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Gianluca Petruzzelli, Torino Women: “Abbiamo fatto un passo indietro”

La vittoria alla prima aveva subito lanciato il Torino Women. Con il pareggio contro il Pinerolo, le granata si sono ridimensionate. Queste le parole di mister Petruzzelli.

“Rispetto a domenica scorsa abbiamo fatto un passo indietro sia nel gioco che nel risultato, eravamo slegate tra i reparti, abbiamo palleggiato poco muovendo meno la palla, non giocando mai in verticale nei piedi delle attaccanti. Il risultato è giusto, considerando poi che l’unica vera occasione è stata nostra con Ponzio”.

“Ma dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno, è stata un’altra giornata con zero goal subiti ma soprattutto siamo al quinto risultato utile positivo tra Coppa Italia e campionato (3 vittorie e 2 pareggi). Non dimentichiamo che abbiamo giocato contro una squadra fisica e ben messa in campo, ma soprattutto con ottime giocatrici”.

“Domenica andremo a Sesto San Giovanni per affrontare una squadra a punteggio pieno quindi concentrazione massima. Questa settimana cercheremo di recuperare la condizione di alcune giocatrici e sono sicuro che vedremo un altro Torino”.

Credit Photo: Maurizio Valletta

Apulia Trani: dall’Islanda ufficializzato l’acquisto di Sigrún Ösp Aðalgeirsdóttir

L’Apulia Trani, nelle ore passate, ha annunciato tramite i suoi canali ufficiali l’innesto di una nuova calciatrice.  Sigrún Ösp Aðalgeirsdóttir, duttile calciatrice classe ’95, è stata infatti tesserata dal club pugliese caro al patron  Alessio Scarcella, che partecipa al girone D di Serie C. L’islandese, ex Grótta, si destreggia indifferentemente da centrale difensivo, vertice basso del centrocampo o mezzala.
 
La scheda su Sigrún Ösp Aðalgeirsdóttir
La venticinquenne, originaria di Akureyri, è cresciuta nel Þór/KA,  squadra con cui nel 2014 ha collezionato anche due presenze in Pepsi Max deild kvenna.Per l’islandese esperienze seguenti con il Völsungur, dove è scesa in campo tra Lengjudeild kvenna e Mjólkurbikar kvenna. Poi il passaggaggio all’Hamrarnir, prima  consacrazione nel club di Seltjarnarnes. Nel 2018, inoltre, ha disputato incontri ufficiali in 2. deild kvenna, oltre a apparizioni in Mjólkurbikar kvenna. A fine stagione è stata eletta miglior giocatrice dell’anno per il Grótta. L’anno seguente è stata uno dei fulcri di gioco, determinante per la promozione in Lengjudeild kvenna, del team guidato da Magnús Örn Helgason.
 
 

Napoli Femminile: Reclamo alla Corte Sportiva d’Appello Nazionale avverso lo 0- 3 in favore dell’Inter

Il Napoli Femminile rende noto di aver presentato reclamo alla Corte Sportiva d’Appello Nazionale avverso la decisione del Giudice Sportivo di decretare lo 0-3 in favore dell’Inter in occasione della gara valida per la quarta giornata di campionato e terminata sul punteggio di 1-1. Il reclamo, redatto dal legale del Napoli Femminile, l’avvocato Riccardo Guarino, si fonda su elementi di fatto e di diritto incontrovertibili.

Va rilevato, infatti, innanzitutto l’errore tecnico dell’arbitro – che ha acconsentito allo svolgimento della partita nonostante l’assenza in distinta del medico sociale del Napoli Femminile (per altro invece presente in campo e negli spogliatoi prima, durante e dopo il match come testimoniato dalle immagini allegate al ricorso stesso). Inoltre, l’utilizzo di sei calciatrici “non formate” in Italia non implica alcuna sanzione ex articolo 10 comma 6 del Codice di Giustizia Sportiva, come invece rilevato dal giudice sportivo.

Per queste ragioni, il Napoli Femminile – attraverso l’avvocato Guarino – ha chiesto la ripetizione della partita con l’Inter o in subordine di veder ristabilito il verdetto del campo. Inoltre, è stata chiesto di annullare o ridurre la squalifica del dirigente Sara Sibilio proprio in virtù della accertata presenza in campo del medico.

Photo Credit: Napoli Femminile 

Maria Grazia Balbi, Pomigliano: “Dopo il Chievo Verona testa al Perugia, senza pensare alla Juventus”

Il campionato di serie B femminile è sempre più incerto e i risultati dell’ultimo turno ne sono una conferma. Buon punto a Verona contro il Chievo da parte del Pomigliano di mister Salvatore Esposito. Ilnapolionline.com ha intervistato l’estremo difensore della squadra campana Maria Grazia Balbi.

Domenica scorsa avete pareggiato sul campo del Chievo Verona Women’s. Soddisfatte per il punto ottenuto?
“Abbiamo affrontato una buona squadra, che veniva da una vittoria, come del resto anche noi, quindi è stata una bella partita. Il nostro approccio non è stato dei migliori, loro sono partite meglio e ci hanno messo in difficoltà. Tra primo e secondo tempo c’è stata la strigliata di mister Esposito. Nella ripresa invece siamo entrate con il giusto spirito, sfiorando anche in un paio di circostanze la via della rete, così come anche le padroni di casa. In buona sostanza siamo contente per il punto che ci permette di restare in testa alla classifica”.

Delle parate fatte contro il Chievo Verona Women’s, qual è quella più difficile?
“Sicuramente su calcio di punizione, perché poi dopo la respinta ho avuto il riflesso di anticipare l’avversaria. Per il resto non sono state impegnative, però c’è da dire che ho detto alle mie compagne di restare compatte in difesa. Non dovevamo concedere gli spazi centralmente, dove le clivensi erano forti, ci siamo riuscite  ed abbiamo ottenuto un buon risultato”.

Rispetto al passato ci sono stati dei miglioramenti nel vostro ruolo di portiere nel femminile. In cosa ci sono stati progressi?
“Hai ragione, perché sicuramente ci sono stati quei tanti attesi passi in avanti nel nostro ruolo. Noto maggior applicazione nel lavoro durante la settimana, merito delle ragazze che fanno il mio ruolo, ma anche dei preparatori dei portieri. In questi anni ho avuto delle persone preparate nel settore, come quest’anno al Pomigliano Dario di Dato. Ne sto beneficiando io, così come le altre compagne di reparto Parnoffi e Del Pizzo”.

Chi sono da sempre i tuoi modelli per il ruolo nel maschile e nel femminile?
“In ambito femminile sicuramente Hope Solo. Ebbi la fortuna di conoscerla molti anni fa quando ero a Seattle e ci fu l’occasione di parlarci. All’epoca il mio inglese non era fluido, come lo è ora, però fu per me una grande emozione. In Italia Pipitone della Roma e Marchitelli. Nel maschile? Ho sempre apprezzato Peter Cech, non solo per la sua bravura tra i pali, ma anche per il coraggio e la grinta. Giocare con un casco protettivo per un estremo difensore non è mai semplice, ma lui aveva quel carisma che mi ha sempre colpito. Per quanto riguarda la massima serie direi Buffon, ma anche Cragno del Cagliari. Essendo un portiere giovane, sta dimostrando di essere preparato nel suo ruolo ed ha ampi margini di crescita”.

In questi anni hai giocato in serie A ed hai anche visto impianti sportivi come Vinovo o il Tre Fontane di Roma. Anche questo dimostra la crescita del movimento?
“Negli anni passati non sempre ho giocato da titolare, ma è chiaro che ho avuto la fortuna di vedere certe strutture e rimasi estasiata. Sono esperienze che ti permettono di crescere, per me anche tanto ed è un fattore positivo perché ho visto da vicino impianti molto belli. Sicuramente è un fattore che ha dato a me un bagaglio importante e che ho portato con me negli anni a seguire”.

Domenica affronterete in casa il Perugia. Quali sono le insidie maggiori in vista della sfida contro le umbre?
“Molti possono pensare che la sfida al Perugia può certamente rivelarsi meno difficile rispetto alle ultime disputate. Mai come quest’anno in serie B fare previsioni non è semplice, anche l’ultima di campionato, non sono mancati i risultati a sorpresa. Noi dovremo scendere in campo senza sottovalutare le nostre avversarie, dovremo confermarci dopo questo inizio e con questo atteggiamento potremo toglierci tante soddisfazioni. Anche a livello psicologico, dovremo pensare alle umbre, visto che poi c’è la sfida in Coppa Italia contro la Juventus. Per noi affrontare le campionesse d’Italia è motivo di orgoglio, visto il blasone e il valore delle calciatrici. L’importante però è quello di pensare ad una sfida alla volta e proseguire su questa strada”.

Credit Photo: Pierangelo Gatto

Valentina Bergamaschi, Milan: “Il clichè più falso è quello di pensare al calcio come uno sport per soli uomini”

“Il mondo dovrebbe capire che siamo atlete, siamo sportive, ma non per questo smettiamo di essere donne quando indossiamo scarpette chiodate”. Così si racconta Valentina Bergamaschi ai microfoni di Marie Claire, nota rivista di moda. Essere calciatrici non vuol dire annullare la propria parte femminile, e l’esterno del Milan ha voluto specificarlo. Così come è stato per Valentina, succede ogni giorno a molte sue colleghe, anche giovanissime.

Donne e calcio: qual è il cliché più falso?
“Guardare e pensare al calcio come a uno sport per soli uomini, dove il maschio è il modello, è il punto di riferimento cui ispirarsi” prosegue il numero 7 rossonero. “Non so quando smetteremo di fare confronti uomo-donna, sicuramente dobbiamo ancora batterci e lavorarci su a lungo come società. Da parte mia, e della mia squadra, credo di aver dimostrato una determinazione, una passione, capacità tecniche e risultati che non c’erano 10 anni fa”.

La varesina è stata interpellata anche per la questione gender equality: “Il movimento femminile sta cambiando, seppur lenta, l’evoluzione è continua. Un grande passo verso il futuro sarebbe ottenere il riconoscimento da parte della federazione di appartenenza del titolo di “professionista” per tutte le atlete donne. Il nostro impegno è identico a quello degli uomini, perché loro possono essere anche “professionisti” e noi donne solo “dilettanti”? Forse tutto questo cambierà a livello nazionale con la stagione 2022-2023, staremo a vedere. Parlando dei lati positivi, poi, l’AC Milan ha messo a disposizione dei contributi previdenziali che molte altre società non prevedono, e da un paio d’anni possiamo godere del congedo di maternità”.

L’ex Brescia ha sempre dimostrato grande cattiveria agonistica, sia in campo che fuori. “Sono tre le sfide più grandi che ho dovuto combattere. Una malattia ai polmoni da cui sono guarita e che mi ha permesso di mettermi in gioco, in tutti i sensi. E due infortuni al crociato subiti nel giro di due anni. Sembrano poca cosa, ma quando hai 18 anni e il tuo sogno è diventare una calciatrice professionista e qualcuno ti dice che non puoi allenarti per mesi, forse anni, beh, ti assicuro che ti vedi passare tutta la vita davanti. Mentre tu sei immobile”.

Credit Photo: Andrea Amato

La sconfitta contro l’Hellas Verona fa suonare gli allarmi per le viola

Crisi in casa Fiorentina Femminile. Nella tranche del campionato dopo il ritorno dalle nazionali, le toscane, hanno raccolto zero punti. Si può sorvolare sulle sconfitte contro Sassuolo e Juventus, ma la gara casalinga col Verona purtroppo evidenzia una brutta situazione. Il giocattolo si è rotto. Come si è arrivati a questo punto?

Tutto ha inizio venerdì 2 ottobre 2020. La Fiorentina sta preparando la gara contro le emiliane quando una notizia squarcia la tranquillità. Tatiana Bonetti comunica la volontà di voler lasciare Firenze per accasarsi all’Atletico Madrid. Abbiamo raccontato di come le compagne di squadra e lo stesso Antonio Cincotta non l’abbiano presa bene. La numero dieci però ha innescato, senza volerlo, una carica esplosiva che ha demolito il castello di carte su cui il gruppo ha faticosamente costruito la sua convinzione. Operazione che dovrà essere ripetuta dal principio. Sabato le viola perdono 1-3 contro le neroverdi. Il giorno dopo si respira aria di rabbia.

Sfortuna vuole che la gara successiva fosse quella contro la rivale storica Juventus, campione d’Italia in carica. Una vittoria avrebbe sovvertito i pronostici che davano la squadra di Commisso fuori dai giochi scudetto. Sarebbe stata anche l’occasione per disinnescare la bomba Bonetti. Ma la road to Torino si apre con lo stop da parte del club toscano alla trattativa fra l’Atletico e Bonetti, con l’ira che aleggia da entrambe le parti. Nonostante la numero dieci si presenti al campo per allenarsi regolarmente, ormai si era già fatta considerare come un corpo estraneo avendo già comunicato il suo addio. La Fiorentina inoltre è orfana anche di Martina Piemonte uscita indenne dal pericoloso infortunio col Sassuolo. Come se non bastasse all’appello mancano anche Arnth, Middag e Baldi. La viola si presenta in casa bianconera con una situazione difficilissima. 4-0 e il gap con le bianconere adesso sembra ancora più vistoso di prima.

Accettare la sconfitta contro la capolista in fondo si può. Il calendario è magnanimo e piazza davanti alle toscane l’Hellas Verona. Una squadra non insormontabile. Il caso Bonetti ormai è archiviato, Piemonte è sulla via del recupero e la Fiorentina ufficializza l’arrivo della statunitense Abigail Kim. I presupposti per dimenticare gli scivoloni ci sono tutti. Ma in campo succede il pandemonio. Gli assalti viola vengono neutralizzati da un’insuperabile Francesca Durante, ex della gara. La Fiorentina inoltre si scopre timida, confusa e incapace di reagire. Vigilucci si fa espellere come anche era successo a Louise Quinn a Torino. Bragonzi sigla il tiro dagli undici metri e l’incubo per la Viola continua. Digerire questo KO è molto più complicato essendo, quella scaligera, una formazione capace di raccogliere solo tre punti in cinque gare. E’ evidente che in casa viola è successo qualcosa.

L’allarme ormai suona da tre giornate. La Fiorentina rischia di rimanere fuori dai giochi europei con Juventus, Milan e Sassuolo che viaggiano a ritmo spedito. Forse iniziano ad emergere i postumi di un mercato giunto in ritardo. Nonostante l’arrivo di Rocco Commisso, il club non ha saputo trattenere quelle calciatrici divenute imprescindibili. Certo, gran parte di loro sono restate, ma l’assenza di una certezza in difesa come Laura Agard (con Quinn che ancora sta cercando di adattarsi) o di una giocatrice in grado di spaccare le partite come lo era Alia Guagni, inizia a farsi sentire. Urge invertire la tendenza e dimostrare di poter ancora dare il massimo. Il campionato è breve e non siamo ancora neanche a metà.

La Fiorentina Femminile deve ricompattarsi e sgombrare i blocchi mentali che stanno frenando una delle designate alla vittoria del titolo. Salire non è difficile, il difficile è mantenersi. Serve un confronto serrato per poi ripartire, prima che diventi troppo tardi.

La Top 11 della 5a giornata: Luana Merli, Žigić e Yeboaa implacabili, Petralia inarrestabile

Con la quinta giornata di Serie B che si è conclusa andiamo a vedere la nostra Top 11 di questo turno.

MODULO: 4-2-4

PORTIERE

Carlotta Nardi (Orobica)
L’estremo difensore classe ’99 ha mostrato quella sicurezza che serviva all’Orobica, mantenendo per la prima volta in questa stagione la porta inviolata.

DIFENSORI

Giulia Caliari (Chievo Verona)
Prima di volare in Irlanda per iniziare un nuovo percorso professionale, la venticinquenne di Bussolengo saluta il Chievo Verona con una bella prestazione, vietando l’accesso in area clivense alle giocatrici del Pomigliano.
Ciao Giulia e buona fortuna. Speriamo che con il pallone sia per te soltanto un arrivederci…

Angela Orlando (Cesena)
La giocatrice classe 2001 ha scelto di lasciare la Roma e di indossare la maglia cesenate per continuare a crescere e giocare. Decisione che per il momento la sta favorendo. Dopo un inizio di stagione così così Angela si sta dimostrando un punto importante per la difesa del Cesena. Se continua così i dirigenti giallorossi si mangeranno le dita per averla lasciata andare.

Martina Santoro (Lazio)
Una vita con la maglia biancoceleste, Martina si dimostra affidabile in difesa, e quando va in attacco trafigge senza pietà: suo infatti l’assist per l’1-0 laziale. Al 65′ mister Seleman decide di farla uscire. Scelta errata, visto che la Lazio ha preso alla fine un punto su tre.

Aurora Missiaggia (Vicenza)
Ha 22 anni ma conosce il mondo Vicenza come le sue tasche, e il gol che ha dato il via alla vittoria vicentina sulle grifoncelle è il punto esclamativo di una carriera che ha ancora molto da dire.

CENTROCAMPISTE

Sandra Žigić (Orobica)
Nonostante il suo ruolo naturale sia in difesa, coach Marini decide di schierarla a centrocampo. Una mossa centrata perfettamente, perché Sandra mette in vista altre doti non mostrate in precedenza. E soprattutto il suo gol consente all’Orobica di rilanciare le sue ambizioni di inizio stagione: la Serie A.

Eleonora Petralia (Cesena)
Dopo la tripletta di settimana scorsa, la centrocampista classe ’89 si ripete ancora, aprendo il vantaggio del Cesena a discapito del Pontedera, e portando le cesenati alla terza vittoria di fila e il secondo posto nella Serie B. Good job Ele.

ATTACCANTI 

Luana Merli (Brescia CF)
L’attaccante ’87 ha deciso di ripartire dal Brescia, per cancellare l’anno brutto con l’Orobica. Dopo un periodo di rodaggio Luana ha fatto capire alla Lazio quello che sa fare meglio: fare gol. Il primo quando ruba palla a Lipman e la piazza sul primo palo, il secondo quando Cristina Merli gli consegna un pallone al bacio e il destro al volo fa esplodere la panchina biancoblù. Finalmente decisiva.

Francysca Yeboaa (Vicenza CF)
Lo scorso anno ha trascinato il Vicenza in B coi suoi gol. Contro il Perugia la bomber classe ’96 ha permesso alle biancorosse di vincere la partita grazia alla sua prima doppietta in questa stagione. Implacabile.

Sofia Pasquali (Brescia CF)
Se il Brescia alla fine si è portato a casa un punto il merito va anche all’attaccante classe ’01. Sofia ha fatto la trafila con le giovanili biancoblù, e il destro che s’infila sotto gli incroci dei pali difesi da Guidi è il giusto riconoscimento all’impegno che ha profuso in questi anni. Per lei non è il punto di arrivo, ma d’inizio.

Adriana Martín (Lazio)
Punto di riferimento per l’attacco laziale, Adriana sa che bisogna colpire in qualsiasi momento. Fredda nel realizzare il secondo gol della Lazio su calcio di rigore, portando il suo score personale in questo campionato a sei reti.

MVP 2ª giornata: Alice Bonassi (Permac Vittorio Veneto)

C’è molto di Alice Bonassi nella prima vittoria in campionato del Permac Vittorio Veneto. Dopo la sconfitta rimediata all’esordio col Brixen Obi, il portiere delle Tose ha contribuito in maniera decisiva al successo ottenuto domenica contro l’Isera blindando il vantaggio di Deborah Zelli con una serie di interventi prodigiosi sulle conclusioni delle avversarie.

Friulana doc, nativa di Udine, in carriera ha vestito le maglie di Tavagnacco (cinque stagioni in Serie A), Pordenone e Udinese, di cui è stata capitano nell’unica stagione in B, prima di legarsi lo scorso anno ai colori rossoblù. «Ho deciso di rimettermi in gioco con entusiasmo – ha dichiarato a inizio stagione la numero 25 – Da parte mia sono pronta a prendermi tutte responsabilità del caso e a fare del mio meglio per poter essere un valore aggiunto per il team». 

Classe 1992, Alice non poteva festeggiare in modo migliore il suo ventottesimo compleanno in arrivo il 23 ottobre: «La squadra meritava di vincere anche se abbiamo faticato, stiamo facendo bene allenamento dopo allenamento e avevamo bisogno di un buon risultato per fare morale dopo le fatiche di Coppa. Sono molto contenta che le mie parate siano state utili per arrivare ai tre punti, adesso testa alla trasferta in Sardegna dove ci attende un avversario molto difficile come l’Atletico Oristano».

Credit Photo: LND – Lega Nazionale Dilettanti

Rita Guarino, Juventus: «La mia maglia azzurra del ’91 al Museo del Calcio: che emozione»

La maglia di Rita Guarino indossata nel Mondiale 1991 disputato in Cina è conservata nella teca del Museo del Calcio dedicata alla Nazionale femminile. L’attuale tecnico della Juventus Women è tornata a Coverciano per il corso allenatori UEFA Pro e ha parlato al sito della FIGC raccontando le sue emozioni.

RITORNO COVERCIANO
«E’ sempre un piacere e un grande onore. Coverciano per me è una seconda casa, ho avuto la fortuna di essere ospite per più di vent’anni, dalla prima convocazione in nazionale maggiore come giocatrice fino al mio ultimo raduno come selezionatrice della nazionale Under 17»

LA MAGLIA ESPOSTA
«Per me è una grande emozione, perché quella maglia fissa un momento storico tra me e il calcio femminile, sotto il comune denominatore del debutto. Difatti il mondiale del 1991 è stato il primo in assoluto svoltosi sotto l’egida della Fifa, è stato il mondiale del mio esordio in maglia azzurra, è stato il mondiale del mio primo gol in Nazionale e, soprattutto, rappresenta e segna la nascita della mia passione per questo sport».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Juve inarrestabile, sorpresa Sassuolo. Nel Milan Dowie come Ibra

Arriva l’abituale commento post giornata di Carolina Morace sulle pagine della Gazzetta dello Sport.

“Con la sesta giornata si è giocato un quarto di campionato. Un primo bilancio ci dice che la Juve è saldamente padrona. Il Milan tiene botta dopo le reti rifilate all’Inter nel derby. Rispetto alla tradizione a mancare è la Fiorentina che battuta dal Verona ha incassato la terza sconfitta consecutiva e ora vede la Juve lontana 9 punti. Troppi con sedici partite da giocare, tanti anche per il secondo posto che vale la Champions. E’ lì che si è insediato il Sassuolo di Piovani che viaggia sulle ali di una giovane coppia in gol. La regista ceca Dubcova è a 5 reti, la nuova stellina maltese Bugeja, 16 anni, a quattro, tutti di pregevole fattura. Un tandem avanzato ha deciso anche il derby di Milano per la gioia di Ganz: ieri la differenza con due reti e tante giocate l’ha fatta l’inglese Dowie, una che cresce partita dopo partita e che con l’esperienza fa un pc3 da catalizzatrice come Ibrahimovic per i colleghi. Tanto merito è anche della capitana Giacinti che segna e si awentura con tanta generosità su tutti i palloni giocabili e non. Malgrado la sonora sconfitta è comunque un passo avanti per l’Inter che ha avuto il merito di non mollare fino alla fine sbagliando anche un calcio di rigore. Per l’Inter c’è ancora tanto lavoro da fare”.

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