove idee del mister che con pazienza ci ha spiegato. Ho avuto modo di vedere la capacità di ognuna di noi di vivere il momento con concentrazione, ma dall’altra parte con la voglia di scherzare per rendere tutto più bello. Dal primo allenamento siamo partite molto forti, ci siamo allenate bene arrivando anche a buoni risultati nei test; tutte cose che ci avevano molto stimolato prima dello stop dei campionati”.

Con quali ambizioni volevate affrontare il campionato?
“Abbiamo cominciato veramente bene, le intenzioni della società erano con delle belle ambizioni stimolanti che ci hanno portato a cominciare subito molto forte. Tutte noi sappiamo che non dobbiamo fare troppi castelli senza una base solida, per questo stavamo cominciando a mettere una base solida su cui costruire il nostro bel castello, lavorando giorno per giorno. Questo per dire che ognuna di noi, come la società, puntava al massimo ma nello stesso tempo siamo consapevoli che è sempre il campo a parlare e che quindi bisogna vivere partita per partita, senza peccare di umiltà. Ma questo non toglie la voglia di crederci. Abbiamo disputato, purtroppo, pochissime gare: qualche amichevole ed una sola partita ufficiale. Le amichevoli ci hanno dato tanta soddisfazione in quanto nonostante i risultati, abbiamo avuto modo di conoscerci e di far valere le nostre capacità davanti a squadre di notevoli capacità come il Genoa ed il Campomorone che sanno esprimere veramente un bellissimo gioco. La prima ed unica partita ufficiale l’abbiamo giocata sul campo della Genova Calcio che non è mai facile ma che ci ha viste vittoriose, riuscendo a concretizzare in gara tutte le azioni provate in allenamento”.

Come reputi il libello del campionato di Eccellenza della tua regione?
“Purtroppo in Liguria, a disputare questo campionato, siamo rimaste davvero poche squadre. È un campionato strano, proprio perché a poche squadre a volte diviene più difficile rispetto a quando si è in tante. Infatti in tutte le gare bisogna giocarsi il tutto per tutto, poiché ogni punto guadagnato o perso potrebbe essere decisivo e le possibilità di recuperarlo o di farlo perdere alla squadra con il punteggio più alto diminuiscono notevolmente. Quindi ritengo che non sia da sottovalutare, ma che in qualche modo ti tenga sempre sul giusto filo dell’attenzione”.

Come sta crescendo il calcio femminile nella tua regione?
“Il calcio femminile, in generale, ha difficoltà a crescere ed è un aspetto che mi dispiace. Per fortuna ci sono molte società che lavorano in modo professionale e credo sia giusto riconoscerlo. In Liguria il calcio femminile ha sempre avuto poco modo di svilupparsi, e credo che nell’ultimo periodo questo si stia sottolineando: le squadre sono in diminuzione e non sono supportate per riuscire a creare un campionato insieme ad altre regioni che potrebbe sviluppare maggiore visibilità e stimolo anche per le ragazze che avrebbero voglia di giocare un campionato corposo. Noi, nel nostro piccolo, facciamo in modo di creare una realtà in cui emerga la bellezza del calcio femminile, la società si è sempre mostrata propensa allo sviluppo dello stesso nella regione e fa di tutto per rendere l’ambiente sereno e stimolante allo stesso tempo”.

Il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
Mi ricordo ancora ora il mio primo goal che segnai con la maglia della Bolzanetese, insieme ai maschi, in un campo che ora vedo minuscolo e una volta mi sembrava così grande, con in panchina un mister verso cui nutro ricordi bellissimi e mi ricordo che mi disse di esultare, perché nella mia timidezza non avevo neppure esultato per il goal. In tempi più recenti ricordo il percorso fatto con la Rappresentativa Ligure al Torneo delle Regioni di Fiuggi nell’ Aprile del 2019. Siamo partite con pochissime speranze, ma ogni volta che siamo scese in campo sembrava che invece le speranze fossero infinite: lottavamo su ogni pallone, premiavamo ogni compagna, ci siamo sostenute dal primo all’ultimo minuto fino a giungere alla finale del torneo delle regioni contro uno splendido Piemonte.  È stata un’esperienza fantastica: ricordo ancora il nostro essere incredule, ma infinitamente felici, il nostro essere diverse fuori, ma in campo così unite. Ci siamo guadagnate un traguardo quando nessuno credeva in noi ed invece, senza mai mollare, siamo arrivate alla fine. Ricordo il pranzo prima della finale, un’emozione indescrivibile, l’ingresso in campo, la foto e l’inno. È stata per noi l’occasione di vivere un sogno, e l’abbiamo vissuta al massimo: è stato bellissimo. In generale poi ho bellissimi ricordi che mi legano ad ogni anno calcistico, perché credo che il calcio sia un continuo generare emozioni forti”.

Napoli Femminile: Alessandra Nencioni e Vivien Beil si raccontano in attesa della Juventus

Verso la sfida con la capolista Juventus, il Napoli femminile inizia la settimana del big match ai fornelli. Alessandra Nencioni e Vivien Beil decidono di preparare un dolce brasiliano. Entrambe hanno contribuito alla promozione delle azzurre in serie A, puntano adesso alla salvezza. E nel contesto domestico si raccontano.

«Ho scoperto di essere intollerante al glutine tre anni fa, perché stanca, spossata e sempre fiacca non solo in campo ma soprattutto nel quotidiano», afferma l’ex Florentia. «Ho iniziato a mangiare senza glutine e si è aperto un mondo diverso. Mi piace cucinare», ammette la giocatrice nata a Firenze. «E’ stata una sfida passare dalla farina tradizionale ad una nuova. Ho dovuto imparare molto e conoscere tutte le tipologie di farina», afferma.

«Apprezzo la cucina di Alessandra ma ordiniamo anche la pizza», ribatte la bionda Beil. Centrocampiste e coinquiline. «Napoli, bellissima città. Mi trovo molto bene», prosegue la teutonica, che si alterna tra chitarra e lezioni d’italiano. Convengono, convinte, che vestire i colori azzurri sia un sacco bello. «Siamo sulla buona strada, dopo le iniziali difficoltà. Ci sta, perché siamo una neopromossa con tanti innesti. Abbiamo dovuto lavorare molto sul gruppo e sull’intesa in campo. Stiamo iniziando a raccogliere i frutti del lavoro e continueremo», auspica la toscana classe 1989.

Nel mentre latte, olio, zucchero e un uovo, cacao e farina senza glutine, rigorosamente Caputo–Il Mulino di Napoli, con un cucchiaino di lievito. Leggero e salutare, da amalgamare e inserire nel microonde. E l’attenzione si concentra su caneca. L’ufficio stampa del Napoli femminile, Gianluca Monti, rievoca un passaggio chiave, sconosciuto ai più ma noto agli appassionati. Anche Jarbas Faustino, meglio noto come Cané, amava i dolci in tazza. Un soprannome derivato da caneca appunto. Il nomignolo di Cané gli fu affibbiato dalla madre Imperialina. Cané diminutivo di caneca, la tazza dalla quale si beve il latte, che aveva sempre tra le mani. Una coincidenza ma un richiamo (forse non casuale) al calciatore di Rio de Janeiro, che segnò alla Juve nel 1973. Raddoppiò Sergio Clerici e il Napoli di Luis Vinicio vinse 2-0.

«Quando vado a fare la spesa, le persone che incontro mi chiedono della partita. Napoli è una città che nutre passione per il calcio», argomenta Beil, nata a Jena, dove si addottorò l’autore del Capitale, Karl Marx, e la Grande Armata di Napoleone prevalse nel 1806 contro i prussiani, sfaldando, di fatto, la quarta coalizione. Esperienza maturata negli Stati Uniti per il numero 18, adusa a preparare il caffè mattutino.

Indossa la 10, invece, il mancino Nencioni. «Maglia importante: è un onore e ònere al tempo stesso». Sono giorni particolari in città per la morte di Diego Armando Maradona, che ha scritto la storia all’ombra del Vesuvio. Ben figurare contro le bianconere sabato 5 dicembre a Barra sarebbe già un ottimo risultato, vincere contro la storica rivale della Juventus addirittura un sogno.

Photo Credit: Il Mattino

Tatiana Georgiou, centrocampista Cesena Femminile: “Mi trovo molto bene in questa squadra, vogliamo migliorarci”

Il Cesena, durante la sessione estiva di mercato, ha puntato in attacco un rinforzo di livello internazionale: si tratta di Tatiana Georgiou, centrocampista classe ’96 e acquistata dal Napoli. A lei abbiamo rivolto alcune domande alla fine della partita persa contro il Brescia.

Tatiana come ti stai trovando al Cesena?
«Mi sto trovando bene, dal presidente allo staff tecnico, e sto cercando insieme alle mie compagne di migliorare sempre di più»

Cosa pensi della gara disputata contro il Brescia?
«È stata una partita difficile, perché il Brescia ha una bella squadra, ma anche noi abbiamo giocato bene, però il gol subito ci ha messo in difficoltà. Abbiamo provato a pareggiare ma siamo state sfortunate».

Com’è il calcio femminile in Italia?
«Il calcio femminile in Italia è molto fisico, duro e difficile, a differenza di quello che ho praticato in Grecia dove c’è più tattica e tecnica».

Ti piacerebbe portare un giorno in alto la Grecia?
«Tutti vorrebbero realizzare questo sogno».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Cesena FC Femminile e Tatiana Georgiou per la disponibilità.

Photo Credit: Elia Soregaroli

Vota per la tua squadra dell’anno UEFA.com

Sono aperte le votazioni per la prima squadra femminile dell’anno dei fan di UEFA.com, con 50 giocatrici disponibili per creare la propria XI per il 2020.

A disposizione nella scelta: 5 portieri, 15 difensori, 15 centrocampisti e 15 attaccanti. Le giocatrici sono state scelte dalla redazione UEFA su accordo dei degli osservatori tecnici durante le competizioni UEFA e Nazionali durante l’arco del 2020. Women’s Team of the Year viene scelta per riflettere i voti dei tifosi parallelamente ai risultati delle atlete nel corso dell’anno solare, moderati dal panel di osservatori tecnici UEFA.

Cosa si vince votando?
– Il primo premio è due biglietti per le finali di UEFA Champions League maschile e femminile, compresi i voli e l’alloggio
– Il secondo premio è una maglia autografata di un giocatore della squadra femminile dell’anno
– Il terzo premio è di cinque buoni da €100 da spendere nel negozio online ufficiale della UEFA.

Le candidate
Portieri: Sarah Bouhaddi (Lione e Francia), Christiane Endler (Paris Saint-Germain e Cile), Hedvig Lindahl (Wolfsburg / Atlético e Svezia), Sandra Paños (Barcellona e Spagna), Sari van Veenendaal (Atlético / PSV Eindhoven e Paesi Bassi)
Difensori: Lucy Bronze (Lione / Manchester City e Inghilterra), Kadeisha Buchanan (Lione e Canada), Paulina Dudek (Paris Saint-Germain e Polonia), Kathrin Hendrich (Bayern / Wolfsburg e Germania), Magdelena Eriksson (Chelsea e Svezia), Steph Houghton (Manchester City e Inghilterra), Dominique Janssen (Wolfsburg e Paesi Bassi), Sakina Karchaoui (Montpellier / Lione e Francia), Mapi León (Barcellona e Spagna), Maren Mjelde (Chelsea e Norvegia), Lena Oberdorf (Essen / Wolfsburg e Germania), Irene Paredes (Paris Saint-Germain e Francia), Wendie Renard (Lione e Francia), Marta Torrejón (Barcellona e Spagna), Leah Williamson (Arsenal e Inghilterra)
Centrocampisti: Erin Cuthbert (Chelsea e Inghilterra), Daniëlle van de Donk (Arsenal e Olanda), Ingrid Engen (Wolfsburg e Norvegia), Sara Björk Gunnarsdóttir (Wolfsburg / Lione e Islanda), Kheira Hamraoui (Barcellona e Francia), Amandine Henry (Lione e Francia), Svenja Huth (Wolfsburg e Germania), Ji So-yun (Chelsea e Corea del Sud), Saki Kumagai (Chelsea e Giappone), Kim Little (Arsenal e Scozia), Lina Magull (Bayern e Germania), Amel Majri (Lione e Francia), Dzsenifer Marozsán (Lione e Germania), Alex Popp (Wolfsburg e Germania), Alexia Putellas (Barcellona e Spagna)
Attaccanti: Delphine Cascarino (Lione e Francia), Kadidiatou Diani (Paris Saint-Germain e Francia), Beth England (Chelsea e Inghilterra), Cristiana Girelli (Juventus e Italia), Caroline Graham Hansen (Barcellona e Norvegia), Pernille Harder (Wolfsburg / Chelsea e Danimarca), Jenni Hermoso (Barcellona e Spagna), Marie-Antoinette Katoto (Parigi Saint-Germain e Francia), Eugénie Le Sommer (Lione e Francia), Vivianne Miedema (Arsenal e Paesi Bassi), Asisat Oshoala (Barcellona e Nigeria ), Ewa Pajor (Wolfsburg e Polonia), Nikita Parris (Lione e Inghilterra), Fridolina Rolfö (Wolfsburg e Svezia), Jill Roord (Paesi Bassi e Arsenal)

Per votare la tua Women’s Team of the Year, clicca qui.

Curiosità
– Con 13 nomine, il Lione ha il maggior numero di giocatrici candidate. Segue poi il Wolfsburg con 11. La Francia rappresenta il maggior numero di giocatrici in nazionale: 10.
Cinque delle sei confederazioni della FIFA hanno almeno una giocatrice nominata.
– Le nominate hanno un’età media di 27,30 anni, quasi esattamente la stessa della rosa ristretta maschile di 27,28 anni.
Lena Oberdorf, che compirà 19 anni il 19 dicembre, è l’unica adolescente candidata. – Il portiere Hedvig Lindahl, 37 anni, è la più anziana

Candidati per la Squadra dell’Anno per club
13 Lyon*
11 Wolfsburg*
8 Barcelona
6 Chelsea 
5 Arsenal, Paris Saint-Germain
2
Atlético*, Bayern*, Manchester City*
1
Essen*, Juventus, Montpellier*, PSV Eindhoven*

Candidati alla Squadra dell’Anno per squadra nazionale
10 Francia
6
Germania, Spagna 
5
Inghilterra, Olanda
3
Norvegia, Svezia
2
Polonia, Scozia
1
Canada, Cile, Danimarca, Islanda, Italia, Giappone, Nigeria, Corea del Sud

Candidati alla Squadra dell’anno per campionato nazionale 
19 Division 1 Féminine (Francia)*
14
Frauen Bundesliga (Germania)*
13
FA Women’s Super League (Inghilterra)*
10
Primera División (Spagna)*
1
Eredivisie Vrouwen (Olanda)*, Serie A (Italia)

*Lucy Bronze, Sara Björk Gunnarsdóttir, Pernille Harder, Kathrin Hendrich, Sakina Karchaoui, Hedvig Lindahl, Lena Oberdorf e Sari van Veenendaal hanno rappresentato due club nel 2020, entrambi contati.

Credit Photo: https://www.uefa.com/

Aggiornamento del protocollo sanitario per i campionati nazionali della LND

La FIGC ha ufficializzato l‘aggiornamento del protocollo sanitario per allenamenti e gare per le squadre partecipanti ai campionati nazionali della Lega Nazionale Dilettanti per la Stagione Sportiva 2020/2021 (Dipartimento Interregionale Maschile, Divisione Calcio a 5 maschile e femminile, Dipartimento Calcio Femminile) e al Campionato di Serie B femminile organizzato dalla Divisione Calcio Femminile della stessa FIGC.

Il documento è disponibile QUI

Credit Photo: Aleksander Golob

Paulista Feminino: big match Palmeiras-Corinthians, trasferta a Bragantino per il Ferroviaria

Con la finale del Brasileirao Femenino nel weekend, il calcio femminile brasiliano si infiamma. Entra nelle fasi finale anche il Paulista Feminino, competizione riservata ai club della regione di San Paolo. Molte le big ancora in corsa che si contenderanno l’ambito trofeo. Intrigante il big match tra Palmeiras e Corinthians che sa di finale anticipata. Non da meno la sfida tra il Red Bull Bragantino ed il Ferroviaria.

Nella serata di oggi, scenderanno in campo per l’andata delle semifinali Palmeiras e Corinthians. Dalle biancoverdi, terze alla regular season nel gruppo A, ci si aspettava molto di più. Più volte finalista della competizione, le Alviverde stanno faticando ad ingranare. Un sorteggio fortunato, che l’ha accoppiato con il modesto San Jose, le ha spianato la strada verso lo scontro con le Timao. Quest’ultime sono le assolute favorite per la vittoria finale. Vengono da una striscia di tre Paulista consecutive, oltre ad essere la squadra più vincente del torneo. Nella prima fase, con un punteggio di 15 punti su 15 disponibili, ha sbaragliato la concorrenza ad ogni partita. Finaliste della Brasileirao Femenino, hanno spazzato via il Santos ai quarti con un totale di 5-4. Probabili vincitrici che però, per questa prima gara, dovranno fare a meno di alcuni pilastri della squadra partite con la nazionale.

La seconda semifinale sarà tra il Red Bull Bragantino ed il Ferroviaria, non più due outsider ma delle solide realtà. L’esperienza nella competizione è poca per entrambe le squadre però la voglia di spodestare le grandi è tanta. Arrivate all’ultimo posto disponibile per l’accesso all’eliminazione diretta, hanno superato con due grandi performance il più quotato San Paolo. Arrivano al turno volenterose di fare bene e di riportare a casa quella coppa che manca da 30 anni. La società austriaca sta puntando molto sul club ed un trofeo sarebbe la giusta ricompensa. Nonostante la mancanza di grandi investitori, il Ferroviaria si sta affermando negli ultimi anni come una delle massime potenze del movimento verdeoro. La differenza reti le hanno condannate al secondo posto, ma le granata hanno superato agilmente il Taubatè. La prima occasione in trasferta potrebbe rappresentare un punto a favore per le ospiti.

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