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Accordo tra KNVB e governo olandese: l’Eredivisie Women ricomincia ufficialmente

L’Eredivisie Women è ripresa definitivamente venerdì 30 ottobre. Dopo che il governo olandese ha dato il permesso di proseguire il campionato, a patto che tutte le condizioni di prevenzione fossero state soddisfatte da parte delle squadre.

Secondo la KNVB, il protocollo introdotto a seguito della seconda ondata di Covid-19 per l’Eredivisie (campionato maschile) doveva essere lo stesso per le loro controparti femminili in Eredivisie Vrouwen . In questo modo anche le claciatrici hanno avuto la possibilità di ricominciare a giocare dopo la sospensione di una settimana.

“Questo protocollo richiede molto sia da parte dei club che dalla federazione, ma abbiamo sempre avuto la convinzione che ce l’avremmo fatta. Siamo molto felici che la le ragazze potranno scendere di nuovo in campo anche nel massimo campionato femminile olandese”, spiega Kirsten van de Ven, responsabile della sezione femminile presso la KNVB.

In molti altri sport (di alto livello) c’è stato molto clamore sulla decisione del governo, perché il calcio, maschile e femminile, non poteva soddisfare le rigide condizioni che inizialmente sono state imposte alla “bolla” degli sportivi.

“Da quando abbiamo ricevuto il via libera dal ministro per continuare con l’Eredivisie femminile, abbiamo fatto tutto il possibile per rendere tutti i processi ulteriormente sicuri”.

Photo Credit: Ajax Vrouwen

Ladispoli Femminile: l’intervista ad Aurora Gobbi e Giulia Perigli

Il Ladispoli Femminile è un club laziale che sta portando avanti un progetto davvero interessante. La società guidata da Umberto Paris, infatti, ha allestito una formazione con tante giovani che si sono avvicinate al mondo del calcio con delle ragazze, con esperienze in categorie maggiori, trasferitesi a Roma per studio. Tra rossoblù, allenate da Daniele Severini e Marco Trovato, ci sono il capitano Giulia Perigli e la giovane Aurora Gobbi. Abbiamo raggiunto per qualche battuta sulla realtà laziale Giulia, difensore classe ’98 di Ladispoli, al quarto anno con le rossoblù e la nuova arrivata Aurora laterale sinistro classe 2001, originaria di Verona.

Ragazze come vi siete avvicinate a questo sport e quali sono state le esperienze precedenti a questa annata?
Giulia: “Da piccola per me il calcio non esisteva, pensavo a tutt’altro, finché un giorno grazie ad una compagna di scuola ho fatto il mio primo allenamento con una squadra maschile di Cerveteri. Ho iniziato a 11 anni con l’Ars Roma per poi giocare 3 anni con la DM 84, una seconda famiglia. Sono stata ferma 3 anni e ho ripreso con il Ladispoli calcetto femminile. Dopo due anni finalmente, grazie soprattutto al nostro dirigente Giorgio Agostini è nata la realtà femminile calcio a 11 della quale faccio attualmente parte“.
Aurora:Questa passione per il calcio è nata con me, fin da bambina prendevo a calci qualsiasi cosa che mi capitava a portata di piede. Così dopo aver convinto mio papà, all età di 7 anni ho iniziato la mia esperienza in un campo verde. Ho iniziato con una squadra maschile in cui già giocava mio cugino, a 13 anni sono passata al femminile e sono approdata all’allora Arcobaleno Bardolino, ora Hellas Verona in cui ho giocato fino alla scorsa stagione prima del mio approdo al Ladispoli”.

Giulia il Ladispoli si è affacciato da qualche stagione sul calcio femminile. Come è sono andati i primi mesi di questa squadra?
La realtà femminile calcio a 11 è nata lo scorso anno, la maggior parte delle ragazze non avevano mai giocato prima d’ora, mentre altre avevano già esperienze alle spalle. Sin da subito ci siamo mostrate determinate e volenterose di imparare, tanto da portare a casa il secondo posto. Durante gli allenamenti ci aiutavamo l’una con l’altra e ognuno metteva a disposizione le proprie esperienze, soprattutto chi veniva da una categoria più alta. È nato un bel gruppo, abbiamo stretto tanto tra di noi e giocavamo per la squadra, non per noi stesse. Quest’anno ci sono stati un po’ di cambiamenti, alcune ragazze sono andate via ma, allo stesso tempo, ci sono stati nuovi arrivi, e aldilà della situazione che stiamo vivendo a livello mondiale che ci impedisce di praticare questo sport come vorremmo, sono certa che abbiamo le potenzialità per ottenere buoni risultati“.

Aurora sei arrivata a Ladispoli grazie ad un progetto molto interessante che interessa al squadra laziale giusto?
“Si la mia esperienza in questa regione è legata ad un progetto di College Life Italia che mi porterà a giocare e a studiare in un college americano nel prossimo 2021. Trovandomi a Roma per studio ho accettato l’opportunità di poter continuare la mia passione nel mondo del calcio qui a Ladispoli, società che appoggia lo stesso progetto”.

Giulia sei il capitano della squadra. Cosa significa per te indossare quella fascia al braccio?
Indossare la fascia da capitano non è una cosa da poco, per me significa molto. Indossare la fascia vuol dire una maggiore responsabilità, vuol dire trascinare la squadra e supportarla in tutto e per tutto anche quando le cose non vanno. Significa dare una pacca sulla spalla ad una tua compagna quando sbaglia, essere sempre disponibile per tutta la squadra e la società. È il secondo anno che sono capitano dell’Academy Ladispoli e spero di essere stata all’altezza di questa fascia lo scorso anno. L’unica cosa che chiedo alle ragazze è giocare unite e giocare come una squadra, aiutarsi l’una con l’altra, che poi è quello che ci ha contraddistinto la scorsa stagione“.

Aurora che ambiente hai trovato e come ti sei integrata nel gruppo?
L’ambiente laziale è davvero accogliente e lo paragono a quello di una famiglia. Mi sono trovata alla grande, sia con le coinquiline che con le compagne di squadra, fin da subito. Questo ha sicuramente contribuito a farmi sentire meno la distanza da casa, essendo questo il mio primo anno qui a Ladispoli. Come per la squadra anche con i mister mi sono trovata subito bene. Hanno fin da subito dimostrato la loro voglia di far crescere la squadra e di trasmettere la loro esperienza calcistica a tutte noi. La preparazione è stata diversa rispetto a quelle cui ero abituata a Verona con l’obiettivo di arrivare pronte all’inizio del campionato. Ora la speranza è quella di poter iniziare davvero a giocare e dimostrare sul campo ciò che valiamo”

Giulia come reputi si stia muovendo il calcio femminile nel Lazio?
Riguardo al calcio femminile in generale, e spostando poi lo sguardo nel Lazio, credo sia un movimento che sia solo all’inizio. Ci sono molti step da fare per innalzare e ampliare questo movimento ma ritengo che le basi siano state messe tutte. Nel Lazio sono nate moltissime nuove squadre, fatta di passione e di tante ragazze che si avvicinano al calcio per la prima volta con il desiderio di realizzare quel piccoli grande sogno di tante, tantissime ragazze che non hanno mai avuto l’occasione in precedenza. Quindi ritengo che il movimento del calcio femminile nel Lazio stia facendo un ottimo lavoro, si stia collocando molto bene all’interno delle società e stia crescendo ogni giorno di più“.

Aurora come avete preso la notizia dello stop delle attività?
Ovviamente abbastanza male, anche se capiamo la difficoltà del momento e la criticità del periodo che stiamo vivendo. Sul lato sportivo avendo già affrontato l’anno di quinto superiore e la conseguente maturità con le restrizioni speravo di potermi vivere a pieno questa nuova avventura. Tuttavia, almeno per il momento, con l’osservanza delle regole imposte è possibile fare un minimo di allenamento quindi riesco ancora a vedere il bicchiere mezzo pieno”.

Katherine Reynolds annuncia il suo ritiro

Il difensore del Portland Thorns FC Katherine Reynolds ha annunciato il suo ritiro, dopo un decennio di calcio professionistico, di cui le ultime cinque stagioni giocate in NWSL con il Portland Thorns FC (2016-20).

“Giocare per i Portland Thorns è stato un sogno che si avvera, ha detto Reynolds. “Sono così grato che Mark, Gavin e Merritt mi abbiano dato l’opportunità di far parte di questo club negli ultimi cinque anni. Ho giocato per molte squadre fantastiche in molte grandi città in tutto il mondo negli ultimi undici anni, ma Portland è davvero speciale. Sono così fortunato ad aver giocato per un’organizzazione così professionale con standard e aspettative elevati.”

Una straordinaria carriera college a Santa Clara, per poi passare al professionismo con Philadelphia Independence nel 2010, Atlanta Beat nel 2011 e volare per due anni tra Germania e Australia rispettivamente con SC Freiburg e Newcastle Jets. Dal 2013 il ritorno in America con il Western New York Flash (2013-14), Washington Spirit (2015) e infine con il Thorns FC.

“Per le mie compagne di squadra, ognuno di voi ha avuto un impatto su di me, e sono fortunata di aver avuto modo di giocare al fianco e imparare da così tante giocatrici incredibili nel corso della mia carriera. E ai fan, grazie per aver reso così facile innamorarsi della città di Portland. Questa sensazione è certamente strana, ma non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo e sarò un fan di Thorns per il resto della mia vita”.

Credit Photo: https://www.timbers.com/

Michela Catena, Fiorentina Femminile: “Test importante. A Roma per fare il massimo possibile”

“E’ stato un test difficile ma allo stesso importante”, Michela Catena risponde ai media ufficiali dopo la vittoria con la Riozzese Como. “Sapevamo che non sarebbe stato facile – sottolinea la centrocampista viola – all’inizio siamo partite un po’ in sordina ma poi abbiamo dilagato”. La numero venti è una delle note positive di questa stagione della squadra toscana. Da diverse settimane si sta dimostrando solida e decisa ogni volta che viene chiamata in causa. Una crescita esponenziale per la marchigiana frenata spesso da diversi infortuni.

Sulla gara con la Roma in arrivo a giorni: “sarà una partita tosta. Sappiamo cosa dobbiamo migliorare e siamo consapevoli di chi siamo. Lavoreremo sodo tutta la settimana per andare nella capitale e dare il massimo possibile” conclude la calciatrice gigliata.

La Fiorentina Femminile si presenterà a Roma il prossimo fine settimana. Sarà una gara interessante da vedere visto che per le giallorosse non è un periodo proprio florido. La Viola giungerà nella capitale con la voglia di vincere ed una Michela Catena in più.

La storia del gioco e il calcio femminile, il saggio di Francesca Di Giuseppe

Si intitola “L’evoluzione del gioco e il calcio femminile” il primo lavoro editoriale della giornalista pescarese

Pescara. E’ disponibile su Amazon il primo lavoro editoriale della giornalista pescarese Francesca Di Giuseppe. Si tratta della sua tesi di laurea che la Lupi Editore ha permesso di trasformare in un saggio dal titolo “L’evoluzione del gioco e il calcio femminile”.

Un viaggio nella storia del movimento calcio donne dal punto di vista sociologico dai primi albori del movimento fino ai primi anni 2000 (anno di discussione della tesi).

Non solo: la prima parte del libro sviluppa anche un’analisi sul concetto di gioco prendendo in considerazione i principali sociologi che hanno studiato l’argomento.

Nella sinossi del libro infatti si legge:

L’evoluzione del gioco, dal semplice “ludens” al professionismo attraverso le voci di grandi sociologici come Allen Guttmann e il suo “Dal rituale al record”. Lo studio che si intraprende tratta un argomento che solo negli ultimi anni ha avuto un’attenzione più ampia da parte di sociologi, psicologi e luminari in genere; ci riferiamo al mondo dello sport e in particolare al calcio nei suoi aspetti socio-culturali.

“E’ un sogno che si avvera – dichiara Francesca – pensavo sempre di poterla pubblicare ma probabilmente non era il momento giusto. Ora invece, grazie anche a Jacopo Lupi della Lupi Editore che ha creduto nel progetto, il momento è scoccato. Il saggio è per tutti coloro che vogliono approfondire il mondo del calcio femminile, la sua storia e le sue radici italiane ed europee; un saggio altresì nel quale si approfondisce il concetto di gioco. Il tutto sotto l’aspetto socio-culturale”.

Il Trento Calcio Femminile batte Isera per 3 a 0: tripletta di Chiara Pasqualini

Sul sintetico di Mattarello è andato in scena il derby di serie C tra Trento e Isera. Partita a senso unico, con le padrone di casa che mettono al sicuro il risultato nel primo tempo e controllano agevolmente le avversarie nei restanti 45 minuti.

Ritmo alto e voglia di fare bene fin dal principio per le gialloblu, che approcciano il derby nel migliore dei modi. In pochi minuti il Trento confeziona un paio di incursioni pericolose ed il primo gol. Al 5′ un tiro di Tonelli viene deviato in corner e dall’angolo arriva l’incornata di testa di Chiara Pasqualini che insacca per l’1-0.

L’Isera sembra non riuscire a organizzare una qualsivoglia reazione ed il Trento continua a mantenere il controllo del gioco e del campo. Al 14′ è ancora un angolo a fare la differenza: sul corner che sembra e innocuo facilmente gestibile dall’Isera, le lagarine non liberano al meglio. Il Trento recupera palla sulla trequarti e con 2 passaggi torna in area dove è ancora Pasqualini a farsi trovare libera e pronta. Raccoglie il passaggio e supera Guarracino per il 2-0. Il Trento gioca a questo punto sul velluto, confezionando buone azioni ed occasioni.

La più clamorosa non viene sfruttata da Poli che, messa da sola davanti all’estremo difensore avversario, calcia debolmente e permette l’intervento del portiere. Si deve arrivare al 30′ per registrare la prima vera occasione delle ospiti con un tiro di Slomic che impegna Valzolgher. Al 35′ l’ennesima buona azione sulla fascia sinistra trentina, vera e propria spina nel fianco per la difesa biancorossa che non trova le contromisure per arginarla. Una combinazione tra Alessandra Tonelli e Rovea porta quest’ultima al cross.
La palla respinta, viene raccolta al limite dell’area da Chiara Pasqualini che non ci pensa troppo: tiro da fuori e 3-0.

Da qui la partita ha poco ancora da dire. Nel secondo tempo il Trento rallenta e cerca di abbassare i ritmi. L’Isera cerca di approfittarne, diventando più pericolosa. Guadagna campo, e crea qualche occasione: al 14′ la palla buona sembra arrivare dal cross di Pellegrini sui piedi di Martina Pasqualini che sottoporta la tocca troppo piano e Valzolgher riesce a sventare il pericolo. Il Trento cerca di colpire con rapide ripartenze che sembrano poter far ulteriormente male alla retroguardia ospite: solo la traversa ferma alla mezz’ora del secondo tempo il tiro di Rosa.

TRENTO: Valzolgher, Bertamini, Ruaben, Tonelli L. (31′ Lenzi, 78′ Lucin), Rovea, Fuganti (61’ Maurina),  Chemotti, Battaglioli, Poli (69′ Rosa), Pasqualini C. (45′ Daprà), Tonelli A.

ISERA: Guarracino, Boccagni, Pellegrini, Bertolini, Faccio, Slomic (78′ Salvetti), Pasqualini M. (82′ Baldessari), Bonenti, Bellinazzi, Planchestainer, Campana.

Photo Credit: Trento Calcio Femminile

Jenny Benítez è la nuova allenatrice dello Sporting Huelva

Jenny Benitez, Sporting Huelva femenino
Jenny Benitez, Sporting Huelva femenino

Antonio Toledo, storico allenatore e fondatore dello Sporting Club di Huelva, lascia la guida tecnica della società. Dopo 443 partite, la vittoria nella Coppa della Reina nel 2015, diventerà il direttore sportivo della squadra andalusa. La nuova allenatrice sarà Jenny Benítez con Rubén Santiago Osuna come secondo allenatore. Jenny era aiuto allenatore nello Sporting Huelva e il suo obiettivo rimane la salvezza nella Primera Iberdrola.
Oggi non sono più l’allenatore del Sporting Club Huelva. Lo avevo deciso da una settimana a causa della situazione che vive il nostro Paese per la pandemia del Covid-19. Non penso che ci siano le condizioni adatte per praticare uno sport come il nostro che ha bisogno di mobilità costante negli spostamenti per tutto il Paese” dice Antonio Toledo in un comunicato stampa rilasciato sul sito ufficiale del club.
A 62 anni, dopo 15 anni come allenatore, Toledo dice che “questa decisione non c’entra nulla con il cammino irregolare della squadra in questo inizio campionato che non è in linea con le aspettative. Nello Sporting Huelva negli anni abbiamo superato situazioni ancora più complicate e difficili di quella attuale visto che solo abbiamo giocato 3 partite. Ciò non significa che la mia carriera di allenatore sia terminata ma è un arrivederci. Sono convinto che se la pandemia ci permette proseguire e terminare il campionato, la squadra saprà trovare le giuste soluzioni”.
L’allenatore andaluso ringrazia il club e chiude dicendo che: “Siamo a un solo punto dalla zona retrocessione con una partita in meno. Ci sono 33 partite davanti”. E allora per Jenny Benítez inizia un nuovo cammino domani 4 novembre per la prima delle 33 sfide contro il Betis Siviglia ai Campi Federativi de La Orden alle 16.15. La sfida contro il Siviglia persa 4-0 ha sicuramente influito su un ambiente che aveva bisogno di novità.
Suerte Jenny, hasta pronto Antonio!

Photo: Sporting Club de Huelva femenino, Instagram

La Ternana ha acquistato otto giocatrici

La Ternana ha annunciato otto operazioni in entrata.
Dagli Stati Uniti arrivano il portiere ’97 Anna Money (Blast South North Oaks SC) e la centrocampista ’96 Alanna Castaneda (Chicago Eagles). Le ragazze, che hanno firmato un contratto fino al termine della stagione, sono arrivate con l’aiuto del Soccer Management Institute e del College Life Italia.
Dalla Roma Calcio Femminile arriva in prestito la centrocampista classe ’99 Filomena Chahid, mentre sono state prese a titolo temporaneo dall’Orvieto il difensore Giada Provenzani (’99), le centrocampista Matilde Rossi (’01) ed Erica Quattrone (’03), in attacco Martina Antonelli (’00).
Ha già esordito in maglia rossoverde la svincolata difensore classe ’94 Elisabetta Fiorella
Photo Credit: Facebook Ternana Calcio

Bev Priestman ritorna ad allenare la Nazionale Canadese

Bev Priestman è stata nominata nuovo coach della Nazionale Femminile Canadese. Volto noto ai giocatori e fan canadesi sin dai tempi storici come numero 2 di John Herdman, l’allenatrice lascia la sua posizione presso la Nazionale Inglese Under 18.

Succede quindi a Kenneth Heiner-Moller, con il compito di guidare la squadra verso importanti tornei: “Il nostro obiettivo immediato sono i Giochi olimpici di Tokyo 2020 del prossimo anno e successivamente ci stiamo dirigendo verso la FIFA Women’s World Cup 2023, dove alla fine il Canada dovrebbe essere su quel podio. Non vedo l’ora di entrare in contatto con il grande gruppo di staff e giocatori pronti a dirigere nell’anno olimpico del 2021 concentrato e pronto a dare il massimo.”

In precedenza aveva servito come assistente di Phil Neville alla FIFA Women’s World Cup 2019™ in Francia, oltre che Head Coach del settore giovanile calcio canadese e Direttrice del programma.

“È un onore e un privilegio tornare in Canada per guidare un gruppo di giocatori così talentuosi e una squadra con una storia fantastica. Con una grande miscela di esperienza e giovinezza, sono entusiasta di ciò che possiamo ottenere insieme nel prossimo quadriennale. Vorrei ringraziare Canada Soccer per questa fantastica opportunità“, ha affermato l’allenatrice di origini inglesi.

“Siamo estremamente lieti di dare il benvenuto a Bev Priestman al Canada Soccer come Head Coach della nostra squadra nazionale femminile”, ha dichiarato Steve Reed, Presidente del Canada Soccer.

Credit Photo: https://www.thefa.com/

L’editoriale di Umberto Calcagno

Ritorno al futuro

Dopo il grande lavoro fatto per concludere la stagione sportiva 2019/2020, siamo di nuovo alle prese con la difficile convivenza con il virus SARS-CoV-2 anche all’interno del nostro mondo. Il settore dilettantistico e, ancor più, il settore giovanile, stanno già scontando grandi restrizioni che rischiano di far collassare lo sport di base, ben consapevoli che anche il mondo professionistico non sarebbe in grado di reggere una seconda chiusura.

In questa situazione di incertezza sembriamo, purtroppo, incapaci di fare una seria riflessione per cogliere i cambiamenti strutturali di cui avremmo bisogno; manca uno sguardo critico sul passato che ci possa permettere di cambiare le prospettive sul futuro.
I problemi di oggi hanno una matrice ben più lontana dell’emergenza COVID 19, la quale ha semplicemente messo a nudo tutte le debolezze del nostro mondo. Oggi lamentano difficoltà tanto i club di Serie A quanto quelli della cadetteria e della Lega Pro, a testimonianza che nel mondo dello sport, più che in ogni altro settore economico, c’è la necessità di una idea di sostenibilità e sviluppo che non può più prescindere da una adeguata redistribuzione delle risorse.
In questo contesto non sono bastate ad oggi le ostinate richieste di intervento rivolte al Governo; siamo comunque fiduciosi che – come nel recente passato – siano riconosciuti contributi per chi svolge attività dilettantistica e provvedimenti fiscali a sostegno delle nostre società professionistiche.

Nel frattempo, Federazione e Leghe continuano a interrogarsi sul nostro futuro, limitando la disamina del problema alle solite questioni inerenti il taglio degli stipendi, una soluzione comoda e populista, utile a distogliere con facilità l’attenzione dei media sulle reali ragioni che vedono i nostri Club in uno stato di crisi che non ha eguali negli altri contesti europei.
La proposta sul taglio agli stipendi quale unica soluzione ai problemi del presente è facilmente gestibile a livello mediatico e, unita allo slittamento dei controlli federali sul pagamento delle mensilità (deliberato a maggioranza in Consiglio Federale nonostante la nostra ferma opposizione), riuscirà ancora una volta a spostare i problemi di qualche mese verso un imbuto di scadenze e pagamenti dal quale non sapremo come uscire in futuro.

È necessario ragionare su una diversa distribuzione delle risorse quale base della tanto agognata riforma del calcio italiano, un nuovo patto sulla sostenibilità accompagnato da norme più rigide in sede di ammissione ai campionati e nei controlli durante la stagione.
Per guardare avanti con ottimismo ci attendono scelte coraggiose per capire chi in futuro sarà in grado di fare calcio, garantire la regolarità dei campionati, senza scaricare ogni volta sui calciatori il peso di strategie aziendali non al passo con i tempi.

Credit Photo: Gazzetta Lucchese

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