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Ralf Kellermann, direttore sportivo Wolfsburg: “Contro lo Spartak Subotica come nettamente favoriti”

Il VfL Wolfsburg Fraun incontrerà lo ZFK Spartak Subotica nei sedicesimi di UEFA Women’s Champions League 2020/21. Per le due squadra non sarà il primo incontro storico. Difatti si sono già affrontate nella stessa fase nella stagione 2015/16. La gara di andata in Serbia si è conclusa a reti inviolate, prima che le Wolves eliminassero le avversarie in casa con un 4-0.

La prima partita si svolgerà a Subotica il 9 o 10 dicembre in casa del club serbo, mentre la seconda una settimana dopo (15 o 16 dicembre) all’AOK Stadion.

Ralf Kellermann, direttore sportivo del VfL Frauen: “Come seconde classificate la scorsa stagione, ovviamente andremo alle partite contro lo Spartak Subotica come nettamente favoriti. Il sorteggio potrebbe essere di buon auspicio visto che siamo arrivati ​​in finale anche nel 2016”.

Credit Photo: Pagina Facebook di ŽFK Spartak

Chievo, in arrivo l’ex Inter Giada Pilato per la porta

In casa ChievoVerona Women FM è caos portieri: entrambi gli estremi difensori del club sono ai box e la dirigenza gialloblù sta quindi cercando una giocatrice che possa fare al caso di Mister Dalla Pozza. Il nome individuato, secondo quanto si dice nell’ambiente, sarebbe quello di Giada Pilato, già in città per allenarsi con la squadra.

Ora al Ravenna, Pilato è una giocatrice classe 1997 ma già con buona esperienza, considerando che in passato ha vestito le maglie di Inter Femminile, Orobica e Milan Ladies.

Guardando indietro a The Best FIFA Football Awards 2019

Il 2019 è stato un grande anno per il calcio femminile. La FIFA Women’s World Cup 2019 in Francia ha contribuito fortemente a mettere in mostra questo sport ed ad aprire gli occhi a molte persone che sul calcio femminile sono sempre state scettiche.

Da qui in poi, molte Nazioni e club hanno messo in atto grandi piani e progetti per lo sviluppo del calcio in rosa. Sicuramente, il tutto è stato rallentato dall’avvenimento del Covid-19. Ma la speranza non è persa.

Sempre nel 2019, a Milano presso il Teatro La Scala, è avvenuta la consegna dei The Best FIFA Football Awards™, i premi che ogni anno ricevono i migliori atleti e allenatori, uomini e donne nel calcio, ma non solo. A condurre la premiazione Ruud Gullit e Ilaria D’Amico.

Chi ha vinto nel 2019? 
The Best FIFA Men’s Player: Lionel Messi
The Best FIFA Women’s Player: Megan Rapinoe
The Best FIFA Men’s Coach: Jurgen Klopp
The Best FIFA Women’s Coach: Jill Ellis
The Best FIFA Men’s Goalkeeper: Alisson
The Best FIFA Women’s Goalkeeper: Sari van Veenendaal
FIFA Puskás Award: Daniel Zsori
FIFA Fan Award: Silvia Grecco
FIFA Fair Play Award: Marcelo Bielsa and the Leeds United squad
FIFA FIFPro Men’s World11 in 2019: Alisson, Matthijs de Ligt, Frenkie de Jong, Virgil van Dijk, Marcelo, Sergio Ramos, Eden Hazard, Luka Modric, Cristiano Ronaldo, Kylian Mbappe, Lionel Messi
FIFA FIFPro Women’s World11: Sari van Veenendaal; Lucy Bronze, Nilla Fischer, Kelley O’Hara, Wendie Renard; Julie Ertz, Amandine Henry, Rose Lavelle; Marta, Alex Morgan, Megan Rapinoe

Cosa ne sarà del 2020?
Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, la FIFA ha deciso comunque di assegnare i premi per l’anno 2020. La consegna avverrà però tramite evento virtuale, il 19 dicembre. Chi vincerà?

Credit Photo: Pagina Facebook di Megan Rapinoe

Sandro Lupi, Responsabile Calcio Femminile Abruzzo LND: “Covid ha minato la sicurezza psicologica. Sabatino e Tucceri Cimini il nostro orgoglio”

“Alcuni club stanno prendendo tempo a iscriversi” dice Sandro Lupi, Responsabile del Calcio Femminile in Abruzzo. “Il virus ha creato stati d’ansia e tensioni che spingono alcuni dirigenti ad aspettare. Ciò si è ripercosso con la perdita di alcune società a livello giovanile”. La pandemia è il nemico più difficile da sconfiggere. Il dirigente abruzzese racconta quelle che sono le criticità nel suo territorio strizzando gli occhi verso un futuro roseo e ricco di aspettative.

A che punto era arrivato lo sviluppo del calcio femminile in Abruzzo prima della pandemia?
Nella nostra Regione l’attività di calcio femminile progrediva in maniera graduale: la situazione nella S.S. 2019-2020 era di quattro Società iscritte al Campionato Nazionale di Serie C, otto Società iscritte al Campionato Regionale di Eccellenza Femminile. Per le attività di Settore Giovanile abbiamo avuto due Società iscritte al Campionato Under 17 e sei Società al Campionato Under 15.

Quanto ha inciso il Covid sullo sviluppo del settore femminile?
Più che incidere sullo sviluppo del settore che, per alcuni aspetti almeno per l’attività giovanile, c’è stato, ha segnato tutto a livello psicologico. Vogliamo, dobbiamo e possiamo tornare ad avere il coraggio di essere come ieri, come prima che tutto il mondo cambiasse.

Nonostante la pandemia, diverse società a livello regionale stanno iscrivendo comunque squadre ai campionati minori. In Abruzzo com’è la situazione al riguardo?
Credo come nelle altre Regioni del Centro-Sud; vale sempre il concetto demografico che ci penalizza molto rispetto alle Regioni del Nord. Comunque, in termini numerici, siamo alla stessa stregua delle Marche e delle altre Regioni del Centro-Sud. Sostanzialmente, rispetto alla stagione sportiva passata, siamo a due Società in meno al Campionato di Eccellenza e qualcuna in più nei Campionati dell’Attività Giovanile U.17 e U.15 (diverse Società con la pandemia in corso hanno preso tempo per le iscrizioni).

Stando a diverse fonti, il numero delle ragazze tesserate sta aumentando anche nelle regioni del centro-sud, lei conferma?
Confermo, come in altre regioni una certa crescita tenendo sempre presente l’orografia del nostro bellissimo territorio abruzzese senza dimenticare i numeri della popolazione: l’Abruzzo è popolato da circa due milioni di persone che sono come la popolazione del comune di Milano e la metà del comune di Roma.

Dall’Abruzzo sono partite molte delle calciatrici che oggi fanno parte dell’élite del calcio femminile, se ne aspetta altre?
Sono tante le calciatrici che meriterebbero, ne cito solo alcune: Valeria Del Rosso, Chiara Scioli, Alessandra Berardi, senza nulla togliere alle altre; calciatrici che hanno dato molto anche a livello di Rappresentativa Regionale e, alcune, premiate in occasione della “Serata evento LA NOTTE DEI CAMPIONI – BEST AWARDS 16.07.2020” tenutasi a Francavilla al
Mare.

Quanto conta a livello di audience la presenza di elementi così importanti nelle squadre di vertice della Serie A?
Direi molto. La presenza di calciatrici abruzzesi doc come Daniela Sabatino e Linda Tucceri Cimini, ai massimi livelli e continuamente convocate in Nazionale, danno il giusto prestigio e stimolo alle nostre piccole calciatrici che vedono in loro un punto di riferimento. Ragazze sicuramente da emulare. Loro sono le prime due abruzzesi che hanno partecipato ad un campionato mondiale e che hanno mosso i primi passi nel mondo del calcio proprio nel nostro Campionato Regionale per poi emigrare in altri luoghi e società, lontano dalle loro case, per completare al meglio la loro crescita.

In Abruzzo ci sono progetti societari che lei ritiene possano andare oltre la Serie C?
Le due Società, attualmente iscritte al campionato stesso (Chieti e Pescara), al momento, si equivalgono. Certamente il mio augurio è che possano arrivare in Serie A, come le nostre due calciatrici. Questo per dare modo e sfogo anche a tutte le altre di poter vedere e provare le emozioni del campionato maggiore.

Cosa comporterà secondo lei l’avvento del professionismo?
Un avvenimento che dovrà esserci, con i dovuti tempi, ma che certamente, visto anche sotto l’aspetto economico, sarà gratificante dei tanti sacrifici che le calciatrici compiono. Colgo l’occasione per citare lo slogan coniato dal Vice Presidente L.N.D. Delegato Calcio Femminile Sandro Morgana “IL CORAGGIO DELL’UGUAGLIANZA”, motto dal profondo significato che dovrebbe essere portato allo stesso livello dell’altra metà del Calcio!

Cosa prevede nel futuro del calcio femminile abruzzese?
Piuttosto roseo a livello Regionale visto che i numeri dell’Attività Giovanile crescono. Ci sarà sicuramente una ripresa del Campionato di Eccellenza (Covid 19 permettendo) e a livello Nazionale la mia certezza è che le due Società attualmente militanti nel Campionato di Serie C possano progredire in serie B e, perché no, almeno una arrivare in serie A. Le premesse ci sono tutte: una nostra Società ha già militato nel Campionato di serie A e B, attualmente in Serie C (mi riferisco al Calcio Femminile Chieti, Società storica in Abruzzo).

Perché questo sviluppo solo ora?
Perché prima sembrava che non accadesse nulla?
È stato un avvenimento eccezionale per tutto il movimento. I risultati hanno dato un input e risonanza a tutto il movimento. Il mondiale femminile, che è stato un successo dal punto di vista mediatico, certamente ha fatto sì che mentalità miopi e scettiche sulla nostra disciplina si siano finalmente ricredute sulla potenzialità che le donne possono avere. Condivido con lei una nota del Presidente LND regionale Sandro Morgana:

Le azzurre allenate da Milena Bertolini hanno acceso le notti di milioni di connazionali, dando un nuovo significato alla famosa strofa: “notti magiche / inseguendo un goal”. Molte persone si sono rese conto che ‘esiste’ un altro calcio, oltre quello maschile. (Vice Presidente L.N.D.Delegato Calcio Femminile Sandro Morgana).

Preview 9a giornata: Como-Pomigliano e Brescia-Cesena i big match, Pontedera cerca altri punti salvezza. Stop a tre gare

La Serie B riprende il suo cammino (zoppicante) con la nona giornata di campionato.

Il Pomigliano andrà in casa del Como in un match da alta classifica con le pantere che dovranno riprendere il ritmo partita, visto che è da quasi un mese che non giocano, mentre le comasche non hanno questo problemino.

Il Pontedera proverà a continuare sulle ali dell’entusiasmo cercando di centrare, contro il Cittadella il terzo successo di fila in cadetteria. Non sarà facile per Carrozzo e socie, perché la coach delle padovane Nicoli potrà contare sul nuovo acquisto in attacco Scarpelli.

Terzo incontro da lente d’ingrandimento è BresciaCesena, con le Leonesse che, sul campo di casa, tenteranno di fare il colpaccio, magari provando a strappare alle cavallucce quei tre punti che sarebbero oro per la classifica. Ma le bianconere sanno che un successo le proietterebbero in piazzamenti molto alti della cadetteria.

Scenderanno infine in campo anche Tavagnacco e Chievo Verona, in quello che sarà uno scontro testa-coda, con le gialloblù che cercheranno di rimanere aggrappate ai vertici della cadetteria, mentre le clivensi proveranno a strappare un risultato utile per lasciare la zona paludosa della Serie B.

Sono state rinviate in questo turno tre partite: causa Covid-19 PerugiaRoma e VicenzaRavenna, mentre LazioOrobica si giocherà il 10 gennaio 2021 per via delle convocazioni con le Nazionali.

Le americane trionfano contro l’Olanda come alla finale del Mondiale 2019

La Nazionale Femminile degli Stati Uniti ha sconfitto l’Olanda per 2-0 con un gol nel primo tempo della centrocampista Rose Lavelle e nel secondo tempo con il centrocampista Kristie Mewis nella partita di domenica 27 novembre.

Con la vittoria, l’allenatore capo degli Stati Uniti Vlatko Andonovski è ha stabilito un record per il miglior inizio per qualsiasi allenatore nella storia del WNT con 11 vittorie. Gli USA concludono così il 2020 con un record di 9 vittorie. L’ultima partita giocata dagli Stati Uniti contro l’Olanda risale alla finale di FIFA Women’s World Cup 2019, dove proprio le americane trovarono la vittoria della partita (2-0) e il quarto Mondiale.

Dopo diverse occasioni, Rose Lavelle trova la rete poco prima dell’intervallo al 41′ grazie ad un recupero palla di Christen Press in contropiede. Nel secondo tempo un pallone di Alyssa Naeher viene deviato un’avversaria olandese ai piedi di Lynn Williams, che con un tocco in avanti trova Kristie Mewis in movimento verso la porta che poi scavalca un difensore e trova la rete del 2-0-

Formazioni
USA:
1-Alyssa Naeher; 5-Kelley O’Hara (14-Margaret Purce, 76), 4-Becky Sauerbrunn (Capt.), 7-Abby Dahlkemper, 19-Crystal Dunn (2-Emily Sonnett, 75); 8-Julie Ertz, 3-Samantha Mewis (26-Jaelin Howell, 89), 16-Rose Lavelle 922-Kristie Mewis, 61); 6-Lynn Williams, 23-Christen Press (13-Alex Morgan, 45), 17-Tobin Heath (11-Sophia Smith, 75)
A disiposzione: 18-Jane Campbell, 12-Tierna Davidson
Coach: Vlatko Andonovski

Olanda: 1-Sari van Veenendaal (Capt.); 2-Aniek Nouwen, 20-Dominique Janssen, 15-Lynn Wilms, 4-Merel van Dongen; 14-Jackie Groenen, 8-Sherida Spitse, 10-Daniëlle van de Donk; 21-Lineth Beerensteyn (7-Shanice van de Sanden, 67), 19-Jill Roord (5-Kika van Es, 88), 11-Lieke Martens
A disiposzione: 16-Lize Kop, 23-Daphne van Domselaar, 3-Stefanie van der Gragt, 6-Sisca Folkertsma, 9-Joëlle Smits, 12-Victoria Pelova, 13-Renate Jansen, 17-Katja Snoeijs, 18-Danique Kerkdijk, 22-Inessa Kaagman
Coach: Arjan Veurink

U.S. Soccer Insiders Woman of the Match: Rose Lavelle

Credit Photo: https://www.ussoccer.com/

Arianna Acuti, Empoli: “Dopo la sosta dobbiamo ripartire alla grande”

La nostra Arianna Acuti è stata intervistata da Marco Gargini per ChiantiSette.

Ecco a voi un estratto della pubblicazione.
Ciao Arianna, quest’anno ci sono stati tanti cambiamenti a Monteboro.
«La società è molto ambiziosa ed è molto attenta ai giovani. C’è un grande progetto dietro e vogliamo fare tutti bene».
La stagione è cominciata bene.
«Siamo partite forte e stiamo comunque andando bene. Le sconfitte con Milan e Florentia ci possono stare: si può inciampare, ma dopo la sosta dobbiamo ripartire alla grande per tenerci stretto il quarto posto».
Forse in alcune occasioni vi è mancata un po’ di esperienza.
«Un po’ di malizia, soprattutto nel secondo tempo a San Gimignano. Dobbiamo crescere: ci sta sbagliare, ma dobbiamo imparare dagli errori. Non si può perdere la concentrazione nemmeno per un minuto».
Ottimo inizio in Coppa Italia.
«La Coppa è molto importante per noi. Vogliamo fare bene anche lì e fare il massimo. Vogliamo andare avanti il più possibile».
Qual è il suo più grande sogno calcistico?
«Prima di tutto, fare bene con l’Empoli. Sono molto affezionata a questa maglia. E poi che passi il professionismo, non tanto per noi, ma per le generazioni future».
Se un giorno dovesse andar via da Empoli, dove andrebbe?
«Per me lasciare Empoli sarebbe difficile. Se dovessi andare via, mi piacerebbe fare un’esperienza all’estero, ma ora come ora non ci penso. Qui sto bene, siamo una bella famiglia».
Quali sono le calciatrici a cui ruberebbe qualcosa?
«Qui ad Empoli il carisma di Lucia Di Guglielmo, che è un grande capitano. Extra Empoli, forse dovrei prendere i piedi a Manuela Giugliano (ride, ndr)».
Se una bimba volesse giocare a calcio, cosa le consiglierebbe?
«Di farlo e di viverlo nel migliore dei modi. Mi rivolgo anche ai genitori: non date ascolto ai pregiudizi. Il calcio femminile è un mondo bellissimo dove si creano dei legami che ti porti dietro tutta la vita, amicizie importanti e tante altre cose. Direi di buttarsi in questo mondo perché regala tantissime soddisfazioni personali da condividere con tutto il gruppo».
I suoi genitori cosa dissero quando decise di fare calcio?
«Fu mio padre a portarmici. Poi avevo già la zia che giocava a pallone, quindi erano abituati. Mia madre penso che sia stata l’unica mamma a dire di andare ad allenarsi quando c’era maltempo. Mio padre mi accompagnava sempre a Siena. Sono stati contentissimi e io devo molto ai miei genitori: sono stata molto fortunata».
Credit Photo: Empoli Ladies

Stephanie Breitner, Fiorentina Femminile: “innamorata da subito di Firenze. Punto ad un altro trofeo in viola”

“Mi sono sentita subito a casa”, esordisce così Stephanie Breitner a Team Talk. La centrocampista tedesca racconta della sua esperienza in viola sin dal principio fino all’attualità. In mezzo, tanta forza di volontà e una serie di infortuni. “Il club sta crescendo a vista d’occhio. Oggi abbiamo anche un nutrizionista che si dedica pienamente a noi. Passiamo più tempo insieme come squadra e ci alleniamo sempre più spesso”.

La giocatrice nata ad Heidelberg ma cresciuta calcisticamente nell’Hoffenheim rimembra i successi del passato. “Siamo riuscite a vincere la Supercoppa e siamo arrivati ad un punto dal vincere lo scudetto. Abbiamo raggiunto anche la finale di Coppa Italia; fa male non aver vinto”. La regista viola parla poi del prossimo impegno contro il Milan: “è un grande club con molte ambizioni. Sono sempre partite molto belle. Per me non esistono mai favoriti, neanche quando si affrontano squadre situate nella parte destra della classifica. Tuttavia giochiamo in casa e vogliamo vincere”.

Nel match contro le rossonere, Breitner affronterà l’ex compagna Laura Agard con la quale ha stretto un legame solido durante la sua avventura in viola. La numero 6 parla poi dell’impegno europeo: “La Champions League è una competizione tosta. E’ difficile restare in corsa ma è una competizione importante per noi, per la Fiorentina e per il calcio italiano in generale”. Capitolo infortuni: “ho sofferto molto per quelli che ho avuto. Le mie compagne mi dicono che segno pochi goal ma prima mi sono rotta il naso, poi la caviglia. Rientrare a Roma e segnare alla prima palla buona mi ha emozionato tantissimo”.

Sul tempo libero: “Non ne ho molto a dire il vero. Ci alleniamo praticamente tutti i giorni. Sto studiando l’italiano e nel frattempo proseguo i miei studi. Sto prendendo un master in economia in Germania. Non ho un piano B ma una volta che terminerò la carriera andrò a lavorare. Poi vedremo cosa succederà quando tornerò in patria”.

Su Firenze e i tifosi: “la mia famiglia si è innamorata di Firenze come me. Il tifo in Germania è molto organizzato e un po’ riservato, come lo sono io. Quelli italiani sono molto più passionali e si sente”. Sui suoi obiettivi: “non mi fisso degli obiettivi personali. Voglio migliorarmi assieme alla squadra. Adesso abbiamo un po’ di tempo. Coppa e Supercoppa sono competizioni che ci consentirebbero di vincere un altro trofeo. Vogliamo vincere!” sentenzia Breitner.

Credit Photo: Marco Montrone

Giorgia de Vecchis, centrocampista dell’Orobica, aderisce al progetto “Atleti al tuo fianco”

La lotta al cancro e il mondo dello sport si incontrano nel progetto Atleti al tuo fianco, con l’obiettivo di raccontare la quotidianità di chi affronta un tumore e di far sentire loro la vicinanza degli sportivi professionisti. Il progetto è patrocinato da aRenBì Onlus ed è curato dal dott. Alberto Tagliapietra, medico chirurgo bresciano con diploma d’alta formazione in psico-oncologia. Entra a far parte di questa squadra Giorgia De Vecchis, calciatrice italiana, centrocampista dell’Orobica Bergamo, squadra di serie B di calcio femminile.

Buongiorno Giorgia, benvenuta nel progetto “Atleti al tuo fianco”, la tua esperienza di vita sportiva e personale ci permetterà di trattare alcune tematiche legate alla vita quotidiana con un tumore. Partiamo da un aspetto introduttivo: presentati ai lettori di questa intervista partendo dal presupposto che non sappiano nulla di te. Raccontati attraverso le cose che ritieni sia indispensabile sapere su di te per conoscerti meglio.
Ciao a tutti! Mi chiamo Giorgia De Vecchis, ho 27 anni e sono una calciatrice dell’Orobica Bergamo. Parallelamente al calcio ho sempre cercato di portare avanti l’impegno scolastico e ho conseguito la laurea triennale in Ingegneria. In questo momento sto completando gli studi con una magistrale in Ingegneria Meccanica ad indirizzo Gestionale. Alcuni anni fa ho vissuto sulla mia pelle la realtà della malattia oncologica, da cui ringraziando sono guarita“.

Ora che sappiamo qualcosa di importante di più su di te, trattiamo la prima tematica psico-oncologica: la capacità di una visione a 360° è molto importante in un percorso di terapia. L’attenzione totalmente assorbita dal tumore infatti rischia di rapire da spazi di vita quotidiana, a volte piccoli e a volte grandi, che è bene cercare di mantenere vivi quando possibile. Quanto è importante nel tuo ruolo a calcio la capacità di non focalizzarti su un’unica giocata e soluzione ma di tenere aperta la visione anche a situazioni alternative?
È fondamentale, sicuramente. Io gioco come centrocampista quindi a maggior ragione devo sempre cercare di avere una visione ampia del gioco, in maniera tale da poter impostare l’azione nel minor tempo possibile, non appena ricevo il pallone tra i piedi. Devi avere sempre ben chiare in testa le diverse possibilità di cui disponi, coniugando l’assoluta concentrazione sul momento presente con la consapevolezza dell’ambiente più ampio che ti circonda“.

Quanto l’allenamento di questa abilità ti è servito nel tuo percorso di terapia?
È stato senz’altro d’aiuto. Come dicevo prima, il meccanismo alla base è lo stesso: devi essere concentrato su quello che stai vivendo senza però perdere di vista tutto ciò che ti succede intorno. Quando mi sono dovuta curare ricordo che mi era di grande aiuto il cercare delle distrazioni che mi permettessero di staccare la spina. Questo non vuole dire che non fossi consapevole della malattia e di tutto ciò che essa portava con sé, ma semplicemente cercavo di ritagliarmi degli spazi miei in cui potevo fare qualcosa che mi facesse sentire meglio. Durante un percorso di cura ti ritrovi spesso ad essere in balia di quello che ti succede e non puoi fare altro che seguire le indicazioni di chi è competente in quello specifico ambito. Ritagliarmi dei momenti in cui magari potessi semplicemente fare una passeggiata, o mangiare la colazione da tranquilla, mi dava pace e mi faceva sentire di nuovo in grado di controllare quello che mi succedeva“.

Affrontare una difficoltà da soli, isolati dal resto della società o degli affetti, è un aspetto che spaventa molto le persone che affrontano un tumore. La vicinanza è una risorsa importante da offrire in molti modi diversi: alcune volte con la presenza fisica, altre con messaggi a distanza che possano far sentire che, anche se separati, non si sta affrontando il cancro da soli. Ti è mai capitato in campo di dover affrontare una sfida o un avversario molto temibile e di sentire concretamente dentro di te le tue compagne come un grande strumento di incoraggiamento delle tue paure?
Da questo punto di vista mi sento di fare un paragone molto forte tra la realtà sportiva e quella oncologica. Quando sono stata malata per me è stato fondamentale essere circondata dalla famiglia, dagli affetti e dagli amici. È stata davvero un’arma decisiva per superare dei momenti che sono stati molto difficili. A volte questa vicinanza si traduceva semplicemente nel condividere dei momenti belli insieme, altre volte invece consisteva nell’avere una spalla su cui piangere quando l’angoscia sembrava prendere il sopravvento. Non sono mai stata sola, e questo è stato fondamentale per me. Nel calcio, come immagino in tutti gli sport di squadra, questo “sentirsi famiglia” tra compagne di squadra è importantissimo. Anche nello sport infatti si affrontano grandi sfide che, seppur non paragonabili a quelle che a volte la vita ci mette davanti, richiedono cooperazione e vicinanza. Ricordo per esempio la volta in cui dovemmo affrontare la Juventus: fu davvero importante il poter contare su uno spogliatoio così compatto davanti ad un avversario tanto temibile“.

Quanto è stato importante per te, in un momento di separazione dal campo per affrontare le cure in oncologia, vedere due avversarie storiche come Roma e Lazio scendere in campo nel Derby insieme, compagne e avversarie, con uno striscione di vicinanza a te, che non potevi essere là con loro?
Ricordo quel momento come particolarmente emozionante. Ero in tribuna e quel gesto fu per me totalmente inaspettato, al punto che mi commosse. Arianna, una mia cara amica che giocava nella Lazio, mi fece poi arrivare una loro maglietta firmata da tutte le atlete della società. Penso che questi gesti siano molto importanti, perché dicono al mondo che nonostante possano esserci rivalità e campanilismo, quello che ci unisce è sempre più forte di quello che ci divide“.

La forza è un concetto spesso malinteso: in oncologia si pensa sempre che è bene farsi vedere forti agli occhi di chi si ha vicino. In realtà in uno scambio intimo è necessario alcune volte confidarsi anche le paure, le perplessità, le fragilità: in questo modo si può non solo costruire la reazione in comune, ma anche conoscere a fondo le emozioni di chi vive insieme un percorso oncologico. Ti è mai capitato nel tuo sport di trovare beneficio da una compagna che, ammettendo un suo momento di debolezza, ha offerto l’occasione di compattarsi per reagire con il piacere di sentirsi uniti e trasparenti nella difficoltà?
Capita spesso, nella vita come nello sport. È ciò a cui mi riferivo prima quando sostenevo che per me era stato di grande aiuto sapere di poter sempre contare su una spalla su cui piangere nei momenti difficili. Anche in campo succede di frequente, anzi, direi che ad ogni allenamento capiti ad almeno una di noi di non sentirsi al massimo e provare sconforto davanti agli obiettivi e alle aspettative che ogni atleta avverte su di sé. In questi casi è fondamentale confidarsi con le compagne, anche perché talvolta capita che un punto di vista esterno ed oggettivo ti faccia notare che la situazione non è esattamente grigia come la stai vedendo, ma che il tuo giudizio è troppo negativo riguardo ad una determinata situazione. Penso che ci voglia molta forza nel riconoscersi deboli!“.

Mentre tu affrontavi un tumore, sei riuscita a concederti qualche giornata in cui le tue debolezze potessero esprimersi senza vergogna anche agli occhi di chi in quel momento avresti sempre voluto incoraggiare e rasserenare, come ad esempio la tua mamma o tuo fratello?
Sì, è capitato. Ricordo in particolar modo un giorno in cui mi sono sentita libera di andare da mia madre e, abbracciandola, piangere tutte le lacrime che avevo in corpo. Sapevo che lei in quel periodo soffriva ancora più di me per la mia malattia e mi sarebbe piaciuto farmi vedere sempre forte per cercare di alleviare il più possibile il suo dolore. A volte però è necessario farsi vedere deboli, e da quel momento di dolore è nata un’importante condivisione tra noi due. Ogni tanto nella vita si cade, e non c’è nulla di male in questo, ma quando si cade in due anche rialzarsi diventa più facile“.

Ultima domanda: che cosa oggi pensi che non sia più separabile tra la Giorgia persona e la De Vecchis calciatrice perché le è stato insegnato dalla storia della sua vita?
Non ho mai avvertito una distanza tra queste due componenti. Oggi quando scendo in campo però sono più consapevole di un tempo che a giocare è proprio Giorgia, con tutta quella voglia di vivere che l’esperienza della malattia le ha lasciato. Il percorso che ho fatto mi ha insegnato tanto, e mi ha trasmesso l’importanza di essere veri, senza cercare di far vedere alle persone di essere migliori di quanto si è“.

Photo Credit: Alberto Tagliapietra

Sofia Pasquali, attaccante Brescia Calcio Femminile: “Un onore giocare per questi colori. Voglio riportare la Leonessa in Serie A”

Il Brescia Calcio Femminile si appresta tornare in campo domenica, quando incrocerà, allo stadio Comunale di Ospitaletto, il Cesena, in quello che sarà un match da alta classifica. Le biancoblù hanno in attacco la diciannovenne Sofia Pasquali, una calciatrice che ha fatto il percorso dalle giovanili alla prima squadra del Brescia. A lei abbiamo rivolto alcune domande.

Sofia cos’è per te essere una giocatrice del Brescia?
«Sicuramente essere una giocatrice del Brescia è un orgoglio per me e per i miei genitori. Mi sono sempre trovata bene in una grande società, sera, professionale: per me è un sogno».

Quando ha avuto inizio la tua passione per il calcio?
«Avevo sette anni e mio fratello ha influenzato la passione per questo sport, iniziando a giocare con lui insieme e poi con i miei compagni di squadra. Ho giocato cinque anni con i maschi della Fornaci. Prima del calcio giocavo a pallavolo».

Come mai hai deciso di diventare attaccante?
«Non ho deciso, mi hanno sempre affidato questo. Mi piace affrontare i difensori e fare gol».

Raccontaci il tuo percorso calcistico.
«Ho saltato le Pulcine da piccola, poi sono arrivata al Brescia, dove ho fatto le Giovanissime e due anni con la Primavera».

Sei nella prima squadra del Brescia dal 2018: che emozioni hai provato con quella chiamata?
«Non me l’aspettavo quella chiamata, ma è stata una grande soddisfazione giocare con giocatrici di esperienza, e affrontare un certo livello e ritmo di gioco. Ci ho messo un po’ di tempo ad ambientarmi, ma mi ha ripagato tutti i sacrifici che ho fatto».

Qual è l’emozione più bella che hai avuto con la maglia biancoblù? Il gol più bello?
«Il pareggio di qualche settimana fa in casa della Lazio: aver passato tutta la gara in dieci e pareggiato contro una squadra di quel livello è stata una bella emozione. Il gol del 2-2 contro le laziali è stato veramente bello, perché ero appena entrata e segnare dopo cinque minuti è stato un qualcosa di incredibile».

Com’è secondo te il Brescia 2020/21?
«Una squadra omogenea, fatta di esperienza e di giovani che vogliono ambientarsi. Siamo competitive, perché fino ad ora ci siamo comportate bene, ma allenamento dopo allenamento vogliamo migliorarci sempre di più e cercare di non ripetere gli stessi errori. L’obiettivo è la salvezza, quindi restiamo coi piedi per terra, anche se questa squadra può fare molto bene».

Che Serie B hai visto in questo momento?
«Tutte le squadre sono dello stesso livello, vedo un campionato competitivo».

La Serie B però sta soffrendo per via del Covid-19…
«Lo sport sta soffrendo parecchio, per quanto riguarda noi, il Brescia sta facendo il massimo per rispettare tutte le disposizioni, per permetterci di allenarci e praticare lo sport che amiamo nel migliore e più sicuro dei modi».

Che cosa pensi del calcio femminile italiano? E sul professionismo?
«Il calcio femminile italiano ha fatto un grande salto di qualità sia a livello di giocatrici che a livello culturale. Speriamo di essere più considerate e valorizzate. La norma approvata qualche giorno fa sul professionismo nel calcio femminile rappresenta un grande passo che fino a due anni fa era impensabile».

Com’è la tua vita extra calcistica?
«Sto studiando e prendendo la patente, ma la mia vita è legata soprattutto al calcio».

Che obiettivi hai nei prossimi anni?
«Crescere mentalmente nel calcio e portare il Brescia nella categoria che merita, ossia la Serie A. Mi piacerebbe laurearmi per trovare uno sbocco extra calcistico».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Acf Brescia Calcio Femminile e Sofia Pasquali per la disponibilità.

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